gaza
Palestina: Comunicati dal Fronte
Gio, 19/11/2009 - 21:45Se seguissimo l'andamento dell'informazione sulla situazione in Palestina rischieremmo di cadere nella trappola ben ordita dallo stato israeliano e dai suoi alleati: potremmo esser portati a pensare che l'emergenza sia terminata con la fine dell'attacco contro Gaza, che tutto proceda all'insegna della “normalità”, con qualche scontro, politico e militare, a condire una quotidianità cui ormai le popolazioni locali sono abituate e che accettano quasi passivamente.
Proprio per contrastare questo disegno di far passare lo stato di occupazione, con i suoi delitti e misfatti contro il popolo palestinese, come un qualcosa di “naturale” e, al contempo, di dipingere la resistenza di un intero popolo come il piano criminale di pochi “terroristi”, risulta utile far emergere le voci di chi non ha voce. Le parole di un popolo in lotta, che da decenni resiste con dignità e tenacia, con tutti i mezzi a sua disposizione, contro l'occupazione dello stato di Israele, appoggiato e supportato dai suoi potentissimi alleati, U.S.A. e U.E.
Il lavoro di traduzione dei comunicati del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina vuole essere un nostro piccolo contributo a questo lavoro che costantemente siamo tenuti a portare avanti se vogliamo davvero essere al fianco del popolo palestinese nella sua lotta di resistenza e liberazione.
Fino alla vittoria!
CAU - Napoli
tutti i comunicati potete leggerli integralmente qui:
http://cau.noblogs.org/post/2009/11/19/comunicati-dal-......
tratti da http://www.pflp.ps/english/
traduzioni a cura del Collettivo Autorganizzato Universitario
Le Brigate Abu Alì Mustafah (BAAM) proseguono la resistenza armata, prendendo di mira le forze di occupazione
11 novembre 2009
Giovedì 11 novembre 2009 le Brigate Abu Alì Mustafah, braccio armato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, in un’azione congiunta con le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa [continua…] http://cau.noblogs.org/post/2009/11/19/comunicati-dal-......
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina: l’incontro tra Netanyahu e Obama conferma solo che l’avvicendamento dei presidenti non cambia le politiche imperialiste
10 novembre 2009
In risposta all’incontro di Washington tra il Primo Ministro dell’occupazione Benjamin Netanyahu e il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) sostiene che nessun partito si può fidare dell’imperialismo statunitense [continua…] http://cau.noblogs.org/post/2009/11/19/comunicati-dal-......
Il Compagno Taher: il completo fallimento di Abu Mazen e del processo di Oslo si riflettono nella sua decisione di non ricandidarsi per la ri-elezione
6 novembre 2009
La decisione del Presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas' (Abu Mazen) di non concorrere per la ri-elezione è il riflesso del suo fallimento e del fallimento del “processo di pace” di Oslo che egli rappresenta, ha detto il compagno Dr. Maher al-Taher [continua…] http://cau.noblogs.org/post/2009/11/19/comunicati-dal-......
Oltraggio! L’isolamento di Ahmad Sa’adat è stato prolungato di sei mesi
tratto da: http://www.freeahmadsaadat.org/
22 ottobre 2009 – Mentre in tutta la Palestina e in tutto il mondo continuano le azioni in supporto del leader nazionale Palestinese imprigionato, Ahmad Sa’adat, oggi l’illegittima corte militare di occupazione israeliana in Bir Saba ha prolungato l’isolamento di Sa’adat per altri sei mesi. Agisci oggi per dire che noi non permettiamo che questi abusi continuino!
Ahmad Sa’adat, il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), ha continuato il suo boicottaggio dei tribunali di [continua…] http://cau.noblogs.org/post/2009/11/19/comunicati-dal-......
FPLP: Le dichiarazioni di Abed Rabbo sulla lista elettorale dell'OLP sono false, non corrette ed irresponsabili
5 novembre 2009
Il 5 novembre 2009 un portavoce del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha riferito che le dichiarazioni di Yasser Abed Rabbo, secondo cui tutte le fazioni facenti parte dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) sarebbero [continua…] http://cau.noblogs.org/post/2009/11/19/comunicati-dal-......
L’FPLP: gli Stati Uniti non sono mediatori ma un nemico del popolo Palestinese
4 novembre 2009
Il 3 novembre 2009, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha affermato che l’Autorità Palestinese (AP) e tutti i partiti palestinesi, devono immediatamente porre fine a qualsiasi illusione nei confronti degli Stati Uniti o del suo presidente Barack Obama [continua…] http://cau.noblogs.org/post/2009/11/19/comunicati-dal-......
L'FPLP ricorda il 92esimo anniversario della Dichiarazione Balfour con un appello a resistere all'imperialismo dei nostri giorni
3 novembre 2009
In occasione del novantaduesimo anniversario dell'infame Dichiarazione Balfour, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha rilasciato una dichiarazione sottolineando che questa data è una giornata importante e catastrofica nella storia del popolo palestinese ed arabo, che rende evidente la brutalità e la rapacità dell'imperialismo occidentale. [continua…] http://cau.noblogs.org/post/2009/11/19/comunicati-dal-......
