Anticlericale
No Vat
Sab, 09/02/2008 - 13:32
L'11 febbraio 1929 il segreterio di Stato Vaticano cardinal Gasparri il primo ministro del Regno d'Italia Mussolini firmavano a Roma i Patti Lateranensi.
Per il terzo anno consecutivo [1, 2] il coordinamento nazionale Facciamo Breccia vuole ricordare questa data con una manifestazione nazionale a Roma indetta per sabato 9 febbraio, da P.le Ostiense ore 14.
La piattaforma politica della manifestazione è costruita dal basso in maniera orizzontale.
Una manifestazione che vuole denunciare le continue ingerenze dello Stato Pontificio nei confronti dello stato italiano: dai noti e continui attacchi all'autodeterminazione delle donne: la legge 194 sull'aborto e la legge 40 sulla procreazione assistita, i professori di religione e i finanziamenti alle scuole private cattoliche, l'accanimento terapeutico con la scusa di salvaguardare la vita.
L'osceno Benny & Magdi Show
Dom, 30/03/2008 - 22:51Inatteso, nel bel mezzo di alcune guerre già perse che volgono al peggio, è calato sulle famiglie italiane intente a godersi le festività pasquali, il Benny & Magdi Show. Come nel famoso circo nel quale più gente entra e più bestie si vedono, il nostro paese ha goduto immensi benefici dall'importazione di un prete tedesco e di un agitatore politico egiziano, e anche se qualcuno potrà sgradire questi, che vengono da fuori e rubano il lavoro ai molti ciarlatani locali, lamentando che di personaggi pericolosamente balordi ne abbiamo abbastanza, senza bisogno d'importare quelli altrui, ma si tratta di nostalgie e localismi che all'alba del ventunesimo secolo sono destinati a colare nel nulla.
Il problema non è da sottovalutare, perché il paese che ha dato i natali a personaggi come Wanna Marchi e Silvio Berlusconi fatica a trovare fieri difensori della Fede e della Civiltà Occidentale. La società si è estremamente secolarizzata, le chiese sono vuote e le vocazioni scarseggiano, così come scarseggiano i volontari per le guerre in corso. Vero, ci sono almeno tre paesi invasi e devastati per combattere -preventivamente- la minaccia islamica, tendiamo a dimenticarlo. Così la tensione cala e cala il consenso, visto che nessuno spiega o vuole spiegare a cosa serve veramente perdere tre guerre in una volta sola spendendo molti soldi e molte vite, anche se in gran parte vite di “altri”.
Il Benny & Magdi Show ha provato a dirci che lo facciamo per Dio. Magdi Cristiano Allam è stato esibito come il perfetto convertito alla superiorità del cattolicesimo in mondovisione. Molti musulmani si sono lamentati di questa rozza operazione di propaganda, ma ad insorgere avrebbero dovuto essere ben altre voci. Tanto rozzo è apparso lo show che pochi giorni dopo il Vaticano si è visto costretto a prendere le distanze dalle posizioni di Allam.
Che si tratti di rozza propaganda lo testimonia l'intera storia “professionale” di Allam, sempre pronto a dichiararsi più occidentale di un occidentale, più italiano di un italiano e ora più cristiano dei distratti cattolici italiani. Allam è da anni una delle firme di punta a sostegno della guerra. Come molti altri suoi colleghi Allam ha pubblicato parecchie falsità, escludendo in tal modo il poter invocare la buona fede a sua discolpa. Falsi plateali, alla verifica dei quali Allam si è sempre sottratto buttandola in caciara. In rete, dove gli scritti permangono alla verifica del lettore, Allam si è guadagnato il titolo di Pinocchio d'Egitto. Non è quindi strano che un tale alfiere della libertà di pensiero e d'espressione non abbia mai trovato un attimo per scrivere una riga di critica alla dittatura egiziana, alla spietata repressione del dissenso nel suo paese o anche, più modestamente, alla pretesa di Mubarak di lasciare il governo in eredità al figlio Gamal. Betulla d'Egitto?
