Migranti/Cittadinanza

Offri un dito

Allo scoccare di domenica 6 Luglio 2008 il decreto contenente la "dichiarazione dello stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi nel territorio delle regioni Campania, Lazio e Lombardia", in pratica una schedatura etnica, entra nel vivo anche a Roma dopo che in Lombardia gia' da un mese e' aperta la caccia.
Nonostante violi sia la costituzione italiana ma anche le leggi del buonsenso europeo, nonostante abbia fatto smuovere l'Unicef e addirittura Famiglia Cristiana, l'operazione di polizia va avanti.
Nell'incontro di venerdi tra prefetto e sindaco si sciogliera' il nodo sulla necessita' o meno di prendere le impronte digitali ai bambini rom, ultima vittima dell'ondata repressiva che ad ogni stagione deve avere il proprio obiettivo.

Prossime iniziative

Aggiornamenti

Il Parlamento Europero vota contro il decreto

Un'altra città

flyer della manifestazione

A distanza di due mesi dalle elezioni che hanno cambiato la connotazione politica della città ma non i rapporti con i poteri forti, la rete delle occupazioni abitative insieme agli spazi occupati e autogestiti della città, hanno danno appuntamento a tutte e tutti coloro che reclamano diritti: diritto alla casa, ad un reddito che non sia frutto del lavoro precario, ad una città libera dagli istinti razzisti o xenofobi.

L'appuntamento è sabato 14 giugno alle h16 al Regina Elena, una delle più recenti occupazioni abitative a attualmente sotto la minaccia dello sgombero.

Aggiornamenti in tempo reale dalla manifestazione: Non c'è sicurezza senza diritti

[ROR - corrispondenze dal corteo] #1 #2

13/06/2008 - Nuova occupazione a CasalBertone

Bertolt Brecht, Berlino, 1932

Autore:
Bertolt Brecht
Immagine5:
immagine:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht,
Berlino, 1932

www.sergiofalcone.blogspot.com

una manifestazione antirazzista il 4 ottobre

Sommario:
si prepara una manifestazione nazionale contro un razzismo che è a un tempo promosso dall'alto e diffuso nel sociale

Manifestazione nazionale antirazzista a Roma il 4 Ottobre

L’assemblea dei firmatari dell’appello per una manifestazione antirazzista, riunitasi a Roma sabato 21 giugno, ha votato all’unanimità le seguenti decisioni:

Manifestazione nazionale antirazzista a Roma il 4 Ottobre

È il momento di reagire alle logiche e ai molteplici atti di razzismo istituzionale e diffuso – che arrivano ad attaccare e mettere in discussione la vita stessa – per vivere meglio ed essere tutti più liberi.

Le misure proposte dal governo Berlusconi, che ipotizzano il reato di “clandestinità aggravano e alimentano il razzismo.

Il riconoscimento della nostra comune umanità motiva una forte mobilitazione diretta e unitaria per affermare solidarietà e accoglienza per tutti.

• Contro tutti i razzismi

° Basta stragi nei mari ! Libera circolazione per tutti !

• Per la libertà e la sicurezza di tutti: solidarietà e accoglienza

• Ritiro immediato del “pacchetto sicurezza” del governo

° Contro la direttiva della UE sul rimpatrio

• Contro le logiche repressive, criminali, discriminatorie e di sfruttamento da qualunque parte provengano

Su questa base si decide :

- la costituzione di un comitato promotore nazionale

- di sviluppare un’iniziativa diretta e permanente verso la costruzione di un patto antirazzista che unisca il più vasto schieramento di persone e forze.

- di promuovere una settimana di agitazione e mobilitazione nazionale antirazzista dal 5 al 12 luglio con una articolazione di iniziative e manifestazioni locali

- Di convocare una manifestazione nazionale a Roma il 4 Ottobre

Fa appello a tutte le persone , le associazioni, le comunità di immigrati, le forze antirazziste di unirsi in questo percorso comune.

