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Solidarietà con la lotta degli immigrati bengalesi

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La lotta degli immigrati bengalesi prosegue; dopo circa quaranta giorni di presidio in piazza San Giovanni, i combattivi lavoratori del Bangladesh hanno iniziato lo sciopero della fame per sensibilizzare l'opinione pubblica e le silenti istituzioni italiane circa questo caso umanitario. Consapevoli del fatto che solo l'unità dei lavoratori nativi e stranieri potrà permettere il raggiungimento delle basilari conquiste di dignità che questo sistema oggi puntualmente nega loro.
I compagni di "Megafono Rosso - per l'unità degli studenti in lotta" esprimono la loro solidarietà nei confronti degli immigrati bengalesi in lotta per il permesso di soggiorno e denunciano il totale silenzio della stampa sulla vicenda!

Diamo appuntamento a tutti al presidio domani 31 gennaio alle 12,00 in occasione della conferenza stampa e ogni giorno al presidio per dare un aiuto pratico alla comunità bengalese!

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Il movimento studentesco ha battuto il colpo...

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Il movimento studentesco ha battuto il colpo...
...dopo due anni di mutismo qualcosa si è mosso

Il 17 gennaio 2008 sarà ricordata come una di quelle giornate spartiacque in cui si delinea la strategia politica di uno stato. Non perché si è tenuta l'inaugurazione del settecentocinquesimo anniversario de "La Sapienza", non perché Mastella ha ratificato il suo distacco dalla tanto amata poltrona (non ci meraviglieremmo se tra qualche mese tornasse più arrogante ed arraffone di prima!), non perché i media italiani hanno dimostrato ancora una volta d'essere uno squallido manipolo di mistificatori al servizio dei poteri forti; il 17 gennaio sarà ricordato per sempre come il definitivo passo in avanti fatto dallo stato "democratico" verso la repressione di qualsiasi spazio d'agibilità politica e di dissenso. Questo significherà nella mente dei presenti, di chi non ha avuto paura di manifestare sotto una pioggia battente e davanti a migliaia di tutori di quest'anacronistico ordine sociale. Non vorrei essere lombrosiano ma, e sfido chiunque a smentirmi, sembrava di trovarsi di fronte alla personificazione di quegli sgherri al servizio del signorotto locale che Manzoni magistralmente descrive ne "I promessi sposi". Certo, i signorotti arroganti e prepotenti all'interno della nostra università non mancavano: ce n'era per tutti i gusti, dal razzista Veltroni; al privatizzatore della cultura Mussi; al corrotto Guarini; ai bacchettoni raccomandati di Comunione e Liberazione che, amanti della par condicio, sono finanziati dal Vaticano e dallo stato italiano; fino ai docenti a cui non dispiace mostrarsi ai potenti buoni, mansueti e magari affidabili per l'assunzione di qualche posto di potere all'interno dell'ateneo. Questa la platea dell'inaugurazione dell'anno accademico, una scialba parata rappresentativa di quella che è la cultura di regime in Italia, un posto in cui hanno diritto di parola solo coloro i quali si appiattiscono sulle posizioni della pseudo-cultura dominante.

