anticapitalismo

35 anni dopo, la Bolivia come il Cile?

Manifestazione pro Morales

11 settembre, tornano alla mente le immagini dell'attentato al World Trade Center, pochi si ricordano che 35 anni fa, nello stesso giorno, il governo di Salvador Allende veniva rovesciato dal colpo di Stato di Pinochet.
Ironia della sorte un giorno prima dell'anniversario la NSA leva il segreto di stato da alcuni documenti che provano, come se non fosse già chiaro, la complicità della CIA nel golpe.

Una cosa molto simile è successa questa settimana, settembre 2008, in Bolivia, in 5 province orientali dello stato andino sono scoppiati disordini contro il governo centrale di Evo Morales.

Liberazioni - rivista on line n. 6

autore:
biblox
Sommario:
rivista di critica antispecista

E' on line il n. 6 della rivista "Liberazioni".
Buona lettura.

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ANTISPECISMO
Il tempo della carne
Riflessioni su identità e antispecismo
Noemi Callea

L’insostenibile leggerezza dell’antivivisezionismo scientifico
Massimo Filippi

FILOSOFIA
Incontri ravvicinati con una blatta
Filippo Trasatti

POLITICA
Il godimento impossibile
Tecnica e natura nel materialismo dialettico
Marco Maurizi

SOCIETA'
Alterità non umane
Roberto Marchesini

A/TRAVERSAMENTI
La fenomenologia a piedi nudi nel bosco
Filippo Trasatti

Naturalmente "contro natura"
Massimo Filippi

Lampi di Critica Radicale

autore:
Surfer
Sommario:
Parliamo di una rivista online

Vorrei sapere cosa ne pensate di questo giornaletto che si trova online e, a volte, in giro per Roma.
L'ho trovato con una ricerca su google, dopo averlo visto per terra al Tiburtino III...
Parliamone.

Liberazioni n. 4 - il nuovo numero è on line!

autore:
bilbox
Sommario:
Il numero 4. di Liberazioni è on line!

INDICE:

Donne, neri e l’American nightmare
L'autocelebrazione della democrazia totalitaria

Cos'è l'antispecismo?
Marco Maurizi

Verso una pratica antispecista
Aldo Sottofattori

Antispecismo in alcuni aforismi di Nietzsche
Pasquale Cacchio (a cura di)

L'Animale dialettico: la critica del dominio nella Scuola di Francoforte
Marco Maurizi

Per una società senza cavie (Parte seconda)
Agnese Pignataro

Materialità corporea, "materiale-corpo"
Pensieri sull'impossessamento del corpo di animali e donne
Melanie Bujok

Frantz Fanon e il fondo inalienabile dell’antropologia occidentale
Massimo Filippi

Sesso e spirito. Breve storia critica della lotta dei sessi (Parte terza)
Christoph Türcke

Darwinismo sociale veniente ;1)Il giovanilismo

autore:
Tiresia
Sommario:
Il Capitale dietro la campagna sullo "svecchiamento"

Come per le campagne sulla sicurezza e sulla casta,anche questa gode di un discreto successo.Esser non più "giovani" è una diminuzione in sè.Darwin,Nietzsche,Hitler...scegliete voi la discendenza teorica di questa nuova campagna concettuale del Capitale in Italia.

Nel dibattito sociale e politico degli ultimi tristi tempi ,un novello concetto s'è insinuato e s'avanza ,prepotente e con ampio dispiego di mezzi di propaganda , trovando scarse o nulle resistenze .
Il "giovanilismo".
Inizialmente sussurrato ,ma ben presto urlato e rivendicato come fosse un'eterna verità ch'è stolto mettere in questione.

Iniziarono,al solito,gli amici industriali,dato che serve in primis a loro.
E via via s'accodarono fior di personaggi pubblici,televisivi,giornalisti,fino a diventare una valanga.
Adesso,da Beppe Grillo all'ultimo degl'intervistati di Canicattì su qualsiasi argomento, uno non ve n'è che non citi la cantilena idiota (e pericolosa) del "via i vecchi e spazio ai giovani".

E -come di moda in questo periodo di transizione al pragmatismo - uno non v'è che non cominci con l'enumerazione dell'età media dei ricercatori italiani o il numero di legislature di alcuni politici.

