razzismo

Fermiamo il decreto della vergogna!

autore:
Roberto Malini - Gruppo EveryOne
Sommario:
Arrivano leggi xenofobe e razziali a cui tutti gli antifascisti devono opporsi: è questa, in Italia, la grande sfida per i Diritti Umani

Fermiamo il decreto della vergogna

Lettera aperta di Roberto Malini del Gruppo EveryOne a tutti gli antirazzisti

E' in arrivo un decreto sulla sicurezza assolutamente iniquo, frutto
dell'ignoranza, dell'incompetenza, ma soprattutto dell'intolleranza,
del razzismo e della xenofobia di chi governa abusivamente l'Italia.
Scrivo "abusivamente" perché il grande broglio della campagna
elettorale che ha condotto alle ultime elezioni non è avvenuto
durante lo spoglio delle schede, ma prima: quando un'informazione
controllata ha perpetrato il più grande inganno nei confronti del
Popolo italiano, convincendolo che il problema della sicurezza in
italia non è costituito dalla criminalità organizzata con le sue
connivenze politiche (che muove ogni anno MILIARDI DI EURO e uccide
con la violenza, la droga e ogni genere di violazione delle leggi
civili), ma dai Rom vestiti di stracci, che muoiono di povertà, fame
e malattie nelle baracche e sotto i ponti.
Il Gruppo EveryOne porterà all'attenzione delle autorità
internazionali i gravi abusi e le violazioni di carte dei diritti
umani e direttive Ue contenuti nel decreto, ma nel frattempo è
importante che ognuno di noi si impegni per evitare che la deriva
razziale in cui l'Italia - imbrogliata da una classe politica
inqualificabile - è caduta non degeneri ulteriormente e non si
affermino ideologie atroci come quella secondo cui i migranti
dovrebbero essere considerati criminali. Stiamo attenti, perché la
libertà degli esseri umani è il valore più alto su cui si basano la
civiltà e la democrazia e la politica degli arresti, detenzioni,
torture ed espulsioni di innocenti (migrante uguale essere umano
innocente, fino a prova contraria) è politica di regime. Riguardo ai
Rom, poi, esistono direttive - oltre che leggi internazionali a
tutela dei diritti degli individui e dei popoli - che impediscono la
loro deportazione, quella deportazione promessa da tanti candidati
durante la campagna mediatica di stampo razzista e xenofobo condotta
nell'àmbito del Grande Inganno elettorale. Noi faremo il possibile
per contribuire a preservare il diritto, il rispetto delle minoranze
e dei valori della civiltà, per evitare che un nuovo crimine etnico
venga messo in atto, per dimostrare all'opinione pubblica
internazionale che in Italia non vivono solo persone intolleranti e
xenofobe, ma anche coloro (i pochi) che hanno ereditato la cultura
dei diritti umani e vogliono che l'Europa di domani sia migliore di
quella del passato. Noi ci impegneremo perché i giovani italiani
crescano in un mondo di diversità etniche e culturali, perché non si
alimentino di odio, perché un giorno si confrontino amichevolmente
con persone e comunità di tutte le razze, perché siano migliori di
chi li governa oggi. Date un'occhiata al nostro sito
www.everyonegroup.com: siamo solo esseri umani, senza finanziamenti
né ricchezze personali né sostegno mediatico, animati solo da ideali
universali (è la follia, è la paura del diverso che li ha gettati
nell'oblio, gli ideali di uguaglianza, che restano tuttavia
universali!). Siamo solo esseri umani, ma abbiamo ottenuto risultati
importanti, modificando la condotta di potenti e di governi, salvando
vite umane e consentendo ad altre di sperare. Se siete vicini ai
valori che ci animano, allora non arrendetevi: costruiamo una rete di
"giusti", continuiamo a diffondere la cronaca di una persecuzione,
esprimiamo una ferma protesta in ogni sede, vigiliamo sui luoghi in
cui sopravvivono le minoranze perseguitate, a rischio violenza,
sgombero ed espulsione. Impediamo che proprio qui, sul suolo del
Paese in cui viviamo e sul quale difendiamo i più alti ideali umani e
civili, si affermi di nuovo la barbarie e i nostri fratelli che ci
raggiungono da lontano, innocenti, simili in tutto a noi e ai nostri
cari, siano privati della libertà e dei loro diritti fondamentalii.
Possiamo dire no. Individualmente o uniti in una rete di solidarietà,
possiamo - forse dobbiamo? - dire no.

info@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com
www.annesdoor.com

Violenza sui Rom: non lasciamoli soli

autore:
EveryOne Group
Sommario:
Le forze dell'ordine sono brutali con i Rom; sembra che ormai sia garantita loro l'impunità, quando usano loro violenza fisica o morale

Abbiamo assistito più volte alle "gentilezze" di militi e agenti nei riguardi dei Rom che cadono nelle loro mani. Quando ci accade di assistere al fermo di un Rom da parte della pubblica sicurezza, non lasciamolo solo in quella situazione o leggeremo sempre più spesso notizie come quella che segue.

