Ormai da molti anni a Iniziativa Comunista viene impedito, nei fatti, di esercitare quei diritti che le sarebbero invece formalmente garantiti dalla Costituzione: conquistare il consenso democratico e partecipare alle competizioni elettorali in condizioni di parità con gli altri concorrenti.
E già da molto tempo Iniziativa Comunista ha prospettato la possibilità di un clamoroso gesto di protesta, qualora si fosse mantenuta e aggravata la condizione di discriminazione senza precedenti, di cui è fatta oggetto da circa un decennio e che è ben spiegata nell’ “Appello ai democratici” che IC sta diffondendo pubblicamente dal settembre 2007.
Proprio in questi giorni è avvenuto – nel completo silenzio della stampa – l’ennesimo rinvio del procedimento penale contro alcuni esponenti di IC, che ormai va avanti da nove anni e non è ancora giunto a metà del suo percorso.
E, fatto ancor più grave, proprio in questa settimana, con un’incredibile sentenza di un giudice del Tribunale di Roma è stato assolto un importante quotidiano che ha gravemente e ripetutamente diffamato IC e diversi suoi esponenti, indicandoli come terroristi, criminali, implicati nel delitto D’Antona. In questo modo si ripete e si aggrava il pregiudizio che costringe Iniziativa Comunista all’autoscioglimento: se è lecito scrivere che siamo terroristi e assassini, come esercitare di fatto, in questo clima, i diritti politici?
Nonostante gli arresti, le persecuzioni, le calunnie, Iniziativa Comunista ha continuato a battersi strenuamente per la ricostituzione del PCI, caratterizzandosi per la sua ispirazione unitaria e per la lotta alla frantumazione, riuscendo – malgrado tutto – a mantenere la propria natura di classe e la propria indipendenza politica. IC si è battuta per la difesa intransigente dei lavoratori, per la pace e la solidarietà internazionalista, per il diritto alla casa, per la difesa degli ideali e della storia del Movimento operaio comunista internazionale, della Resistenza. Attraverso queste battaglie ha coinvolto migliaia di lavoratori e di giovani, che hanno partecipato alle sue iniziative ed espresso, anche con il loro voto, un sostegno e un riconoscimento politico.
Queste lotte, tuttavia, hanno dovuto fare i conti con un sistema che, nei nostri confronti, si è rivelato democratico solo a chiacchiere, ma che di fatto ha impedito a IC di crescere ed estendere il proprio consenso come avrebbe potuto. Ciò è avvenuto perché – oltre al resto – la persecuzione condotta da ristretti uffici o pochi funzionari dello Stato ha permesso ai grandi potentati capitalisti e ai loro giornali di riservare a IC prima un prolungato linciaggio e, da diversi anni, un vero e proprio seppellimento mediatico.
Tutti i militanti di IC sono lavoratrici e lavoratori, che sottraggono alla famiglia e al riposo le poche ore a disposizione, per un impegno completamente volontario e gratuito, e che non intendono continuare a farlo solo in cambio di offese e discriminazioni.
Non permetteremo ai nostri avversari di affermare che gli ideali e l’identità di IC hanno scarso seguito, quando in realtà non abbiamo mai avuto la possibilità effettiva di misurare tutto il consenso e il seguito che avremmo potuto meritare.
A dimostrazione dell’unicità di questa situazione si consideri che un simile trattamento non viene riservato nemmeno a quelle formazioni fasciste e razziste, notoriamente coinvolte - anche con loro esponenti candidati alle elezioni - in scorribande criminali, pestaggi, omicidi.
Per questi motivi, come forma di protesta, abbiamo deciso di sciogliere Iniziativa Comunista, anche se formalmente continuerà a esistere finché durerà il processo a carico dei compagni, per non dare ai nostri persecutori alcun pretesto.
Questa scelta non è un fallimento, né tantomeno un “pentimento”, ma al contrario la nostra esperienza ha dimostrato quanto invincibili e inattaccabili siano i nostri ideali e la linea politica di IC, tanto che per contrastarla si è dovuto ricorrere a uno spropositato dispiegamento di mezzi e risorse.
Questo dà la misura, anche per il futuro, di quale forza rappresentino i lavoratori che lottano uniti sotto le bandiere del Partito Comunista e di quale valore abbia avuto il contributo di ciascun singolo compagno alle lotte intraprese da IC.
IC spera, con questa scelta, di dare anche un piccolo contributo alla lotta contro la frantumazione, per il superamento della presente gravissima situazione della Sinistra.
Nell’interesse dei lavoratori, della democrazia e della pace è necessario che risorga e riprenda il suo cammino interrotto il PCI ovvero, come gridavano le folle in ogni angolo d’Italia, il partito di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer.
I circoli reazionari e traditori della Costituzione, a quanto sembra, sono riusciti, al momento, a soffocare una piccola forza politica che era nata e che si era coerentemente condotta per questa finalità. La ricostituzione del PCI rimane comunque una speranza e il principale impegno di lotta per i proletari più coscienti e combattivi. È difficile in questo momento dire se si realizzerà, ma siamo certi che se questo obiettivo verrà raggiunto sarà grazie a protagonisti e forze che inevitabilmente avranno ripercorso le stesse peculiarità essenziali che hanno contraddistinto la storia e l’identità di IC. Per questo essa è – e rimarrà – un seme fecondo nella storia della lotta di classe.