comunicazione
Programma della prossima Rivoluzione per la Libertà degli individui collettivi
Lun, 26/10/2009 - 15:031. Principio di Legalità
Il Partito dei Pirati non promuove e non appoggia, né esplicitamente né implicitamente, nessuna azione che vìoli le leggi esistenti. Il Partito dei Pirati promuove invece la modifica delle leggi esistenti al fine di salvaguardare i diritti dei cittadini, dei consumatori, degli autori e degli operatori economici in modo equilibrato e socialmente accettabile.
Il Partito dei Pirati si riserva il diritto di promuovere delle azioni dimostrative tese a mettere in evidenza le contraddizioni di una legge, od i suoi effetti negativi sull'individuo o sulla società, nei limiti di una normale ed accettabile dimostrazione democratica, di carattere episodico e limitata nel tempo.
2. Riforma del Copyright
Il Partito dei Pirati intende promuovere una estesa e radicale azione di riforma della legislazione che riguarda il Diritto d'Autore (Copyright), al fine di ripristinare l'equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli autori e quelli della società nel suo complesso.
L'elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che i materiali protetti da copyright rappresentano la Cultura di una Nazione e come tale possono essere sottoposti a vincoli di utilizzo solo per brevi periodi di tempo e solo per determinate applicazioni di carattere commerciale.
L'accesso a questi materiali deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l'accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l'opera di pubbliche mediateche. In particolare, è nostra intenzione affrontare il tema del "corretto uso" dei materiali coperti da diritto d'autore (Fair Use), il tema della creazione e dell'uso di copie per uso personale ed il tema dell'uso di sistemi DRM per la protezione dei contenuti. Su tutti questi temi è nostra intenzione chiedere modifiche, anche estese e radicali, alla legislazione esistente.
3. Riforma del Brevetto
Il Partito dei Pirati intende promuovere una estesa azione di riforma della legislazione che riguarda il Brevetto (Patent), al fine di ripristinare l'equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli inventori e quelli della società nel suo complesso.
L'elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che i materiali protetti da brevetto rappresentano la Tecnologia di una Nazione e come tale possono essere sottoposti a vincoli di utilizzo solo per brevi periodi di tempo e solo per determinate applicazioni di carattere commerciale.
L'accesso ad alcuni tipi di queste conoscenze ed ai prodotti che ne derivano, in particolar modo nel campo della medicina, deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l'accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l'opera di pubbliche strutture.
Il Partito dei Pirati vuole garantire che le popolazioni locali non siano ingiustamente private dei materiali e delle tecniche (culinarie, mediche e di altro tipo) che fanno parte della loro tradizione a causa di un brevetto.
Il Partito dei Pirati vuole garantire che non sia possibile sottoporre a brevetto un qualunque elemento del nostro ecosistema, dal DNA all'essere vivente nel suo complesso. Il Partito dei Pirati vuole garantire che non sia possibile sottoporre a brevetto idee astratte, codice per computer, algoritmi e formule matematiche.
Il Partito dei Pirati vuole ottenere il riconoscimento del diritto di un governo sovrano ad espropriare un brevetto in caso di necessità. Il Partito dei Pirati intende chiedere che su queste questioni venga delegato a decidere un organismo sovrannazionale e super partes di cristallina affidabilità, come potrebbe essere l'ONU od il Parlamento Europeo.
Il Partito dei Pirati vuole garantire che i brevetti non vengano utilizzati per impedire l'accesso dei cittadini ad una tecnologia, per impedire l'accesso al mercato ad aziende concorrenti o come strumento di scambio tra aziende. In tutti questi casi, riteniamo che sia necessario l'annullamento immediato del brevetto.
Il Partito dei Pirati vuole garantire che i brevetti siano validi solo nella misura in cui vengono effettivamente utilizzati per rendere disponibile una tecnologia sul mercato. Riteniamo che un brevetto che non viene utilizzato, per qualunque motivo, debba essere annullato dopo solo un breve periodo di attesa.
4. Riforma del Trademark
Il Partito dei Pirati intende promuovere una modesta azione di riforma della legislazione che riguarda i Marchi, i Disegni ed i Modelli, al fine di ripristinare l'equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici (aziende) e quelli dei consumatori.
