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 <title>Casilino 900</title>
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 <title>Casilino 900 e campi Rom di Roma: continua la Resistenza (Gandhiana)</title>
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 <description>&lt;p&gt;Nonostante le posizioni durissime dell&#039;Unione europea, del Consiglio d&#039;Europa e delle Nazioni unite, le Istituzioni e le autorità intolleranti proseguono nella loro opera di repressione disumana, che nega a migliaia di famiglie i diritti di base. Questa terribile persecuzione, che i testimoni della Shoah paragonano agli anni delle leggi razziali e dell&#039;Olocausto, non avviene solo a Roma, naturalmente, ma nella maggior parte delle città italiane. La Corte penale internazionale de L&#039;Aja sta giudicando l&#039;Italia - le sue Istituzioni centrali e locali - per &quot;Crimini contro l&#039;umanità&quot;. Speriamo che il verdetto sia emesso presto e fermi questa vergogna, che sarà ricordata come una delle pagine più atroci della Storia d&#039;Italia. Noi del Gruppo EveryOne, nonostante le intimidazioni, le minacce, la dolorosa  testimonianza di orrori e atrocità quotidiane, continuiamo la nostra Resistenza gandhiana, la raccolta di documenti riguardanti la persecuzione, la campagna razzista sempre più spudorata, la caduta in un vortice di crudeltà e disumanità che ci lascia sempre più attoniti. Ma... non siamo più soli: una rete di attivisti, studiosi delle persecuzioni, testimoni, cronisti della Verità è ormai diffusa in tutta Italia e nessuno potrà un giorno, quando questa barbarie finirà, sottrarsi alle proprie responsabilità. Roberto Malini - Gruppo EveryOne&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sgombero dei rom dal Casilino 900&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Claudio Pompei - Il Giornale, 29 luglio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Casilino 900 verrà sgomberato, nel frattempo Questura e Prefettura disporranno un servizio di vigilanza e il prefetto, in quanto commissario straordinario per l’emergenza nomadi a Roma, dovrà occuparsi della nuova destinazione dei nomadi del campo». Lo ha detto il sindaco Gianni Alemanno al termine dell’incontro con il prefetto e i rappresentanti dei residenti della zona adiacente al campo nomadi Casilino 900 che, nei giorni scorsi avevano protestato bloccando la via Palmiro Togliatti, alla periferia di Roma.&lt;br /&gt;
«Ci siamo impegnati a fare una ripulitura immediata del campo Casilino 900 per togliere tutti i materiali che vengono bruciati. Poi verrà sgomberato» ha assicurato il sindaco aggiungendo che «nel frattempo verrà attivato un servizio di vigilanza con la Prefettura e la Questura in attesa di avere una destinazione per i nomadi e poter rimuovere totalmente il campo, ma questo appartiene ai compiti del prefetto in quanto commissario». «Prima dello sgombero bisogna decidere la nuova destinazione perché non si può agire come in passato - ha concluso Alemanno -. Nel frattempo metteremo il campo sotto controllo per evitare altri incendi».&lt;br /&gt;
Pienamente soddisfatti dei risultati dell’incontro gli abitanti della zona. «Per il momento la nostra mobilitazione è finita perché abbiamo avuto garanzie dal sindaco e dal prefetto. Se gli impegni non verranno mantenuti riprenderemo», ha detto Annamaria Addante rappresentante del comitato inquilini e proprietari di Torre Spaccata. Sabato notte, in via Palmiro Togliatti i residenti avevano iniziato una mobilitazione chiedendo lo spostamento del campo nomadi Casilino 900. «Alemanno ci ha ascoltati subito - ha spiegato Addante - e ha preso l’impegno di sorvegliare il campo con le forze dell’ordine, ripulirlo e, nel medio termine, di spostarlo». Per l’assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso «non si tratta di una cosa di cui prendiamo atto oggi ma ci sono dei tempi: la possibilità di sgomberare il campo è un obiettivo a medio termine da attuare dopo il censimento». All’incontro, durata circa un’ora, era presente anche un portavoce del Casilino 900, Esad Licina che, a nome della comunità rom ha ribadito il suo «no» alla casetta di legno come modulo abitativo: «Abbiamo vissuto per quarant’anni nelle baracche ora vogliamo case prefabbricate in cemento armato e non sperimentazioni di giovani architetti».&lt;br /&gt;
Un altro sgombero in vista è quello dell’insediamento di Tor de’ Cenci. «Quel campo - ha spiegato l’assessore Belviso al termine dell’incontro di ieri in Prefettura - è una bomba a orologeria. Oggi sono venuta qui anche per chiederne lo sgombero immediato». «Nel campo semi-attrezzato e non autorizzato - ha spiegato Belviso - ci sono 350 persone, la metà delle quali ha carichi pendenti o si trova agli arresti domiciliari». Per questo, la richiesta di sgombero, alla quale il prefetto ha risposto con la necessità di avviare un censimento non previsto nell’immediato. Belviso ha spiegato che «la volontà dell’amministrazione comunale è collocare, al termine del censimento, gli aventi diritto del campo mentre gli altri vanno espulsi».&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 30 Jul 2008 09:54:24 +0200</pubDate>
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 <title>Casilino 900 e campi Rom in Italia: eurodeputato Mohaksi relaziona a Ue. Arrivano sanzioni</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2863</link>
 <description>&lt;p&gt;20 maggio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;RAZZISMO CONTRO I ROM, ISPEZIONE UE IN ITALIA AFFIDATA ALL&#039;EURODEPUTATO VIKTÓRIA MOHÁCSI, CHE DICHIARA: &quot;UNA SITUAZIONE ORRIBILE&quot;. GRUPPO EVERYONE: &quot;L&#039;EUROPA ASCOLTERÀ DALLA MOHACSI LA TESTIMONIANZA DI UNA PERSECUZIONE. L&#039;UE FERMERÀ IL DECRETO MARONI, CHE È UNA LEGGE RAZZIALE&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Gruppo EveryOne sollecita da tempo, con il sostegno dei Radicali, dei Verdi, del Pse e di altre organizzazioni politiche/attivistiche, l&#039;invio da parte dell&#039;Ue di una commissione di ispezione in Italia, per verificare le condizioni dei campi Rom, a partire dal Casilino 900, simbolo della condizione dei popoli &#039;zingari&#039; in Italia. La Commissione europea ha scelto l&#039;europarlamentare Rom ungherese Viktoria Mohacsi, che a sorpresa ha visitato nelle giornate del 17 e del 18 maggio prima il Casilino 900 e altri insediamenti romani, quindi alcuni campi di Napoli, incontrando sia i profughi del pogrom di Ponticelli, sia le famiglie che vivono nei campi partenopei più popolosi. Le ispezioni e le interviste effettuate dall&#039;europarlamentare, accompagnata da deputati radicali, saranno presentate domani, 20 maggio, in una relazione dettagliata a Strasburgo, per consentire alla Commissione europea di valutare i provvedimenti da prendere nei confronti delle Istituzioni italiane, a tutela del popolo Rom perseguitato. La Mohacsi, dopo la visita ai campi Rom, ha pronunciato un giudizio molto severo: &quot;La situazione dei Rom in Italia è