PROP

Comunicati / Volantini

prop

Analisi

Repost (Copia & Incolla da altri media)

pdac

Presentazione della "Costituente dei Comunisti Rivoluzionari" a Roma

autore:
Alternativa Comunista

Dopo il tracollo che l'ha vista protagonista si procede, all'interno della sinistra governista e sedicente radicale, ad un tipico processo che ogni burocrazia pone in essere con l'obiettivo di preservare una minima parte di quei privilegi che stanno inesorabilmente venendole a mancare. Almeno tre costituenti si sono aperte: la prima, quella rispondente a Vendola (colui che in Puglia regala milioni di euro alla Chiesa ed a vari imprenditori come Natuzzi) e che raggruppa i bertinottiani all'interno del Prc, ripropone il progetto della fallimentare (finanche sotto l'aspetto elettoralistico) "Sinistra L'Arcobaleno" ed ovviamente la prospettiva di un nuovo accordo programmatico con il Pd; la seconda, con cui la prima si scontrerà al congresso del Prc a luglio, è quella dell'ex ministro alla Solidarietà Sociale Paolo Ferrero (colui che, insieme ad Amato, nella scorsa legislatura ha firmato un disegno di legge che confermava gli assi fondamentali della Bossi-Fini in materia di immigrazione) che ha anch'essa l'obiettivo di ritornare a far parte di un governo dei padroni; la terza è quella dei vari Diliberto e Rizzo, i quali propongono una presunta "costituente dei comunisti" che utilizza puntualmente, svuotandolo di significato, il richiamo alla falce e martello a cui si accompagna l'orizzonte di un nuovo accordo di governo col Pd e dunque riconnettere il filo solo nazionalmente interrotto (a livello locale i vari Prc e Pdci governano a braccetto col Pd veltroniano) della collaborazione di classe.

È per questo motivo che il Partito di Alternativa Comunista ha deciso di aderire alla sola costituente, quella dei "comunisti rivoluzionari", che abbia l'obiettivo di rilanciare le parole d'ordine dell'indipendenza di classe dei lavoratori da ogni governo delle classi dominanti alfine di rilanciare le lotte di opposizione sulla base di una piattaforma unificante che unisca lavoratori, precari, immigrati, studenti, disoccupati nella prospettiva di cacciare Berlusconi non già per un nuovo e forse più collaudato governo della borghesia (lo scorso governo Prodi insegna) ma per una vera alternativa di classe.

Assemblea di presentazione della

"COSTITUENTE DEI COMUNISTI

RIVOLUZIONARI"

con Francesco Ricci (comitato centrale PdAC)

Venerdì 27 Giugno

alle ore 17

in Via Luigi Lodi 68

DOPO L'ASSEMBLEA RESTA CON NOI

PER LA CENA SOCIALE A SOTTOSCRIZIONE

E LA PROIEZIONE DEL FILM: "NAZIROCK"

Visita il nostro sito web nazionale: www.alternativacomunista.org

Scrivi a organizzazione@alternativacomunista.org

Sezione di Roma: roma.pdac@gmail.com
iscriviti alla newsletter della sezione di Roma: roma-pdac-subscribe@googlegroups.com

Via Luigi Lodi 68 - Telefono 3462135722

Assemblea di presentazione della "Costituente dei Comunisti Rivoluzionari"

27/06/2008 - 17:00
27/06/2008 - 22:00
Sommario:
Venerdì 27 Giugno alle ore 17
Indirizzo email:

Dopo il tracollo che l'ha vista protagonista si procede, all'interno della sinistra governista e sedicente radicale, ad un tipico processo che ogni burocrazia pone in essere con l'obiettivo di preservare una minima parte di quei privilegi che stanno inesorabilmente venendole a mancare. Almeno tre costituenti si sono aperte: la prima, quella rispondente a Vendola (colui che in Puglia regala milioni di euro alla Chiesa ed a vari imprenditori come Natuzzi) e che raggruppa i bertinottiani all'interno del Prc, ripropone il progetto della fallimentare (finanche sotto l'aspetto elettoralistico) "Sinistra L'Arcobaleno" ed ovviamente la prospettiva di un nuovo accordo programmatico con il Pd; la seconda, con cui la prima si scontrerà al congresso del Prc a luglio, è quella dell'ex ministro alla Solidarietà Sociale Paolo Ferrero (colui che, insieme ad Amato, nella scorsa legislatura ha firmato un disegno di legge che confermava gli assi fondamentali della Bossi-Fini in materia di immigrazione) che ha anch'essa l'obiettivo di ritornare a far parte di un governo dei padroni; la terza è quella dei vari Diliberto e Rizzo, i quali propongono una presunta "costituente dei comunisti" che utilizza puntualmente, svuotandolo di significato, il richiamo alla falce e martello a cui si accompagna l'orizzonte di un nuovo accordo di governo col Pd e dunque riconnettere il filo solo nazionalmente interrotto (a livello locale i vari Prc e Pdci governano a braccetto col Pd veltroniano) della collaborazione di classe.