In particolare, il Partito dei Pirati vuole garantire che non sia possibile sottoporre alla registrazione di Marchio dei nomi e dei simboli che già caratterizzano delle realtà simboliche riconosciute ed utilizzate dalla popolazione ma ancora non consolidate (ad esempio, neologismi non ancora inseriti in nessun dizionario ma già ampiamente riconosciuti dalla popolazione).
Il Partito dei Pirati vuole garantire che le popolazioni locali non siano ingiustamente private delle denominazioni dei prodotti e delle tecniche che fanno parte della loro tradizione a causa di un marchi che viene registrato da una azienda o da un consorzio di aziende.
Il Partito dei Pirati vuole garantire che non sia possibile sottoporre a registrazione di Disegno o Modello idee astratte, o comunque vaghe, di un prodotto, ma solo una sua effettiva e ben definita implementazione stilistica. Lo scopo finale di questo intervento è quello di permettere una più ampia concorrenza sul mercato, tra operatori diversi, in settori in cui l'elemento predominante è di tipo stilistico (prodotti di moda) o di tipo produttivo (prodotti alimentari tipici).
5. Riforma del Segreto Industriale
Il Partito dei Pirati intende promuovere una estesa azione di riforma della legislazione che riguarda il Segreto Industriale, al fine di ripristinare l'equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici (aziende), quelli dei consumatori, quelli dei ricercatori e quelli della società nel suo complesso.
L'elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che le informazioni raccolte durante il lavoro di ricerca all'interno delle aziende e delle università sono un bene di pubblica utilità, che deve entrare a far parte del pubblico dominio nel minor tempo possibile. A questo fine, il Partito dei Pirati intende riconoscere alle aziende il diritto ad un breve periodo di riservatezza, utile alla stesura di una richiesta di brevetto od alla conclusione di una parte sostanziale del processo di ricerca e sviluppo.
Il Partito dei Pirati intende anche chiedere che i ricercatori dell'industria siano liberi di rendere pubbliche le informazioni da loro raccolte in tempi brevi, dell'ordine di non più di 3 anni, dal momento della rivelazione delle informazioni al management aziendale.
Il Partito dei Pirati intende chiedere che il ricercatore sia tenuto per legge a divulgare immediatamente ogni informazione che possa contribuire a salvare vite umane o che possa evitare danni alla salute dei cittadini od all'ambiente in cui essi vivono
6. Diritto di Accesso alla Tecnologia
Il Partito dei Pirati intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad accedere alla Tecnologia che è disponibile in ogni singolo momento storico nel suo paese.
Il Diritto di Accesso alla Tecnologia viene violato ogni volta che una azienda si rifiuta di produrre un oggetto di cui possiede i brevetti per ragioni economiche (scarsa remuneratività) o strategiche (logiche di scambio con altre aziende). In questo caso, la responsabilità è dell'azienda e l'intervento dovrà essere teso all'esproprio del brevetto.
Il Diritto di Accesso alla Tecnologia viene violato ogni volta che un cittadino non può accedere ad una tecnologia di carattere medico, e di rilevante importanza per la qualità della sua vita, per ragioni economiche o di altro tipo. In questo caso, la responsabilità è dello Stato e l'intervento dovrà essere teso alla copertura dei costi ed alla soluzione dei problemi tecnici di fornitura.
7. Diritto di Accesso alla Cultura
Il Partito dei Pirati intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad accedere alla Cultura che è disponibile in ogni singolo momento storico nel suo paese.
Il Diritto di Accesso alla Cultura viene violato ogni volta che una casa editrice, od un altro operatore economico, si rifiuta di produrre e/o distribuire un'opera di cui possiede i diritti per ragioni economiche (scarsa remuneratività) o strategiche (logiche di scambio con altre aziende). In questo caso, la responsabilità è dell'azienda e l'intervento dovrà essere teso all'esproprio dei diritti.
Il Diritto di Accesso alla Cultura viene violato ogni volta che un cittadino non può accedere ad un'opera, per ragioni economiche o di altro tipo. In questo caso, la responsabilità è dello Stato e l'intervento dovrà essere teso alla copertura dei costi ed alla soluzione dei problemi tecnici di fornitura. Naturalmente, lo Stato ha tutto il diritto di decidere i tempi ed i modi dell'Accesso (Differita TV, DVD, visione/ascolto presso una medioteca, prestito gratuito od a prezzo politico, etc.).
