Precariato

Un'altra città

flyer della manifestazione

A distanza di due mesi dalle elezioni che hanno cambiato la connotazione politica della città ma non i rapporti con i poteri forti, la rete delle occupazioni abitative insieme agli spazi occupati e autogestiti della città, hanno danno appuntamento a tutte e tutti coloro che reclamano diritti: diritto alla casa, ad un reddito che non sia frutto del lavoro precario, ad una città libera dagli istinti razzisti o xenofobi.

L'appuntamento è sabato 14 giugno alle h16 al Regina Elena, una delle più recenti occupazioni abitative a attualmente sotto la minaccia dello sgombero.

Aggiornamenti in tempo reale dalla manifestazione: Non c'è sicurezza senza diritti

[ROR - corrispondenze dal corteo] #1 #2

13/06/2008 - Nuova occupazione a CasalBertone

IL DAYAFTER: LA LONG MAYDAY HA INIZIO!

06/07/2008 - 10:00
06/07/2008 - 18:00
Promotore evento:
Rete MayDay008
Indirizzo email:

Milano. Primo Maggio. Euromayday 2008. Decine di migliaia di uomini e
donne, migranti e precari al grido di “No border, No precarity” hanno
invaso le strade del capoluogo lombardo. Ancora una volta la Mayday ha
dimostrato, contro chi la accusava di essere oramai una parata “stanca”
o una semplice messa in scena generazionale, di essere molto più. Non
un percorso unico e unitario, ma uno spazio di articolazione e
interrogazione delle lotte che si danno dentro e fuori il lavoro,
dentro e contro il lavoro. Ma c’è di più. Nella Mayday di quest’anno è
stata vinta un’ulteriore scommessa: si è riconosciuto che il lavoro
migrante non è solo una faccia della precarietà, ma un nodo politico
centrale che parla a tutti della scomposizione del lavoro e delle
soggettività che lo attraversano e ne parla in maniera concreta, così
come concreti sono stati i corpi dei lavoratori e delle lavoratrici
migranti che quest’anno hanno aperto la parata, oltre i simboli e oltre
la solidarietà.

Ora è Long-lunga-larga EuroMayDay… Al di là del Primo maggio è il
dayafter a porre il problema della definizione di una soggettività che
mettendo in crisi i modelli tradizionali di rappresentanza politica e
sindacale appare come refrattaria a ogni tentativo di comprensione
comune. Questa è la nuova sfida! Che tipo di composizione soggettiva
del lavoro si cela dietro il nome precarietà? In quali forme essa si
incarna e che tipo di sfruttamento e contemporaneamente di potenziale
apertura politica mette in gioco? Che forme di organizzazione del
conflitto sono oggi pensabili e praticabili?

Per iniziare questo percorso di approfondimento diamo a tutti
appuntamento al primo seminario/discussione long mayday che si terrà a
Bologna: Domenica, 6 luglio ore 10:00-17.00, Xm24, via Fioravanti 24 (dietro la stazione, autobus 11)

assemblea nuova occupazione casalbertone

autore:
casa-bertone

Abbiamo occupato casa per abitare in un'altra Roma

Il 13 giugno abbiamo occupato una palazzina abbandonata da 10 anni
in via di Portonaccio 36
(accanto al deposito Atac). La palazzina è
situata in un’area di proprietà dell’Eni, che è stata espropriata dal
Comune. Vogliamo che siano chiari e pubblici i progetti urbanistici
sull’area (Tav, Tangenziale, Deposito Atac), per conquistare diritti
e spazi pubblici oltre al cemento. Vogliamo che la palazzina non sia
abbattuta e che sia destinata al diritto alla casa.

Siamo student*, fuori sede e giovani precar* stanchi del ricatto
della precarietà, degli affitti alle stelle, delle speculazioni
immobiliari
. Insieme alle associazioni, ai centri sociali e ai
comitati della zona da anni siamo attivi nel quartiere con iniziative
sociali e culturali, che rispondono all’assenza di servizi e spazi
pubblici.