orribile. È incredibile che in un paese democratico ci siano persone che vivono senza diritti. E&#039; urgente che si attui un programma di integrazione, specialmente per le persone che arrivano dai nuovi stati membri dell&#039;Ue&quot;. Prima ancora dell&#039;assemblea di domani, in cui saranno stabilite le sanzioni contro l&#039;Italia, il capogruppo del Pse  Schulz ha affermato: &quot;Dobbiamo evitare che succeda anche altrove ciò che è successo in Italia&quot;. Nel frattempo il Gruppo EveryOne ha ricostruito le dinamiche del presunto rapimento di Ponticelli, dimostrando l&#039;innocenza della giovane accusata, che secondo testimoni attendibili non ha commesso il fatto. Testimonianze di operatori che lavorano da anni con i Rom hanno inoltre consentito agli attivisti del Gruppo EveryOne di apprendere che Angelica non è una Romnì, ma una 16enne di altra etnia slava. L&#039;incredibile montatura di Ponticelli, tuttavia, ha scatenato a Napoli il più cieco odio razziale, conducendo al pogrom di via Malibran e a una sequenza impressionante di aggressioni, violenze e minacce nei confronti dei Rom. Intanto a Napoli la caccia allo &#039;zingaro&#039; continua: adesso sono gli abitanti di Soccavo a intraprendere azioni violente e intimidatorie contro i Rom, con incendi, atti violenti, inseguimenti, aggressioni, terrore. &quot;La scuola Deledda, dove sono rifugiati alcuni dei Rom di Ponticelli è sotto assedio&quot;, rivelano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, leader del Gruppo EveryOne, &quot;con bande di razzisti a piedi e in moto che gridano insulti e minacce contro gli &#039;zingari&#039;. La forza pubblica assiste senza accennare la minima reazione. A Roma, Milano e in altre città le forze dell&#039;ordine e ronde di giustizieri braccano i Rom dovunque e distruggono le loro baracche. A Pisa neonazisti distruggono le baracche Rom e purtroppo il Comune e le autorità chiudono gli occhi. Il sindaco di Roma ha arrestato 50 Rom accusandoli di reati ai quali sono poi risultati estranei&quot;. Il Gruppo EveryOne ha sottoposto una bozza di testo del decreto Maroni a minuzioso esame, confrontandolo con le norme internazionali. &quot;Di fatto si tratta di una legge razziale, che contiene gravi violazioni della Direttiva 2004/38/CE: per esempio l&#039;articolo 14, che impedisce di espellere i cittadini Ue che siano in cerca di lavoro e l&#039;articolo 27, che impedisce espulsioni per mancanza di mezzi di sostentamento. Ricordiamo che tutti i capifamiglia Rom sono in disperata ricerca di un&#039;attività lavorativa, negata loro a causa dell&#039;emarginazione e del razzismo. Il decreto, si pone in totale contrasto sia con la Direttiva 2000/43/CE, che combatte il razzismo nei Paesi Ue, sia con Risoluzione del Parlamento europeo del 31 gennaio 2008 su una strategia europea per i Rom&quot;. I leader EveryOne sottolineano inoltre come l&#039;atteggiamento delle Istituzioni italiane ripercorra politiche già stigmatizzate in sedi internazionali: &quot;Le violazioni sono rese ancora più gravi dal fatto che la politica razzista italiana era già stata condannata nella Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2007, nella nota di ammonimento del Cerd (Nazioni Unite) e nella denuncia per Crimini contro l&#039;Umanità registrata presso la Corte Penale Internazionale de L&#039;Aja. Si rende ora necessario che la Ue attui misure severe per fermare la persecuzione dei Rom in Italia, la campagna razziale condotta attraverso i media, i tentativi di bypassare le norme internazionali contro il razzismo e per la libera circolazione dei cittadini nei Paesi Ue. L&#039;alternativa ha ormai l&#039;aspetto sinistro di un vero e proprio Olocausto, i cui prodromi hanno abbassato la speranza media di vita dei Rom in Italia a 35 anni: come gli ebrei e gli &#039;zingari&#039; durante il nazismo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ulteriori informazioni:&lt;br /&gt;
Gruppo EveryOne&lt;br /&gt;
Tel: (+ 39) 331 3585406&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt; :: &lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Approfondimenti su &lt;a href=&quot;http://www.annesdoor.com&quot; title=&quot;www.annesdoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.annesdoor.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 20 May 2008 10:00:34 +0200</pubDate>
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 <title>Il Giorno della Shoah e il &quot;ghetto&quot; del Casilino 900</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2554</link>
 <description>&lt;p&gt;Oggi è il Giorno della Shoah, che ci invita a imitare gli eroi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Roberto Malini&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1 maggio 2008. In Israele oggi è Yom HaShoah, il Giorno della Memoria. Si ricordano i martiri e gli eroi dell&#039;Olocausto, nella ricorrenza della rivolta degli ebrei nel Ghetto di Varsavia. Yom HaShoah ci induce a ricordare sei milioni di vittime dell&#039;odio razziale, ma ci esorta anche ad essere pronti al sacrificio per difendere gli ideali di uguaglianza fra i popoli e impedire che si ripetano atti di persecuzione contro le minoranze. Non so quanti di noi abbiano raccolto l&#039;eredità dei morti e dei giusti dell&#039;Olocausto, sono però certo che la Memoria ci chiede di essere pronti a insorgere, come gl eroi del Ghetto di Varsavia, opponendo la nostra fede nei valori dell&#039;antirazzismo e della solidarietà ai carnefici del nostro tempo. I Ghetti di oggi, dove gli aguzzini scatenano il loro odio contro i diversi e i poveri, sono gli insediamenti Rom, il cui simbolo è divenuto il Casilino 900. Ho cari amici fra i sopravvissuti all&#039;Olocausto e ripeto volentieri le parole di una donna straordinaria, Mirjam Pinkhof, che salvò settanta bambini ebrei dalle camere a gas e sopravvisse ai lager: &quot;L&#039;Olocausto non fu un guerra, ma un massacro di innocenti. Conosco un solo modo di ricordarli: essere sempre pronti a dire no. No ai potenti, no alle divise, no al potere quando perde il rispetto della vita umana, quando afferma che vi sono esseri umani che hanno più diritti rispetto ad altri esseri umani&quot;. Il Gruppo EveryOne celebra in silenzio il Giorno della Memoria. Siamo in contatto con i Rom del Casilino 900 e di altri insediamenti minacciati di sgombero dai potenti che hanno perso il rispetto dei Diritti Umani. Si chiamano Berlusconi, Fini, Bossi, Alemanno: hanno un potere quasi illimitato e dispongono di migliaia di sgherri armati, di mezzi cingolati pronti a distruggere. Sono arroganti, privi di scrupoli e possono diffondere le loro menzogne e i loro proclami razzisti grazie alla complicità dei media. Noi siamo pronti a fare scudo alle vittime designate con i nostri corpi. Se l&#039;Europa non ascolterà il nostro grido di allarme e non li fermerà, saremo di fronte alle loro squadre, alle loro ruspe, ai loro cani feroci, ai loro manganelli e alle loro pistole. Diremo no alle loro malefatte, no alla loro violenza, no ai loro pogrom, no alla loro iniquità. Non alzeremo un dito contro di loro, neanche se ci colpiranno e se affermeranno il contrario - come sono soliti fare, per giustificare i loro crimini - mentiranno. Canteremo, tenendoci per mano, come fece a Varsavia Janusz Korczak, l&#039;eroico direttore dell&#039;orfanotrofio di via Krochmalna di fronte ai soldati tedeschi che avevano l&#039;ordine di arrestare e deportare a Treblinka i suoi bambini. Canteremo e ripeteremo il mantra degli eroi e delle vittime: &quot;Mai più&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:roberto.malini@annsedoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;roberto.malini@annsedoor.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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 <pubDate>Thu, 01 May 2008 12:39:00 +0200</pubDate>