Allam non ama il confronto, Allam parla ex-cathedra dalle pagine del Corriere e di più non dimandare. Fenomenali perle rimangono le invenzioni sul misterioso saladino “l'amante dello sceicco” e tutta la produzione su terribili “Fratelli musulmani”, che preoccupano il nostro sopra ogni altra cosa.. Allam si difende attaccando, di solito parlando d’altro; posso dire di averlo verificato di persona quando, dopo aver espresso dubbi sulla sua fede musulmana, peraltro suffragati da sue affermazioni e da racconti di suoi partner nel sostegno alla lotta all'islamico, ho avuto il discutibile onore di essere indicato tra gli “odiatori di sinistra” in una delle sue fatiche editoriali.
Non a caso la sua conversione ha scandalizzato poco i musulmani, più colpiti dalla rilevanza che le si è voluto dare, che dai turbamenti di Magdi Cristiano; Allam da tempo non può più pretendere di essere l'uomo per il quale si spaccia dalle pagine del Corriere. Indomito giornalista indipendente, minacciato dai cattivi islamici, paladino e inventore dell’Islam “moderato” che aspirava a rappresentare, scrive prima Viva Israele (alcuni dicono stimolato dal premio di quasi mezzo miliardo delle vecchie lire ricevuto l’anno prima da una fondazione israeliana) e poi si converte al cattolicesimo in gran pompa. Ovviamente non ha mancato di lanciare il cuore oltre l'ostacolo, dicendo che non ha paura di morire e condendo il tutto con un'affermazione dal suono sinistro:”.., la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale”. Islam in minuscolo nell'originale. Gli uomini della sua scorta lo avranno sicuramente ringraziato.
Magdi Cristiano Allam, cinque minuti dopo essere diventato cattolico, ha declamato il credo del cattolicesimo più oscurantista e fanatico, abbracciando Benny Sixteenth e con lui esibendosi sotto le volte le di San pietro. Esibizione volgar di una scelta di vita, al minimo, ma si cadrebbe nel buonismo e nell'ingenuità. Allam mostra sprezzo del pericolo, ma lo fa protetto da una robusta scorta procurata proprio dalle sue esibizioni spericolate. C'è chi, come Renato Farina ha subito sanzioni e condanne perché accettava denaro dai servizi italiani per scrivere articoli falsi e utili ai sostenitori della guerra all'Islam, c'è chi invece dallo scrivere lo stesso genere di articoli trae vantaggi relativamente indiretti e gode della protezione dello stato. In teoria Farina (e altri) dovrebbero correre gli stessi rischi di Allam, ma è lo stesso Allam che ha preparato il terreno menandola con le condanne a morte per apostasia, cioè per chi da musulmano si converte ad altra fede. Dopo anni trascorsi a parlare di fantomatici convertiti dall’Islam ad altre religioni, che nelle sue parole parrebbero inseguiti ovunque da misteriosi sicari anche se non si è mai registrato un solo omicidio del genere, Allam si converte e dice che così sfida una condanna a morte che non c’è. Tutto si tiene, verrebbe da dire, sarà anche per questo che i musulmani non l’hanno preso troppo sul serio questa volta.
Purtroppo, tutto si tiene con un papato reazionario che ha appena ribadito la sua superiorità della sua dottrina sull'ebraismo, posizione che Allam faticherà a difendere presso i suoi amici della destra estremista ebraica. Allam, che italiano non è, dimostra di non conoscere la storia della Chiesa che lo accoglie, storia che agli italiani è ben nota. Feudalesimo, simonie, processi agli eretici, torture, razzismo, sessismo, schiavismo, fascismo, nazismo, crociate e annientamenti genocidari, i cattolici non si sono fatti mancare niente e mai è giunto loro un rimprovero papale; ancora meno succede oggi, nei giorni del regno del Papa tedesco; Papa che peraltro ha protetto per lunghi anni anche i preti pedofili, invece di preoccuparsi della protezione delle loro vittime. Il papato è da anni il primo puntello di tutti governi autoritari, in particolare di quelli dittatoriali; sono ben poche le dittature alle quali si è opposta la chiesa cattolica e quasi nessuna in paesi cattolici.
