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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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Comunicati

Comunicato dell'assemblea aperta cittadina. Verona.

autore:
assemblea aperta cittadina
Sommario:
comunicato

Si lotta e si crea anche per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l'aria che si respira, come ha fatto Nicola. Skate: ebrezza e surf dell'anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.

Gruppi culturali, teatrali, musicali, associazioni sociali, migranti, individualità, giovani e meno giovani, con esperienza politica e no. Nella sala Lucchi colma di persone, si è svolta l'assemblea aperta cittadina per la promozione della manifestazione del 17 maggio. Molti gli interventi, le proposte, le idee, le riflessioni. Un esempio di comunicazione e informazione che si alimentano per formare socialità diffusa e un'etica fatta di memoria, immaginazione e concretezza. Ricordare Nicola, non permettere che la sua vita e il suo assassinio siano dimenticati, questo il sentimento più diffuso negli interventi. Da qui le molte proposte, come la posa di una targa commemorativa a Porta Leoni e l'intitolazione di un centro giovanile/biblioteca. Il corteo sarà aperto, comunicativo, partecipato, in cui la città parlerà con la città, le identità si meticceranno con Verona, perchè è con la solidarietà e la relazione che può nascere una nuova sensibilità.

Per sconfiggere l'intolleranza, il razzismo, la discriminazione è necessario far appello alla coscienza civile di Verona e alla sua capacità di autocritica come atto d'amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E' necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere, culture innovative e non sottomesse, valorizzare le esperienze di gestione reticolare dal basso, le diversità di genere e di desiderio, di molteplicità di orientamento e identità (glbtq), la lotta accanto ai migranti e contro la guerra, l'impegno per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del lavoro, per il diritto alla casa, la creazione di mercati autogestiti (terra/ambiente/produzione/rivoluzione dei consumi). Una nuova sensibilità ha bisogno di creare in maniera cooperativa forme e strumenti di comunanza, dall'aria all'acqua fino alla produzione informatizzata e alle reti.
"C'è fascismo in ogni buca" ci suggeriscono Gilles Deleuze e Felix Guattari. Usciamo all'aperto quindi, fuori dalle logiche gerarchiche, di appartenenza, di potere e di micropotere, per creare una nuova sensibilità non autoritaria.

Assemblea aperta cittadina di Verona

COMPRARE LE AZALEE DELL’AIRC SIGNIFICA FINANZIARE LA VIVISEZIONE.

L'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, raccoglie fondi per i propri progetti con la vendita delle azalee.
Parte di questi fondi, pero', vengono usati per finanziare la vivisezione, vale a dire esperimenti su animali nei quali viene indotta una malattia artificiale, quindi molto diversa da quella che si genera spontaneamente, ed in piu' in una specie molto diversa dalla nostra.