8. Diritto ad una Fornitura Leale
Il Partito dei Pirati intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad ottenere una fornitura di Beni e Servizi che sia caratterizzata dalla massima lealtà nei suoi confronti da parte del Fornitore.
Il Diritto ad una Fornitura Leale viene violato ogni volta che vengono imposti dei limiti arbitrari al Bene od al Servizio che viene fornito. Consideriamo casi eclatanti di violazione di questo diritto le limitazioni sul traffico Internet imposte dai fornitori di accesso (Traffic Shaping e Filtering) e le limitazioni imposte al funzionamento dei PC da parte dei produttori grazie a molte tecnologie di tipo DRM e di tipo Trusted Computing.
Consideriamo assolutamente inaccettabili le limitazioni d'uso imposte ai sistemi per pure ragioni di marketing, come la limitazione d'uso a sola Game Console della XboX di Microsoft (che, di fatto, è un vero PC). Consideriamo assolutamente inaccettabili le limitazioni d'uso imposte ai sistemi per pure ragioni di strategia aziendale, come l'uso di formati proprietari che limitano la possibilità di interazione con sistemi equivalenti prodotti dalla concorrenza e come l'assenza delle opportune funzioni di import/export necessarie a scambiare dati con sistemi equivalenti prodotti dalla concorrenza.
La fornitura di un Bene o di un Servizio deve essere improntata alla sua massima utilizzabilità sul mercato ed alla sua massima versatilità d'impiego.
9. Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione
Il Partito dei Pirati intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad avere la più totale liberta di scelta nell'acquisto di Beni e Servizi e nel loro uso dopo l'acquisto.
Il Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione viene violato ogni volta che il cittadino/consumatore viene obbligato o condizionato ad un acquisto a causa della esistenza di vincoli imposti dai suoi fornitori. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la politica di molte aziende che non forniscono strumenti adatti per l'interazione dei loro sistemi con sistemi prodotti dalla concorrenza o l'integrazione dei loro sistemi in sistemi di complessità superiore (scarsa o nulla interoperabilità).
Il Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione viene violato ogni volta che al cittadino/consumatore viene negato un particolare tipo di utilizzo di un bene regolarmente acquistato senza che questo utilizzo rappresenti un danno diretto per il fornitore. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione del diritto al Reverse Engineering dei sistemi quando questa attività non è rivolta al superamento dei sistemi di protezione del diritto d'autore (DRM) , bensì all'interazione con altri sistemi od all'integrazione in sistemi di complessità superiore.
10. Diritto alla Privacy
Il Partito dei Pirati intende pretendere il riconoscimento concreto del diritto del cittadino alla privacy, già più volte enunciato nelle Costituzioni Italiana ed Europea ed ancora largamente negato proprio ad opera di quei Governi che dovrebbero garantirlo.
In particolare, il Partito dei Pirati intende rivolgere la propria attenzione alla riservatezza delle comunicazioni ed intende ottenere la equiparazione di qualunque tipo di comunicazione (audio, telefonica, radio, digitale, etc.) alla comunicazione postale che è, tradizionalmente, l'oggetto di elezione di questo diritto all'interno della legislazione esistente.
Il Partito dei Pirati intende anche richiedere l'esplicito riconoscimento del diritti del cittadino ad usare sistemi crittografici per garantire la riservatezza della proprie comunicazioni
11. Diritto alla Comunicazione
Il Partito dei Pirati intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino a comunicare con qualunque altra persona in qualunque momento ed in qualunque modo.
Il Diritto alla Comunicazione viene violato ogni volta che al cittadino viene negato l'uso di un canale di comunicazione per ragioni tecniche o commerciali risolvibili con ragionevole facilità. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione del libero uso di sistemi Wi-Fi dentro e fuori del domicilio privato. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione o la limitazione dell'uso di sistemi di File sharing (Peer-to-Peer), già messa in atto da alcuni governi.
12. Diritto alla Espressione
Il Partito dei Pirati intende pretendere il riconoscimento concreto del diritto del cittadino alla libertà di espressione, già più volte enunciato nelle Costituzioni Italiana ed Europea ed ancora largamente negato proprio ad opera di quei Governi che dovrebbero garantirlo.
