Cosenza : presso il tribunale della città alle 19,01 tutti gli imputati per il processo alla rete del sud ribelle sono dichiarati prosciolti da tutti i capi di accusa
Cosenza
Processo al sud ribelle tutti assolti!!
Gio, 24/04/2008 - 19:25- Aggiungi informazioni
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Processo al Sud Ribelle: il 24 Aprile la sentenza.
Gio, 24/04/2008 - 09:24
ULTIMO AGGIORNAMENTO:
- 19:05 - LA SENTENZA: TUTTI GLI IMPUTATI SONO STATI ASSOLTI DA TUTTI I CAPI D'ACCUSA.
Tutti e 13 gli imputati sono stati assolti dall'accusa di "associazione finalizzata a sovvertire l'ordine costituito dello stato" perché il fatto non sussiste. La sentenza è giunta dopo quasi due ore di camera di consiglio della Corte d'Assise ed è stata accolta dalle festose urla liberatorie degli imputati e dei partecipanti al presidio.
Dopo oltre 3 anni di udienze, il processo al Sud Ribelle, che vede imputati 13 compagni, tra cui molti attivisti di Cosenza, provenienti da diverse realtà di movimento, arriva al suo epilogo.
A sette anni dal suo avvio, la vicenda della "Rete Meridionale del Sud Ribelle", sta per giungere la sentenza di primo grado.
Il 23 aprile è prevista, infatti, l'ultima giornata dedicata alle arringhe difensive, mentre giovedì 24 aprile la Corte d'Assise del Tribunale di Cosenza si pronuncerà in merito ai complessivi 50 anni di carcere e 26 di libertà vigilata richiesti dal PM Domenico Fiordalisi.
Processo al Sud Ribelle: tra pochi giorni la sentenza
Mer, 23/04/2008 - 17:13
Dopo oltre 3 anni di udienze, il processo al Sud Ribelle, che vede
imputati 13 compagni, tra cui molti attivisti di Cosenza, provenienti da
diverse realtà di movimento, arriva al suo epilogo.A sette anni dal suo avvio, la vicenda della "Rete Meridionale del Sud Ribelle", sta per giungere la sentenza di primo grado.
Il 23 aprile è prevista, infatti, l'ultima giornata dedicata alle arringhe difensive, mentre giovedì 24 aprile la Corte d'Assise del Tribunale di Cosenza si pronuncerà in merito ai complessivi 50 anni di carcere e 26 di libertà vigilata richiesti dal PM Domenico Fiordalisi.
L’accusa per i 13 attivisti è quella di "Cospirazione politica mediante associazione, al fine di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il G8 a Genova nel luglio 2001, creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato."
Per ripercorrere le tappe fondamentali del processo Sud Ribelle, svoltosi per tutta la sua durata nelle aule del tribunale di Cosenza, rimandiam all'archivio di IMC Calabria e di Supportolegale.
COMUNICATI
- Appello per il presidio al Tribunale di Cosenza del Coordinamento Liberi Tutti
- "Ripartiamo dal basso, costruiamo conflitto" del C.P.O.A. Rialzo
INIZIATIVE
- giovedì 24 aprile - ore 14.00 - Presidio al Tribunale di Cosenza in attesa della sentenza
CALENDARIO DELLE PROSSIME UDIENZE
- mercoledì 23 aprile - Ultima arringa difensiva
- giovedì 24 aprile - Pronunciamento della sentenza
MANIFESTAZIONE DEL 2 FEBBRAIO
- Sito della manifestazione
- Assolutamente un successone - Comunicato del Coordinamento Liberi Tutti
- Le foto del corteo
- Adesioni
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Diretta Manifestazione Nazionale di Cosenza
Sab, 02/02/2008 - 15:39Dalle ore 15.00 POnte radio con Radio Ciroma ( cosenza ) per la manifestazione Nazionale contro la repressione, per le Libertà e la Giustizia sociale.
Radiosonar trasmette in .ogg, ovvero in formato non proprietario e libero, esprimendo anche così la propria
e naturale propensione all'uso di software free e open source, contro i monopoli dell'informatica.
Il formato Ogg Vorbis è compatibile con la maggioranza dei player audio gratuiti.
www.radiosonar.net
da client: http://stream.radiosonar.indivia.net/sonar.ogg
DIRETTA DAL CORTEO ( fonte radiociroma.org)
Radio Ciroma seguirà in diretta tutto il corteo, a partire dalle ore 15 con corrispondenze dalla piazza ed interventi in studio. Per intervenire in diretta i numeri di telefono sono 0984 28250 oppure 0984 77055. Si possono lasciare commenti, riflessioni o foto sul MURO del sito. Per ascoltare via streaming cliccare sul tasto WEBRADIO in alto a destra (streaming in .ogg funziona con qualsiasi player eccetto Windows Media Player)
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE
Erano passati pochi giorni dalla manifestazione di un milione di persone contro la guerra in Iraq che aveva concluso il Forum Sociale Europeo di Firenze, una delle più importanti esperienze di partecipazione democratica realizzate nel nostro paese.
