La donna, senza permesso di soggiorno, è stata sequestrata per due settimane
in un appartamento di Quarto Oggiaro, periferia di Milano. Arrestato l'uomo.
Chiusa in casa e stuprata per giorni
Colf ucraina denuncia un italiano.
Il comune di Milano ha annunciato che vuole costituirsi parte civile nel processo.
MILANO - Sequestrata in casa per due settimane, minacciata, picchiata e, secondo la sua denuncia, anche violentata più volte. E' la terribile vicenda di una ragazza ucraina di 31 anni, in Italia senza permesso di soggiorno, sottoposta a violenze dal suo datore di lavoro italiano.
Ieri sera la polizia l'ha liberata dall'appartamento di Quarto Oggiaro, periferia nord di Milano, dove aveva iniziato a lavorare come colf ai primi di agosto. La donna è riuscita a chiedere aiuto dopo quindici giorni di vessazioni. Il suo aguzzino, un uomo di 41 anni con diversi precedenti, è stato arrestato. Deve rispondere del reato di sequestro di persona e sono in corso indagini per verificare le accuse di violenza sessuale.
L'uomo, che ha giustificato il suo comportamento parlando di gelosia, non ha esitato a rinchiudere la donna in casa, arrivando perfino a confezionare un rudimentale esplosivo collegato alla porta d'ingresso, per assicurarsi che lei non tentasse la fuga in sua assenza.
Solidarietà alla vittima è giunta dal comune di Milano, che, per bocca del vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato, ha annunciato che "chiederà di costituirsi parte civile nel processo che vedrà imputato l'italiano che ha barbaramente sequestrato e violentato la colf ucraina". Il comune vuole anche "aiutare, attraverso le proprie strutture di protezione, questa ragazza, che pur nello stato di clandestinità, ha avuto il coraggio di denunciare il suo aguzzino". A Milano, ha detto il vicesindaco, negli ultimi quattro mesi si sono verificati ben 14 casi gravi di violenze sessuali.
In mutande davanti all'altare della patria,un gruppo di operatori ha deciso di sensibilizzare così l'opinione pubblica sulla situazione difficile di chi lavora nel sociale.
La condizione degli operatori precari, con contratti collettivi scaduti, a progetto, al nero, sottopagati, discriminati rispetto ai soci che, a sua volta, si autosfruttano, è una situazione molto antica. Le cooperative di dimensioni più ridotte soffrono ad ogni intoppo burocratico che rallenta i pagamenti.
LE FOTO DEL SIT-IN IN MUTANDE CON DOCUMENTI E APPROFONDIMENTI LE TROVATE SU:
Stamane presso l'assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma era in programma un'assemblea generale dei lavoratori delle cooperative sociali.. sul marciapiede...
All'assessora è stato di fatto impedito di parlare. Tanta commedia e tante ambiguità, tanto ascolto inconsapevole in un'assemblea dove prendere la parola era una vera e propria impresa.
E dove gli obiettivi di fondo dei vari "deus ex machina" non sono per niente dichiarati..
Alle 10 di oggi, 10 luglio 2008, una protesta simbolica occupa lo scenario della magica fontana di Trevi a Roma. Alcuni operatori di associazioni no profit che lavorano nei servizi per l'infanzia e l'adolescenza entrano nella vasca per compiere il gesto della raccolta delle monete. All'iniziativa hanno aderito diverse associazioni romane titolari dei progetti 285 le quali non ricevono finanziamenti dal mese di novembre 2007.
Per leggere i particolari sulla situazione dei servizi sociali a Roma : www.ciardullidomenico.it
Invito a leggere e far circolare la lettera aperta che gli educatori professionali di Napoli, e non solo di Napoli, hanno scritto al Governo per la valorizzazione e la tutela di una professione immersa nella più completa precarietà.
4 aprile ore 10.30 a Piazza Madonna di Loreto (p.zza Venezia)
I maggiori sindacati CGIL CISL UIL hanno rotto le trattative con Legacoop, Confcoop e le altre centrali, indicendo, per la prima volta nella storia, uno sciopero nazionale del settore cooperative sociali il 4 aprile prossimo. Siamo a una svolta? Quale connotazione prenderà adesso quella perversa stabilità di sistema con tutti i suoi canali intercomunicanti dove funzionari di partito assumevano cariche dirigenziali all'interno delle Centrali cooperative e viceversa? E dove, addirittura, quadri di partito presiedevano associazioni nazionali del Terzo settore mentre alti dirigenti sindacali confederali venivano collocati come assessori all'interno delle giunte comunali o come dirigenti di aziende speciali comunali? Siamo dunque ad una vera svolta?