In particolare, il Partito dei Pirati intende chiedere la modifica della legislazione esistente in fatto di attività giornalistica in modo da liberare la figura emergente del blogger dai vincoli che erano stati pensati per i giornalisti professionisti. Chi parla a proprio nome, od a nome di una associazione di qualunque tipo, e non a nome di un giornale, deve essere libero di dire ciò che vuole, nel modo e nei tempi che ritiene più opportuni. L'unico limite accettabile a questo diritto è quello rappresentato dal reato di diffamazione e dall'offesa personale.
Dammi tre parole... (A proposito di comunicazione anarchica)
Gio, 21/05/2009 - 08:30A proposito di comunicazione anarchica
Dammi tre parole
Spunti per un confronto sul rapporto tra il pensiero anarchico e le sue forme espressive.
Ci incontriamo per parlarne
SABATO 23 MAGGIO 2009
dalle ore 17:00
al gruppo anarchico Errico Malatesta
via Bixio, 62 (zona Piazza Vittorio) ROMA
Liberare l’Informazione, Liberandoci noi: GUERRILLA !
Sab, 03/01/2009 - 14:11In queste giornate parlare di Liberazione, induce a diverse riflessioni: di un giornale che è un partito che muore o si rifonda, lo dico subito, non me ne importa niente. L’abbuffata di menzogne, chi ce la impone?
Leggo piuttosto il conto alla rovescia in movimento… di Carlo Gubitosa , tarantino classe 1971: “sto aspettando da 368 giorni, 10 ore…che i compagni amministratori di Liberazione mi paghino gli articoli scritti per il giornale” e vado avanti nel suo sito Giornalismi.info. , in un articolo “Lo sfruttamento del cognitariato”, sottotitolato Mentre negli Usa il diritto d’autore mostra le sue aberrazioni, il nostro premier annuncia di voler regolamentare il “sistema internet”, Berlusconi dichiara: “credo che al prossimo G8 si possa portare sul tavolo la proposta di una regolamentazione del sistema internet. Credo che ci possa essere questa prospettiva internazionale in cui noi possiamo portarci come avanguardia di queste nuove tecnologie che ormai sono il futuro del mondo”. Era l’8 dicembre: news vecchie?
Ce ne sono di più recenti, odierne e provenienti da Indymedia Italia - Emilia Romagna:” Era già’ accaduto per alcuni servizi su terribili bombardamenti ai danni di civili in Afghanistan ed Iraq, accade oggi per informazioni che il mainstream occidentale non ritiene di veicolare alla propria audience, dice il JP perché sarebbero “di parte”. Ma è accaduto anche nel nostro paese e più recentemente in Turchia, in Grecia, in Francia e in molti altri paesi dove le storie raccontate dai governi e da organi d’informazione, succubi quando non complici, sono state disintegrate da un flusso costante di informazioni che ha messo a nudo la realtà e ridicolizzato la propaganda attraverso la quale i governi cercavano di prendersi gioco dei cittadini e di sfuggire alle proprie responsabilità”. E ce ne sono altre dal nostro amato Stivale, giù in basso, come la testimonianza - video di un 22enne siciliano, Giuseppe Gatì, attivista del “democratico” Pd, che neanche sottoscrive appelli e volantini per la Libera Palestina, uno che si occupa delle Cose sue e Nostre, reo di contestare Sgarbi ad Agrigento e difendere l’antimafia di Caselli. E alcuni, ascoltando più che guardando il telegiornale Rai Tre, hanno percepito per la prima volta in questi giorni e per ben due sere, comunicazioni totalmente diverse da un fronte reale di resistenza: la voce di Vittorio Arrigoni, un italiano attivista che rimane lì a Gaza, con pochi altri, per raccontare e agire e farlo fare anche a noi. Non mi stanco di dirvi leggete e guardate il suo sito http://guerrillaradio.iobloggo.com/ ci sono epigrafi in cambiamento, fino a poco fà una: Libertà significa dire agli altri quello che gli altri non vogliono sentirsi dire. (George Orwell) Motivo per cui scrivo e invito alla Guerrilla, ancora citando Vik: ” Guerrilla è una guerriglia ideale, contro l’accanimento terapeutico all’informazione moribonda veicolata dai grossi media che ormai sono tutti istituzionalizzati, lobotomizzati quindi a grancassa di una mediocre politica che non si vuole estinguere. Guerriglia non perchè vogliamo intendere un moto tumultuoso di violenza, la parola guerrilla dev’essere intesa in senso lato e non nell’accezione fisica e rapace che