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 <title>NATO</title>
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 <title>TORNANDO ai TORNADO</title>
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 <description>&lt;p&gt;Tornando ai Tornado, impiegati in Missioni di Pace,“A Maronna v’accumpagni”, era il  7 novembre del 2001 e l’Italia apprese che le forze militari italiane «sono parte integrante» dell’operazione «Enduring Freedom» contro il terrorismo internazionale e, per alcune aliquote, avranno anche compiti di attacco. Lo rese noto il Ministro della Difesa Martino, aggiungendo che” potranno essere impiegate dal Comando di Tampa, negli Stati Uniti, con tempi e modalità che saranno di volta in volta concordati a livello militare”.L’Italia offrì agli Stati Uniti, per la partecipazione alle operazioni contro il terrorismo, 6-8 aerei Tornado da ricognizione, una nave appoggio, un cacciatorpediniere o in alternativa la portaerei Garibaldi, e una fregata. Per le operazioni terrestri mise  poi a disposizione del comando di Tampa 2.700 militari: 200 per l’Aeronautica, 1.100 per la Marina, 700 fra Esercito e Carabinieri (questi ultimi saranno utilizzati nell’ultima parte della missione), suddivisi tra reparti corazzati dotati di blindocentauro, del Genio, del Boe (Bonifica ordigni esplosivi), delle trasmissioni e del supporto logistico. Intanto sarebbe stato individuato un nucleo di circa 300 soldati specialisti pronti a intervenire nei Balcani per sostituire e disimpegnare imarines americani che servivano in Afghanistan.L’intervento italiano poteva anche contare su una componente spaziale. La scelta cadde sul satellite Sicral per telecomunicazioni. La sua posizione in orbita geostazionaria consente già ora la copertura dell’Afghanistan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci dissero i Costi: per una partecipazione militare di almeno sei mesi gli italiani avrebbero pagato 2.500 miliardi di lire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sostegno dell’Italia poteva svilupparsi in due fasi. Subito, potevano essere mandati nei cieli afghani dai 6 agli 8 aerei Tornado da ricognizione, velivoli preziosi per il rilevamento a terra, soprattutto nei giorni in cui le nuvole coprono la visibilità ai satelliti.  Aggiunsero che “Se invece per gli americani sono più utili i cacciatorpedinieri ne potremmo spedire uno o due in grado di compiere azioni di difesa aerea e caccia ai sommergibili. Fosse poi necessaria una nave rifornitrice, potremmo renderne disponibile una della classe Vesuvio”.Conclusero che in un secondo tempo, “quando le operazioni belliche saranno concluse, e ci sarà bisogno di scorta armata e supporto alle organizzazioni umanitarie, saranno pronte le nostre truppe di terra. Secondo la disponibilità manifestata da Martino, l’Esercito può mettere in campo un migliaio di uomini. Così divisi: un reggimento blindato di circa 400 uomini dotati di carri Centauro e 4 elicotteri Mangusta, un mezzo rapido e preciso. Poi, una compagnia del genio (122 uomini), un’altra specializzata nella difesa nucleare, batteriologica e chimica (116 militari), gruppi di sminatori ed esperti nella ricerca di ordigni esplosivi, e infine una compagnia di carabinieri paracadutisti del reggimento Tuscania. C’è la possibilità che del contingente facciano parte anche alcune donne in divisa”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 23 ottobre Martino entrò  in dettaglio: “I carabinieri, in particolare, potrebbero essere impiegati in caso di amministrazione Onu di un Afghanistan&lt;br /&gt;
liberato dai taliban. Il mix di truppe dell’esercito di terra è stato selezionato dallo Stato maggiore italiano tenendo conto di due criteri: flessibilità di fronte a un impiego per ora imprevedibile, risparmio assoluto visto il pericoloso sbilanciamento delle forze armate italiane nei Balcani. «Il comando Usa potrebbe chiedere anche un’aliquota del Col Moschin per operazioni a terra, ma i nostri specialisti non sono stati addestrati al teatro afgano», dice un analista militare, «e ci sarebbero problemi di trasporto tattico, gli elicotteri da utilizzare sarebbero quelli americani».&lt;br /&gt;
Martino, nella sua audizione alla Camera, individuò le varie fasi dell’operazione Afghanistan:” dopo la prima fase dei bombardamenti e quella dell’avanzata di terra, l’Italia pensa a una fase di stabilizzazione in cui potrebbero essere utili aerei da ricognizione tattica e aerei da trasporto. Per questo la Difesa ha messo a disposizione degli Stati Uniti un aereocisterna da rifornimento in volo B707, 8 Tornado da ricognizione (sono aerei da caccia a cui vengono applicati “pod” fotografici), un aereo da trasporto C130. Anche l’Aeronautica ha il vantaggio di un’estrema rapidità di schieramento, a patto di trovare in zona gli aeroporti da cui far operare i Tornado oppure il C130. L’esperienza insegna che muoversi in ritardo penalizza innanzitutto&lt;br /&gt;
l’Aeronautica, come avvenne durante la guerra del Golfo, quando i Tornado furono schierati in uno degli emirati più lontani dal Kuwait per il ritardo con cui il governo italiano decise di entrare nella coalizione antiSaddam Hussein. L’Aeronautica, infine, è pronta a trasferire in Pakistan anche un primo gruppo di soldati del “BOE”, il gruppo di bonifica degli ordigni esplosivi”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo all’oggi, 23 settembre 2008, Afghanistan:&lt;br /&gt;
