inceneritore
Da Albano a Chiaiano - Resisteremo un minuto di più - Solidarietà al popolo campano
Ven, 26/09/2008 - 12:02Il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano - in lotta da tempo
per la chiusura della discarica di Roncigliano e contro il paventato
inceneritore di Cerroni & Co. - esprime la massima solidarietà e
sostegno a tutta la popolazione campana che da mesi si batte con
determinazione contro un piano rifiuti incentrato su inceneritori,
discariche e che prevede la costruzione dell'ennesimo scempio
ambientale: una mega discarica nella Selva di Chiaiano.
La battaglia del popolo campano è una battaglia contro tutti i poteri
forti, i quali si armano di autorità politica e militare per anteporre
gli interessi di pochi al benessere di intere popolazioni. E' una
battaglia per esprimere a gran voce la volontà di un popolo a
riprendersi il diritto di decidere sulla propria salute, i propri
territori, il proprio futuro!
A Chiaiano come in Val di Susa o a Vicenza, i processi democratici,
tanto millantati dalla classe politica, vengono sospesi per dar
spazio e legittimazione ad una spregiudicata violenza contro chi vuole
soltanto difendersi dall' ennesimo attacco imposto dall'alto. Leggi
speciali, occupazione delle terre, l' uso dell'esercito, sono solo
alcuni degli elementi di cui si arma il potere per proseguire lungo la
strada della devastazione.
Le popolazioni che sono in lotta, da mesi resistono a tutto questo, da
mesi costruiscono alternative e contro-informazione.
Per dar loro sostegno, perché la loro rabbia è la nostra rabbia, come
il 1° giugno scorso, il 27 settembre saremo di nuovo a fianco delle
comunità resistenti perché con loro Siamo tutt* Chiaiano! e
Resisteremo un minuto di più !
Coordinamento contro l' inceneritore di Albano
27 settembre manifestazione nazionale chiaiano ore 16.00
18 ottobre corteo cittadino NO inceneritore ad Albano Laziale ore 15.30
Inceneritore Albano: consegna esposto al tribunale e alla ASL
Mer, 24/09/2008 - 13:55Comunicato Stampa:
Stamattina (lunedì 22 settembre) una delegazione del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano e dell’Associazione Salute e Ambiente di Cancelliera, ha consegnato alla direzione generale dell’Asl una copia dell’esposto presentato la settimana scorsa alla procura di Velletri.
“Abbiamo depositato un esposto alla procura di Velletri – ha affermato un rappresentante del Coordinamento all’inizio dell’incontro col Dott.Cicogna– per la situazione insostenibile verificatasi ormai da tempo nella zona di Cancelliera, per le emissioni tossiche della discarica e la riapertura dei lavori di stoccaggio sul quinto invaso ormai chiuso da anni”.
Al Dott. Cicogna è stato inoltre fatto rilevare anche la situazione disastrosa dei valori dell’acqua, spesso sempre ai limiti di legge. Secondo analisi presentate dai cittadini, dall’anno scorso nella zona di Cecchina si sono raddoppiati i valori dell’arsenico e quintuplicati i valori di manganese nella zona di Tor Paluzzi.
L’incontro si è chiuso con un impegno da parte del Dott. Cicogna, di verificare con l’Arpa la situazione delle falde acquifere del territorio, dove dovrebbe sorgere tra l’altro l’inceneritore voluto da Ama-Acea e Cerroni, di fornire alcuni vecchi pareri contrari dell’Asl in riferimento all’ulteriore ingrandimento della discarica di Roncigliano e di informare al più presto i cittadini di Roncigliano rispetto ad un sopraluogo nella zona della discarica, da parte del Dipartimento prevenzione Asl, in corso proprio al momento dell’incontro.
Il Coordinamento contro l’inceneritore e l’Associzione salute e ambiente ribadiscono il loro impegno di sensibilizzazione e di contro-informazione verso quelle politiche che antepongono alla salute dei cittadini la logica “maleodorante” del profitto per arrivare ad una nuova mobilitazione il 18 ottobre per le vie di Albano.