Collettivo Autorganizzato Universitario - Napoli
99 Posse da Brindisi e per Gaza, era il 19 settembre 2009 e Vik scriveva…
Lun, 21/09/2009 - 20:51Il messaggio che accompagna il video dei 99 Posse a Brindisi,19 settembre 2009, dice: “C’era la finanza con i cani antidroga. Non m’era mai capitato a nessun concerto”.
“Immediata la risposta del pubblico con proteste e urla contro le forze speciali che presidiavano e controllavano l’interno e l’esterno del teatro, anche dopo il concerto la gente ha protestato, cantato e urlato slogan contro questa scelta di blindare un concerto il cui scopo era di alto valore morale: raccogliere fondi per la popolazione di uno dei luoghi più sfortunati della Terra e della Palestina: GAZA, la città martirizzata quest’inverno dall’operazione “Piombo Fuso” delle forze armate Israeliane.Pino Marella , uno degli organizzatori della serata di beneficenza ha tenuto a sottolineare che una parte dell’incasso andrà all’ISM INTERNATIONAL SOLIDARIETY MOVEMENT del quale il giornalista italiano Vittorio Arrigoni è uno dei cooperanti presenti da tempo a Gaza”.
Vik, Vittorio Arrigoni, lo annunciava dal suo Blog guerrilla radio, sempre il 19 settembre:
“Dall’Italia fino a Gaza le raffiche di retorica di chi finge cordoglio per giustificare l’occupazione militare in Afghanistan mi hanno riportato alla mente un scritto di qualche tempo fa.L’ambiente differente, ma simile lo scenario.Allora come oggi si cerca di rimescolare le carte, e laddove si esporta la guerra, si convince l’opinione pubblica trattasi d’istallazione di pace, spacciando per pacifisti degli uomini addestrati ad uccidere che in Iraq come in Afghanistan hanno mietuto migliaia di vittime civili.
Restiamo Umani,
Gaza city
Vik
ps
stasera tutti a Brindisi coi 99 Posse!”
e continua…
Oggi 21 settembre, la certezza…
Vittorio Arrigoni è uscito da Gaza. Gaza – Infopal. Alle 16,30 Vittorio Arrigoni, il volontario dell’International Solidarity Movement, è riuscito a uscire dalla Striscia di Gaza. Era arrivato a Gaza, la prima volta ad agosto del 2008, e successivamente a dicembre del 2008.
Confermato tutto dalla mailing list di Ism Italia con il seguente messaggio di Alfredo Tradardi, responsabile in Italia del Movimento di Solidarietà Internazionale: “Questa mattina Vittorio Arrigoni ha fatto il primo tentativo per uscire da Gaza, dopo praticamente un anno. Il tentativo è riuscito, malgrado qui tutto sia imprevedibile in particolare da parte egiziana. Possiamo essere veramente orgogliosi di questo non-eroe, mite, civile e positivo, che è stato un testimone attento, prezioso e umanissimo del terribile massacro che in altre forme è ancora in corso a Gaza.Torneremo con lui a Gaza a fine anno con la marcia internazionale in corso di organizzazione alla quale dobbiamo assicurare una partecipazione italiana molto significativa. Il confine tra Gaza e l’Egitto deve essere aperto.
RESTIAMO UMANI
Alfredo e Diana”
Tra tante lacrime e morti, mi permetto quindi di avere un momento di gioia e non solo musicale, passarvelo…” sono passati quasi 20 anni da Odio Rappresaglia“… inizia a cantare la Voce di Zulù dei 99 Posse, fino a concludere Sono Libero, il testo è lungo, quì è tutto.
Voci dal deserto?
Doriana Goracci
“e la storia è sempre quella non è cambiato niente e mi appartiene la lotta della gente contro quella mente che là spara apertamente”
http://snipurl.com/s102j
video foto e link
Il diritto di leggere ed esistere, a Gaza
Ven, 03/07/2009 - 20:47Una lettera, un comunicato e un appello, il tema è lo stesso, drammaticamente da decenni, ma peggiora, anche per chi esprime e si attiva con la solidarietà: Gaza.
La lettera è stata inviata al Manifesto e Repubblica, non so se l’abbiano pubblicata, nella stessa Luisa di Gaetano proponeva di “inondare le redazioni dei giornali di lettere analoghe per reclamare trasparenza di notizie”.
Poi segue il comunicato stampa e la petizione di Ship to Gaza, tradotto da Mariano Mingarelli, da cui si apprende che “Martedí la flotta israeliana,senza aver ricevuto la minima provocazione ed in modo totalmente illegale , utilizzando una nave cannoniera, ha minacciato ed abbordato una nave civile sulle acque internazionali che era diretta verso Gaza con aiuti e 21 passeggeri di 11 paesi diversi. A bordo c’erano tra gli altri il premio Nobel per la Pace Maired Maguire e l Ex membro del Congresso Cynthia Mc Kinney, ambedue degli Stati Uniti”.