l’Italia invierà 4 Tornado in Afghanistan. Lo ha deciso il Cdm che ha approvato la proroga delle missioni internazionali per il 2008.”Sono soddisfatto - ha detto il ministro della Difesa, La Russa, facendo l’annuncio - era giusto che anche i Tornado italiani partecipassero alle attivita” di copertura del nostro contingente e di quello dei Paesi alleati. Il Tornado è un caccia che può svolgere missioni di attacco e ricognizione. In Afghanistan farà solo osservazione. Operativi quindi, entro la metà di ottobre,  4 aerei Tornado che l’Italia ha messo a disposizione della Nato. Lo ha confermato il Capo di stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini, a margine della cerimonia dedicata a Salvo D’Acquisto. Gli aerei faranno un volo senza scali dall’Italia fino all’Afghanistan facendo numerosi rifornimenti in volo. Saranno inoltre dotati di un particolare ‘pod’ che consentirà agli aerei di trasmettere le immagini riprese dalle telecamere direttamente a terra senza bisogno di rientrare in aeroporto per guardare le riprese.&lt;br /&gt;
Costi: per tre mesi: 13 milioni di euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Storia del velivolo amico della Pace: “veterano delle varie guerre del Golfo contro l’Iraq ed il conflitto dell’Afghanistan, il Tornado (costruito da un consorzio di società aerospaziali europee formato da EADS, British Aerospace e Alenia Aeronautica) è il velivolo d’attacco europeo più avanzato oggi in servizio, in attesa che l’Eurofighter EF2000 Typhoon raggiunga la piena maturità e capacità operativa, in grado di svolgere anche le missioni aria-superficie. Creato da uno studio-progetto emesso fin dal 1960, con il quale si intendeva dotare la maggior parte delle aeronautiche militari europee di un velivolo da bombardamento multiruolo, il Tornado PA vola per la prima volta il 14 Agosto del 1979 a Manching in Germania. Costruito dal consorzio “joint venture” Panavia, fu sviluppato e costruito (dopo la rinuncia di molti dei paesi europei a dotarsi del nuovo velivoli, visti i considerevoli costi di gestione) come MRCA - Multi Role Combat Aircraft, destinato alle forzee aeree di Gran Bretagna, Germania e Italia, le quali dovevano necessariamente sostituire rispettivamente i vecchi Avro Buccaneer e Lockheed F-104G Starfighter. La configurazione scelta doveva rispettare le specifiche del progetto che richiedeva ali a geometria variabile, formula bimotore, cockpit biposto in tandem (pilota nel posto anteriore e WSO - Weapon Syustem Officier - in quello posteriore), comandi “fly by wire” e una cellula particolarmente robusta per sopportare le sollecitazioni dei voli a velocità supersonica condotti a bassa e bassissima quota. Il risultato è un velivolo dll’aspetto tozzo, relativamente piccolo e caratterizzato da grosse prese d’aria poste ai fianche della fusoliera e con una deriva verticale imponente. Il Tornado IDS (Interdition Strike) è una eccellente piattaforme per lo sgancio di molti tipi di arma aria-superficie, comprese le bombe termonucleari B-61 a caduta libera. Il sistema d’arma è basato su di un radar multi-funzione di tipo doppler Texas Instruments con mappatura digitale del terreno GMR (Ground Mapping Radar) . L’apparato comprende anche un TFR (Terrain Following Radar) integrato, per consentire il volo a bassissima quota seguendo in automatico il profilo del terreno, sottolineando così come missione primaria del bombardiere l’attacco condotto in profondità (Deep Strike) a basse quote ed alte velocità, dietro alle linee nemiche. L’impianto propulsivo è formato da due turboreattori RB199 in grado di spingere il velivolo fino a 1.482 km/h a livello del mare. La robustezza della cellula, le ali ad apertura variabile e la dimensione della deriva posteriore, conferiscono eccezionale stabilità e notevole agilità alle alte velocità, raggiunte a bassa quota.&lt;br /&gt;
Le prime versioni del Tornado IDS, denominate Gr.Mk1 per il Regno Unito, avevano la possibilità di montare anche un telemetro laser racchiuso in un pod da montare nella parte anteriore della fusoliera proprio sotto il muso dell’aereo. Il bombardiere è inoltre dotato di sonda per il rifornimento in volo. Dopo l’esperienza della Guerra del Golfo nel 1991, si è deciso di dotare il velivolo di un visore FLIR (foward looking infra-red) in grado di dirigere le bombe a guida laser della famiglia Paveway, dando vita così alla versione aggiornata Gr.4 in servizio con la Royal Air Force.&lt;br /&gt;
L’aeronautica militare inglese, a metà degli anni settanta, sviluppò il Tornado F.2 ADV (Air Defense Variant) per sostituire nel ruolo di difesa aerea i vecchi Lightning e Phantom. Il Tornado F.2 (poi denominato F.3) mantiene una comunanza di parti con l’IDS di circa l’80%. Nonostante ciò, l’aereo ha incontrato notevoli problemi durante le fasi di sviluppo, a cominciare dall’impianto radar di tipo doppler Marconi/Ferranti Fox-Hunter. L’intercettore Tornado ADV si riconosce per la fusoliera allungata nella parte anteriore, con il radome contenente il radar che risulta più affusolato ed appuntito.&lt;br /&gt;
Questa variante è stata acquistata anche dall’Italia e dall’Arabia Saudita.&lt;br /&gt;
