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 <title>Comunicati</title>
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 <title>Chi ordinò quella infame operazione di polizia?</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3845</link>
 <description>&lt;p&gt;Ancora una volta, carissime teste di capra, sono rimasto deluso. Un giornale che dovrebbe essere di sinistra come la Repubblica ha intitolato il verdetto dei fatti della caserma di Bolzaneto come &quot;mite&quot; sentenza. Io non riesco a chiamare &quot;mite&quot; una sentenza che non ha condannato nemmeno la metà degli inquisiti. E quelli condannati si sono presi tre anni di galera che, grazie all&#039;indulto, non li sconteranno. Molti di loro erano semplici poliziotti, ma nel frattempo hanno fatto carriera e alcuni di loro sono diventati perfino questori, non oso immaginare come gestiranno le città.&lt;br /&gt;
Il governo di allora è quello di adesso, l&#039;allora ministro degli interni che aveva gestito la situazione è ora ministro dello &quot;sviluppo&quot; economico e si appresta a far costruire le centrali nucleari, la sua opera distruttrice non si è mai esaurita. L&#039;allora capo della polizia De Gennaro, quello che istigò a testimoniare il falso i poliziotti che erano entrati a massacrare gli occupanti della scuola Diaz, dirige &quot;solamente&quot; il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, ed è &quot;semplicemente&quot; un dipartimento dei Servizi Segreti. E attenzione, la sua promozione non è stata ricevuta da Berlusconi, ma da Prodi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non è una sentenza mite, è una sentenza che ha semplicemente avvallato la sconfitta di quel bellissimo movimento, una sentenza che non ha reso giustizia nemmeno alla memoria di Carlo Giuliani, il quale se fosse stato vivo forse avrebbe ricevuto una condanna per disordine pubblico di massimo due anni. Perchè così avevano condannato alcuni manifestanti. Questo ragazzo,invece, era stato brutalmente ucciso.&lt;br /&gt;
La sentenza ha detto chiaramente che la tortura non c&#039;è stata. Ovvio, la tortura in questo anomalo Paese non è considerato reato! Questo è il livello di democrazia che c&#039;è nel nostro Bel Paese. Ringraziamo le &quot;camice verdi&quot;della Lega per avere questa legge che non vieta l&#039;utilizzo delle torture.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Indymedia ha scritto un articolo con una domanda ben precisa : Chi ordinò quella infame operazione di polizia?&lt;br /&gt;
Io ho voglia di rispondere non su chi ordinò quell&#039;operazione, ma sul perchè!&lt;br /&gt;
La risposta è tristemente semplice, è stata una vendetta, una squallida rivincita. La repressione non c&#039;è stata solamente perchè quel movimento bisognava farlo sparire, non soltanto perchè faceva paura ai potenti del mondo. E sapete benissimo che non è un esagerazione visto che all&#039;epoca un giornale come il Times considerò il movimento no global come la seconda potenza mondiale.&lt;br /&gt;
Esiste anche un altra motivazione e basta rivedere un po&#039; la storia recente.&lt;br /&gt;
Nel 1960 l&#039;allora governo Tambroni formò un governo con l&#039;aiuto dell&#039;MSI e quindi ci furono proteste enormi contro quel governo che aveva aperto le porte ai neofascisti. In effetti quel governo faceva paura per il modo di fare molto autoritario!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel maggio del 1960 il Movimento sociale italiano decise di convocare il suo quinto congresso a Genova, decisione che fu giudicata da più parti provocatoria in quanto da questa città, decorata medaglia d&#039;oro della Resistenza, era partita l&#039;insurrezione del 25 aprile. A peggiorare la situazione intervenne la notizia che ai lavori del congresso avrebbe partecipato anche Carlo Emanuele Basile prefetto repubblichino della città, tristemente noto per i suoi editti che causarono la deportazione di almeno 2.000 operai rei di sciopero bianco.&lt;br /&gt;
E allora ci fu una grandissima manifestazione organizzata da gente comune, da partigiani, da tutte le forze antifasciste.&lt;br /&gt;
Al tentativo di sciogliere la manifestazione da parte della polizia, i manifestanti rovesciarono e bruciarono le jeep, eressero barricate e di fatto si impadronirono della città, costringendo i poliziotti a trincerarsi nelle caserme. In piazza De Ferrari venne acceso un rogo per bruciare i mitra sequestrati alle forze dell&#039;ordine. Il prefetto di Genova era stato costretto ad annullare il congresso fascista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era stata una grande vittoria da parte del movimento antifascista nella lontana Genova del 1960. Nella Genova del 2001 c&#039;è stata semplicemente una squallida rivincita da parte di quelle forze sconfitte. Non a caso ci fu un forte accanimento contro persone inermi, non a caso l&#039;odio fu fomentato da &quot;onorevoli&quot; provenienti dal movimento sociale, infatti non a caso c&#039;erano presenze improprie nelle sale operative come Fini e Ascierto. Quest&#039;ultimo è tristemente noto per essersi lasciato scappare una frase, sicuramente dettata dal suo cuore che batte a destra :« Forse se ci fosse stato qualcuno più esperto, ne avrebbe ammazzato più di uno. »&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora chi ordinò quella infame operazione di polizia? Una risposta giudiziaria non l&#039;avremo mai. La Storia ci ha già risposto!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://incarcerato.blogspot.com/&quot; title=&quot;http://incarcerato.blogspot.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://incarcerato.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8">Antifascismo</category>
