internazionale
Lun, 16/06/2008 - 12:52
Da un paio di settimane potete usufruire di una nuova funzionalità sul sito roma.indymedia.org, nella colonna di sinistra hanno fatto apparizione i feed provenienti da fonti esterne al network di Indymedia quando questi feed sono disponibili.
Indymedia Roma aggrega sul proprio sito questi contenuti se i siti hanno delle caratteristiche affini a quelle della nostra policy. Innanzitutto non devono riportare contenuti fascisti, sessisti e razzisti, devono essere dei contenuti di matrice informativa (non blog personali) tematica o generale.
Dal 20 al 22 giugno presso l'xm24 a Bologna: Indymeeting
Sab, 05/07/2008 - 01:06
Sommario: E’ ora per organizzare una globale resistenza. La maggioranza dei nostri governi occidentali è stata ridotta a delle marionette da un freddo colpo di stato delle forze neocon e fasciste. video su:
http://www.terraristen.net
Ciao e benvenuto!
E’ ora per organizzare una globale resistenza. La maggioranza dei nostri governi occidentali è stata ridotta a delle marionette da un freddo colpo di stato delle forze neocon e fasciste.
Il fatto che qualcosa sta andando terribilmente male in molte aree della nostra vita, è riconosciuto da sempre più persone. C’è in corso una riduzione dei diritti civili; ci sono accorciamenti del welfare sociale; il costo della vita e dell’energia, come anche la spesa per gli armamenti, per menzionare solo alcuni, stanno raggiungendo livelli astronomici.
I nostri governi si sono ridotti a servire gli interessi economici della élite. E quello che la élite ha in serbo per noi è niente di buono.
La costituzione dell’EU - ora chiamato “Trattato di Lisbona” - è stato accettato con il classico voto di frazione dai nostri parlamenti senza nemmeno essere consapevoli dell’esatto contenuto. Solo in tre paesi fu permesso al popolo di votare in modo plebiscitario ed in quei tre paesi il popolo votò contro l’Unione europea dei Milionari. Nel resto dei paesi europei il popolo non era nemmeno interpellato - anche se la maggioranza è contro una dittatura dell’EU.
In casi così decisivi la partecipazione del popolo è indispensabile. Ma nonostante questo, loro stanno tagliando i nostri diritti civili, o almeno li riducono. Persino un sondaggio democratico e legittimo non è un ostacolo per l’élite per continuare con i loro piani neoliberali, come abbiamo visto tempo fa nel Referendum dell’Irlanda. Chi non eleva la sua voce, chi non dimostra contro il sistema sulle strade ma lo tollera, tacendo, lo sostiene in piena regola.
Noi dobbiamo acquisire piena consapevolezza della situazione nella quale ci troviamo attualmente! Per la terza volta in un secolo, l’Europa deve essere tirata in una guerra mondiale, dalla quale solo la élite trarrà profitto. Da decenni c’è una guerra segreta in corso che è condotta attraverso la manipolazione del tempo e la creazione di catastrofi naturali (specialmente usando le tecnologie HAARP ed i cosiddetti “Chemtrails”). Basta guardare i cieli sopra di noi con i propri occhi e si vedrà! Questo tema sarà trattato più tardi, ma per ora, si può fare una propria ricerca in rete usando un qualsiasi motore di ricerca.
Non si tratta di parlare della sinistra o della destra, si tratta di riconoscere, che quella “sinistra” o quella “destra” è manipolata dallo stesso burattinaio; lo scopo è di tenere il popolo occupato con se stesso. Destre e sinistre sono strumentalizzate ed infiltrati per produrre uno spettacolo da prima pagina per tirare via l’attenzione da tematiche ed eventi veramente importanti. Il nostro scopo non è dividere, ma unire, intraprendere la stessa meta positiva: Scuotere via il giogo che è stato piantato sul popolo dall’élite.
Non si tratta di nazionalità ed etnie - l’élite gioca il suo gioco falso in tutti paesi e mette gli uni contro gli altri. Qui ed oggi sto parlando del futuro dei nostri bambini e nipoti.
Ci risiamo: L’élite ha continuato a realizzare i suoi piani di un governo mondiale dei ricchi, e noi ora stiamo davanti alle porte infernali di un collasso dell’economia mondiale con una conseguente guerra mondiale, questa volta con conseguenze imprevedibili per l’intero pianeta. L’unica cosa sicura è la sopravvivenza dell’élite - se noi continuiamo a permettere che ciò accada.
La terra ha il potenziale per diventare un paradiso per tutta l’umanità - se noi tutti ci alziamo e ci liberiamo del giogo per poter plasmare questo paradiso. So che queste parole suonano patetiche - ma so anche che la ragione è dalla nostra parte, che siamo sulla strada del miglioramento intellettuale, della giustizia e della verità. Noi dobbiamo alzarci e lottare con tutti i mezzi legittimi – in modo non-violento e a secondo delle leggi umane ed internazionali. Non dobbiamo continuare a sopportare le menzogne dei massa-media e farci manipolare da loro. Dobbiamo stare uniti contro quest’apparato che vuole nient’altro che schiavizzare questo pianeta.