La fotografia che in tutti questi anni abbiamo scattato, come operatori sociali di cooperative aderenti a Conf e Lega, ci consente di dire che la tutela esercitata dalle Centrali cooperative (Legacoop, Confcoop...) nei confronti dei presidenti di cooperative è stata perfetta. Non a caso, esistono dirigenti in carica da quasi venti anni, segno evidente di un mancato ricambio e, probabilmente, di una scarsa crescita democratica interna dei soci lavoratori. Fin dai primi anni 90 esistevano già un gran numero di collaboratori a ritenuta di acconto, impiegati in mansioni perfettamente subordinate. E allora, ancora, non c'era l'alibi della legge 30.
La zona franca priva di regole e senza rispetto per i diritti costituzionali basilari ha sempre prevalso, ha prevalso di conseguenza, con il famoso alibi della "vision" e della "mission", la necessità di ingoiare ingiustizie nei rapporti di lavoro, licenziamenti, mobbing, la carenza di democrazia interna, l'insicurezza degli assistenti domiciliari che lavoravano con disabili fisici senza sollevatori correndo il rischio di diventare prematuramente inabili al lavoro per patologie articolari e scheletriche (come poi è successo in diverse coop). Saltuarie e discontinue sono state le iniziative sanzionatorie dell' INPS e della Guardia di finanza su evasioni contributive e fiscali.
Tra i dirigenti dei consigli di amministrazione e i prestatori d'opera, la Legacoop e la Confcoop, sin dall'inizio, hanno fatto la loro scelta coerente e pragmatica. Hanno scelto cioè di non volgere lo sguardo verso il "clima aziendale" ma verso il "vertice aziendale". I partiti hanno svolto il loro ruolo di regia unificante che smorza i conflitti secondo mediazioni e compromessi fatti al chiuso di una stanza, mentre spesso i delegati e i Rls hanno seguito il classico copione di traffichini o comparse senza voce. Gli sviluppi di questo pragmatismo lo vediamo oggi. Vediamo cosa è diventata buona parte della cooperazione sociale, il salario da fame e la sicurezza di chi lavora, gli intrecci con la politica, lo squilibrio economico tra chi amministra le cooperative e chi lavora direttamente a contatto con il disagio. Qualcosa è emerso, in qualche modo, nell'inchiesta su appalti e subappalti di "report" al Sant'Andrea, al Policlicnico, su ricapitalizzazioni imposte ai soci di certe coop, sulle scatole cinesi di cooperative di tipo B appaltatrici di servizi all'Università. Per non parlare delle inchieste giudiziarie in atto in Calabria e in Veneto.
Rimane attuale il tema della mancata valorizzazione delle professionalità interne alle cooperative. Scarse o inefficaci le iniziative parlamentari per aggiornare l'elenco dei lavori usuranti, per costruire un albo degli educatori professionali per dare certezza di diritto alla figura del socio-lavoratore e a tutti i prestatori d'opera. Mancato aggiornamento, carenza di supporti psicologici e di supervisione, mancata "formazione permanente" e stagnazione professionale dei propri lavoratori. Insomma, una vera e propria inosservanza dei principi sanciti a livello di Unione Europea per i quali la Regione Lazio, ad esempio, riceve dal Fondo Sociale comunitario circa 100 milioni di euro l'anno.
Per fortuna oggi, di queste condizioni economiche ingiuste se ne sono accorti anche i sindacati confederali, che si sono svegliati dopo decenni.
Occorre quindi partecipare in massa. Tutti noi vogliamo che le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) siano coerenti con i loro fini statutari, che applichino e rinnovino i contratti collettivi e le norme di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Sembra paradossale che debbano essere i soci e i lavoratori, con uno sciopero e una manifestazione nazionale, a ricordare alla classe dirigente delle cooperative sociali e associazioni "onlus" che al centro della loro imprenditorialità non può esserci il danaro e il potere ma i diritti e la sicurezza delle centinaia di migliaia di operatori che, con il loro lavoro quotidiano, contribuiscono a tenere in piedi il sistema "welfare" di questo paese.
