coca cola
DiarioColombia…ritorno alle origini!
Ven, 18/07/2008 - 12:40Un anno fa partivamo, via Caracas, alla volta di Bogotà: cinque amici, un’associazione (Ipo) a supportarci nel progetto e parecchia voglia di capirci qualcosa attraverso l’esperienza “in presa diretta”.
Il progetto si è rivelato tanto mutevole e polimorfo da assumere le sembianze di un blog d’informazione “vivo e vegeto” ben oltre il tempo previsto, da questa esperienza gli altri ragazzi hanno maturato progetti differenti sul tema della cooperazione dal basso di cui arriverà a breve un contributo su queste pagine; Ipo continua il suo meritevole lavoro in Colombia e non solo, nonostante le tante peripezie di questi tormentati mesi.
Cogliamo quest’occasione, un anno di vita, per fare un passo indietro alle origini di DiarioColombia: riproponiamo oggi una weblografia ragionata sull’impatto sociale del marchio Coca-Cola in AmericaLatina; nient’altro che una collezione ragionata e documentata d risorse ed indirizzi per una riflessione collettiva attorno alla relazione tra sindacalismo e spudoratezza del tanto conclamato Brand…
Segue la weblografia all'indirizzo:http://diariocolombia.wordpress.com/2008/07/18/diariocolombiaritorno-alle-origini/
LE TRANSNAZIONALI IN COLOMBIA: IL CASO COCA-COLA
Dom, 08/06/2008 - 14:05Le ricchezze del territorio Colombiano fanno gola a molti. Transnazionali statunitensi ed europee dei settori agroalimentare, energetico, estrattivo, perseguono da anni, con l'appoggio e la compiacenza del governo neoliberista di destra, una politica di sfruttamento selvaggio delle risorse del paese. I frutti di questa incessante rapina ai danni del popolo colombiano spesso arrivano sulle nostre tavole intrisi del sangue dei lavoratori colombiani che per difendere la dignità del lavoro, la vita ed i diritti umani vengono assassinati dai paramilitari al mando delle multinazionali stesse.
Coca-Cola impiega, direttamente o tramite appalti, più dell'80% della manodopera colombiana. L'assunzione di manodopera attraverso aziende di intermediazione è uno degli strumenti con il quale Coca-Cola aggira il riconoscimento dei diritti minimi dei lavoratori. Questo consente all'azienda di ridurre enormemente il costo dei salari, aumentando così i suoi profitti. Persegue questa politica di totale precarizzazione della manodopera impedendo ai lavoratori di usufruire del diritto di associazione e libertà sindacale, utilizzando massicciamente contratti di lavoro interinale che non garantiscono nemmeno il salario minimo previsto dalla legge, reprimendo i lavoratori con licenziamenti e campagne di terrorismo psicologico, sottomettendoli a condizioni degradanti di lavoro ed escludendoli dai diritti più elementari. L'attività antisindacale, però, non si limita a questo. In Colombia, Coca-Cola contrasta l'azione del sindacato a colpi di pistola.
I gruppi paramilitari sono gli esecutori materiali di questi assassinii, commessi all'interno degli stabilimenti stessi, in accordo con amministrazione, esercito e polizia. Si contano inoltre innumerevoli casi di sequestri, intimidazioni, torture e incarcerazioni arbitrarie, violazioni che spesso avvengono nel bel mezzo di trattative in corso con l'impresa.
SINALTRAINAL
SINALTRAINAL è un'organizzazione sindacale di lavoratori dell'industria alimentare Colombiana. Nasce nel 1982 su iniziativa dei lavoratori organizzati della Nestlè, con il fine di difendere i diritti e le rivendicazioni degli operai del settore. SINALTRAINAL è il prodotto storico delle lotte, delle discussioni e delle esperienze accumulate dai lavoratori in 50 anni. SINALTRAINAL lotta per la conquista delle rivendicazioni dei lavoratori e dei settori popolari, partecipa alla costruzione di forme alternative di giustizia e a campagne globali che pretendono di inchiodare le transnazionali alle proprie responsabilità politiche, economiche e giuridiche, non solo attraverso lotte puntuali (petizioni, rivendicazioni economiche), ma anche con la più ampia e ambiziosa proposta di azione politica per contribuire a risolvere il problema nazionale agroalimentare, nel contesto della costruzione di un Modello di Sviluppo Democratico. SINALTRAINAL lotta contro l'impunità per la ricerca di verità, giustizia e riparazione integrale per i crimini di lesa umanità e la permanente violazione dei diritti umani, che lo stato colombiano commette contro la comunità a beneficio delle transnazionali e dei monopoli nazionali. SINALTRAINAL ha pagato per il suo impegno politico a difesa dei lavoratori con la vita di 22 dirigenti sindacali assassinati o scomparsi dal 1986 al 2007.