Di nuovo: Non dobbiamo usare alcuna forma di violenza. Dobbiamo essere preparati a fare dei sacrifici - ma sarà sempre meglio che lasciare che l’élite faccia il suo gioco diabolico. Dobbiamo disturbare il sistema - dobbiamo dimostrare, bloccare, scioperare ed usare tutti i mezzi legittimi della disubbidienza civile. Possiamo essere sicuri che ci sono molti simpatizzanti e sostenitori all’interno della polizia, tra i militari, nei servizi segreti, nei media e nelle altre istituzioni che sono come noi e che stanno solo aspettando qualche “scintilla iniziale.”. Una persona mentalmente sana non può avere l’interesse di opporsi al senso comune e di lottare contro l’ovvio: la verità e la giustizia.
È anche importante che ci proteggiamo contro ulteriori disinformazioni e menzogne e contro falsi profeti. Appariranno, ma saranno smascherati. Inoltre non dobbiamo permettere loro di metterci l’uno contro l’altro - il gioco favorito dell’élite. Non dobbiamo farci usare da loro per i loro scopi, dobbiamo essere tollerante con ogni altro essere umano, diventare una comunità con uno scopo comune: rompere il giogo.
Finché c’è un diritto di manifestazione, dobbiamo agire secondo tutte le regole. Dobbiamo trattare i nostri nemici con correttezza; saranno le corti indipendenti a giudicarli - giustizia per tutti, anche per il nemico!
Cari sostenitori e combattenti per il nostro scopo comune, da ora in poi dichiariamo il mercoledì come il nostro giorno di disubbidienza civile! Mostriamo a queste poche centinaia di elitari quanti siamo veramente!
Le nostre richieste:
1. Investigazione indipendente dei fatti del 11 settembre 2001, come anche gli attacchi a Madrid e Londra.
2. Amnistia per i testimoni principali (ma non per i tiratoi di filo).
3. Restaurazione della piena sovranità di tutti gli stati di nazione.
4. Rigetto della corrente struttura dell’Unione europea e la formazione di una comunità di stati che non ha l’economia come scopo ma le necessità dei popoli.
5. Disarmo conseguente e riorganizzazione degli eserciti ad uno statuto difensivo, così come rianimare e ratificare la Convenzione di Ginevra e la Corte Internazionale dell’Aia.
6. Riduzione dell’industria di difesa ad un livello minimo necessario.
7. Proibizione di vendita, commercio, produzione ed ogni ricerca e lavoro su armamenti chimici, biologici, nucleari ed armi di energia. Questo include anche armamento come laser, phaser, armi al plasma e robotiche e tutti i sistemi letali all’incolumità dell’umanità e della natura.
8. Limitazione di imprese mondiali e corporazioni, decentramento sensato di produzione in tutti i campi.
9. Cancellazione mondiale dei debiti.
10. Genetica agraria: Proibizione di ricerca, sviluppo, commercio e coltura.
11. Genetica farmaceutica: Proibizione di clonare animali e creature umane così come tutti gli esperimenti connessi. La continuazione di ricerca e sviluppo nel campo genetico per applicazioni di medicina solamente sotto le più severe condizioni.
12. Rilascio di tutti i risultati scientifici e brevetti concernenti l’energia zero.
13. Introduzione di un reddito minimo garantito con un nuovo calcola del fabbisogno di un’esistenza dignitosa.
14. L’abolizione, proibizione e l’ostracismo di interessi bancari. Sostituzione con un sistema valutario secondo le teorie di Silvio Gsell.
15. Riforma dei sistemi istruttivi, abolizione di ogni tassa su scuola ed università.
E molto di più, del quale parleremo e lavoreremo insieme, andando avanti.
E se qualcuno dice adesso che questi punti sono solo utopia, bene, il sistema corrente è molto più utopico e difficile da finanziare che le nostre richieste ed ha dimostrato con successo, che non sta funzionando per il beneficio del popolo, ma per la élite ed i suoi sostenitori. Tutti sistemi e regole sono fatti dall’uomo - ora tocca a noi fare la differenza!
E non da dimenticare: La polizia, i militari e gli altri servi del sistema non sono nostri nemici, loro sono dei nostri - l’élite è la nostra nemica.
Ad ogni altro, a parte l’élite, diciamo:
“Noi rifiutiamo d’essere nemici.” Questo detto viene dalla Palestina, e loro dicono che è capace di spostare montagne!
Da ora in poi ogni mercoledì è il nostro giorno di protesta. IncontrateVi nelle piazze delle vostre città! Il nostro segno di riconoscimento è il colore giallo. Lavorate di fantasia! Noi siamo in molti – mostriamoglielo pacificamente!