Domenico Ciardulli
ARTICOLO PUBBLICATO SU: ► Osservatorio sulla Legalità ►Aprile ►I COMMENTI
Fabrizio Gatti nella sua inchiesta al policlinico aveva solo sfiorato il problema. A pochi giorni dal primo sciopero generale della storia fatto da CGIL CISL e UIL nel settore delle cooperative sociali, torna insistente il tema della zona franca delle illegalità nelle cosiddette ONLUS.
Una serie di testimonianze scioccanti di Giovanna, di Tina di Elisa le trovate su www.ciardullidomenico.it
SUL SITO www.ciardullidomenico.it troverete un articolo de Il Manifesto "Così le cooperative tagliano gli stipendi ai soci lavoratori". Vorrei dire che spesso i soci lavoratori di cooperative, parlo soprattutto di quelle più grandi e di quelle a gestione piramidale, verticistica e autoreferenziale, vengono considerati dagli amministratori come "lavoratori imprenditori", coinvolti nel rischio d'impresa, solo quando si tratta di mettere mano alle tasche per rimediare a esercizi finanziari fallimentari.
La storia della ricapitalizzazione l'abbiamo già sentita a Roma in alcune cooperative sociali, così come abbiamo visto in altre la prassi di non pagare gli stipendi ai soci lavoratori per mesi a causa di pignoramenti giudiziari seguiti a vertenze di lavoro perdute dagli amministratori delle cooperative stesse con risarcimenti elevatissimi. Segno spesso di gestione avventuriera e incompetente da parte di presidenti e/consiglieri in carica da oltre un decennio.
Un ruolo subalterno, quello dei soci lavoratori, spesso inquadrato in contratti precari e/o in buste paghe misere, schiacciati in decisioni di vertice aziendale che arrivano, non di rado, fino al mobbing. Senza eccessivo rispetto delle norme di sicurezza nell'ambiente di lavoro.....Ma leggete l'articolo.. su www.ciardullidomenico.it
DOMENICA 24 FEBBRAIO ORE 18.00 - SALA CONVEGNI - CIAMPINO (via del lavoro, a 150 metri dalla stazione)
(n.b.: nella locandina c'è un errore grammaticale fortunatamente corretto in tempo utile...vigilanza massima contro ogni rigurgito di analfabetismo)
Di seguito, il testo di appello e comunicato
APPELLO PER IL 24 FEBBRAIO
Il prossimo 24 febbraio presso la sala convegni a Ciampino, l’Assemblea Permanete “No-Fly”, organizza alle ore 18.00 un incontro pubblico avente per oggetto, la situazione dell’inquinamento acustico e atmosferico nei territori di Marino, Ciampino e Decimo municipio di Roma.
L'assemblea è aperta ai cittadini/e e a tutte le realtà che si stanno impegnando in difesa dell'ambiente e della salute pubblica seriamente minacciati dall'incremento del traffico aereo, dal problema legato alle centrali elettriche, agli inceneritori, alle discariche, alle "grandi opere" ecc...
Con questa iniziativa, vogliamo riportare l'attenzione di tutti/e sulla necessaria diminuzione dei voli che deve essere immediatamente attuata perché tutte le indagini ambientali finora realizzate indicano gravi rischi per la salute di decine di migliaia di persone. Così come vanno ascoltate le istanze portate avanti da altre realtà simili alla nostra che si stanno battendo contro gli interessi speculativi di chi, pur di ottenere enormi profitti, è disposto a calpestare i diritti di intere popolazioni.
Qui, come altrove, l’eminente disagio vissuto dalla popolazione, in termini di salute e qualità ambientale del territorio, viene gestito dalle classi politiche ed amministrative locali (sostenute dalle istituzioni di più alto livello) strumentalmente ai propri interessi politico/elettorali, costruendo, sulla base di iniziative una tantum e del tutto inefficaci, un’immagine positiva che le presenta come baluardi in difesa dei cittadini e nascondendo di fatto, la loro reale responsabilità (sia passata che presente) all’interno del progetto di sviluppo di tale mercato.
Le stesse dinamiche riguardano altri territori, altre popolazioni e altre situazioni tutte legate da un denominatore comune: enti locali, regionali e ministeri hanno dimostrato in ogni angolo del Paese la volontà di sostenere progetti di imprese che operano nell'interesse di realizzare profitti milionari a scapito della salute, della sicurezza e dell'ambiente. E' per questo che si moltiplicano i comitati spontanei, più o meno organizzati, che sorgono nelle aree dove incombe la devastazione ed il saccheggio delle risorse.