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 <pubDate>Sun, 20 Jul 2008 01:16:37 +0200</pubDate>
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 <title>Dvd sui 5 patrioti cubani</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3835</link>
 <description>&lt;p&gt;DOPO I DUE FILM-DOCUMENTARIO IN DVD ADELANTE! VERSO IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO (DICEMBRE 2007, ALLEGATO A NUESTRA AMERICA N.1.2008) EL VIVIR BIEN! SOCIALISMO DEL XXI SECOLO E ARMONIA CON LA NATURA (APRILE 2008 ALLEGATO AL LIBRO L&#039;AMBIENTE CAPITALE, A CURA DI R. MARTUFI, L.VASAPOLLO)&lt;br /&gt;
NUESTRA AMERICA CONTINUA A PRESENTARE DOCUMENTARI SULLA REALTA&#039; DELLA SINISTRA DI CLASSE E RIVOLUZIONARIA A CUBA, VENEZUELA, BOLIVIA ED ECUADOR ; E&#039; IN DISTRIBUZIONE IL DVD &quot;DIECI ANNI DI INGIUSTIZIA, LA STORIA DEI 5 AGENTI CUBANI&quot; CHE SARA&#039; ANCHE ALLEGATO AL NUMERO 3/4 DI NUESTRA AMERICA IN USCITA A FINE LUGLIO.&lt;br /&gt;
PER ACQUISTI E PRESENTAZIONI SCRIVERE A :&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:nuestramerica@libero.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;nuestramerica@libero.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/13">Comunicati</category>
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 <pubDate>Sat, 19 Jul 2008 15:23:25 +0200</pubDate>
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 <title>Michele Fabiani ai domiciliari</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3829</link>
 <description>&lt;p&gt;Michele Fabiani ai domiciliari dopo oltre 8 mesi di carcerazione preventiva.&lt;br /&gt;
Seguiranno aggiornamenti&lt;br /&gt;
Michele Fabiani ai domiciliari dopo oltre 8 mesi di carcerazione preventiva.&lt;br /&gt;
Seguiranno aggiornamenti&lt;br /&gt;
Michele Fabiani ai domiciliari dopo oltre 8 mesi di carcerazione preventiva.&lt;br /&gt;
Seguiranno aggiornamenti&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/2">Controllo/Repressione</category>
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 <pubDate>Fri, 18 Jul 2008 14:39:41 +0200</pubDate>
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 <title>Musei civici veneziani: più che un integrativo sembra un gran premio</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3825</link>
 <description>&lt;p&gt;Musei Civici Veneziani: piu’ che un integrativo sembra un “gran premio”!&lt;br /&gt;
(16 luglio 2008)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dodici anni di lotte sindacali e di esperienze personali nei Musei Civici veneziani sono un buon bagaglio di utili insegnamenti soprattutto quando si tratta di spiegare al meglio le ragioni di un accordo integrativo che non ha soddisfatto una larga parte di lavoratori e di cui e’ utile chiarire alcuni motivazioni fondamentali per le quali lo stesso accordo andava rigettato. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell’integrativo appena stipulato viene calcolato un premio di risultato di 380 euro ma va’ aggiunto che questo andra’ solamente se nell’anno in corso il fatturato complessivo delle vendite dei biglietti dei musei superera’ quello della media degli ultimi quattro (vale a dire il piu’ alto di sempre!). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non basta: sono stati individuati dei parametri durissimi oltre ai quali il suddetto premio non verra’ erogato. Sono infatti previste delle forti penalizzazioni (oltre la meta’ del premio) per chi fara’ piu’ di tre ritardi o per chi stara’ a casa in malattia per piu’ di sette giorni nell’arco dell’anno. Della serie: con una leggera bronchite in inverno e tre vaporetti persi per venire a lavoro, addio fatiche spese per veder accresciuto di poco un misero salario! Tutto questo non si era mai visto! E’ una sorta di ricatto nascosto su cui nessuna responsabilita’ puo’ avere quel lavoratore a cui verra’ negato il premio rispetto anche a dei flussi di entrata che cambiano per motivi a lui non addebitabili. C’e’ dietro una cultura giuslavoristica che ci riporta indietro di almeno mezzo secolo e che strizza l’occhio ad un vincolo di produttivita’ qui del resto assolutamente non gestibile ne’ preventivabile da chi non ha alcuna volonta’ ne’ facolta’ decisionale del servizio. Una corsa infinita verso le ignote mete di un futuro sempre meno stabile ma costantemente aperto ai giochi ed alle turbolenze del “mercato” turistico. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un’intesa, dunque, che danneggia la futura idea stessa della rappresentanza sindacale nei musei e che mette in discussione tutto un sistema di relazioni ed energie preso ad esempio in Italia come efficienza, operativita’, forza ed unione. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’accordo pero’ contiene anche un meccanismo delicato incentrato su una banca ore (o recupero riposi) per cui viene data disponibilita’ alle imprese di gestire un’orario annuale di lavoro che con alcune reperibilita’ puo’ arrivare addirittura fino a 60 ore settimanali previo pagamento del solo differenziale riferito alla percentuale sullo straordinario dopo la 45a ora. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ un dato di fatto che in tutti questi anni non e’ stato mai riconosciuto nemmeno un minuto di lavoro straordinario (seppure eseguito) e non si capisce perche’, ora, a questa situazione, sia stato dato anche l’avvallo sindacale auspicando un netto cambiamento di rotta sul riconoscimento di tale istituto. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In estrema sintesi ne viene fuori un quadro desolante; da una parte, a detta del sindaco, ci si avvia ad una vera e propria privatizzazione dell’intero settore civico museale attraverso l’operazione Fondazione e dall’altra si mette la classica carota sulla punta del bastone nell’intento di far raggiungere qualche sperato miglioramento di stipendio e qualita’ lavorative per centinaia di lavoratori. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si puo’ pensare a tutto questo come un passo in avanti rispetto a delle potenzialita’ di lotta che in passato sono state prese ad esempio come combattivita’ e dignita’ di un ruolo sempre calpestato da cooperative poco sensibili al semplice rispetto di contratti tra i piu’ poveri del mondo del lavoro? &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Possiamo immaginare tutto questo come al raggiungimento del miglior accordo possibile? &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altra cosa sarebbe stata quella di chiamare le diverse imprese cooperative alle loro responsabilita’passate ed individuare altre prospettive che dessero almeno un riconoscimento economico per gli anni scorsi visti i grandi risultati raggiunti ed un giusto emolumento retributivo calcolato come elemento strutturale e semmai in parte a tutta una serie di parametri variabili del tutto diversi rispetto a quelli elencati sopra. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un’occasione persa ,quindi, un grosso regalo a chi continuera’ a perseguire ingenti ragioni speculative in un mondo sempre piu’ in preda alle convulsioni di una forte e robusta crescente privatizzazione. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non da ultimo, una pagina vergognosa scritta da responsabili sindacali contro cui e’ doveroso mettere in atto la piu’ intransigente opposizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Enrico Pellegrini&lt;br /&gt;
Esecutivo Regionale Veneto Rete 28 Aprile CGIL&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/4">Economie/Lavoro</category>
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 <comments>http://roma.indymedia.org/node/3825#comments</comments>
 <pubDate>Fri, 18 Jul 2008 10:18:35 +0200</pubDate>
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 <title>Manifestazione degli operatori sociali</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3819</link>
 <description>&lt;p&gt;IL SINDACO ALEMANNO DISTRUGGE I SERVIZI SOCIALI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo sindaco, Gianni Alemanno, ha bloccato indiscriminatamente tutti i pagamenti della precedente amministrazione, fra i quali i compensi dovuti agli operatori delle cooperative che assistono gli anziani, i disabili e i bambini nelle scuole di Roma. Ormai da mesi migliaia di operatori sociali che lavorano in questa città non percepiscono lo stipendio. Questo va ad aggravare la già drammatica situazione creata dall’enorme precarietà contrattuale e dai livelli salariali da fame.&lt;br /&gt;
Cambiano i sindaci e le amministrazioni, ma la condizione di lavoratori e lavoratrici dell’assistenza e dei servizi alla persona rimane insostenibile.&lt;br /&gt;
Poiché abbiamo lavorato e le bollette, gli affitti e i mutui da pagare non aspettano i comodi del sindaco Alemanno, è necessario mobilitarsi subito per rivendicare i nostri soldi e i nostri diritti, senza delegare nulla a cooperative e sindacati concertativi che non ci hanno mai rappresentato. Vogliamo subito i nostri stipendi e la fine dei contratti precari!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;GIOVEDI’ 24, alle ore 10.00, TUTTI E TUTTE A PIAZZA VENEZIA… IN MUTANDE, COME CI HA RIDOTTO IL SINDACO ALEMANNO!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;OPERATORI SOCIALI SQUATTRINATI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aderiscono l’Unione Sindacale Italiana – AIT C    oordinamento Lavoratori del Terzo Settore e la RdB – CUB Cooperative sociali e Terzo Settore&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per adesioni: &lt;a href=&quot;mailto:maldoror2006@libero.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;maldoror2006@libero.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/5">Precariato</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/1789">cooperative sociali</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/2151">operatori sociali</category>
 <comments>http://roma.indymedia.org/node/3819#comments</comments>
 <pubDate>Thu, 17 Jul 2008 12:54:52 +0200</pubDate>
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 <title>18-19 luglio: conferenza stampa ed iniziativa di piazza a s. giuliano terme</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3818</link>
 <description>&lt;p&gt;A SAN GIULIANO TERME NESSUNA RIABILITAZIONE PER I FASCISTI DI SALO’&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 19 luglio nella sala consiliare di San Giuliano non si terrà l’iniziativa voluta da Alleanza nazionale sulla Repubblica di Salò. Non si terrà perché non c’è spazio per chi in un consiglio comunale paragona i repubblichini ai partigiani, per chi inneggia alla figura di Giorgio Almirante, fucilatore di partigiani. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 19 luglio nella sala comunale si terrà invece un Consiglio aperto sui valori dell’antifascismo e della Resistenza, voluta dalle forze democratiche ed antifasciste di San Giuliano, recuperando così il grave errore fatto dal Presidente del Consiglio comunale, che in un primo tempo aveva concesso la sala ad A.N. appellandosi a presunti &quot;termini di regolamento&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Comitato Unitario Antifascista, costituitosi lunedì 14 luglio in una partecipata assemblea svoltasi non a caso in quella sala del Consiglio, valuta positivamente il nuovo scenario e parteciperà all’iniziativa &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 19 luglio si trasformerà nel primo giorno di mobilitazione di questo nuovo soggetto collettivo, formato da partiti, associazioni, sindacati e cittadini, determinati a battersi contro ogni fascismo, vecchio e nuovo, come la legge che obbliga i bambini Rom a depositare le proprie impronte digitali, una pratica barbara che ci riporta ai provvedimenti razziali del governo fascista di cui in questi giorni ricorre il 50° anniversario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;CI BATTEREMO contro l’ondata di revisionismo in atto da oltre 20 anni, che ha trovato padrini politici, storici e scrittori uniti nel tentativo di riscrivere la storia del nostro paese, rileggendola con gli occhi di chi vuole cancellare ogni traccia dell’altra Italia, quella della Resistenza partigiana e della lotta per la costruzione di un paese liberato non solo dai nazi-fascisti , ma anche da quei poteri che fomentarono e affiancarono il regime fascista. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poteri dominanti ancora oggi nell’economia, nella politica e nella cultura italiana: i grandi industriali, i finanzieri, gli agrari, le gerarchie ecclesiastiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;CI BATTEREMO SOPRATTUTTO CONTRO LE ATTUALI FORME DEL FASCISMO &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un fascismo riemerso con inaudita violenza nel luglio 2001 a Genova, con l’assassinio del giovane Carlo Giuliani, moderno Partigiano contro i potenti del mondo, con le torture su inermi manifestanti prigionieri in caserme di polizia, reati per i quali sentenze giudiziarie assolvono e mandano in prescrizione responsabili materiali e politici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un fascismo che vive nelle cosiddette “politiche di sicurezza” di Governi e amministrazioni locali di centro destra e centro sinistra, che indicano nei poveri e negli emarginati di oggi l’origine di tutti i mali. Cittadini del mondo i quali, spinti da guerre, occupazioni militari, dallo sfruttamento delle multinazionali in casa loro, cercano di emanciparsi da fame e miseria migrando nei paesi “ricchi”, trovando invece la morte in mari trasformati in immensi cimiteri, la prigionia in veri e propri lager chiamati Centri di permanenza, la schiavitù come forza lavoro in agricoltura, edilizia e industria, la persecuzione razzista dei censimenti forzati per etnia e paese d’origine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Comitato Unitario Antifascista di San Giuliano Terme promuoverà da oggi continui momenti di informazione di viglilanza contro le nuove destre e se necessario è pronto a lanciare iniziative di mobilitazione contro ogni tipo di provocazione fascista e razzista .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;venerdì 18 luglio alle ore 12 una&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;CONFERENZA STAMPA &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;presso la sala dei gruppi consiliari di S.Giuliano Terme, Via Niccolini&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SABATO 19 LUGLIO SAREMO IN PIAZZA ITALIA A SAN GIULIANO TERME,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;DALLE 9,30 ALLE 17, CON UNA MOSTRA DELL’ANPI SUL FASCISMO,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;MATERIALE INFORMATIVO, VOLANTINAGGI ED INTERVENTI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ALLE 17 PARTECIPEREMO AL CONSIGLIO COMUNALE APERTO.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ORA E SEMPRE RESISTENZA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Comitato Unitario Antifascista – 14 luglio 2008&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8">Antifascismo</category>
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 <pubDate>Thu, 17 Jul 2008 12:13:41 +0200</pubDate>
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 <title>in risposta all&#039;appello contro il machismo</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3802</link>
 <description>&lt;p&gt;L&#039;appello contro il machismo, firmato da alcune compagne antisessiste, e&#039; un intervento politico chiaramente pretestuoso e gravemente mistificatore, dalla ricostruzione soggettivissima dei fatti fino al chiaro e mal celato obiettivo politico, e non possiamo che riconoscere in quel testo l&#039;interesse a voler contribuire a inquinare quello spazio comune che ci permette di respirare insieme, di co-spirare. A Bologna da qualche tempo le cose vanno cosi&#039;: c&#039;e&#039; chi non trovando altro da fare attacca percorsi di lotta e conflitto costruiti in anni di militanza collettiva e passione rivoluzionaria, per poi, usufruendo dell&#039;anonimato di indymedia e facendone un uso decisamente improprio, voler passare da povera vittima indifesa ed innocente, c&#039;e&#039; chi calunnia e dispensa illazioni in nome di valori che dovrebbero essere oggetto di ben altro discorso e c&#039;e&#039; chi di questi eventi ne approfitta per attaccare realtà sociali. Sgomberiamo subito l&#039;ordine del ragionamento da un discorso che a quanto pare tanto attizza e fomenta&lt;br /&gt;
le autrici dell&#039;appello contro il machismo: le nostre pratiche e la nostra identita&#039; non sono materia di processi, siano essi fatti consapevolmente da&lt;br /&gt;
giudici togati, magistrati e giornalisti, siano essi svolti da ingenui e pericolosi tribunali di movimento. Non ne avete la legittimita&#039; sia voi quanto lo stato. Le nostre pratiche e i nostri discorsi sono oggetto di&lt;br /&gt;
verifica e critica continua ma nella quotidiana prassi militante e sul piano dei percorsi del conflitto, che insieme a tanti compagni e compagne a Bologna, in Italia e nel mondo portiamo avanti. Abbiamo voluto fare questa&lt;br /&gt;