IN PROVINCIA DI FROSINONE
Romeno fermato dai carabinieri
si getta dalla finestra e muore
Quando i militi dell' Arma stavano per congedarlo l'uomo ha aperto la finestra e si è lanciato dal secondo piano

FONTANA LIRI (FROSINONE) 4 MAGGIO 2008 - Un romeno si è suicidato gettandosi dalla finestra di una caserma dei carabinieri in provincia di Frosinone. L'uomo, secondo quanto si è appreso, era stato fermato e portato presso la caserma dei Carabinieri di Fontana Liri per accertamenti. Quando i militi dell' Arma stavano già per congedarlo, poco prima delle 17, il romeno ha aperto la finestra e si è gettato dal secondo piano morendo sul colpo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso dell'uomo, le cui generalità non sono ancora state rese note.

Rom: ecco l'Operazione Frankenstein

autore:
EveryOne Group
Sommario:
Le autorità razziste

Operazione Frankenstein: come si costruisce il "mostro" straniero

In molte città italiane, da almeno un paio d'anni le autorità hanno messo in atto una tattica razziale già sperimentata in Germania dal partito nazionalsocialista, alle soglie dell'Olocausto. Potremmo chiamarla "Operazione Frankenstein", perché è mirata a "costruire" mostri stranieri, soprattutto Rom* e romeni, da dare in pasto ai media e all'opinione pubblica. In alcuni casi il mio gruppo e io siamo intervenuti in tempo e abbiamo evitato a persone straniere indigenti e senza tetto di subire questa tecnica mistificatoria tanto inumana quanto illecita, evitando alle vittime designate di subire procedimenti penali e condanne ingiuste. All'inizio dello scorso mese di gennaio abbiamo scongiurato l'arresto di una giovane donna Rom accusata di aver aggredito alcuni agenti di pubblica sicurezza che stavano perquisendo il suo fagotto: la donna aveva in realtà alzato le mani al cielo per supplicare i poliziotti affinché la lasciassero andare. Fortunatamente eravamo lì, abbiamo chiesto agli agenti di identificarsi e ci siamo dichiarati decisi a testimoniare il reale svolgimento dei fatti. Così gli agenti hanno desistito da quell'abuso e si sono allontanati, probabilmente in cerca di altre vittime, in luoghi meno esposti alla vista. Nel caso dei "ladruncoli" Rom della Stazione Centrale di Milano abbiamo dimostrato la palese contraddizione fra quanto dichiarato dalle autorità ("i piccoli vivevano segregati ed erano costretti al furto con botte e torture dai loro sadici carcerieri Rom") e la fuga di tutti i ragazzini dalle case-famiglia e dagli asili (si chiamano asili, ma sono in realtà terribili carceri minorili) in cui erano stati collocati: fuga e ritorno dai loro genitori, nelle baracche di Vimodrone in cui vivevano. Altro che segregazione e maltrattamento! I genitori dei piccoli, anch'essi arrestati e detenuti ingiustamente, sono in realtà convinti, come tutti i Rom, che "tanti bambini portano tanta gioia" e sono papà e mamme amorevoli, anche se poveri. I casi "sospetti", tuttavia, sono tanti e disonorano la parte sana, la parte onesta e obiettiva delle forze dell'ordine, quegli agenti che "servono e proteggono" i deboli e gli innocenti. Agenti come Luca, di Milano, che dopo uno sgombero mi disse: "Mi sogno di notte quello che facciamo