La notte del 15 novembre 2002 venti persone che erano state fra gli organizzatori di quel Forum furono arrestate dai reparti speciali dei ROS e dei GOM. Ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari. Quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta. Le irruzioni di uomini armati fino ai denti e con il volto coperto terrorizzarono molte famiglie a Cosenza, Napoli e Taranto.
Tredici persone furono rinviate a giudizio, accusate di aver voluto "sovvertire violentemente l'ordine economico costituito nello stato" per essere stati fra gli animatori delle grandi manifestazioni di popolo in occasione del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova nel 2001.
Quel processo, iniziato il 2 dicembre 2004 presso la Corte di Assise di Cosenza, è alle sue battute finali. La requisitoria del Pubblico Ministero è prevista per il 24 gennaio, e poco dopo sarà emessa la sentenza.
Solo un mese fa il Tribunale di Genova ha comminato più di un secolo di carcere a ventiquattro manifestanti. Sono stati inflitti fino a 11 anni di carcere utilizzando reati da codice di guerra come l'accusa di "devastazione e saccheggio".
Al contrario, nessuno ha pagato per le inaudite violenze compiute dalle forze dell'ordine sui manifestanti a Genova, giudicate da Amnesty International la più grave violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra.
Nessuno dei dirigenti responsabili ha dovuto rendere conto degli errori ed orrori commessi: al contrario, sono stati tutti promossi. I processi per la macelleria della Diaz e le torture a Bolzaneto si avviano alla prescrizione per decorrenza dei termini. L'omicidio di Carlo Giuliani è stato archiviato senza un processo. Il Parlamento ha respinto la richiesta di istituzione di una Commissione di Inchiesta. Al contrario, gli imputati di Cosenza rischiano pene severissime.
Ancora una volta c'è bisogno di difendere la dignità calpestata del nostro paese e le garanzie democratiche - nel sessantesimo della Costituzione. Una volta ancora bisogna pretendere verità e giustizia sui fatti di Genova, e difendere il diritto a costruire un "un altro mondo possibile".
Il nostro paese è pieno di lotte, vertenze nazionali e locali, resistenze e proposte per i diritti umani, sociali, civili, politici, ambientali, per la difesa dei beni comuni, contro la guerra e il riarmo. L'attivismo civile e la mobilitazione sociale dovrebbero essere considerati una risorsa di questo paese.
Al contrario, questi conflitti finiscono sotto processo e tante persone rischiano di vedersi rovinata la vita per il loro impegno sociale. Crediamo sia necessario allargare la riflessione, la solidarietà e l'iniziativa unitaria di fronte ai segnali di una deriva securitaria e repressiva contro ogni forma di diversità e di dissenso.
Agli imputati di Cosenza viene contestato di essere protagonisti attivi del movimento altermondialista e delle lotte per il cambiamento, attività che viene quindi considerata sovversiva e cospirativa.
Questo processo riguarda perciò fino in fondo tutti coloro che credono doveroso impegnarsi per una società e un pianeta più giusti e che vogliono per tutti e per tutte il diritto ad agire, ad opporsi, a praticare e vivere alternative.
E' tempo di tornare a Cosenza da ogni parte d'Italia, come facemmo il 23 novembre del 2002 protestando insieme a tutta la città.
Costruiamo insieme una nuova grande manifestazione a Cosenza sabato 2 febbraio per liberare chi è sotto processo da accuse inaccettabili.
DIFENDIAMO IL DIRITTO A VOLER CAMBIARE IL MONDO
radiosonar.net - indipendent radio streaming - radio against oil warz.
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Aggiornamento processo 6 novembre
Gio, 31/01/2008 - 12:55Nulla di fatto.
Stamattina doveva avere inizio la fase dibattimentale del processo per i fatti del 6 novembre 2004. Fuori dal Tribunale era stato indetto un presidio di solidarietà al quale hanno partecipato circa duecento attivist* per ribadire che le lotte sociali non si processano.
Oggi dovevano essere ascoltati i funzionari della DiGos e i testimoni dell'accusa. Ancora un rinvio però.