La prossima riunione nazionale del Comitato promotore si terrà a Roma sabato 19 luglio

Prime adesioni : Socialismo Rivoluzionario, Partito Umanista, Associazione Antirazzista e Interetnica “ 3 febbraio”, Unicobas, Utopia Rossa,Socialismo Libertario,Presidio No Tav di Bruzolo- Val di Susa, Centro delle Culture , Circolo Arci “ Caffè Basaglia”- To, Comitato Rom per la difesa dei diritti umani – Fi, Coordinamento di lotta per il lavoro- Na, Centro Sociale “ Carlo Giuliani”- Na, Associazione umanista UnAltroMondo onlus, Associazione Umanista Help To Change,Compagnia dei fuocolieri –Pa, Amistad - gruppo studentesco indipendente per l’autorganizzazione- Fi, Comitato Pace per Poter-Pa, Comunità per lo sviluppo umano-Fi, Stargayte, Associazione Raggio di Azione, Fed. Umanista Sportiva, Coordinamento di studentesse Towanda- Roma , Comunità Etiope di Roma, Circolo Pasolini-Pavia, La tribù dei genitori e bimbi per l’educazione non violenta, Pungolo giornale umanista-Fi, Diaspora Africana Italia, Associazione del Bangladesh in Italia, Comitato per la Pace X circoscriz. Roma, Comboniani di Casavatore, Associazione Culturale Amici Parco Emilio, Stefano Montesi, Pier Maurizio Castelli, Riccardo Pieralli, Claudio Giorno ( Presidio No Tav di Borgone- Val di Susa), Alberto Perino, Marina Clerico ( Presidio No Tav di Bruzolo- Val di Susa) , Maurizio Piccioni ( Comitato Spinta dal Bass), Gabriele Botte ( Comitato No Tav di Rivoli – Val di Susa), Daniele Pasinato ( Presidio di San Pietro in Rosà- Vicenza), Andrea Bigalli, Marta Passarin ( presidio No Dal Molin- Vi ) , Francesca Manzini ( Folgaria – Tn ) , Marcella Corò ( No passante – Mestre), Stefano Priante ( No dal Molin – Vi) , Maria Casonato ( Donna del presidio No Dal Molin – Vi), Augustine Namatsi Okubo ( oper. Sociale Comunità del Kenia), Fakhita Haouari ( Ass. donne Marocchine in Italia), Mario Lana ( Unione forense per la tutela dei diritti umani), Rose Odera ( Comunità del Kenia), Ippolita Sforza ( Casa delle donne – Brescia) , Giuseppe Musolino ( Presidente Arci di Varese), Irene Campari ( consigliera comunale indipendente –Pavia), Hamza Roberto Picardo ( direttore www.isalm-online.it) , Renato Sarti ( Direttore Artistico – teatro della Cooperativa), Ramzi Harrabi( artista tunisino), Nadia Conti ( presidente pubblica assistenza Campi- Bisenzio –Fi), Michele Bertani ( dottorando in sociologia delle emigrazioni ) , Padre Carlo D’Antoni ( Parroco della Chiesa Bosco Minniti- Siracusa), Giorgio Poletti ( missionario Comboniano), Nino De Amicis ( Comitato spinta dal bass), Nicoletta Dosio ( Val di Susa), Daniela Francou ( Val Susa Caprie), Mario Sonzini ( Val Sangone), Oscar Di Giorgio ( Avigliana ) , Gemma Ukunda Shema ( Associazione Donne Africa Subsahariana), Marco Ralli ( Rsu Comune di Roma, coordinatore Asbel- Cnl), Paolo Portoghesi (dipendente Comune di Roma), Massimo Reggio ( Rsu – Comune di Roma), Francione Gennaro ( giudice, scrittore) , Ziad Zahara ( coop. Il biscione- Ge), Antonio Lucchesi ( vice presidente Associazione Insieme ) , Elvira Cioffari ( Rsu/Rls Telecom- To), Maurizio Corcelli ( oper. Soc. del servizio “persone senza dimora” Comune di To), Matteo Podrecca ( ecoculture)

Per info e adesioni stoprazzismo@libero.it tel. 055-2302015

un numero d'emergenza per gli immigrati vittime del lavoro

Sommario:
ecco un nuovo servizio per gli immigrati, sfruttati sempre più selvaggiamente.