A Roma su 100.000 studenti fuori sede esistono solo 1700 posti letto!
A Roma ci sono 50.000 famiglie in emergenza abitativa!
A Roma ci sono 270.000 case vuote o sfitte! (dati eurispes)

Non vogliamo più accettare di rimanere a casa con i genitori fino a
40 anni, non vogliamo più accettare qualsiasi lavoro di merda per
pagare 400/500 euro per una stanza, non vogliamo più accettare di
dover lasciare Roma e tornare nelle nostre città perché qui non si
riesce a vivere.

Abbiamo occupato in un territorio dove le grandi opere calpestano i
diritti e la qualità della vita di chi ci abita. La grande stazione
Tiburtina, la Tav, lo spostamento della Tangenziale, il campus
universitario a Pietralata. Grandi affari per i costruttori, milioni
di metri cubi di centri commerciali e servizi privati.
Abbiamo occupato in un quartiere, Casalbertone, dove le case dello
studente vengono privatizzate e dove gli affitti sono insostenibili
per gli studenti e per le famiglie. Un quartiere dove la lotta per la
casa ha conquistato diritti per tutti, bloccando le speculazioni e
conquistando servizi pubblici (come nel caso di via De Dominicis e
via Pollio). Un quartiere dove oggi gli enti (Enasarco, Inps, Inpdap,
Inpdai) stanno vendendo le case a prezzi folli, con il risultato di
espellere le famiglie che da anni ci abitano.

Abbiamo occupato per fare un censimento dal basso, per segnalare,
occupare, assegnare dal basso gli immobili sfitti e abbandonati.

Abbiamo occupato per per aprire uno sportello sulla condizione
abitativa dei giovani precari e degli studenti della zona
, un punto
di osservazione e di inchiesta per censire gli appartamenti sfitti e
per conquistare il diritto alla casa.

Abbiamo occupato per per aprire una vertenza generale e
un’osservatorio dei cittadini sul destino di tutta l’area della nuova
stazione Tiburtina
, per conquistare spazi verdi, attrezzature
sportive, servizi sociali al posto del cemento.

Invitiamo movimenti di lotta per la casa, centri sociali, comitati di
quartiere, associazioni, abitanti della zona, studentessi, precar* ,
migranti all’assemblea pubblica per sostenere la nuova occupazione.

Per disegnare un’altro territorio che risponda ai desideri e ai
bisogna di chi ci vive, lavora e studia, per conquistare il diritto
ad abitare in un’altra città.

Mercoledì 18 giugno ore 18.00 assemblea pubblica

Casa Occupata-Via di portonaccio 34

Strike / Rete sociale Casalbertone
collettivi giovanili di roma
Unders / Blocchi Precari Metropolitani

manifestazione cittadina artigiani di strada

19/06/2008 - 16:00
19/06/2008 - 21:00
Sommario:
manifestazione cittadina degli artigiani di strada a campo dei fiori
Promotore evento:
comitato cittadino creatori opere del proprio ingegno

E questi mò chi sono?

Accorrete numerosi, giovedi 19 giugno in Piazza Campo dei fiori a Roma, dalle 16 fino a tarda sera si alterneranno in questa splendida cornice del centro storico laboratori di artigianato dal vivo, musica, spettacoli di artisti di strada, e ci saremo noi con le nostre facce, le nostre creazioni e tutto il materiale per farci conoscere. Siamo il C.O.P.I, comitato cittadino creatori delle opere del proprio ingegno, un nuova creatura nata negli ultimi mesi con l’intento di fare uscire dall’invisibilità e dall’indifferenza una categoria che di certo invisibile non è. (D’altronde quante volte vi sarete fermati a guardare le opere di qualche artigiano in un banchetto improvvisato per il centro di Roma…). Il nostro intento è innanzitutto quello di farci conoscere da voi (e con questo intendiamo da tutti i cittadini e da chiunque sia curioso) e dalle istituzioni per intraprendere insieme un percorso costruttivo che porti al riconoscimento della dignità che il nostro lavoro merita. Abbiamo bisogno di spazi per lavorare per noi e per chiunque abbia intenzione in futuro di vivere solo del frutto della propria creatività e delle proprie mani; abbiamo inoltre bisogno di una giusta regolamentazione che ci permetta di esercitare i nostri diritti. Troppe volte ci siamo scontrati con le false promesse di chi non si è dimostrato disposto ad ascoltarci e troppe volte siamo stati costretti all’abusivismo e a forme di precarietà estrema che non ci appartengono. Stiamo lavorando per creare un registro di tutti gli operatori del territorio romano per dimostrare che in mancanza di regolamentazione siamo capaci di autoregolamentarci come d’altronde abbiamo sempre fatto.
Saremo a Campo dei fiori a rivendicare tutto questo sfruttando la nostra creatività e mostrando per un giorno alla città che gli artigiani di strada non possono sparire e fanno parte della storia e della cultura di Roma.