Per la Germania e l’Italia è stata sviluppata anche una nuova versione dedicata alla  guerra elettronica (missioni SEAD - Soppression of Enemy Air Defense) chiamata ECR (Electronic Combat and Reconnaissance). Simile al Tornado IDS, questo velivolo monta i nuovi e più potenti motori RB199 Mk.105, oltre ad una nuova dotazione avionica in grado di svolgere il tipo di missioni previste. In Italia, il Tornado IT-ECR è entrato in servizio nel 1998 con il 50° stormo - 155° gruppo ETS (Pantere Nere), tra i pochi reparti volo europei specializzati nella guerra elettronica”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tornando ai Tornado, che non se ne sono mai andati dagli scenari di Pace, i ministri ombra del Pd Difesa ed Esteri, si chiedono e chiedono al Governo,  di riferire alle Camere: “In quale scenario e in quale contesto si colloca l’invio dei tornado in Afghanistan? Si presuppone un cambio di strategia nella missione? E in questo caso con quali obiettivi e quali impegni per le nostre forze armate? Sono interrogativi su cui è necessario che il Governo riferisca al più presto al Parlamento, mettendo le Commissioni competenti nelle condizioni di esprimersi”. La Pinotti e Fassino, con storico aplomb, aggiungono, che sia individuata ” l’azione politica e diplomatica necessaria a rendere efficace una strategia che non può essere limitata alla sola dimensione militare”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Maronna v’accumpagni, pure a voi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;DORIANA GORACCI&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 23 Sep 2008 23:33:17 +0200</pubDate>
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 <title>RUSSIA FUORI DELLA LEGGE DELLA NATO</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/4525</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.carmillaonline.com/archives/2008/09/002770.html#002770&quot; title=&quot;http://www.carmillaonline.com/archives/2008/09/002770.html#002770&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.carmillaonline.com/archives/2008/09/002770....&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;RUSSIA FUORI DELLA LEGGE DELLA NATO&lt;br /&gt;
di Tito Pulsinelli&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All’operazione militare di Mosca, finora l’asse Stati Uniti-Unione Europea (UE), che si raggruppa sotto le vetuste bandiere della NATO, ha risposto con parecchia lentezza e confusione. La Russia si posiziona strategicamente tra il Mar Nero e il mar Caspio, diventando l’arbitro di flussi energetici di straordinaria importanza per i mercati “occidentali”.&lt;br /&gt;
La NATO ha nella mira le 25 miliardi di tonnellate metriche di gas, e i 200 miliardi di barili di petrolio dei giacimenti che si affacciano sul litorale del Caspio. Le compagnie petrolifere anglo-USA avevano scelto la Georgia come via principale di accesso e transito di queste risorse. L’oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan è una prima tangibile arteria, che unisce l’Europa alle fonti energetiche asiatiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gioco d’azzardo imposto al “rivoluzionaro colorato” georgiano, si sta rivelando come un bluff di poker contro i maestri degli scacchi. Sembra chiaro che la Russia non mollerà il controllo di porti, vie di comunicazione e zone nevralgiche, dichiarate zone proibite ai voli aerei. La Georgia è in ginocchio, e don Mikhail Shaakasvili ha dovuto persino rinunciare a participare ad un vertice di Paesi-amici “…perchè i russi ne aprofiterebbero e non mi farebbero rientrare in patria” (sic).&lt;br /&gt;
Nel frattempo, l’Ossezia del sud e l’Abkhazia gli dicono adios, e sono disponibili ad ospitare basi militari russe, come misura protettiva della loro indipendenza contro le ritorsioni georgiane e dei suoi guardaspalle stranieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli USA-UE hanno risposto con una intensa guerra propagandistica, campo di battaglia in cui sono maestri, e la stanno vincendo. Ma al di là della prosa veemente di Bernard Henry Levy, riprodotta e amplificata dalla catena di montaggio dell’informazione seriale, non c’è altro.&lt;br /&gt;
Nemmeno i vertici, sfuggono all’impressione di una cacofonia in cui vengono smentite bellicose dichiarazioni -o minacce di sanzioni- nel giro di solo ventiquattro ore. La questione principale è che l’ “occidente” è una categoria geopolitica assai datata, fuorviante, quasi un vuoto a perdere che non riesce più a camuffare gli interessi divergenti tra Stati Uniti e UE, e tra “vecchia Europa” e i pesi piuma del Baltico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al di là del livelo mediatico, nella realtà concreta ci sono solo alcune unità navali dotate di missili adibite al trasporto di soccorsi ai georgiani, e un editto della NATO che –attribuendosi funzioni che appartengono all’ONU- asserisce che “il riconoscimento dell’indipendenza dell’Ossezia e della Abkhazia mette la Russia fuori della legge internazionale”.&lt;br /&gt;
La Russia è “fuorilegge” più o meno quanto lo sono i Paesi che hanno riconosciuto il separatismo del Kosovo, tra cui l’Italia. Esibizionismo schizofrenico da un pulpito campione dei due pesi e due misure, una per i Balcani e l’altra –di segno opposto- per il Caucaso. Ma continua a trasparire una certa impotenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La minaccia della NATO di estromettere Mosca dai suoi consessi marziali, infatti, la lascia imperturbabile. Anzi, rilanciano che loro potrebbero vietare alla NATO l’uso del territorio russo, da cui oggi passano i rifornimenti alle armate impegnate in Afganistan.&lt;br /&gt;