Un numero di telefono d'emergenza per i migranti vittime del lavoro e i loro familiari
393-6977497

“PROGETTO DIRETTA”, DEL COMITATO SINGH MOHINDER PER LA TUTELA DEI MIGRANTI VITTIME DEL LAVORO E DEI LORO FAMILIARI, UN NUOVO SPAZIO WEB DOVE DENUNCIARE L’INSICUREZZA DEI LUOGHI DI LAVORO INVIANDO VIDEO E MMS AL NUMERO 393/6977497.

Parlamento Europeo boccia la schedatura Rom

autore:
reporter

Il Parlamento Europeo ha approvato con 336 voti favorevoli, 220 contrari e 77 astenuti una risoluzione che stigmatizza e condanna il piano di emergenza per l'immigrazione e le regole per gestione dei campi nomadi italiani. Una richiesta di rinvio del voto presentata dal Ppe è stata bocciata dall'assemblea.

La crociata di Famiglia Cristian

autore:
reporter

Chi l'avrebbe mai detto? Sicuramente i più informati e dentro alla vicenda non avevano dubbi, ma io invece mi ritrovo a leggere articoli chiedendomi come è possibile che un settimanale come Famiglia Cristiana, di cui da piccolo leggevo solo l'ultima pagina delle vignette, visto che i nonni erano abbonati, riceva in questo momento e su questa particolare vicenda della schedatura Rom le mie più sincere congratulazioni.

Nessuno in Italia ha parlato e scritto meglio di loro sull'argomento, Internazionale riporta un articolo
qua citato, in cui si invita innanzitutto a prendere le impronte dei politici e si compara la mossa della schedatura ai provvedimenti nazisti.

Aspettiamoci di tutto

Report dall'incontro Rom-Sinti al Campo Boario

Autore:
ror & imc roma
Sommario:
Report dell'incontro assemblea tenutosi oggi dall'associazione "rome e sinti insieme"

6:44 minutes (12.33 MB)

Audio registrato da Radio Onda Rossa 87.9

EUROSIÓN: RETORNO O TRASTORNO?

autore:
Roberto Quesada

EUROSIÓN: RETORNO O TRASTORNO?

di Roberto Quesada

La legge (Direttiva del Rientro) è stata promulgata con sconcertante impunità, che risulterebbe inspiegabile se non fossimo abituati a venir divorati e a vivere con la paura.

Eduardo Galeano

Uscivo da una di quelle belle riunioni delle Nazioni Unite per un mondo migliore, senza sapere quello che accadeva nel mondo disunito, quando qualcuno mi ha informato della Direttiva del Rientro che l’Unione Europea aveva appena approvato. Sono arrivato al nostro Dipartimento e la segretaria mi comunica che mi ha cercato il direttore dell’Istituto Cervantes di New York, Eduardo Lago.

Entro nel mio ufficio e siccome non avevo digerito quello che mi avevano raccontato - perché giuro che non avevo avuto tempo di vedere alcun notiziario come di solito succede ai diplomatici delle Nazioni Unite, e più è importante il diplomatico meno informato è su quanto succede fuori dai nostri begli uffici - allora mi sono seduto sulla poltrona, ho reclinato la testa, ho chiuso gli occhi e mi sono messo a pensare. Sì, è così, il mestiere dello scrittore e quello del diplomatico si somigliano, entrambi hanno bisogno di tempo per pensare.

Dopo pochi secondi ho aperto gli occhi e ho visto che sul foglietto giallo (giallo!) che mi aveva lasciato la segretaria, si leggeva: “dott. Quesada: dall’Istituto Cervantes di Spagna, richiami urgentemente il direttore Eduardo Lago”. E siccome nel tragitto dal palazzo delle Nazioni Unite al mio ufficio il nuovo ambasciatore del Nicaragua, Mario Castellón, mi aveva informato della decisione dei 27 paesi europei che formano l’Unione di applicare la Legge del Rientro, il mio cuore si è messo a “palpitare più veloce che mai”, come si legge sulle riviste rosa in Spagna.

Come scrittore, diplomatico ed ex-accademico, sapevo che era poco quello che potevo fare. Poco o niente. E ho cominciato a sentirmi male fisicamente, e intanto mi sfilavano davanti agli occhi le cose buone e cattive che mi erano accadute in Spagna (Dopo vi racconterò cosa è successo in questa telefonata col direttore dell’Istituto Cervantes).