L’assurda militarizzazione dell’università

La mattina dell’inaugurazione di quello che ipocritamente Mussi chiama “il luogo della parola e del confronto” le diverse porte d’accesso all’università sono sbarrate da migliaia di poliziotti, carabinieri e guardie di finanza (neanche ci fossero trecento Provenzano da arrestare!). Questa manovra assolutamente assurda ed inaccettabile ha due registi identificabili nelle grigie figure di Guarini e Veltroni. Bastava ascoltare le parole dei poliziotti che, rispondendo alle rimostranze di chi non vedeva riconosciuto l’accesso ad entrare nella propria università, rimpallavano la responsabilità della scelta talvolta al rettore Guarini, talaltra alla Questura e quindi al sindaco Veltroni.
Una militarizzazione dell’università, peraltro così imponente, non era mai stata portata in essere, neanche ai tempi del potere fascista. Questa scelta trova il suo necessario humus in tutta quella che è stata la diffamatoria e falsa campagna mediatica contro il movimento studentesco, portata avanti da tutta la grande stampa della borghesia italiana. Si è arrivati a leggere che gli studenti della Sapienza hanno messo il bavaglio al papa, che l’assenza del capo del Vaticano è stata dettata da motivi di sicurezza: una trafila di falsità tale da dimostrare l’assoluta subordinazione del “quarto potere” rispetto ai poteri forti da cui peraltro sono generosamente retribuiti.
Ma oltre al danno la beffa: all’interno dell’Aula Magna dove si teneva la parata di regime, chi ha ordinato la militarizzazione della cittadella si autoproclamava democratico, tollerante!. Preme ricordare che chi si definisce con gli aggettivi sopraccitati è il medesimo uomo politico (Veltroni) che in questi anni ha trasformato Roma in un coacervo di opportunità per palazzinari d’assalto con indiscriminate colate di cemento che vanno a diminuire la vivibilità della città; ma soprattutto è colui che ha permesso la nascita dell’ormai imperante politica razzista portata avanti dal governo Prodi, con la creazione di veri e propri lager oltre il Grande Raccordo Anulare in cui gettare intere comunità Rom, e l’avallamento delle infami scorribande di poliziotti e fascisti contro gli stranieri.

La scelta di Ratzinger e la falsità dei media

La scelta del papa, e questo i suoi prezzolati difensori lo sanno bene, non è stata dettata da motivi di sicurezza, da motivi di responsabilità dello stesso Ratzinger che, colpito da filantropia acuta, non avrebbe voluto provocare scontri e tensioni all’interno dell’università: niente di tutto questo!. Ratzinger, da consumato uomo di potere, conscio di avere dalla propria parte tutta la cricca del mondo dei mass media, è riuscito, avendo ovviamente gioco facile nel suo intento, a far passare il messaggio secondo cui l’intolleranza appartiene a chi manifesta il proprio libero pensiero e non a chi, in modo assolutistico, non le accetta trincerandosi dietro il lavoro sporco fatto dai suoi inappuntabili scagnozzi di regime.
Per quanto questa sia comunque classificabile come dimostrazione della presenza di una coscienza critica all’interno del movimento studentesco, è altrettanto giusto stigmatizzare la prontezza della pletora di servi sciocchi al servizio dei poteri forti nel criminalizzarci.
Nei giorni scorsi siamo stati costretti ad assistere ad un’inaccettabile criminalizzazione del movimento studentesco (e per dirla tutta, anche dei docenti “dissenzienti”) in tutti i salotti televisivi padronali; abbiamo dovuto assistere ad un irritante Vespa che insisteva nel dire che il “sommo pontefice” era stato costretto o messo nelle condizioni di non entrare alla Sapienza. Abbiamo dovuto assistere, durante le dichiarazioni di voto alla Camera sulle dimissioni del concussionario Mastella, al richiamo da parte dei vari Casini, Maroni e di qualche altro amministratore di quella porcilaia che è il Parlamento italiano; gente che non ha principi se non quello dell’autoreferenzialità nel perpetrare il proprio dominio di classe si è permessa di sparare a zero nei confronti di chi lotta per una scuola pubblica, laica e gratuita per tutti. Per ultimo voglio elencare un uomo rappresentativo di tutto il marciume descritto sopra, quel Giuliano Ferrara che fino all’altro ieri è stato ingrassato dalla Cia ci ha descritti, forse guardandosi allo specchio, come il cancro del libero pensiero nell’università e nella società italiana. Lui che continua a portare avanti tutte le istanze più reazionarie di cui il potere ha bisogno per controllarci sempre più incisivamente, con l’ultima trovata dell’inconcepibile attacco alla già moderata legge 194 sull’aborto. Ebbene, gente di questo tipo è da considerarsi come l’aborto della ragione, l’aborto della coscienza critica, l’aborto della libertà di espressione e di dissenso, l’aborto della ragionevolezza, l’aborto di tutto ciò che un giorno, quando si parlerà di questo sistema come un triste ricordo superato dalla storia, sarà liberamente e oggettivamente realtà.