SINALTRAINAL CONTRO COCA-COLA
Sono in corso dal 23 maggio i negoziati tra il sindacato e l'azienda, che proseguiranno fino all'11 giugno 2008. L'obiettivo di SINALTRAINAL è difendere i diritti acquisiti dai lavoratori, recuperare la perdita del potere d'acquisto dei salari e le conquiste sociali stabilite nel contratto collettivo di lavoro e resistere come organizzazione sindacale al processo di annichilamento al quale sono continuamente sottomessi. Il sindacato ripudia che gli azionisti di Coca-Cola continuino ad appropriarsi della ricchezza prodotta dai lavoratori, condannandoli insieme alle proprie famiglie a non poter risolvere le necessità fondamentali dell'essere umano. Il sindacato denuncia che questa negoziazione ha luogo parallelamente alla persecuzione sostenuta da Coca-Cola con i seguenti mezzi: accuse penali contro i dirigenti, reclutamento di manodopera esterna per allontanare i dirigenti, revoca degli statuti sindacali per impedire che i subappaltati possano associarsi, trasferimenti, cambio delle condizioni di lavoro dei subappaltati per ridurre ancor di più i loro salari, minacce di morte da parte dei gruppi paramilitari denominati águilas negras.
Contemporaneamente e per ripulire la sua immagine, la Coca-Cola omette di dichiarare all'Organizzazione Internazionale del Lavoro, in missione in Colombia in giugno, che SINALTRAINAL ha presentato ufficialmente una denuncia contro il governo colombiano per gli abusi commessi dalle sue società imbottigliatrici contro i lavoratori, tentando così di nascondersi nell'impunità.
Per parlarne ancora sono state organizzate quattro iniziative in Italia nel mese di Giugno: VENERDI’ 13 GIUGNO 2008
BOLOGNA – Presso il VAG61 – Via Paolo Fabbri 110 – ore 21,00
Incontro con Carlos Olaya Responsabile del Sindacato della COCA COLA SINALTRAINAL
Introduce : ALICEREBELDE appena rientrata dalla Colombia dove partecipa alle attività della REDHER – Rete Europea di Solidarietà con la Colombia.
Video, Mostre Fotografiche e materiale informativo
Organizzano : CONFEDERAZIONE COBAS – BOLOGNA, VAG 61, REDHER
Informazioni sul sito : www.nuncamas.info
LADISPOLI (RM) - presso Bottega Il Fiore via della Dalie, 11 – Ore 21,00
CinqueAnelliTeatro presenta lo spettacolo
“EL SENOR MONSERRAT E I CONIUGI COCA-COLA”
con Livia Porzio, regia Giancarlo Fares
Organizzano : La Bottega del Mondo IL FIORE nell'ambito del ciclo di conferenze “Da consumatore dormiente a consumATTORE” per essere protagonisti e consapevoli nelle scelte quotidiane promosso. in collaborazione con Focus-Casa dei Diritti Sociali
Al termine dello spettacolo è previsto un’intervento della REBOC – RETE BOICOTAGGIO COCA COLA
Informazioni : tel/fax 069913657 e-mail: ilfiore@interfree.it www.ilfioreequo.it
SABATO 14 GIUGNO
SCAMPIA – NAPOLI presso il Centro sociale GRIDAS , Via Monterosa - ore 18,00 circa
Incontro con CARLOS OLAYA del SINDACATO SINALTRAINAL e la REBOC
Organizzano : VODISCA, - VOCI DI SCAMPIA
www.antoniolandaieri.it
DOMENICA 15 GIUGNO
ROMA – Presso la GIUFA’ LIBRERIA – CAFFE’ – Via degli Aurunci 38 – ore 18,30
Incontro con CARLOS OLAYA del Sindacato della Coca Cola e Nestlè SINALTRAINAL ,
Organizzano : il COMITATO CARLOS FONSECA e la REBOC – RETE BOICOTTAGGIO COCA COLA
SALVA LA VITA AI SINDACALISTI COLOMBIANI – BOICOTTA LE MULTINAZIONALI DEL TERRORE
Comunicato finale con firme: Bella Ciao vs Coca cola messico
Mar, 01/04/2008 - 20:15Bella Ciao! vs. Coca-Cola
Anonimi fruitori del mezzo televisivo, ci hanno informato che una nota multinazionale ha recentemente realizzato uno spot televisivo il quale, per promuovere il suo nuovo prodotto, utilizza le melodie di una conosciuta canzone popolare italiana, Bella Ciao!. Detto spot é attualmente trasmesso dai canali televisivi commerciali messicani ed argentini. Già l’appropriazione di una melodia popolare per le finalità di lucro ci appare come una scelta discutibile sotto il profilo di sottrazione di un bene collettivo messo a disposizione del guadagno del privato. Ma il caso specifico ci indegna per i protagonisti di questa storia. Da un alto la Coca-Cola Company, dall’altro Bella Ciao!
