repressione
Rapporto europeo sulle droghe, la domanda che nessuno sembra porsi
Ven, 06/11/2009 - 14:14Quando si parla di droga, l'informazione italiana non sa far altro che cronaca. Non c'è stato uno dei maggiori quotidiani italiani che, nel riportare i tristi numeri della Relazione annuale dell'Osservatorio europeo delle droghe presentato ieri , abbia posto domande sul loro significato. Eppure è molto semplice. Ogni anno, i rapporti del Governo italiano, dell'Europa e dell'Onu mostrano un aumento del consumo di droghe, un incremento di morti per droga, l'espansione di organizzazioni criminali e terroristiche grazie al mercato illegale della droga. Anche quest'ultimo rapporto si inserisce in una tradizione decennale. Un giornalista dovrebbe chiedersi: visti i numeri, stiamo affrontando il fenomeno con gli strumenti giusti? Le risposte sono due: o la strategia proibizionista funziona, seppur debba essere nuovamente intensificata; oppure non funziona. Sia la prima che la seconda risposta presuppongono però che la domanda sia posta, altrimenti anche i prossimi due, dieci, cento rapporti fotograferanno una situazione in costante deterioramento.
Ora, facciamo uno sforzo di fantasia, e immaginiamoci che qualche autorevole quotidiano abbia posto la domanda. Lo so, bisogna sforzarsi un po', ma immaginate che il giornalista, intento a organizzare in un articolo i suoi copia e incolla di cifre e di agenzie di stampa, abbia avuto un sussulto di curiosità: dopo decenni di guerra alla droga, sono questi i risultati? Da quarant'anni l'Italia e l'Europa hanno adottato una strategia improntata su proibizionismo e repressione. E da quarant'anni, con poche eccezioni, quella strategia è stata implementata via via con sempre maggior vigore fino ad arrivare a oggi: carceri piene per reati connessi agli stupefacenti, tribunali sommersi, buona parte del budget delle forze dell'ordine destinato alla repressione, e ora anche l'invio degli eserciti Nato in Afghanistan, dove il nemico è responsabile del 90% dell'eroina mondiale. Nonostante ciò, le organizzazioni mafiose e terroristiche continuano a crescere, come anche i consumatori e i decessi per overdose. Non sono abbastanza quarant'anni di fallimenti, certificati da centinaia e centinaia di rapporti annuali, per cominciare a mettere in discussione il proibizionismo?
Magari il nostro giornalista, trasportato dalla curiosità, potrebbe porre la domanda anche a colui che dal 2001 guida quasi ininterrottamente la politica antidroga in Italia, Carlo Giovanardi, visto che l'Italia continua a espandere la sua teca di primati negativi. Se non altro per chiedere conto del suo operato.
Ma non spingiamoci troppo il là con la fantasia. Nessuno farà questa domanda, mentre la politica sembra aver già trovato la nuova panacea: i test antidroga per i parlamentari. Ovviamente volontari e segreti. E la pagliacciata parlamentare ha già sulla stampa maggiore spazio della tragica realtà che emerge dall'ultimo, sempre più inutile, rapporto europeo.
MANNU LIBERO, SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI PERQUISITI
Ven, 06/11/2009 - 11:56MANNU LIBERO, SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI PERQUISITI
Stamani le solerti forze di polizia hanno perquisito numerosi abitazioni di compagni e compagne appartenenti a centri sociali e non solo. Se questo non bastasse un compagno è stato arrestato adducendo ad un presunto pericolo di fuga per un viaggio in sud America che avrebbe dovuto, e farà, nel mese di Febbraio.
Le accuse vanno dalla detenzione di presunti esplosivi, ai rapporti di solidarietà internazionale, alle iniziative contro la presenza dei fascisti in città, alle iniziative contro Forza Nuova a Rignano sull'Arno.
Il GIP Pezzuti ha pensato bene di tentare la carta dell'aggravante di terrorismo, utilizzando in maniera piuttosto stravagante quanto previsto dal Decreto Pisanu sulla nuova definizione di terrorismo stesso “ Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un’organizzazione internazionale, nonché le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalità di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l’Italia”.