Tra i componenti del collegio dell'accusa figurava infatti una certa Fiordalisi, che si è scoperto oggi essere la sorella del più famoso pubblico ministero Domenico Fiordalisi; sì, proprio lo stesso pm che ha istruito il processo contro la rete del Sud Ribelle, che si sta concludendo in questi giorni. Vale la pena ricordare che tra le migliaia di pagine degli atti del processo di Cosenza utilizzati per tentare di dimostrare l'assurda accusa di cospirazione politica e di propaganda sovversiva, sono stati acquisiti tutti gli atti e i video relativi alle indagini sul 6 novembre. Tutto in famiglia quindi, nella migliore tradizione itaGliana.
La signora ha ritenuto più opportuno tirarsi indietro, e da qui la sorpresa del rinvio del processo di stamattina.
Il presidio di solidarietà doveva anche essere un momento di comunicazione per la manifestazione nazionale di sabato prossimo a Cosenza, indetto proprio contro le richieste fatte dal Fiordalisi alle/gli attivist* coinvolt*. Che dire, tempismo perfetto!
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Presidio/Conferenza Stampa a Piazzale Clodio
Mer, 30/01/2008 - 13:32Il 31 gennaio tutt@ a piazzale Clodio, in solidarietà agli imputati del processo per i fatti del 6 novembre '04 e conferenza stampa sulla manifestazione nazionale di Cosenza contro la repressione, per le liberta', per la giustizia sociale.
Qui il comunicato completo
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Processo 6 novembre '04 - Manifestazione a Cosenza
Lun, 28/01/2008 - 18:50Il 6 novembre del 2004, si svolse a Roma una importante giornata di mobilitazione contro la precarietà e per il diritto a un reddito garantito. Importante non solo per il numero delle persone, delle realtà, delle vertenze, delle lotte che in quel corteo riuscirono a ricomporsi per reclamare i loro diritti, ma soprattutto per aver tentato, in un momento in cui la crisi economica, sociale e politica di questo Paese stava mostrando i suoi primi concreti segnali, di denunciare la drammaticità delle condizioni di vita di migliaia di persone. Le azioni di contrattazione sociale all’ipermercato Panorama e alla libreria Feltrinelli che centinaia di precari, migranti, senza casa, studenti, operai misero in pratica durante quella giornata, toccarono un nervo scoperto della nostra società: il carovita. Quel giorno, il 6 novembre 2004, si stavano portando avanti azioni dimostrative e di denuncia sociale e politica su un problema reale e concreto: l’iniziativa che fu svolta la mattina presso il supermercato Panorama fu in realtà un’iniziativa ampiamente pubblicizzata, nell’ambito della quale i manifestanti cercarono di contrattare con il direttore del supermercato una tariffazione sociale per beni di prima necessità, il “Paniere precario”, mentre durante il corteo del pomeriggio alcuni precar@ e studenti universitari, davanti alla libreria Feltrinelli, parlavano del bisogno di garantire il diritto al libero accesso, indipendentemente dalle condizioni di censo, alla cultura e a beni di primaria importanza, come possono essere appunto libri e altri materiali utili nel processo formativo. Da quel momento in poi il carovita, il malessere del consumatore, la “crisi della quarta settimana” esplodevano come questioni urgenti dell'agenda politica e sociale, mentre i media cominciarono a parlarne quotidianamente.
Ma la precarietà e il caro vita sono temi pericolosi per chi governa e amministra questo paese, tanto da scatenare subito campagne stampa criminalizzanti e mortificanti. Tanto da accendere subito le ire e le saette dei tribunali che hanno trasformato, nei capi d’accusa, un’iniziativa pubblica e di denuncia in una rapina pluriaggravata, con il chiaro intento di depoliticizzare quelle iniziative per scopi repressivi e punitivi.
In 105 sono stati accusati di rapina per la giornata e le azioni del 6 novembre 2004. Durante le udienze preliminari, dopo che l’inchiesta a distanza di mesi dai fatti aveva portato all’applicazione di provvedimenti di custodia cautelare, obbligo di firma e arresti domiciliari per 15 compagn@, 66 degli indagati sono stati assolti e 39 sono stati rinviati a giudizio. Il carico sanzionatorio che deriverebbe da un’eventuale pronuncia di condanna per il reato di rapina aggravata, secondo l’art. 628 del Codice Penale, è una pena che va da 4 anni e mezzo ai 20 anni di reclusione.
Il 31 gennaio 2008 inizierà il processo a quest@ compagn@, presso il Tribunale di Roma.
Quello del 6 novembre è un processo politico.