Volantino distribuito durante l'iniziativa:
LA DISCARICA DI RONCIGLIANO HA CONTAMINATO LE FALDE
IDRICHE E CONTINUA AD AVVELENARE LE POPOLAZIONI
CIRCOSTANTI - CERRONI VUOLE ANCHE PORTARE A TERMINE LA
GRANDE TRUFFA DELL’INCENERITORE / GASSIFICATORE DA
COSTRUIRE ACCANTO ALLA DISCARICA.
Abbiamo depositato, nei giorni scorsi, un esposto alla Procura di Velletri. Denunciando emissioni tossiche dalla discarica e la riapertura dei lavori di stoccaggio rifiuti sul quinto invaso già chiuso da anni.
Chiediamo oggi alla direzione generale della ASL e ai suoi servizi di igiene e prevenzione, se in questi anni abbiano mai controllato la situazione delle falde, dopo che fino al 2000 l’ex LIP (oggi ARPA) aveva appurato la contaminazione delle acque; se ci sono situazioni nuove è necessario che i cittadini vengano informati, che vengano resi pubblici i
risultati delle analisi.
Sempre nel 2000, le indagini di polizia giudiziaria riferivano che i cosiddetti pozzi-spia erano collocati in modo da rendere inutili i controlli e che quindi la discarica era tecnicamente inagibile.
La ASL ha verificato qualcosa? Questi uffici sono a conoscenza dell’innalzamento delle trincee del V invaso? Gli operatori dell’impianto di selezione in discarica tengono spesso le paratie aperte: gli ispettori della ASL hanno mai verificato le condizioni di lavoro e gli impianti di aerazione?
Nei giorni scorsi abbiamo constatato rotture e perdite gassose nelle tubature di recupero del biogas: la ASL non ha sentito? Non ha visto?
La discarica e il gassificatore preteso da Cerroni gravano su un territorio compromesso per quanto riguarda le acque potabili; nostre analisi ci danno un raddoppio dell’arsenico a Cecchina rispetto allo scorso anno e a luglio, 250 microgrammi/litro di manganese, 5 volte sopra il limite max consentito, per una fontana a Tor Palazzi, incrocio Nettunense.
La ASL ha dati di ACEA che dicono cose diverse? Li renda pubblici!
La ASL è stata informata delle caratteristiche del gassificatore di Cerroni? Come mai non è intervenuta presso gli uffici regionali nel corso della Valutazione d’Impatto Ambientale ?
La locale ASL avrebbe gli strumenti per verificare le emissioni in ossidi di carbonio, azoto, zolfo, diossine dell’impianto in questione?
Come pensano i nostri sanitari di garantire la
collettività in questa evenienza?
CHIUDERE LA DISCARICA DI RONCIGLIANO
BONIFICARE I TERRENI
IMPEDIRE LA COSTRUZIONE DEL GASSIFICATORE DI CERRONI.
25 SETTEMBRE ORE 21.00 CENTRO ANZIANI PAVONA
INCONTRO CON PAUL CONNETT
18 OTTOBRE ORE 15.30
ALBANO LAZIALE DA PIAZZA MAZZINI
MANIFESTAZIONE NO INCENERITORE
MARTEDI 16/9: INCONTRO SU INCENERITORE DI MALAGROTTA
Sab, 13/09/2008 - 07:28A Roma, il 29 ottobre aprirà l’inceneritore.
Aprirà in una zona della città, la cd. Valle Galeria, dove ci sono già tanti impianti ad alto impatto ambientale, come una enorme discarica, un inceneritore di rifiuti ospedalieri, una raffineria petrolifera, una centrale elettrica, depositi di olii combustibili e gas liquefatti, oltre a cave, cementifici e bitumifici.
Gli Amici di Beppe Grillo di Roma invitano i cittadini, le istituzioni e le aziende a discutere in un incontro pubblico quali siano e quali saranno i controlli ambientali ed a tutela della salute pubblica nella Valle Galeria.