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 <title>Casilino 900: come il Ghetto di Varsavia</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2275</link>
 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: sembra il Ghetto di Varsavia e dobbiamo mobilitarci se vogliamo evitare a tante famiglie Rom una catastrofe umanitaria&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Roberto Malini - Gruppo EveryOne&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma, 11 aprile 2008. Ieri abbiamo incontrato alcune famiglie al Casilino 900. Prima di raggiungere il campo, siamo stati &quot;messi in guardia&quot; da alcuni cittadini che vivono nel quartiere: &quot;Ma vi rendete conto di che rischio correte, a entrare in quel campo di zingari? Ma non li leggete i giornali? C&#039;è sempre la polizia lì, oggi per un&#039;aggressione, domani per una rapina o per spaccio di droga. Quelli sono come bestie: sfruttano i loro bambini e si nutrono anche di cani e gatti&quot;. L&#039;ultima diceria è la più recente e nasce da una notizia diffusa da stampa e televisioni: con una &quot;brillante azione&quot; congiunta, la Questura, il Corpo forestale dello Stato, il Nucleo investigativo per i reati contro gli animali e l&#039;Ufficio per i diritti degli animali  hanno infatti confiscato ai Rom del Casilino 66 gatti e 36 cani. &quot;Tutti in pessime condizioni igienico-sanitarie e quasi tutti tenuti alla catena,&quot; precisano i solerti funzionari, gonfiando il petto di orgoglio. La verità è la ben diversa: è vero che gli animali vivevano in pessime condizioni igienico-sanitarie, ma solo perché la politica razziale del Comune di Roma ha ridotto il campo in condizioni di miseria tragiche. I gatti e i cani dei Rom che vivono a Roma - e che vengono difesi con tanta passione da un piccolo esercito di &quot;amici degli animali&quot;, mantenuto con il denaro pubblico - si trovano nelle stesse condizioni dei Rom che li accudiscono, condizioni che non è un eufemismo definire simili a quelle dei campi di concentramento nazifascisti. Togliere ai bambini del Casilino 900 i loro animali domestici, che sono per molti di loro l&#039;unico conforto in un&#039;esistenza ben lontana da quelli che dovrebbero essere i &quot;Diritti del bambino&quot; e che versano in condizioni di salute pietose, è stata l&#039;ennesima violazione, l&#039;ennesima violenza morale (ma non mancano quelle fisiche!) commessa dalle autorità romane contro i Rom del Casilino 900. &quot;Noi non mangiamo i cani e il mio cucciolo mi manca,&quot; mi ha detto fra le lacrime una bimba di 5 o 6 anni. Nonostante le voci, diffuse dalla propaganda razzista grazie ala complicità dei media, al Casilino 900 non vive una banda di criminali, ma circa duecento famiglie composte in prevalenza da bambini e ragazzini. Bambini: ecco l&#039;umanità che si incontra nel campo. Decine di bambini terrorizzati dalle forze dell&#039;ordine (&quot;Quando mi si avvicina un poliziotto, io smetto di respirare e spero che non mi veda. Ricomincio a respirare quando se ne è andato via,&quot; mi confida un ragazzino di circa 10 anni), affamati, spesso affetti da parassiti o infezioni, perché al Casilino 900 sono state interrotte sia l&#039;erogazione di acqua ( a parte una fontanella che getta un fiotto sottile come un rivo di pianto), sia quella di energia elettrica. Così, nel 2008, nell&#039;era delle più grandi conquiste della scienza e della tecnologia, nell&#039;era in cui tutti parlano di Diritti Umani, in una delle città più importanti del mondo, avviene che un popolo, il popolo dei Rom, sia costretto a vivere nelle condizioni dei ratti, in attesa dell&#039;annunciata opera di disinfestazione, a cura del Comune di Roma. Abbiamo contattato autorità comunali e di forza pubblica, ma le loro risposte sono state sempre evasive: non pare vi sia una reale intenzione di provvedere a ripristinare l&#039;erogazione di acqua e corrente elettrica né di fornire assistenza alle famiglie Rom. Al contrario, ai capifamiglia che svolgono attività (piccoli trasporti, vendita ambulante ecc.) sono stati sequestrati gli autoveicoli e di fatto sono stati inibiti i loro mezzi di sostentamento. Le ruspe abbattono decine di baracche con i pretesti più disparati: dobbiamo allargare la strada per consentire l&#039;eventuale passaggio dei vigili del fuoco, in caso di incendio; quella baracca era pericolosa perché costituita da materiale infiammabile ecc. Alcune famiglie, fra cui una con otto bambini, di cui alcuni malati, sono costrette a dormire sulla nuda terra, perché non è stato prevista neppure l&#039;istallazione di roulotte, container o casse mobili. Un funzionario mi ha confessato la verità, riguardo alle operazioni: &quot;Non si tratta di sicurezza, ma la sorte del Casilino 900 è già stata decisa, perché qui si faranno i lavori per la metropolitana&quot;. E ha aggiunto: &quot;Tenga conto che i politici devono anche ascoltare i cittadini e francamente qui gli zingari non li vuole nessuno. Non sarà una bella cosa, ma in tanti hanno costruito le loro campagne elettorali sulla promessa di mandarli via&quot;. Quando gli ho chiesto se secondo lui si stava vagliando un&#039;alternativa di campi di qualità, ben attrezzati e in linea con norme e convenzioni internazionali, si è messo a ridere e mi ha guardato con un&#039;odiosa smorfia d&#039;intesa, come per dire: &quot;Ma le pare che quelli stano pensando al bene degli zingari di Roma?