Infine “un atto di solidarietà e di resistenza al blocco israeliano a Gaza che nega l’istruzione ai palestinesi. Secondo l’UNWRA, l’assedio impedisce che l’inchiostro, la carta e altri materiali per l’apprendimento entrino in Gaza”.
Se ce l’avrete fatta fino in fondo, troverete l’ultimo post di Vittorio Arrigoni con un video “How To Kill A Dead Man (Israel as a Terrorist State)”, e nella sua conclusione, come solito “Tifate per i miei compagni, per i diritti umani, per Restare Umani.
Posso solo aggiungere per il diritto di leggere ed esistere, anche a Gaza. Siamo ostinati.
Doriana Goracci
video e link su http://snipurl.com/lpw97
*Mentre la Spirit, nave de movimento Free Gaza, navigava in acque internazionali destinazione il porto di Gaza è stata circondata da navi da guerra israeliane, disabilitati i sistemi di navigazione. A 40 miglia dalla costa è stata obbligata a dirigersi verso un porto israeliano.Tutto l’equipaggio è stato sequestrato. La nave portava farmaci e giocattoli.La nave non ha mai navigato in acque territoriali israeliane. Il comportamento dell’esercito israeliano è fuori legge. Se le navi da guerra dell’Iran agissero come quelle di Israele, quanti articoli a titoli cubitali verrebbero scritti? Non è polemica ma semplice constatazione. Distinti Saluti, luisa di gaetano*
Comunicato stampa 2009-06-30
DaShip to Gaza
www.shiptogaza.se
Israele si dedica alla pirateria
Dov’è la UE? Dov’è l’ONU? Perché tace il ministro degli Esteri Carl Bildt?
Martedí la flotta israeliana,senza aver ricevuto la minima provocazione ed in modo totalmente illegale , utilizzando una nave cannoniera, ha minacciato ed abbordato una nave civile sulle acque internazionali che era diretta verso Gaza con aiuti e 21 passeggeri di 11 paesi diversi. A bordo c’erano tra gli altri il premio Nobel per la Pace Maired Maguire e l
Ex membro del Congresso Cynthia Mc Kinney, ambedue degli Stati Uniti. La nave era salpata dalla città portuale di Cipro Larnaca con aiuto umanitario sotto forma di medicine, giocattoli, materiale di costruzione e alberi di ulivo. Prima della partenza la nave era stata ispezionata ed era stato dato il consenso dalle autorità cipriote. Malgrado questo la nave è stata abbordata ed i passeggeri sequestrati benché non fossero diretti né stessero traversando il territorio israeliano. Si tratta di una chiara infrazione contro il diritto internazionale.
”Questo è assolutamente inaccettabile e si deve considerare un atto di pirateria”, dichiara Dror Feiler, presidente dell’associazione European Jews for a just peace e attivo nell’associazione Ship to Gaza. Ship to Gaza sta pianificando, con l’aiuto dei movimenti popolari svedesi, un’azione analoga con una nave di maggiori dimensioni che consegnerà aiuti alla popolazione isolata e bisognosa di aiuto di Gaza. Martedï alcuni dei rappresentanti dell’associazione, tra i quali il professor Mattias Gardell dell’Università di Uppsala e Dror Feiler avevano presentato questo progetto al congiunto di politici riuniti a Visby durante la settimana di Almedalen.
Noi di Ship to Gaza chiediamo che il governo svedese agisca in modo vigoroso nella UE e nell’ONU per garantire che Israele rispetti il diritto internazionale e smetta la sua attività di pirateria. La crisi acuta di Gaza è stata creata per motivi politici. Mediante il suo blocco illegale Israele ostacola l’aiuto della comunità internazionale.
Persone di contatto per Ship to Gaza: Dror Feiler Dr Stellan Vinthagen dror@comhem.se stellan.vinthagen@gmail.com
Domanda il rilascio di Cynthia McKinney, dello Spirito di Umanità, di tutti gli operatori ausiliari e degli approvvigionamenti, ORA! La notte scorsa, le Forze di Occupazione Israeliane hanno attaccato e poi sono saliti a bordo della imbarcazione del Movimento di Gaza Libera, lo “Spirit of Humanity”, sequestrando 21 attivisti per i diritti umani provenienti da 11 nazioni, compreso il premio Nobel Mairead Maguire e l’ex parlamentare del Congresso U.S. Cynthia McKinney. I passeggeri e l’equipaggio sono stati trascinati a forza in Israele. La confisca delle forniture umanitarie e il trasferimento forzato degli operatori per i diritti umani è un ATTO DI PIRATERIA, un crimine, secondo la legge internazionale. Quando l’imbarcazione è stata attaccata, essa non si trovava in acque israeliane e stava svolgendo una missione di carattere umanitario per Gaza. L’attacco israeliano, deliberato e premeditato, di un battello disarmato in acque internazionali è una lampante violazione del diritto internazionale.