Sono stati invitati all’incontro i rappresentanti delle istituzioni locali (Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Municipio Roma XVI, Municipio Roma XV, Arpa Lazio) e delle aziende che hanno
impianti nella zona (Consorzio laziale rifiuti, Ama, Raffineria di Roma, Eni, Praoil, Deco, Lampogas, Terna, Ama) oltre ai rappresentanti del Comitato di Malagrotta, del comitato Pisana 64 e del Comitato
Pleiadi.
Nel corso dell’incontro verrà presentata la relazione dell’Arpa Lazio sulla qualità dell’aria nella zona di Malagrotta da giugno a luglio 2008.
La data dell’incontro è il giorno 16/09/2008 dalle ore 16:30 presso la Sala del Consiglio del Municipio Roma XVI, Via Fabiola 14 (2. piano), Roma.
Marco Giustini
Consigliere Municipale Municipio Roma XVI
Lista Civica Amici di Beppe Grillo di Roma
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- notificato
13 settembre, assemblea cittadina NO INCENERITORE Albano
Dom, 07/09/2008 - 22:59DOPO UN ANNO DI MOBILITAZIONI,
IL RISCHIO DI AVERE UN INCENERITORE
NEL TERRITORIO DI ALBANO-CANCELLIERA RIMANE.
Abbiamo manifestato in mille ad Albano la scorsa primavera. Abbiamo tenuto presidi, assemblee, incontri informativi in tutto il territorio dei Castelli. Ci siamo scontrati più volte con i paladini politici del progetto di Cerroni. Abbiamo ottenuto il ribaltamento delle posizioni al consiglio comunale di Albano laziale che è passato da una maggioranza favorevole all’impianto alla fine del 2007 a ben due votazioni all’unanimità contro il progetto e per il mantenimento della destinazione agricola del terreno occupato dai lavori, all’inizio di questa estate.
Dopo la grande manifestazione di Albano del 15 marzo scorso, il dipartimento-territorio della REGIONE LAZIO ha espresso una V.I.A. (VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE) NEGATIVA sul S.I.A. (studio impatto ambientale) presentato dal consorzio CO.E.MA.(Consorzio Ecologico Massimetta di Cerroni-ACEA-AMA).
Malgrado tutto ciò, il 24 giugno scorso, il presidente della Regione Lazio Marrazzo, al termine del suo periodo di commissariato straordinario ai rifiuti, ha continuato a citare il quarto impianto di trattamento previsto in Albano, come una parte integrante del piano regionale, sia pure sottolineando come questo impianto sia ancora sotto istruttoria.
Ora, in cosa consista questa istruttoria, nessuno lo sa e chi sia l’istruttore, ancora meno.
Preoccupa il fatto che oggi l’assessore regionale ai rifiuti sia proprio quel Di Carlo che, fra i politici regionali, è quello che più si è esposto a favore dell’impianto di Cerroni.
Non rimane allora che rilanciare la mobilitazione, ribadendo che IL GASSIFICATORE DESTINATO A BRUCIARE CDR (COMBUSTIBILE DA RIFIUTI) È UNA TRUFFA:
• perché il CDR (carta, cartone, plastica) è interamente riciclabile e costituisce non più del 30% del rifiuto indifferenziato;
• perché non potrebbe bruciare senza l’utilizzo di quei soldi pubblici (CIP 6) che ormai non sembrano più accessibili;
• perché è un impianto industriale destinato a sputarci addosso migliaia di metri cubi di ossidi di carbonio, zolfo, azoto, diossina e nano-polveri;
• perché è destinato a distruggere le ultime briciole di zona agricola rimaste nel territorio comunale e a prosciugare le nostre già immiserite falde idriche.
Respingere il modello berlusconiano: discariche, inceneritori, centrali nucleari, automobili, autostrade, treni veloci ad ogni costo; modello sposato dal mondo politico dei moderati di ogni tipo che nascondono solamente la loro vera natura di vampiri di umani e di cose, è condizione minima indispensabile per continuare a pensare un futuro appena vivibile.