Non stiamo qui a leccarci le ferite ma lanciamo da subito quello che deve essere per ognuno di noi una pratica da cui nessuno può “dissociarsi”: la solidarietà
Fuori da ogni richiesta di giustizialismo pensiamo che non sia casuale che in prossimità dell'ennesimo tentativo di svolgere iniziative in città da parte di quei fascisti di Forza Nuova, si vada a colpire proprio chi in questi anni è stato protagonista nell'impedire qualsiasi tipo di agibilità politica a questi loschi figuri.
Nell'ultimo anno magistratura, questura hanno operato in maniera tale da cercare di stroncare nella nostra città ogni tentativo di protagonismo politico, attraverso gli avvisi orali e le perquisizioni agli studenti, convocazioni in questura, fino ad arrivare a quanto è successo oggi.
Un clima davanti al quale, come più volte abbiamo detto e scritto, non si può sottacere.
Particolarmente in questo momento non possiamo pensare e tollerare che qualcuno si possa sentire non coinvolto da quanto sta succedendo.
Che sappia chi di dovere, davanti a quanto venuto alla luce in questi mesi, che non tollereremo nessun atto di vessazione verso il compagno arrestato.
VENERDI 6 NOVEMBRE ORE 17.30
PRESIDIO SOTTO LA PREFETTURA DI FIRENZE IN VIA CAVOUR
SABATO 7 NOVEMBRE ORE 16.00 PIAZZA SAN MARCO
MANIFESTAZIONE PER LA LIBERAZIONE DI MANNU
IN SOLIDARIETA' AI PERQUISITI
CPA FI-SUD, CANTIERE SOCIALE K100, CSA NEXT EMERSON, MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA, INDIVIDUALITA' ANARCHICHE FIORENTINE, COLLETTIVO POLITICO SCIENZE POLITICHE, ASSEMBLEA DELLE SCUOLE IN LOTTA
VERITA' E GIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI - Assemblea preparatoria
Gio, 05/11/2009 - 15:20La tragica vicenda di Stefano Cucchi sta sconvolgendo la coscienza civile della nostra città e del paese tutto. Un giovane uomo di 31 anni è stato arrestato dai carabinieri per il possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente e viene riconsegnato morto alla famiglia dopo un calvario di sei giorni trascorso tra una camera di sicurezza dell’Arma, il carcere di Regina Coeli e il reparto per detenuti dell’ospedale Pertini. Sul suo corpo gli evidenti segni di un brutale pestaggio, reso di pubblico dominio dalla coraggiosa decisione della famiglia di consegnare alla stampa le foto che documentano l’accaduto. Tanti sono ancora i lati oscuri della vicenda, tanta la voglia di verità e giustizia che sta spingendo alla mobilitazione e alla presa di parola molte persone preoccupate della svolta autoritaria che sta prendendo questo paese.
Purtroppo la storia terribile di Stefano Cucchi è solo la punta di un iceberg. Chi vive quotidianamente il disagio sociale di questa città sa bene che non si tratta di un caso isolato. L’uso della violenza contro le persone sottoposte a provvedimenti restrittivi è cosa comune, una “prassi” consolidata perpetrata contro soggetti deboli, lontana dai riflettori dei mass media, ignorata da un opinione pubblica in questi anni incattivita dalla retorica della sicurezza e della legalità. Come è ormai data per scontata l’impunità per coloro che, forti di una divisa e dell’appoggio senza remore del potere costituito, si permettono di tutto.
In questi giorni stanno venendo alla luce un’infinità di episodi tragicamente simili a quello che ha spezzato la vita di Stefano, episodi che richiamano alla memoria i nomi di Federico Aldrovandi, di Aldo Bianzino e dei tanti che sono incappati nella violenza istituzionale ma che non sono assurti agli onori delle cronache perché privi di una famiglia coraggiosa alle spalle, di buoni avvocati, di giornalisti sensibili, di comitati attivi nel perseguire un percorso di verità. E tante sono le storie di persone che sono rimaste in silenzio perché sole, spaventate, minacciate.