In questo mare di falsità ed ipocrisia M.C. Allam non stona assolutamente, non è altro che l'ennesimo giornalista che tenta di farsi personaggio seguendo le profonde orme del Cicciopotamo, ora impegnato a testa bassa contro l'aborto; più papale del Papa, speriamo che faccia anche lui la fine del povero Socci e si vaporizzi delirando. Purtroppo non possiamo sperare che si vaporizzi la propaganda di guerra, perché quella c'è chi l'alimenterà con vigore e denaro fino a che sarà possibile e qualche equilibrio non si romperà irrimediabilmente.
Per ora ci teniamo il prete tedesco che incorona novello crociato l'egiziano che vi vuole insegnare come essere italiani e cristiani e che ci vuole mettere paura con gli “islamici” cattivi mentre i nostri li stanno bombardando e ci sono quattro milioni di profughi in Iraq, un paio in Afghanistan e un altro milione in Somalia, disperati senza nemmeno un tetto. Gente che abbiamo ucciso o che abbiamo buttato in mezzo al deserto perché dovevamo dare la caccia a quattro beduini che Bush, Benny e Magdi conoscono benissimo, ma che non riescono a prendere nemmeno demolendo tre nazioni e facendo di tutto in molte altre. Anche i morti sono nella scala del milione; sicuramente più di un milione di morti hanno seguito le “nostre” invasioni a portare loro democrazia. Strano contrasto con i progetti di attacchi terroristici millantati sa Allam e dai nostri servizi; quelli non si sono visti e se n’è parlato molto, mentre della realtà relativa a qualche milione di vite devastate non se ne parla proprio; per Benny ed M.C. il problema in Iraq è la persecuzione dei cristiani. Che muoiono in proporzione perfetta agli altri iracheni che professano altre religioni, ma che quando muoiono è perché sono “perseguitati” dai cattivi islamici. Oscenità.
Un numero di vittime che è più di cinque volte il massimo ipotizzato per il “genocidio” del Darfur, per dare la caccia a una minaccia che secondo gli stessi americani era costituita, nel 2001, da cinquemila persone. Per rendere inoffensive cinquemila persone si è data la morte ad oltre un milione di innocenti, altri milioni li si è resi profughi devastando le loro abitazioni e città, senza considerare le cifre iperboliche che sono state fatte sparire nell'urgenza della guerra, cifre che tutti ripaghiamo a rate al distributore. Tutto questo perché al Benny & Magdi Show dicono che il saladino cattivo non aspetta altro che di sgozzarci ed imporci la legge islamica omettendo, non solo a beneficio dei credenti nei miracoli, tutta la parte che attiene alle azioni e agli errori ed orrori commessi in nome della superiore civiltà giudaico-cristiana e del controllo delle fonti energetiche. Continueranno a lungo, almeno fino a quando a qualcuno non verrà in mente di dare la colpa di questi disastri, secondo cattolicissima tradizione, agli sfortunati fratelli ebrei.
L'ingerenza cattolica nel nostro paese è storicamente pesante, ma in un periodo nel quale l'adesione al credo frana, la Chiesa ed il papato si agitano scompostamente sposando una visione intrisa di fanatismo e dall'impatto eversivo sulle istituzioni. L'Italia non può andare in guerra in nome di Dio e nemmeno perché lo dicono Allam e il Papa. L'introduzione della guerra in nome del primato religioso dovrebbe preoccupare molto chi abbia a cuore la democrazia, anche quei politici che pure baciano l'anello, dovrebbero mantenere il minimo di dignità necessario a smarcarsi da pretese e affermazioni del genere.