La posizione di Megafono Rosso

Megafono Rosso – Per l’unità degli studenti in lotta, presente con un visibilissimo striscione al corteo ed al sit-in davanti l’università, saluta con gioia questa ritrovata radicalità e capacità d’incidere del movimento studentesco. Partecipando fisicamente ed anche intellettualmente con un giornale di controinformazione politica abbiamo reso capillare la nostra presenza nel mondo universitario auspicando sin dalla nostra nascita come movimento e come reca anche il nostro nome la fondamentale unità degli studenti in lotta che, seppur non ancora realizzata, ha trovato un buon punto di partenza nella manifestazione del 17 gennaio. Lavoreremo con tutte le nostre forze affinché questo embrione di lotta non rimanga tale e non si disperda con il diradarsi delle criminalizzazioni nei confronti del movimento dei giorni scorsi. Consci del fatto che per rendere davvero reale il nostro proposito di cambiamento strutturale sarà necessaria un’indispensabile unità di intenti e di mobilitazione con i lavoratori. Solo così si potrà tentare di avversare realmente quest’inaccettabile mondo!.

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ANNULLATA LA VISITA DEL PAPA ALLA SAPIENZA! RESTINO A CASA ANCHE MUSSI E VELTRONI!

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ANNULLATA LA VISITA DEL PAPA ALLA SAPIENZA!
RESTINO A CASA ANCHE MUSSI E VELTRONI

Comunicato stampa di Megafono Rosso-Per l'unità degli studenti in lotta

La sala stampa vaticana ha appena comunicato la rinuncia del Papa a intervenire giovedi' 17 gennaio alLa Sapienza di Roma.
Gli studenti e le studentesse di Megafono Roso salutano con entusiasmo questa scelta! Le proteste di questi giorni e l'occupazione del Rettorato hanno evidentemente dimostrato la forte impopolarità del Papa presso i giovani e gli studenti, presso i docenti precari dell'Università!
Ma la protesta degli studenti non si fermerà! Per il momento, nè Mussi nè Veltroni hanno annunciato l'annullamento della loro visita. Come abbiamo fatto contro il Papa, continueremo a protestare perchè il Ministro dell'istruzione precaria/privatizzata e il Sindaco razzista non entrino più alla Sapienza!

Fuori Mussi e Veltroni dalla Sapienza!
Via baroni, preti e padroni dall'Università!
Via il governo di ignoranza, guerra e sfruttamento!

Giovedi' 17 gennaio appuntamento a Piazzale Aldo Moro!

Megafono Rosso
per l'unità degli studenti in lotta

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per info: 346-4761843

17 Gennaio - La Sapienza: Lottiamo per un'istruzione pubblica, laica e gratuita!

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NO AL “CATECHISMO PADRONALE” NELLE UNIVERSITA’ !

FUORI RATZINGER, VELTRONI E MUSSI DALLA SAPIENZA !

LOTTIAMO PER UN’ISTRUZIONE PUBBLICA, LAICA E GRATUITA !

Il Potere, si sa, si è sempre servito dell’Istruzione per poter plasmare a propria immagine e somiglianza la futura classe dirigente ed educare coloro che faranno parte della classe dominata ad accettare, quasi fosse un dato immutabile, la realtà presente. In quest’ottica va letta la presenza, a “La Sapienza” di Roma, di tre illustri rappresentanti dei potentati economici e clericali.

All’inauguazione del nuovo anno accademico della nostra Università, interverranno infatti papa Ratzinger, Veltroni e Mussi.

Joseph Ratzinger, colui che prima di diventare papa era il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (corrispondente alla vecchia Santa Inquisizione!), rappresenta certamente gli ambienti più reazionari e retrivi della Chiesa cattolica. In questi due anni di papato si è fatto iniziatore di vere e proprie crociate ideologiche contro il progresso scientifico, contro l’affrancamento della donna dal mero ruolo di “angelo del focolare” in una società solo parzialmente secolarizzata come quella italiana e manifestando apertamente un’anacronistica volontà di ritorno al passato tramite la revisione della già moderata legge 194, contro le minoranze e le diversità sessuali e tentando di imporre un assurdo diktat circa l’eterosessualità di massa.