&quot;. Qui di seguito, il documento propositivo che abbiamo presentato al Presidente del consiglio del Municipio VIII, documento condiviso dai capifamiglia Rom che abbiamo interpellato e che provvederemo a diffondere capillarmente presso le Istituzioni romane, fermo restando che non abbiamo notato la benché minima apertura, da parte loro e che non deve essere questa la via maestra da seguire, se non vogliamo arrivare a uno sgombero-pogrom dagli esiti catastrofici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Casilino 900: lo sgombero annunciato è una violazione dei diritti dei Rom. Il Gruppo EveryOne propone alternative solidali o una ferma resistenza gandhiana&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Francesco Rutelli, il prossimo sindaco di Roma, intende celebrare il suo 54° compleanno, il 14 giugno 2008, con lo sgombero del Casilino 900, il più antico campo Rom della Capitale, un insediamento in cui si susseguono, da più di 40 anni, generazioni di famiglie Rom. La storia del Casilino 900 è una storia di emarginazione, povertà, segregazione, ma è anche una storia di coraggio, di fierezza, di orgoglio. L&#039;orgoglio di far parte di un popolo antico, che da secoli contribuisce alla cultura e alla civiltà d&#039;Europa. Nonostante i pregiudizi che li circondano, i Rom sono infatti da secoli protagonisti della vita delle società del vecchio continente, che hanno arricchito di importanti innovazioni nei campi della tecnologia, della musica, dello spettacolo. La partecipazione dei Rom alla vita degli Stati europei si è svolta in condizioni difficilissime, basti pensare ai 500 anni di schiavitù nei Principati Romeni e allo sterminio subito durante l&#039;Olocausto. Il 14 giugno, oltre che il compleanno di Rutelli, è anche la data in cui venne inaugurato il campo di morte di Auschwitz, nel 1940, con l&#039;arrivo dei primi deportati. Migliaia di famiglie Rom persero la vita nella &quot;fabbrica della morte&quot;. Nel suo programma elettorale, Rutelli ha annunciato che “Il campo nomadi Casilino 900, il più grande di Roma sarà sgomberato e noi impediremo nuovi insediamenti, pretenderemo la legalità e saremo inflessibili nei confronti di chi non rispetta le regole”. Nei suoi proclami improntati all&#039;odio razziale, Rutelli non è diverso da Walter Veltroni, il sindaco che ha trasformato Roma in un luogo di persecuzione razziale, degna della Varsavia dominata dai carnefici di Hitler. Sull&#039;altro fronte, la destra, non si respira aria più pura, visto che da Berlusconi a Fini, da Bossi alla Santanché, ogni candidato si è premurato di inserire un progetto di purga etnica nei confronti dei Rom nel suo programma elettorale: &quot;Sgombereremo i campi, espelleremo gli zingari, impediremo accattonaggio e servizi di strada&quot;. Trasformare un&#039;emergenza umanitaria in una questione-sicurezza non è una strategia inventata dalle nostre Istituzioni e autorità, visto che già dal Medioevo gli zingari venivano sottoposti a restrizioni, oppressioni e violenze con la scusa di una predisposizione alla delinquenza e all&#039;immoralità che veniva loro attribuita. Il nazionalsocialismo utilizzò lo stesso genere di campagna razziale. Il razzismo istituzionale che imperversa in Italia è già stato condannato dal Parlamento europeo e dalle Nazioni unite, come attestano:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- la Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2007 sull&#039;applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell&#039;Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- le Osservazioni conclusive del Comitato per l&#039;eliminazione della Discriminazione razziale (Cerd - Nazioni Unite), 18 Febbraio - 7 Marzo 2008;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- la Risoluzione del Parlamento europeo del 31 gennaio 2008 su una Strategia Europea per i Rrom (il Parlamento ha discusso prevalentemente la persecuzione dei Rom in Italia, prima di approvare il documento);&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- la Denuncia per Crimini contro l&#039;Umanità nei confronti delle Istituzioni italiane accolta dalla Corte Penale Internazionale de L&#039;Aja nel mese di gennaio 2008.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Casilino 900, un insediamento in cui vivono 748 Rom censiti, è il campo-simbolo della persecuzione in Italia, un crimine contro l&#039;umanità che avviene nella quasi totale indifferenza del popolo italiano e con la colpevole complicità dei media nazionali, che censurano regolarmente dati, statistiche ed eventi relativi alla vasta operazione di purga etnica, preferendo compiacere le forze politiche, che illustrano tali crimini come &quot;operazioni di sicurezza&quot;. La repressione del popolo Rom in Italia è stata, invece, stigmatizzata dai più importanti media internazionali, da Newsweek al Washington Post, dalla BBC al Financial Times. Union Romani, l&#039;ERRC e le più importanti organizzazioni che si battono per i diritti dei Rom hanno protestato ripetutamente contro l&#039;annientamento dell&#039;etnia Rom che è in atto nel nostro Paese.&lt;br /&gt;
Il Gruppo EveryOne, che ha avuto un ruolo determinante nell&#039;approvazione delle Risoluzioni europee e delle Osservazioni conclusive del Cerd, sta cercando di portare il dramma dell&#039;imminente sgombero del Casilino 900 all&#039;attenzione delle Istituzioni internazionali e contemporaneamente ha avviato incontri con rappresentanti delle Istituzioni romane. Al Casilino 900 e in genere negli insediamenti  Rom  della Capitale, la situazione delle famiglie che sono  costrette a  vivere in quei luoghi atroci è simile a quella degli  ebrei nei  ghetti di Varsavia o di Lodz, negli anni dell&#039;Olocausto. Uno  sgombero  coatto, senza un&#039;alternativa valida - non certo i  grandi lager di  cui si è parlato, invivibili e civilmente  indegni anche solo come  progetti - sarebbe una follia, una follia criminale che distruggerebbe centinaia di famiglie, cancellerebbe ogni speranza di un futuro sopportabile per un&#039;umanità già provata da un&#039;oppressione lunga e spietata - fra cui 400 bambini e ragazzini - e metterebbe queste persone sulla strada, incamminandole verso una tragica &quot;marcia della morte&quot; in direzione del nulla, perché nulla è stato previsto come alternativa al loro allontanamento. Attualmente il nostro gruppo vede una sola via percorribile, in due tappe ben definite:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;a) migliorare le condizioni di  vita delle famiglie del Casilino 900  e degli altri insediamenti, fornendo acqua, fognature, elettricità, assistenza, migliorie alle  abitazioni e attuando programmi di desegregazione, agevolando l&#039;inserimento scolastico e/o professionale dei più giovani e favorendo la costituzione di piccole imprese Rom;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;b) dopo aver istituito un Comitato di consulenza, composto da rappresentanti Rom del Casilino 900 (e di ogni altro campo in cui sarà necessario intervenire), istituire campi di qualità, ben  attrezzati e non lontani  dal sito attuale, qualora il sito attuale non possedesse requisiti sufficienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ribadiamo che, dopo tanti anni di persecuzione, è necessario che  le Istituzioni locali, se desiderano  agire con coscienza e  secondo le Convenzioni internazionali che  proteggono la  minoranza Rrom, riconoscano l&#039;autorità dei rappresentanti dei campi, costituiti in Comitati, e si prodighino ad ascoltare le loro  richieste per dare una risposta concreta ed efficace alle loro legittime istanze. In Francia, dopo che le autorità hanno verificato l&#039;inutilità  pratica  e la tragedia umanitaria susseguente