Questo sarebbe un colpo duro, perchè obbligherebbe a far ricorso a più complicati e costosi ponti aerei, che aumenterebbero considerevolmente i costi già insostenibili della “guerra antiterrorista”.&lt;br /&gt;
E salterebbero anche i buoni uffici che interpongono con l’Iran e la Corea del nord nell’annoso contenzioso della questione nucleare. Un rebus di difficile soluzione per gli “occidentali”, dilaniati tra vulnerabità energetica e sanzioni che non sortiscono gli effetti sperati, oltre la levitazione dei prezzi degli idrocarburi o l’insicurezza dei rifornimenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il futuro della NATO come braccio armato USA-UE è ormai a un punto critico, in primo luogo perchè gli interessi materiali delle due sponde atlantiche non coincidono con l’automatismo costante e invariabile del passato. Il futuro della coalizione militare si sta giocando in Afganistan, dove le cose non vanno bene, e si apre la discussione sulla sua funzione, e sul carattere offensivo con cui sta sconfinando verso l’infinito geopolitico.&lt;br /&gt;
In questa fase, inoltre, sono gli USA ad aver più bisogno dell’UE per effettuare trasfusioni finanziarie dalla Banca Centrale Europea&lt;br /&gt;
all’economia cartacea di Wall Street. Nonchè come testa di ponte permanente contro il resto del mondo: l’eterna e avita terza sponda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La posta in palio dell’oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan presto farà affiorare i contrasti inter-europei, in cui Germania e Francia –al di là dello spettacolo diplomatico- difenderanno interessi più immediati e concreti contro le intemperanze polacche. Alla fine, parafrasando Stalin, diranno “quanto Prodotto Interno Lordo producono Varsavia e i valvassini baltici?”&lt;br /&gt;
La signora Merkel, in un mondo interdipendente, non butterà dalla finestra il consorzio gasifero russo-germanico presieduto dall’ex collega Schroeder. Quanto a tuti gli altri, il rigore del freddo che si produsse un paio d’anni fa con un semplice giro di rubinetti, farà accantonare ogni proposito bellicoso di ritorsioni o sanzioni. A meno che l’indipendenza energetica possa garantirla “l’alleato americano”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La ventilata minaccia di estromettere la Russia dal G7 è cosa aleatoria, di status, visto che ormai non rappresenta più le maggiori economie del pianeta. Non rispecchia la nuova realtà emergente perchè esclude l’India e il Brasile, e con la Cina i russi hanno già vincoli saldi –anche militari- nel Patto di Shangai (SCO). Il FMI, Banca Mondiale ed anche l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) non sono che l’ombra delle grandi istituzioni che furono nella recente era globalitaria.&lt;br /&gt;
L’exploit retorico del giovane ministro degli esteri britannico Milibrand, partito lancia in resta in Ucrania per organizzare un crociata anti-russa, è in realtà una voce bianca dissonante. L’oratoria incendiaria di Milibrand non è una risposta valida alla necessità di una maggiore coerenza ed autonomia dell’UE, in vista del vertice bilaterale del 16 di settembre per un nuovo “parteneriato strategico” con la Russia.&lt;br /&gt;
L’UE dovrebbe finalmente parlare con voce propria, senza maschera “occidentale” o la lingua biforcuta dell’alter ego atlantista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’onda espansiva della NATO nella regione del Mar Nero ha incontrato un muro di contenzione solido. L’accelerazione dei tempi per l’entrata della NATO in Ucraina è una decisione volontarista che non otterrebbe l’espulsione dei russi dalla cruciale zona marittima.&lt;br /&gt;
Il “rivoluzionario colorato” che guida provvisoriamente l’Ucraina pagherebbe con una secessione di grande proporzione tale imposizione dall’alto. La regione mineraria se ne andrebbe, e la flotta russa rinsalderebbe la sua presenza nel Mar Nero ben oltre il 2017. E in una zona più vasta di Sebastopoli, che comprenderebbe la costa dell’Abkhazia e il porto georgiano di Poti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le forzature della NATO, sono dettate dall’incalzare di una crisi multi-fattoriale, ma non riesce a cambiare la relazione globale delle forze in campo. Sono mosse reattive improntate a un verticismo dispotico che lascia dietro di sè società in convulsione. I nuovi Paesi che “aderiscono” soffrono fratture tra elites e società civile, e sono esposti a frammentazioni territoriali o separatismi. E permane un dato incancellabile e inalterabile: la Russia ha tutto quel che manca agli “occidentali”, cioè il petrolio, gas, materie prime e un gran mercato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La NATO può essere l’asso pigliatutto? Non sembra, visto che il bilancio del militarismo espansionista dei neocons seppellisce questa illusione che cova sotto la cenere delle buone maniere diplomatiche. L’egemonia “occidentale”, è in affanno soprattutto per la serie di contraccolpi degli Stati Uniti: moneta in picchiata, sistema bancario in bancarotta, economia in “accelerata decelerazione”, superiorità militare che però non riesce ad essere risolutiva. E’ illusorio credere che il terreno perduto in molti campi sia recuperabile solo con la bellicosità atlantista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dispiegamento anti-missilistico in terra polacca e ceca, è stato imposto senza consenso sociale, e lascia due Paesi seriamente divisi in fazioni contrapposte. C’è da chiedersi se è un prezzo che vale la pena di pagare, visto che aumenta la vulnerabilità interna e non conferisce nessun vantaggio risolutivo agli “occidentali”.&lt;br /&gt;
