sport sotto assedio
Sport sotto l'assedio in Palestina
Dom, 30/03/2008 - 21:18E' partita sabato 22 marzo la quarta carovana di sport sotto l'assedio, "Lo sport utilizzato come strumento di approfondimento del conflitto israelo – palestinese".
10 giorni di partite di calcio (ma non solo) maschili e femminili contro rappresentanze locali palestinesi di diverse città e campi profughi, incontri e dibattiti con università e associazioni.
Aggiornamenti:
[29/03] - Corrispondenza audio dal centro culturale luq luq di Gerusalemme
[28/03] - Visita a Betlemme e al campo profughi di Deishe
[27/03] - La carovana visita Qalquilya, corrispondenza da Amisnet
[26/03] - Aggiornamenti e corrispondenza audio da Jayyus
[25/03] - Corrispondenza RadioOndaRossa da Abu Dis, quartiere arabo di Gerusalemme.
[24/03] - Visita ad Hebron e prima partita di calcio [1, 2] - Immagini
[23/03] - Negata l'entrata a Gaza - Audio da radio onda rossa
Iniziative:
[10/05] - manifestazione Free Palestine a Torino
[27/03] - Collegamento video dal Corto Circuito
[27/03] - Cineforum "Sopralluoghi in Palestina - Fotogrammi di un conflitto"
[sportsottoassedio] Visita a Betlemme e al campo profughi di Deishe
Ven, 28/03/2008 - 21:50Ultima giornata a Betlemme di ritorno dal giro verso nord e prima di andare a Gerusalemme, dove domani staremo al Luq Luq, un centro sociale (per intenderci) del quartiere musulmano.
La giornata di oggi e' stata all'insegna di una passeggiata nel campo profughi di Dehishee e la visita in un'altra sede dell'Ibdaa. Uno nuovo spazio, ancora in costruzione, che funge attualmente anche da biblioteca, asilo nido e prossimamente un media center. Dalla terrazza e' facile vedere all'orizzonte il muro che divide Betlemme da Israele. Le sensazioni sono sempre forti e le medesime: non c'e'futuro per chi non ha spazio per crescere.
Al termine della visita e dell'incontro con chi lo gestisce, dopo pranzo ci siamo spostati all'universita' di Betlemme dove c'e' stata la partita tra le ragazze italiane e la rappresentativa palestinese. La sconfitta delle "nostre" e' stata piuttosto netta ma l'impegno non e' assolutamente mancato, anzi. Bisogna dare atto che gia' l'anno scorso avevamo scoperto quale bella realta' sia questa squadra di calcio femminile palestinese.
Il pomeriggio scorre piacevolmente tra un workshop di giocoleria all'interno della sede dell'Ibdaa e un giro nel campo con la Murga e l'assalto dei bambini per accapparrarsi il centinaio di enormi palloncini che venivano distribuiti in giro. Un autentico bagno di folla.
Chiudiamo salutando gli e le abitanti di Dehishee mentre sta per cominciare la festa di saluto organizzata dal Ibdaa Cultural Center sperando di vederci nuovamente il prossimo anno.
[sportsottoassedio] La carovana visita Qalquilya
Ven, 28/03/2008 - 16:13La carovana lascia con le lacrime agli occhi il villaggio di Jayyuss. Una parte della comunita' ci attende ai pullmann e i bimbi escono da scuola per salutare.
Prossima tappa Qalquilya.
Qalquilya e' una citta' completamente circondata dal muro, raggiungibile quindi attraverso soltanto due checkpoint. Fino a pochi anni fa era uno dei principali mercati della Palestina per il commercio di rose, fiori e arance. Perfino i cittadini israeliani vi si recavano.. ma dal 2003 quindi con la costruzione del muro la piccola citta' e' rimasta quasi completamente isolata. Per uscirne sono necessari permessi e lunghe file alla mattina alle 3. Ci si aspettava quindi una chiusura mentale e una certa diffidenza da parte della popolazione locale, cio' non e' avvenuto grazie anche all'entusiasmo delle cento persone che giravano per le strade trafficate.