a sgomberi ed  espulsioni, si  parla finalmente, a livello governativo, dell&#039;ipotesi di creare  &#039;campi di qualità&#039;, almeno fino a quando  non saranno operativi i  programmi per i Rom di assegnazione di alloggi e di inserimento  nel mondo del lavoro. Se ne deve parlare seriamente anche da noi, prima di commettere  ulteriori sbagli e di minacciare  l&#039;esistenza di tanti esseri umani  innocenti. Quando le Istituzioni saranno realmente in grado di mettere a disposizione dei Rom alloggi adeguati, senza chiedere loro requisiti irraggiungibili, allora e solo allora si potrà parlare di un&#039;alternativa efficace ai campi di qualità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Gruppo EveryOne è in stretto contatto sia con rappresentanti Rom del Casilino 900 che con rappresentanti delle Istituzioni locali, nazionali ed internazionali. Lo strumento che la nostra organizzazione ritiene assolutamente indicato alla soluzione delle emergenze umanitarie negli insediamenti Rom della Capitale è proprio l&#039;incontro fra le parti, finalizzato all&#039;eliminazione dei pregiudizi e delle violazioni che rendono assolutamente inaccettabili per una società che si dica civile le condizioni di vita cui sono costrette le famiglie Rom. E&#039; assolutamente prioritario anche l&#039;abbandono da parte di Istituzioni e autorità dell&#039;attuale politica razziale e repressiva. Nessuna famiglia Rom deve più essere sottoposta a trattamenti inumani o degradanti né deve essere privata dei suoi beni e di un luogo in cui ripararsi, a meno che non sia stata concordata - con l&#039;accettazione piena e consensuale della famiglia stessa - un&#039;alternativa abitativa adeguata, in linea con i Diritti Umani e senza che la famiglia abbia a che soffrire di tale nuova soluzione oppure che - a causa di tale alternativa - essa rischi di perdere la propria identità o i propri valori etnici, tradizionali, religiosi ecc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel caso le Istituzioni romane, dopo gli incontri con in nostro Gruppo, che si coordinerà sempre con i rappresentanti Rom, dovessero rifiutare le alternative civili e solidali e dovessero procrastinare la politica razziale, in violazione delle Convenzioni e delle norme che tutelano i diritti dei Rom, il Gruppo EveryOne si opporrà ad eventuali operazioni di sgombero coatto con una resistenza passiva, nonviolenta, gandhiana. Ribadiamo in tal senso il nostro invito agli amici, agli antifascisti, agli attivisti di Roma e a tutte le persone che credono in una civiltà basata sui Diritti Umani: scriveteci, organizziamo una resistenza pacifica, ma ferma; facciamo scudo agli oppressi - i Rom di oggi sono come gli ebrei durante l&#039;Olocausto - con i nostri corpi. Teniamoci per mano, nel caso la forza pubblica volesse sgombrare con prepotenza i nostri fratelli Rom, cantando canzoni di pace e giustizia, come fecero Janusz Korkzac e la sua assistente Stephania Vilchinska, quando i criminali nazisti decisero di deportare a Treblinka i ragazzi ebrei ospitati nel loro orfanotrofio. In ogni caso, non consentiamo un nuovo, intollerabile e gravissimo abuso contro i Rom del Casilino 900 o degli altri insediamenti romani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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 <pubDate>Fri, 11 Apr 2008 13:25:57 +0200</pubDate>
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 <title>Casilino 900: ultime notizie da un luogo di persecuzione</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2230</link>
 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: nonostante gli appelli, le autorità romane trasformano il campo in un ghetto dove ogni diritto umano è violato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma, 8 aprile 2008. Un testimone della persecuzione al campo Rrom di Casilino 900 ci invia notizie preoccupanti. Nonostante gli appelli, le Istituzioni romane mostrano un volto disumano e stanno trasformando l&#039;insediamento in un vero e proprio ghetto, un luogo in cui nessuna libertà individuale, nessun diritto costituzionale è riconosciuto. Come a Milano, le aurtorità di Roma non nascondono più l&#039;ideologia fascista, il programma razziale che sta a monte delle loro operazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Continuano le operazioni di polizia, peraltro annunciate, a Casilino 900. Da questa mattina il campo rom alla periferia est di Roma è circondato dalle forze dell&#039;ordine e non si può entrare o uscire. Una signora aveva una visita medica prenotata ma le è stato sequestrato il mezzo e non è potuta andare. I bambini non sono andati a scuola. Ieri sono stati sequestrati i cani, anche quelli regolarmente accuditi dagli abitanti del campo. Non si riesce ad avere informazioni su ciò che sta accadendo, sulla data del minacciato sgombero. Una situazione di incertezza, precarietà assoluta e paura che sta tormentando la comunità. C.P.&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Amici di Roma, antifascisti di Roma, attivisti di Roma: scriveteci, organizziamo una resistenza pacifica, ma ferma; facciamo scudo agli oppressi (i Rrom di oggi sono come gli ebrei durante l&#039;Olocausto) con i nostri corpi. Tenimoci per mano, nel caso la forza pubblica volesse sgombrare i nostri fratelli Rrom, cantando canzoni di pace e giustizia, come Janusz Korkzac, quando i criminali nazisti decisero di deportare a Treblinka i ragazzi del suo orfanotrofio.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 08 Apr 2008 12:51:05 +0200</pubDate>
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 <title>Casilino 900: presidente del Municipio VIII risponde al Gruppo EveryOne</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2229</link>
 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: Annamaria Addante, Presidente del Municipio VIII, risponde al Gruppo EveryOne&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma, 7 aprile 2008. Annamaria Addante, Presidente del consiglio del Municipio VIII risponde alla &quot;Lettera aperta&quot; inviatale l&#039;altro ieri da Roberto Malini a nome del Gruppo EveryOne. Ecco il testo della risposta: &quot;Io non mi macchio di nessun crimine, la prego di andare a visitare il Casilino 900 prima di parlare. I Rom sono rimasti una minoranza e non ci hanno mai dato fastidio visto che il campo esiste da 40 anni. Solo che oggi oltre i Rom c&#039;è di tutto, spaccio, rapine, furti e inoltre bruciano notte e giorno materiale tossico per ricavarne il rame e facendo respirare diossina sia a noi cittadini che a queglii innocenti bambini che vivono in quel campo. Io mi adopererò per far trasferire il campo in una situazione di vivibilità, chiedendo di arrestare  o rimpatriare tutti coloro che delinquono. La sua organizzazione, perché non va al campo a dire di non bruciare, non spacciare droga, non rubare? Non tutti i poveri sono brava gente. Inoltre mi permetta di dirle che i nuovi aguzzini sono quelli che cercano di mettersi in pace la cosceienza