La Russia, infatti, dà una immediatamente risposta, dotando di armi nucleari la flotta del mar Baltico stanziata a Kaliningrad, e con la Bielorussia avvia un sistema di difesa anti-aerea congiunto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bruxelles dovrebbe valutare perchè contro l’azione militare della Russia è stato impossibile attivare il GUAM ( alleanza militare tra Georgia, Ucraina, Azerbaygian e Moldavia), strumento delle multinazionali petrolifere anglo-USA per la salvaguardia dei corridoi energetici. E non è stato possibile varare nemmeno una di quelle consuete operazioni “umanitarie” –in cui l’Italia si distingue con forte presenzialismo- istallate dall’ONU in vari territori, dove si cerca di ottenere con altri mezzi quel che è stato impossibile agli eserciti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Russia non è isolata e non è isolabile. Nelle ultime due settimane la Turchia, la Giordania e la Siria non hanno avuto nessun problema a firmare accordi con Medvedev. La Russia non ha più le “pezze al culo”, ha potuto agire fulmineamente e con fermezza perchè ha un progetto nazionale in cui si identifica la maggioranza della società civile, che mostra coesione e consapevolezza. Sarebbe saggio prenderne atto. Come pure non ignorare la geografia, la tradizione, l’economia e la cultura che ci segnalano la cooperazione e trasparenza come via maestra più conveniente all’UE. E’ ormai una priorità strategica evitare che potenze extra-continentali continuino a combattere le loro guerre sul suolo europeo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vale la pena riflettere sulla sorte dell’Unione Sovietica, collassata sotto il peso di spese militari crescenti, alla ricerca dell’impossibile egemonismo assoluto. C’è il dubbio che ora si stiano invertendo i ruoli e i falchi di Washington sono caduti in trappola. Li si induce a battersi su molti fronti, a svenarsi con incontenibili spese militari per ristabilire l’impossibile egemonismo unipolare. Trapelato nella fulminea stagione post-89 e tramontato perchè gli Stati Uniti non hanno saputo proporre al mondo un nuovo modello di relazioni globali, che riservasse loro un posto di riguardo.&lt;br /&gt;
Hano scelto di sognare ad occhi aperti, immaginandosi nella fase in cui Roma da repubblica diventava impero, ed hanno cercato di imporre la necrofora dittatura globalitaria e il fanatismo estremista del “o con me o contro di me”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.carmillaonline.com/archives/2008/09/002770.html#002770&quot; title=&quot;http://www.carmillaonline.com/archives/2008/09/002770.html#002770&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.carmillaonline.com/archives/2008/09/002770....&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;**********&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.carmillaonline.com/&quot; title=&quot;http://www.carmillaonline.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.carmillaonline.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;**********&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.sergiofalcone.blogspot.com&quot; title=&quot;www.sergiofalcone.blogspot.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.sergiofalcone.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 09 Sep 2008 21:37:01 +0200</pubDate>
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 <title>Oggi 22 agosto: visitate la Macelleria Nato e contateli</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/4271</link>
 <description>&lt;p&gt;Fate che sono vostri parenti, conoscenti, concittadini, vicini…Quelli a noi vicini fanno schifo, puzzano d’aglio e pisciano contro i muri. Anche a me  fanno schifo, quelli che la guerra la portano, e là ricostruiscono, le loro nuove fortune. Metteteli a terra, uno vicino all’altro, quelli piccoli prendono poco spazio. Settantasei civili, tra cui 19 donne e 50 bambini di età inferiore ai 15 anni, sono stati uccisi in Afghanistan da un bombardamento della coalizione militare guidata dagli Stati Uniti. Molti sarebbero anche i feriti, alcuni in condizioni molto gravi. Il massacro, secondo quanto denunciato dal ministro dell’Interno afghano, è avvenuto a Shindad, nella provincia di Herat, a ovest del Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altri dieci civili (un neonato, quattro bambini, una ragazza e quattro donne, di cui una incinta) sono stati ricoverati ieri mattina nel centro chirurgico di Emergency, a Lashkargah, nel sud dell’Afghanistan, dopo essere stati feriti dalle schegge dei razzi caduti sulla loro casa durante una festa di matrimonio, nella provincia di Helmand. I parenti delle vittime hanno parlato anche di un “imprecisato, ma notevole, numero di morti”, affermando che i responsabili del bombardamento sarebbero i soldati inglesi. La notizia è riportata da Peacereporter.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qual’è la nostra Missione Militare in Afghanistan?