Giovedì 19 Giugno 2008
Dalle ore 16.00 Piazza Campo dei fiori

C.o.p.i (Comitato cittadino creatori delle opere del proprio ingegno)

Fotocop.in.prop. 13/06/2008

Roma 20000 no al pacchetto sicurezza

Sommario:
E' l'altro "core de Roma" quello che ha sfilato ieri per le vie della capitale, per la seconda manifestazione cittadina del dopo elezioni indetta da un cartello unitario di trenta nomi tra centri sociali e case occupate

E' l'altro "core de Roma" quello che ha sfilato ieri per le vie della capitale, per la seconda manifestazione cittadina del dopo elezioni indetta da un cartello unitario di trenta nomi tra centri sociali e case occupate. La Roma dei migranti e dei nuovi cittadini si è rimessa in cammino dietro lo striscione «Non c'è sicurezza senza diritti», ed erano in 20mila tra giovani, precari, migranti di prima e seconda generazione, lavoratori e associazioni di base, tanti bambini, altrettanti passeggini, per dire no al pacchetto sicurezza che il Governo Berlusconi si appresta ad approvare mercoledì prossimo.
Molti slogan per il diritto alla casa e al reddito, pochi quelli contro Alemanno. Niente bandiere di partito né rappresentanti politici, ma neanche un corteo per compartimenti stagni. Piuttosto sfila il popolo delle differenze quale valore condiviso che, a colpo d'occhio, sembra non badare troppo alle appartenenze. Ragazzi con i piercing accanto a ragazze velate, donne dell'est con i passeggini vicino a giovani coppie italiane, gente di ogni razza mischiata tra loro. Giovani e meno giovani, qualche anziano, età media abbassata vertiginosamente da una gran quantità di bambini. Un'istantanea nitida di quel che è la composizione sociale metropolitana oggi, che assesta un pugno allo stomaco alla Roma dell'intolleranza e del razzismo crescente. In un sabato semi-estivo la manifestazione è partita alle 16 da via del Castro Laurenziano, di fronte la struttura del Regina Elena, da un anno occupata da circa 300 nuclei familiari del Coordinamento di lotta per la casa, sul cui destino pendono sia i progetti già approvati per una sede Inail e un reparto di ematologia oncologica, sia le decisioni della giunta regionale dopo le dimissioni dell'assessore alla Sanità Battaglia, da cui la struttura dipende. Ad aprire la manifestazione il camion dei centri sociali, per la prima volta insieme da quel lontano 1992, da quando cioè uscirono spaccati dalla delibera 106 proposta dalla prima giunta Rutelli sulla "regolamentazione" delle aree occupate. Si divisero sull'approccio da seguire con le istituzioni, l'elezione di Alemanno ha dato loro una scossa e oggi si ritrovano insieme.
«Guai a chi ci tocca» scrivono quelli dell'Esc. «La manifestazione è un successo. La sfida di ricomporre pezzi di città autorganizzata è riuscita. Andiamo avanti con grande entusiamo» annuncia un sorridente Francesco Raparelli del centro sociale di San Lorenzo. «Non è una manifestazione di solidarietà ma per un progetto comune, perché qui non si tratta di un attacco alle minoranze ma ai diritti di tutti» spiega Emiliano dell'Horus e dei Blocchi Precari Metropolitani. Di diritto all'abitare inteso come conquista sociale e riconoscimento complessivo di una qualità della vita migliore - casa, reddito, servizi sociali, lavoro - parla anche Andea Alzetta, detto Tarzan, di Action primo eletto nelle liste del Comune di Roma per la Sinistra Arcobaleno alle ultime elezioni. «Bisogna abbattere la paura, creare comunità solidali per riaffermare una politica sostenibile della città. Qui c'è la composizione giovanile dei centri sociali che va verso le occupazioni e vicerversa. Il movimento contro il pacchetto sicurezza è forse l'unica alternativa che abbiamo per rimettere in moto la società civile». Il camion del centro sociale Acrobax e del Coordinamento di lotta per la casa è pieno di bambini, per tutto il pomeriggio apre i microfoni ad alcuni rapper della capitale. Nel frattempo distribuiscono l'opuscolo "Pacchetto Sicurezza" fresco di stampa. «E' il frutto di un lavoro di inchiesta con i ragazzi dell'Acrobax, occupanti, migranti e avvocati» illustra Marta, etiope, 26 anni da 7 anni nel nostro paese. «E' una sorta di manuale di difesa tradotto in italiano, arabo e spagnolo». «Siamo qui per diffondere una consapevolezza di nuovi cittadini, compito non facile visto il clima di intimidazione in cui viviamo. Bisogna smetterla con questa idea dell'Europa paradiso, quando non lo è. Vedi la proposta di utilizzare i beni del demanio pubblico per nuovi Cpt» spiega Giulia dell'Acrobax e del Coordimento di Lotta per la casa. Intanto su e giù per il corteo vanno anche quelli di City of God, la free press precaria di cui distribuiscono il nuovo numero. Fanno un po' di subvertising per lanciare a grandi poster "Killbilling", il film verità sulle speculazioni edilizie, a firma del regista Roney McLain, che altri non è se non l'anagramma dello slogan Reclaim the Money. «Prima i soldi e poi ne riparliamo», c'è scritto sullo striscione del Coordinamento lavoratori/lavoratrici 3° settore Roma in coda al corteo. Precari? «No - spiega Roberto - ma la battaglia sul salario è connessa a quella sulla casa, e per questo siamo qui».