Come il processo per gli scontri avvenuti durante le proteste contro il g8 a Genova, con le sue condanne assurde e spropositate: 110 anni totali per 25 persone accusate del reato inopportuno e vetusto di devastazione e saccheggio. 25 persone che pagheranno per tutt@. Un prezzo troppo alto solo per aver voluto esprimere le proprie idee, per aver rifiutato in massa la logica delle “zone rosse”, per aver concretizzato con determinazione l’opposizione allo stato di cose presenti.
Come il processo di Cosenza contro la Rete del Sud Ribelle, per il quale proprio in questi giorni durante la sua requisitoria il Pm ha richiesto pene per un totale di 50 anni , per 13 compagn@ imputati per il reato di associazione sovversiva, con l’accusa di “turbare l’esecuzione delle funzioni del governo italiano, sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nel nostro Stato, sopprimere la globalizzazione dei mercati economici, alterare l’ordinamento del mercato del lavoro” e con la finalità di distruggere le città di Napoli e Genova durante le proteste del 2001. Un’accusa immotivata, inaccettabile, ridicola.
Come a Genova e a Cosenza, anche nel processo per i fatti del 6 novembre alla sbarra ci siamo tutt@. Perché sotto processo c’è la libertà di manifestare e di esprimere il proprio dissenso. Perchè i reati contestati, ancora una volta, negando lo spirito politico e sociale di quelle contestazioni, aprono la strada ad un'operazione pericolosa, che vorrebbe vedere le persone supine alle scelte di chi governa, inermi di fronte ai soprusi quotidiani, di un sistema in piena emergenza democratica, prima ancora che economica. Perché questi sono processi che hanno un chiaro contenuto di deterrenza, quindi sono processi attraverso i quali si realizza un passaggio di pressione e repressione nei confronti di settori e forze sociali che continuano a opporsi alla drammatica realtà della precarietà e della devastazione sociale che siamo costretti a vivere in questo paese e non solo.
Avere manifestato per i diritti che ci spettano, contro la precarietà, contro il carovita, per l’accesso di tutt@ al bene pubblic, ci ha portato capi d'imputazione come "rapina aggravata", "estorsione", "eversione degli organi dello stato", "associazione sovversiva" e altre simili accuse inaccettabili e pesantissime. Ma in questi anni sono stati migliaia i procedimenti giudiziari nei confronti di coloro che hanno agito il conflitto sociale nelle mille forme e con i mille contenuti che caratterizzano un movimento che mette in discussione gli assetti produttivi, sociali, culturali di questo paese. Il pacchetto sicurezza varato da questo governo è quindi solo l’ultimo risultato di una deriva securitaria e autoritaria, di una stretta repressiva in cui la "strategia della paura" diventa lo strumento attraverso il quale, occultare volontariamente le vere insicurezze e le vere problematiche che affliggono il corpo sociale di questo paese. Seguendo il principio secondo cui il conflitto sociale sarebbe ormai antistorico, i percorsi di lotta dei mille movimenti che si oppongono a questo presente fatto di precarietà, morti sul lavoro, guerra, devastazione ambientale, proibizionismo, dominio patriarcale, controllo, vengono derubricati a fastidiosi problemi di ordine pubblico.
Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai compagni e alle compagne, ai precari e alle precarie che stanno subendo ingiustamente una gogna mediatica e giudiziaria pesantissima, rischiando molti anni di condanna per reati che semplicemente non hanno commesso. Ai compagn@ sotto processo a Genova, ai compagn@ imputati nel processo di Cosenza, ai compagn@ inquisiti per i fatti del 6 novembre ’04. Noi in risposta rilanciamo con forza le battaglie contro la precarietà del lavoro, dei diritti, della vita.
Il 2 febbraio saremo tutt@ a Cosenza, a manifestare contro la repressione,per le libertà e per la giustizia sociale.
Il 31 gennaio a partire dalle 9:30 saremo tutt@ a Roma sotto il Tribunale di Piazzale Clodio per una conferenza stampa sulla manifestazione di Cosenza e per dimostrare ancora una volta che le lotte sociali non si processano, che la vera rapina è quella che noi precari@ siamo costretti a subire ogni giorno, fatta di caro vita, di affitti impossibili, di devastazione ambientale, di lavori precari, insicuri e a nero, di morti sul lavoro, di mancanza di spazi sociali fuori dalle logiche del mercato e dall’ insostenibile assenza di reddito e garanzie sociali.
I COMPAGNI E LE COMPAGNE DI ROMA
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2 febbraio 08 - Manifestazione Nazionale a Cosenza
Ven, 25/01/2008 - 18:571:05 minutes (2.49 MB)
Sabato 2 Febbraio 2008 - CORTEO contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale.
Concentramento alle ore 14.30 in p.zza Zumbini.