abitualmente le si riferisce…si può benissimo immaginare una guerriglia senza strazio carnale. Dal punto di vista del mio spirito, guerrilla significa rigore, applicazione alla ribellione e decisione implacabile, determinazione irreversibile, assoluta. Per questo di punto di vista Gandhi è stato un implacabile guerrillero” E a chi va, questo suo-mio-nostro messaggio? Sta a noi tutti inventarci il sistema per coinvolgere e far partecipe chi sembra non essere toccato dalle notizie e sono a milioni, viceversa, a volerle dare dei “casi loro”: lotta quotidiana per il posto di lavoro, la salute, la scuola, il razzismo e il pregiudizio, la violenza e la sufficenza caritatevole che condanna all’emarginazione. Carceri e ospedali, raccontano miseria repressione buonismo pacifista menefreghismo politico: non si cui non si parla dei contenuti ma di ciò che i Media contengono e sanno bene come farci sapere cosa fanno. Non chiedo di fare quanto riesco a sapere, godendo di tempo per farlo, garantita in pensione, come ad esempio leggere che i Ventun membri del gruppo “Anarchici Contro il Muro” sono stati arrestati: “Venerdì mattina dopo aver bloccato l’ingresso della base delle Forze Aeree Israeliane di Sde Dov, nella parte nord di Tel Aviv. I manifestanti, che indossavano maschere bianche macchiate di sangue finto, si sono sdraiati sulla strada fingendo di essere morti. Hanno detto di essere stati arrestati dopo essersi spostati dalla strada, mentre stavano già sul marciapiede. Ayala, uno dei manifestanti, ha detto che la protesta avrebbe dovuto servire a “mostrare ai piloti delle Forze Aeree Israeliane il risultato delle loro azioni a Gaza. Dall’alto del cielo, un pilota che schiaccia un bottone può ignorare, dimenticare, o non essere neppure in grado di capire che in quel preciso momento ha ucciso persone innocenti. Siamo venuti qui a ricordarglielo.” Non posso neanche tacere delle assai poco voci ascoltate, come quella di Renzo Coletti , conosciuto in rete e non vedente, che scrive stamattina: “Come ho detto mille volte, non c’è tempo e i messaggi sono proporzionali al tempo che resta a nostra disposizione. Chi ci sta bene, chi non ci sta può smettere. Nessuno è esclusodal dibattito, nessuno è mai stato bloccato nel suo dire, nessuno può esimersi dalla responsabilità di aver avvallato un sistema corrotto e assassino. Chi ha votato per tutta la vita personaggi da galera e perfidi sino alla nausea, non può oggi piagnucolare per una strigliatina ed un po’ di critica. Dove erano sino ad oggi? Cosa facevano? Perchè a distanza di un secolo in cui si lottava per 8 ore per lavorare, 8 ore per riposare, 8 ore per evolversi, oggi con una tecnologia che consentirebbe di lavorare non più di 4 ore e forse meno, invece lavora più di 12 ore al giorno e senza nessuna garanzia? Io sono stato minacciato di morte, perseguitato, ridotto ad uno straccio, per non parlare delle persecuzioni in ambito lavorativo, politico, sindacale e associativo…Eppure abbiamo, io di fatto no, sopportato tutto, tollerato sino alla tortura fisica e psichica, dialogato senza nessun parametro di riferimento, continuiamo a voler dialogare con chi ci sta portando alla catastrofe e alla possibile fine dell’umanità stessa. Urlerò, sbraiterò, insulterò, bestemmierò, se potrò ucciderò perchè loro lo faranno contro di mè e sono già stato attaccato e quindi risuscitato. Se non capiremo questo avremo perso in partenza. Non mi interessano le masse pecorone, non mi interessano le dame di carità, non mi piacciono gli intellettuali ipocriti e fasulli, non mi piace chi ostenta un pacifismo che celebra sè stesso, non mi piacciono i debosciati e gli imbevuti di vittimismo ipocrita, non mi piace chiunque non capisca dove vive, cosa sta facendo, dove sta andando e perchè”. Potrebbero seguire a iosa e irritando molti, le lettere di noti e niente affatto, da ogni angolo di questa terra: ho provato a scrivere di una piccola parte che lotta e resiste e grida, non rimane in commosso silenzio. Internet è fatta anche da noi , come tutta la comunicazione, scritta agita parlata. Usiamoci e restiamo umani e sia: “Guerriglia alla prigionia dell’Informazione” abbandoniamo la Grande Abbuffata della Menzogna, magari, anche, cantando Fabrizio De Andrè e la Libertà.