"Ma al giorno d'oggi non è piu' ammissibile sprecare tempo, risorse, soldi, in una pratica obsoleta e antiscientifica.
Per aiutare davvero i malati, occorre far cessare questo spreco, e l'unico modo che abbiamo per far cambiare comportamento alle associazioni che finanziano la vivisezione è evitare di sostenerle fino a che non cambiano", dichiarano i promotori di NoVivisezione. org, il portale italiano dell'antivivisezionismo.
E per questo invitano a scegliere per le donazioni solo le associazioni che non finanziano la sperimentazione animale, e a parlare di questa situazione con quante piu' persone possibile, invitando anche loro a non fare donazioni a chi finanzia questa pratica.
I medici antivivisezionisti partono dalla semplice ed oggettiva constatazione che gli animali non sono modelli sperimentali adatti all'uomo, perché troppo diversi da noi.
Ogni specie animale è infatti biologicamente, fisiologicamente, geneticamente, anatomicamente molto diversa dalle altre e le estrapolazioni dei dati tra una specie e l'altra sono impossibili. I veri progressi della medicina si sono sempre avuti grazie a osservazioni cliniche, a studi epidemiologici, a innovazioni tecnologiche (quali l'invenzione del microscopio, dei moderni strumenti di diagnosi, ecc.).
In particolare, per quanto riguarda il cancro, dato un certo composto chimico il tipo di tumore che genera sarà nell'uomo e nelle altre specie.
La benzedrina, per esempio, causa tumore alla vescica negli umani, tumore al fegato nei criceti, e tumori alle orecchie nei ratti.
La storia dello studio del cancro (come del resto accade per lo studio di tutte le altre malattie) è costellata di casi in cui sono state compiute importanti scoperte cliniche (cioè dall'esame da parte dei medici di esseri umani malati, o dalle autopsie) o epidemiologiche (cioè dallo studio di larghe fasce di popolazione), scoperte che si e' poi voluto "validare" sugli animali da laboratorio. Riproponendole così, nei casi in cui in qualche specie si riusciva a riprodurre lo stesso risultato, come "scoperte dovute alla ricerca su animali".
Negli altri casi, ritardando semplicemente l'applicazione di tali scoperte, e causando così danni enormi al progresso medico.
Per esempio, i topi vanno molto soggetti ai tumori alle ghiandole mammarie, al fegato, alla pituitaria, alla tiroide, ai polmoni e al sistema linfatico, e vengono dunque usati come modello per lo studio di questo genere di tumori nell'uomo.
Ma anche se sono localizzati nelle stesse regioni, non sono lo stesso cancro. Inoltre, nei topi l'incidenza di questi cancri è così alta che è difficile stabilire se è stato il prodotto chimico sotto test a causare il cancro o se si è formato spontaneamente.
Viceversa, altri tumori comuni nell'uomo, come quelli alla prostata, al colon, al retto, sono rari nei roditori, e quindi è molto difficile per i ricercatori riprodurli negli animali, e quando ci riescono si sviluppano tumori molto diversi. Ad esempio, il tumore al colon uccide i ratti per ostruzione del colon stesso.
Negli uomini esso uccide per metastasi in tutte le altre parti del corpo.
Il tumore all'intestino, nel ratto, di solito non si diffonde, è l'intestino tenue a essere colpito, mentre negli umani è molto più frequentemente colpito il colon. Nonostante queste enormi differenze tra specie, entrambi questi tipi di cancro vengono chiamati "cancro al colon", e si investono miliardi per i test sui ratti per ottenere informazioni che mai potranno essere applicate all'uomo.
Concludono i volontari antivivisezionisti: "Per maggiori informazioni sulla non scientificita' della vivisezione e sulla non opportunita' di sostenere le associazioni che la praticano, vi invitiamo a visitare il nostro sito,
www. novivisezione. org,
in particolare la pagina dell'iniziativa 'Per una ricerca di base senza animali'".

Comunicato per la manifestazione di Verona

autore:
Gruppo Anarchico Carlo Cafiero - FAI Roma | Corrispondenze Metropolitane "roma" | Collettivo Autonomo-Libertario liberidiamare | Vomitoarcobaleno | Circolo libertario Ternano "Carlotta orientale"

Comunicato di adesione alla manifestazione antifascista del 17 marzo a Verona

Rabbia e dolore hanno seguito la notizia dell'ennesima morte per mano fascista.
Nicola Tommasoli è stato assassinato la notte del 1° maggio nel centro di Verona, da una squadraccia di 5 neofascisti.
E' questa la verità, nonostante gli innumerevoli tentativi di mistificazione e copertura, messi in atto dallo stato e dal suo tentacolare apparato.

Le forze dell'ordine sempre pronte a chiudere gli occhi, la magistratura che avvalla le tesi più comode, la chiesa cattolica impegnata quotidianamente nel diffondere grettezza clericofascista, i giornali asserviti, i politici corrotti nascosti dietro la loro ipocrita indignazione, completano la schiera di chi vuole soffocare
l'antifascismo e le lotte sociali riducendoli ad una questione di ordine pubblico.