difendendo i Rom dai salotti buoni e si muovono solo quando si parla di sgombrare. Ritengo che come si vive oggi nel Casilino 900 vi dovrebbe fare indignare, io ci sono andata a vedere e farò di tutto affinché quella gente non viva più in quel modo, ma certo non difenderò né gli spacciatori né i deliguenti. Il nostro Municipio sta facendo tutto il possibile per aiutare i Rom e per l&#039;inserimento scolastico: vada a vedere il campo di Salone e non confonda chi vuole la legalità e il rispetto dei diritti umani per tutti e non solo per i Rom, perché anche i cittadini hanno diritto a non respirare diossina. Cordiali saluti, Annamaria Addante&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gentile Annamaria, innanzitutto, grazie della risposta e dei toni civili, che si prestano all&#039;apertura di un dialogo, la via meaestra per conseguire, insieme, la migliore soluzione a un&#039;emergenza che si presenta difficile. Al Casilino vi sono circa 900 Rrom, fra cui circa 250 bambini. Lei vuol dire, con la Sua cortese risposta, che vi è una maggioranza di potenziali criminali o &quot;asociali&quot;, fra quei bimbi infreddoliti, affamati, emarginati, bisognosi di cure e di affetto? E&#039; questo che significa la Sua frase: &quot;Non tutti i poveri sono brava gente&quot;? Lei vuol dire che quei piccoli, vessati e umiliati dalla Sua Roma, non sono &quot;bravi bambini&quot;? No, Annamaria, non credo che Lei intendesse questo. Sarebbe disumano e di certo Lei ama i bambini ed è una donna di buona volontà e delicati sentimenti. Oltre ai 250 bimbi, vi sono 250 ragazzini, ragazzini che i loro coetanei italiani - non certo per colpa Sua, Annamaria! - trattano come esseri diversi e inferiori e che parte della &quot;brava gente&quot; di Roma insulta, minaccia, umilia fino all&#039;annientamento morale, a lacrime che nessun fazzoletto potrà mai asciugare. Lei vuol dire, con la Sua frase, con il Suo messaggio, che quei fanciulli, quegli adolescenti macilenti - alcuni di loro mi ricordano le foto dei giovanissimi Rrom rinchiusi ad Auschwitz, nello Zigeunerlager - sono cattive persone, esseri umani la cui indole è geneticamente votata al crimine, allo spaccio, al furto, alla truffa, alla violenza? Non penso neanche che Lei alludesse a questo. Il &quot;potenziale criminale&quot; di natura atavica, genetica è un grave pregiudizio e non ha ovviamente alcun fondamento nella società civile né nella natura umana. La pensavano così gli aguzzini di Hitler, amica mia, e non certo Lei: lo so o almeno voglio crederlo. Al Casilino 900 vivono inoltre 200 donne, fra cui molte mamme che versano in condizioni drammatiche: mamme senza latte, senza pane, senza neanche un bicchiere d&#039;acqua pura per i loro figli, proprio nella Capitale, città di opulenza e buona cucina. Sono quelle donne, molte delle quali giovanissime, molte delle quali in uno stato di salute assolutamente precario, sono quelle donne che &quot;non vogliono la legalità o il rispetto dei Diritti Umani&quot;? Sono quelle donne (donne che una società civile dovrebbe assistere con amore), quelle mamme (che dovrebbero essere messe in condizioni di crescere i loro bambini), sono loro il terribile problema del Casilino 900, la spaventosa minaccia per gli onesti cittadini? Sono convinto che Lei concordi con noi: quei 250 bambini, quei 250 fanciulli, quelle 200 donne sono persone in difficoltà: i poveri che le religioni e le leggi morali cii chiedono di aiutare e non di perseguitare. Dunque terminiamo il censimento di quel &quot;covo di criminali&quot; che secondo Lei sarebbe il Casilino. Rimangono circa 70 uomini adulti sofferenti di patologie gravi (inabilità, cardiopatie, infezioni di entità ragguardevole) - che di certo non sono i &quot;mostri &quot; di cui Lei parla - e 130 uomini adulti, per lo più capifamiglia che devono impegnarsi e ingegnarsi ogni giorno per portare ai loro bambini, alle loro donne quell&#039;acqua, quel latte, quel pane che la persecuzione nega loro. Lo sa? quei 130 uomini sono per la maggior parte eroi, come lo erano i padri di famiglia del Ghetto di Varsavia o di quello di Lodz, nella Polonia devastata dalla guerra e dall&#039;Olocausto. Se Lei ritenesse che il 10 per cento di quegli uomini, di quegli eroi è costituito da criminali, Lei affermerebbe qualcosa di gravissimo: affermerebbe che fra i Rrom la percentuale di persone che violano le leggi è superiore a quella delle altre etnie. Sarebbe come affermare, come scritto sopra, che i Rrom sono geneticamente portati al crimine: un&#039;affermazione improntata all&#039;odio razziale, non al buon senso né allo spirito della civiltà. Parleremmo comunque, anche in questa ipotesi estrema e indegna anche solo di essere espressa, di 13 persone. 13 persone, oltretutto, giustificate dalle condizioni di indigenza tragiche, condizioni che hanno portato i loro fratelli, i loro familiari a una speranza di vita media di soli 35 anni, contro gli oltre 80 anni degli altri cittadini europei. La diossina del Casilino 900, cara Annamaria, è il prodotto della persecuzione e del razzismo delle istituzioni. E&#039; diossina - anzitutto - morale, che ammorba cuori, idee e coscienze. E ora, se vuole, ci offriamo noi del Gruppo EveryOne di accompagnarLa in una visita al Casilino 900: venga a vedere la verità, con coraggio e senza alcun codazzo di gendarmi. Venga a vedere, per la prima volta, il Casilino. Poi deciderà se è il caso di proseguire sulla via della discriminazione e di una persecuzione disumana o di intraprendere, al contrario, una via nuova: quella dei Diritti Umani e della desegregazione. Con fiducia, il Gruppo EveryOne&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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 <pubDate>Tue, 08 Apr 2008 12:09:09 +0200</pubDate>
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 <title>Casilino 900: progetti solidali o strenua RESISTENZA!</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2213</link>
 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: no al pogrom, sì ad alternative solidali o a una ferma RESISTENZA!