Doriana Goracci
DIN DON DAN: Rivoluzione alla Rai
Lun, 22/12/2008 - 09:17Tempi di fede e di speranza: così RaiTre, ci offre per le Feste un conduttore straordinario per la lettura di Prima Pagina, alle 7,15 del mattino: Don Matteo Zuppi.Toh, una rivoluzione.Din Don Dan: alla
mattina, Ascolta, si fa sera.
Tempi di fede e di speranza: così RaiTre, ci offre per le Feste un conduttore straordinario per la lettura di Prima Pagina, alle 7,15 del mattino: Don Matteo Zuppi.Toh, una rivoluzione.Din Don Dan: alla
mattina, Ascolta, si fa sera.
La biografia dell’insolito “giornalista” è esemplare: “nato a Roma nel 1955, Don Zuppi entra nella Comunità di Sant’Egidio fin dalle scuole superiori. Dopo la Laurea in Lettere diviene prete continuando il suo impegno all’interno della comunità dove ora ricopre il ruolo di
Assistente Ecclesiastico Generale. Si occupa in particolare delle questioni legate alla pace ed alla solidarietá, in America Latina e l’Africa. Nel corso dei negoziati di pace per il Mozambico è stato uno
dei quattro mediatori ed ha presieduto la Commissione per la Sicurezza e la Pace del negoziato per la pace in Burundi, del quale Nelson Mandela è facilitatore. È parroco della Basilica di S. Maria in Trastevere in Roma”.
E inizia la lettura dei quotidiani, ci anticipa subito che “inusitatamente” i giornali si occupano di politica estera e cita i missili di Hamas lanciati su Israele, il gesto di Alemanno di nominare il detenuto soldato israeliano da anni nelle mani della Palestina,
nominato cittadino onorario di Roma, l’Iran e la Siria, quanto è cambiata l’informazione libera a Kabul, tanto che si fa pure satira e cabaret…Chiedo di intervenire, nella mezz’ora concessa dalle 8 agli
ascoltatori, l’ennesimo tentativo che so fallirà ma sono stupidamente ostinata.
Vorrei sapere dal Don se conosce come mediatore della pace e della solidarietà, anche certi din e dan, suonati domenica 21 dicembre, quando “Free Gaza” con la sua imbarcazione e 17 pacifisti, compresi tre
libanesi e due israeliani è approdata a Gaza, dove ha avuto il “permesso” di portare latte e tonnellate di medicinali ai bambini. Se sa che il 15 dicembre è stato negato l’ingresso in Israele, a Richard Falk,ebreo americano e professore alla Princeton University con il
compito assegnato dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu per monitorare la situazione umanitaria nei Territori palestinesi.Vorrei chiedergli se conosce altre nomine a cittadini onorari e redattori straordinari, fatte ad altri giornalisti e rappresentanti della società
. Intanto il tempo scorre veloce, illuminandoci…L’ultima “eccezionale” notizia di questo redattore “straordinariamente” rivoluzionario ce la dà alla fine della sua singolare lettura della stampa: “L’Umbria ha
venduto 4 milioni di croci ed è in vetta alle classifiche di vendita per i libri-strenna per Natale, che parlano di Dio.
E ormai la mattina si è fatta sera, come nella storica rubrica della Rai, quella del canale 1 (ma esiste una differenza?): Ascolta si fa sera. “La piu’ antica, una delle piu’ ascoltate. E’ un programma quotidiano di informazione religiosa basato sulle conversazioni e
talvolta sul dialogo con interlocutori. Ascolta si fa sera e’ affidata ai cattolici cinque volte la settimana, una volta (martedi’) agli evangelici e una volta (sabato) agli ebrei”.