Il governo U.S. e la corporazione dei mezzi di informazione hanno ampiamente ignorato o nascosto questo fatto a causa del razzismo nei confronti di Cynthia McKinney e del popolo palestinese. Spetta a noi farci sentire.
Secondo un comunicato rilasciato ieri dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, i palestinesi che vivono a Gaza sono “prigionieri della disperazione”. Migliaia di abitanti di Gaza le cui case furono distrutte nel passato durante il massacro israeliano di dicembre/gennaio sono ancora senza riparo nonostante le promesse di aiuti per quasi 4,5 miliardi di dollari, perché Israele si rifiuta di permettere l’ingresso nella Striscia di Gaza di cemento e di altro materiale per le costruzioni. Il rapporto fa notare anche che gli ospedali hanno difficoltà nel soddisfare le necessità dei loro pazienti per l’interruzione delle forniture sanitarie da parte di Israele.
Questa azione terroristica messa in atto dall’esercito di occupazione israeliano nei confronti di un’imbarcazione disarmata è un evidente tentativo di far rifuggire la gente dalla possibilità di dimostrare solidarietà al popolo di Gaza. Dobbiamo agire ora! Si riporta qui come si può essere di aiuto:
1) Sottoscrivi la petizione via internet - http://www.iacenter.org/palestine/gazashippetition
2) Fatti sentire – invia questo messaggio nelle tue mailing list, inoltralo via Facebook&Myspace, etc……
3) Scendi in strada! Organizza delle proteste locali di emergenza in solidarietà con il popolo di Gaza e per richiedere il rilascio di tutti quelli che sono stati rapiti dalle forze di occupazione israeliane
4) Sostieni la carovana in aiuto di Gaza! Oltre all’attuale progetto di Free Gaza , un’altra carovana di aiuti ,Viva Palestina, partirà dagli U.S. il prossimo 4 luglio guidata dal parlamentare britannico Gorge Galloway e dal veterano della guerra del Viet Nam, Ron Kovic, costituita da centinaia di persone provenienti dagli Stati Uniti.
5) Telefona ai mezzi di informazione. La corporazione dei mezzi di informazione degli U.S. ha completamente ignorato o tenuto nascosto quanto accaduto a causa del razzismo nei confronti di Cynthia McKinney e del popolo palestinese. Telefona ai mezzi di informazione – insisti perché non occultino questo atto criminale compiuto dall’esercito di occupazione israeliano.
Petizione: [la versione originale è ovviamente in inglese. Sotto viene riportata la traduzione in italiano]
Sottoscrivila via internet all’indirizzo: http://www.iacenter.org/palestine/gazashippetition
Al Presidente, Barak Obama, alla Segretaria di Stato, Hillary Clinton, al Vice-Presidente, Joe Biden, ai leader del Congresso, al Presidente dell’Assemblea Generale delle U.N. d’Escoto-Brockman, al Segretario Generale delle U.N. Ban, ai membri del Consigli di Sicurezza delle U.N., al Presidente, Primo Ministro, ai leader del Consiglio dei Ministri e dell’Opposizione di Israele.
cc: ai Rappresentanti dei mezzi di informazione principali, alla Croce Rossa Internazionale
CHE VENGA RILASCIATO IMMEDIATAMENTE LO “SPIRIT OF HUMANITY” CON TUTTI I SUOI PASSEGGERI E SIA PERMESSO LORO DI PORTARE A TERMINE LA MISSIONE UMANITARIA A GAZA! CHE CESSI SUBITO L’ASSEDIO DI GAZA!
Sono indignato per le azioni compiute dall’esercito di occupazione israeliano in quanto ha assalito ed ha abbordato l’imbarcazione del “Free Gaza Movement”, lo “Spirit of Humanity”, sequestrando 21 attivisti per i diritti umani provenienti da 11 nazioni, compreso il premio Nobel Mairead Maguire e l’ex deputato al Congresso degli U.S. Cynthia McKinney, trascinando passeggeri ed equipaggio a forza in Israele. Oltre a ciò sono indignato del fatto che Israele abbia sequestrato tonnellate di medicine, così come giocattoli ed alberi di ulivo che erano sull’imbarcazione.