a questi bambini, a queste donne, a questi 'poveracci'. Non ce la faccio più, non è questo che mi aspettavo quando sono entrato nella polizia". Gli ho risposto di resistere, perché se lui avesse mollato, forse l'avrebbe sostituito un agente senza scrupoli, al servizio di un'autorità razzista e xenofoba. Oggi in una città del Sud, due carabinieri hanno arrestato un ragazzo romeno di 21 anni, che è finito in carcere perché colto "in flagranza di reato". Secondo i militi, il ragazzo sarebbe arrestato per aver colpito a calci e schiaffi un bambino di due o tre anni, con l'intento di costringerlo a chiedere l'elemosina. Una giovane donna che era con lui, certamente la moglie, sarebbe riuscita a fuggire - secondo la dinamica dell'evento spiegata dai carabinieri - portando con sè il loro bambino. La storia fa acqua. Un bambino di due o tre anni non chiede l'elemosina in solitudine; tutt'al più rimane seduto in grembo alla madre o su un marciapiede, a ridosso di un muro e vicino ai genitori, con un bicchiere di carta o un capello davanti. Di questi tempi, neanche il mendicante più indegno e irresponsabile abbandonerebbe anche solo per pochi minuti un bambino così piccolo, consapevole che i passanti avvertirebbero subito le forze dell'ordine. Di conseguenza, non è verosimile che un adulto prendesse a calci e pugni un fanciullino di due/tre anni per "convincerlo" all'accattonaggio. Ancor meno verosimile è che i militi in borghese si siano fatti sfuggire una giovane donna con un bambino in braccio. Bisogna stare attenti, perché su tutto il territorio italiano - e soprattutto in quei centri dove manca chi vigili sui diritti umani - le autorità razziste costruiscono casi ad hoc per giustificare misure repressive e persecutorie. Il mese scorso un agente mi ha confessato che "abbiamo la disposizione di trovare Rom che delinquono e - se non li troviamo - di inventarceli". E' necessario imparare a interpretare le notizie sui media, che saranno sempre più spesso di questo tipo. Vi è da aspettarsi di tutto, in questa campagna razziale, senza limiti, purtroppo. E da oggi, con i deriva fascista in cui è stato condotto il nostro Paese, la situazione, per le minoranze perseguitate, è destinata ad aggravarsi progressivamente, nonostante il fatto innegabile che le Istituzioni europee siano consapevoli della campagna xenofoba e antizigana che imperversa da noi e vigilino sull'operato di chi ci governerà, i cui propositi improntati all'odio razziale sono già stati sbandierati ai quattro venti. L'impegno dei pochi antirazzisti ormai attivi in Italia non è di certo agevolato dalle associazioni finanziate dal governo italiano, che sono pro-Rrom solo di nome e ormai si dedicano quasi esclusivamente a organizzare conferenze, invitando con tutti gli onori rappresentanti istituzionali. Ulteriori ostacoli sono l'attivismo passivo e l'isolamento in cui sono lasciati i rappresentanti Rom più attivi e consapevoli e le associazioni che promuovono - battendosi contro l'antiziganismo - il riconoscimento dei diritti del popolo Rom, che è vittima della più grave forma di discriminazione del nostro tempo e che è, a tutti gli effetti, una "nazione senza territorio". R.M.