Noi siamo la Resistenza Nuova Europea, il movimento pacifico e pericoloso più grande del mondo.
Per la giustizia!
Comandante Don (ENR)
Per favore distribuite questo testo!
................
Grazie a Klaus che spiega:
Il Comandante Don (Ex-amministratore del sito tedesco United Motzblog) è andato underground e ha iniziato in una località segreta un nuovo sito http://www.terraristen.net
Ha deciso questo passo quando era chiaro che i governi europei hanno deciso di ignorare anche la volontà del popolo irlandese di non aderire al Trattato di Lisbona e di andare avanti con questo impopolare cambiamento dello statuto europeo.
nelle lingue germaniche ed anglosassoni chi va underground (in clandestinità) diventa un pirata. Don sottolinea il fatto che ha rinunciato ad essere un pubblicista in piena luce per la clandestinità con l’immaginario comune dell’essere pirata.
Non vedo niente di male o di ridicolo nascondersi dietro un benda sugli occhi; c’è chi usa il trucco degli aborigeni o una maschera da clown o la foto di un giovane Ratzinger in uniforme della Wehrmacht
allego la traduzione del suo messaggio per chi non comprende l’inglese:
Ven, 04/07/2008 - 19:06
Sommario: Le moltitudine del comune, nuovo numero di Posse su web E' uscito il nuovo numero di Posse. Le istituzioni del Comune
Sommario
Istituzioni del comune
* Il lato oscuro della moltitudine · La Redazione
* La forza del comune · La Redazione
* Esito dello scontro · Alain Bertho
* Gli oscuri volti della governance · Alessandro Arienzo
* Potenze costituenti in America Latina · Antonio Negri
* Giustizia nell’era del capitalismo globale? Gunther Teubner
* Profanazioni No-TAV · Emanuele Leonardi, Federico Chicchi
* La città che viene · Gianni Boetto, Sandro Chignola
* La mappa e i flussi · Vassilis Tsianos
* Quando le donne, nel loro piccolo, si incazzano · Cristina Morini
* L’abolizione della schiavitù e il General Intellect · Stefano Harney
* Hermanitos allo Zapata · Agostino Petrillo
* Geometrie della passione · Rutvica Andrijasevic
* Gli affetti e la ribellione · Francesco Raparelli
* Effettualità di una vita · Marcello Tarì & Istituto Benjamenta
* Le passioni della militanza · Alioscia Castronovo, Stefano Zarlenga
* Le voci della selva · Vittorio Sergi
* Il silenzio del mare · Girolamo De Michele
Ven, 04/07/2008 - 15:15
Pia Covre: «Se vogliono i soldi delle prostitute devono cambiare la legge Merlin»
ROMA (23 giugno) - La prostituta uruguaiana di Parma che rifiuta di pagare le tasse «ha ragione e deve fare ricorso». Lo afferma Pia Covre, segretaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute, secondo la quale l'Agenzia delle entrate è fuori regola perché la legge Merlin vieta lo sfruttamento della prostituzione da parte dello Stato o di altri.
La leader storica dei diritti delle prostitute ammette che la legislazione italiana in materia soffre di qualche ambiguità: la legge Bersani-Visco, infatti, consente di tassare i redditi derivanti da proventi illeciti, ma «la prostituzione non è illegale», sottolinea Covre. Quello di Parma non è l'unico caso: «Ci sono altre donne a cui è successa la stessa cosa, e i nostri legali le stanno aiutando a fare ricorso. Vediamo che esito avranno questi ricorsi, e poi decideremo se denunciare l'Agenzia delle entrate per sfruttamento della prostituzione. C'è anche una sentenza della Cassazione che afferma che le prostitute non devono pagare le tasse. Se vogliono i soldi delle prostitute devono cambiare la legge Merlin».
Gio, 03/07/2008 - 21:36
NO ALL’APOLOGIA DI FASCISMO A S. GIULIANO TERME!
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA PER IL 19 LUGLIO
Siamo venuti a conoscenza di una vergognosa iniziativa di propaganda fascista che il locale gruppo di A.N. ha intenzione di svolgere il prossimo 19 luglio presso la sala del Consiglio Comunale.
Nel pomeriggio di questo sabato d’estate (dalle16,30 alle 19,30) i fascisti locali hanno intenzione di presentare un libro dal titolo chiarificatore: “Orfani di Salò, dal 1945 al 1951 il ’68 nero dei giovani neofascisti”.
Si tenta così di far soffiare anche nel cuore della Toscana antifascista quel vento revisionista che imperversa in tutta la penisola, evidenziato drammaticamente dalla presenza all’interno del governo Berlusconi di Ministri con un trascorso di militanti fascisti, noti negli anni ’70 per aggressioni, scontri di piazza contro lavoratori, studenti, giovani di sinistra.