Tutti loro sono responsabili del retroterra di intolleranza che ha permesso la progressiva diffusione del razzismo, della xenofobia, dell'omofobia e dell'odio verso qualsiasi diversità e che ha portato alla vergognosa deriva securitaria sbandierata da destra a sinistra, che ha come unico obiettivo quello di "assicurare" che nulla cambi.

E' in questo quadro che i neofascisti oggi come in passato svolgono il loro sporco ruolo di braccio armato, sempre pronto a servire
ciecamente l'interesse del potere.

Non vogliamo delegare il nostro essere antifascisti ed antiautoritari al mondo della politica, complice con la sua "equidistanza", del clima di intolleranza che ormai si respira, né delegarlo alle forze dell'ordine troppo spesso complici o conniventi con le scorribande squadriste.
Non possiamo delegare il nostro antifascismo ai mandanti delle infamie fasciste.

Per tutti questi motivi il 17 Maggio saremo nelle strade di Verona a manifestare contro il neo-nazifascismo che nel 2008 a Verona come in tutta Italia continua ad uccidere.
Ma il nostro antifascismo non termina in questa giornata, affiora ogni giorno nell'autorganizzazione delle lotte e nelle attività nei quartieri che viviamo, per ribadire quotidianamente con la nostra presenza, che nessuna agibilità deve esserci per i fascisti.

La nostra voglia di libertà è più forte della loro infamia!

Gruppo Anarchico Carlo Cafiero - FAI Roma | Corrispondenze Metropolitane - Roma | Collettivo Autonomo-Libertario liberidiamare | Vomitoarcobaleno | Circolo libertario Ternano "Carlotta orientale"

Solidarieta' Militante

Dopo l'assassinio di Nicola a Verona siamo costretti a registrare ancora vili violenze da parte dei sempre più impuniti fascisti, liberi di scorazzare indisturbati per le nostre città dando la caccia all'immigrato, all'omosessuale, al comunista o a chicchessia. Offriamo la nostra solidarietà militante alle compagne e ai compagni dell'Assemblea No Fly per l'aggressione subita; crediamo che la migliore risposta a questa feccia l'abbia già data la gente che ha partecipato massicciamente al corteo del 10. Occorre sempre più sviluppare lotte reali che sottraggano agibilità a questi vigliacchi che i padroni ripropongono a proprio uso e consumo ogni qual volta hanno bisogno di un braccio armato per imporre politiche affamatrici alle classi popolari.

PER SEMPRE CONTRO IL FASCISMO
PER SEMPRE CONTRO IL SESSISMO
PER SEMPRE CONTRO IL CAPITALISMO

NUCLEO STUDENTESCO METROPOLITANO (Napoli)

1.05.08, Verona. "La storia di tutti noi"

autore:
antifascist* sempre
Sommario:
Iniziative e partenza per il corteo del 17 Maggio a Verona

Esattamente come quasi due anni fa, un ragazzo smette di vivere. Per noi è stato Renato, ammazzato fuori da una dance hall reggae sul litorale di Roma, ammazzato a coltellate perché considerato diverso, compagno, rosso. Oggi è Nicola, ammazzato di botte in una strada del centro di Verona; stesse mani, poco più che adolescenti, di un gruppetto di ragazzini cresciuti nella cultura fascista e razzista dell'intolleranza e del disprezzo. Ancora una rissa, una lite tra balordi finita male. Stavolta la scusa è la sigaretta ma, come ieri, la politica non c'entra niente. Ma noi sappiamo chi è stato. Ad uccidere Nicola, come Renato, sono stati giovani appartenenti ad una cultura neofascista e razzista, espressione di una nuova destra reazionaria, oggi al governo di questo paese e di questa città.