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“L’Italia conferma il suo impegno” in Afghanistan perché “la lotta al terrorismo ha ancora bisogno della comunità internazionale”. E’ quanto ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in una intervista al Tg1 dopo che oggi delle bombe hanno ferito tre alpini italiani. In Afghanistan, ha aggiunto, c’è ancora bisogno della “Comunità internazionale”. Infine Frattini ha ribadito “solidarietà” ai soldati italiani perché “essi ci stanno facendo onore, stanno portando la bandiera italiana come bandiera di pace contro il terrorismo e l’instabilità”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Non riconosco nessuna autorità a chi si fa complice, col voto, il rifinanziamento e il silenzio, tantomeno di questa sporca “solidarietà” con la “comunità internazionale”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Doriana Goracci&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 22 Aug 2008 23:26:54 +0200</pubDate>
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 <title>Capire la Cina - Una Raccolta di Documenti</title>
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 <description>&lt;p&gt;CAPIRE LA CINA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una raccolta di documenti e materiali per contrastare la disinformazione propagandistica e l&#039;attacco mediatico costantemente subito dalla Repubblica Popolare Cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scaricabile online da qui:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ideasherwood.org/capire_la_cina.pdf&quot; title=&quot;http://www.ideasherwood.org/capire_la_cina.pdf&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.ideasherwood.org/capire_la_cina.pdf&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 10 May 2008 09:55:34 +0200</pubDate>
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 <title>FUMETTO &quot;Sa Balentia&quot;. Prodotto da Dott. Fonk</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/1684</link>
 <description>&lt;p&gt;Fumetto pensato e realizzato da Dott. Fonk, disegnatore sardo impegnato nella controinformazione e in particolare nelle battaglie contro le basi NATO, la guerra, la repressione e il colonialismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un pensiero particolare ai 3 compagni sardi, i nuoresi Pauleddu, Ivano e Antonella, condannati in questi giorni a 4 anni di carcere per le loro\nostre idee e la loro\nostra lotta!&lt;br /&gt;
LIBERTADE PRO SOS CUMPANZOS!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siti legati a Dott. Fonk:&lt;br /&gt;
 &lt;a href=&quot;http://www.myspace.com/konflitto&quot; title=&quot;http://www.myspace.com/konflitto&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.myspace.com/konflitto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;a href=&quot;http://www.fotolog.com/konflitto&quot; title=&quot;http://www.fotolog.com/konflitto&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.fotolog.com/konflitto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono passati 9 anni da quando ebbi l&#039;idea di comunicare le mie idee e i miei studi tramite fumetti firmandoli Dott. Fonk.&lt;br /&gt;
Oggi riguardo i primi lavori e sorrido per le imperfezioni e le prospettive non sempre azzeccate.&lt;br /&gt;
9 anni in cui ho potuto autoapprendere, tramite libri ed altro, come rendere il fumetto un medium potente e artistico. Ho scoperto - in questo tempo - che spesso un disegno ben studiato può dire molto più di una vignetta carica di parole scritte.&lt;br /&gt;
Per via del mio spirito un po&#039; anarchico e introverso ho sempre rifiutato di essere inglobato in realtà organizzate. Mi sono sempre tenuto indipendente dagli schieramenti e contemporaneamente aperto verso tutto il Movimento Sardo. Pur mantenendo dei punti fermi quali l&#039;antifascismo, la lotta di classe e l&#039;amore per la mia terra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho sempre lasciato la libertà di pubblicare gratuitamente i miei lavori, così spesso qualche disegno è apparso qua e la su pubblicazioni sarde e non (da poco ne ho scoperto uno su una&lt;br /&gt;
fanza anarchica italiana)...&lt;br /&gt;
Grazie ad Indymedia ho potuto essere conosciuto da molti compagni al di là dei confini nazionali sardi e raccontargli, in maniera semplice ed immediata, che avviene nella nostra piccola isola.&lt;br /&gt;
Ma i miei fumetti non sono pensati per un limitato pubblico militante, essi vanno ad influenzare e informare anche i più giovani. Perchè è su questi che dobbiamo puntare: con loro al nostro fianco combatteremo il cancro fascista in seno agli Stati dell&#039;Occidente. E&#039;&lt;br /&gt;
ai più giovani che dobbiamo ricordare che la libertà e i diritti si mantengono con la lotta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni ho lavorato affianco a Sardigna Ruja a Pisa ed ho deciso di collaborare con la rivista sarda Camineras. Entrambe queste realtà puntano tutto sulla cultura e sullo studio del nostro&lt;br /&gt;
passato per capire e esplorare le potenzialità del popolo sardo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quest&#039;ultimo fumetto prende vita dalla cronaca dell&#039;omicidio Marotto ad Orgosolo. Un uomo e un posto ricchi di significato e di suggestioni.&lt;br /&gt;
Marotto era un vecchio compagno che ha vissuto mezzo secolo di lotte e repressione in Sardegna. Orgosolo è invece considerata da tutti i sardi il cuore della Sardegna, culla della sardità.&lt;br /&gt;