A questi ci rivolgiamo in particolare affinché si possa realizzare una collaborazione sempre più stretta che porti, con il sostegno reciproco, le nostre comuni rivendicazioni ad ottenere non solo il blocco di tutti i minacciosi progetti ancora in cantiere ma anche ad un cambiamento radicale di quelli che purtroppo stanno già creando danni enormi, come sperimentato qui a Ciampino.
E come potrebbero sperimentare i viterbesi se davvero venisse realizzato il terzo scalo.
Questa decisione-imposizione porterà ad uno smisurato aumento dell’inquinamento ambientale, con pesanti conseguenze negative per la salute dei cittadini della “Tuscia” e, al contempo, malgrado alcuni benpensanti (la casta dei politici) e i portatori d’interesse (gli imprenditori) asseriscano il contrario, non determinerà affatto una diminuzione dei voli per Ciampino.
Sarebbe il trionfo del modello-Campania: prima viene creata l'emergenza e poi, con la scusa di volerla risolvere senza in realtà farlo, la si genera altrove. E' quanto sta avvenendo, ad esempio, per imporre l'inceneritore ad Albano dove i politici che sostengono il progetto fanno continuamente leva sulla paura di "finire come Napoli" se non lo si costruisce.
Nel "nostro" caso le compagnie low–cost, insieme alle istituzioni di ogni ordine e grado, sono gli autentici responsabili dell’aumento smisurato del traffico aeroportuale in ambito Regionale.
Infatti, le prime hanno più volte dichiarato di intendere lo snodo di Ciampino come strategico per le loro politiche aziendali, grazie all’estrema vicinanza dell’aeroporto stesso alla città di Roma, e le seconde, per aumentare il numero dei visitatori della città eterna, favorendo così l’indotto conseguente, ritengono l’aeroporto di Ciampino determinante per il raggiungimento di tale obbiettivo.
Per sconfiggere il progetto messo in campo da Veltroni e Marrazzo con la benedizione di Perandini, Palozzi, Medici e Rayan-Air, che vede collocare al centro dei loro piani il profitto di pochi a scapito della salute della maggioranza dei cittadini, facciamo appello ai cittadini/e, alle forze sociali, alle associazioni, ai movimenti di partecipare numerosi al fine di determinare una serie di iniziative collettive che sappiano ribaltare l'insostenibile situazione attuale.
La grande mobilitazione popolare del 17 febbraio ad Aprilia, a cui hanno partecipato oltre 5.000 persone e diversi movimenti organizzati, ha dato molti segnali positivi e incoraggianti: condividendo le esperienze di tutti/e possiamo realmente contrastare le pesanti politiche devastatrici delle nostre vite.
Rafforziamo il Patto del Mutuo Soccorso anche nella nostra Regione.
In piena autonomia di movimento, costruiamo un fronte coerente con obbiettivi comuni, fondato su un processo di auto-organizzazione, per riuscire a vincere una battaglia difficile ed estenuante che le controparti stanno giocando sulla nostra pelle.
- Per una diminuzione dei voli e un ritorno al traffico aeroportuale almeno ai livelli del 2001.
- Per il blocco del traffico notturno.
- Per il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini.
- Per la V.I.A., la zonizzazione acustica e la valutazione di rischio d'impatto.
- Contro la costruzione del terzo scalo di Viterbo.
- Per ampliare e sostenere il Patto del Mutuo Soccorso.
- Contro il modello di sviluppo imposto dai poteri economici, finanziari e politici.
Se ancora non l'hanno capito, resisteremo...un minuto più di loro.
Assemblea Permanente “No–Fly”
[24 FEBBRAIO, ORE 18.00, ASSEMBLEA PUBBLICA PRESSO LA SALA CONVEGNI DI VIA DEL LAVORO 59 A CIAMPINO]
COMUNICATO “NO FLY” - CIAMPINO, 21 FEBBRAIO 2008
L'Assemblea Permanente “No Fly” comunica che domenica 24 febbraio, a partire dalle ore 18.00 in sala convegni a Ciampino (via del lavoro), organizzerà un incontro pubblico aperto alla cittadinanza sulle questioni ambientali relative all'incremento del traffico aereo presso lo scalo “G.B.Pastine”.