Questi omicidi, nel corso di due anni, non sono episodi di bullismo. Sono figli di un determinato linguaggio politico, di scelte di parole d'ordine; figli di un'esasperata rincorsa all'ordine ed alla sicurezza. La paura ed il disprezzo della diversità, che sia della pelle, dell'origine geografica, del pensiero o del modo di vestire. Figli della scelta meticolosa di spostare sempre più avanti la soglia dell'intolleranza ed alimentare quella guerra tra poveri che spesso aiuta a non vedere tutto il resto: la precarietà della nostra vita, lavori infimi e senza diritti, la mancanza di casa, di spazi di decisione reale o di costruzione di un proprio futuro. La violenza diffusa in questa società affonda le sue radici nell'impossibilità reale di poter compiere delle scelte, ma evidentemente è più “comodo” relegarla allo scontro degli opposti estremismi. Se lo sciacallaggio ipocrita delle istituzioni si trincera dietro l'equidistanza, noi affermiamo di avere il diritto alla resistenza. Rispetto ai fascisti, ai loro metodi e ai loro tentativi di sopraffazione non faremo un passo indietro.

Il 17 saremo tutt@ in piazza a Verona

Mercoledì 14 animeremo le piazze e le strade di Roma con diverse iniziative di dibattito pubblico, con le nostre parole e i nostri suoni, con interventi di riqualificazione territoriale dei muri della nostra città, con la voglia di informare e di parlare della nostra storia.

Con Renato, Dax e Nicola nel cuore.

Casalbertone- assemblea e iniziativa pubblica organizzata dai comitati territoriali h.18.00 piazza di casalbertone.

Marconi/Ostiense- iniziativa itinerante h.15.00 piazzale del cinodromo, via della Vasca Navale, vicino Ponte Marconi.

Quarticciolo- dalle h.18.00 piazza del Quarticciolo musica e comunicazione.

Forte Prenestino- Assemblea cittadina h.20.00.

La partenza per Verona è prevista per le 5:00 AM di sabato 17 da Scalo san Lorenzo con i pulmann, costo 20 euro A/R. per info Radio Onda Rossa, tel. 06491750.

Valutazioni e Immagini dal corteo di Ciampino

autore:
Assemblea Permanente No Fly
Sommario:
Per l'immediata e drastica riduzione dei voli

COMUNICATO

VALUTAZIONI SUL CORTEO DEL 10 MAGGIO A CIAMPINO E PROSSIME INIZIATIVE
(foto del corteo sul sito www.no-fly.info e su www.dazebao.org)

Le centinaia di persone che hanno partecipato al corteo di sabato scorso a Ciampino hanno nuovamente espresso il disagio che quotidianamente vivono a causa dell'elevatissimo numero dei voli, 180 al giorno, che partono e atterrano presso l'aeroporto G.B. Pastine.
Abbiamo sfilato per chiedere l'immediata e drastica riduzione del traffico aereo e la fine delle vergognose strumentalizzazioni politiche in merito a questa vicenda.
In particolare, tutti i partecipanti hanno espresso piena solidarietà ai comitati contro l'aeroporto di Ampugnano e contro quello di Viterbo proprio perché consci di come potrebbero essere stravolte le esistenze di migliaia di altre persone.
Insieme all'Assemblea Permanente No-Fly, sono intervenute altre realtà dei territorio circostante come il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano a sottolineare la vicinanza nella lotta contro le nocività che assediano i territori in cui viviamo.
Nemerosi cittadini di Ciampino si sono uniti al passaggio del corteo e molti altri si sono affacciati dalle finestre delle proprie abitazioni esprimendo apertamente il proprio sostegno verso chi manifestava. C'erano molti giovani, molte mamme con i bambini ma anche persone più in là con gli anni, tutti/e con la voglia di farsi sentire perché 70.000 aerei l'anno e 40 tonnellate di kerosene al giorno sono insopportabili.
Emblematica è stata l'esposizione di un telo portato da un signore che da trasparente era diventato color carbone in quanto esposto per alcune settimane fuori dalla sua abitazione nei pressi dell'aeroporto.
L'assenza delle amministrazioni comunali di Ciampino, di Marino e del Decimo Municipio di Roma ed il loro totale silenzio nei confronti della manifestazione e dei suoi obiettivi è stata più volte rimarcata, in special modo durante la sosta sotto l'edificio che ospita gli uffici del comune di Ciampino. La gente ha ironicamente applaudito verso di essi e scandito slogan che sottolineavano come una volta finite le elezioni l'obiettivo primario per le massime cariche cittadine era stato raggiunto: una poltrona in consiglio provinciale per i sindaci Perandini e Palozzi.
Contiueremo il nostro percorso autorganizzato costruendo nuove iniziative e partecipando ad altre a cui siamo stati invitati.
Ne riportiamo alcune di seguito e le confermeremo ad una ad una nei prossimi giorni, invitando tutti/e alla massima partecipazione:

1 . Venerdì 23 maggio, ore 18.00, Assemblea pubblica e videoproiezione della puntata di “Report – Chi non vola è perduto”, in Sala Convegni a Ciampino (via del Lavoro).

2 . Sabato 31 maggio, Critical Mass Interplanetaria – piazza S.Giovanni (Roma), ore 16.00: parteciperemo con bici e bandiere a questo importante ritrovo annuale per riprenderci le starde invase da smog e traffico, ricordando che anche i cieli stanno subendo la stessa fine.

3. Domenica 1 giugno, ore 11.00, Biciclettata di massa, con ritrovo in piazza della Pace a Ciampino; al termine del giro, sbracioleremo insieme!

4. Venerdì 6 giugno, Manifestazione sotto il Ministero dei Trasporti a Roma con orario e modalità in via di definizione.

Ciampino, 12 maggio 2008

ASSEMBLEA PERMANENTE NO FLY
www.no-fly.info
nofly@inventati.org

I desaparecidos in Italia

autore:
l'incarcerato
Sommario:
gli scomparsi in Italia

Il primo maggio è stato dedicato alle morti bianche, un vero bollettino di guerra. Ne abbiamo parlato tutti, tutti noi abbiamo stabilito che si trattano di veri e propri omicidi nel nome del profitto. Io voglio parlare delle morti "nere". Nere come la maggior parte del colore della pelle dei morti, nere perchè morti oscure, nere perchè sono morti occultate.
C'è un fenomeno del tutto italiano che mi fa rabbrividire mie adorabili teste di capra, ogni giorno qui in Italia vengono madri provenienti da altre nazioni che ricercano i propri figli scomparsi nel nulla, mogli che non hanno più notizia dei loro mariti, figli che di punto in bianco diventano orfani del proprio padre e non sanno il perchè. Scomparse degne da trasmissione "Chi l'ha visto".

Sono morti nere, quelle degli immigrati, sono invisibili perchè quando muoiono a causa degli incidenti sul lavoro, i loro corpi vengono occultati dagli imprenditori. I loro corpi vengono fatti sparire perchè non si vuol avere problemi con la giustizia essendo lavoratori non in regola con il permesso di soggiorno. Immigrati che qui in Italia diventano "desaparecidos".
Vi racconto una storiella tragicamente vera.

Qualche tempo fa, in una cittadina del nord, un immigrato non regolare è stato preso a lavorare in un cantiere per rimuovere un tetto di amianto. Oggi un italiano conosce benissimo il pericolo dell'eternit, sà benissimo che rilascia sostanze altamente cancerogene. L'immigrato non lo sapeva e ci lavorava senza protezioni e la sicurezza, ovviamente, non era a norma. Era caduto dal tetto. Il corpo morente era stato portato via di nascosto dall'imprenditore e abbandonato sul ciglio di una strada.
Questo criminale di un imprenditore ha avuto la "sfortuna" che l'immigrato non era morto, fu ritrovato da alcuni passanti e portato all'ospedale. L'immigrato ha avuto una dignità commovente, ha rifiutato il denaro dall'imprenditore e ha avuto il coraggio di denunciarlo.

Ma questa non è una storia a lieto fine, ragazzi miei. Il processo ora rischia la prescrizione a causa della mancanza di testimoni. C'erano alcuni italiani che avevano visto tutto ma non vogliono testimoniare, dicono che hanno paura.
Un poco l'indifferenza, un poco la vigliaccheria della gente e questo povero immigrato tra un po' perderà anche la pensione dell'inail.
Rischiava di diventare un altro ennesimo desaparecidos , ma ora rischia la povertà più tremenda perchè non potrà più lavorare perchè invalido.

