Ecologia
Lun, 07/07/2008 - 01:58
I NO in Campeggio
Le proposte dei movimenti su energia, trasporti e rifiuti
Dal 17 al 20 luglio quattro giorni di incontri e musica al Presidio No-Turbogas di Aprilia: per discutere, per informarsi, per continuare a lottare, per ribadire che l'ambiente non è una merce e che la nostra salute non è in vendita.
Ad oggi tutti conoscono la drammatica situazione dell’ambiente nei nostri territori: le strade delle nostre città sono sature di rifiuti, ovunque spuntano discariche abusive di ogni tipo, si continua a fare un uso indiscriminato di fonti energetiche non rinnovabili come petrolio, gas o carbone, si aprono nuovi aeroporti ed autostrade devastando il territorio e saccheggiando il nostro futuro.
Noi, Rete cittadini No-Turbogas Aprilia, Assemblea permanente No Fly Ciampino e Coordinamento No-Inceneritore Albano vogliamo continuare a vivere e a respirare! A respirare insieme, perché della logica maleodorante del profitto siamo davvero stufi.
Lo abbiamo dimostrato con le nostre mobilitazioni, con le nostre manifestazioni, con i nostri ricorsi al Tar, con le nostre feste, con le nostre petizioni e con i nostri presidi.
I cittadini vogliono riappropriarsi della loro vita e decidere insieme dei propri beni comuni. Questo insegnano le occupazioni della Rete No-Turbogas ad Aprilia, dei No-TAV in Val di Susa, dei No-Dal Molin a Vicenza contro l’ampliamento della base militare americana ed i blocchi di Chiaiano.
Abbiamo provato ad intrecciare i nostri percorsi ed abbiamo constatato come ogni passo di una singola vertenza a difesa del nostro ambiente è il pezzo di un puzzle che rappresenta un’alternativa possibile.
Siamo il popolo dei tanti NO, ma degli altrettanti SI: per questo vogliamo, attraverso spazi di condivisione e di dibattito, scambiarci ed allargare le nostre esperienze di lotta e le nostre proposte per un’evoluzione davvero democratica e sostenibile della società.
Dal 17 al 20 Luglio prossimi “I NO in campeggio”, con un campeggio libero intorno al Presidio No-Turbogas di Aprilia, perché vogliamo fare rete, provando a condividere analisi, pratiche ed iniziative, per ribadire che dobbiamo fermare, con determinazione e coraggio, i signori della speculazione e dello sfruttamento indiscriminato dei territori e delle persone!
Rete cittadini contro la Turbogas, Aprilia
Assemblea permanente No-Fly, Ciampino
Coordinamento contro l’Inceneritore, Albano
Sab, 05/07/2008 - 14:41
Autore: Comitato Torrevecchia/Primavalle Comunicato stampa
DOPO 15 MESI , I CITTADINI DI TORREVECCHIA-PRIMAVALLE HANNO VINTO : SPERIMENTAZIONE ANNULLATA , RIPRISTINATA LA VIABILITA’ PRECEDENTE
Dopo 15 mesi di mobilitazione intensa, decisa, duratura, con raccolte di firme, assembleee, manifestazioni popolari nel quartiere e al Campidoglio, dopo aver ottenuto il consenso di quasi tutte le forze politiche, dopo che il ricorso contro la viabilità sperimentale è stato accolto dal Ministero dei Trasporti prima e dal TAR poi , I CITTADINI DI TORREVECCHIA-PRIMAVALLE HANNO FINALMENTE VINTO LA LORO BATTAGLIA : la nuova amministrazione del 19 Municipio, con il beneplacito dell’Assessorato alla Mobilità e del Dip. VII del comune di Roma, ha ANNULLATO LA VIABILITA’ SPERIMENTALE e RIPRISTINATO LA VIABILITA’ E IL TRASPORTO PUBBLICO PRECEDENTE , recependo così le istanze dei cittadini ed attuando quello che era stato un suo punto programmatico prioritario alle recenti elezioni.