A seguire, concerto in p.zza Arenella dalle ore 20.00:
ZION TRAIN (Dub Raggae from UK) + Bunna outta Africa Unite (DJ Set) + Gente Strana Posse + Torre Raggae
Sito di riferimento: http://www.cosenza2febbraio.org
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Manifestazione Nazionale a Cosenza
Ven, 25/01/2008 - 18:46Sabato 2 Febbraio 2008 - CORTEO contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale.
Concentramento alle ore 14.30 in p.zza Zumbini.
A seguire, concerto in p.zza Arenella dalle ore 20.00:
ZION TRAIN (Dub Raggae from UK) + Bunna outta Africa Unite (DJ Set) + Gente Strana Posse + Torre Raggae
Sito di riferimento: http://www.cosenza2febbraio.org
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Dopo oltre 3 anni di udienze, il processo al Sud Ribelle, che vede imputati 13 compagni, tra cui molti attivisti di Cosenza, provenienti da diverse realtà di movimento, arriva al suo epilogo. Il PM Fiordalisi sferra il suo colpo finale nel tentativo di tradurre i propri teoremi accusatori nei loro confronti in anni di galera. E' stato fatto nell'analogo processo di Genova , lo si vuole riproporre ora anche in quello di Cosenza. Gli scenari in cui sarebbe maturato l'impianto accusatorio elaborato dal "bravo" Fiordalisi, sono quelli delle giornate di Napoli e Genova nel 2001. I capi di accusa a carico dei 13 attivisti - dal sapore tragicomico e straordinariamente inverosimile perché si basano su una serie confusa di video, intercettazioni e testimonianze opportunamente risistemati e riformulati secondo un criterio accanitamente persecutorio - sono di cospirazione politica mediante associazione al fine di turbare l'esercizio delle funzioni del governo, effettuare propaganda sovversiva e sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nel nostro Stato, sopprimere la globalizzazione dei mercati economici, alterare l'ordinamento del mercato del lavoro.
Giorno 24 gennaio 2008 l'accusa ha chiesto complessivamente 50 anni di carcere e 26 di libertà vigilata per i 13 compagni.
Per ripercorrere le tappe fondamentali del processo Sud Ribelle, svoltosi per tutta la sua durata nelle aule del tribunale di Cosenza, rimandiamo a Indymedia Calabria ( https://indycalabria.indivia.net/article/1212 ) e Supportolegale ( http://www.supportolegale.org ).
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Sabato 2 febbraio Manifestazione Nazionale a Cosenza
Ven, 25/01/2008 - 18:31Sabato 2 Febbraio 2008 - CORTEO contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale.
Concentramento alle ore 14.30 in p.zza Zumbini.
A seguire, concerto in p.zza Arenella dalle ore 20.00:
ZION TRAIN (Dub Raggae from UK) + Bunna outta Africa Unite (DJ Set) + Gente Strana Posse + Torre Raggae
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Dopo oltre 3 anni di udienze, il processo al Sud Ribelle, che vede imputati 13 compagni, tra cui molti attivisti di Cosenza, provenienti da diverse realtà di movimento, arriva al suo epilogo. Il PM Fiordalisi sferra il suo colpo finale nel tentativo di tradurre i propri teoremi accusatori nei loro confronti in anni di galera. E' stato fatto nell'analogo processo di Genova , lo si vuole riproporre ora anche in quello di Cosenza. Gli scenari in cui sarebbe maturato l'impianto accusatorio elaborato dal "bravo" Fiordalisi, sono quelli delle giornate di Napoli e Genova nel 2001. I capi di accusa a carico dei 13 attivisti - dal sapore tragicomico e straordinariamente inverosimile perché si basano su una serie confusa di video, intercettazioni e testimonianze opportunamente risistemati e riformulati secondo un criterio accanitamente persecutorio - sono di cospirazione politica mediante associazione al fine di turbare l'esercizio delle funzioni del governo, effettuare propaganda sovversiva e sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nel nostro Stato, sopprimere la globalizzazione dei mercati economici, alterare l'ordinamento del mercato del lavoro.
Giorno 24 gennaio 2008 l'accusa ha chiesto complessivamente 50 anni di carcere e 26 di libertà vigilata per i 13 compagni.
Per ripercorrere le tappe fondamentali del processo Sud Ribelle, svoltosi per tutta la sua durata nelle aule del tribunale di Cosenza, rimandiamo a Indymedia Calabria ( https://indycalabria.indivia.net/article/1212 ) e Supportolegale ( http://www.supportolegale.org ).
Sito di riferimento: http://www.cosenza2febbraio.org
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