È per questo motivo che il Partito di Alternativa Comunista ha deciso di aderire alla sola costituente, quella dei "comunisti rivoluzionari", che abbia l'obiettivo di rilanciare le parole d'ordine dell'indipendenza di classe dei lavoratori da ogni governo delle classi dominanti alfine di rilanciare le lotte di opposizione sulla base di una piattaforma unificante che unisca lavoratori, precari, immigrati, studenti, disoccupati nella prospettiva di cacciare Berlusconi non già per un nuovo e forse più collaudato governo della borghesia (lo scorso governo Prodi insegna) ma per una vera alternativa di classe.

[Sul sito www.costituenterivoluzionaria.org il testo dell'appello]

Assemblea di presentazione della

"COSTITUENTE DEI COMUNISTI

RIVOLUZIONARI"

con Francesco Ricci (comitato centrale PdAC)

Venerdì 27 Giugno

alle ore 17

in Via Luigi Lodi 68

DOPO L'ASSEMBLEA RESTA CON NOI

PER LA CENA SOCIALE A SOTTOSCRIZIONE

E LA PROIEZIONE DEL FILM: "NAZIROCK"

Visita il nostro sito web nazionale: www.alternativacomunista.org

Scrivi a organizzazione@alternativacomunista.org

Sezione di Roma: roma.pdac@gmail.com

Via Luigi Lodi 68 - Telefono 3462135722

Opposizione all'imperialismo ed al capitalismo

autore:
Partito di Alternativa Comunista

La visita di questi giorni da parte di George W. Bush in Italia non comporta un momento di rinnovato feeling con i vertici politici dello Stivale. Al contrario il presidente degli Stati Uniti viene ad incontrare il rappresentante di uno dei settori più influenti della borghesia italiana, Silvio Berlusconi.
Nonostante gli sforzi dialettici dei massimi esponenti della sinistra italiana da poco uscita dal parlamento, i rapporti tra i due paesi sono sempre stati ottimi; e con questo incontro, che cade a solo un anno di distanza dal precedente, verranno ampliate e sviluppate le politiche guerrafondaie e colonizzatrici. Allo stesso modo però non riteniamo corretto concentrare su di un’unica persona, Bush in questo caso, l’analisi della situazione globale. Il presidente statunitense, sebbene tra i più rilevanti, è solo uno dei protagonisti dello scacchiere internazionale, solo uno degli uomini-simbolo dello scontro tra imperialismi (europei, russo, cinese…) cui assistiamo giorno per giorno.
La settimana scorsa si è svolto a Roma il congresso mondiale della Fao; i potenti della Terra hanno finto di meravigliarsi che in giro per il pianeta possa ancora esserci chi muore di fame e stenti. Le loro risposte alla crisi alimentare sono blande e, di sicuro, inefficaci nel medio e lungo termine. Le manovre proposte in questo summit hanno tutte l’obiettivo malcelato di rimettere in moto le economie dei paesi occidentali attuando con sempre maggiore ferocia e arroganza strategie colonizzatrici e di sfruttamento indiscriminato delle risorse energetiche e naturali.
A nessuno di questi leader viene in mente che uno dei principali motivi della fame nel mondo sia il piano, ampiamente premeditato ed elaborato dal neoliberismo, di guerra globale. Piano di cui la Nato è uno dei massimi artefici, con Usa ed Europa sempre pronte ad inviare truppe che partono dalle tante basi militari presenti nel Vecchio continente come quelle in Sardegna e Kosovo.
Si pensi alla Colombia ed Haiti (dove l’Onu per mano dei militari brasiliani soffoca la rivolta popolare) in Sud America; ad Algeria, Uganda e Sudan (le stime ufficiali parlano di 300.000 morti dal 2003 ad oggi in Darfur) in Africa; al medio oriente in Libano e Palestina, all’Iraq (le vittime civili raggiungono il milione di unità) e all’Afghanistan (più di 30.000 morti tra la popolazione dal 2001) in Asia. E ovviamente il bollettino di guerra non si esaurisce qui…
Questi conflitti sono necessari alle potenze imperialiste per conquistare o incrementare le rispettive sfere di influenza economica, rendendo quindi le zone occupate delle vere e proprie colonie mascherandole da Stati “indipendenti” in cui si svolgono “libere” elezioni.
Altra conseguenza della crisi alimentare è lo sfruttamento continuo con cui le multinazionali, diretta emanazione delle borghesie imperialiste, agiscono nei territori economicamente più redditizi depredando senza sosta le risorse, energetiche e alimentari, che poi saranno introdotte nel mercato globale secondo le norme fissate dal Wto. È così che le piantagioni che hanno offerto cibo per secoli alle popolazioni del Sud America sono convertite in intere distese per la produzione di etanolo per soddisfare la domanda di combustibile del mercato yankee.