Richiedo che l’imbarcazione, i passeggeri e l’equipaggio siano immediatamente rilasciati e che sia permesso loro di proseguire per portare a termine la loro missione di aiuto umanitario a Gaza. Come ha detto l’ex rappresentante al Congresso U.S. e Candidata Presidenziale nel 2008 Cynthia McKinney, “Ciò che è avvenuto è una violazione oltraggiosa del diritto internazionale. La nostra imbarcazione non era nelle acque israeliane e noi eravamo una missione di diritto umanitario che si stava dirigendo verso la Striscia di Gaza . Il Presidente Barak Obama aveva appena detto ad Israele di fare entrare materiale di tipo umanitario e per la ricostruzione, e proprio questo era ciò che noi cercavamo di fare. Noi chiediamo alla comunità internazionale di richiedere il nostro rilascio in modo tale da poter riprendere il nostro viaggio.” Secondo una relazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa rilasciata il 29 giugno, i palestinesi residenti a Gaza sono “prigionieri della disperazione”. Migliaia di abitanti di Gaza le cui case vennero distrutte tempo fa durante il massacro israeliano di dicembre/gennaio se ne stanno ancora senza alcun riparo nonostante le promesse di aiuti per quasi 4,5 miliardi di dollari, perché Israele si rifiuta di far entrare nella Striscia di Gaza cemento e altro materiale da costruzione. Il comunicato riferisce anche che gli ospedali hanno difficoltà a soddisfare le necessità dei loro pazienti a causa dell’interruzione da parte di Israele dei rifornimenti sanitari. “Il materiale che stavamo portando rappresenta un simbolo di speranza per il popolo di Gaza, speranza che la via marittima possa venire aperta per loro e che loro possano trasportare i loro stessi materiali per cominciare a ricostruire scuole, ospedali e le migliaia di case che sono state distrutte durante l’offensiva “Piombo fuso”. la nostra missione è un segno rivolto al popolo di Gaza per dire che noi ci sentiamo vicini a loro e che loro non sono soli” ha detto la compagna di viaggio Mairead Maguire, vincitrice del Premio Nobel per la Pace per il lavoro da lei fatto nell’Irlanda del Nord. Poco prima di essere sequestrati dagli israeliani, Huwaida Arraf, presidente del Free Gaza Movement e co-coordinatore della delegazione in questo viaggio, aveva precisato che: “Nessuno avrebbe la possibilità di credere che il nostro piccolo battello costituisca una minaccia per Israele. Noi trasportiamo materiale sanitario e per la ricostruzione e giocattoli per bambini. I nostri passeggeri comprendono un premio Nobel per la Pace e un ex rappresentante del Congresso U.S.. Il nostro battello era stato ispezionato e aveva ottenuto un’ autorizzazione per la sicurezza da parte delle Autorità del porto cipriota dal quale siamo partiti e mai in nessun momento noi ci siamo avvicinati alle acque israeliane.” Arraf ha proseguito,”L’attacco israeliano deliberato e premeditato al nostro battello disarmato è una evidente violazione del diritto internazionale e noi chiediamo il nostro rilascio immediato ed incondizionato.”
Io richiedo che l’Amministrazione Obama agisca immediatamente per protestare contro la violazione del diritto internazionale, per ottenere il rilascio dell’imbarcazione e di coloro che sono stati sequestrati, la cui lista è riportata in fondo, per garantire l’accesso a Gaza di missioni di sostegno umanitario come quella dello “Spirit of Humanity” e della missione di aiuto umanitario “Viva Palestina” in arrivo guidata dal parlamentare britannico Gorge Galloway e dal veterano della guerra del Viet Nam Ron Kovic alla quale partecipano centinaia di cittadini provenienti dagli Stati Uniti. La missione Viva Palestina è in programma che il 4 luglio parta da New York City diretta a Gaza. Inoltre chiedo all’Amministrazione Obama che operi immediatamente per far finire immediatamente il brutale assedio, il blocco e l’occupazione di Gaza. Vengano rilasciati ORA lo Spirit of Humanity , tutti i seguenti attivisti per i diritti umani e l’equipaggio: [SEGUE L'ELENCO DELLE PERSONE SEQUESTRATE]
(traduzione di mariano mingarelli)
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“L’istruzione è un diritto. Eppure, nel corso della storia, le società hanno usato l’accesso all’istruzione come arma di oppressione. Noi ci rifiutiamo di lasciare che Israele blocchi il desiderio di sapere dei nostri studenti.
Accogliamo l’opportunità di lavorare con Free Gaza e altri per rompere l’assedio contro la più grande risorsa del nostro popolo”. — Dr. Haidar Eid, professore presso l’Università di Al-Aqsa
Informazioni sulla campagna
In collaborazione con l’Università di Al-Aqsa, il Free Gaza Movement lancia la campagna “Il diritto di leggere” che si avvarrà delle navi Free Gaza per fornire libri e altri materiali fomativi alle università in tutta la Striscia di Gaza occupata.
Questa non è un azione di carità. Piuttosto si tratta di un atto di solidarietà e di resistenza al blocco israeliano a Gaza che nega l’istruzione ai palestinesi. Secondo l’UNWRA, l’assedio impedisce che l’inchiostro, la carta e altri materiali per l’apprendimento entrino in Gaza.
La nostra prima spedizione sarà inviata con la flotta Free Gaza ‘Summer of Hope’ diretto a Gaza a luglio.
Come aiutarci
La nostra campagna invita tutti ad unirsi a noi in questa azione ‘persona a persona’, contribuendo uno o più libri alla nostra spedizione, come un’espressione di resistenza contro il blocco. Inoltre, questa campagna consente alle istituzioni in tutto il mondo di sostenere il ‘diritto all’istruzione’ dei palestinesi donando copie dei libri universitari, nuovi o usati, da consegnare tramite il Free Gaza Movement alle università nella Striscia di Gaza.