info@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com
www.annesdoor.com

Milano umilia, terrorizza e mette in mezzo alla strada la piccola "Anna Frank" del popolo Rom

autore:
EveryOne Group
Sommario:
Nuovo sgombero violento in stile SS: "Zingari, il nuovo governo vi manderà tutti a casa!"

Le autorità di Milano commettono un nuovo crimine contro i Rom: antifascisti, vi invitiamo a ritrovare i valori della Resistenza

di Roberto Malini - Gruppo EveryOne

Milano, 24 aprile 2008. La città della Madonnina si prepara a festeggiare la Liberazione capovolgendone lo spirito. La liberazione che Milano e i suoi politici, una banda di razzisti senza scrupoli, inseguono è quella dai poveri, dalle minoranze deboli, dalle famiglie Rom. Milano dedica mezzi e risorse, impiega decine di agenti della forza pubblica per trasformarsi in una città "Zigeunerfrei", libera dagli zingari. Ho vissuto a Milano per tanti anni e l'ho abbandonata quando da città della solidarietà è divenuta città dannata, in preda a deliri architettonici, fieristici e razziali, come la Berlino di Hitler. Oggi una "squadra di protezione" formata da agenti in assetto antisommossa, agli ordini dell'Obergruppenführer Gianvalerio Lombardi ha compiuto un'operazione di sgombero nei confronti della comunità di Rom romeni, provenienti da Timisoara, che si era rifugiata in un campo del quartiere Giambellino. Il campo era "abusivo": numerose famiglie in condizioni di miseria tragiche si erano rifugiate lì per evitare di morire di fame e malattie nella loro città di origine, vivevano in una situazione di segregazione e discriminazione insostenibile. L'azione degli agenti - ma per amor del vero, dopo aver osservato le loro malefatte con i miei occhi, preferisco chiamarli "sgherri" - è stata eseguita con metodi brutali. Uomini, donne e nugoli di bambini sono stati costretti a uscire dalle loro baracche, messi in fila come gli ebrei rastrellati dai nazisti durante l'Olocausto e costretti ad assistere alla distruzione del loro piccolo, miserabile mondo. Le baracche sono state distrutte e date alle fiamme senza che agli occupanti fosse concesso di prelevare i propri pochi beni. Una mamma supplicava gli uomini in divisa: "Per piacere, lasciatemi prendere le copertine per i miei bambini". Un poliziotto le rispondeva con un ghigno: "Non ti servono a niente, perché adesso, con il nuovo governo, vi rimandiamo tutti in Romania". I bambini piangevano, mentre i loro aguzzini li spintonavano e li intimidivano con parole dure, offensive, improntate all&# 39;odio razziale. Una delle famiglie cacciate in malo modo dalla squadraccia era la famiglia Covaciu, il cui capofamiglia è un missionario evangelico, noto presso i Rom di Milano per gli innumerevoli gesti di altruismo compiuti nei riguardi delle famiglie perseguitate. Sua moglie parla cinque lingue: il romeno, il romanes, il francese, lo spagnolo e l'italiano. Hanno quattro bambini, fra i quali Rebecca Covaciu, di 11 anni, dotata di un notevole talento nel campo delle arti plastiche, tanto che alcuni dei suoi disegni - che documentano la vita dei Rom in Italia - sono stati esposti a Napoli, nel corso della Giornata della Memoria 2008, presso le prestigiose sale dell'Archivio Storico, che li ha acquisiti in permanenza. Altre opere di questa bambina straordinaria fanno parte del Museo d'Arte contemporanea di Hilo (Stato delle Hawaii, U.S.A.). Le opere grafiche di Rebecca sono state selezionate inoltre all'interno del Festival di Intercultura di Genova "Caffé Shakerato" e concorrono per il Premio UNICEF 2008. Nonostante questi suoi meriti, nonostante l'impegno del padre Stelian a cercare un lavoro anche umilissimo in Italia, la famiglia Covaciu era costretta a vivere in una baracca, in mezzo ai topi e ai parassiti, senza acqua potabile né corrente elettrica. Solo l'aiuto offerto dai membri del Gruppo EveryOne ha evitato che Stelian, sua moglie e i loro quattro bimbi subissero un destino tragico. Ora Rebecca - che non è solo una grande promessa dell'arte europea (promessa che sarà mantenuta solo se la persecuzione razziale in Italia non la ucciderà), ma un angelo di sensibilità, altruismo e bontà - si è incamminata in una "marcia della morte" verso il nulla, con i suoi cari. Mi ricorda Anne Frank, incapace di perdere il sorriso e la fiducia negli esseri umani, nonostante la spietata persecuzione che il suo popolo subisce qui in Italia. Noi cerchiamo di aiutarli come possiamo, così come cerchiamo di soccorrere tanti altri Rom, ma le nostre possibilità sono limitate e le tragedie causate dal razzismo e dalla crudeltà delle istituzioni italiane sono migliaia. Non basta "occuparsi della questione-Rom", bisogna che i veri antirazzisti, le poche persone che ancora credono nel valore dei Diritti Umani, i veri spiriti umanitari e coraggiosi si cerchino e facciano fronte, insieme, a una tragedia che per orrore e dolore ricorda molto da vicino gli anni dell'Olocausto, della Shoah, del Samudaripen.

info@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com
www.annesdoor.com

Rogo di Livorno: il razzismo diventa spettacolo

autore:
EveryOne Group
Sommario:
Mentre l'Europa valuta un dossier di denuncia sulla persecuzione dei Rom in Italia, il Sindaco di Livorno Cosimi trasforma il dramma umano ancora in corso dei genitori dei 4 piccoli Rom arsi vivi da razzisti livornesi in uno squallido spettacolo.

COMUNICATO STAMPA
24 aprile 2008

LIVORNO, STASERA SPETTACOLO TEATRALE COL SINDACO COSIMI SUL ROGO DOVE MORIRONO 4 BIMBI ROM

GRUPPO EVERYONE: “UN’AZIONE INDEGNA. DUE DEI GENITORI DI QUEI BAMBINI STANNO MORENDO DI FAME E NESSUNO LI AIUTA”