Un invalido non riconosciuto. Un invisibile.

http://incarcerato.blogspot.com/

l'incarcerato

SPEZZONE AUTORGANIZZATO AL CORTEO DI VERONA

Un centinaio di compagni di diverse realtà si sono trovati a Verona, domenica 11 maggio, per un presidio contro la normalizzazione delle città, contro il fascismo e in solidarietà con i compagni arrestati.
Il presidio è stato anche un’occasione per discutere della manifestazione del 17 maggio a Verona. Si è condivisa e confermata la volontà di creare uno spezzone autorganizzato, fuori da ogni compatibilità istituzionale, durante il corteo di sabato (ritrovo ore 15,00 davanti alla stazione di Porta Nuova).
La misura della violenza fascista è colma. Non staremo a guardare.

i compagni riuniti a Verona l’11 maggio

qualcosa da recuperare (per giorgiana masi)

autore:
vari
Sommario:
E' un comunicato che ricorda la morte di giorgiana masi e quello che significa. In particolare, si cerca di riappropriarsi dei contenuti per cui ha lottato la generazione che scendeva in piazza nel 1977.

Qualcosa da recuperare.
Giorgiana Masi, 12 maggio 1977- 12 maggio 2008.

C’è qualcosa da recuperare, da far riemergere dall’oblio. E non si tratta solo della memoria di una generazione che ha lottato e che ormai è sottoposta ad una demonizzazione costante sui media.
Pensiamo a Giorgiana Masi, a quello che evoca il suo omicidio. L’hanno uccisa, il 12 maggio di 31 anni fa, le squadre speciali della Polizia di Cossiga, nonostante quest’ultimo continui squallidamente a negarlo. Era la risposta dello Stato al protagonismo di massa, alla volontà collettiva di trasformare il mondo.

Ma rispondere con la forza a spinte radicali che vengono dal basso è una costante. A Genova, nel 2001, si esprimeva un principio di movimento, formato da tante lotte particolari che cominciavano ad unificarsi. La reazione è stata durissima: l’assassinio di Carlo, l’assalto alla Diaz, le torture di Bolzaneto.

Ora, proprio le spinte alla trasformazione sociale del ’77 e quella, più recente, ma apparentemente già dispersa, del 2001, andrebbero recuperate. In questo senso, più che proclamarsi retoricamente “figli della stessa rabbia”, bisognerebbe riappropriarsi di certi contenuti. La manifestazione non autorizzata a cui partecipava Giorgiana, studentessa di un liceo della zona nord di Roma, celebrava l’anniversario della vittoria nel referendum sul divorzio, ma la spinta di quella generazione andava oltre. Mettendo in discussione la famiglia come pilastro sociale, sperimentando forme comunitarie più aperte. Inoltre, proprio i movimenti degli anni ’70 furono pervasi da una forte tensione antistatalista, purtroppo più agita che oggetto di una riflessione condivisa.

Oggi viviamo in tempi di “familismo egoistico”. Si svuota la partecipazione popolare, salvo che ai riti elettorali, fruiti come spettacoli televisivi. Ci fanno essere gli uni contro gli altri: se il collega di lavoro è un concorrente, l’immigrato è addirittura il nemico principale. La famiglia è il luogo del rifugio nel privato e, insieme, un ammortizzatore sociale “informale” in tempi di precarietà estrema della vita e di smantellamento d’ogni servizio pubblico. L’esaltazione di tale istituzione, nella sua forma più tradizionale e quindi nel segno del dogma della eterosessualità e della condanna di ogni esperienza difforme, non è solo ideologia clericale, ma ha una base materiale precisa.

