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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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gender

Incendio nella notte al locale 'Coming Out'

autore:
rn
Sommario:
incendio al coming out, comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA
Ignobile attacco al locale Coming Out

Apprendiamo con estrema preoccupazione dell'incendio doloso appiccato al Coming Out, noto locale nei pressi del Colosseo che da anni è un visibile punto di riferimento e di ritrovo per la comunità gay-lesbica della capitale e non solo.

Ben più di un campanello di allarme ma un vero e proprio atto di intimidazione per la città e per tutti noi, che si assomma ai crescenti episodi di aggressioni fisiche e verbali, alle scritte, ai manifesti "Basta froci" che hanno invaso i mostri quartieri qualche mese fa, alle minacce, alle parole in libertà di esponenti politici e religiosi. Un crescendo che non ha trovato sufficienti reazioni di scandalo e di sdegno pubblico.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, condanna fermamente questo gravissimo episodio, esprime la più calda solidarietà alle proprietarie del Coming Out, che con il loro impegno e la semplicità del loro lavoro quotidiano si sono ritrovate in prima fila in uno scontro che non dovrebbero essere costrette a combattere.

Chiamiamo alle proprie responsabilità le istituzioni, ricordando in particolare che solo pochi mesi fa il Parlamento ha perso l'occasione di lanciare un segnale chiaro varando una prima norma antiomofobia. La storia deve insegnarci a non sottovalutare questa escalation di violenza che mira a colpire nei suoi luoghi più riconoscibili un'intera comunità.

Intendiamo continuare con maggiore energia e slancio il nostro impegno alla luce nel sole, nella nostra città, non facendoci intimidire e non lasciando che queste azioni, sempre meno folli in quanto più organizzate, cambino in peggio le nostre vite ricacciandoci nel nascondimento.

Andrea Maccarrone – Direttivo Mario Mieli

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 – 348/7708437

Aborto, le donne in piazza, "Nessuno tocchi la 194"

Autore:
reporter
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Manifestazioni a Roma, Napoli, Milano, Bologna, cortei spontanei e sit-in

Momenti di tensione nella capitale: sfondato il blocco della polizia

ROMA - Donne (e uomini) in piazza a Napoli, Milano, Roma, Bologna, sit-in e cortei in difesa della legge 194 e per protestare contro il blitz della polizia al Policlinico Federico II di Napoli per una presunta interruzione di gravidanza illegale. E' stata la giornata della protesta, sfociata in cerrti casi anche in momenti di tensione. Come nella capitale, quando centinaia di manifestanti hanno sfondato lo schieramento delle forze dell'ordine per dirigersi verso il centro storico. La mediazione di parlamentari, in particolare di Franca Rame, ha contribuito a rasserenare il clima. Le manifestazioni hanno avuto le adesioni dei ministri Livia Turco, Giovanna Melandri, Paolo Ferrero, e di numerose associazioni, come l'Arcigay. E non sono mancati slogan e striscioni contro Giuliano Ferrara.

LE IMMAGINI - IL VIDEO

Tensione a Roma. Nella capitale gli incidenti sono iniziati quando le donne, riunite sotto il ministero della Salute per un sit-in, hanno forzato il blocco della polizia per dirigersi dal Lungotevere verso piazza Argentina. Lì si sono avuti i momenti più forti di tensione, con il fermo di una donna e il traffico bloccato da parte delle manifestanti. La strada è stata liberata quando la giovane fermata è stata rilasciata. Franca Rame ha invitato le donne a liberare la strada e, come atto pacificatore, ha baciato sulle guance un dirigente del commissariato di polizia. La manifestazione, alla quale - seecondo gli organizzatori - hanno partecipato quattromila persone, è poi proseguita in modo pacifico. In precedenza, il ministro Turco aveva incontrato le donne sotto il suo ufficio: "Quanto accaduto a Napoli non deve più succedere. Sono contenta che le donne siano qui - ha detto - per difendere una legge importante, applicarla bene e riaffermare un valore, quello della responsabilità e dell'autonomia delle donne".

La protesta a Napoli. Alcune centinaia di donne hanno partecipato alla manifestazione indetta dall'Udi. Piazza Vanvitelli, nel quartiere del Vomero, è stata occupata da gruppi di donne dei partiti di sinistra e di movimenti femministi. Presenti anche le senatrici di Prc Lidia Menapace, Maria Luisa Boccia, Olimpia Vano e Erminia Emprin. Tra i parlamentaro, anche Raffaele Tecce e Tommaso Sodano (Prc) e Maria Fortuna Incostante (Pd). Cartelli e slogan contro il Vaticano, contro Papa Ratzinger e contro Giuliano Ferrara, definito "il talebano italiano".

Corteo spontaneo a Bologna. E' nato come un presidio, davanti al reparto di ginecologia del policlinico Sant'Orsola-Malpighi, è diventato un blocco del traffico e poi un corteo di diverse centinaia di persone che, partito da fuori le mura del centro storico, ha raggiunto piazza Maggiore. La protesta ha coinvolto donne e uomini di tutte le età: tanti i cartelli e gli slogan, è ricomparso anche lo storico "Tremate tremate / le streghe son tornate", o "La 194 non si tocca / la difenderemo con la lotta". Anche qui cori contro Giuliano Ferrara e contro l'arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra. Iniziato con alcune centinaia di persone, il corteo ha superato il migliaio di partecipandi. Fra questi, anche la parlamentare Katia Zanotti (Sd) e il collega Franco Grillini (Sdi).

Gli "indignati" a Milano. Anche a Milano erano centinaia le donne, e anche gli uomini, scesi in piazza San Babila per denunciare la loro "indignazione sia riguardo i fatti di Napoli, sia riguardo chiunque voglia toccare la normativa". Analoga protesta si è tenuta davanti alla clinica Mangiagalli, vicino al Policlinico. Protagoniste dell'iniziativa sono state molte associazioni femminili fra cui la "Rete regionale lombarda". Presenti anche esponenti del mondo sindacale e politico, fra Cgil, Sdl, Prc, Verdi, Pd.

(14 febbraio 2008)

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