Ora, eliminati i tanti disagi che la viabilità sperimentale con i suoi sensi unici aveva creato e che avevano peggiorato decisamente la vita nel quartiere senza peraltro apportare alcun beneficio al traffico, occorre affrontare di nuovo il problema della viabilità nella zona , che non sarà certo risolto solo con il ritorno ai doppi sensi . Si tratta di individuare tutti insieme, amministratori e cittadini, soluzioni condivise che possano realmente migliorare la situazione del traffico nel quartiere . Soluzioni che, per essere veramente efficaci, andranno ricercate anche nell’ambito di tutto il municipio.
Comitato Torrevecchia-Primavalle “Cittadine/i per un quartiere migliore”
Gio, 03/07/2008 - 10:56
autore: coordinamento dei comitati no-tav Sommario: altro che accordo: la lotta contro la torino-lione prosegue! Contro ad ogni ipotesi di accordo sulla realizzazione della Torino-Lione
Il Coordinamento dei Comitati NO TAV Val di Susa, Val Sangone, Torino e Cintura, ribadisce in maniera unanime la netta contrarietà ad ogni ipotesi di accordo sulla realizzazione della Torino-Lione, qualsiasi sia il nome, le "suggestioni" ad essa collegate o il proponente.
Le nostre motivazioni si basano su dati concreti e studi non asserviti ai proponenti dell'opera, dati e studi che riempiono di "scientificità" la nostra lotta.
L'infrastruttura ferroviaria attuale è ampiamente sottoutilizzata (Quaderno 1 - Osservatorio Torino-Lione - Presidenza del Consiglio dei Ministri).
Il calo costante del trasporto merci indica inequivocabilmente l'inutilità di prevedere nuove infrastrutture o tunnel ferroviari in Val di Susa, Val Sangone, Torino e Cintura.
L'esorbitante costo, che grazie al sovvenzionamento alla mafia ed ai partiti, risulta essere il maggiore in Europa.
Il lavoro che continuerà a calare grazie alla delocalizzione resa più facile da queste infrastrutture.
L'aggressione al territorio che viene utilizzato come bene di consumo, facendo perdere risorse preziose e irrinunciabili come l'acqua (rapporto COWI - Commissione Trasporti U.E. 2006).
I rischi legati alla salute pubblica, invano sanciti dalla Costituzione ed elusi dagli studi dei proponenti dell'opera e dall'ARPA Piemonte.
Questi ci sembrano motivi più che sufficienti per continuare ad essere contrari al TAV e a non accettare nessuna logica di compensazione.
La popolazione continuerà ad opporsi, indipendentemente da veri o presunti accordi con gli amministratori locali, anche perché non accetterà mai la
trasformazione dei propri territori e delle proprie valli in invivibili corridoi di transito.
La nostra ferma opposizione è immutata da ben 18 anni e tutti avranno modo di ribadirla ancora una volta alla manifestazione nazionale prevista per l'inizio dell'autunno; la prossima riunione del Coordinamento dei Comitati ne deciderà e renderà nota la data da sottoporre, come di prassi, all'assemblea popolare
29 giugno 2008
Coordinamento dei Comitati NO TAV Val Susa, Val Sangone, Torino e Cintura
Mer, 02/07/2008 - 20:07
Sommario: Resisteremo, un minuto più di loro, ovunque! COMUNICATO STAMPA
2 Luglio 2008- Il consiglio di Stato annulla la sentenza del TAR del Lazio del 22 febbraio 2008
Prendiamo atto con amarezza, non certo con sorpresa, dell'esito del giudizio del Consiglio di Stato, che ha di fatto spianato nuovamente la strada al devastante progetto della centrale termoelettrica alimentata a gas in località Campo di Carne (Aprilia).
Devastante, si intenda dal punto di vista ambientale, territoriale, sociale e sanitario.
La formula di rito ci imporrebbe di prendere tempo in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza che, nel campo della giustizia amministrativa, è da recepire quale giudizio definitivo sulla vicenda.