15/06/2008

Welfare: Quel progetto insabbiato dalla Giunta Veltroni

autore:
comiromanord
Sommario:
Internalizzazioni: Alemanno le farà?

Anche in relazione al fatto che non tornano i conti delle casse del Campidoglio, facciamo presente, a beneficio conoscitivo del sindaco Alemanno e dell'assessore Belviso, che esiste un progetto di riforma gestionale delle case di riposo comunali insabbiato dalla Giunta Veltroni. Esso prevedeva l'internalizzazione dei servizi in alternativa all'attuale miriade di "appalti spezzatino".

PER LEGGERE TUTTO L'ARGOMENTO VAI SU: www.ciardullidomenico.it

[CorrispondenzaROR] - contributo dal corteo


3:08 minutes (2.88 MB)

contributo dal corteo

Lo striscione di apertura

Autore:
imc roma
Immagine5:

Lo striscione che apre il corteo.
Nessun cambiamento nella giunta comunale nonostante le elezioni, la politica sia destra che di sinistra continua la speculazione della città ignorando i veri problemi della città anzi cavalcandoli per gli interessi propri e dei costruttori edili.

Eloquente la puntata di report sulla costruzione dei nuovi quartieri periferici romani.

Morassut denuncia report.

Kill Billding

Autore:
imc roma
Immagine5:

La campagna "kill billding" ha individuato 2 palazzi vuoti a via Cavour, nell'emergenza abitativa romana pesano i 270000 appartamenti sfitti. La speculazione sugli immobili detta i prezzi degli stessi.

Altre foto dal corteo

Autore:
imc roma
Immagine5:
immagine:

Il corteo rivendica le lotte sociali della città di Roma: le occupazioni di fronte alle speculazioni edilizie e gli affitti esorbitanti, gli spazi sociali contro le solite logiche di profitto e potere.