È anche possibile dare un contributo economico per l’acquisto dei libri e per le spese di spedizione a Cipro oppure è possibile inviare libri nuovi o usati da spedire a Gaza con il prossimo viaggio della nave.
Inoltre, le istituzioni accademiche che sono disposte a dare accesso alla propria biblioteca online alle università di Gaza, sono pregate di segnalarcelo.
Contributi economici
http://www.freegaza.org/en/join-in/donate
Donazioni per la campagna ‘Il diritto di leggere’ verranno utilizzati per acquistare i libri e per coprire le spese di spedizione per i libri che sono pervenuti al Free Gaza da siti diversi da Cipro. Si prega di indicare “Right to Read” nel campo commento al fine di garantire che i fondi vengano utilizzati per questa campagna.
Invio dei libri
La campagna ‘Il diritto di leggere’ accetta tutti i libri nuovi o usati per la spedizione. Per ordinare i libri (tramite Amazon), si prega di far riferimento alle liste compilate dalle università di Gaza:
* da Amazon nel Regno Unito: http://tinyurl.com/ktpowg
* da Amazon negli Stati Uniti: http://tinyurl.com/n5t2j4
Per la spedizione, basta indicare nell’ordine l’indirizzo di seguito del centro di raccolta Free Gaza più vicino:
Cipro:
Free Gaza Movement
Digenthios and Avgousta Court
Nigrid Street 6018 Apt. 203
Larnaca, CYPRUS
Stati Uniti:
Free Gaza US Collection Site
PO Box 5772
Rockville, MD 20855
Per maggiori informazioni
Per ulteriori informazioni riguardanti la campagna ‘Il diritto di leggere’,
si prega di contattare uno dei seguenti coordinatori:
Dina Kennedy: dkennedy [at] freegaza.org
Darlene Wallach: Darlene [a] freegaza.org
Dal blog di Vittorio Arrigoni
Oggi un edificio danneggiato dai bombardamenti israeliani dello scorso gennaio, è collassato a Est di Gaza, seppellendo sotto 4 persone, una delle quali è morta.
Sono 21000 gli edifici distrutti e danneggiati dall’offensiva israeliana “piombo fuso”, e ancora non si vede ombra di ricostruzione.
Questo per volontà criminale d’Israele che non permette il passaggio di materiali fondamentali per la ricostruzione come cemento, ferro e vetro.
I miei amici del FGM stanno navigando verso di con alcuni di questi materiali, oltre a molti attivisti per diritti umani, profughi palestinesi, un premio nobel per la Pace e parlamentari. Domani li aspetteremo alle 14 al porto di Gaza city.
Sperando che nella nottata la marina israeliana non si macchi di pirateria, come quotidianamente fa assalendo i rudimentali pescherecci palestinesi e impedendo ai pescatori di sopravvivere nel loro legittimo spazio marino.
Tifate per i miei compagni,
per i diritti umani,
per Restare Umani.
Vittorio Arrigoni
blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/ (Come attivisti per i diritti umani dell’ISM non percepiamo alcuno stipendio, resistiamo a Gaza grazie alla generosità di chi ci sostiene e ritiene determinante la nostra presenza in queste lande insanguinate. Se potete, donate : GUERRILLAINGAZA@GMAIL.COM
NOA: LA PROTESTA DI "UN PONTE PER..."
Ven, 03/07/2009 - 14:36L'associazione "Un ponte per..." ha deciso di chiudere il proprio banchetto, presente sin dall'inizio all'interno del festival di Villa Ada, "in segno di protesta verso le posizioni di Noa sulla guerra a Gaza". Gli attivisti dell'associazione volantineranno all'interno ed all'esterno del festival durante il concerto della cantante israeliana.
NOA: BUSINESS AS USUAL
Gio, 02/07/2009 - 10:11Non credo che l’ARCI abbia organizzato il concerto di Noa a Villa Ada per fare propaganda filoisraeliana. Penso che la situazione sia anche peggiore, nel senso che l’ARCI si è ridotta ad essere una macchina da soldi, per cui tutto quello che produce profitto va bene, compresa una stornellatrice guerrafondaia come Noa. Altrimenti, come si potrebbe spiegare l’oscenità di un festival sul cui sito promozionale campeggia una bandierina della pace e che ospita una che ha plaudito pubblicamente al più feroce massacro degli ultimi tempi?
Lo stesso discorso vale per gli artisti cosiddetti impegnati, compresi quelli che vanno tanto di moda a sinistra, anche nei centri sociali, artisti per i quali pace e giustizia sono argomenti buoni per qualche canzoncina, ma poi quello che conta è un buon contratto e una bella tournèe, non importa se in pessima compagnia.