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se le autorità non rispetteranno i diritti umani delle famiglie Rrom, gli uomini e le donne del Gruppo EveryOne, fianco a fianco con i fratelli Rrom, opporranno alla brutalità una strenua resistenza nonviolenta&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; il momento per tutti coloro che continuano a ritenersi esseri umani di smettere di voltare la faccia di fronte alla violenza degli sgomberi, alla crudeltà delle forze del&#039;ordine, alla tragedia di tante famiglie inermi messe sulla strada, umiliate, affamate, annientate dall&#039;ingiustizia e dal male del razzismo che ha colto ormai a tutti i livelli le Istituzioni italiane. Vogliamo davvero vivere in un Paese in cui imperversano leggi razziali degne degli anni dell&#039;Olocausto, in un Paese che concede ai Rrom una speranza di soli 35 anni di vita, contro gli 80 dei &quot;bravi cittadini italiani&quot;? E&#039; ora di riconoscere la verità: le dichiarazioni razziste di tutti gli uomini della politica italiana, da Berlusconi a Veltroni, non sono diverse dai proclami dei carnefici di Hitler. Se vogliamo cambiare l&#039;Italia e consentire ai più deboli una possibilità di vita, è tempo di rischiare, di opporre la ragione della giustizia alla barbarie istituzionale. Uniamoci, diamoci appuntamento al Casilino 900 nel caso arrivasse notizia dello sgombero-pogrom e diciamo no! Farà meno male una manganellata della consapevolezza di essere complici dei nuovi aguzzini, sorridenti, benvestiti, rassicuranti (in apparenza) come i gerarchi nazisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Casilino 900: le alternative allo sgombero-pogrom&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5 aprile 2008. Esattamente un anno fa, oltre 50 Rrom della Capitale diffusero una lettera aperta alle Istituzioni romane e nazionali, denunciando una politica repressiva che rendeva insopportabili le condizioni di vita nei campi. Ecco uno stralcio di quella lettera, che è ancora drammaticamente attuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Benché nei campi siano sistematicamente violati i diritti umani, tali realtà comunque garantiscono la sopravvivenza; col tempo si attivano reti di capitale sociale, pratiche di integrazione scolastica, sociale e lavorativa. Gravissimo perciò è lo sgombero improvviso che ci costringe a condizioni ancora più precarie con contemporanea, assurda e ingiustificabile distruzione dei nostri poveri beni. Donne e bambini, spesso in tenerissima età, in seguito allo sgombero sono lasciati in strada con i loro genitori che quindi sono costretti a cercare ricoveri di fortuna presso altri insediamenti informali, spesso in vere e proprie grotte oppure lungo il greto dei fiumi o in fatiscenti fabbriche deindustrializzate; in posti comunque accomunati dall’insalubrità e che quindi costituiscono pericoli evidenti per la salute. E difatti si registrano preoccupanti casi di tifo, di tubercolosi ecc. Tutto il faticoso lavoro sul piano dell’integrazione scolastica e lavorativa viene distrutto a colpi di ruspa e di espulsioni. L’amministrazione capitolina, che si è definita &#039;giunta della solidarietà&#039; aperta alla questione della povertà nel terzo mondo, continua ad affrontare i problemi dei rom e dei sinti come &#039;emergenza&#039; esclusivamente dal punto di vista dell’ordine pubblico. Con l’annuncio del possibile trasferimento forzato presso paesi della provincia si corre il rischio di fomentare l’odio sociale. Come potrebbero essere viste di buon occhio persone deportate con la scusa di risanare la periferia romana dalla delinquenza? Perché non si informa che tra i rom e i sinti ci sono anche artisti, poeti, musicisti, abili artigiani, studenti che a scuola, nonostante lo svantaggio sociale, stanno raggiungendo buoni risultati, donne che sono mediatrici culturali, impegnate anche in progetti di grande innovazione, come l’Antica Sartoria Rom?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi il Gruppo EveryOne ha inviato - a propria volta - una lettera aperta ad alcune personalità politiche romane che possono decidere di portare a termine l&#039;ennesimo pogrom oppure di tornare sui propri passi e cercare, finalmente, una soluzione solidale, in linea con la normativa internazionale che tutela la minoranza Rrom:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Egregi signori, vi preghiamo di leggere gli articoli dedicati alla &#039;questione Rrom&#039; in Italia su &lt;a href=&quot;http://www.annesdoor.com&quot; title=&quot;www.annesdoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.annesdoor.com&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt; e soprattutto di considerare che un Paese civile non può attuare uno sgombero-pogrom nei confronti di famiglie povere ed emarginate, senza avere prima un&#039;alternativa abitativa che le preservi da una nuova tragedia. Al Casilino 900 e in genere negli insediamenti Rrom della Capitale, la situazione delle famiglie che sono costrette a vivere in quei luoghi atroci è simile a quella degli ebrei nel ghetto di Varsavia, negli anni dell&#039;Olocausto. Uno sgombero coatto, senza un&#039;alternativa valida - non certo i grandi lager di cui si è parlato, invivibili e civilmente indegni anche solo come progetti - sarebbe solo un crimine contro l&#039;umanità. Attualmente vediamo solo due vie percorribili: migliorare le condizioni di vita delle famiglie del Casilino 900 e degli altri insediamenti, fornendo acqua, fognature, elettricità, assistenza, migliorie alle abitazioni ecc. oppure l&#039;istituzione di campi di qualità, ben attrezzati e non lontani dal sito attuale. Dopo tanti anni di persecuzione, crediamo che le Istituzioni locali, se desiderano agire con coscienza e secondo le Convenzioni internazionali che proteggono la minoranza Rrom, dovrebbero convocare con urgenza un comitato di capifamiglia del Casilino 900 e sforzarsi di ascoltare le loro richieste e di dare corpo alle loro legittime istanze. In Francia, dopo che le autorità hanno verificato l&#039;inutilità pratica e la tragedia umanitaria susseguente a sgomberi ed espulsioni, si parla finalmente, a livello governativo, dell&#039;ipotesi di creare &#039;campi di qualità&#039;, almeno fino a quando non saranno operativi i programmi per i Rrom di assegnazione di alloggi e di inserimento nel mondo del lavoro. Parliamone anche noi, prima di commettere ulteriori sbagli e di minacciare l&#039;esistenza di tanti esseri umani innocenti. Il Gruppo EveryOne&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contatti:&lt;br /&gt;
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 <pubDate>Sun, 06 Apr 2008 20:44:07 +0200</pubDate>
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 <title>Casilino 900: una testimonianza dall&#039;inferno, un invito alla RESISTENZA</title>
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 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: testimonianza dall&#039;inferno&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2 aprile 2008. Un sostenitore di Anne&#039;s Door e del Gruppo EveryOne si è recato presso il Casilino 900 di Roma e ha assistito a una manifestazione nonviolenta, tenuta per denunciare la condizione disumana cui sono costrette le famiglie Rrom che vivono nel campo e la tragedia di uno sgombero annunciato. Sulle labbra di molti, l&#039;invito promosso dal Gruppo EveryOne: &quot;Resistenza contro il pogrom razzista&quot;.  