Il tentativo in atto nel paese, da molti anni, è quello di riabilitare completamente la dittatura mussoliniana, riscrivendo la storia del nostro paese.
Gran parte della classe politica del paese, in buona compagnia con scrittori, giornalisti, registi ed attori asserviti ai diktat di padroni politici bipartisan martellano quotidianamente l’opinione pubblica per trasformare le vittime del ventennio nero e della guerra - il popolo italiano, i dissidenti antifascisti, i comunisti – in carnefici.
Addirittura si tenta di riabilitare la dittatura fascista come parentesi necessaria per ristabilire “ordine e sicurezza” contro il movimento operaio e le lotte sociali i quali, dopo i massacri della prima guerra mondiale, chiedevano giustizia e tentavano di costruire in Italia una società più giusta.
Facciamo appello a tutte le forze antifasciste di San Giuliano, Pisa e provincia per una mobilitazione unitaria di piazza nel centro di San Giuliano, il 19 luglio, dalle ore 16 alle ore 20
Il tentativo neofascista e revisionista a San Giuliano non deve passare!
Mar, 01/07/2008 - 15:40
Berlusconi a Napoli: cariche della polizia contro chi protesta
Berlusconi a Napoli: cariche della polizia contro chi protesta
Berlusconi a Napoli: cariche della polizia contro chi protesta
Berlusconi a Napoli: cariche della polizia contro chi protesta
http://napoli.indymedia.org/node/4699
Lun, 30/06/2008 - 14:24
Sommario: Era sull'Achille Lauro, oggi dopo aver scontato 20 anni è in un Cpt. Rischia l'espulsione in paesi a rischio Campo profughi, campo di prigionia, campo di detenzione temporanea. Ci sono vite sempre avvolte dal filo spinato. Ci sono vite che non hanno asilo, non hanno luogo, non hanno scampo, come quella di Ibrahim Abdellatif Fatayer. 43 anni, nato in uno dei campi storici della diaspora palestinese, in Libano, e oggi rinchiuso nel Cpt di Ponte Galeria, alle porte di Roma, dopo aver trascorso oltre venti anni nelle prigioni speciali italiane, dove è entrato nel 1985. Ibrahim ha scontato la sua intera condanna per il coinvolgimento nel sequestro dell'Achille Lauro, l'ammiraglia della flotta da crociera italiana dirottata nell'ottobre di quell'anno in pieno Mediterraneo. Ma la sua storia non comincia su quella nave. Il suo lungo viaggio di dolore, rabbia e lotta, inizia in un posto situato a ridosso del porto di Beirut, nel vecchio quartiere della "Quarantine", chiamato la "collina del Timo", Tal Al-Zatar. Il campo dove ha avuto luogo una delle maggiori tragedie del popolo palestinese.
La vita in un campo profughi è concentrata in un chilometro quadrato, non un millimetro di più. Mura intorno. Un solo accesso perennemente sorvegliato. Questo, nient'altro che questo, è un campo profughi gestito dall'agenzia Onu che si occupa dei rifugiati palestinesi. Polvere, fogne a cielo aperto, baracche e case fatte alla meglio, sorrette e sormontate una sull'altra. I materiali laterizi hanno divieto d'ingresso eppure tutto cresce verso l'alto, impedendo alle viuzze sottostanti di ricevere luce. Il sole non arriva mai e l'umidità è perenne. Frotte di bambini che corrono, anziani e donne, vite orfane della propria terra, condannate a non vedere più l'orizzonte, ammassate, accalcate, addensate tra miseria, fame, voglia di libertà e soprattutto desiderio del "ritorno" in quella Palestina ormai occupata dove un tempo era la propria casa, gli ulivi, gli aranci.
Ibrahim è nato in un posto così, il 7 ottobre 1965. Non ha conosciuto altro, come quei suoi compagni saliti con lui sull'Achille Lauro, come tutti gli altri fedayn palestinesi che, come lui, sono stati arrestati e hanno trascorso decenni della loro vita nelle prigioni italiane per ritrovarsi, una volta finita la condanna, a vivere come "fantasmi" in un limbo, senza documenti, clandestini per forza, indesiderati ma tollerati, apolidi senza più un luogo. Paria assoluti.
A soli 10 anni Ibrahim aveva scoperto che nascere profugo non voleva dire soltanto una esistenza di stenti accompagnata dai racconti di una dolce terra lasciata in poche ore, su un mulo, con qualche sacco pieno di soprusi e terrore. Essere venuti al mondo senza luogo significava dover rivivere continuamente le tragedie, quasi che l'orrore di quelle passate non fosse mai sufficiente. Alla vita del profugo doveva appartenere il timore quotidiano che il massacro sarebbe tornato, prima o poi, anche dalla porta del campo che offriva rifugio ma non riparo. Nel 1975 un bombardamento israeliano uccise 7 membri della sua famiglia. L'anno dopo "la collina del Timo" si trasformò in pochi momenti nella collina del genocidio, dello stupro di massa, del terrore assoluto. I siriani lasciarono carta bianca alle milizie falangiste (sotto il controllo di ufficiali israeliani) che si abbandonarono a sistematiche violenze e esecuzioni sommarie di massa, passate alla storia come il massacro di Tal Al-Zatar.