Il fumetto è un omaggio ad Orgosolo con i suoi bellissimi murales e la sua cultura.&lt;br /&gt;
Vuole solo accennare in punta di piedi alla vicenda Marotto, lasciando ai suoi versi - sui fatti di Pratobello - e ai miei disegni l&#039;arduo compito di esplicare cosa sia realmente la &#039;Balentìa&#039; per noi sardi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sa lotta de Pratobello&lt;br /&gt;
Versi di Peppino Marotto&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Canto a binti de maju sun torrados&lt;br /&gt;
Sos pastores in su sesantanoe&lt;br /&gt;
Tristos, né untos e nen tepenados.&lt;br /&gt;
Su vinti&#039;e santandria proe proe&lt;br /&gt;
Fini partidos cun sa roba anzande&lt;br /&gt;
Da sa montagna, passende in Locoe;&lt;br /&gt;
càrrigos e infustos viaggende&lt;br /&gt;
cun anzones in manu a fedu infatti,&lt;br /&gt;
su tazzu arressu muttinde e truvande;&lt;br /&gt;
avvilidos, pessende a su riccattu&lt;br /&gt;
impostu da su mere &#039;e sa pastura:&lt;br /&gt;
mettade &#039;e fruttu e piùsu in cuntrattu.&lt;br /&gt;
Est obbligu emigrare in pianura&lt;br /&gt;
Pro salvare su magru capitale&lt;br /&gt;
Da sos frittos iverros de s&#039;altura.&lt;br /&gt;
Tùndene e murghen pro su principale,&lt;br /&gt;
ma da su mere e da sa mal&#039;annada&lt;br /&gt;
si ristabìlin in su comunale,&lt;br /&gt;
ca sa paga &#039;e s&#039;affittu est moderada&lt;br /&gt;
e poden liberamente pascolare&lt;br /&gt;
sen&#039;agattare muros in filada.&lt;br /&gt;
Ma in lampadas devene isgombrare&lt;br /&gt;
tottuganta sa montagna orgolesa&lt;br /&gt;
pro vàghere una base militare.&lt;br /&gt;
L&#039;ordina su ministru &#039;e sa difesa&lt;br /&gt;
cun manifestos mannos istampados,&lt;br /&gt;
postos in sos zilléris a sorpresa…&lt;br /&gt;
che bandu de bandidos tallonados.&lt;br /&gt;
E sos pastores cand&#039;han bidu gai,&lt;br /&gt;
Sos cuìles in su bandu elencados:&lt;br /&gt;
Su pradu, S&#039;ena, Olìni e Olài&lt;br /&gt;
Costa de turre cun Su Soliànu,&lt;br /&gt;
Loppàna, Ottùlu, Unìare e Fumài;&lt;br /&gt;
belle tottu su pasculu montanu&lt;br /&gt;
isgombru de animales e de zente&lt;br /&gt;
cheret su ministeru italianu,&lt;br /&gt;
espostu a su bersàgliu su padente&lt;br /&gt;
de bombas e mitraglias e cannone;&lt;br /&gt;
dana su bandu: pro motivu urgente&lt;br /&gt;
si riúnat sa popolazione&lt;br /&gt;
de ambo sessos mannos e minores&lt;br /&gt;
bénzana tottus a sa riunione.&lt;br /&gt;
S&#039;improvvisana tantos oratores&lt;br /&gt;
e decidene de lottare unidos&lt;br /&gt;
istudentes, bracciantes e pastores;&lt;br /&gt;
d&#039;accordu sindacados e partidos,&lt;br /&gt;
proclama cattolicos, marxistas:&lt;br /&gt;
sos bandidores síana bandídos…&lt;br /&gt;
Serran buttega artigianos, baristas,&lt;br /&gt;
e partin tottus, minores e mannos,&lt;br /&gt;
pro che cazzare sos militaristas:&lt;br /&gt;
pizzinneddos e bezzos de chent&#039;annos&lt;br /&gt;
e zovaneddas de sa prima essida&lt;br /&gt;
han&#039;indossadu sos rusticos pannos.&lt;br /&gt;
Tottu sa idda in campagna est partída,&lt;br /&gt;
in càmiu e in macchina minore.&lt;br /&gt;
Sa lotta durat piús d&#039;una chida;&lt;br /&gt;
a Pratobello finas su rettore&lt;br /&gt;
ch&#039;est arrivadu cun su sagrestanu&lt;br /&gt;
pro difende su pradu e su pastore…&lt;br /&gt;
Sos polizottos cun mitras in manu&lt;br /&gt;
Chircaìan sa lotta de virmare,&lt;br /&gt;
ma mutìana e currìana invano,&lt;br /&gt;
ca dae s&#039;assemblea popolare&lt;br /&gt;
ch&#039;in bidda si vaghìa frecuente&lt;br /&gt;
sa zente vi decisa a non mollare&lt;br /&gt;
sa zente vi decisa a non mollare&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;e de lottare in modu intelligente&lt;br /&gt;
tuttuganta sa popolazione&lt;br /&gt;
contra cussu invasore prepotente:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;respingere ogni provocazione,&lt;br /&gt;
bloccare cun sas massas sas istradas,&lt;br /&gt;
impedire s’sercittazione&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;de sos tiros a sas forzas armadas,&lt;br /&gt;
chi calpestare cherìan sas prendas&lt;br /&gt;
de sas terras comunes non muradas&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;dae s’edittu de sas chiudendas.&lt;br /&gt;
A sos sordados chi tentan d’esstre,&lt;br /&gt;
Sa zente che los tòrrad’a sas tendas,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Finas ch’hana decisu de partire,&lt;br /&gt;
unida e forte sa zente orgolesa&lt;br /&gt;
sa lotta vi disposta de sighìre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E cando l’hana raggiunta s’intesa&lt;br /&gt;
Sos delegados dae s’assemblea,&lt;br /&gt;
a Roma, in su ministru ‘e sa difesa,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;sos cumbattenttes de sa idda mea,&lt;br /&gt;
fizzos de sa Barbagia de Ollolài,&lt;br /&gt;
parìa sos sordados de Corea…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E una lotta de populu gai,&lt;br /&gt;
naraìan sos bezzos pili canos,&lt;br /&gt;
chi in bida insoro non l’han bida mai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tottus sos progressistas isolanos&lt;br /&gt;
Solidales, cun tanta simpattia&lt;br /&gt;
A Orgosolo toccheddana sas manos&lt;br /&gt;
E naran: custa sì ch’est balentìa&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;TRADUZIONE&lt;br /&gt;
La Lotta di Pratobello&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando il venti di maggio son tornati&lt;br /&gt;