Affermazioni che influenzano inevitabilmente la politica estera italiana, in particolare se non si trova uno straccio di politico disposto a mettere al suo posto l'insorgente fanatismo cattolico, senza considerare il devastante esempio (dis)educativo di storie del genere; nella vecchia Italia dei tempi andati ai bugiardi cresceva il naso, ai tempi di Benny, Magdi, Silvio e George, crescono loro solo il portafogli e la visibilità; la loro visibilità rischia di farsi immagine del paese e questo è qualcosa che l’Italia non può permettersi, non solo per questioni di dignità istituzionale,
IL PAPA, LA SAPIENZA E L’ANTICLERICALISMO BORGHESE
Dom, 30/03/2008 - 00:45IL PAPA, LA SAPIENZA E L’ANTICLERICALISMO BORGHESE
L’ “incidente”, come è stato definito dall’Osservatore Romano, che ha impedito la partecipazione dell’attuale papa alla cerimonia di apertura dell’anno accademico è nato e si è sviluppato a seguito di una lettera inviata al Rettore della Sapienza, lo scorso 14 novembre, da un professore emerito di Istituzioni di Fisica teorica e di Teorie quantistiche. Nella lettera, che avrebbe poi ottenuto l’adesione di 67 professori, di un consistente gruppo di studenti e di tutto il laicismo nazionale, venivano ripresi i vecchi argomenti dell’anticlericalismo risorgimentale (Roma non è più la capitale dello Stato Pontificio; la Teologia non è materia che si insegna nelle Università pubbliche) e temi facili ad effetto, stile talk televisivo (i cristiani hanno regalato al mondo le Crociate, i pogrom contro gli ebrei, lo sterminio degli indigeni delle Americhe, la tratta degli schiavi, i roghi dell’Inquisizione; e poi, poteva mancare?, il Sant’Uffizio ha condannato Galileo). Da professori universitari ci saremmo aspettati delle argomentazioni un po’ più, diciamo così, “attuali”.
I 67 professori, a loro volta, il 20 novembre inviavano al Rettore dell’Università un nuovo documento nel quale, tra le altre cose, si accusava l’allora cardinal Ratzinger, in un intervento tenuto a Parma nel lontano 1990, di avere approvato il processo a Galileo definendolo “ragionevole e giusto”.
Da parte sua il Rettore aveva pensato bene di ignorare le lettere e di andare avanti per la propria strada. Questo accadeva a novembre.
A gennaio, nell’imminenza della cerimonia, le lettere improvvisamente rispuntavano fuori, venivano pubblicate (per intero o in parte) e commentate, in maniera spesso stravolta, da tutti i giornali, tanto che divenivano, per giorni e giorni, l’argomento principale della politica e della vita italiana. Stampa e televisione quasi non parlavano d’altro. Il paese si divideva fra papisti e antipapisti, credenti ed atei, razionalisti ed oscurantisti, libero-pensatori e restauratori dell’inquisizione. Come al solito abbiamo assistito, da entrambi gli schieramenti, alle più squallide e volgari prese di posizione, che denotano il grado di decomposizione, anche morale, raggiunto dalla società capitalista.
Il papa, poi, alla Sapienza non c’è andato. Con soddisfazione per entrambe le parti: i laicisti hanno esultato per la “vittoria”; il papa ed i confessionalisti altrettanta vittoria hanno ottenuto con la servile sfilata di tutte le autorità civili e politiche che si sono spezzate schiena e ginocchia in espressioni di scuse e miserevoli genuflessioni.