E’ ora di dire basta. E’ ora di dire mai più violenza sulle persone detenute; mai più violenza nelle caserme, nei commissariati, nelle carceri, nei CIE.
E’ anche ora di dire basta all’anonimato di cui godono le forze dell’ordine nello svolgimento del loro servizio, una circostanza che garantisce loro l’impunità nella stragrande maggiorana dei casi.
Ma è anche ora di dire con chiarezza che esistono delle leggi in questo paese che costringono alla detenzione persone che hanno l’unica colpa di essere in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti: la legge Fini-Giovanardi sulle droghe, la legge Bossi-Fini, il pacchetto sicurezza, strumenti normativi che non fanno altro che riempire le carceri. Provvedimenti legislativi che riducono le criticità sociali a mera questione di ordine pubblico Tutto ciò si verifica in un contesto che non esitiamo a definire di deriva autoritaria e che vede il progressivo restringimento degli spazi di libertà.
Questa ennesima vita spezzata deve trovare la coscienza civile di questa città e di questo paese attenta e vigile. E’ per tutti questi motivi che invitiamo tutte e tutti quelli che non rinunciano ad esercitare la loro coscienza critica, a manifestare nelle strade del quartiere di Stefano, Tor Pignattara. Per esprimere la massima solidarietà alla famiglia, per rivendicare verità e giustizia per Stefano Cucchi e per tutte le persone che subiscono quotidianamente la violenza istituzionale.
SABATO 7 NOVEMBRE 2009
ORE 15 CORTEO CITTADINO A TOR PIGNATTARA
CONCENTRAMENTO A VIA DELL'ACQUEDOTTO ALESSANDRINO ANGOLO VIA DI TORPIGNATTARA
VERITA' E GIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI - CONTRO L'AUTORITARISMO
Stefano Cucchi: riportiamo l'attenzione al problema carcerario!
Mer, 04/11/2009 - 01:32Più passa il tempo dalla tragica morte di Stefano Cucchi, più comincio a notare che c'è qualcosa che non va, e mi irrita non poco.
Comincia a profilarsi una sorta di manipolazione dell'informazione, e qui care teste di capra Berlusconi non c'entra nulla. Girando tra vari blog, leggendo commenti vari, ascoltando interviste fatte ai ragazzi o gli interventi dei politici, vedo che si cerca di paragonare la morte di Stefano con quella di Federico Aldovrandi e Gabriele Sandri.
Comincio a disgustarmi di tutto ciò, perchè in questa maniera si contribuisce a distoglierci dall'imputato numero uno: il sistema carcerario!
Io non posso accettare questo andamento distruttivo e profondamente ingiusto nei confronti dei familiari che da anni si stanno battendo per dare giustizia ai figli morti nelle carceri. Basta leggere un po' di dati e alcuni miei vecchi post, e scoprirete che c'è un emergenza sociale in corso.
Non cadiamo anche noi in questo tranello. Dobbiamo farlo per rispetto dei numerosi ragazzi morti nel carcere. E che nessuno ricorda o vuole ricordare.
Allora,a differenza di molti, io grido con rabbia e sete di verità:
Giustizia per Marcello Lonzi, ALdo Bianzino, Niki Aprile Gatti(http://nikiaprilegatti.blogspot.com/), Manuel Eliantonio e Stefano Cucchi !
Purtroppo gli altri nomi, e tanti sono extracomunitari , non posso nominarli perchè nessuno li ha reclamati. Ci sono casi di morti che rimangono classificate per sempre con questa dicitura: "Morte non accertata". Nemmeno gli animali subiscono questo "trattamento".
Allora pubblico il commento di Debora, una donna che ha vissuto il carcere e ha sofferto pene dell'inferno come spesso accade. Perfino violenze sessuali.
E' stata a San Vittore, e il mio pensiero inevitabilmente va al grande Sante Notarnicola che aveva contribuito con grande forza e determinazione nel cambiare le condizioni inumane dei detenuti. Ma all'epoca c'era Lotta Continua che appoggiava queste battaglie, ora i detenuti vengono lasciati soli.
Caro Incarcerato, molto bello quel "libera"...