Ma è chiaro che dobbiamo avere una ambizione in più: quella di costruire un modello di autogoverno popolare in grado di archiviare il marciume dominante e di affrontare la complessità della vita quotidiana.
SABATO 13 SETTEMBRE 2008 – ORE 17.00
ASSEMBLEA GENERALE
AULA CONSILIARE COMUNE DI ALBANO LAZIALE
PER DECIDERE I PROSSIMI PASSAGGI DI MOBILITAZIONE
www.noinceneritorealbano.it
13 settembre, assemblea cittadina NO inceneritore Albano
Dom, 07/09/2008 - 22:56DOPO UN ANNO DI MOBILITAZIONI,
IL RISCHIO DI AVERE UN INCENERITORE
NEL TERRITORIO DI ALBANO-CANCELLIERA RIMANE.
Abbiamo manifestato in mille ad Albano la scorsa primavera. Abbiamo tenuto presidi, assemblee, incontri informativi in tutto il territorio dei Castelli. Ci siamo scontrati più volte con i paladini politici del progetto di Cerroni. Abbiamo ottenuto il ribaltamento delle posizioni al consiglio comunale di Albano laziale che è passato da una maggioranza favorevole all’impianto alla fine del 2007 a ben due votazioni all’unanimità contro il progetto e per il mantenimento della destinazione agricola del terreno occupato dai lavori, all’inizio di questa estate.
Dopo la grande manifestazione di Albano del 15 marzo scorso, il dipartimento-territorio della REGIONE LAZIO ha espresso una V.I.A. (VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE) NEGATIVA sul S.I.A. (studio impatto ambientale) presentato dal consorzio CO.E.MA.(Consorzio Ecologico Massimetta di Cerroni-ACEA-AMA).
Malgrado tutto ciò, il 24 giugno scorso, il presidente della Regione Lazio Marrazzo, al termine del suo periodo di commissariato straordinario ai rifiuti, ha continuato a citare il quarto impianto di trattamento previsto in Albano, come una parte integrante del piano regionale, sia pure sottolineando come questo impianto sia ancora sotto istruttoria.
Ora, in cosa consista questa istruttoria, nessuno lo sa e chi sia l’istruttore, ancora meno.
Preoccupa il fatto che oggi l’assessore regionale ai rifiuti sia proprio quel Di Carlo che, fra i politici regionali, è quello che più si è esposto a favore dell’impianto di Cerroni.
Non rimane allora che rilanciare la mobilitazione, ribadendo che IL GASSIFICATORE DESTINATO A BRUCIARE CDR (COMBUSTIBILE DA RIFIUTI) È UNA TRUFFA:
• perché il CDR (carta, cartone, plastica) è interamente riciclabile e costituisce non più del 30% del rifiuto indifferenziato;
• perché non potrebbe bruciare senza l’utilizzo di quei soldi pubblici (CIP 6) che ormai non sembrano più accessibili;
• perché è un impianto industriale destinato a sputarci addosso migliaia di metri cubi di ossidi di carbonio, zolfo, azoto, diossina e nano-polveri;
• perché è destinato a distruggere le ultime briciole di zona agricola rimaste nel territorio comunale e a prosciugare le nostre già immiserite falde idriche.
Respingere il modello berlusconiano: discariche, inceneritori, centrali nucleari, automobili, autostrade, treni veloci ad ogni costo; modello sposato dal mondo politico dei moderati di ogni tipo che nascondono solamente la loro vera natura di vampiri di umani e di cose, è condizione minima indispensabile per continuare a pensare un futuro appena vivibile.
Ma è chiaro che dobbiamo avere una ambizione in più: quella di costruire un modello di autogoverno popolare in grado di archiviare il marciume dominante e di affrontare la complessità della vita quotidiana.
