sport

benefit night to polisportiva ALL REDS

24/05/2008 - 20:30
25/05/2008 - 02:00
Promotore evento:
polisportiva all reds & csoa la strada

ore 20:30 finale coppa italia su maxi schermo ROMA-inter
ore 23
sostieni pratica e diffondi lo sport popolare antifascista e autogestito..
live..............RED STRIPES
ai controlli:
BRIGATA ETRUSKA
BRUSCA
MR.BLUEBEAT
SKATANIA
BACCO
csoa la strada,v.passino 24,garbatella rossa,roma_
www.csoalastrada.org

Antiracist Street Team

17/05/2008 - 15:00
17/05/2008 - 21:00
Sommario:
la seconda edizione dell’Antiracist Street Team,evento che unisce la pratica sportiva ad un contest di suoni e voci dell’universo hip hop metropolitano
Promotore evento:
L.o.a Acrobax Project, Polisportiva All Reds
Indirizzo email:

Sabato 17 maggio si è svolgerà la seconda edizione dell’Antiracist Street Team, evento che unisce la pratica sportiva ad un contest di suoni e voci dell’universo hip hop metropolitano. Sono passati ormai due anni da quando abbiamo costruito il playground, un nuovo spazio pubblico di aggregazione sociale nel parcheggio dell’ex cinodromo. Come
laboratorio Acrobax siamo impegnati da anni, insieme alla Polisportiva All Reds, nell’affermare lo sport come diritto per tutti e tutte, superando le storiche barriere di classe sociale, culturali, di sesso, di provenienza geografica, di età e di condizione fisica che escludono ancora milioni di donne e di uomini da qualsiasi pratica sportiva.

L’evento che si realizza in tre appuntamenti (3, 17, 31 Maggio), anche quest’anno è dedicato a tre compagni che hanno segnato la nostra storia e la vita Roma: Auro, Antonio e Renato.

Il 19 maggio 1991 al centro sociale Corto Circuito, una notte, un rogo illuminò il cielo, quella notte fu assassinato dai fascisti Auro Bruni. Aveva 19 anni.

Antonio Salerno Piccinino, un fratello di acrobax, morto sul lavoro il 17 Gennaio 2006, mentre faceva una consegna straordinaria svolgendo la sua attività di pony express. Il suo contratto di lavoro era scaduto, il suo nome si unisce alle migliaia di vittime della violenza del lavoro che ogni giorno ci sono nel nostro paese.

Renato Biagetti ucciso dai fascisti la notte tra il 26 e il 27 agosto 2006 all’uscita di una dance hall reggae a Focene.

Inoltre Antiracist street team 2.0 vuole denunciare e rendere pubblico nella città di Roma quello che è accaduto a Verona la notte del 1 maggio.

In concomitanza della manifestazione di Verona, a cui parteciperemo, vogliamo collegare con un filo rosso la nostra iniziativa di sport, antirazzismo ed antifascismo. Oggi è Nicola, ammazzato di botte in una strada del centro di Verona da mani poco più che adolescenti, di un gruppetto di ragazzini cresciuti
nella cultura fascista e razzista dell'intolleranza e del disprezzo. Ancora una rissa, una lite tra balordi finita male. Stavolta la scusa è la sigaretta ma, come ieri, la politica non c'entra niente. Ma noi sappiamo chi è stato. Ad uccidere Nicola, come Renato, sono stati giovani appartenenti ad una cultura neofascista e razzista, espressione di una nuova destra
reazionaria, oggi al governo di questo paese e di questa città. Ne è dimostrazione la violenta campagna lanciata contro gli extracomunitari e i rom che ha portato già a gravissimi episodi di intolleranza. La stessa destra che si stupisce di come i suoi cuccioli, allevati all’odio, alla sopraffazione e alla cultura
del pregiudizio possano diventare poi bestie feroci.

Noi abbiamo gli occhi bene aperti e ci riprendiamo le
strade gridando:

Chi pensa di fermarci vedrà muoverci, chi pensa di
zittirci sentirà urlare la nostra rabbia.

Antifascisti sempre

Con Auro, Antonio e Renato nel cuore

Con rabbia e con amore, ciao Nicola

Loa Acrobax

Polisportiva All Reds

Palestina, calcio e solidarietà - Via al torneo nei campi profughi

autore:
Repubblica - MATTEO TONELLI
Sommario:
Si apre domani la quarta edizione di "Sport sotto assedio". Centouno ragazzi italiani incontreranno le squadre dei Territori

ROMA - Scherzando la chiamano la carica dei 101. E' la carovana di ragazzi e ragazze, in prevalenza italiani, che parteciperanno alla quarta edizione di "Sport sotto assedio". Una manifestazione, a metà tra solidarietà e sport, che inizia domani e finisce il 30. Si giocherà in Palestina e anche quest'anno calciatori e calciatrici italiani (ovviamente dilettanti) incontreranno squadre formate da coetanei palestinesi della Striscia di Gaza e della West Bank. Ragazzi e ragazze che provengono da associazioni di volontariato, centri sociali e curve degli stadi. E che da tempo hanno imboccato questa strada per dare una forma concreta alla solidarietà. Calcio, ma anche incontri nelle università e con le associzioni palestinesi.

Si giocherà nei campi profughi e nelle città: a Jabalia camp, Khan Younis, Jayyus, Qalqiliya, Dehisheh camp, Abu Dis e Gerusalemme. Più difficile invece che si giochi a Gaza. Troppo pericoloso fare entrare gente in una situazione di tensione così alta. Tanto che dal governo israeliano sarebbe arrivato un secco altolà all'ingresso dei 101. Un peccato soprattutto per gli abitanti del campo che lo scorso hanno tributarono ai ragazzi italiani un'accoglienza degna della Nazionale.

L'idea di portare lo sport laddove c'è la guerra è nata da un gruppo di ragazzi facenti delle associazioni milanesi Jalla Onlus e Salah Onlus. Gente con la passione per il calcio che da tempo ho deciso di condividere con i ragazzi dei campi profughi palestinesi "un percorso di educazione allo sport come strumento di dialogo e di convivenza".

Ed è spuntata così l'idea di un torneo per regalare alle disastrate zone della Palestina momenti di serenità e sport. Ma non solo. Nel 2006 una delegazione di calciatori palestinesi, sette ragazzi della squadra Free Palestine, venne in Italia a giocare a pallone. Videro un mondo diverso dal loro. Ma al momento del rientro la realtà si ripresentò in tutta la sua crudezza. L'offensiva delle truppe israeliane a Gaza li bloccò a Roma per giorni. La stessa crisi che, adesso, potrebbe non permettere ai cittadini di Gaza di vedere un pallone rotolare in nome della Pace.

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