Negli ultimi due anni abbiamo più volte evidenziato l'inutilità dei tavoli tecnici e politici che si sono susseguiti senza riuscire a diminuire i voli. Non solo, gli stessi sono aumentati ulteriormente di quasi il 15% e tutti i rilevamenti acustici e delle polveri inquinanti evidenziano il nesso tra gli scarichi di kerosene e l'aria che respiriamo. In soli 40 giorni dall'inizio dell'anno sono già 22 gli sforamenti dei limiti massimi di legge consentiti per le polveri sottili PM10.
L'eventuale apertura dell'aeroporto di Viterbo come terzo scalo regionale devasterà la qualità della vita di altre migliaia di persone e saccheggerà le risorse della Tuscia, senza per altro risolvere i problemi di Ciampino visto che AdR prevede di raddoppiare la capacità ricettiva degli scali nel Lazio da qui al 2020.
Per questo intendiamo rilanciare le iniziative di lotta e di controinformazione su tutto il territorio interessato.
Presidi, gazebi, assemblee e cortei saranno la risposta più eloquente alle politiche speculative di chi trae enormi profitti dallo sfruttamento intensivo dell'aeroporto di Ciampino.
Continueremo a proporre l'idea di una sottoscrizione popolare per l'acquisto di una centralina di monitoraggio mobile, la realizzazione di un “bollettino” aperiodico da diffondere ovunque e di una brochure informativa.
Inoltre, è in dirittura d'arrivo la pubblicazione di un libro autoprodotto riguardante i due anni di “lavoro” sul caso-aeroporto.
A questa assemblea sono state invitate altre realtà autorganizzate che si battono in diversi territori già colpiti, o in procinto di esserlo, da problematiche ambientali altamente nocive per la salute di tutti/e.
Vogliamo evidenziare con la loro partecipazione la necessità di legare tutte queste vertenze ambientali che sembrano a prima vista svincolate tra loro; in realtà le dinamiche e le conseguenze di scellerate scelte di sviluppo (aeroporti, centrali a carbone, turbogas, inceneritori, discariche...) sono identiche sia in provincia di Roma che nel resto del Paese.
La scorsa settimana ad Aprilia sono scese in piazza oltre 5.000 persone invadendo la via Nettunense e rivendicando il proprio diritto ad opporsi ai progetti di Sorgenia e dei politici ad essa legati.
Alla popolazione locale si sono unite le delegazioni di numerosi comitati e realtà autorganizzate che nel pomeriggio hanno poi dato vita ad un'interessante assemblea che ha già programmato altre giornate di iniziative comuni che faremo “nostre” e che illustreremo domenica pomeriggio in sala convegni.
Ribadiamo la necessità di ridurre immediatamente e drasticamene i voli presso il “Pastine” e di bloccare la rumorosa attività notturna indipendentemente dalle incomprensibili decisioni del TAR del Lazio a favore delle compagnie low-cost.
Invitiamo tutti/e a partecipare all'assemblea di domenica 24 febbraio, ore 18.00, sala convegni, via del Lavoro (Ciampino).
DOMENICA 24 FEBBRAIO ORE 18.00 - SALA CONVEGNI - CIAMPINO (via del lavoro, a 150 metri dalla stazione)
(n.b.: nella locandina c'è un errore grammaticale fortunatamente corretto in tempo utile...vigilanza massima contro ogni rigurgito di analfabetismo)
Di seguito, il testo di appello e comunicato
APPELLO PER IL 24 FEBBRAIO
Il prossimo 24 febbraio presso la sala convegni a Ciampino, l’Assemblea Permanete “No-Fly”, organizza alle ore 18.00 un incontro pubblico avente per oggetto, la situazione dell’inquinamento acustico e atmosferico nei territori di Marino, Ciampino e Decimo municipio di Roma.
L'assemblea è aperta ai cittadini/e e a tutte le realtà che si stanno impegnando in difesa dell'ambiente e della salute pubblica seriamente minacciati dall'incremento del traffico aereo, dal problema legato alle centrali elettriche, agli inceneritori, alle discariche, alle "grandi opere" ecc...