Questa sera, al teatro Goldoni di Livorno, andrà in scena lo spettacolo teatrale "Io non sono razzista...ma però", ispirato e dedicato al rogo di Pian di Rota dell’agosto scorso (le cui cause non sono mai state chiarite né rese pubbliche) nel quale persero la vita quattro bambini Rom.
La messa in scena è liberamente tratta dal "Manifesto della razza", il documento redatto nel 1938 da un gruppo di scienziati fascisti e usato dallo stesso regime come base teorica per le leggi razziali; la rappresentazione, nella quale il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi rappresenterà se stesso, è stata ideata e organizzata da Alessio Traversi e Federico Bernini, e a recitare saranno alcuni detenuti del Laboratorio teatrale della Casa circondariale livornese.
“E’ un’azione indegna e inumana” commentano duramente i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, che in questi lunghi mesi di sofferenza sono rimasti a fianco di due dei genitori dei bambini morti nel rogo: Victor ed Elena Lacatus. “Victor ed Elena, dopo essere stati ingiustamente accusati della morte della loro piccola Leunuca Corolea, assassinata assieme agli altri tre ragazzini da un gruppo razzista locale, hanno dovuto vivere sulla propria pelle l’orrore della cattiveria e dell’indifferenza: sono stati abbandonati a se stessi, si sono visti sbattere in faccia le porte dalla Caritas di Livorno, dalla diocesi, dal Comune di Livorno e da tutte le istituzioni locali. Attualmente vivono in una baracca, di nuovo, senza cibo, senza acqua corrente, senza luce né riscaldamento, esposti a continui rischi per la loro vita. La loro situazione è in corso d’esame presso la Corte Europea dei Diritti Umani” continuano gli attivisti “attraverso la quale sperano di ottenere finalmente giustizia”. Sullo spettacolo Malini, Pegoraro e Picciau continuano: “La notizia di uno spettacolo teatrale sulla tragedia che ha distrutto la loro famiglia li ha abbattuti. E’ vergognoso che il sindaco Cosimi li abbia lasciati vivere come bestie pur conoscendo la loro difficilissima situazione e che ora faccia leva su una disgrazia per ricavarne il plauso dei cittadini”.
Il Gruppo EveryOne annuncia che è già partito un appello ufficiale in Commissione Europea per quanto è avvenuto finora e per quanto accadrà a Livorno questa sera, corredata da un ampio dossier sul caso, affinché venga stigmatizzato l’episodio e venga espressa una chiara condanna nei confronti del comportamento del Comune toscano, che senza dignità sta distruggendo psicologicamente due vite già pesantemente provate dalla perdita della loro bambina.

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

Italia, ris

autore:
EveryOne Group
Sommario:
L'Europa e le Nazioni Unite condannano la politica antizigana dell'Italia, ma le nostre Istituzioni proseguono una purga etnica degna dei carnefici di Hitler, giustificandola dietro calunnie e manipolazioni della realtà

Italia, interrompi la campagna razziale contro i Rom!

di Cizmic Balo e Roberto Malini (www.annesdoor.com)

20 aprile 2008
Affermare che i Rom sono violenti sarebbe come sostenere che gli italiani sono tutti mafiosi. E' un principio assurdo. Chi sbaglia, chi commette un reato deve pagare per la sua responsabilità individuale, dopo le indagini delle autorità. La legge prevede pene per chi commette i reati, pene che non devono mai essere estese alla sua famiglia, alla sua comunità o al suo popolo. L'Italia dà un pessimo esempio all'Europa ed espone gli italiani all'estero a un grave rischio di ritorsioni: dopo la campagna mediatica xenofoba contro i romeni, cosa potrebbe accadere alla comunità italiana in Romania, se un suo membro commettesse un reato violento? Recentemente la polizia romena ha arrestato un capomafia italiano, ma il popolo romeno non ha scatenato una caccia all'italiano. Pensiamo inoltre alla strage perpetrata da italiani a Duisburg, in Germania, nel corso dell'interminabile faida fra le famiglie Strengio, Nirta e Pelle, Romeo: cosa accadrebbe agli italiani in Germania, se i media e i politici tedeschi criminalizzassero tutti i connazionali degli assassini mafiosi? Siamo preoccupati, perché l'atteggiamento razzista delle Istituzioni e dei media italiani pone i Rom in una condizione di pericolo. Le organizzazioni per i Diritti Umani devono vegliare, per essere presenti dove le autorità latitano, per proteggere gli innocenti da una vergognosa persecuzione. Dopo l'episodio di Roma, vediamo i telegiornali proporre immagini di campi Rom e la parola "Rom" risuona ovunque con un'eco ansiogena. "Orde di barbari," così vengono definiti gli zingari da politici, propagandisti (non meritano la definizione di giornalisti), autorità. Qualcuno vuole spiegare cosa hanno a che vedere i Rom con lo stupro della ragazza del Lesotho? I Rom vivono da secoli in Italia e gli archivi della polizia dimostrano come siano lontane dal vero le dicerie che attribuiscono loro rapimenti, stupri, efferati omicidi. I Rom sono senza patria e hanno passato secoli di schiavitù in Romania, dove sono ancora segregati e discriminati; hanno subito aggressioni e massacri; sono stati sterminati durante l'Olocausto; nella guerra dell’ex Jugoslavia hanno perso vite, case, terre, e la loro stessa identità. Ora chiedono alle Istituzioni italiane, che fomentano il popolo contro di loro, di interrompere una persecuzione tanto spietata quanto ingiusta: vi riferite a famiglie con tanti bambini, non a bande di criminali; siete voi, con un'oppressione terribile, con una campagna razziale indegna di un Paese civile a violare ogni legge umana e morale. Esistono Convenzioni, Direttive e Risoluzioni dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite. Leggetele e rispettatele.