SABATO 13 SETTEMBRE 2008 – ORE 17.00
ASSEMBLEA GENERALE
AULA CONSILIARE COMUNE DI ALBANO LAZIALE
PER DECIDERE I PROSSIMI PASSAGGI DI MOBILITAZIONE
www.noinceneritorealbano.it
Attivato l'inceneritore a Roma senza i controlli ambientali per la salute dei cittadini
Mer, 20/08/2008 - 21:35COMUNICATO STAMPA
"Attivato l'inceneritore a Roma senza i controlli ambientali per la salute dei cittadini"
Il 4 agosto, nel corso di un incontro tra i comitati cittadini e l'amministrazione comunale, il capo dipartimento Ambiente del Comune di Roma, Togni, ha mostrato una scatola contenente le scorie prodotte dal gassificatore di Malagrotta in quella data.
Con questa modalità insolita e scarsamente democratica, i cittadini sono stati cosi informati che il gassificatore di Roma è stato attivato.
Poichè, come da studi scientifici, in fase di accensione i gassificatori possono produrre grossi quantitativi di diossina, la lista civica Amici di Beppe Grillo di Roma ritiene gravissimo che il gassificatore sia stato attivato senza che preventivamente vi sia stata alcuna comunicazione pubblica su quali sono e saranno i controlli ambientali a garanzia della salute pubblica, che possano monitorare adeguatamente le emissioni del gassificatore.
Essendo presente nella zona di Malagrotta una centralina mobile di rilevamento dell'inquinamento dell'ARPA Lazio, la lista civica invita quantomeno a rendere pubblici i rilevamenti effettuati al momento dell'accensione del gassificatore.
Marco Giustini
Consigliere Municipale Municipio Roma XVI
Lista Civica Amici di Beppe Grillo di Roma
Nocivi City
Ven, 11/07/2008 - 10:53
Roma e dintorni si apprestano ad essere devastate da discariche, centrali elettriche a carbone, inceneritori, aeroporti e “grandi opere”. Gli interessi economici e politici sono enormi di qualsiasi progetto si parli. Le dinamiche? Sempre le stesse.
E allora accade che la gente inizia a informarsi e quando sente puzza di “bruciato” si organizza per difendere il proprio territorio e la propria salute, cercando di sottrarre i cosiddetti beni comuni dalla voracità dei vari Cerroni [1,2], De Benedetti e O'Leary che godono di ampie sponde politiche ad ogni livello.
Mentre fervono i preparativi per il primo campeggio dei “NO” presso il presidio No Turbogas di Aprilia dal 17 al 20 luglio [programma], il Consiglio di Stato ribalta la decisione del TAR e da di fatto il via libera alla costruzione della centrale. Ma non può essere una decisione calata dall'alto a fermare le popolazioni che da anni si battono contro quei poteri forti che vogliono costruire profitti distruggendo l'esistente.
Comunicato NO inceneritore Albano post manifestazione alla regione
Sab, 28/06/2008 - 00:01Il 24 giugno scorso si è tenuto il consiglio regionale per il Lazio con all' ordine del giorno l' approvazione del piano regionale rifiuti presentato dal commissario straordinario Marrazzo.
Calda e accesa è stata la protesta alla sede della regione in via la Pisana da parte del coordinamento contro l'inceneritore ed il comitato salute e ambiente. Una protesta che ha denunciato quanto sia inefficiente il piano regionale rifiuti ed ha espresso una totale contrarietà a tutti gli impianti di incenerimento e quindi in particolare anche a quello che dovrebbe essere costruito a Roncigliano, nel comune di Albano, suggerendo invece soluzioni alternative per lo smaltimento dei materiali post-consumo.
Per mesi le amministrazioni regionali hanno fatto leva sul concetto di "emergenza rifiuti" utilizzando le vicende campane come spauracchio per legittimare la costruzione di nuovi impianti di incenerimento e nuove discariche.