Con questa iniziativa, vogliamo riportare l'attenzione di tutti/e sulla necessaria diminuzione dei voli che deve essere immediatamente attuata perché tutte le indagini ambientali finora realizzate indicano gravi rischi per la salute di decine di migliaia di persone. Così come vanno ascoltate le istanze portate avanti da altre realtà simili alla nostra che si stanno battendo contro gli interessi speculativi di chi, pur di ottenere enormi profitti, è disposto a calpestare i diritti di intere popolazioni.
Qui, come altrove, l’eminente disagio vissuto dalla popolazione, in termini di salute e qualità ambientale del territorio, viene gestito dalle classi politiche ed amministrative locali (sostenute dalle istituzioni di più alto livello) strumentalmente ai propri interessi politico/elettorali, costruendo, sulla base di iniziative una tantum e del tutto inefficaci, un’immagine positiva che le presenta come baluardi in difesa dei cittadini e nascondendo di fatto, la loro reale responsabilità (sia passata che presente) all’interno del progetto di sviluppo di tale mercato.
Le stesse dinamiche riguardano altri territori, altre popolazioni e altre situazioni tutte legate da un denominatore comune: enti locali, regionali e ministeri hanno dimostrato in ogni angolo del Paese la volontà di sostenere progetti di imprese che operano nell'interesse di realizzare profitti milionari a scapito della salute, della sicurezza e dell'ambiente. E' per questo che si moltiplicano i comitati spontanei, più o meno organizzati, che sorgono nelle aree dove incombe la devastazione ed il saccheggio delle risorse.
A questi ci rivolgiamo in particolare affinché si possa realizzare una collaborazione sempre più stretta che porti, con il sostegno reciproco, le nostre comuni rivendicazioni ad ottenere non solo il blocco di tutti i minacciosi progetti ancora in cantiere ma anche ad un cambiamento radicale di quelli che purtroppo stanno già creando danni enormi, come sperimentato qui a Ciampino.
E come potrebbero sperimentare i viterbesi se davvero venisse realizzato il terzo scalo.
Questa decisione-imposizione porterà ad uno smisurato aumento dell’inquinamento ambientale, con pesanti conseguenze negative per la salute dei cittadini della “Tuscia” e, al contempo, malgrado alcuni benpensanti (la casta dei politici) e i portatori d’interesse (gli imprenditori) asseriscano il contrario, non determinerà affatto una diminuzione dei voli per Ciampino.
Sarebbe il trionfo del modello-Campania: prima viene creata l'emergenza e poi, con la scusa di volerla risolvere senza in realtà farlo, la si genera altrove. E' quanto sta avvenendo, ad esempio, per imporre l'inceneritore ad Albano dove i politici che sostengono il progetto fanno continuamente leva sulla paura di "finire come Napoli" se non lo si costruisce.
Nel "nostro" caso le compagnie low–cost, insieme alle istituzioni di ogni ordine e grado, sono gli autentici responsabili dell’aumento smisurato del traffico aeroportuale in ambito Regionale.
Infatti, le prime hanno più volte dichiarato di intendere lo snodo di Ciampino come strategico per le loro politiche aziendali, grazie all’estrema vicinanza dell’aeroporto stesso alla città di Roma, e le seconde, per aumentare il numero dei visitatori della città eterna, favorendo così l’indotto conseguente, ritengono l’aeroporto di Ciampino determinante per il raggiungimento di tale obbiettivo.
Per sconfiggere il progetto messo in campo da Veltroni e Marrazzo con la benedizione di Perandini, Palozzi, Medici e Rayan-Air, che vede collocare al centro dei loro piani il profitto di pochi a scapito della salute della maggioranza dei cittadini, facciamo appello ai cittadini/e, alle forze sociali, alle associazioni, ai movimenti di partecipare numerosi al fine di determinare una serie di iniziative collettive che sappiano ribaltare l'insostenibile situazione attuale.
La grande mobilitazione popolare del 17 febbraio ad Aprilia, a cui hanno partecipato oltre 5.000 persone e diversi movimenti organizzati, ha dato molti segnali positivi e incoraggianti: condividendo le esperienze di tutti/e possiamo realmente contrastare le pesanti politiche devastatrici delle nostre vite.
Rafforziamo il Patto del Mutuo Soccorso anche nella nostra Regione.
In piena autonomia di movimento, costruiamo un fronte coerente con obbiettivi comuni, fondato su un processo di auto-organizzazione, per riuscire a vincere una battaglia difficile ed estenuante che le controparti stanno giocando sulla nostra pelle.