La mia esperienza in carcere è stata tremenda eppure oggi seppur finita non mi riesco a sentire più "libera" di quando ero rinchiusa...
A S.Vittore ero reclusa e privata di quella che chiamano libertà, non potevo farmi una passeggiata sotto il sole, non potevo noleggiare un film, non potevo uscire con gli amici ma avevo trovato una cosa che difficilmente riuscirò a trovare al di fuori di quelle mura almeno per quello che è stata la mia esperienza... L'UGUAGLIANZA degli esseri umani... Tutti i detenuti sono uguali tra loro, con come è giusto che sia, vista la sezione in cui mi trovavo con delle eccezioni più morali che di fatto...
Quello che più mi è pesato è stata la mancanza di dignità e di rispetto da parte degli agenti e dei medici (dal medico del piano alla psicologa..)buoni solo a prescrivere psicoterapia(En, lexotan, minias, summontil, valium, rivotril etc. E spesso ben miscelati tra loro per rendere i detenuti zombie modellabili).. e lo schifo delle celle contro cui ho però, nel mio piccolo, vittoriosamente vinto..Seppur mettendo a rischio la buona condotta.. Sei letti a castello in 10mq...Mura, mobiletti e tavoli vecchi di decenni invasi da scarafaggi... Finestre prive di vetri o che rimanevano aperte di due dita..
Dico vittoriosamente perchè grazie alla mia caparbietà e alla disponibilità (per sfinimento) direttrice e vicedirettore sono riuscita almeno nelle celle in cui ho vissuto a cambiarne l'aspetto e a migliorarne la sanità.. Con nuovi mobili, uso dell'insetticida e pittura... Mentre per i sei letti ho dovuto protestare lottare e fare un po' di casino.. Ciò mi è valso due rapporti e l'accordo finale di un massimo 4 letti(persone)..
Poi allo stesso modo vorrei però dire che all'interno del carcere ci sono volontari definiti esterni(professori, insegnanti vari, assistenti..) di umanità straordinaria che sono stati coloro che grazie al loro "lavoro"(missione) mi hanno aiutato a superare quegli 11 mesi e fatto scoprire l'umanità della popolazione carceraria...
Per il mio fare qualcosa per cambiare uno stato di fatto che prosegue da decenni è realmente difficile.. Posso solo far sentire la mia voce e raccontare le mie esperienze.. Cosa che faccio ininterrottamente da 4 anni a questa parte.. Però senza rabbia, con molta calma e tanto sdegno...
Per finire, vi invito ad andare a rileggere questo mio articolo sulle morti sospette nel carcere di Sollicciano(http://incarcerato.blogspot.com/2009/07/carcere-di-sol...). Ricominciamo da lì!
GIAP RESISTE, GIAP INSISTE - Iniziativa pubblica, piazza dell'Immacolata (San Lorenzo)
Dom, 01/11/2009 - 19:45Martedì 3 novembre - INIZIATIVA PUBBLICA - Piazza dell'Immacolata
Tre settimane fa, il 10 ottobre, abbiamo occupato uno stabile abbandonato da oltre 10 anni per restituirlo al quartiere e farne un luogo ad uso pubblico e sociale in cui poter ospitare: una ludoteca popolare, uno sportello casa, uno sportello lavoro, una casa degli studenti ed una sala della partecipazione. Neanche dopo 3 giorni Alemanno ed il prefetto, utilizzando la società proprietaria dell'immobile come foglia di fico, hanno inviato a sgomberarci oltre 250 agenti in tenuta antisommossa. Migliaia di euro pubblici spesi per tutelare gli interessi degli speculatori ed erigere dei muri grigi laddove volevamo colore e partecipazione. Ma di che cosa avevano paura? Forse del fatto che i cittadini di San Lorenzo si organizzassero a partire dai propri bisogni e per difendere i propri diritti? Noi non ci fermiamo, noi insistiamo, continuando a portare per le strade del quartiere i nostri progetti e le nostre idee.