La Rete Cittadini, d'altro canto, è pronta a rivolgersi immediatamente alla Corte di Giustizia Europea di Strasburgo perché ancora convinta delle pesanti irregolarità dell'iter amministrativo che ha portato, quel disgraziato 2 ottobre 2006, alla sigla dell'autorizzazione ministeriale unica della turbogas, al termine di un'istruttoria pubblica viziata da mille ambiguità. Intanto, un "sincero ringraziamento" da parte dei cittadini di Aprilia e dell'Agro Pontino giunga ai governi Berlusconi, Prodi, Storace, Marrazzo, Cusani e Santangelo che, per quanto di loro competenza, nel periodo 2002-2006, hanno lavorato in modo che l'iter realizzativo della centrale proseguisse senza particolari problemi.
Non possiamo infatti non rilevare il pesante deja vù che rischia di condannare la collettività: la firma dell'Aia (autorizzazione integrata ambientale) ad opera del ministro per l'Ambiente Matteoli (esecutivo Berlusconi) è arrivata nel suo ultimo giorno utile (il giorno dopo si è insediato il nuovo governo); la conferma dell'Aia (già annullata dal Tar Lazio) è arrivata dal Consiglio dei Ministri (esecutivo Prodi) già dimissionario, in una delle ultime sedute prima delle nuove elezioni Politiche.
In entrambi i casi e per due occasioni consecutive, due governi a fine mandato e tenuti soltanto a traghettare la gestione della cosa pubblica producendo atti di normale amministrazione, hanno invece assunto decisioni fin troppo determinanti sulla testa di intere comunità, cui non v'è alcuna concessione di appello. A questo punto, la Rete Cittadini è pronta a ripartire con iniziative di informazione, sensibilizzazione e comunicazione alla cittadinanza di questo progetto inutile e controproducente per la realtà territoriale.
Già prima della pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato annunciamo una nuova grande mobilitazione dei cittadini.
Con uno sguardo, s'intenda, verso la Regione Lazio.
Intollerabile la beffa della delibera di sospensione (e non di revoca) del parere favorevole all'impianto, pervenuta solo pochi minuti prima dell'udienza.
Il presidente della Regione Piero Marrazzo deve convocare immediatamente il Tavolo per Aprilia, ove far pervenire le conclusioni dei due tavoli tecnici per la trasparenza degli atti e per la qualità dell'aria, che alla luce degli ultimi eventi rischiano di restare inutilmente fini a se stessi.
E in quella sede, il governatore deve impegnarsi a ritirare definitivamente l'intesa, non per quanto sentenziato dalla giustizia amministrativa, ma motivando la sua scelta con i risultati ottenuti proprio dai tavoli tecnici che lui stesso ha istituito e sostenuto. Dimostri Marrazzo che non voleva solo perdere tempo e far perdere tempo ai cittadini, dimostri che fin dall'inizio credeva nella strada intrapresa e che non ha solo giocato su due tavoli.
Quanto all'iter realizzativo, non siamo affatto d'accordo su chi intende che la sentenza del Consiglio di Stato abbia fatto ripartire di slancio il progetto. La realtà è ben diversa.
Ricordiamo che ancora molte prescrizioni allegate al decreto autorizzativo frenano l'apertura del cantiere. In special modo, confidiamo nella negatività al parere di compatibilità territoriale della centrale con le altre aziende a rischio di incidente rilevante espresso dal Comune di Aprilia, in ottemperanza alla prescrizione del ministero per gli Interni.
A breve si terrà l'udienza al Tar in merito alla vicenda. Al sindaco di Aprilia, Calogero Santangelo, chiediamo notizie sui legali che seguiranno la causa e chiediamo di difendere il suo atto amministrativo in tutte le sedi giudiziarie opportune.
LA RETE CITTADINI CONTRO LA TURBOGAS DI APRILIA
Mar, 01/07/2008 - 22:22
I NO in Campeggio
Le proposte dei movimenti su energia, trasporti e rifiuti
Dal 17 al 20 luglio quattro giorni di incontri e musica al Presidio No-Turbogas di Aprilia: per discutere, per informarsi, per continuare a lottare, per ribadire che l'ambiente non è una merce e che la nostra salute non è in vendita.
Ad oggi tutti conoscono la drammatica situazione dell’ambiente nei nostri territori: le strade delle nostre città sono sature di rifiuti, ovunque spuntano discariche abusive di ogni tipo, si continua a fare un uso indiscriminato di fonti energetiche non rinnovabili come petrolio, gas o carbone, si aprono nuovi aeroporti ed autostrade devastando il territorio e saccheggiando il nostro futuro.