Walter Veltroni, l’uomo “nuovo”, su cui la borghesia italiana punta tutto per la perpetrazione del proprio dominio. Il Sindaco di Roma in questi anni ha dato infatti una reale dimostrazione di quanto sia fedele ai dettami dei poteri forti romani e nazionali. La sua azione politica si è caratterizzata per un progressivo peggioramento della situazione riguardante la speculazione edilizia, sul versante gravoso (in particolare per noi studenti!) degli affitti iperbolici ed insostenibili. A queste manovre si sono puntualmente aggiunte imposizioni di vero e proprio razzismo istituzionalizzato volte a tracciare la strada a quanto impunemente deciso dal governo Prodi nei mesi scorsi (vedi decreto sulle espulsioni). Veltroni, infatti, già nel mese di luglio dello scorso anno aveva sottoscritto con l’allora prefetto Serra un “Patto per Roma sicura” in cui si delineava il progetto (poi attuato) della deportazione di intere comunità Rom oltre il Grande Raccordo Anulare in ghetti militarizzati dalle forze dell’ordine.

Fabio Mussi, rappresentante della Sinistra Arcobaleno, sta dimostrando alla perfezione quale è il ruolo detenuto dall’insieme dei partiti che formano quest’aggregazione (Prc, Pdci, Verdi, Sd). Un ruolo incentrato sull’attacco su larga scala ai diritti degli studenti, caratterizzato dalla generalità del numero chiuso nelle università, dalla privatizzazione della cultura, dai continui tagli all’istruzione “pubblica”e dagli altrettanto costanti finanziamenti agli istituti privati considerati “paritari”. Questa la linea direttrice della politica del ministro Mussi e di tutto il governo Prodi che, appoggiato vergognosamente dalla sinistra cosiddetta radicale, mira alla progressiva irreggimentazione degli studenti nel sistema capitalistico e nelle sue innumerevoli storture come il precariato, lo sfruttamento privato dello sforzo lavorativo (fisico o intellettuale che sia), l’impossibilità di pianificare la propria vita per evidenti manchevolezze economiche. L’eccezionalità e la forza dell’attacco portato dai poteri forti, oggi qui rappresentati da tre significativi personaggi, nei confronti dei lavoratori d’oggi (operai, precari, interinali) e quelli di domani (studenti) circa i loro diritti, le loro tutele e le loro semplici libertà personali merita una risposta altrettanto netta e radicale che abbia la capacità di unire in una necessaria stagione di lotte la classe lavoratrice (immigrata o nativa che essa sia) e gli studenti. Tutto ciò al fine di dimostrare che il movimento operaio e quello studentesco non sono due entità astrattamente diverse o addirittura contrapposte ma occupano, nel progetto neoliberista e reazionario dettato dal governo Prodi (che insieme racchiude i desiderata di Confindustria e Vaticano), lo stesso posto di sfruttati. È dunque necessario seguire la strada di chi, come gli studenti francesi, è riuscito ad unificare le lotte studentesche ed universitarie a quelle operaie. In Italia i presupposti oggettivi per arrivare a questa fondamentale unità tra lavoratori e studenti esistono, considerando l’ampiezza dell’attacco sferrato contro le condizioni materiali dei lavoratori e la carneficina giornaliera di cui abbiamo notizia in fabbrica e sui luoghi di lavoro, e le sopraccitate misure di privatizzazione della cultura indirizzate a porla in continuità con le esigenze del sistema economico dominante.

Megafono Rosso – Per l’unità degli studenti in lotta è nato con questo nobile obiettivo: lottando insieme, potremo raggiungerlo una volta per tutte!

Ø Via Ratzinger, Veltroni e Mussi dalla Sapienza! No a preti e padroni nelle Università!

Ø Lotta unitaria degli studenti e dei lavoratori contro il governo di fame, sfruttamento e ignoranza!

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