Eppure la Sapienza, questa “Università laica” i cui professori con orgoglio ricordano e rivendicano la breccia di Porta Pia, aveva accolto a braccia aperte il precedente papa, Giovanni Paolo II. A Giovanni Paolo II, inoltre, la Sapienza di Roma, nel non lontano 2003, conferiva una laurea honoris causa in Giurisprudenza, motivata dal fatto che il Pontefice “aveva contribuito e contribuisce all’affermazione universale dei diritti dell’uomo, della giustizia e della pace nei rapporti tra le persone e i popoli”. Quel 17 maggio 2003, dopo le allocuzioni del Rettore e del Preside della Facoltà di Giurisprudenza, e dopo la laudatio del professore ordinario di Diritto civile, Giovanni Paolo II pronunciò la sua lectio magistralis. L’Osservatore Romano del giorno successivo dedicò ben quattro pagine all’avvenimento, pubblicando integralmente anche tutti i testi degli interventi. Alla cerimonia avevano partecipato numerose autorità civili (il presidente del Consiglio Berlusconi, quello della Corte costituzionale, il governatore della Banca d’Italia), ed ecclesiastiche, a cominciare proprio dal cardinale decano Ratzinger. Nessuno, allora, ebbe niente da ridire.
Perché questa differenza di atteggiamenti nei riguardi dei due papi? L’immancabile risposta è che papa Wojtyla era uomo moderno, aperto, progressista, mentre Ratzinger, l’“ex capo del Sant’Uffizio” è dogmatico, antimodernista, reazionario. Ecco il punto, il borghese, laico o perfino ateo, non nega il ruolo della religione nella società, nella scuola, nello Stato, vuole solo una religione fatta come al momento gli comoda, che cioè, a seconda dell’opportunità e dei bisogni, sia democratica o fascista, pacifista o bellicista, ecc. ecc.
Tipico esempio sono Pannella ed il Partito Radicale: anticlericali a morte, ma non antireligiosi; combattono l’ingerenza Vaticana negli affari dell’italica borghesia, ma nel loro sito ufficiale troneggia sempre la fotografia di Pannella e Bonino ricevuti da Giovanni Paolo II.
Questo è del tutto naturale perché, anche quando la borghesia si presenta con l’aspetto scapigliato dell’anticlericalismo, un patto d’acciaio ed un unico destino lega il suo potere di classe e la chiesa: la rovina dell’uno determinerà anche la rovina dell’altra. Chierici e antichierici sono infatti ugualmente nemici del comunismo e l’ateismo borghese, seppure si fonda sul razionalismo e nega l’esistenza di dio, afferma e rivendica la divisione della società in classi.
Il marxismo, anticipazione della scienza di domani, si colloca al di sopra sia del dogma religioso sia della universitaria scienza borghese attuale, che entrambi riduce storicamente e verrà a superare.
Per noi quindi la religione prima che un fatto personale è un problema di rapporti di classe; non la libertà di coscienza o di religione, ma la libertà dalla religione è quello per cui combattiamo, come combattiamo per la libertà dallo sfruttamento capitalista. E la vittoria sul capitalismo precederà la vittoria sulla religione. Sarà dopo la distruzione del capitalismo che dio morirà di morte naturale.
Mentre a Roma gli studenti di Rifondazione Comunista contestano papa Benedetto XVI, il loro capo Fausto Bertinotti è intervenuto ufficialmente alle università cattoliche di Lima e di Quito. In Ecuador, nella Università Cattolica di Quito, dove gli è stata conferita una laurea honoris causa in Scienze Politiche, Bertinotti ha tenuto la sua lectio magistralis nel corso della quale ha ammonito che “oggi il nuovo sovrano che minaccia la politica è la estremizzazione del mercato unita al matrimonio con la scienza e con la tecnica”, mentre ha indicato come unica via d’uscita la “restituzione all’uomo del controllo del suo destino”. Belle applaudite parole... le avrebbe potute dire Ratzinger!
Il governo cubano, proprio in questi giorni, annuncia ufficialmente la imminente visita del cardinale Bertone e la realizzazione di un monumento in onore di papa Wojtyla, mentre manifesta orgogliosamente gli ottimi rapporti esistenti tra il regime “comunista” e il Vaticano. A Cuba non sanno che “il cristianesimo ha regalato al mondo le Crociate, i pogrom contro gli ebrei, lo sterminio degli indigeni delle Americhe, la tratta degli schiavi, i roghi dell’Inquisizione, e che il Sant’Uffizio ha condannato Galileo”. O forse non gliene frega niente. In Vaticano non sanno che a Cuba i diritti umani non sono garantiti. O forse non gliene frega niente!