Il padre di Ibrahim venne ucciso davanti agli occhi del figlio. Sopravvissuto al massacro, poco più che bambino, due anni dopo entra in al-Fatah e inizia l'addestramento militare. È il 1978. Ibrahim aveva perso la sua innocenza davanti alla scuola dell'odio: ora voleva solo combattere.
Nel 1982, con l'operazione "Pace in Galilea", le truppe israeliane arrivano alle porte di Beirut e utilizzando le milizie falangiste tentano di mettere fine alla resistenza palestinese. L'intervento di una forza multinazionale (Usa, Gb, Francia, Italia) riesce a imporre una tregua, dopo le migliaia di morti provocate dagli scontri. Ma il prezzo è salato: 13 mila fedayn devono abbandonare i loro campi, le loro famiglie. Si imbarcano seguendo Arafat che trasferisce il suo nuovo quartier generale a Tunisi. Ibrahim, che ha appena 17 anni, è tra questi. L'accordo, di cui anche l'Italia si porta garante, prevedeva il «non rientro dei profughi». Dopo l'identificazione, una lista dei fuoriusciti fu stabilita dalle autorità libanesi. Ma due settimane dopo la partenza le fazioni falangiste, con l'ausilio logistico dell'esercito israeliano, entrano nei campi di Sabra e Chatila, alla periferia di Beirut, per realizzare un nuovo terribile massacro.
Quando, il 7 ottobre 1985, Ibrahim sale sull'Achille Lauro non ha con se soltanto un mitra ma anche questo pesante fardello. Insieme con altri giovani profughi palestinesi, tutti membri del Flp, una formazione palestinese affiliata all'Olp di Yasser Arafat, si era imbarcato con l'obiettivo di raggiungere il porto israeliano di Ashdud, dove il commando avrebbe dovuto catturare alcuni soldati israeliani per scambiarli con dei prigionieri palestinesi. Le cose non andarono come previsto. Scoperti in modo del tutto casuale da un membro dell'equipaggio, che si accorse delle loro armi, i giovani combattenti improvvisarono un maldestro sequestro nello specchio di mare egiziano. Preparati militarmente, i fedayn si rivelarono incapaci d'affrontare un dirottamento non programmato che innescava complesse ripercussioni internazionali.
La situazione sfuggì di mano e un passeggero, con doppio passaporto israeliano e statunitense, Leon Klinghoffer, venne ucciso da uno dei membri del commando. Inizialmente all'oscuro del grave episodio, il governo italiano si prodigò per una soluzione "politica" della vicenda. Dopo un negoziato, i dirottatori vennero consegnati all'Egitto e la nave liberata in modo incruento. Ma quando riemerse dal mare il corpo di Klinghoffer, i caccia americani della sesta flotta intercettarono l'aereo che portava in salvo i fedayn, insieme al loro dirigente Abu Abbas, costringendolo ad atterrare nella base siciliana di Sigonella. Nel giro di una notte si rasentò la più importante crisi diplomatica e militare mai avvenuta tra Italia e Stati uniti. Un commando della Delta force circondò l'aereo egiziano, ma venne a sua volta accerchiato da un plotone di ausiliari della Vam, comandati da un tenente dei carabinieri che non esitò a dare l'ordine di mettere "il colpo in canna". Intercorsero momenti di fortissima tensione, mentre le linee telefoniche tra Roma e Washington divennero roventi. Il capo del governo Craxi riuscì a imporre all'alleato il rispetto della sovranità nazionale. I dirottatori vennero messi a disposizione dell'autorità giudiziaria italiana, incarcerati e processati, mentre Abu Abbas fu trasferito a Belgrado.
Rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Spoleto, insieme ai suoi compagni, Ibrahim è rimasto oltre 2 anni in totale isolamento. Quindi ha conosciuto le sezioni di "elevato indice di vigilanza" di Voghera, Livorno e ancora Spoleto. Durante gli anni di carcere ha potuto incontrare sua madre soltanto due volte, prima che morisse. Scarcerato nel 2005, ha vissuto e lavorato a Perugia dove era sottoposto a libertà vigilata con l'obbligo di firma. Dormiva in un'abitazione della Caritas.