breve premessa per rispondere al reale intento che il comunicato in questione si proponeva e abbiamo cosi&#039; subito liberato il discorso dal maldestro e spregiudicato tentativo di processare l&#039;improcessabile.&lt;br /&gt;
Le scuse per quel grave e casuale incidente, e ripetiamo tanto grave quanto casuale, durante l&#039;inizio della manifestazione di sabato 5 luglio erano arrivate dopo 20&lt;br /&gt;
secondi, e dopo 5 minuti dal compagno stesso. Ed ora visto che non vi siete sentite soddisfatte, (certo dovevate avere il pretesto per aprire il processo), eccole qua, anche nero su bianco! SCUSA! E ora ci aspettiamo, però, che diate ragione della frase che rimanda alla notorietà del compagno come picchiatore di compagne. Vogliamo le date e i luoghi, altrimenti vogliamo delle scuse pubbliche per delle accuse infamanti e diffamatorie contro un compagno da anni attivo e sempre presente nelle lotte! Quindi, ufficializzate le scuse e disvelato il reale intento dell&#039;appello pensiamo che sia il momento di confrontarci su un tema centrale, su un nodo del conflitto che coinvolge soggettivita&#039; poltiche e&lt;br /&gt;
sociali, la questione dei corpi, del loro controllo, della loro repressione e quindi del sessismo e dei comportamenti culturali e sociali ad esso legati. Vogliamo farlo consapevoli di aggiungere un discorso su un terreno da troppo tempo quasi desertico, ancora troppo povero a cui neanche le compagne antisessiste hanno voluto contribuire, visto che nel loro appello di cosa sia il sessismo e il machismo non c&#039;e&#039; traccia. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vogliamo tutto! Il ragionamento per noi parte da qui, da questo semplice, evidente, breve slogan che da decenni fa l&#039;eco nella storia della rivolta e dell&#039;appropriazione di migliaia di sfruttati proletari, operai e precari.&lt;br /&gt;
Vogliamo tutto! e&#039; il nostro slogan contro il machismo, il sessismo, il razzismo, il fascismo! Vogliamo tutto! e&#039; il nostro programma minimo di lotta contro il Capitale e le sue ideologie! Abbiamo imparato questo nei&lt;br /&gt;
percorsi di appropriazione diretta, nelle lotte dei precari e delle precarie contro il caro vita, per la gratuita&#039; dei trasporti, dei saperi, della comunicazione, nella rivendicazione del diritto alla casa e nel poter&lt;br /&gt;
scegliere in quale luogo progettare la propria vita in un mondo senza frontiere. Lo abbiamo imparato dal e nell&#039;ALTRO MOVIMENTO OPERAIO, quando non c&#039;e&#039; piu&#039; lotta per il lavoro e lo scambio di lavoro come valore, ma&lt;br /&gt;
lotta per i bisogni e i desideri, per il consumo del sovrappiu&#039;, e lotta per l&#039;abbondanza e la soddisfazione. E&#039; in questa socialita&#039; di conflitto e&lt;br /&gt;
riappropriazione che le culture maschiliste, sessiste, omofobiche, e poi la chiesa, la famiglia e la patria vengono messe in crisi, vengono fatte tremare e poi crollare lasciando lo spazio al linguaggio nuovo e&lt;br /&gt;
rivoluzionario della socialita&#039; liberata, dove l&#039;aurora di Nietzsche trasforma e concretizza la liberazione sociale di Marx nell&#039;autonomia del corpo, della sessualita&#039;, dell&#039;omosessualita&#039;, dei bisogni e dei desideri. Questa cultura e&#039; LA CULTURA DELL&#039;AUTONOMIA DI CLASSE e&#039; il linguaggio creativo e antagonista che lega le azioni dirette degli operai nella&lt;br /&gt;
Germania di Weimar al vogliamo tutto dell&#039;appropriazione delle classe italiana negli anni &#039;70, e&#039; il linguaggio dell&#039;ontologia del dare che batte l&#039;ontologia dell&#039;avere nelle banlieus parigine e nella rivolta di Los&lt;br /&gt;
Angeles dei primi anni 90. E&#039; un &quot;linguaggio schizzofrenico&quot; che decostruisce e fa breccia dell&#039;ideologia capitalistica &quot;del normale&quot;, e&#039; un&lt;br /&gt;
linguaggio che lotta su lotta si e&#039; arricchito di nuove parole e pezzi di discorso fino a farci dire grazie al movimento femminsta degli anni &#039;70 che&lt;br /&gt;
la versione antropomorfica dell&#039;ideologia del capitale e&#039; maschio, e poi con la nascita del secondo movimento omosessuale internazionale che e&#039; maschio ed etero e ancora con i movimenti sociali degli afro-americani&lt;br /&gt;
negli U.S.A. e con i movimenti rivoluzionari del sud del mondo che il capitale e&#039; un maschio etero bianco. Praticare e arricchire questo linguaggio vuol&lt;br /&gt;
dire oggi per i precari sapersi riconoscere come uomo negato, come gay negato, come rom negato, come clandestino negato, ... vuol dire oggi per le&lt;br /&gt;
precarie sapersi riconoscere come donna negata, come lesbica negata, come rom negata, come clandestina negata, ... .&lt;br /&gt;
E&#039; in questo percorso di autocoscienza di classe che si fonda la nostra pratica antisessista, antirazzista e antifascista come continuo assalto all&#039;ideologia capitalista che si auto-presenta come naturale. Slegare il dato biologico-naturale dal politico questa e&#039; la pratica di trasformazione antropologica in senso rivoluzionario: vogliamo divenire tutto cio&#039; che il&lt;br /&gt;
capitale ci presenta come differente, anomalo, secondario, rimosso certi che &quot;la vita della specie umana sta la&quot;. Questa e&#039; la nostra pratica antisessista e questa e&#039; la ricchezza che cogliamo nei percorsi di lotta e liberazione. Per queste ragioni non possiamo che collocare la questione del machismo su un piano ben differente del discorso: il machismo infatti e&#039; un&lt;br /&gt;
valore estetico e lo si batte con le lotte e la conflittualita&#039; e con le culture e le trasformazioni antropologiche che esse producono. Di certo il&lt;br /&gt;
machismo per essere efficaciemente battuto non deve essere individuato e decostruito da un livello di discorso proprio della critica d&#039;arte, o peggio come sembra apparire da certi appelli, da critici di moda.&lt;br /&gt;