i pastori nel sessantanove&lt;br /&gt;
tristi, né unti né pettinati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il venti di novembre sotto la pioggia&lt;br /&gt;
eran partiti con le bestie che figliavano&lt;br /&gt;
dalla montagna, passando da Locoe;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;carichi e fradici viaggiando&lt;br /&gt;
con agnelli in mano e la madre dietro&lt;br /&gt;
il gregge magro chiamando e intruppando;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;avviliti pensandola ricatto&lt;br /&gt;
imposto dal padrone della pastura:&lt;br /&gt;
metà del frutto e più in contratto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;è obbligo emigrare in pianura&lt;br /&gt;
per salvare il magro capitale&lt;br /&gt;
dai freddi inverni dell’altura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tosano e mungono per il principale,&lt;br /&gt;
ma dal padrone e dalla mal’annata&lt;br /&gt;
si rifanno nel comunale,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;perché la paga dell’affitto è moderata&lt;br /&gt;
possono liberamente pascolare&lt;br /&gt;
senza trovare muri in infilata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma a giugno devono sgomberare&lt;br /&gt;
tutta quanta la montagna orgolese&lt;br /&gt;
per fare una base militare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’ordina il ministro della Difesa&lt;br /&gt;
con manifesti grandi stampati,&lt;br /&gt;
messi nelle bettole a sorpresa…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;come bando di banditi tallonati.&lt;br /&gt;
E i pastori quand’hanno visto così,&lt;br /&gt;
gli ovili nel bando elencati:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su pradu, S’ena, Olìni e Olài&lt;br /&gt;
Custa de turre cun Su soliànu,&lt;br /&gt;
Loppàna, Ottùlu, Unìare e Fumài;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;quasi tutto il pascolo montano&lt;br /&gt;
sgombro di animali e di gente&lt;br /&gt;
vuole il ministro italiano,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;esposta al bersaglio la foresta&lt;br /&gt;
di bombe e mitraglie e canone;&lt;br /&gt;
danno il bando: per motivo urgente&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;si riunisca la popolazione&lt;br /&gt;
di ambo i sessi, grandi e piccolini&lt;br /&gt;
vengono tutti alla riunione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;S’improvvisano tanti oratori&lt;br /&gt;
e decidono di lottare uniti&lt;br /&gt;
studenti, braccianti e pastori;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;d’accordo sindacati e partiti&lt;br /&gt;
proclamano, cattolici, marxisti:&lt;br /&gt;
i banditori siano banditi…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiudon bottega artigiani, baristi,&lt;br /&gt;
e parton tutti, piccoli e grandi,&lt;br /&gt;
per cacciare i militaristi:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;piccini e vecchi di cent’anni&lt;br /&gt;
e giovanette alla prima uscita&lt;br /&gt;
hanno indossato i panni rustici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto il paese in campagna è partito&lt;br /&gt;
in camion e in macchina piccola.&lt;br /&gt;
La lotta dura più d’una settimana;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;a Pratobello anche il prete&lt;br /&gt;
è arrivato con il sacrestano&lt;br /&gt;
per difendere Su pradu e il pastore…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I poliziotti con mitra in mano&lt;br /&gt;
cercano la lotta di fermare&lt;br /&gt;
ma chiamavan e correvano invano,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;perché dall’assemblea popolare&lt;br /&gt;
che in città si faceva frequente&lt;br /&gt;
la gente era decisa a non mollare&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;e di lottare in modo intelligente&lt;br /&gt;
tutta quanta la popolazione&lt;br /&gt;
contro quell’invasore prepotente:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;respingere ogni provocazione,&lt;br /&gt;
bloccare con le masse le strade,&lt;br /&gt;
impedire l’esercitazione&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;dei tiri alle forze armate,&lt;br /&gt;
che calpestare volevan le perle&lt;br /&gt;
delle terre comuni non murate&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;dall’editto delle chiudende.&lt;br /&gt;
I soldati che cercan d’uscire&lt;br /&gt;
la gente li respinge nelle tende&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;finchè han deciso di partire,&lt;br /&gt;
unita e forte la gente orgolese&lt;br /&gt;
la lotta era disposta a continuare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quando l’han raggiunta l’intesa&lt;br /&gt;
i delegati dall’assemblea,&lt;br /&gt;
a Roma, nel ministero della Difesa,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;i combattenti del paese mio,&lt;br /&gt;
figli della Barbagia di Ollolai,&lt;br /&gt;
sembravano i soldati di Corea…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E una lotta di popolo così,&lt;br /&gt;
dicevan i vecchi dai capelli canuti&lt;br /&gt;
che in vita loro non l’han mai vista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti i progressisti isolani&lt;br /&gt;
solidali, con tanta simpatia&lt;br /&gt;
Orgosolo applaudono&lt;br /&gt;
e dicono: questa si che è Balentìa.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 15 Feb 2008 12:49:43 +0100</pubDate>
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