Il 20 aprile 2008 il magistrato di sorveglianza ha revocato la misura di sicurezza, che pesava nei suoi confronti, ritenendolo ormai privo di "pericolosità sociale". Il giorno successivo, convocato in questura per la notifica del provvedimento, che lo rendeva finalmente libero, è stato fermato e trasferito nel Cpt di Roma in attesa di espulsione. La singolare richiesta è stata motivata dalla questura e dalla prefettura del capoluogo umbro richiamando quella stessa pericolosità sociale annullata dalla magistratura il giorno prima.
Ora Ibrahim rischia di essere espulso, nonostante sia apolide e non abbia più famiglia. C'è chi pensa di inviarlo di nuovo in Libano oppure in Tunisia, magari facilitando uno di quegli scambi occulti che alla fine lo facciano arrivare nelle mani dei servizi israeliani o americani. Nonostante abbia scontato la sua condanna, continua a essere considerato un nemico da questi paesi. Ovunque venga spedito rischia per la sua vita. Abu Abbas, il dirigente del Flp arrestato dagli americani in Irak, è morto nel 2002 in "circostanze misteriose" nel famigerato carcere di Abu Ghraib.
In realtà la vita sociale, lavorativa e affettiva di Ibrahim è ormai interamente radicata in Italia. Per questo attraverso il suo avvocato, Francesco Romeo, ha chiesto asilo politico. Rifiutando la domanda l'Italia verrebbe meno ai suoi impegni presi al momento della evacuazione dei miliziani palestinesi a Beirut e quando decise di salvaguardare la propria sovranità nazionale durante la crisi di Sigonella.
Ma c'è anche un'altra ragione che depone a favore dell'asilo politico: ovvero il percorso di vita realizzato negli anni della sua dura esperienza carceraria. Ibrahim è oggi un ponte aperto tra le due rive del Mediterraneo, un simbolo d'integrazione tra culture diverse. La sua esistenza contiene un sapere sociale, una densità di vissuto, un esempio di scoperta dell'altro e di confronto, senza mai perdere se stesso, che sarebbe stupido pregiudicare per inerzia burocratica e cecità repressiva. Come tutti gli esseri umani Ibrahim ha diritto a una terra. È uno tra noi.
Dom, 29/06/2008 - 23:42
Sommario: REPRESSION,LEGAL,US GOVERNMENT WHEN THE US INNOCENT ARE ABANDONED BY THE GUILTY ! I hate to say it, but I do believe that this injustice that our US judicial system has been inflicting on the tens of thousands of our Middle Class and Working Poor Amercans (who are the least educated US prison inmates) with prolonged incarceration, is a very realistic human rights violation if not a crime against humanity issue.
The International World Court and United Nations should be investigating why only wealthy Americans are able to receive federal retrials using proper legal representation and US poorer prison inmates are forced to be their own best lawyers from prison and failing in mass at their opportunities for federal retrial reviews.
Our judicial system just recently released 360 men who spent 25 to 40 years being incarcerated for rapes they never committed! Had these judicial victims been given appeal attorneys for their federal appeal reviews, just maybe they might have been given retrials and not have had to wait until DNA evidence exonerated them decades later.
Until our judicial system becomes so perfected to always accurately charge and convict the right individuals with crimes,we all have to stay focused on preserving every legal opportunity for the truly innocent to be able to rise up and out of our cold hearted prison system that treats everyone in their grasp as guilty equals.
***GREAT SOCIETIES THAT DO NOT PROTECT THE INNOCENT, BECOME THE GUILTY !
POORER AMERICANS NEED THE WORLD'S COURT HELP !!!
A MUST READ ABOUT AMERICAN INJUSTICE :
Google or Yahoo MANNY GONZALES THE KID THAT EVERYONE FORGOT IN THE CA PRISON SYSTEM.
lawyersforpooramericans@yahoo.com
Dom, 29/06/2008 - 17:53
autore: L'Avamposto degli Incompatibili Sommario: il proletariato non ha nazione! 17 giugno 20008
Ultima ora.
140 e più morti nel mediterraneo in viaggio dalla Libia verso le nostre coste.
Altri due barconi avvistati al largo di Lampedusa con 130 persone a bordo,poco dopo da un gommone erano sbarcati altri 72 migranti.
il 15 giugno sei migranti somali "dispersi" al largo di Malta, il loro barcone aveva urtato contro le gabbie per la pesca dei tonni.
Comincia la conta dei naufragi e degli annegati estivi.
Tanti troppi,di anno in anno.di estate in estate, di giorno in giorno, di minuto in minuto.
il costo di chi muore per raggiungere le coste si somma al costo di chi muore
sul lavoro e di lavoro.Il costo di un sistema infame che priva della vita e della speranza di una possibilità di vita.
I monti si guardano da una costa all'altra.
E' bello pensare che si è così vicini.
Ma essere vicini hanno decretato che è male.
Quando venite da noi terroni coi vostri traghetti o coi vostri panfili a mareggiare
le vedete all'orizzonte le coste che volete
lontane.
Da Kusadasi a occhio nudo si vede l'isola di Samos.