Veltroni,non a caso,nel suo discorso d'investitura a guida del PD,indica lo svecchiamento e la guerra generazionale come valori positivi.

Avrei voluto inoltrarmi più accuratamente in questa fenomenologia,ma la cosa mi disgusta troppo e passo subito al cuore della questione.

PERCHé QUESTA RETORICA DELLO SVECCHIAMENTO?

Sia chiaro da subito;questo concetto che si va instillando nella mente e nel cuore della gente è VOLUTO DAGLI INDUSTRIALI.
Perchè;

1)Mettere un giovane al posto di un meno giovane in un'azienda significa;
-MAGGIOR PRODUTTIVITà data la naturale voglia di esprimersi e di farsi un'identità professionale da parte di un giovane,cosa che scema naturalmente con l'età,com'è giusto,quando i "giochi" personali sul fronte della professione sono già fatti e altre importanti cose,giustamente,prendono il sopravvento(la famiglia ,passioni extraprofessionali(per fortuna),maggior identificazione psicologia dell'individuo,eccetera.

2)MINOR CONFLITTUALITà
Un giovane,oggi,è mediamente meno sindacalizzato e comunque più ricattabile data anche l'estensione di forme di contratto precarie.La "prudenza" ,quindi ,si fa maggiore e la pace sindacale e rivendicativa in azienda,altrettanto.

3)MAGGIOR GERARCHIZZAZIONE E CONTROLLO del lavoro.
Un giovane,mediamente,si identifica con l'azienda molto di più di anni fa.Vede il senso della propria vita nella realizzazione sul lavoro molto più di anni fa,quando invece il senso della propria vita era ,appunto,il senso della vita in generale,e non quello ristretto del lavoro.
Era il senso delle amicizie,degli hobby,della crescita umana più che professionale,della famiglia,eccetera.E il lavoro,più di adesso, anzichè che una importante forma di realizzazione personale,era considerato un mezzo necessario alla sopravvivenza fisica(lasciamo stare la borghesia,che ha sempre esaurito gran parte della propria umanità sulla sfera "lavoro").
Quindi,un giovane oggi è mediamente più disposto ad atti cinici,o comunque ostili verso suoi colleghi ,in nome della propria realizzazione individuale.C'è quindi più gerarchizzazione possibile dentro l'azienda e un controllo reciproco tra i dipendenti maggiore di anni fa.

4)MAGGIOR FLESSIBILITà
un giovane,spesso desiderandolo,si prospetta oggi come materiale più malleabile e lavorabile dal padrone quanto ad orari,disponibilità a sostituzioni ,salti di riposi contrattuali, richiami improvvisi,cambiamenti e abbassamenti di mansione,spostamenti di sede,variazioni di orari senza preavviso,eccetera,principi vitali per un buon sfruttamento e maggiori guadagni da parte dell'azienda.

Fouri dal mondo delle aziende e nel paese e nella politica,lo svecchiamento significa;
1)RICAMBIO DELLA CLASSE DIRIGENTE ORIENTATO ALL'EGOISMO SOCIALE
La cesura storica - cioè,la mancanza di memoria - che si è voluta indurre dopo la fine del "socialismo reale" ,DEVE trasmettersi anche ai posti di potere politico,dal governo nazionale all'ultima delle amministrazioni comunali.
Un giovane ,per motivi anagrafici,è cresciuto in un'atmosfera molto meno permeata di rivendicatività ,uguaglianza ed emancipazionismo delle classi popolari nei decenni "caldi"..
Ha visto,sentito e respirato meno manifestazioni,proteste,scioperi,conflittieccetera per quanto riguarda i temi del lavoro,della casa,della salute,del progresivismo fiscale,della protezione sociale,e via di questo passo.
Chi non è passato per gli anni 60/70 è così,nella maggior parte dei casi.
La sua coscienza è meno orientata a questi valori e li terrà meno in considerazione nell'azione di governo/comando.
Dato che l'eguaglianza e la protezione sociale sono cose che vanno demolite ,c'è quindi un gran bisogno di piloti immemori.
Il resto alla prossima puntata.

Ciao
Tiresia

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