Noi, Rete cittadini No-Turbogas Aprilia, Assemblea permanente No Fly Ciampino e Coordinamento No-Inceneritore Albano vogliamo continuare a vivere e a respirare! A respirare insieme, perché della logica maleodorante del profitto siamo davvero stufi.
Lo abbiamo dimostrato con le nostre mobilitazioni, con le nostre manifestazioni, con i nostri ricorsi al Tar, con le nostre feste, con le nostre petizioni e con i nostri presidi.
I cittadini vogliono riappropriarsi della loro vita e decidere insieme dei propri beni comuni. Questo insegnano le occupazioni della Rete No-Turbogas ad Aprilia, dei No-TAV in Val di Susa, dei No-Dal Molin a Vicenza contro l’ampliamento della base militare americana ed i blocchi di Chiaiano.
Abbiamo provato ad intrecciare i nostri percorsi ed abbiamo constatato come ogni passo di una singola vertenza a difesa del nostro ambiente è il pezzo di un puzzle che rappresenta un’alternativa possibile.
Siamo il popolo dei tanti NO, ma degli altrettanti SI: per questo vogliamo, attraverso spazi di condivisione e di dibattito, scambiarci ed allargare le nostre esperienze di lotta e le nostre proposte per un’evoluzione davvero democratica e sostenibile della società.
Dal 17 al 20 Luglio prossimi “I NO in campeggio”, con un campeggio libero intorno al Presidio No-Turbogas di Aprilia, perché vogliamo fare rete, provando a condividere analisi, pratiche ed iniziative, per ribadire che dobbiamo fermare, con determinazione e coraggio, i signori della speculazione e dello sfruttamento indiscriminato dei territori e delle persone!
Rete cittadini contro la Turbogas, Aprilia
Assemblea permanente No-Fly, Ciampino
Coordinamento contro l’Inceneritore, Albano
Dom, 29/06/2008 - 21:52
COMUNICATO DEL COMITATO MALAGROTTA
SUL PIANO RIFIUTI DI MARRAZZO
Il piano rifiuti presentato da Marrazzo il 24 giugno, l’ultimo – si spera – di una lunga serie, ricalca sostanzialmente tutte le contraddizioni e i condizionamenti imposti da una scelta: quella di affidare al privato monopolista la responsabilità della gestione dei rifiuti nel Lazio.
Soprattutto non è un piano rifiuti, ma è un compromesso, una mediazione tra diversi interessi, tra i quali quelli dei cittadini contribuenti sono all’ultimo posto.
Le anticipazioni dei mass media dei giorni precedenti e uno studio pieno di tabelle e dati fatto circolare prevedevano:
l’obiettivo del raggiungimento della Raccolta Differenziata al 44,5% (che precisione!) nel 2012;
il gassificatore di Albano;
l’innalzamento della discarica di Malagrotta e/o l’apertura di un’ulteriore discarica in località Monti dell’Ortaccio, a poche centinaia di metri da quella di Malagrotta e, di fatto, un allargamento della stessa.
Ma questo studio, che si presume abbia impegnato esperti e tecnici per settimane e mesi, ha trovato l’opposizione di una parte della maggioranza che governa la Regione Lazio.
E così la presentazione del piano di Marrazzo è prima stata spostata dalle 11.00 alle 14,30 per poi iniziare dopo le 16.00, nella spasmodica ricerca di un accordo, o meglio di un compromesso, con la Sinistra.
I numeri e le soluzioni sono allora cambiati, diventando:
la Raccolta Differenziata al 50% nel 2011;
del gassificatore di Albano non si è parlato, pur se si è fatto cenno ad un’ulteriore necessità di combustione per 160.00 tonnellate/anno;
le discariche verranno ampliate e prolungate fino al 2012, fino all’entrata a regime degli impianti, ma senza fare nomi o indicare luoghi.