Da Zuwarah si annusa la Sicilia.
No,non è una fata morgana
è solo il mare che solcarono Fenici, Greci, Arabi.....
passare il mare: trafficare, vendere, comprare
l'odore delle spezie,il fruscio delle sete dei broccati e gli uomini che si annusavano, che dall'odore si riconoscevano.
E solo il mare che passò Enea
"Io canto l'uomo e le sue armi che per primo
da Troia giunse esule all'Italia per volere del fato
e le rive di Lavinia toccò,molto patì in terra e in mare per l'ira di Giunone dea
molto soffrì in guerra,
e una nuova città cercando
approdò nel Lazio dove posò i suoi Penati
da lui i padri albani e le mura della grande Roma
O musa, dimmi il perché, per quali offese alla dea crudele,per quali motivi
la spietata dea, la regina degli dei costrinse un uomo nobile per pietà
a patire tante sventure? a subire tali strazi?
Così feroci sono gli dei?"
Solita eterna storia.
Solita eterna storia di vite che si incrociano e si fondono nel mediterraneo, solita ed eterna storia di fughe e approdi.
Quanto costa un viaggio in un traghetto da costa a costa ?
qualche euro se si parte dalle coste dell'Europa.
Ma quando il viaggio è inverso?
Migliaia di euro e quasi sempre costa la vita.
E quanto dura?
poche ore dall'Europa
ma se il percorso è inverso?
tanto tanto di più.
dal Senegal, dal sub-Sahara alla Tunisia a
Malta a Lampedusa.
Dal Corno d'Africa lungo le coste tra Malaga e l'Almeria fino alla Murcia ad est; ad ovest tra le coste di Cadice ed Huelva fino alle coste delle Canarie.
Dall'Iraq e dall'Afghanistan alla Siria alla Turchia.
Attraversare le montagne innevate della Turchia orientale,quanti assiderati?
il costo dell'approdo costa non si sa quanto: solo nel 2002 19 assiderati di cui 9 bambini.
Dall'interno dell'Africa fino alla Turchia , la Libia, la Sicilia, Malta.
Prima dei gommoni ci sono gli autobus, i taxi, i camion e i piedi i piedi prima di tutto, i piedi che lasceranno i sandali sfondati sulle nostre
coste.
Queste orme che segnano la colpa della vostra potenza e del nostra indifferenza: che sporcano i nostri giardini, magari pieni di immondizia ma
giardini!
Da Istambul ad Adirne, costi di morti soffocati, annegati e saltati in aria lungo i confini minati.
Dalla Libia africani, tanti africani per raggiungere l'altra Africa: Lampedusa.
Fuggire dalla fame, dalle guerre: fuggire da Troia arsa col figlio in collo, Anchise non ha posto, e poi chi arriva alla veneranda età di Anchise in Africa? Fuggire col figlio in collo nei tir, sui gommoni,
spesso valicando le montagne, ricordate "il cammino della speranza"? : ma non ci sono le guardie di frontiera a darti il ben venuto.
In Libia chi riesce a salvarsi da arresti, abusi e deportazioni collettive prosegue il viaggio.
Libia, Marocco, Algeria, Tunisia e Turchia fanno le prime rappresaglie, poi l' Europa, per chi sopravvive, completa l'opera.
E' dal novembre 2006 che la Libia con la conferenza di Tripoli ha accentuato il suo ruolo di Boia per conto dell'Europa abbandonando i profughi nel deserto, a volte anche fra il fuoco incrociato di Algeri e Marocco.
http://www.migreurop.org/article1045.html
http://www.atmf.ras.eu.org/article.php3?id_article=856
Quante volte i pescatori di Sicilia di Malta fra i pesci hanno trovato resti umani? non si contano più. Non è più ultima ora, per ora si tiene solo il
conto di chi già forza lavoro muore in fabbrica, in cantiere, in fondo ai pozzi, per ora, ancora.
Le leggi feroci della fortezza Europa contaminano i cuori da costa e costa: un costo alto.
per la paura di vedersi sequestrare i tonni e per il timore di favorire l'immigrazione clandestina i pescatori non soccorrono più i migranti sulle
navi di Lazzaro in avaria: i costi dei tonni valgono di più delle vite umane fra le coste del
mediterraneo.
E il costo turistico delle coste vale più dei tonni.
Legge di mercato, semplice legge di mercato.
Per questa legge prosperano le Guantanamo nei deserti: prima rastrellati poi deportati.
E per chi sopravvive a tutti questi strazi e agli innumerevoli lutti ad attenderli c'è la galera in Europa: la galera chiamata Cpt o Cpe.
Ma lo zelo di Libia, Egitto ,Algeria, Marocco, Tunisia, Turchia non è sufficiente a fermare l'esodo.E allora l'Europa, e l'Italia nel caso degli
ultimi naufragi , ancora una volta dice: La Libia non ce la fa, accordi bilaterali, ancora! si succedono i governi: i programmi sono sempre gli
stessi. E ancora una volta si chiede collaborazione all'Europa continentale.