Comunque la mattina la carovana ha visitato il muro e lasciato un segno attraverso la realizzazione di un graffito. L'oppressione avvertita anche solo per poche ore sebbene allietata e scandita dagli immancabili muezzin e' stata percepita da tutti i partecipanti. Il racconto del delegato della municipalita' di Qalquilya ha chiarito quale e' stata la reale trasformazione della citta' con la costruzione del muro.
Si continua la giornata con la grande partita di calcio maschile, il cambio al vertice e' evidente e la squadra finalmente vince, risultato finale 2 a 0 :) ma come al solito la festa continua non importa chi abbia vinto, i bambini ci assediano festosamente fino alla nostra partenza con i pullmann.
Ritorniamo a Betlemme per proseguire le nostre giornate domani con la visita al campo profughi di Dehishee.
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[sportsottoassedio] Diario 25 e 26 marzo
Mer, 26/03/2008 - 20:3025/03/08
La strada verso Abu Dis e' un lungo cammino tortuoso in cui si e' costretti a passare un check point e nonostante siano pochi km ci mettiamo circa 1 ora e mezza; se si potessero usare le strade israeliane la strada si potrebbe percorrere in circa 15 minuti.
Abu Dis e', anzi ERA, un quartiere della periferia di Gerusalemme che e' stato completamente circondato dal muro e reso municipio autonomo nell'ambito della "de-arabizzazione" di Gerusalemme stessa. L'universita' si trova proprio a ridosso del muro regalando un profilo inquietante e rendendo la vita se non impossibile sicuramente ardua per tutti e tutte coloro che ci vivono, visto che qualsiasi movimento deve essere "registrato" dai militari israeliani. Lo stesso discorso vale per coloro che non abitano a Gerusalemme ma che frequentano pero' l'universita' di Abu Dis.
Dopo la calorosa accoglienza da parte di docenti e studenti, la giornata sportiva e' proseguita con due sconfitte delle nostre rappresentative negli incontri di calcio maschile e femminile e basket femminile. Un gruppo di persone ne ha approfittato per lasciare "il segno" attraverso la realizzazione di un paio di graffiti proprio sull'infame muro, di cui uno dedicato a "Dax".
In serata il trasferimento a Jayuss, nel "Charity Center" del villaggio. Il benvenuto della comunita' locale e il party che inizia con canzoni italiane e inno palestinese e si conclude con la proiezione di un documentario che racconta la storia del villaggio e le drammatiche conseguenze della costruzione del muro e' emozionante e coinvolgente.
La giornata e' stata intensa, si cerca quindi di dormire.
26/03
La sveglia naturale del gallo e delle pecore ci riporta alla realta' del villaggio di Jayyus. La giornata che aspetta la carovana e' densa di avvenimenti.
La mattina l'incontro con con "Stop the Wall", grazie al quale tutte e tutti abbiamo una situazione piu' chiara sul muro e sulla "prigione" di Gaza e sulla situazione di tutta la palestina e del suo popolo. In seguito andiamo a visitare la "porta" meridionale che limita l'accesso ai campi degli ulivi e alle coltivazioni. Lo spettacolo e' impressionante e i militari non tardano ad arrivare vista la nostra presenza. Ai nostri piedi una terra particolare che permette all'esercito di poter tracciare ogni passaggio che sia a piedi o con un mezzo. Il destino di questo villaggio e' simile a quella di coloro che hanno visto in questi anni costruirsi intorno un muro ed essere cacciati dai campi coltivati, prima risorsa economica degli abitanti della zona. Sorprende come una zona ricca di alberi di olivi non riesca a sfamare una intera popolazione e tutto questo grazie alle "politiche" di apertura e chiusura di quelle porte che una volta li portava neo "loro" campi. Dopo la visita incontriamo il sindaco di Jayyus.