Come scordare il 9 giugno 2007, quando Bush a Roma , dedicò ben 55 minuti alla Comunità di Sat’Egidio e disse: ““You are the international army of compassion - Voi siete un esercito internazionale di compassionevoli” ed entrando nel merito sostanziale: “Non vedo l’ora di
ascoltare le vostre strategie nel gestire alcuni dei problemi più difficili del mondo. Sono fiero della vostra organizzazione e ringrazio tutti i vostri membri per avere delle anime così caritatevoli”.
Il Forum di Prima Pagina- RaiTre, è chiuso da giugno.
Amen
Doriana Goracci
Già che il tempo si avvicina, forse...
Dom, 09/11/2008 - 12:58Già che il tempo si avvicina...cominciano ad essere toccati dal clima, anche certi giornalisti, che comunicano come possono, il cambiamento. Ecco la notizia: Un nuovo allarmante episodio di intimidazione
di Giuseppe Giulietti
Questa mattina, sul sito di Articolo21, Santo Della Volpe giornalista del Tg3, dirigente dell’associazione Articolo21, vicepresidente di Libera Informazione, ha scritto un editoriale nel quale denuncia di aver trovato, sotto casa la sua auto imbrattata di vernice con scritte ingiuriose ,con croci celtiche e con la firma di un noto gruppo neofascista della zona Trieste-Salario. Gli inquirenti stanno svolgendo le indagini ma siamo in presenza di un nuovo allarmante episodio di intimidazione squadristica nei confronti di un giornalista e di una testata che non intendono piegarsi al triste spirito dei tempi. Gli squadristi, continuano nelle loro provocazioni . Evidentemente si sentono ben protetti (come ci ha insegnato la vicenda di piazza Navona). L’episodio denunciato da Santo Della Volpe fa seguito all’assalto della Redazione di “Chi l’ha visto?” e alle minacce rivolte ad Ezio Mauro. Forse è giunto il momento di promuovere una risposta forte ed unitaria e che veda protagoniste tutte le associazioni del settore dell’informazione . Per queste ragioni l’associazione Articolo21 ha deciso di dare la propria adesione alla grande iniziativa “per la libertà e la dignità della comunicazione” promossa a Roma per il 10 dicembre dalla Tavola della Pace e da decine e decine di associazioni del volontariato, del terzo settore e del mondo laico e cattolico.
Tutto va bene per carità cristiana e laica, non mi piace PER NIENTE il FORSE che è giunto il momento, perchè toccati sul serio. Da anni c'è chi è toccato da questo clima e ne patisce le conseguenze, con l'eliminazione non solo simbolica ma reale.
Doriana
Che tempo fa, nell'etere?
Mar, 21/10/2008 - 15:21“Vi informiamo che da oggi i messaggi non pertinenti con il tema proposto nel forum, non verranno pubblicati”.