Ora c’è da chiedersi che credibilità possa avere un Piano Rifiuti che è stato studiato per mesi, e nel quale sono state elaborate le previsioni di produzione dei rifiuti e i mezzi e soluzioni con cui farne fronte; e che poi invece viene cambiato nel giro di poche ore per accontentare quei “rompiscatole” della Sinistra. Allora non era uno studio serio.
E c’è da chiedersi anche come i rappresentanti della Sinistra possano ritenersi soddisfatti solo perché hanno ottenuto qualche percentuale in più di Raccolta Differenziata, senza nemmeno la garanzia che sarà raggiunta; perché aumentare e anticipare la RD significa mettere in campo risorse diverse e maggiori di quelle previste nel Piano, e delle quali però non si è fatto cenno nell’esposizione di Marrazzo. Mentre per quanto riguarda l’inceneritore di Albano e l’apertura di nuove discariche con l’ampliamento di quelle esistenti per milioni di tonnellate, questa prospettiva non è stata affatto esclusa, anzi, si è solo preferito non parlarne in termini chiari, nascondendo la testa nella sabbia.
Una prova di forza, quella della Sinistra, che dimostra ancora una volta tutta la sua debolezza e la mancanza di una prospettiva coerente, e non improvvisata di volta in volta, di un progetto di gestione dei rifiuti che superi il mero smaltimento e la subalternità al privato monopolista.
In tutto questo dobbiamo ricordare che non si è detta una sola parola su Malagrotta, che oltre alla megadiscarica in predicato di ampliamento e innalzamento, vedrà tra breve l’avvio di un gassificatore che non ha garanzie di funzionamento, ma che anzi nelle sue precedenti esperienze ha clamorosamente fallito; un impianto di cui non si conosce l’effettiva tecnologia di costruzione, né dove né come saranno trattate le migliaia di tonnellate di scorie inquinanti prodotte. E questo in una Valle Galeria già piena di impianti inquinanti e a rischio di incidente rilevante, che però non ha mai avuto un sistema di monitoraggio ambientale, e dove stiamo assistendo anche alla penosa vicenda di una centralina mobile “rimediata” dopo 8 mesi dall’autorizzazione all’acquisto “urgente”. Una centralina mobile messa a disposizione dei pur volenterosi e meritevoli tecnici dell’ARPA, che non può però entrare in esercizio perché non funziona l’impianto di refrigerazione e, a quanto pare, mancano anche i fondi per acquistare un condizionatore portatile….E nulla si sa ancora sul monitoraggio del sistema di controllo specifico delle emissioni del gassificatore, e sul protocollo di accordo fra COLARI, ARPA e Provincia che abbiamo proposto per la trasmissione in continuo dei dati e la loro pubblica accessibilità.
Nel frattempo però veniamo a sapere che per la riduzione della tassa sui rifiuti ai residenti intorno alla discarica, quello che noi avevamo definito “L’obolo della vergogna!”, sono stati spesi 574.000 euro nel 2007 e ne sono stati stanziati 1.000.000 per quest’anno!
In conclusione: un NON Piano che NON dice, NON indica, NON indirizza, lasciando, di fatto, mano libera alla lobby dell’incenerimento per scelte a favore dei soliti noti e contro gli interessi di tutti i cittadini. Ma che è coerente con il comportamento del Presidente/Commissario, che già pochi mesi dopo la sua elezione illudeva i cittadini della Valle Galeria dicendo di aver sospeso la costruzione del gassificatore; che nel 2006 proponeva la sceneggiata farsesca dei Tavoli di Confronto, e che nell’incontro in pompa magna del 20 luglio 2007 con i cittadini, dal Sindaco Veltroni, si guardava bene dall’informarli che 4 giorni dopo avrebbe ordinato un ulteriore prolungamento della discarica di Malagrotta.
Ma si evidenzia anche l’errore strategico che secondo noi è stato commesso dalla Sinistra in questi anni: di abbandonare, in fondo, il gassificatore di Malagrotta al suo destino.