L&#039;antimachismo non e&#039; questione di fiocchi e fiocchetti siano essi rosa o celesti. No, l&#039;antimachismo per essere una pratica conflittuale e&#039; collocato su tutto un altro ordine del discorso. Crediamo che in questa fase di grave arretramento dei percorsi di liberazione internazionali e con la relativa avanzata della barbarie della guerra infinita il machismo affiori sulla superficie estetica e al tempo stesso atrocemente concreta&lt;br /&gt;
del corpo sociale attraverso una cultura che permette e legittima di usare ad esempio delle pratiche affettive e sessuali come strumenti di umiliazione e tortura e ci riferiamo alla soldatessa a stelle e strisce che&lt;br /&gt;
nelle carceri irakene da macha esemplare trasformava un gesto di amore nell&#039;incubo di una tortura per gli uomini li incarcerati. Quella soldatessa e le altre centinaia di soldatesse sparse per il mondo, strumenti del&lt;br /&gt;
machismo nell&#039;era della guerra infinita, le abbiamo combattute nelle manifestazioni di massa contro la guerra, le abbiamo combattute quando ci&lt;br /&gt;
siamo coperti il volto e fatto barricate per impedire ad ambasciatori della nato di parlare qui a Bologna, e le combattiamo quotidianamente nel felice&lt;br /&gt;
lavoro di resistenza sociale e di azione diretta e radicale contro questo sistema barbaro. E&#039; su questo terreno che il &quot;macho globale&quot; soffoca, si&lt;br /&gt;
estingue, incalzato dalla critica reale e dal fare altra societa&#039; dei precari e delle precarie in lotta. Esso soffoca e si estingue anche quando dismessa la divisa da marines si traveste da cavagliere! Dai movimenti&lt;br /&gt;
femministi e dal movimento GLBT abbiamo infatti imparato che non c&#039;e&#039; discontinuita&#039; tra aggressione e protezione, ma anzi la protezione diventa quel medium sociale e culturale che lega l&#039;aggressore allo sfruttato,&lt;br /&gt;
proteggere in senso capitalistico significa mantenere le condizioni necessarie allo sfruttamento dell&#039;aggredito. Per queste ragioni, per questo eccezionale portato di saperi che i movimenti trascorsi ci hanno dato&lt;br /&gt;
pensiamo che il macho travestito da cavagliere deve essere oggetto di critica e conflitto quanto lo e&#039; quando veste i panni della soldatessa yankie. Essere antisessisti e&#039; quindi saper riconoscere quanto sia grave&lt;br /&gt;
connetere il dato biologico (presunto naturale) al politico, lo hanno fatto i nazisti con la razza e lo fanno i maschilisti con il genere, ma lo fanno&lt;br /&gt;
anche certi discorsi in salsa terzo mondista, certi discorsi sessisti e cavallereschi che ci dicono che la donna e&#039; portatrice di pace in quanto&lt;br /&gt;
tale, o che la donna è debole in quanto tale. Non e&#039; cosi&#039;! &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il soggetto Donna della seconda fase del femminismo mondiale (anni 70) ha fatto perno sulla necesità della riappropriazione dell&#039;aggressività e&lt;br /&gt;
della forza, ma ha anche inserito i temi della cura di sé, del corpo e degli altri come necessità di qualsiasi comune rivoluzionaria come patrimonio da far circolare tra compagne e compagni. Usciti dal contenitore&lt;br /&gt;
Donna che tanto necessariamente ha avuto la sua funzione, oggi accettare che si ritorni all&#039;idea del femminile-innocuo, docile e &quot;da difendere&quot;&lt;br /&gt;
significa negare la responsabilità a tutte quelle compagne che con la propria pratica quotidiana hanno lottato per prendere centri sociali negli&lt;br /&gt;
anni 90, hanno attaccato frontalmente il capitale a Seattle, a Genova, e combattuto contro le guerre del XXI secolo. Sentire come inessenziale il&lt;br /&gt;
dato biologico-culturale è di per sé togliere terreno ad una gerarchia dei generi! La donna e&#039;debole (come i migranti, i precari, i gay, etc etc&lt;br /&gt;
etc) solo quando non lotta!!! Il paternalismo e&#039; duro a morire, ancora oggi c&#039;e&#039; chi pensa che il discorso del femminile sia il discorso debole della&lt;br /&gt;
subalternità, del lavoro domestico, della famiglia, quando invece il discorso del femminile e&#039; il discorso forte della riappropriazione e della&lt;br /&gt;
liberazione del corpo dagli apparati di controllo e repressione fascisti, clericali e sessisti, siano questi sotto la forma di infami stupratori o di&lt;br /&gt;
bravi padri di famiglia. Considerare la donna un essere da proteggere o un oggetto per i propri istinti bestiali sono atteggiamenti sessisti figli&lt;br /&gt;
dello stesso piano di ragionamento: quello che pretende di vedere la donna come un oggetto, sia esso oggetto di protezione o di violenza. La donna è&lt;br /&gt;
diventata soggetto di lotta anche mettendo in gioco il proprio corpo, decidendo autonomamente di correre rischi e rifiutando che i limiti del suo&lt;br /&gt;
agire siano posti da preti, giudici e fantomatici protettori della sua incolumità o da chiunque altro se non lei stessa. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;antisessismo e&#039; quindi un valore e uno strumento etico che si evolve nelle e moltiplica le lotte, e&#039; un&#039;altra stella che ci guida nella notte di&lt;br /&gt;
questo terribile esistente, e&#039; un frammento di critica sociale, politica e culturale che nella periferia di Bologna ha trovato un nuovo spazio dove&lt;br /&gt;
ri-costruirsi. Come compagni e compagne del Laboratorio Crash! siamo stati, siamo e sareme sempre in prima fila nel battere le contraddizioni che si&lt;br /&gt;
esercitano nei nostri territori, dal nichilismo della cultura dello sballo e dell&#039;eroina fino alla violenza delle strade silenziose e sgomberate dalla&lt;br /&gt;