Quanto allo Stato, pur perdendo funzioni di indirizzo economico in direzione degli organismi sovranazionali, mantiene ed accentua la sua opera di contrasto e prevenzione del conflitto. Con i suoi apparati di polizia, sempre più spesso scagliati contro quelle lotte che cercano di salvare i territori dalla devastazione, ma anche – e soprattutto – per la sua capacità di formare il consenso, di creare collante ideologico. Si pensi, in questi tempi di politica estera aggressiva e di missioni militari dispiegate ovunque, al patriottismo propugnato dagli ultimi presidenti della Repubblica.
Non si tratta solo di suscitare approvazione attorno ad imprese imperialiste descritte come atti umanitari, ma di creare le basi per condannare chiunque rompe con la concordia, trasformando in nemico interno chi dissente e lotta per i propri bisogni.

Ciò, in un quadro in cui tutti i livelli istituzionali, a partire da quello parlamentare, sono sordi ad istanze che non siano quelle del padronato e delle gerarchie ecclesiastiche. Il risultato delle ultime elezioni, per esempio, mostra una situazione inedita, legata alla improvvisa accelerazione di un processo in atto da un quindicennio, segnato da una tendenza al rafforzamento dell’Esecutivo e dalla progressiva perdita di rappresentatività delle Camere. Una situazione che presenta per noi difficoltà, come dimostra il segnale più inquietante giunto dalle elezioni: i voti operai ad una forza, la Lega, che rappresenta in modo estremo l’egoismo sociale di questi anni. E’ la conseguenza dell’assenza di punti di riferimento fuori dalla fabbrica.
Ma questo contesto nuovo porta con sé anche un’opportunità.
In questo quadro, infatti, il recupero delle istanze per cui lottarono Giorgiana ed un’intera generazione, può esser condotto in modo non formale, all’insegna di una attenta rielaborazione. Mentre le spinte conflittuali (contro la precarietà del lavoro e della vita, per l’ambiente, contro la guerra ed il saccheggio delle risorse dei paesi “terzi”) che cercavano di unificarsi a Genova, trovano meno ostacoli nel loro tentativo di esprimersi finalmente in modo netto e autonomo. In sostanza, non avere più interlocutori nelle istituzioni, può spingere le lotte a rimandare in termini più chiari all’idea di una società altra, dove la libertà di uno/a sia veramente la condizione per la libertà di tutti/e.

Collettivo Autonomo-Libertario “Liberidiamare” (liberidiamare@yahoo.it)

Collettivo Comunista di via Efeso – Roma (www.viaefeso.org)

Corrispondenze Metropolitane – Roma (cmetropolitane@yahoo.it)

TORREVECCHIA - ANCHE IL TAR BOCCIA LA VIABILITA’ SPERIMENTALE

Autore:
Comitato Torrevecchia/Primavalle
immagine:

Comunicato Stampa

ANCHE IL TAR BOCCIA LA VIABILITA’ SPERIMENTALE

I cittadini di Torrevecchia-Primavalle che da 14 mesi si battono contro la disastrosa viabilità sperimentale, hanno ottenuto una grande vittoria : IL TAR HA ACCOLTO IL RICORSO presentato dai cittadini, disponendo la SOSPENSIVA del provvedimento con cui è stata introdotta la viabilità sperimentale e IMPONENDO così di fatto il RIPRISTINO DELLA VIABILITA’ PRECEDENTE.

Così, dopo tante forze politiche e istituzionali, tra cui il ministero dei Trasporti che aveva accolto un precedente ricorso, adesso anche in TRIBUNALE viene riconosciuta la giustezza e la legittimità delle ragioni dei cittadini contro un provvedimento che tanti disagi ha prodotto.

Ragioni che soltanto l’ex-presidente del 19 municipio, non più rieletto nelle recenti elezioni, si è sempre rifiutato arrogantemente di recepire, insistendo sprezzante contro tutto e tutti nel mantenere un provvedimento rifiutato dalla gran maggioranza dei cittadini.
Adesso, il quartiere ATTENDE un sollecito RITORNO ALLA VIABILITA’ PRECEDENTE , che peraltro il neo-presidente del municipio appena eletto ha già assunto come primo atto della sua presidenza.

Comitato Torrevecchia-Primavalle “Cittadine/i per un quartiere migliore”

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