Dopo una prima fase di resistenza attiva, infatti (“Sarebbe un fatto di una gravità inaudita se i lavori per il gassificatore fossero ripresi”, aveva dichiarato nel 2005 l’allora capogruppo Filiberto Zaratti, quando ancora vigeva la cosiddetta “sospensione” annunciata da Marrazzo…), l’opposizione al gassificatore si è progressivamente affievolita fino a scomparire del tutto. Creando, di fatto, una vera e propria frattura concettuale perché non si puo’ coerentemente sostenere una posizione anti-inceneritorista e un’alternativa seria e reale a sistema “cerroniano” di gestione dei rifiuti, se poi alla fine si approda ad una posizione di “real politik” in cui ci si riduce a dire, in sostanza, che “tre inceneritori vanno bene, ma quattro no…”
Un’ultima obiezione sul Piano Rifiuti, Marrazzo nella sua esposizione ha parlato anche di impianti di Trattamento Meccanico Biologico - evidentemente sotto la pressione delle Associazioni Ambientaliste e dei Comitati che spingono da tempo per questa soluzione per la chiusura del ciclo dei rifiuti – tentando però di spacciare per TMB anche gli impianti di preselezione dei rifiuti, già presenti a Malagrotta e Rocca Cencia e finalizzati alla produzione di Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR).
Poche idee ma ben confuse quindi; oppure una sola ma ben chiara: Non disturbare il manovratore !
Il quale esegue diligentemente gli ordini del “Partito Unico del CIP-6”, che unifica in una vasta coalizione tutto “l’Ambientalismo del Fare (Affari)”.
COMITATO MALAGROTTA
Roma 28 giugno 2008
Sab, 28/06/2008 - 18:06
togli il CIP6 dalla tua bolletta!!!
Il Cip6 è un tassa sui tumori.
Serve a costruire inceneritori che ti termovalorizzano le cellule.
Non la vogliono capire con le buone di smettere e di passare alla raccolta differenziata e
a forme di smaltimento non nocive per la salute.
L'uso criminoso dei NOSTRI soldi per avvelenare le NOSTRE FAMIGLIE deve finire.
Vogliamo energie rinnovabili, non respirare diossina e nano particelle.
Non pagate più la tassa CIP6 all'ENEL. Io ho già iniziato.
L'ENEL ha tolto dalla bolletta la voce A3 con il contributo per gli inceneritori.
Calcolare l'importo esatto è quasi impossibile, vale circa il 7%.
L'ENEL deve reintrodurre la voce A3 per consentirci di dedurlo correttamente.
Nel frattempo:
- notificate l'autoriduzione all'ENEL nella form all'indirizzo: Enel/Informazioni:
http://www.enel.it/enelenergia/informazioni/contattaci......
con la causale: Detrazione CIP6 per gli inceneritori
- togliete il 7% forfettario dall'importo senza IVA esposto in bolletta.
il primo links e stato abolito guarda qui:
http://www.enel.it/enelenergia/contattaci/
Sab, 28/06/2008 - 00:01
autore: Coordinamento contro l' inceneritore di Albano Sommario: proteste all' approvazione del piano rifiuti Marrazzo Il 24 giugno scorso si è tenuto il consiglio regionale per il Lazio con all' ordine del giorno l' approvazione del piano regionale rifiuti presentato dal commissario straordinario Marrazzo.
Calda e accesa è stata la protesta alla sede della regione in via la Pisana da parte del coordinamento contro l'inceneritore ed il comitato salute e ambiente. Una protesta che ha denunciato quanto sia inefficiente il piano regionale rifiuti ed ha espresso una totale contrarietà a tutti gli impianti di incenerimento e quindi in particolare anche a quello che dovrebbe essere costruito a Roncigliano, nel comune di Albano, suggerendo invece soluzioni alternative per lo smaltimento dei materiali post-consumo.
Per mesi le amministrazioni regionali hanno fatto leva sul concetto di "emergenza rifiuti" utilizzando le vicende campane come spauracchio per legittimare la costruzione di nuovi impianti di incenerimento e nuove discariche.
Questa è stata anche la strategia del commissariamento Marrazzo che "chiude il ciclo rifiuti" con la costruzione di nuove discariche - altri 2,8 milioni di metri cubi, quando ad oggi ce ne sono 2 milioni nel Lazio - e l' ampliamento (quasi raddoppiamento) degli inceneritori preesistenti di Malagrotta, Colleferro, S.Vittore, nonchè l' apertura di un' istruttoria per la costruzione di un nuovo impianto ad Albano.