E che dire, infine, dei tanti giovanotti che riducono il loro essere “alternativi” al gonfiarsi di birra e di fumo ed al ciondolare ritmicamente al suono di qualche musichetta?
Il discorso è lungo, ma da qualche parte si dovrà pur cominciare. Penso che alzare la voce contro una truffa come quella di spacciare per pacifista una trombettiera della guerra sia un buon inizio. Magari, l’ARCI imparerà la lezione.
ORGANIZZIAMO IL BOICOTTAGGIO DEL CONCERTO DI NOA
Lun, 29/06/2009 - 22:50RIUNIONE A ROMA MERCOLEDI' 1 LUGLIO PER IL CONCERTO DI NOA
Per decidere le iniziative contro la voce di morte a Villa Ada
Il Forum Palestina invita tutti i comitati e le associazioni di solidarietà con il popolo palestinese a partecipare alla riunione che si terrà mercoledì 1 luglio, alle 18.00, in Via Giolitti n. 231 per decidere insieme le iniziative contro il concerto della cantante israeliana guerrafondaia Noa. Il concerto è previsto per venerdì 3 luglio, nell'ambito del festival di Villa Ada organizzato dall'ARCI.
UNA VOCE DI MORTE A VILLA ADA
Ven, 26/06/2009 - 19:28NON UNITE LA VOSTRA VOCE A QUELLA DI NOA,
UNA VOCE DI MORTE AL FESTIVAL DI VILLA ADA
Lettera aperta
Cari artisti,
a gennaio, mentre i bombardieri, le navi da guerra e l’artiglieria israeliana rovesciavano sulla povera gente di Gaza migliaia di tonnellate di bombe, missili e fosforo bianco, Noa fece pubblicare una sua “lettera aperta” ai Palestinesi in cui scriveva: “Io so che nel profondo del vostro cuore desiderate la morte di questa bestia chiamata Hamas che vi ha terrorizzato e massacrato, che ha trasformato Gaza in un cumulo di spazzatura fatto di povertà, malattia e miseria”. Aggiungendo poi: “Posso soltanto augurarvi che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve esser fatto, e vi sbarazzi definitivamente da questo cancro, questo virus, questo mostro chiamato fanatismo, oggi chiamato Hamas. E che questi assassini scoprano quanta poca compassione possa esistere nei loro cuori e cessino di usare voi e i vostri bambini come scudi umani per la loro vigliaccheria e i loro crimini”.
L’augurio di Noa è stato esaudito, l'esercito israeliano si è "sbarazzato" di 1500 palestinesi, fra cui 400 bambini, fra cui oltre 100 donne, provocando anche più di 5000 feriti e riducendo Gaza a un cumulo di macerie.
Alla lettera di Noa ha splendidamente risposto il regista Udi Aloni, scrivendo a Noa: “Cara Achinoam Nini (è il vero nome di Noa), ho scelto di rispondere a te e non all'intera destra rabbiosa, perché credo che il tradimento del campo della pace superi il danno causato dalla destra di migliaia di volte. (...) Tu ruoti gli occhi, usi le tue parole d'amore al servizio dei tuo popolo conquistatore e chiedi ai Palestinesi di arrendersi con voce tenera. Tu dai ad Israele il ruolo di liberatore. Ad Israele - che, per oltre 60 anni, li ha occupati e umiliati.” E ancora: “Abbiamo coperto i loro cielo con i jet da combattimento, svettanti come angeli dell'inferno e seminando morte a caso. Di quale speranza stai parlando? Abbiamo distrutto ogni possibilità di moderazione e di vita in comune nel momento in cui abbiamo saccheggiato la loro terra, mentre eravamo seduti con loro al tavolo del negoziato. Possiamo avere parlato di pace, ma li abbiamo derubati anche degli occhi. Essi volevano la terra
data loro dal diritto internazionale, e noi abbiamo parlato in nome di Dio.”
Oggi, dopo i 1.500 morti e gli oltre 5.000 invalidi provocati dall’operazione Piombo Fuso, la Striscia di Gaza è ancora assediata, è ancora impedito l’ingresso degli aiuti umanitari, non è ancora possibile iniziare a ricostruire le immani distruzioni provocate da quel “lavoro” che Noa tanto augurava.
Per questi motivi, il concerto di Noa a Villa Ada è una vergogna, e il fatto che sia stato organizzato all’insegna della pace e dell’incontro fra mondi diversi è un vergognoso inganno.
Se quegli ideali vi stanno a cuore, vi chiediamo di esprimere il vostro dissenso al Comune di Roma, alla Regione Lazio, all’ARCI e agli altri organizzatori e sponsor della manifestazione, per non essere vittime o complici di una ignobile speculazione sulla pelle di un intero popolo, il popolo palestinese, che vede negato da più di sessanta anni il proprio diritto alla vita, alla terra ed alla libertà.