Il Partito di Alternativa Comunista ritiene necessarie le seguenti parole d'ordine:

 in nome dell'autodeterminazione dei popoli solidarietà antimperialista a tutte le rivolte che si susseguono negli scenari di guerra;

 opposizione alle politiche imperialiste, indipendentemente dal colore e dalla nazionalità dei governi che le elargiscono;

 per la chiusura di tutte le basi militari presenti in Italia, in Europa e nel mondo intero;

 per la riconversione ad usi civili e sotto il controllo dei lavoratori delle basi militari;

 per lo scioglimento della Nato in quanto polo imperialista che dissemina sul territorio mondiale sfruttamento, oppressione e morte.

Visita il nostro sito web: www.partitodialternativacomunista.org

Scrivi a organizzazione@alternativacomunista.org

Sede - Roma: Via Luigi Lodi 68 (Zona Monti Tiburtini) - Telefono 3462135722

un partito comunista e una prospettiva di classe

Partito di Alternativa Comunista

Lega Internazionale dei Lavoratori - Lit

UN PARTITO COMUNISTA E UNA PROSPETTIVA DI CLASSE
(SENZA TRUCCHI E SENZA ACCORDI CON LA CASTA BORGHESE)
Alternativa Comunista -unica forza che ha dovuto raccogliere le firme per la
presentazione delle liste-penalizzata dalle norme anti-democratiche.
Ferrando (Pcl) si presenta -senza firme- con l'aiuto di due parlamentari del
centrosinistra che hanno votato le finanziarie di Prodi e la guerra.