- DALLE 16.00: Ludoteca in Piazza - Giocoleria e spettacoli per i bambini
- ALLE 18.00: "Giap va in città" - proiezione del videometraggio di presentazione del progetto
GIAP RESISTE - GIAP INSISTE
PER NON DIMENTICARE ALDO BIANZINO
Mar, 27/10/2009 - 11:04PER NON DIMENTICARE ALDO BIANZINO
Il 28 ottobre 2009 alle ore 9.00 si terrà un presidio del "Comitato Verità per Aldo" presso il Tribunale di Perugia.
PER NON DIMENTICARE ALDO BIANZINO
Aldo Bianzino è stato arrestato il 12 ottobre 2007 e condotto nel carcere Capanne di Perugia. La mattina del 14 è stato trovato morto nella cella in cui era stato rinchiuso.
Nel frattempo pochi mesi fa anche la compagna di Aldo, Roberta, se ne è andata nel silenzio, senza riuscire a conoscere la verità sulla morte di Aldo.
A più di due anni da questa "misteriosa" morte, il 28 ottobre 2009 si terrà l'udienza preliminare in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio nel procedimento nei confronti di un agente della Polizia Penitenziaria addetto alla sorveglianza presso la sezione 2° B, dove Aldo è morto.
L'agente è imputato di aver omesso di informare il sanitario di guardia che Aldo richiedeva aiuto, di non aver prestato soccorso e di aver cercato di nascondere quanto realmente accaduto quella notte falsificando il registro di accesso alla sezione del carcere.
Purtroppo questo percorso giudiziario cerca di mettere in luce solo alcuni aspetti di quello che verosimilmente è accaduto, dando per scontato il malore accidentale di Aldo. Niente ci è dato sapere di come mai una persona sia entrata in carcere in salute e ne sia uscita morta.
Per questo riprendiamo un percorso di mobilitazione, consapevoli che ora più che mai è necessario fare sentire la nostra voce, perchè la morte di Aldo non passi sotto silenzio.
Il caso di Aldo è troppo simile a quello di Federico Aldrovandi a Ferrara, Renato Biagetti a Roma, Nicola Tommasoli a Verona, Abdul Guibre a Milano, Giuseppe e Pasquale a Palermo, e tanti altri, tutti vittime di una sorta di "spontaneismo intollerante" che agisce violentemente contro chi gira senza documenti, rivendica la propria la libertà d’ espressione, coltiva marijuana per uso personale in un paese che invece dei trafficanti persegue i consumatori.
Vogliamo Verità e Giustizia e continueremo a contrastare e ad opporci ad una società che sempre meno tollera qualsiasi tipo di espressione fuori dalla norma.
La necessità di verità e giustizia non si placa!
Perchè di carcere non si può morire!
Perchè in carcere per qualche pianta d'erba non si deve finire!
Comitato Verità per Aldo
I MOVIMENTI CONTRO LA SVOLTA AUTORITARIA
Lun, 26/10/2009 - 17:21ASSEMBLEA PREPARATORIA FACOLTA’ DI FISICA “LA SAPIENZA” MARTEDI 27 ORE 17
I MOVIMENTI CONTRO LA SVOLTA AUTORITARIA,
CONTRO VECCHI E NUOVI FASCISMI,
PER CONQUISTARE SPAZI DI LIBERTA'

ERGASTOLANI IN LOTTA
Ven, 23/10/2009 - 19:20ERGASTOLANI IN LOTTA
Nonostante noi siamo per differenti metodi di lotta e desideriamo l’abbattimento di ogni struttura coercitiva, raccogliamo l’invito di alcuni prigionieri sociali conosciuti nei circuiti E.I.V. e con i quali siamo rimasti in contatto, a pubblicare sui siti di controinformazione questo appello da firmare e inviare (costo 0,60 €) alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
23/10/09
You Tube censura un video su istigazione di Casa Pound: storia tragicomica della militanza fascista nel terzo millennio...
Mer, 14/10/2009 - 20:33Tutto incomincia ieri pomeriggio sul forum dei neofascisti di Casa Pound, Vivamafalda. Forse perché non possono uscire dalle loro fogne a causa il disprezzo della gente, forse perché l'unico tipo di militanza che gli è rimasta è scrivere commenti sotto gli articoli di Indymedia, i “fascisti del terzo millennio” ora provano a inventarsi una nuova forma di lotta, turbodinamica e soprattutto indolore: la censura dei video presenti su You Tube...