Potete inventarvi una caterva di LEGGI sempre più feroci, potete riempire i mari di sbirri di tutti i generi e di tutti i paesi più o meno "civili",
L'ESODO CONTINUERA'.
Non esiste solo la legge del mercato.
La legge della FAME la legge della SOPRAVVIVENZA vince sulla legge di mercato, la legge di mercato è destinata ad essere travolta dalla legge della FAME e dalla legge della SOPRAVVIVENZA: prima si cerca in tutti i modi
di sopravvivere, poi si pretende di VIVERE.
E' un dato naturale a cui la innaturale legge soccomberà.
E più la fortezza Europa diventa feroce, più quelli che riusciranno a sopravvivere e poi a pretendere di vivere saranno i più forti: i più forti ce la faranno, anche questa è una semplice legge naturale. I vostri numeri chiusi fanno ridere di
fronte a questa semplice legge naturale, il vostro "questi si quelli" no non contano un cazzo di fronte a questa semplice legge naturale.
Voi con i vostri meccanismi di ferocia favorite questa semplice legge naturale, senza capirlo come sempre, per questo siete destinati
a fallire.
SI I PIU' FORTI CE LA FARANNO E
VI TRAVOLGERANNO.
Di contro colla paura montata ad arte della CONTAMINAZIONE, noi a cui volete imporre una assurda pretestuosa CASTITA' diverremo più deboli: altra semplice legge naturale.
Il costo della liberazione fra queste coste è sempre stato alto;questo piccolo mare,il mediterraneo,ha visto un fiorire di miti che raccontava il costo di trovare la speranza, l'approdo e una nuova città da fondare su queste coste.
Verranno in massa dall'Africa, ne avete approfittato troppo:da quanti secoli?
fatevi raccontare da qualche portaborse lu cunto de li cunti della Storia, data la vostra ignoranza abissale, fatevi fare lu cunto de li cunti del colonialismo delle potenze d'Europa prima e poi di tutte le altre potenze poi.
Arriva l'ora della resa del cunto de li cunti.
E voi e le vostre leggi sempre più feroci non farà che rendere più pesante questa resa dei conti.
Loro e noi proletari occidentali non abbiamo da perdere che le nostre catene.
Questo è il dato che non fa temere la VOSTRA
LEGGE e le vostre vendette:
questa e una legge storicamente scientifica, una legge naturale pure questa.
Si i Lager tutti i Lager prenderanno fuoco e il mediteranno tornerà ad essere luogo di CONTAMINAZIONE e la Contaminazione si spargerà per la fortezza Europa.
Gli esseri umani si spartiranno il cibo, si scambieranno poesie e musiche, danzeranno uniti
sulle vostre tombe.
O vi credete immortali?
Hanno lottato e vinto contro gli Dei: vi credete DEI?
No, siete solo DEI MISERABILI!
Pieni di soldi ma siete solo DEI MISERABILI!
LA PATTUMIERA DELLA STORIA VI SPETTA E VI ASPETTA!
a proposito di immondizia.
vittoria
L'avamposto degli Incompatibili
www.controappunto.org
Sab, 28/06/2008 - 19:17
Messico. Intimidazioni ai sopravvissuti del raid antidroga in discoteca
Alcuni adolescenti sopravvissuti alla tragedia della discoteca News Divine -dove 12 persone sono morte durante un controllo della polizia- hanno ricevuto 'telefonate minatorie', ha denunciato il presidente della Commissione di Diritti Umani della capitale messicana, Emilio Alvarez. 'Questo ci preoccupa: alcuni ragazzi hanno ricevuto telefonate anonime che possono essere considerate minatorie, e inoltre i familiari delle vittime stanno subendo pressioni che si potrebbero definire minacce', ha dichiarato Alvarez, citato dai media locali. Venerdi' scorso, 12 persone -nove ragazzi e tre agenti della polizia- sono morti durante un'operazione di polizia nella discoteca, lanciata sulla spinta di denunce di vendita di alcol e droga agli avventori, in maggior parte liceali che stavano festeggiando la fine dell'anno scolastico. I 12 sono morti asfissiati dalla calca, quando decine di ragazzi si sono gettati sull'unica porta aperta del locale per tentare la fuga, trovandola bloccata dalla polizia. Oltre al licenziamento di oltre venti poliziotti e funzionari municipali, decisa nei giorni scorsi dal comune di Citta' del Messico, il procuratore del Distretto Federale ha annunciato che per la tragedia saranno processati il responsabile dell'operazione, Guillermo Zayas, e i due comandanti della polizia di Gustavo A. Mader (il comune della megalopoli dove si trova la discoteca), Carlos Zepeda e Marco Antonio Cacique.
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