nostra socialità dove ora si fa sempre piu&#039; forte la presenza di fascisti, omofobi e sessisti. La nostra esperienza di occupazione ci dice che oggi&lt;br /&gt;
sono proprio gli spazi autonomi e liberati i luoghi dove continuare a sperimentare e far crescere quella cultura, quella contro-cultura a cui&lt;br /&gt;
facevamo riferimento all&#039;inizio di questo testo, e&#039; quella la cultura contro la nuova barbarie nell&#039;era della guerra infinita, e&#039; quella la&lt;br /&gt;
cultura che non cesseremo mai di evolvere e di difendere da qualsiasi aggressione e tentativo di repressione, sia esso agito dallo stato o da chiunque altro suo degno compare, e statene certi che lo faremo come lo&lt;br /&gt;
abbiamo sempre fatto con il sorriso dell&#039;appropriazione diretta e il pugno chiuso del conflitto! &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laboratorio Occupato Crash! - Bologna&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 15 Jul 2008 12:45:31 +0200</pubDate>
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 <title>G8, BOLZANETO: SINISTRA CRITICA, E’ ORA DI METTERE SOTTO ACCUSA LA CATENA DI COMANDO</title>
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 <description>&lt;p&gt;“Violenze e torture da parte di poliziotti e guardie a Bolzaneto sono avvenute, anche se la magistratura ha accertato solo specifici episodi: è vero che il reato di tortura non esiste in Italia, ma è un po&#039; troppo poco dopo sette anni! Ora va messa sotto accusa l’intera catena di comando che ha pianificato e realizzato la repressione al G8 di Genova” dichiara Gigi Malabarba, già senatore di Sinistra Critica presente a Genova durante il G8 e testimone ai processi contro le forze dell’ordine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Le 15 flebili condanne di oggi andranno anche in prescrizione, ma le responsabilità politiche possono e devono essere individuate, perché i protagonisti, a partire dall’allora capo della polizia Gianni De Gennaro, sono tuttora ai vertici delle istituzioni. Non esiste alcuna possibilità che le violenze poliziesche di piazza, che hanno portato all’uccisione di Carlo Giuliani e all’aggressione a migliaia di manifestanti, così come le torture e i pestaggi a Bolzaneto e alla scuola Diaz possano essere frutto di iniziative casuali e spontanee da parte di singoli” continua Malabarba. &quot;E sulla notte cilena della Diaz, con tanto di prove false e depistaggi, non sarà così facile spargere assoluzioni a piene mani...&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La mancata istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta anche da parte di un governo di centrosinistra, che pure l’aveva nel suo programma, pesa come un macigno sull’isolamento in cui la magistratura genovese è stata lasciata nella ricerca della verità e della giustizia sui fatti del G8. Il nuovo governo di centrodestra, dal canto suo, farebbe bene non solo a spostare dalla Maddalena, ma ad annullare il nuovo vertice previsto in Italia il prossimo anno” conclude l’esponente di Sinistra Critica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.sinistracritica.org/node/1051&quot; title=&quot;http://www.sinistracritica.org/node/1051&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.sinistracritica.org/node/1051&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 14 Jul 2008 22:55:25 +0200</pubDate>
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 <title>no all&#039;apologia del fascismo a s. giuliano terme</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3779</link>
 <description>&lt;p&gt;NO ALL’APOLOGIA DI FASCISMO A S. GIULIANO TERME!&lt;br /&gt;
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA PER IL 19 LUGLIO&lt;br /&gt;
La Rete dei Comunisti di Pisa e provincia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo l’acceso dibattito svoltosi lo scorso lunedì 30 giugno in consiglio comunale di S. Giuliano Terme, che ha visto il nostro consigliere comunale insieme agli altri partiti della sinistra contrapporsi agli esponenti di Alleanza Nazionale e Forza Italia contro un tentativo di mettere in discussione alcuni nomi di vie del nostro Comune non graditi alla destra, siamo venuti a conoscenza di una vergognosa iniziativa di propaganda fascista che il locale gruppo di A.N. ha intenzione di svolgere il prossimo 19 luglio presso la sala del Consiglio Comunale.&lt;br /&gt;
Nel pomeriggio di questo sabato d’estate (dalle16,30 alle 19,30) i fascisti locali hanno intenzione di presentare un libro dal titolo chiarificatore: “Orfani di Salò, dal 1945 al 1951 il ’68 nero dei giovani neofascisti”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tenta così di far soffiare anche nel cuore della Toscana antifascista quel vento revisionista che imperversa in tutta la penisola, evidenziato drammaticamente dalla presenza all’interno del governo Berlusconi di Ministri con un trascorso di militanti fascisti, noti negli anni ’70 per aggressioni, scontri di piazza contro lavoratori, studenti, giovani di sinistra.&lt;br /&gt;
Il tentativo in atto nel paese, da molti anni, è quello di riabilitare completamente la dittatura mussoliniana, riscrivendo la storia del nostro paese.&lt;br /&gt;