Provvedimento quest'ultimo, che ignora totalmente la VIA negativa da parte della regione Lazio, l' opposizione espressa negli ultimi consigli comunali da parte delle amministrazioni di Albano, Ariccia e Pomezia, nonché il forte dissenso della popolazione espresso a più voci ormai da molti mesi.
Continua così la volontà di perseguire un modello di gestione dei rifiuti che è solo funzionale ad uno sviluppo produttivista e consumista pronto a sfruttare fino all' estremo limite le risorse dei territori e ad inquinare aria e ambiente minacciando così la salute di tutte le popolazioni. Nel piano Marrazzo, non si contemplano minimamente alternative più sostenibili come le isole ecologiche di compostaggio, impianti per il riciclaggio ed impianti meccanico biologici per il trattamento del residuo non riciclabile.
Anche in materia di raccolta differenziata, il piano fa ridere, si punta ad arrivare al 50% nel 2012, ovvero in 4 anni, quando con il modello del porta a porta qualsiasi comune è in grado di arrivare al 60-70% in 6-12 mesi come ci ha insegnato anche il comune limitrofo di Ciampino.
E' in questa maniera poco dignitosa, poco intelligente, poco economica e poco democratica che si conclude il periodo di commissariamento straordinario Marrazzo. Dal 30 giugno 2008 infatti, la gestione dei rifiuti tornerà ad essere di competenza delle province e dei comuni. Alle popolazioni resta "il regalo" di un piano rifiuti che è preistorico. Un piano che vede solamente incrementare impianti di incenerimento e discariche, che non risolve il problema della gestione dei rifiuti ed il rispetto della salute e dell' ambiente.
Ancora una volta, il guadagno di pochi è anteposto al benessere di intere popolazioni.
Noi non resteremo a guardare, non lasceremo che il capitale di una piccola élite decida sulle nostre teste!
Ci opporremo con tutte le nostre forze e ci riprederemo il diritto di decidere per le nostra vite!!
Coordinamento contro l' inceneritore di Albano
http://www.noinceneritorealbano.it/
Ven, 27/06/2008 - 23:59
autore: Coordinamento contro l' inceneritore di Albano Sommario: proteste all' approvazione del piano rifiuti Marrazzo Il 24 giugno scorso si è tenuto il consiglio regionale per il Lazio con all' ordine del giorno l' approvazione del piano regionale rifiuti presentato dal commissario straordinario Marrazzo.
Calda e accesa è stata la protesta alla sede della regione in via la Pisana da parte del coordinamento contro l'inceneritore ed il comitato salute e ambiente. Una protesta che ha denunciato quanto sia inefficiente il piano regionale rifiuti ed ha espresso una totale contrarietà a tutti gli impianti di incenerimento e quindi in particolare anche a quello che dovrebbe essere costruito a Roncigliano, nel comune di Albano, suggerendo invece soluzioni alternative per lo smaltimento dei materiali post-consumo.
Per mesi le amministrazioni regionali hanno fatto leva sul concetto di "emergenza rifiuti" utilizzando le vicende campane come spauracchio per legittimare la costruzione di nuovi impianti di incenerimento e nuove discariche.
Questa è stata anche la strategia del commissariamento Marrazzo che "chiude il ciclo rifiuti" con la costruzione di nuove discariche - altri 2,8 milioni di metri cubi, quando ad oggi ce ne sono 2 milioni nel Lazio - e l' ampliamento (quasi raddoppiamento) degli inceneritori preesistenti di Malagrotta, Colleferro, S.Vittore, nonchè l' apertura di un' istruttoria per la costruzione di un nuovo impianto ad Albano.
Provvedimento quest'ultimo, che ignora totalmente la VIA negativa da parte della regione Lazio, l' opposizione espressa negli ultimi consigli comunali da parte delle amministrazioni di Albano, Ariccia e Pomezia, nonché il forte dissenso della popolazione espresso a più voci ormai da molti mesi.