Dichiarazione del Comitato Centrale del Partito di Alternativa Comunista

L'ordinamento borghese in materia elettorale esonera i partiti già
rappresentati in parlamento (e che pertanto godono dei milioni del
finanziamento pubblico), onerando invece le forze esterne al parlamento
(prive di apparati di funzionari) dell'assurda e gravosa incombenza di
raccogliere in pochi giorni migliaia di sottoscrizioni per la presentazione
delle liste.
Modificando ripetutamente la legge, a elezioni già indette, il parlamento
borghese aveva allargato le maglie di questa normativa, consentendo anche a
"partiti minori" aventi almeno due parlamentari in uno stesso ramo del
parlamento di presentare una propria lista in tutte le circoscrizioni,
indipendentemente dall'effettivo radicamento sociale.
Questa situazione, lesiva delle già scarse libertà democratiche in una
società capitalistica, era stata denunciata oltre che da noi anche da
Sinistra Critica e Pcl, le uniche forze costrette come il PdAC a raccogliere
le firme. E a raccoglierle ognuno per sé, in quanto la nostra proposta di
verificare - nella piena autonomia dei differenti progetti - una convergenza
elettorale dell'area a sinistra dell'Arcobaleno, era stata respinta tanto
dal Pcl quanto da Sinistra Critica.
Successivamente, con una ulteriore modifica, il parlamento approvava un
emendamento che toglieva la differenza (in effetti priva di senso) tra le
forze dotate di due parlamentari nello stesso ramo e quelle dotate di eletti
in rami diversi del parlamento: esentando così anche Sinistra Critica (che
ha un deputato e un senatore eletti nelle liste di Rifondazione alle scorse
elezioni politiche) dalla raccolta di firme.
Per quanto ci riguarda, non essendo settari e difendendo gli spazi
democratici per le forze di sinistra anche quando non ne godiamo
direttamente, avevamo dichiarato che - seppur nell'ambito di un decreto
assurdo, espressione delle peggiori manovre di una "casta politica" intenta
solo a preservare se stessa - si trattava di una correzione positiva
ancorché solo parziale del danno e avevamo invitato pertanto Sinistra
Critica ad adoperarsi a favore di una ulteriore modifica per abbassare il
numero di firme necessarie per la presentazione in ogni circoscrizione. Il
nostro appello a Turigliatto e Cannavò non ha però ricevuto alcuna risposta:
certo non pensavamo che Sinistra Critica avesse il potere di modificare le
norme elettorali, ma poteva perlomeno continuare la denuncia della norma che
rimaneva comunque iniqua.
Rimanevamo così solo noi e il Pcl a dover raccogliere le firme. Il Pcl - a
differenza di quanto fatto da noi - non parlava di correzione (seppure
minima) di una norma antidemocratica e anzi denunciava l'ammissione di
Sinistra Critica come un atto della "casta". Al contempo, mentre noi
ammettevamo che la raccolta di firme era un'impresa quasi disperata per un
partito privo di funzionari e basato sulla militanza di lavoratori, giovani
e precari, il Pcl proclamava, con la consueta arroganza di Ferrando, che
sarebbe riuscito a raccogliere le firme ovunque - nonostante sia noto che
nella maggior parte delle regioni quel partito non ha nemmeno un iscritto.
Ora sappiamo su cosa si basava la sicurezza di Ferrando: non sui vantati
tremila (o duemila, a seconda dei giorni) militanti, che nessuno ha mai
visto e che - se fossero esistiti - avrebbero potuto raccogliere le firme
necessarie anche solo coinvolgendo la cerchia familiare. No, si basava su un
piccolo trucco: questa mattina si è appreso che il Pcl, per aggirare
l'ostacolo delle firme, ha chiesto l'appoggio di due parlamentari del
centrosinistra che hanno sostenuto il governo Prodi (e le sue finanziarie e
le sue guerre). In questo modo il Pcl potrà presentarsi ovunque, senza
esibire le migliaia di firme necessarie che - inutile dirlo - non è riuscito
a raccogliere. E anche il Pcl non dirà più una parola per protestare contro
le norme anti-democratiche che, a questo punto, penalizzano a sinistra solo
il nostro partito. Ci chiediamo, ovviamente, dove siano andati a finire
anche i proclami di Ferrando che sosteneva che il suo partito fosse l'unico,
diversamente da Turigliatto, a non essersi mai compromesso col governo
Prodi: mentre ora usa lo stesso trucco utilizzato da altre piccole forze
fantasma (come ad es. la lista "Per il bene comune" di Ferdinando Rossi)
grazie al quale può presentarsi in ogni circoscrizione; mentre un partito
pur piccolo ma reale e radicato come il nostro viene escluso da questo
meccanismo truffaldino.
Pur di entrare nei salotti televisivi, Ferrando ha quindi chiesto il
sostegno di due parlamentari: uno di questi amici del Pcl è il cosiddetto
onorevole Giorgio Carta, leader del Psdi (il partito che fu travolto dagli
arresti per tangentopoli, diretto a suo tempo dal piduista Pietro Longo),
convinto sostenitore delle guerre imperialiste, presentatore pochi mesi fa
in parlamento di una proposta di legge per... favorire l'apertura di nuove
basi militari anche al sud! E' il segno della deriva inarrestabile di questo
gruppo che vive ormai solo in funzione della visibilità mediatica del suo
leader unico. Un partito che non ha nulla a che fare con il lavoro di
costruzione di un partito comunista radicato e di militanti.

Il nostro partito, l'unico che non si è mai veramente compromesso, è stato
così anche l'unico costretto a dover raccogliere davvero le firme. E questa
campagna -con centinaia di banchetti- non è stata uno sforzo vano. Essa ha
già dato frutti importanti, almeno per noi che non soffriamo di cretinismo
parlamentare e partecipiamo, quando possiamo, alle elezioni con l'unico
scopo di dare maggiore visibilità alle lotte dei lavoratori, dei giovani,
degli immigrati. Essendo questo il nostro obiettivo, possiamo dire che in
parte è stato raggiunto: abbiamo raccolto centinaia di nuovi contatti e la
disponibilità militante di tanti simpatizzanti e compagni che si sono
avvicinati in queste settimane al PdAC. Settimane in cui abbiamo diffuso
decine di migliaia di volantini in tutta Italia, rendendo visibile la
necessità che, ripartendo dalle lotte, si costruisca un largo fronte di
lotta per lavorare, nella battaglia di opposizione ai due poli
dell'alternanza borghese, a una reale alternativa dei lavoratori.
Quell'alternativa che non verrà certo dalla Sinistra Arcobaleno di
Bertinotti che, dopo aver sostenuto per due anni le politiche anti-operaie
del governo Prodi, scopre in campagna elettorale la natura "confindustriale"
dei partiti di centrosinistra con cui ha governato fino a ieri: nascondendo
per di più che con quelle medesime forze si prepara a governare in tante
regioni e città (a partire da Roma) e che, in caso di vittoria del Pd,
l'Arcobaleno tornerà rapidamente forza di complemento nel governo
confindustriale nazionale.

