estradizione

dossier su Avni Er e Zeynep Kiliç

autore:
ASP

Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
CP 380, 80133 Napoli – Italia
e-mail: Ass-solid-prol@libero.it

Diffondiamo il dossier curato dall'Associazione Solidarietà Proletaria sulla campagna contro l'estradizione e/o espulsione di Avni Er e Zeynep Kiliç.

Esso è scaricabile in fomato pdf sul sito www.avni-zeynep.net

Il dossier è così a disposizione di quanti vogliano contribuire, tramite il suo utilizzo, alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul grave rischio cui vanno incontro questi due compagni, oppositori politici dello Stato fascista di Ankara.

Ricordiamo a tutti che il 10 aprile prossimo si terrà in Sardegna l'udienza con cui la Corte d'Appello deciderà dell'estradizione in Turchia di Avni.

Invitiamo tutti a promuovere iniziative in vista di tale data e a partecipare numerosi al presidio che si svolgerà la mattina del 10.04.08 sotto la Corte d'Appello di Sassari

sit-in a sostegno di Marina Petrella

27/02/2008 - 17:00
27/02/2008 - 19:00
Sommario:
Per il diritto di asilo; contro l'estradizione dalla Francia.

Sit-in sotto l’Ambasciata Francese
Mercoledì 27 febbraio, ore 17
piazza Farnese, Roma centro.

**APPELLO**

appello per MARINA PETRELLA

autore:
VM
Sommario:
Per il diritto di asilo; contro l'estradizione dalla Francia

27 FEBBRAIO ore 17, SIT IN P.za FARNESE

APPELLO

Il diritto d’asilo risiede nella notte dei tempi, è parte fondamentale della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, adottata dall’Assemblea dell’ONU il 10 dicembre 1948. Migliaia di personaggi ne hanno goduto, divenendo successivamente Presidenti di Repubbliche, Ministri, insigni cultori: da Dante a Mazzini, Garibaldi, Pertini, solo per citarne alcuni, considerati “in patria” nemici e condannati financo all’ergastolo e alla pena di morte.

Alla fine degli anni ’70, a centinaia i protagonisti del conflitto sociale trovarono rifugio in Europa, in esilio da leggi emergenziali, condanne sommarie e carceri speciali, che colpirono in Italia oltre 40.000 attivisti. Particolarmente in Francia, il Presidente Mitterand, rinnovando la peculiarità storica della “ Francia terra d’asilo”, si fece artefice di un editto che garantiva a costoro lo “ status di rifugiati”, in quanto riconosceva la natura politica agli esiliati italiani e il loro abbandono della lotta armata. Tra questi Marina Petrella usufruiva dagli anni ’90 di un regolare “permesso di soggiorno” che le ha consentito di svolgere un’attività lavorativa a carattere sociale, di accudire alla prima figlia Elisa e di decidere di metterne al mondo un’altra, Emanuela, fiduciosa nell’avvenire e nella parola data.

Invece, l’11 Settembre 2001 e la dottrina della “ guerra permanente”, hanno prodotto l’arroccamento della “sicurezza“ a scapito dei diritti anche in Europa e in Francia.
E’ noto a tutto il mondo, che in termini di giustizia il Governo Berlusconi ha svolto soprattutto un’attività tesa a cancellare i reati e i processi che lo vedevano coinvolto insieme al suo clan. Di converso il ministro di giustizia Castelli richiedeva l’estradizione dalla Francia di 12 rifugiati politici, tra cui Marina Petrella, reiterata dal ministro Mastella nel subentro del governo Prodi.

Così che dall’agosto 2007 Marina Petrella (54 anni e 2 figlie) è in carcere in attesa dell’estradizione che dev’essere decisa dall’attuale presidente Sarkosy, incredula che un Paese con così antica tradizione di libertà possa venire meno alla parola data, per iscritto da un suo Presidente. Allo spirito di “libertè, egalitè, fraternitè”, al rispetto delle idee universali conquistate con il sangue patriota, fanno appello le migliaia di firme raccolte in Francia contro l’estradizione di Marina Petrella, a cui aggiungiamo le nostre ed insieme la proposta di una iniziativa di protesta, da tenersi sotto l’Ambasciata Francese a Roma il 27 febbraio, ore 17 p.za Farnese, stante l’imminenza della decisione sull’estradizione.

aderiscono:
Confederazione Cobas, Radio Onda Rossa, Contropiano, Action, Coordinamenrto cittadino di lotta per la casa, Libertà di Movimento, Osservatorio contro la Repressione, Astra19, Horus occupato, Spazio sociale ex51, Loa Acrobax, Rete per l'Autoformazione, csoa Ex Snia, csoa Forte Prenestino, Corto Circuito

per ulteriori adesioni scrivere a:
v.miliucci@libero.it

Dichiarazione processuale di Avni Er del 7.02.08

autore:
ASP

Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
CP 380 – 80133 Napoli
Email: Ass-solid-prol@libero.it

Inoltriamo la dichiarazione processuale resa da Avni Er il 7.02.08 di fronte alla Corte d’Appello di Sassari che avrebbe dovuto decidere sulla sua estradizione (decisione rinviata al 10 aprile prossimo), unitamente a una sua lettera dell’11 febbraio 2008.