Continua così la volontà di perseguire un modello di gestione dei rifiuti che è solo funzionale ad uno sviluppo produttivista e consumista pronto a sfruttare fino all' estremo limite le risorse dei territori e ad inquinare aria e ambiente minacciando così la salute di tutte le popolazioni. Nel piano Marrazzo, non si contemplano minimamente alternative più sostenibili come le isole ecologiche di compostaggio, impianti per il riciclaggio ed impianti meccanico biologici per il trattamento del residuo non riciclabile.
Anche in materia di raccolta differenziata, il piano fa ridere, si punta ad arrivare al 50% nel 2012, ovvero in 4 anni, quando con il modello del porta a porta qualsiasi comune è in grado di arrivare al 60-70% in 6-12 mesi come ci ha insegnato anche il comune limitrofo di Ciampino.
E' in questa maniera poco dignitosa, poco intelligente, poco economica e poco democratica che si conclude il periodo di commissariamento straordinario Marrazzo. Dal 30 giugno 2008 infatti, la gestione dei rifiuti tornerà ad essere di competenza delle province e dei comuni. Alle popolazioni resta "il regalo" di un piano rifiuti che è preistorico. Un piano che vede solamente incrementare impianti di incenerimento e discariche, che non risolve il problema della gestione dei rifiuti ed il rispetto della salute e dell' ambiente.
Ancora una volta, il guadagno di pochi è anteposto al benessere di intere popolazioni.
Noi non resteremo a guardare, non lasceremo che il capitale di una piccola élite decida sulle nostre teste!
Ci opporremo con tutte le nostre forze e ci riprederemo il diritto di decidere per le nostra vite!!
Coordinamento contro l' inceneritore di Albano
http://www.noinceneritorealbano.it/
Ven, 27/06/2008 - 19:58
Autore: Comitato Torrevecchia/Primavalle SULLO SPOSTAMENTO DELLA DATA DI RIPRISTINO DELLA VIABILITA’
In merito al differimento di una settimana della data di ripristino della viabilità precedente alla sperimentazione,
prendiamo atto che, dopo il Presidente del Municipio, ora anche L’Assessore alla Mobilità e il Dipartimento VII del Comune di Roma , con loro note del 26 giugno, si sono pronunciati in modo ufficiale, netto, inequivocabile per la revoca definitiva della viabilità sperimentale e il ripristino di quella precedente ;
prendiamo altresì atto che , conseguentemente, la comandante della P.M. del 19° ha finalmente fatto, in data 27 giugno, quello che per più di un mese si era ostinatamente rifiutata di fare : emanare la Determinazione Dirigenziale , provvedimento tecnicamente indispensabile , e di sua esclusiva competenza, per il ripristino della viabilità originaria ;
prendiamo infine atto che il ritardo nell’emanazione del suddetto provvedimento comporta necessariamente, per questioni tecniche, il dover differire di una settimana la data già fissata del ripristino della viabilità, dal 28 giugno al 5 luglio.
Riteniamo però che la gestione da parte della nuova Amministrazione municipale e comunale di tutta una vicenda così importante per il quartiere quale quella del ripristino della viabilità, non sia stata certamente delle migliori quanto ad efficienza, efficacia, sintonia tra Amministrazione municipale e comunale. Sicuramente una gestione più puntuale, accorta ed accurata, avrebbe evitato ai cittadini un ulteriore, inutile periodo di disagi di cui francamente non se ne sentiva il bisogno, ed ai nuovi amministratori la brutta figura di dover differire una data di ripristino già ampiamente e diffusamente pubblicizzata.
Detto questo, abbiamo aspettato per 15 mesi, aspetteremo ancora una settimana.
Avvertiamo però fin d’ora l’Amministrazione municipale e comunale, che non tollereremo ulteriori ritardi. Se alla nuova scadenza fissata , la situazione originaria non sarà ripristinata riprenderemo la mobilitazione in tutte le forme possibili, ad iniziare dalla immediata denuncia di Municipio e Comune alla Procura della Repubblica e al TAR per la mancata ottemperanza della sua sentenza di Sospensiva del 7 maggio.
Comitato Torrevecchia-Primavalle “Cittadine/i per un quartiere migliore”
27 Giugno 2008
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