Ma, fortunatamente, in Europa abbiamo pur sempre la Francia, modello di laicismo e di separazione netta fra Stato e Chiesa; la Francia repubblicana il cui presidente non si sognerebbe mai di assumere atteggiamenti servili o compiacenti per ingraziarsi Vaticano e preti.
Nicolas Sarkozy, il 20 dicembre scorso, veniva ricevuto in udienza dal papa. Dopo l’incontro dichiarava all’Osservatore Romano. «Io mi sento cattolico di tradizione e di cuore. Gli ho detto [ al papa – n.d.r.] quanto siano importanti per me i valori cristiani nella storia della Francia”. Sarkozy, si rammaricava però del fatto che “mancano gli intellettuali cristiani, le grandi voci che si facciano sentire nei dibattiti per far progredire la società, darle un senso e mostrare che la vita non è un bene di consumo come gli altri”. Poi, il presidente teorizzatore della “laicità positiva”, il pomeriggio dello stesso giorno si recava nel palazzo del Laterano per ricevere, dalle mani del cardinal Ruini, il titolo di protocanonico onorario della Basilica del Laterano e prendeva possesso del relativo stallo. Nel discorso di ringraziamento così si esprimeva: “La fede cristiana è penetrata in profondità nella società francese, nella sua cultura, nel suo modo di vivere. Le radici della Francia sono essenzialmente cristiane. E la Francia ha dato un contributo eccezionale alla diffusione del cristianesimo”. Questo sì che è parlare da laici!
Perché i 67 professori della Sapienza che hanno contestato Ratzinger, non invitano Nicolas Sarkozy, il laico presidente della laica Francia, a tenere la lectio magistralis per la cerimonia di apertura del prossimo anno accademico?
Marco Pannella. Il Tibet che è qui, da noi
Lun, 24/03/2008 - 17:18Domenica, 16 marzo 2008. Roma, Via Bruxelles, di fronte all'ambasciata cinese. Non s'era visto nemmeno un giornalista prima di allora; nemmeno alla conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Arrivano le stars della politica,... la Sinistra, l'Arcobaleno,... "Scusate, ma voi cossuttiani non eravate su ben altre posizioni politiche?"... arriva Pannella. Ha inizio il supershow e, come d'incanto, spunta la stampa.
- sergio falcone: "Possibile che debba essere tu, sempre e soltanto tu, a parlare? Al solito, noi non contiamo nulla?".
- "Esatto, l'hai detto: tu non conti un cazzo!", Pannella, pontefice massimo tra i pontefici massimi, leader a vita d'un partito, come quello Radicale, che invocava ad alta voce, tra l'altro, il licenziamento dei lavoratori senza la cosiddetta giusta causa. In perfetto stile neoliberista. Lascio ai miei indomiti lettori il piacere del commento... (Chi lo paragona a Felice Cavallotti vaneggia. Altra generazione, altra dignità...).
MARCO PANNELLA
A che serve saper comiziare,
se nel cuore non hai che l'inganno,
tu,
pifferaio di Hamelin?
A che serve saper parlare?
Non hai nulla da raccontare,
se non il tuo Io assoluto.
OVO ATTACK foto
Mer, 19/03/2008 - 17:42
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Foto dell'Ovo Attack dei Pasticcer* Ribelli alla sede dell'Istituto San Paolo e dell'Avvenire!
Nessuma minaccia come detto da qualcuno, solo una simpatica protesta contro "l'impegno quotidiano e capillare nella diffusione della piu' retriva cultura CLERICO-FASCISTA!"