Nel pomeriggio la carovana si reca alla "porta" settentrionale dell'enorme paese dove "l'accoglienza" dei militari israeliani e' immediata, entrano nel territorio palestinese proprio per fronteggiare gli attivisti e le attiviste "ree" di essersi avvicinate troppo al muro. Come deterrente per la carovana e per gli abitanti di Jayyus sono stati sparati anche alcuni lacrimogeni, esplosi a distanza, sintomo dell'arroganza delle forze armate israeliane.
La giornata e' terminata con gli emozionanti workshop per bambini con i giocolieri e la murga da una parte e di un incontro tra le compagne e le donne della comunita' di Jayyus.
Da registrare l'ennesima sconfitta della squadra maschile di calcio... i bimbi incontrati all'uscita del campo ci sfottono simpaticamente al grido di 8 a 1... si prospettano cambi al vertice e dimissioni dell'allenatore :)
[sportsottoassedio] Diario 24 marzo
Mar, 25/03/2008 - 02:22Sorpresa da questa estate improvvisa oggi la carovana ha visitato la citta' di Hebron in attesa di capire se le autorita' israeliane avrebbero permesso l'entrata a Gaza... il divieto di giocare pare definitivo!
La scelta e' stata quella di visitare Hebron in quanto citta' significativa per comprendere al meglio la complessita' del conflitto arabo-israeliano e l'ingerenza della politica di occupazione sionista: dato che la citta' custodisce la tomba di Abramo, patriarca dei credenti (ebrei, cristiani e musulmani), dopo la guerra dei sei giorni del 1967 alcuni coloni israeliani si insediarono a forza nella citta' vecchia prendendo totalmente il controllo del territorio. A seguito di questa occupazione i cittadini palestinesi sono costretti giornalmente a violazione dei loro principali diritti umani in qualsiasi parte della citta' di Hebron e una invasione continua dei loro spazi. Assurdo e' stato vedere le reti che sovrastano il mercato e i vicoli delle strade che servono a proteggere dall'immondizia che viene lanciata dagli occupanti ai palestinesi. Sono continui gli episodi di coprifuoco, ispezioni nelle case e sospensione della vita quotidiana.
Il controllo israeliano delle risorse idriche si nota anche da piccole cose: le cifre parlano chiaro a fronte di 2000 litri giornalieri disponibili per colono, sotto un sole cocente possono permettersi di innaffiare le aiuole, mentre ai palestinesi sono concessi solo 2 litri di acqua al giorno.
Dopo la visita ad Hebron la carovana disputa finalmente la sua prima partita nello stadio di Al Khader, villaggio vicino Betlemme.
La nostra presenza e' stata accolta da grande entusiasmo, soprattutto dai bambini presenti esaltati dai giocolieri e dai musicisti della carovana che con i loro palloncini colorati e tamburi battenti hanno rallegrato l'atmosfera. Ovviamente la partita l'abbiamo persa ma il tifo e' stato incessante e coinvolgente.
Salutati i nostri compagni e fratelli palestinesi abbiamo fatto ritorno all'Ibdaa Center nel campo di Dehishee dove un'ottima cena ci aspettava.
Visualizza le foto della giornata
A domani
[sportsottoassedio] Immagini da Hebron
Mar, 25/03/2008 - 02:02Due immagini dal secondo giorno della carovana sport sotto assedio.
Il check point di Hebron e' nel pieno centro della cittadina, a ostacolare e ritardare ogni attivita' quotidiana della comunita' palestinese.
L'occupazione poi non si fa solo con check point e carri armati; nella seconda foto si vede come i palestinesi si debbano difendere persino dall'immondizia di chi li circonda e li assedia.
[sportsottoassedio] aggiornamento 2
Mar, 25/03/2008 - 01:26Seconda giornata della carovana di sport sotto l'assedio.
Dopo aver tastato la situazione di Hebron sono cominciate gli incontri di calcio con le squadre palestinesi dei dintorni di Deheishe (Betlemme) in una cornice di partecipazione emozionante.
Ad Hebron e' stato facile intuire la discriminazione dei soldati israeliani che per difendere i coloni, che hanno ''occupato'' il centro cittadino, tengono sotto controllo l'intera comunita' palestinese.