Evidentemente infastiditi perché un video del Collettivo Autorganizzato Universitario che criticava Casa Clown e i suoi mazzieri, come Giuseppe Savuto, documentando le loro ridicole e infami iniziative (dai tornei di cinghiamattanza all'attacco contro i disabili etichettati come “iene”, fino all'assalto di Piazza Navona) stava ricevendo troppa attenzione – più di 2.000 visite in poco meno di una settimana! – i “belli e ribelli” hanno deciso, sul thread dedicato al video [www.youtube.com/user/CAUchannel](alla fine vi è piaciuto, eh!), una dura forma di protesta...
Ribattere alle accuse? Produrre materiale proprio? Noooo... D'altronde come fare, visto che i fatti hanno la testa dura, e nemmeno il delirio di onnipotenza del loro leader Iannone può cambiarli? Allora inventarsi una storia di qualche tipo, dire che a Piazza Navona sono stati aggrediti, che loro “agli handicappati glie vogliono bbene”? Anche per raffazzonare qualche scusa ci vuole un minimo di intelligenza, e quel poco che circola fra di loro è impegnata a supplicare le istituzioni o la Digos per farsi proteggere le sedi...
Prima quindi si abbandonano a un bel po' di insulti contro gli antifa: “povere merde”, “subumani” etc, poi partono con un delirio in stile Ventennio: “Quando si dice mito fondante... quando mai, a sinistra, si potranno vantare di una Piazza Navona tutta loro, di un loro esempio così fulgido e fiero di coraggio, coerenza, orgoglio, goliardia ed onore? Rosicano, perché una Piazza Navona non la avranno mai [eh sì, ci farebbe proprio piacere avere 30 anni, passare sotto il naso delle polizia con le mazze, prendere a cinghiate inermi studenti 15enni e poi farla franca!]. Noi restiamo i leoni, loro le iene. Nel DNA”... Ma il video sta ancora lì. Quindi ecco, dopo tanta freva, l'Idea Geniale, un esempio bell'esempio di intellig..., eh proprio no, demenza collettiva [www.vivamafarka.com/forum/index.php?topic=72184.30]:
“Iron81: pensiamo a fare TUTTI un uso sistematico e di massa dell'opzione 'segnala', in modo da far rimuovere questa merda dalla rete.
Icaro: Per segnalare i video, cliccate su 'Segnala', selezionate 'incita all'odio ed alla violenza' e scrivete qualcosa come 'Diffamazioni note ed istigazioni contro l'avversa parte politica'. Se ce ne son tante, quelli del tubo lo rimuoveranno.
Ancora Icaro: Visto che Youtube non prevede l'istigazione alla violenza per motivi politici (sono americani..), segnaliamo che veniamo discriminati per il colore?”
Così i “leoni”, come amano definirsi, passano il pomeriggio a cliccare sul mouse e riescono a far rimuovere il video da You Tube, segnalando che li discrimina per “Race or ethnic origin” – quando i negri servono a qualcosa, no? Siccome l'operazione è automatica, You Tube non mette in atto alcun controllo. Ed ecco i fasci che si beano del piccolo e insperato successo... “Camerata, siamo fascissstisssimi, abbiamo fatto il nostro dovere di italiani”! “Schhh, meglio non dirlo, You Tube è americana...”, “Vabbè, comunque a quelli i comunisti non gli piacciono lo stesso”...
Ma altro che “fascisti del terzo millennio”, questi di Casa Clown sono all'epoca delle caverne! Pensano davvero di ostacolare la diffusione di contenuti andando a cliccare in massa su un modulo di You Tube? Spiace deluderli, ma non siamo più ai bei tempi della censura e dell'olio di ricino. Il video è stato subito rimesso online, e sta girando su You Tube, su Daily Motion, su Indymedia; inoltre sono già previste altre proiezioni pubbliche... A maggior ragione invitiamo tutti i compagni a dargli massima diffusione, a scaricarlo qui [http://caunapoli.org/index.php?option=com_seyret&Itemid=81&task=videodirectlink&id=1] o da Emule e Bit-torrent, a passare alle nostre iniziative per riceverne gratuitamente una copia. All'ignoranza dei fasci rispondiamo con la controinformazione: non solo il video continuerà a girare, ma avrà ancora più visibilità...