NO AL FASCISMO NO AL SESSISMO NO AL PATRIARCATO
Conferenza stampa Notte Bianca Sapienza
Mar, 11/03/2008 - 17:30Comunicato stampa
Dopo i fatti che hanno portato alla rinuncia del Papa alla Sapienza e la scandalosa militarizzazione dell’università la mattina dell’inaugurazione dell’anno accademico…
Gli studenti e le studentesse inaugurano la loro università!
LA NOTTE BIANCA DELL’AUTOGESTIONE
Mercoledì 19 marzo, dalle 16:00 per tutta la notte, proiezioni, teatro, dibattiti, musica, esposizioni.
CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE
MERCOLEDI’ 12 MARZO ORE 12:00 A PIAZZALE DELLA MINERVA
CITTA’ UNIVERSITARIA - SAPIENZA
Pochi giorni dopo la rinuncia da parte del Papa a partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza, il Cardinale Bagnasco dichiarava: “L’Italia è un paese ridotto a coriandoli.” Qualche ora più tardi il governo Prodi cadeva affossato dalle inchieste giudiziarie aperte nei confronti di Mastella.
Le stesse parole di Bagnasco potremmo riferirle all’attuale amministrazione della Sapienza, con a capo il Rettore Renato Guarini. Un’amministrazione devastata da numerose inchieste e da lotte interne tra lobby baronali, che ormai ha perso ogni legittimità, ma che, nonostante questo non ha alcuna intenzione di dimettersi. Un’amministrazione che, con un’inaugurazione dell’anno accademico decisamente “anomala” cui erano invitati a partecipare, oltre Benedetto XVI anche il candidato premier Veltroni ed il ministro Mussi, cercava nuova linfa per la propria sopravvivenza.
Con gli avvenimenti del 17 gennaio la governance della Sapienza ha miseramente fallito, non tanto a causa della rinuncia del Papa, quanto perchè ha chiuso le porte agli studenti.
La militarizzazione della Sapienza, la chiusura della città universitaria come spazio pubblico, l’esclusione degli studenti dai luoghi che quotidianamente attraversano e vivono, la demonizzazione di qualsiasi voce di dissenso, compresa quella dei docenti, ha svelato il volto autoritario del governo dell'università laddove questo viene messo in crisi. Il 17 gennaio è emerso l'atteggiamento antidemocratico di chi governa questo ateneo, di chi vorrebbe mettere a tacere ogni voce critica, ridurre gli studenti a meri utenti e fruitori di un servizio a pagamento, di chi tenta di limitare le attività e chiudere gli spazi autogestiti, di ridurre il sapere a merce e privarlo di qualsiasi contenuto critico.
Questa è un’amministrazione contro gli studenti e le studentesse, contro il corpo vivo dell’università, contro le loro intelligenze, la loro vitalità, i loro desideri ed i loro bisogni!
Per questo mercoledì 19 marzo inaugureremo l’altra università, quella degli studenti e delle studentesse, dei precari e delle precarie , con la Notte Bianca dell’Autogestione.
Una Notte Bianca completamente autogestita e autofinanziata, senza patrocini né finanziamenti.
Una Notte Bianca che dalle 16 fino a notte fonda vedrà cinque facoltà rimanere aperte per essere attraversate da proiezioni, dibattiti, spettacoli, cene sociali, musica e performance negli spazi esterni della città universitaria.
Una Notte Bianca come nuova inaugurazione di una università che vorremmo e per cui ogni giorno ci battiamo: un’università libera, senza numeri chiusi né blocchi, gratuita ed accessibile, garantita da un reale diritto allo studio. Un'università dove l'autoformazione costituisca l'unico vero polo d'eccellenza a fronte di una didattica sempre più dequalificata.
Un’università autogestita...dagli studenti!
Invitiamo dunque gli organi di stampa a partecipare alla conferenza di presentazione dell’evento nella quale verranno esposti i contenuti ed il programma dettagliato della serata.