- Per una diminuzione dei voli e un ritorno al traffico aeroportuale almeno ai livelli del 2001.
- Per il blocco del traffico notturno.
- Per il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini.
- Per la V.I.A., la zonizzazione acustica e la valutazione di rischio d'impatto.
- Contro la costruzione del terzo scalo di Viterbo.
- Per ampliare e sostenere il Patto del Mutuo Soccorso.
- Contro il modello di sviluppo imposto dai poteri economici, finanziari e politici.
Se ancora non l'hanno capito, resisteremo...un minuto più di loro.
Assemblea Permanente “No–Fly”
[24 FEBBRAIO, ORE 18.00, ASSEMBLEA PUBBLICA PRESSO LA SALA CONVEGNI DI VIA DEL LAVORO 59 A CIAMPINO]
COMUNICATO “NO FLY” - CIAMPINO, 21 FEBBRAIO 2008
L'Assemblea Permanente “No Fly” comunica che domenica 24 febbraio, a partire dalle ore 18.00 in sala convegni a Ciampino (via del lavoro), organizzerà un incontro pubblico aperto alla cittadinanza sulle questioni ambientali relative all'incremento del traffico aereo presso lo scalo “G.B.Pastine”.
Negli ultimi due anni abbiamo più volte evidenziato l'inutilità dei tavoli tecnici e politici che si sono susseguiti senza riuscire a diminuire i voli. Non solo, gli stessi sono aumentati ulteriormente di quasi il 15% e tutti i rilevamenti acustici e delle polveri inquinanti evidenziano il nesso tra gli scarichi di kerosene e l'aria che respiriamo. In soli 40 giorni dall'inizio dell'anno sono già 22 gli sforamenti dei limiti massimi di legge consentiti per le polveri sottili PM10.
L'eventuale apertura dell'aeroporto di Viterbo come terzo scalo regionale devasterà la qualità della vita di altre migliaia di persone e saccheggerà le risorse della Tuscia, senza per altro risolvere i problemi di Ciampino visto che AdR prevede di raddoppiare la capacità ricettiva degli scali nel Lazio da qui al 2020.
Per questo intendiamo rilanciare le iniziative di lotta e di controinformazione su tutto il territorio interessato.
Presidi, gazebi, assemblee e cortei saranno la risposta più eloquente alle politiche speculative di chi trae enormi profitti dallo sfruttamento intensivo dell'aeroporto di Ciampino.
Continueremo a proporre l'idea di una sottoscrizione popolare per l'acquisto di una centralina di monitoraggio mobile, la realizzazione di un “bollettino” aperiodico da diffondere ovunque e di una brochure informativa.
Inoltre, è in dirittura d'arrivo la pubblicazione di un libro autoprodotto riguardante i due anni di “lavoro” sul caso-aeroporto.
A questa assemblea sono state invitate altre realtà autorganizzate che si battono in diversi territori già colpiti, o in procinto di esserlo, da problematiche ambientali altamente nocive per la salute di tutti/e.
Vogliamo evidenziare con la loro partecipazione la necessità di legare tutte queste vertenze ambientali che sembrano a prima vista svincolate tra loro; in realtà le dinamiche e le conseguenze di scellerate scelte di sviluppo (aeroporti, centrali a carbone, turbogas, inceneritori, discariche...) sono identiche sia in provincia di Roma che nel resto del Paese.
La scorsa settimana ad Aprilia sono scese in piazza oltre 5.000 persone invadendo la via Nettunense e rivendicando il proprio diritto ad opporsi ai progetti di Sorgenia e dei politici ad essa legati.
Alla popolazione locale si sono unite le delegazioni di numerosi comitati e realtà autorganizzate che nel pomeriggio hanno poi dato vita ad un'interessante assemblea che ha già programmato altre giornate di iniziative comuni che faremo “nostre” e che illustreremo domenica pomeriggio in sala convegni.
Ribadiamo la necessità di ridurre immediatamente e drasticamene i voli presso il “Pastine” e di bloccare la rumorosa attività notturna indipendentemente dalle incomprensibili decisioni del TAR del Lazio a favore delle compagnie low-cost.
Invitiamo tutti/e a partecipare all'assemblea di domenica 24 febbraio, ore 18.00, sala convegni, via del Lavoro (Ciampino).