Ancora una volta l'attacco di Casa Clown gli si è rivoltato contro, e prima o poi a sbattere la testa contro il muro se la romperanno... In ogni caso, noi invitiamo di cuore tutti i fascisti a restare a casa per cancellarci i video. Visti i loro numeri alquanto esigui, siamo certi che per un po' le strade saranno più pulite...
Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli
coll.autorg.universitario@gmail.com
cau.noblogs.org
assemblea nazionale su repressione e diritto all'abitare
Mer, 14/10/2009 - 19:55L'aggravarsi della crisi produce costi sociali rilevanti e un aumento
esponenziale dei livelli di precarietà reddituale e abitativa. Larghe
fasce di società vengono coinvolte e in diversa maniera crescono forme di
resistenza diffusa.
Tutto ciò che si muove in termini di opposizione sociale viene ora messo
sotto osservazione giudiziaria e sono ormai molti i segnali che tendono ad
inasprire il conflitto.
La repressione a cui sono sottoposti i movimenti in tutta Italia ha
caratteristiche preventive e dissuasive. Assume la funzione di possibile
argine all'eventuale capacità dei movimenti stessi di divenire tutela
diretta nelle difesa dei diritti e della libertà di tutti e tutte. Di vera
e propria negazione del dissenso.
Le forme di repressione che da molti mesi stanno colpendo le mobilitazioni
sociali vanno considerate nella loro interezza e non possono essere
liquidate solo come persecuzioni poliziesche fini a se stesse. È
presumibile invece che nascano dentro la ridefinizione di una governance
nazionale che vede la rendita quale attore determinante nelle scelte
generali, sia sul piano economico che su quello del consenso. Dentro una
crisi profonda.
Gestire il malessere sociale diffuso e tentare di normalizzarlo diviene
quindi l'obiettivo primario. Succede con gli studenti a Torino, con il G8,
con la lotta per la casa, con i precari che si organizzano, con il
controllo stabilito nelle tendopoli aquilane, con i migranti alle prese con
il pacchetto sicurezza, con un turbine di inchieste, maxioperazioni da
prima pagina, misure cautelari, sgomberi di case e spazi occupati, con
evidente limitazione dell'agibilità e della libertà di singol* attivist*
e delle lotte sociali.
Affrontare quanto accade senza approfondire ruoli, funzioni e composizione
del comando non ci aiuterebbe. Per questo è utile dare continuità alla
riunione che si è svolta Firenze e che ha visto la partecipazione di molti
e differenti pezzi dei movimenti impegnati contro la precarietà e per il
diritto all'abitare.
Per dare continuità ai nostri percorsi locali e mettere in rete
ragionamenti e proposte anche a livello nazionale, invitiamo tutti e tutte
a vederci a Roma domenica 18 ottobre alle ore 10.00 AM al Volturno occupato
(via Volturno 37) presso la stazione Termini
Per un’assemblea che vorrebbe:
- affrontare e fare il punto sulle forme autoritarie che la governance sta
assumendo in epoca di crisi permanente, dando continuità anche ai temi e
ai contenuti che come movimenti porteremo in piazza il 17 ottobre,
sviluppando e potenziando proposte di campagne, iniziative e mobilitazioni
a livello nazionale e locale.
- ripartire dai nostri percorsi per rilanciare, dando continuità alla
riunione che si è svolta a Firenze dove avevamo immaginato di costruire un
seminario/convegno collettivo contro la rendita e per un abitare di tutti e
tutte al tempo della crisi, iniziando a tracciare una mappa delle
resistenze che ora diventa anche una mappa delle repressioni.
Per produrre anche i necessari passi verso una campagna di mobilitazione
nazionale.