Le cose buone sono di più, ma per uno scrittore quelle cattive sulla letteratura hanno sempre la priorità, e la peggiore fra queste è che nel 2000, anno in cui è apparso il mio romanzo Big Banana col marchio spagnolo Seix Barral, diretto allora da Basilio Baltasar, la casa editrice decise di sostituire Baltasar come direttore con Adolfo García Ortega. La pubblicazione di Big Banana, disgraziatamente, cadde in questa linea divisoria.

L’ingenuità e sincerità (a volte penso che la sincerità sia un prodotto dell’ingenuità) mi ha portato lontano, lontano dal successo, dal denaro, e questo mi è capitato con Seix Barral. García Ortega cancellò tutte le opere che si sarebbero pubblicate sotto la direzione di Baltasar, ma con Big Banana era troppo tardi. Rassegnato accettò la sua pubblicazione e che gli fosse apposto il marchio Seix Barral.

Non so se García Ortega lo fece per cancellare qualsiasi traccia che ricordasse che Basilio Baltasar mi “aveva scoperto” in Spagna o perché gli ero antipatico per la mia fedeltà a Baltasar, comunque alla fine chi ne ha pagato le conseguenze è stato il romanzo Big Banana. Sia come sia, questo è il primo spagnolo col quale mi è accaduto qualcosa di negativo, forse ce ne sarebbero potuti essere altri nel passato, però 500 anni fa io ancora non ero nato.

Con García Ortega “persi l’innocenza” riguardo al fatto che tutti gli spagnoli fossero buoni, buonissimi, dato che quelli che avevo conosciuto in Honduras erano gli stessi che dicevano messa, che erano vicini a Dio, e che ci avevano illuminato il cammino affinché smettessimo di andar pregando il Dio del Mais, il Dio della Pioggia, il Dio del Sole, e ci diedero un Dio più attuale, moderno. Esseri umani amorevoli.

Molti latinoamericani, come me, hanno ingenuamente creduto che ogni europea, che ogni europeo, fosse nobile. Non tutti, certo, ma ricordiamoci sempre che sono essere umani come noi. E allo stesso modo non tutti sono intelligenti e/o educati, ce ne sono di ogni guisa e per tutti i gusti. Nel caso della Spagna, che per fatto (o misfatto) storico è più vicina ai latinoamericani, ci sono di quelli che difendono il razzismo e a loro volta subiscono la non conoscenza (amnesia?) storica dei selvaggi che li hanno governati e degli indios che quelli hanno “conquistato”.

Questo umanesimo europeo da cui siamo sempre tanto dipesi noi latinoamericani, brilla ancora di più perché è sempre stato messo in relazione agli Stati Uniti. Ed è probabile che l’inasprimento delle leggi anti-immigrati in Europa sia più rivolto e più applicato agli africani che ai latinoamericani. Proprio come succede negli Stati Uniti, dove le leggi sono per tutti, ma in realtà si applicano meno nei confronti degli europei illegali e sono rivolte essenzialmente ai vicini del Sud. O chissà, forse è semplicemente una legge anti-immigrati contro il terzo mondo, ovunque questo mondo terzo possa trovarsi.

Molti dei paesi che formano la UE furono imperi, e magari qualcosa di questo permane in alcuni. Consolidandosi come Comunità con un’unica moneta, una volta rafforzata quest’ultima, può darsi che ci sia chi sogni il ritorno dell’impero, ma stavolta in blocco. E la legge del rientro può essere l’inizio dell’espulsione degli schiavi della Terra, perché possono anche ararla, la terra, ma gli si ricorda che non gli appartiene.

Per iniziare a testare il polso a questa situazione della legge anti-immigrati, nessuno può raccontarlo meglio del poeta salvadoregno, naturalizzato spagnolo, Carlos Ernesto García. Ho telefonato a García a Barcellona, perché mi fornisse il suo punto di vista. Capii immediatamente che per lui non era una domanda facile, so che deve muoversi tra due patrie, sua moglie e sua figlia sono spagnole al cento per cento. E per lui tutto ciò si deve soprattutto al fatto che l’Europa sta affrontando una crisi, una crisi che non viene pubblicizzata ma che è evidente per il semplice fatto che da anni la disoccupazione è in crescita costante.