COLLETTIVI E RETI STUDENTESCHE DELLA SAPIENZA
colpo ai cabbasisi del duopolio clericofascista a Roma
Sab, 08/03/2008 - 15:22Sent: Saturday, March 08, 2008 11:41 AM
Subject: la politica non muore nel duopolio clerico-fascista.
Grillini è il candidato del Ps al Campidoglio
Franco Grillini sarà il candidato del Partito socialista per il Campidoglio. Lo ha annunciato lo stesso presidente onorario dell'Arcigay nel corso di una conferenza stampa, a cui hanno partecipato Gavino Angius, Enrico Boselli, Bobo Craxi, il segretario romano Atlantide Di Tommaso e Alberto Benzoni, gia' vicesindaco con Luigi Petroselli, tenuta nella sede del Partito socialista. tenuta nella sede del Partito socialista. "Non è possibile lasciare ai romani - ha detto - la sola possibilità di scelta tra un candidato papista e uno dei clericofascisti. Noi non vogliamo che Roma sia governata dalla destra, la peggiore destra in Italia, ma vogliamo riportare i temi del socialismo e della laicità a Roma e quindi in Italia".
E' il candidato del Pd, Francesco Rutelli il primo bersaglio di Grillini: "E' stato protagonista della spinta anti socialista nel Pd - spiega - e Rutelli è stato il sindaco che nel 2000 ritirò il patrocinio al World Pride". Continua, il candidato, a citare i passaggi che, a suo dire, rendono impraticabile la strada di un apparentamento tra socialisti e Pd, dal referendum sulla legge 40 al muro contro muro che, in Campidoglio, il Pd ha opposto al Registro delle unioni civili.
Enrico Boselli ricorda di essere "rimasto colpito dalla decisione che Walter Veltroni prese due mesi fa quando, alleandosi con la destra, impedì l'istituzione del Registro delle unioni civili, lasciando in questo modo 60 mila coppie romane prive di diritti. I sindaci socialisti di Parigi e Londra si sarebbero vergognati". Di fronte a questo precedente il presidente dei socialisti sente di poter dire che "da sindaco Rutelli farà anche di peggio. Per questa ragione penso sia giusto scendere in campo".
Secondo Lanfranco Turci con la candidatura di Grillini ci sarà un'amara sorpresa per Rutelli. "Abbiamo deciso - ha detto - di prendere in parola l'affettuoso complimento del Pd che ha definito nei giorni scorsi i socialisti come dei rompicoglioni. Ne farà un'amara prova anche Francesco Rutelli quando vedrà emergere dietro la candidatura di Grillini al Campidoglio un'altra Roma: laica, liberale e socialista. La Roma che il Pd, in formato oltre-Tevere e protettore dei palazzinari non è in grado di rappresentare, né di tutelare nei suoi interessi e nei suoi valori".
Per Bobo Craxi "Franco Grillini sarà il nostro Bernard Delanoe, il sindaco socialista di Parigi. Conosco Grillini - ha aggiunto - da circa vent'anni. Nel corso della sua carriera ha maturato una coscienza riformista che ci fa sperare che Roma possa diventare come Madrid o Parigi. Nella Capitale spagnola un consigliere comunale socialista ha ottenuto il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto che poi sono stati estesi a tutto il Paese".
Infine Alessandro Battilocchio ha affermato che "talento, tecnologia e tolleranza sono tre elementi troppo spesso dimenticati nella nostra città. Sono felice che Franco Grillini inizi da queste 'tre T' la sua campagna elettorale, che è la sfida del Partito socialista per una Roma laica, civile e moderna".
8 marzo: spazziamo via preti-padroni-padri-papponi
Ven, 07/03/2008 - 23:518 marzo: giornata internazionale di lotta delle donne.
Nel 1908 tocco' a 129 donne di morire bruciate nella fabbrica del padrone americano della Cotton.
a Questa realta'si oppose fin da allora il movimento operaio femminile che, nel 1910, con Clara Zetkin, trasformo' l'8 marzo in giornata internazionale di lotta.