La prima é una nota multinazionale degli alimenti e delle bevande, che ha saputo in questi anni diventare una delle imprese a livello globale più presenti e ricche; e che ha dimostrato di esserci riuscita a scapito delle comunità produttive e di consumatori dove é presente.
La seconda é una canzone del vasto canzoniere della guerra partigiana contro il regime fascista e contro l’occupazione nazista in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. La canzone di per sé cantata solo in certi territori liberati dalla lotta partigiana ha tuttavia assunto il ruolo di protagonista nel secondo dopoguerra, attraversando lotte e movimenti sociali che in Italia hanno costruito la sudata democrazia che oggi, ancora una volta, si rimette in gioco nell’attuale crisi politica italiana. E seppur meno cantata nell’Italia di oggi, negli ultimi vent’anni Bella Ciao! ha attraversato mari e monti per imporsi come canto delle resistenze e le lotte per la democrazia e contro ogni fascismo nel mondo. Oggi Bella Ciao! si canta in spagnolo in tutta l’America Latina, riuscendo a rompere i muri avendo conquistato anche una celeberrima traduzione inglese negli USA. Non ci sorprende la scelta di Coca-Cola Inc.. Non é la prima volta, né sarà l’ultima, che il capitale globale rappresentato da questa e molte altre imprese si appropri illegittimamente di note, linguaggi, modi, saperi e desideri che la collettività esprime con i suoi strumenti. Non vogliamo però farci sorprendere dal facile tentativo di dimenticare, lasciar perdere, far passare.
Non accettiamo che Bella Ciao! possa essere associata ad una impresa le cui pratiche commerciali e lavorative sono oggetto di molteplici denunce per violazioni dei diritti umani in diverse parti del mondo; un’impresa che impone un modello di consumo assolutamente pericoloso per la salute collettiva; un’impresa, infine, che diffonde una visione della vita assolutamente falsa e senza memoria. La memoria che abbiamo noi é un’altra: é quella della dignità, la pace, la libertà, la speranza che le nota di Bella Ciao! esprimono. Per questo continueremo a camminare sulle note di Bella Ciao! nella costruzione di una società più giusta e libera.
AlterITA -collettivo di professori di linguacultura italiana in Messico- (Carlo Almeyra, Andrea Cirelli, Matteo Dean, Manuela Derosas, Fabrizio Lorusso, Edoardo Mora, Barbara Origlio)
Per aderire, visitare: http://www.alteritamessico.blogspot.com
Prime adesioni (su oltre 200 pervenute per ora):
1. Dario Fo (Nobel per la Letteratura, Italia)
2. Franca Rame (Attrice e scrittrice, Italia)
3. Valerio Evangelisti (Scrittore, Italia)
4. Ascanio Celestini (Attore e scrittore, Italia)
5. Confederazione COBAS - Italia
6. Alfio Nicotra (giornalista, Italia)
7. Rosario Ibarra (Senatrice e difenditrice dei diritti umani, Messico)
8. Guillermo Almeyra (Giornalista, Argentina)
9. Hector de la Cueva (Alleanza Sociale Continentale)
10. Jose' Maria Calderón (Dir. del Centro Studi Latinoamericani, UNAM, Messico)
11. Angel Guerra Cabrera (giornalista, Messico)
12. Luciano Valentinotti (artista italiano, Messico)
Uso scandaloso di BELLA CIAO in Messico
Gio, 06/03/2008 - 05:18Come frutto del rinnovato attivismo politico e sociale della comunità italiana in Messico ed in particolare dei gruppi di docenti di lingua e cultura italiana in questo paese, sono state promosse numerose iniziative di sensibilizzazione che lentamente hanno suscitato l’interesse di un gran numero di cittadini italiani e messicani informati attraverso il quindicinale “Il Sole d’Italia”, giornale completamente in italiano stampato in Yucatan, dal blog dell’attivo collettivo di professori, accademici e giornalisti AlterIta (1) (entra per aderire http://alteritamessico.blogspot.com/) e dall’uso crescente delle reti di e-mail, utilissime in una realtà fatta di dispersione geografica e frammentazione.