Così era ed è scritto, cercando il Forum di discussione della Rai, chiuso il 30 giugno e mai più riaperto. Accade nel Terzo canale, fonte di comunicazione pubblica e di grande interesse, non fosse che per il nome, Prima Pagina. Mi ha fatto riflettere sull’ennesimo bavaglio in tempi di rivitalizzati “condotta e grembiulino” per tutti, la lettera inviatami proprio da un amico di rete, del forum di Rai Tre, Prima Pagina, che cercando innumerevoli risalite, anche telefoniche, sopra il piano della redazione ( con ogni probabilità non artefice di questo silenzio) mi scrive per conoscenza, autorizzandomi a far circolare: “Sono stato informato da amici, che il forum di “primapagina”, sarebbe stato chiuso in maniera definitiva, e non solo per il periodo estivo, e chiaramente non se ne dice il perché. Anche i sondaggi sono stati chiusi. Possibile che siano tanto pericolosi anche questi? Chiudere la bocca a coloro che ne usufruivano, posso anche capirlo, ma arrivare a chiudere anche i sondaggi, proprio non lo capisco. Ora l’onestà vorrebbe, che si desse la notizia anche per radio, se non altro, per non allungare l’attesa di quanti ancora aspettano, la riapertura del detto forum, che era un valido mezzo di discussione fra gli utenti di radio3. Aldo Sanfilippo, e addio libertà di parola”. Si tratta dunque della Rai, una Rai che, come dice Salvatore Scaglione su Megachip, si farà carico a spese dei cittadini italiani, di trovare le frequenze per Europa 7, occupate da Rete 4. La stessa, invisibile televisione, per la quale il 20 dicembre del 2003 (occhio alle date), Gaetano Mangiameli scriveva: “Centro Europa 7 attende da anni che vengano rese operative dal Parlamento e dal Governo le decisioni della Corte Costituzionale, del TAR e del Consiglio di Stato, che prevedono l’assegnazione di due reti nazionali via etere (invece di una) alla società di Di Stefano e di altrettante a Mediaset (invece di tre). Il caso risulta ancora più clamoroso se si tiene in considerazione il totale silenzio dei mass media e del mondo politico sulla vicenda”. Ma venendo alle Sudate Carte, l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, recita:« Chiunque ha il diritto alla libertà d’opinione e d’espressione; il che implica il diritto di non essere turbato a causa delle sue opinioni e quello di cercare, ricevere e diffondere, senza considerazione di frontiere, le informazioni e le idee attraverso qualunque mezzo di comunicazione». Mai verbo fu più appropriato che quello del “recitare”: con il rosario, su un palco, calcando la scena. Ed ecco Madama la Censura, operata non solo su poco graditi dipendenti-collaboratori precari e/o a tempo indeterminato, diventa oppressione del fiato che ancora emettono donne e uomini, si trasforma non in urlo di rabbia ma in smorfia. Apre la bocca a dismisura, sbadiglio per noia o per prendere ossigeno , tanto che le orbite diventano fisse come nei pesci morti, colorate di rosso dalla Cabina di Regia, da sembrare vive. E di clima cambiato ne parlano tutti, anche al Consiglio Ambiente, a Lussemburgo, anche nel telegiornale di Fede, che ci annuncia temporali e nuovi virus influenzali, mentre una velina-valletta pronuncia la magica parola, scienziati, allungando a dismisura le due consonati inizali, sc, autorevoli come un’intimazione apocalittica.Non Mi manda Rai Tre, ci mandano a noi nel silenzio, nel fondo del tubo catodico e nero, nel cavo o nella pila, in offesa crescente della libertà d’espressione. Battere i tasti di un pc, sembra diventare un gioco rituale, l’impegno liberatorio, lontano mille anni luce dal nostro vicino che russa e lui sì, libera i sogni. L’enciclopedia della rete, alla voce etere, ci fa sapere che “Gli effetti anestetici dell’etere dietilico hanno reso questa sostanza popolare anche come droga ricreativa”.
Forse noi, volontari palombari del sommerso, dovremmo prestare più attenzione a come aprire la “scatola” e a quali effetti venefici andiamo incontro?
Doriana Goracci
Squarci di destra. Laboratorio Antifascista
Ven, 11/05/2007 - 16:01Laboratorio Antifascista
12 e 13 maggio
csoa ex snia roma
Programma della discussione:
Sabato 12
Ore 11.00 Tavolo di presentazione del laboratorio e dei suoi tavoli
Ore 12.00 "Metropoli e Neofascismo"
Tavolo di discussione sulla metropoli e le contraddizioni in cui il nuovo
fascismo s'innesta, sull'alienazione e la precarietà in cui vivono i nostri
territori, un confronto tra diversi percorsi di lotta, per leggere insieme il contesto e rilanciare il percorso antifascista.
Pranzo
Ore 14.30 "Il metodo della memoria"
Comunicazione terreno di lotta: comunichiamo Antifascismo
Ven, 11/05/2007 - 15:43Squarci di destra
Laboratorio antifascista
12 e 13 maggio
csoa ex Snia
a tutti i comuni_c_attivi
ai grafici/grafomani
ai video"attivati"
ai creativi, narratori,
Osservare,pensare,creare immaginari!
Dopo la morte di Renato si è sentito il bisogno di avere una lettura più chiara della complessità del reale rispetto al dilagare nella nostra città e nel nostro paese di una cultura della violenza e della sopraffazione.