Mendicanti a Firenze: è davvero un problema di sicurezza?

autore:
EveryOneGroup
Sommario:
Un ostacolo da rimuovere o un'umanità da tutelare?

Mendicanti a Firenze: un "ostacolo" da rimuovere o semplicemente esseri umani da proteggere?

Lettera aperta del Gruppo EveryOne all'Assessore comunale alla sicurezza di Firenze Graziano Cioni e ad altre figure istituzionali fiorentine

Se le Istituzioni, le autorità civili e religiose, le associazioni e - perché no? - i privati cittadini decidono di abbandonare la via dell'intolleranza e di sostenere i poveri, i Rom e i senza tetto con alloggi, programmi di inserimento nel mondo del lavoro, sostegno a chi non possiede mezzi di sopravvivenza, il "fenomeno" dell'accatonaggio si attenuerà e scomparirà presto, senza bisogno di particolari "politiche" o "regolamenti". Lo sfruttamento ignobile è quello perpetrato da politici, autorità, stampa, organizzazioni che speculano orribilmente sull'indigenza, sull'emarginazione, sulla debolezza di chi è inerme e diverso. Come è possibile che un singolo caso assolutamente irrilevante sotto l'aspetto del diritto (purtroppo un nonvedente può inciampare su una carrozzina, uno skateboard, un bambino, un cane, un sasso, una valigia: è il dramma della cecità, non la colpa di chi - nelle città - magari per un altro dramma, si trasforma in "ostacolo"), come è possibile - scrivevo - che un episodio dia il la a nuovi provvedimenti persecutori? Nessuno ama essere povero, lavare i vetri ai semafori, chiedere la carità, umiliarsi per ottenere un tozzo di pane, vedersi negata ogni richiesta di lavoro, avere una speranza di sopravvivenza di soli 35/40 anni (come i Rom di Firenze, contro gli 80 anni dei cittadini fiorentini), assistere a una mortalità dei propri bambini che è 15 volte superiore a quella degli altri! Combattere la povertà non vuol dire - come ritenevano Hitler e il suo corteggio - combattere i poveri. Combattere la povertà significa impegnarsi per creare a loro beneficio condizioni di vita possibili e un futuro meno buio di quello che il pregiudizio che oggi è così forte in Italia pone davanti a loro. Se desiderate una consulenza seria in tal senso, il Gruppo EveryOne, ben rappresentato a Firenze, è a vostra disposizione, COMPLETAMENTE GRATIS! Roberto Malini, Gruppo EveryOne (www.everyonegroup.com - www,annesdoor.com - info@everyonegroup.com - roberto.malini@annesdoor.com)

Qui di seguito, l'ennesimo articolo (da ADN Kronos) che riassume la "Questione mendicanti" a Firenze e i provvedimenti che le Istituzioni locali intendono assumere:

Firenze, dopo i lavavetri 'stop' ai mendicanti

Firenze, 1 apr. (Adnkronos) - Poco più di sette mesi dopo la famosa e contestata ordinanza anti-lavavetri, il Comune di Firenze sta pensando a un nuovo provvedimento per impedire ai mendicanti di chiedere l'elemosina sdraiati sul marciapiede, causando pericoli ai pedoni e al traffico. Lo ha annunciato l'assessore comunale alla sicurezza di Palazzo Vecchio Graziano Cioni, lo stesso dell'ordinanza contro i lavavetri.

Il provvedimento arriva dopo che nei giorni scorsi una signora fiorentina non vedente è caduta inciampando contro un mendicante. ''L'accattonaggio non è un reato - ha spiegato Cioni - ma i mendicanti distesi per terra costituiscono un grave ostacolo. Per questo stiamo pensando a un regolamento della polizia municipale che preveda anche nuove norme sul fenomeno e che dovrà poi essere approvato dal Consiglio comunale. Vedere quei mendicanti stesi tutto il giorno sui marciapiedi fa pensare quantomeno a uno sfruttamento ignobile''.

Cioni ha spiegato che sono allo studio anche altre misure, come quella che potrebbe proibire ai turisti di toccare la porta del Battistero in piazza San Giovanni, davanti al Duomo.

MIGRANTI SCOMPARSI: ACCORDI OSCURI ITALIA-LIBIA?

autore:
comiromanord
Sommario:
Che fine fanno i migranti che cercano di attraversare il mediterraneo?

Secondo la «Ligue del la défense des droits de l’homme» alcune migliaia di giovani clandestini sono intercettati al largo delle coste algerine e condotti in Libia e Tunisia per sparire in prigione. Le famiglie non hanno più alcuna notizia dei loro cari.
Migliaia di migranti che cercano di attraversare il mediterraneo verrebbero "ripescati" per diventare "desaparecidos"?