L'arroganza dei checkpoint nel cuore della citta' sono il sintomo di una occupazione reale e della separazione effettiva della citta'.
Domani tappa all'universita' di Abu Dis per un'altra serie di incontri con la segregata comunita' palestinese e qualche altra partita sia di calcio che di basket.
stay tuned
Palestina, calcio e solidarietà - Via al torneo nei campi profughi
Ven, 21/03/2008 - 20:48ROMA - Scherzando la chiamano la carica dei 101. E' la carovana di ragazzi e ragazze, in prevalenza italiani, che parteciperanno alla quarta edizione di "Sport sotto assedio". Una manifestazione, a metà tra solidarietà e sport, che inizia domani e finisce il 30. Si giocherà in Palestina e anche quest'anno calciatori e calciatrici italiani (ovviamente dilettanti) incontreranno squadre formate da coetanei palestinesi della Striscia di Gaza e della West Bank. Ragazzi e ragazze che provengono da associazioni di volontariato, centri sociali e curve degli stadi. E che da tempo hanno imboccato questa strada per dare una forma concreta alla solidarietà. Calcio, ma anche incontri nelle università e con le associzioni palestinesi.
Si giocherà nei campi profughi e nelle città: a Jabalia camp, Khan Younis, Jayyus, Qalqiliya, Dehisheh camp, Abu Dis e Gerusalemme. Più difficile invece che si giochi a Gaza. Troppo pericoloso fare entrare gente in una situazione di tensione così alta. Tanto che dal governo israeliano sarebbe arrivato un secco altolà all'ingresso dei 101. Un peccato soprattutto per gli abitanti del campo che lo scorso hanno tributarono ai ragazzi italiani un'accoglienza degna della Nazionale.
L'idea di portare lo sport laddove c'è la guerra è nata da un gruppo di ragazzi facenti delle associazioni milanesi Jalla Onlus e Salah Onlus. Gente con la passione per il calcio che da tempo ho deciso di condividere con i ragazzi dei campi profughi palestinesi "un percorso di educazione allo sport come strumento di dialogo e di convivenza".
Ed è spuntata così l'idea di un torneo per regalare alle disastrate zone della Palestina momenti di serenità e sport. Ma non solo. Nel 2006 una delegazione di calciatori palestinesi, sette ragazzi della squadra Free Palestine, venne in Italia a giocare a pallone. Videro un mondo diverso dal loro. Ma al momento del rientro la realtà si ripresentò in tutta la sua crudezza. L'offensiva delle truppe israeliane a Gaza li bloccò a Roma per giorni. La stessa crisi che, adesso, potrebbe non permettere ai cittadini di Gaza di vedere un pallone rotolare in nome della Pace.
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L38 Squat Presentazione Carovana Sport Sotto Assedio
Ven, 07/03/2008 - 12:14Dalle ore 22
Cocktail Bar - Mostra Fotografica - Proiezione dei video
La guerra a calci - Carovana 2007 - Jenin Jenin (di Mohammad Bakri)
Dal 23 al 30 marzo prossimi si svolgerà nei territori palestinesi la 4°
edizione della “Sport under the siege” Cup, nata nell'ambiente delle
curve degli stadi di calcio (alla faccia di chi le vede solo come
"ricettacolo di violenti"), nelle associazioni sportive, nei centri sociali.
La manifestazione calcistica, unica nel suo genere, vedrà la
partecipazione di 100 calciatori e calciatrici italiani che
incontreranno squadre locali della Striscia di Gaza e della West Bank.
Le città e i campi profughi di Gaza City,Jabalia camp,Khan Younis,
Jayyus, Qalqiliya, Dehisheh camp, Abu Dis e Gerusalemme faranno da
sfondo agli incontri sportivi in programma.
@L38 Squat
Via Giuliotti 8x
VI Ponte - Roma
Raggiungibile da Metro Laurentina con Bus 776
Da GRA Uscita 25 (Laurentina/Cecchignola)
Per info : http://l38squat.tmcrew.org e www.sportsottoassedio.it