Questa è stata anche la strategia del commissariamento Marrazzo che "chiude il ciclo rifiuti" con la costruzione di nuove discariche - altri 2,8 milioni di metri cubi, quando ad oggi ce ne sono 2 milioni nel Lazio - e l' ampliamento (quasi raddoppiamento) degli inceneritori preesistenti di Malagrotta, Colleferro, S.Vittore, nonchè l' apertura di un' istruttoria per la costruzione di un nuovo impianto ad Albano.
Provvedimento quest'ultimo, che ignora totalmente la VIA negativa da parte della regione Lazio, l' opposizione espressa negli ultimi consigli comunali da parte delle amministrazioni di Albano, Ariccia e Pomezia, nonché il forte dissenso della popolazione espresso a più voci ormai da molti mesi.
Continua così la volontà di perseguire un modello di gestione dei rifiuti che è solo funzionale ad uno sviluppo produttivista e consumista pronto a sfruttare fino all' estremo limite le risorse dei territori e ad inquinare aria e ambiente minacciando così la salute di tutte le popolazioni. Nel piano Marrazzo, non si contemplano minimamente alternative più sostenibili come le isole ecologiche di compostaggio, impianti per il riciclaggio ed impianti meccanico biologici per il trattamento del residuo non riciclabile.
Anche in materia di raccolta differenziata, il piano fa ridere, si punta ad arrivare al 50% nel 2012, ovvero in 4 anni, quando con il modello del porta a porta qualsiasi comune è in grado di arrivare al 60-70% in 6-12 mesi come ci ha insegnato anche il comune limitrofo di Ciampino.
E' in questa maniera poco dignitosa, poco intelligente, poco economica e poco democratica che si conclude il periodo di commissariamento straordinario Marrazzo. Dal 30 giugno 2008 infatti, la gestione dei rifiuti tornerà ad essere di competenza delle province e dei comuni. Alle popolazioni resta "il regalo" di un piano rifiuti che è preistorico. Un piano che vede solamente incrementare impianti di incenerimento e discariche, che non risolve il problema della gestione dei rifiuti ed il rispetto della salute e dell' ambiente.
Ancora una volta, il guadagno di pochi è anteposto al benessere di intere popolazioni.
Noi non resteremo a guardare, non lasceremo che il capitale di una piccola élite decida sulle nostre teste!
Ci opporremo con tutte le nostre forze e ci riprederemo il diritto di decidere per le nostra vite!!
Coordinamento contro l' inceneritore di Albano
Comunicato NO inceneritore Albano post manifestazione alla regione
Ven, 27/06/2008 - 23:59Il 24 giugno scorso si è tenuto il consiglio regionale per il Lazio con all' ordine del giorno l' approvazione del piano regionale rifiuti presentato dal commissario straordinario Marrazzo.
Calda e accesa è stata la protesta alla sede della regione in via la Pisana da parte del coordinamento contro l'inceneritore ed il comitato salute e ambiente. Una protesta che ha denunciato quanto sia inefficiente il piano regionale rifiuti ed ha espresso una totale contrarietà a tutti gli impianti di incenerimento e quindi in particolare anche a quello che dovrebbe essere costruito a Roncigliano, nel comune di Albano, suggerendo invece soluzioni alternative per lo smaltimento dei materiali post-consumo.
Per mesi le amministrazioni regionali hanno fatto leva sul concetto di "emergenza rifiuti" utilizzando le vicende campane come spauracchio per legittimare la costruzione di nuovi impianti di incenerimento e nuove discariche.
Questa è stata anche la strategia del commissariamento Marrazzo che "chiude il ciclo rifiuti" con la costruzione di nuove discariche - altri 2,8 milioni di metri cubi, quando ad oggi ce ne sono 2 milioni nel Lazio - e l' ampliamento (quasi raddoppiamento) degli inceneritori preesistenti di Malagrotta, Colleferro, S.Vittore, nonchè l' apertura di un' istruttoria per la costruzione di un nuovo impianto ad Albano.
Provvedimento quest'ultimo, che ignora totalmente la VIA negativa da parte della regione Lazio, l' opposizione espressa negli ultimi consigli comunali da parte delle amministrazioni di Albano, Ariccia e Pomezia, nonché il forte dissenso della popolazione espresso a più voci ormai da molti mesi.