Invitiamo tutti a firmare l’appello contro l’estradizione, a diffonderlo, a promuovere iniziative in sostegno di Avni e Zeynep e ad usare ogni canale di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

E’ importante ricordare che anche Zeynep corre un rischio imminente, perché ad aprile avrà scontato i 4/5 della sua pena e una volta scarcerata, sarà con ogni probabilità rimpatriata in Turchia.

Quindi “No all’estradizione, no all’espulsione di Avni Er e Zeynep Kiliç”.

Per reperire maggiori informazioni e scaricare materiale: www.avni-zeynep.net

Anche Zeynep in sciopero della fame!

autore:
ASP

Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
CP 380, 80133 Napoli – Italia
e-mail: Ass-solid-prol@libero.it

Facciamo ancora una volta appello a tutti perché si esercitino pressioni ad ogni livello al fine di scongiurare il rischio di estradizione che pende su Avni Er, il militante comunista, oppositore politico del regime di Ankara, che la Corte d’Appello di Sassari il 7 febbraio deciderà di consegnare o meno alle Autorità turche.
Come molti sanno Avni il 28 febbraio ha iniziato uno sciopero della fame deciso a morire con dignità nelle carceri italiane, piuttosto che nelle mani degli aguzzini responsabili delle torture, dei trattamenti degradanti e dell’omicidio di tanti suoi compagni.
In suo sostegno, altri prigionieri del carcere di Nuoro, in cui egli è rinchiuso, hanno intrapreso lo sciopero della fame e così anche Zeynep Kiliç, che di Avni condividerà probabilmente la sorte.
Invitiamo i singoli, le associazioni, i partiti ad aderire e a promuovere iniziative contro l’estradizione in tutta Italia e a partecipare al presidio del 7 febbraio sotto il Tribunale di Sassari di cui forniremo a breve ulteriori dettagli.
Fermiamo l’estradizione e con essa anche chi, da destra a sinistra, pensa di riuscire a soffocare con il ricorso ad una repressione sempre più dispiegata, con gli arresti arbitrari, i processi sommari e il disprezzo evidente delle stesse leggi il legittimo diritto alla contestazione sociale e politica.

La solidarietà è un’arma potente, usiamola per costruire un mondo migliore!

Firmate l’appello contro l’estradizione inviando una email a Ass-solid-prol@libero.it
Aderite al Coordinamento contro l’estradizione di Avni Er e Zeynep Kiliç

Per informazioni su Avni e Zeynep: www.avni-zeynep.net

Segue lettera di Zeynep:

Roma 29.01.08

Cari compagni e compagne,
la vicenda dell’operazione del 1° Aprile si è conclusa con la conferma in Appello della sentenza di 1° grado: per me 5 e per Avni 7 anni. Quindi lo Stato italiano e la sua “giustizia” un’altra volta ha evidenziato la sua collaborazione con lo Stato turco in nome dei reciproci e crescenti interessi economici tra i due paesi. Però questa dimostrazione non è finita con la condanna inflitta, adesso rischiamo di essere estradati o espulsi. Per Avni Er c’è la richiesta di estradizione verso la Turchia e per me in Germania e, certamente, c’è la decisione dell’espulsione.
Come sapete, Avni sarà processato per l’estradizione il 7 febbraio a Sassari. Tale richiesta viene motivata a seguito di una presunta partecipazione ad una manifestazione alla quale, in realtà, lui non ha partecipato personalmente.
Adesso Avni, a causa di questa assurda accusa, rischia di essere deportato in Turchia, rinchiuso nei carceri d’isolamento e torturato subendo tutto quello che ha provocato, ad oggi, la morte di 122 prigionieri politici detenuti in quelle galere.
Avni, il 28 gennaio, ha incominciato lo sciopero della fame contro la sua estradizione.
Cari compagni e compagne, per impedire che tutto questo accada anche io inizierò uno sciopero della fame che durerà una settimana, dal 1 sino al 7 Febbraio.
Un abbraccio forte a tutti.
Saluti
Nazan Ercan (Zeynep Kilic)

Per scrivere :
ZEYNEP KILIC
VIA B. LONGO, 92
00156 ROMA

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