Quali accordi tra governo italiano e governo di Tripoli?

APPRFONDIMENTI SU: www.ciardullidomenico.it

CASILINO 900: RESISTENZA CONTRO IL POGROM ANTI-ROM!

autore:
Roberto Malini - Gruppo EveryOne
Sommario:
La situazione dei Rom in Italia è sempre più tragica. Le leggi che tutelano i Diritti Umani sanciscono che di fronte ala persecuzione diviene lecito (ed eroico, aggiungerei) RESISTERE

Casilino 900: fermiamo il pogrom e riconosciamo ai Rom il diritto di difendersi

di Roberto Malini - Gruppo EveryOne

Casilino 900: il campo Rrom più antico di Roma, uno dei più vecchi d'Europa, vero e proprio patrimonio tradizionale e culturale, indispensabile per comprendere la Storia degli zingari in Italia dal dopoguerra ai giorni nostri, sta per essere sgomberato. La campagna razziale condotta dalle Istituzioni italiane in dispregio delle Risoluzioni e Direttive del parlamento europeo che tutelano il popolo Rrom, in palese violazione delle carte internazionali che proteggono le minoranze etniche e i popoli perseguitati sta per segnare una nuova tappa, una nuova caduta nel più spregevole razzismo. Le autorità romane stringono i tempi "per evitare che gli attivisti amici degli zingari trovino un cavillo per impedirci di mandare via questi criminali e riqualificare la zona," afferma un funzionario. Un operatore culturale della cooperativa Ermes prevede, più verosimilmente, che "lo sgombero avverrà intorno a giugno o luglio, alla fine, cioè, dell'anno scolastico". Riguardo al morale dei membri della comunità Rrom del campo, già travagliata da povertà, emarginazione, disoccupazione, aggressioni razziali, infezioni, febbri, malattie, una spaventosa mortalità infantile, si aggiunge ora il senso di un'assoluta precarietà, dell'imminenza di uno sgombero che costringerebbe centinaia di bambini, donne e uomini a una vera e propria "marcia della morte" verso il nulla. "Purtroppo, da quando si è sparsa la voce sullo sgombero," prosegue l'operatore culturale, "nel campo c'è grande preoccupazione. In particolare, per i bambini e gli adolescenti che frequentano le scuole. Una frequenza che riguarda 227 ragazzi, dei quali 10 che frequentano un corso di formazione professionale per meccanici e alcune ragazze che frequentano un corso per badanti". La preoccupazione è resa ancora più drammatica dal recente distacco dell'energia elettrica, cha ha acuito le gìà gravi condizioni di vita dei Rrom che vivono nel campo, la cui speranza di vita media è scesa negli ultimi anni, a causa della persecuzione attuata dalle autorità romane, a circa 35 anni, contro gli 80 degli altri cittadini italiani. Sono i numeri di un massacro, uno sterminio che avviene nell'indifferenza. Nell'insediamento del Casilino 900 risiedono più di mille persone, di cui 800 censite: Rrom in prevalenza xoraxané, di origine macedone, serba, bosniaca e kossovara. E' necessario che le organizzazioni per i Diritti Umani, i politici sfuggiti all'ondata di pregiudizio antizigano e tutte le persone di buona volontà diano vita a un'azione di protesta - non violenta, ma ferma - affinché il pogrom del Casilino 900 sia fermato. Nel frattempo, si susseguono le dichiarazioni razziste dei politici nostrani, che cavalcano il pregiudizio antizigano per tentare di sedurre un elettorato intollerante. "Se vinceremo le elezioni procederemo allo sgombero del Casilino 900 e di tutti i campi nomadi abusivi," ha dichiarato il deputato Fabio Rampelli, candidato alla Camera del Pdl. "Predisporremo un piano per arrivare allo smantellamento dei campi regolari, perchè chi decide di rimanere in Italia stabilmente lo potrà fare solo accentando le regole dell'integrazione con le nostre leggi, la nostra cultura e il nostro modo di vivere. Solo così si potrà stroncare lo sfruttamento dei bimbi e delle donne nelle attività di accattonaggio, borseggio e rapina e tutelare quei nomadi che vogliano vivere di lavoro e sacrifici, come tutti i cittadini onesti". Naturalmente Rampelli omette di dire che nessun imprenditore italiano - né pubblico né privato - è disposto a dare lavoro agli uomini e alle donne Rrom e che tale situazione di disoccupazione, di emarginazione e di mancanza di sussidi pone migliaia di famiglie in una condizione di indigenza tragica, caratterizzata da fame, malattie e da una speranza di vita media che tocca ormai a malapena i 38 anni: i numeri di un genocidio. Rampelli basa la sua campagna - che è razziale, oltre che elettorale - su un progetto di purga etnica che si pone contro tutte le carte che tutelano i diritti delle minoranze, a partire dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che sancisce come la RIBELLIONE alle leggi divenga legittima quando un cittadino o una comunità vi siano costretti a causa dell'oppressione. Di fronte a uno stato di estrema povertà, diviene infatti lecito ricorrere all'accattonaggio, al furto o ad altre pratiche necessarie al procacciamento di mezzi per sopravvivere. Di fronte a uno sgombero come quello del Casilino 900 le Carte internazionali che proteggono i diritti degli individui e dei popoli riconoscono inoltre alla comunità Rrom perseguitata anche il diritto alla resistenza contro gli esecutori di tale illecita azione di allontanamento delle persone e di distruzione dei loro alloggi di fortuna (cui hanno diritto, essendo l'unico riparo di cui dispongono) e dei loro beni.