Continua così la volontà di perseguire un modello di gestione dei rifiuti che è solo funzionale ad uno sviluppo produttivista e consumista pronto a sfruttare fino all' estremo limite le risorse dei territori e ad inquinare aria e ambiente minacciando così la salute di tutte le popolazioni. Nel piano Marrazzo, non si contemplano minimamente alternative più sostenibili come le isole ecologiche di compostaggio, impianti per il riciclaggio ed impianti meccanico biologici per il trattamento del residuo non riciclabile.
Anche in materia di raccolta differenziata, il piano fa ridere, si punta ad arrivare al 50% nel 2012, ovvero in 4 anni, quando con il modello del porta a porta qualsiasi comune è in grado di arrivare al 60-70% in 6-12 mesi come ci ha insegnato anche il comune limitrofo di Ciampino.
E' in questa maniera poco dignitosa, poco intelligente, poco economica e poco democratica che si conclude il periodo di commissariamento straordinario Marrazzo. Dal 30 giugno 2008 infatti, la gestione dei rifiuti tornerà ad essere di competenza delle province e dei comuni. Alle popolazioni resta "il regalo" di un piano rifiuti che è preistorico. Un piano che vede solamente incrementare impianti di incenerimento e discariche, che non risolve il problema della gestione dei rifiuti ed il rispetto della salute e dell' ambiente.
Ancora una volta, il guadagno di pochi è anteposto al benessere di intere popolazioni.
Noi non resteremo a guardare, non lasceremo che il capitale di una piccola élite decida sulle nostre teste!
Ci opporremo con tutte le nostre forze e ci riprederemo il diritto di decidere per le nostra vite!!
Coordinamento contro l' inceneritore di Albano
NO INCENERITORE ALBANO - 20 e 24 giugno sit-in alla regione
Mer, 18/06/2008 - 20:16NO INCENERITORE DI ALBANO
Le mobilitazioni in corso dallo scorso settembre 2007, nel territorio di Albano e nei territori limitrofi, contro la volontà di CERRONI, ACEA, AMA, che intendono costruire in località Roncigliano-Cancelliera un inceneritore-gassificatore da 230.000 t/anno di CDR (Combustibile Da Rifiuti) (!!??), hanno dimostrato con chiarezza la contrarietà delle popolazioni a questo progetto.
Il 5 giugno scorso, il consiglio comunale di Albano laziale ha votato all’unanimità un o.d.g., proposto dal coordinamento, di contrarietà al progetto, confermando la destinazione agricola dei terreni acquistati da Cerroni per costruire l’inceneritore, nuova fabbrica di profitti, truffe ed inquinamento.
Malgrado ciò, Marrazzo e la giunta regionale, si apprestano a varare un nuovo piano regionale dei rifiuti dove, accanto agli inceneritori di S. Vittore e Colleferro, già funzionanti, e Malagrotta, in avviamento, è previsto l’impianto di Albano, ancora da costruire.
Nell’autunno scorso il Consiglio regionale aveva votato contro; oggi invece, sotto la pressione di un a lobby guidata da politici come Di Carlo (ex Margherita) e Montino (ex DS), PDL e PD si apprestano a varare questo nuovo disastro.
NOI CI OPPORREMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE!
Sabato 14 giugno a Roncigliano, una affollatissima assemblea popolare, con la partecipazione del prof. Montanari, ha ribadito questa opposizione.
- VENERDI 20 GIUGNO ORE 10.30 PICCHETTO SOTTO LA PRESIDENZA DELLA REGIONE LAZIO- Via Rosa Raimondi Garibaldi per consegnare a Marrazzo le firme raccolte contro l’inceneritore.
- MARTEDI 24 GIUGNO ORE 10.30 MANIFESTAZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE- Via della Pisana.
COORDINAMENTO CONTRO L’INCENERITORE di ALBANO