Mai come in queste settimane il nostro progetto, comunista e rivoluzionario,
è stato visibile davanti a centinaia di fabbriche e di piazze. Lo sarà anche
nella campagna elettorale, dove chiederemo un voto per il nostro partito e
il nostro programma laddove è presente alle politiche o alle amministrative
(stiamo raccogliendo ad esempio le firme per Vicenza, dove candidiamo un
attivista della lotta contro la base Dal Molin); mentre altrove utilizzeremo
comunque questo mese di campagna elettorale per continuare a propagandare il
nostro programma; dal punto di vista meramente elettorale, inviteremo, dove
il nostro simbolo non sarà presente, ad astenersi o a scrivere sulla scheda
"Voto per Alternativa Comunista, per un'alternativa dei lavoratori",
rimarcando anche in questo modo l'esclusione anti-democratica della nostra
lista, avvenuta nel silenzio tanto della sinistra governista quanto di
quelle forze (Pcl, Sinistra Critica) che, dopo essere state esentate dalla
raccolta, non hanno più detto una parola contro lo sbarramento delle firme.

Il Comitato Centrale del PdAC ringrazia i militanti e i simpatizzanti che, a
decine, si sono prodigati in queste settimane e continueranno a farlo anche
nella campagna elettorale e dopo, come sempre. Il nostro partito è piccolo -
certamente di taglia non inferiore alle altre due organizzazioni che oggi
possono presentarsi alle elezioni senza aver dovuto raccogliere le firme -
ma è reale, fatto di attivisti delle lotte sociali e sindacali ed è l'unica
forza -per quanto oggi solo embrionale - che lavora alla costruzione di un
partito comunista di militanti. Ed è sul terreno della militanza reale - non
in quello dei salotti televisivi - che si misurerà nei prossimi anni chi
vuole costruire un'alternativa rivoluzionaria e internazionalista che passa
per il rovesciamento del sistema capitalistico e della democrazia delle
casseforti: un compito che non potrà essere aggirato con trucchi o con
l'aiuto di parlamentari guerrafondai.

--------------------------------------------------------------------------------

Leggi sul nostro sito web www.alternativacomunista.org la scheda di
approfondimento:

Giorgio Carta: 10, 100, 1000 basi militari

GLI AMICI GUERRAFONDAI DI FERRANDO

Ecco chi è Carta, parlamentare del Psdi che garantisce la presentazione
delle liste del Pcl

--------------------------------------------------------------------------------

A Novantanni dalla Rivoluzione d'Ottobre

08/02/2008 - 17:30
locandina
Sommario:
A Roma presentazione del libro "A novantanni dalla rivoluzione d'ottobre"
Promotore evento:
PdAC
Indirizzo email:

3478509212

VENERDI 8 FEBBRAIO- ROMA
ALLE 17.30 PRESSO LA LIBRERIA "ANOMALIA"
VIA DEI CAMPANI, 73-QUARTIERE SAN. LORENZO

CON
Ruggero Mantovani (Responsabile formazione quadri, PdAC)
Francesco Ricci (Comitato Centrale, PdAC)
Valerio Arcary (Pstu, Brasile, Consejo Editorial de Outubro, Revista del Istituto de Estudios Socialistas)
coordina
Luca Bonomo (PdAC, Roma)

proiezione di un filmato inedito su Trotsky e la Rivoluzione d'Ottobre

per informazioni tel 347 85 09 212

Dalla prefazione:
Chi si pone il compito gigantesco di rovesciare il mondo capitalistico troverà nella rivoluzione d'ottobre e nell'azione dei bolscevichi una miniera di insegnamenti. Certo la Russia del 1917 è diversa dall'Italia odierna. Ma le differenze tra l'imperialismo di allora e quello odierno riguardano singoli aspetti della società e della produzione: nelle sue linee generali, nella sua essenza, il sistema sociale che abbiamo di fronte è il medesimo.
Così pure è rimasto uguale il modo - l'unico che finora la storia ci ha dimostrato essere valido - per rovesciare il capitalismo: una rivoluzione.
Una rivoluzione che non avverrà da sola ma che necessita di un partito, e non un partito qualsiasi ma basato sui tratti essenziali di quel partito che Lenin e Trotsky diressero alla conquista del potere novant'anni fa.
Questo libro nasce da un seminario europeo, organizzato a Otranto nell'estate 2007 dal Partito di Alternativa Comunista insieme alle altre sezioni europee della Lit (Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale).
I saggi presentati sono sei e toccano tutti i temi principali necessari alla comprensione della rivoluzione russa, con un angolo di visuale che coniuga la storia e l'attualità. [...]

Condividi contenuti