Gran parte della classe politica del paese, in buona compagnia con scrittori, giornalisti, registi ed attori asserviti ai diktat di padroni politici bipartisan martellano quotidianamente l’opinione pubblica per trasformare le vittime del ventennio nero e della guerra - il popolo italiano, i dissidenti antifascisti, i comunisti – in carnefici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Addirittura si tenta di riabilitare la dittatura fascista come parentesi necessaria per ristabilire “ordine e sicurezza” contro il movimento operaio e le lotte sociali i quali, dopo i massacri della prima guerra mondiale, chiedevano giustizia e tentavano di costruire in Italia una società più giusta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un clima in cui la cultura fascista si materializza con l’invio dell’esercito - professionale e non più popolare - nelle città; nella richiesta di schedatura del popolo Rom compresi i bambini ( ricordiamo il genocidio di quel popolo perpetrato dal nazismo ); l’inserimento del reato di clandestinità come aggravante; crediamo che la decisione del Presidente del Consiglio Comunale di S. Giuliano T. sia un atto profondamente sbagliato.&lt;br /&gt;
L’Amministrazione Comunale di San Giuliano Terme, espressione di una popolazione con un consolidato e profondo sentimento Antifascista, non può concedere spazi pubblici per iniziative che fanno chiaramente apologia del fascismo, offendendo tutti gli antifascisti Sangiulianesi e la memoria di chi si è battuto contro quella dittatura.&lt;br /&gt;
Per questo siamo a chiedere con forza la negazione del consiglio comunale per una iniziativa contraria ai principi sanciti dalla Costituzione nata dalla resistenza partigiana, la quale considera reato l’apologia di fascismo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In attesa di una revoca del permesso, facciamo appello a tutte le forze antifasciste di San Giuliano, Pisa e provincia per una mobilitazione unitaria di piazza nel centro di San Giuliano, il 19 luglio, dalle ore 16 alle ore 20&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tentativo neofascista e revisionista a San Giuliano non deve passare!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.contropiano.org&quot; title=&quot;www.contropiano.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.contropiano.org&lt;/a&gt; - &lt;a href=&quot;mailto:cpianopisa@alice.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;cpianopisa@alice.it&lt;/a&gt; 3296947952&lt;/p&gt;
</description>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8">Antifascismo</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/13">Comunicati</category>
 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/674">nazionale</category>
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 <pubDate>Sun, 13 Jul 2008 10:52:47 +0200</pubDate>
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 <title>Marina Petrella, une histoire française</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3776</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.sergiofalcone.blogspot.com&quot; title=&quot;www.sergiofalcone.blogspot.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.sergiofalcone.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Communiqué de presse &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mardi 8 juillet 2008 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Les collectifs de solidarité avec Marina Petrella &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Marina Petrella,&lt;br /&gt;
une histoire française &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Les collectifs de solidarité avec Marina Petrella ont pris acte du fait que la campagne menée depuis 11 mois&lt;br /&gt;
en sa faveur et la large prise de conscience de l’iniquité que représenterait son extradition ont amené ce matin&lt;br /&gt;
monsieur Nicolas Sarkozy, Président de la République, à s’exprimer publiquement sur cette question d’une façon&lt;br /&gt;
bien plus nuancée qu’il ne l’avait fait jusqu’à présent.&lt;br /&gt;
Quant au contenu de cette intervention, nous répondons :&lt;br /&gt;
Monsieur le président,&lt;br /&gt;
Vous semblez considérer que la situation actuelle de Marina Petrella relève des relations franco-italiennes.&lt;br /&gt;
Pourtant :&lt;br /&gt;
- C’est bien la France qui s’est engagée envers Marina Petrella en dépit des décisions de justice&lt;br /&gt;
italiennes :&lt;br /&gt;
o En l’accueillant en 1993 ;&lt;br /&gt;
o En la régularisant en 1998 ;&lt;br /&gt;
o En la laissant vivre ici pendant 15 ans.&lt;br /&gt;
- C’est bien la France qui a retourné sa veste en l’arrêtant brutalement le 21 août dernier sur la base&lt;br /&gt;
d’une demande italienne vieille de 15 ans ;&lt;br /&gt;
- C’est bien la France qui est responsable de son état de santé dramatique dû à une détention&lt;br /&gt;
de 11 mois, d’autant plus insupportable qu’elle intervient près de 30 ans après les faits.&lt;br /&gt;
Vous dîtes estimer, monsieur le Président, qu’il serait souhaitable que votre homologue italien décide d’une grâce&lt;br /&gt;
en raison de l’état de santé de Marina Petrella et de l’ancienneté des faits. Nous vous demandons donc d’être&lt;br /&gt;
conséquent et de prendre les responsabilités qui sont les vôtres en qualité de Président de la République&lt;br /&gt;
française :&lt;br /&gt;
- Prenez les dispositions nécessaires à une levée d’écrou immédiate ;&lt;br /&gt;
- Appliquez la clause humanitaire inscrite par la France dans la convention de 1957 régissant&lt;br /&gt;
les conditions d’extradition de Marina Petrella ;&lt;br /&gt;
- Abrogez le décret d’extradition.&lt;br /&gt;
Et puisque vous soulignez que le temps écoulé constitue un délai déraisonnable pour appliquer la peine&lt;br /&gt;
que Marina Petrella encourt, pointant ainsi du doigt ce refus d’amnistie long de 30 ans qui constitue l’anomalie&lt;br /&gt;
italienne, il vous revient, monsieur le Président, d’intervenir dans votre sphère de souveraineté&lt;br /&gt;
en procédant à un moratoire sur toutes les extraditions.&lt;br /&gt;
La vie de Marina Petrella dépend de vous : libérez la !&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 12 Jul 2008 22:57:33 +0200</pubDate>
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