D’altro lato García assicura che esiste una sorta di “anti-immigrazione amorevole”, come nel caso della Spagna, dove c’è tolleranza verso gli immigrati e perciò gli si chiede di uscire volontariamente e li si paga per quattro anni come se stessero lavorando nel Paese. Ha promesso di inviarmi qualche documento che confermi tutto aspetto. Lo sto ancora aspettando.

La fedeltà latinoamericana nei confronti della Spagna si evince da quella volta in cui il Re ha detto il suo famoso “Ma perchè non stai zitto!” al presidente venezuelano Hugo Chávez. Immediatamente hanno fatto sentire la loro voce intellettuali come Mario Vargas Llosa (la cui opinione vale un po’ di più perché è spagnolo-peruviano), e il messicano Carlos Fuentes che ha levato il grido al cielo inveendo contro Chávez, neanche gli avessero toccato la Madonna di Guadalupe. Magari levino il grido al cielo anche contro questa legge dell’eterno rientro.

Uno che è stato sempre un passo avanti rispetto alle giuste cause latinoamericane è senza dubbio Eduardo Galeano, che nella cerimonia in cui è stato dichiarato Cittadino Illustre del Mercosur, davanti a diplomatici di vari paesi iberoamericani, si è mostrato molto critico sulla Direttiva del Rientro, approvata lo scorso 18 giugno dal Parlamento Europeo.

“L’Europa ha approvato da poco la legge che trasforma gli immigrati in criminali. Paradosso dei paradossi,” ha detto. “L’Europa, che per secoli ha invaso il mondo, sbatte la porta sul naso degli invasi una volta che questi ricambiano la visita”.

Per chiudere l’argomento torniamo alla telefonata che mi ha fatto il direttore dell’Istituto Cervantes, Eduardo Lago. Ero molto preoccupato, nella mia mente aveva cominciato a rimbalzare “il rientro”, “il rientro”, “il rientro”. E, come ho detto prima, il mio cuore si è messo a palpitare più veloce che mai. Ero terrorizzato, a nessuno piace far rientro così di colpo, da un giorno all’altro. Che cosa avrei mai fatto? Ho un figlio catracho (honduregno), un altro gringuito (Made in New York), moglie hondu-gringa.

Ho tremato perché molte delle nostre famiglie latinoamericane, in questo caso honduregne (e la mia non è un’eccezione), sono state educate con l’idea che siano originarie dell’Europa, in particolare della Spagna. Siccome ancora non mi ero informato sulla legge del rientro, pensavo che quella telefonata del direttore dell’Istituto Cervantes fosse, più che per comunicarmi, per ordinarmi che era tempo di tornare a casa per decisioni superiori, tempo dell’inatteso ritorno alla nostra lontana Andalusia, da dove dicono che provengano i Quesada. Ma no, che sollievo, Eduardo mi chiamava per invitarmi a un incontro sulle mie opere il prossimo 21 di novembre.

Che spavento!

New York, N.Y. 7 luglio 2008

robertoquesada@hotmail.com

Traduzione di David Iori

* Roberto Quesada: scrittore e diplomático honduregno, autore di vari libri, fra i quali: El desertor (1985), Big Banana (Seix Barral), Nunca entres por Miami (Mondadori) Los barcos (Baktún), La novela del milenio pasado (Tropismos, Salamanca), è il delegato per l’Honduras alle Nazioni Unite. Un suo racconto è presente nell’antologia Voci Migranti - storie di esili e di esiliati (Marotta & Cafiero editori) curata da Marco Ottaiano.

Abbattute baracche

autore:
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Sgomberate baracche in via degli Angeli, dove sorgeva il campo rom Casilino 700, vicino al Quadraro.
Baracche costruite negli ultimi mesi in seguito a precedenti sgomberi, in altre parti della città.
Alle 9.30 l’operazione era ancora in corso, con una ruspa che abbatteva le baracche. Non si sa che fine abbiano fatto gli abitanti, se scappati, presi o semplicemente cacciati via.