info@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com
www.annesdoor.com

QUANDO SI DICE UN PAESE RAZZISTA!

autore:
Laura - INsensINverso

www.insensinverso.org

L’ONU dichiara che l’Italia non mantiene gli accordi per l’eliminazione delle discriminazioni razziali.

Nel 72° rapporto del CERD (Comitato per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali), a fronte del rapporto presentato dall’Italia, l’ONU ha pubblicato (Marzo 2008) 30 raccomandazioni per il nostro Paese (di cui 7 sono gli aspetti positivi, 20 gli aspetti negativi).
Ne farò un breve riassunto.
L’ONU denuncia la mancanza di accesso ai più basilari servizi per Rom e Sinti, la mancanza di azioni contro le misure adottate dalle autorità locali per negare la residenza ai Rom e la loro illegittima espulsione, la mancanza di prevenzione dell’uso della forza illegale da parte degli agenti della polizia nei riguardi dei Rom, la mancanza di prevenzione e punizione nei confronti degli atti di violenza contro i Rom e altre persone di origine straniera motivati da razzismo.
Denuncia inoltre di essere l’unico Paese in Europa a non avere ancora costituito una istituzione nazionale indipendente per i diritti umani in linea con i Principi di Parigi; il comitato nota che in Italia c’è un basso numero di casi giudiziari per discriminazione razziale, ma non giudica il dato positivo, poiché tale situazione potrebbe essere dovuta ad una informazione inadeguata fornita alle vittime sui propri diritti e ad una inconsapevolezza da parte delle autorità dei reati di razzismo.
Il Comitato si dichiara preoccupato anche per la situazione dei lavoratori senza documenti, sulla violazione dei loro diritti umani, visto che in Italia queste persone hanno stipendi al di sotto dei minimi garantiti, orari di lavoro troppo lunghi, ci sono condizioni di lavoro forzato, e parte dei loro salari vengono trattenuti dai datori di lavoro per pagare le loro sistemazioni in alloggi sovraffollati senza elettricità o acqua corrente.
Il CERD si dichiara fortemente preoccupato per le segnalazioni ricevute di discorsi di odio razziale, incluse dichiarazioni contro cittadini stranieri e Rom attribuite ai politici. In questo punto ci tiene a sottolineare che “l’esercizio del diritto alla libertà d’espressione implica speciali doveri e responsabilità, in particolare l’OBBLIGO di non diffondere idee razziste”. Chiede alla Stato Italiano di contrastare la propaganda razzista per fini politici.
Un punto specifico è dedicato ai CPTA, nello specifico quello di Lampedusa, in cui i migranti hanno subito maltrattamenti, non hanno accesso all’assistenza legale, vivono in condizioni di sovrappopolamento, igiene, nutrizione e assistenza sanitaria insufficienti. I CPTA devono essere conformi agli standard internazionali e devono garantire che i migranti non vengano portati in un Paese in cui possono essere soggetti a serie violazioni dei diritti umani, compresa la tortura.
Infine il Comitato denuncia il fatto che “i mass media continuano a giocare un ruolo nel proiettare un’immagine negativa delle comunità Rom e Sinti” e che lo Stato non ha fatto niente in contrasto con questo. Raccomanda quindi di “incoraggiare i media a combattere pregiudizi e stereotipi negativi che portano alla discriminazione razziale e di adottare tutte le misure necessarie per combattere il razzismo nei media”.
Insomma, entro un anno l’Italia deve dare prova di avere intrapreso misure contro il razzismo, mentre normalmente il rapporto si fa dopo 5 anni, proprio perché la nostra situazione è particolarmente grave. Sono cose che già sappiamo, ma che sicuramente ai nostri politici fanno un altro effetto se detti dall’ONU.