Forum Palestina – Campagna Italiana per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS)
www.forumpalestina.org – www.boicottaisraele.it
DOCUMENTATO PER LA PRIMA VOLTA L’UTILIZZO DI MICRO TUBI DI CARBONIO PER COSTRUIRE ARMI NON CONVENZIONA
Dom, 07/06/2009 - 11:11INCHIESTE a cura di Maurizio Torrealta
Rainews24 - in onda Giovedi 4 Giugno ore 23,33
“Ho esaminato le immagini gli spettri e le tabelle dei campioni che avete preso a Gaza dopo la recente guerra e mostrano con molta chiarezza che sono state utilizzate in quel posto delle armi basate su nano sistemi e questa è una delle prime prove evidenti che i nano sistemi soprattutto i nano tubi a carbonio possono essere utilizzati con efficacia distruttiva molto forte. A mia conoscenza è il primo caso sperimentato sul campo durante un atto bellico.” Così ha commentato il Prof. Alberto Breccia Fratadocchi membro del Comitato Scientifico dell’organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) , le analisi dei campioni delle armi misteriose usate a Gaza nell’ ultimo conflitto.I campioni sono stati raccolti dal documentarista Manolo Lupicchini per la trasmissione di Ricardo Iacona “Presadiretta” e portati ai laboratori dell’ università di Ferrara per essere analizzati. Le analisi sono terminate qualche settimana fa ed ora è la redazione Investigativa di Rainews24 e riprendere il percorso dell’inchiesta con approfondite interviste sui risultati delle analisi e sulle caratteristiche delle ferite misteriose incontrate dai medici che hanno operato allo Shifa Hospital a Gaza . Due medici norvegesi, il Dott Erich Fosse il Dott Gilbert Mads, che hanno operato in quell’ospedale durante il conflitto, raccontano di aver spesso trattato arti inferiori mutilati all’ altezza del femore senza tracce di frammenti di metallo o proiettili ,con una insolita morfologia del tessuto organico che appare cauterizzato e non risponde alle cure.Le analisi presso i laboratori dell’ università di Ferrara dei 3 frammenti degli ordigni misteriosi hanno mostrato :una lega di metalli, una agglomerato di fosfati fusi, e un frammento di Carbonio. E’ quest’ultimo, ad un’analisi microscopica, ha rivelato la presenza di micro tubi di carbonio, cavi , sui quali sono state rilevate sostanze chimiche , in particolare magnesio. Il caricamento di micro tubi di carbonio, secondo il Prof. Alberto Breccia aumenterebbero fino 5 volte la potenza del materiale chimico, riducendo il peso dell’ ordigno.L’ordigno secondo le testimonianze raccolte, viene sganciato da aerei teleguidati ed è in grado di colpire con estrema precisione aree di pochi metri, all’interno dei quali ha conseguenze letali, senza creare danni collaterali nelle aree circostanti.Nell’inchiesta vengono fatte ipotesi sul funzionamento delle diverse nuove armi usate nel conflitto e sui sofisticati processi fisici che vengono utilizzati, ma la caratteristica comune di questi nuovi ordigni, è quella di utilizzare micro tubi di carbonio caricati di sostanze chimiche e questo fatto potrebbe essere interpretato come
una violazione del trattato internazionale del 1993 e delle integrazione del 1997, che proibisce l’uso di armi chimiche
[Israele] NON COLLABORIAMO CON INCHIESTA ONU SU GAZA
Ven, 29/05/2009 - 15:15Gerusalemme, 29 mag. (Adnkronos/Dpa)- Israele non intende collaborare con la missione Onu che indagherà su eventuali crimini di guerra commessi durante l'operazione militare a Gaza «piombo fuso». «Questo comitato ha ricevuto istruzioni per trovare Israele colpevole in ogni caso e non ha senso collaborare con questa pagliacciata», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Yigal Palmor all'agenzia stampa tedesca Dpa. La risoluzione del Consiglio Onu sui Diritti Umani che ha approvato il mandato della missione «è profondamente prevenuta», ha detto Palmor , sottolineando che è stata decisa un'inchiesta solo sulle presunti violazioni israeliane, ignorando le responsabilità di Hamas. La risoluzione fu approvata in gennaio con 33 voti a favore, uno contrario e 13 astensioni. Intanto la commissione diritti umani ha annunciato oggi a Ginevra che la missione di quattro persone, guidata dal procuratore sudafricano Richard Goldstone, partirà questo fine settimana per il Medio Oriente. Goldstone aveva già annunciato di voler portare a termine il suo compito, con o senza la collaborazione d'Israele. E aveva detto che se non potrà entrare a Gaza da Israele, tenterà di farlo dall'Egitto.
GAZA. Il genocidio e il silenzio
Mer, 13/05/2009 - 10:27Roma, mercoledi 13 maggio proiezione e presentazione di: "GAZA. Il genocidio e il silenzio"
Le immagini della delegazione del Forum Palestina che ha rotto l'embargo contro la Striscia di Gaza.
Il documentario verrà proiettato in anteprima mercoledì 13 maggio, alle 18.00, ai Magazzini Popolari Casalbertone, in Via Baldassarre Orero n. 61