I gruppi organizzati degli italiani in Messico, pur non rappresentando una maggioranza numerica significativa, hanno fatto sentire la propria voce pubblicamente in diverse occasioni guadagnandosi un ruolo più istituzionale, legittimo e accettato anche di fronte agli interlocutori tradizionali come l’Ambasciata, i parlamentari eletti all’estero, il Comites (comitato eletto che costituisce il primo livello di rappresentanza degli italiani all’estero) e il CGIE (Consiglio generale Italiani all’Estero) (2). In questo senso risulta utile continuare con questa opera informativa e di sensibilizzazione su temi sociali e politici che, se da una parte esulano dalla realtà italiana in senso stretto, dall’altra sono invece fondamentali per la comunità italiana in Messico e per altre che seguono i processi e gli esperimenti in atto in terra azteca.
In particolare, l’iniziativa più recente e meritevole di diffusione riguarda un comunicato che sta circolando in Messico (firmato da AlterIta, intellettuali, sindacalisti, liberi pensatrori e altri gruppi) denunciando una nota multinazionale (Coca Cola Company) che ha recentemente realizzato uno spot televisivo il quale, per promuovere il suo nuovo prodotto chiamato Aquarius (lo riporto per dovere di cronaca), utilizza le note di una celebre canzone popolare italiana, la conosciutissma Bella Ciao!. Questo spot é attualmente trasmesso dai canali televisivi commerciali messicani ed argentini.
Già di per sé, l’appropriazione di una melodia popolare per finalità di lucro appare come una scelta discutibile in quanto rappresenta l’utilizzo di un patrimonio collettivo per un puro e semplice guadagno privato. Questo caso specifico ci fa indignare visti i protagonisti della storia. Da un alto la Coca-Cola Company, dall’altro la canzone Bella Ciao! La prima è una nota multinazionale degli alimenti e delle bevande, che ha saputo in questi anni diventare una delle imprese più presenti e ricche a livello globale. Tale compagnia ha dimostrato spesso di esserci riuscita a scapito delle comunitá produttive e di consumatori dei paesi in cui è presente.
La seconda é una traccia musicale e della memoria collettiva mondiale ormai insostituibile, parte del vasto canzioniere della guerra partigiana contro il regime fascista e contro l’occupazione nazista in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale.
La canzone, inizialmente diffusa solo in certi territori liberati dalla lotta partigiana, ha tuttavia assunto un ruolo da protagonista nel secondo dopoguerra, attraversando lotte e movimenti sociali che in Italia hanno costruito la sudata democrazia che oggi, ancora una volta, si rimette in discussone nel contesto della ricorrente crisi politica italiana. E seppur meno cantata nell’Italia di oggi, negli ultimi vent’anni Bella Ciao! ha attraversato mari e monti per imporsi come canto delle resistenze e le lotte per la democrazia e contro ogni fascismo nel mondo intero. Oggi Bella Ciao! si canta in spagnolo in tutta l’America Latina, riuscendo a rompere i muri che si erigono sulle frontiere visto che gira anche una celebre traduzione all’inglese negli USA. Non é la prima volta, né sará l’ultima, che questa o molte altre aziende si appropriano di note, linguaggi, modi, saperi e desideri che sono parte delle specificità nazionali e culturali dei popoli del mondo. Il collettivo AlterIta e i gruppi che stanno aderendo alla denuncia non vogliono farsi sorprendere dal facile tentativo di dimenticare, lasciar perdere, far passare.
E’ quindi da rifiutare l’associazione di Bella Ciao! ad un’azienda le cui pratiche commerciali e lavorative sono oggetto di molteplici denunce per violazioni dei diritti umani in diverse parti del mondo e che, volente o nolente, s’è fatta portatrice di un modello di consumo pericoloso e di una visione della vita assolutamente falsa e senza memoria. La memoria che, invece, desideriamo sostenere è fatta di dignità, pace e libertà, nella speranza che le note di Bella Ciao! possano continuare a condurre questi valori nei remoti angoli del globo per la costruzione di meno spot televisivi e più società giuste e libere.
(1) Il collettivo di italiani in Messico AlterIta è composto da Carlo Almeyra, Andrea Cirelli, Manuela Derosas, Matteo Dean, Fabrizio Lorusso, Edoardo Mora, Barbara Origlio.Tutti sono professori di lingua e cultura italiana in Messico e parallelamente svolgono attività accademiche, giornalistiche e di diffusione culturale.
(2) Alcuni esempi: raccolta di firme contro la discussa partecipazione dell’Italia al Festival Humanitas di Oaxaca lo scorso anno (http://www.articolo21.info/rassegne/generale21052007/A... e http://www.infonodo.org/index.php?option=com_content&t...); la promozione di accordi etici per le attività educative (http://indy-lo.ortiche.net/?q=node/3711); l’invio di comunicati e la convocazione o partecipazione a conferenze su temi politici importanti (http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=...); infine l’appello agli imprenditori italiani in visita in Messico (http://liguria.indymedia.org/node/703)