Se le autorità romane decideranno di dare seguito alle operazioni di allontanamento coatto delle famiglie, previste per il prossimo mese di giugno, gli uomini e le donne del Gruppo EveryOne saranno in prima fila, per opporsi con lo scudo dei propri corpi alla violenza degli agenti e delle ruspe: un&#039;azione di resistenza passiva, gandhiana, ma senza arretrare di un passo. Intanto carabinieri e polizia sono tornati a far visita al campo, con la scusa di fare un censimento, ma con un atteggiamento gravemente intimidatorio: &quot;Torneremo tutti i giorni, finché non vi cacceremo via una volta per tutte&quot;. Ma le parole e i modi usati dagli agenti sono stati molto più duri, minacciosi e ingiuriosi. Alcune baracche del Casilino 900  sono state distrutte. &quot;Al campo hanno tolto la luce e per quanto riguarda l&#039;acqua potabile c’è solo una fontanella a flusso discontinuo,&quot; racconta un testimone, &quot;per una comunità di circa un migliaio di persone. Di queste, 250 sono bambini che frequentano le scuole del VII° municipio. Ci sono numerose situazioni di vera disperazione: donne incinte o che hanno appena partorito, debolissime, malate, in situazioni fisiche molto precarie. Si vedono scene da Olocausto, bambini piccolissimi e anziani bisognosi di cure e assistenza. La mancanza di elettricità costringe all’uso di candele, che in ambienti fortemente a rischio possono provocare incendi con conseguenze letali. Una situazione davvero incredibile per una società che continua inspiegabilmente a dichiararsi civile. Le famiglie del Casilino 900 non sono considerate degne di nessun rispetto e si vuole negare loro qualsiasi dignità. Gli animali godono di maggiore tutela. Annientarle fisicamente, violando ogni loro diritto umano, ecco la politica delle Istituzioni romane: procedere pervicacemente secondo una tecnica di annientamento che non ha nulla di diverso da quella dei campi di concentramento. E poi si parla dei diritti violati in Cina… In città abbiamo un luogo che definire ghetto è un eufemismo: è un vero e proprio inferno. Ma l&#039;eventualità dello sgombero potrebbe rendere la tragedia umanitaria in corso ancora più apocalittica&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contatti: &lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt; - &lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt; - &lt;a href=&quot;http://www.annesdoor.com&quot; title=&quot;www.annesdoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.annesdoor.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 04 Apr 2008 18:11:45 +0200</pubDate>
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 <title>CASILINO 900: RESISTENZA CONTRO IL POGROM ANTI-ROM!</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2050</link>
 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: fermiamo il pogrom e riconosciamo ai Rom il diritto di difendersi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Roberto Malini - Gruppo EveryOne&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Casilino 900: il campo Rrom più antico di Roma, uno dei più vecchi d&#039;Europa, vero e proprio patrimonio tradizionale e culturale, indispensabile per comprendere la Storia degli zingari in Italia dal dopoguerra ai giorni nostri, sta per essere sgomberato. La campagna razziale condotta dalle Istituzioni italiane in dispregio delle Risoluzioni e Direttive del parlamento europeo che tutelano il popolo Rrom, in palese violazione delle carte internazionali che proteggono le minoranze etniche e i popoli perseguitati sta per segnare una nuova tappa, una nuova caduta nel più spregevole razzismo. Le autorità romane stringono i tempi &quot;per evitare che gli attivisti amici degli zingari trovino un cavillo per impedirci di mandare via questi criminali e riqualificare la zona,&quot; afferma un funzionario. Un operatore culturale della cooperativa Ermes prevede, più verosimilmente, che &quot;lo sgombero avverrà intorno a giugno o luglio, alla fine, cioè, dell&#039;anno scolastico&quot;. Riguardo al morale dei membri della comunità Rrom del campo, già travagliata da povertà, emarginazione, disoccupazione, aggressioni razziali, infezioni, febbri, malattie, una spaventosa mortalità infantile, si aggiunge ora il senso di un&#039;assoluta precarietà, dell&#039;imminenza di uno sgombero che costringerebbe centinaia di bambini, donne e uomini a una vera e propria &quot;marcia della morte&quot; verso il nulla. &quot;Purtroppo, da quando si è sparsa la voce sullo sgombero,&quot; prosegue l&#039;operatore culturale, &quot;nel campo c&#039;è grande preoccupazione. In particolare, per i bambini e gli adolescenti che frequentano le scuole. Una frequenza che riguarda 227 ragazzi, dei quali 10 che frequentano un corso di formazione professionale per meccanici e alcune ragazze che frequentano un corso per badanti&quot;. La preoccupazione è resa ancora più drammatica dal recente distacco dell&#039;energia elettrica, cha ha acuito le gìà gravi condizioni di vita dei Rrom che vivono nel campo, la cui speranza di vita media è scesa negli ultimi anni, a causa della persecuzione attuata dalle autorità romane, a circa 35 anni, contro gli 80 degli altri cittadini italiani. Sono i numeri di un massacro, uno sterminio che avviene nell&#039;indifferenza. Nell&#039;insediamento del Casilino 900 risiedono più di mille persone, di cui 800 censite: Rrom in prevalenza xoraxané, di origine macedone, serba, bosniaca e kossovara. E&#039; necessario che le organizzazioni per i Diritti Umani, i politici sfuggiti all&#039;ondata di pregiudizio antizigano e tutte le persone di buona volontà diano vita a un&#039;azione di protesta - non violenta, ma ferma - affinché il pogrom del Casilino 900 sia fermato. Nel frattempo, si susseguono le dichiarazioni razziste dei politici nostrani, che cavalcano il pregiudizio antizigano per tentare di sedurre un elettorato intollerante. &quot;Se vinceremo le elezioni procederemo allo sgombero del Casilino 900 e di tutti i campi nomadi abusivi,&quot; ha dichiarato il deputato Fabio Rampelli, candidato alla Camera del Pdl. &quot;Predisporremo un piano per arrivare allo smantellamento dei campi regolari, perchè chi decide di rimanere in Italia stabilmente lo potrà fare solo accentando le regole dell&#039;integrazione con le nostre leggi, la nostra cultura e il nostro modo di vivere. Solo così si potrà stroncare lo sfruttamento dei bimbi e delle donne nelle attività di accattonaggio, borseggio e rapina e tutelare quei nomadi che vogliano vivere di lavoro e sacrifici, come tutti i cittadini onesti&quot;. Naturalmente Rampelli omette di dire che nessun imprenditore italiano - né pubblico né privato - è disposto a dare lavoro agli uomini e alle donne Rrom e che tale situazione di disoccupazione, di emarginazione e di mancanza di sussidi pone migliaia di famiglie in una condizione di indigenza tragica, caratterizzata da fame, malattie e da una speranza di vita media che tocca ormai a malapena i 38 anni: i numeri di un genocidio. Rampelli basa la sua campagna - che è razziale, oltre che elettorale - su un progetto di purga etnica che si pone contro tutte le carte che tutelano i diritti delle minoranze, a partire dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che sancisce come la RIBELLIONE alle leggi divenga legittima quando un cittadino o una comunità vi siano costretti a causa dell&#039;oppressione. Di fronte a uno stato di estrema povertà, diviene infatti lecito ricorrere all&#039;accattonaggio, al furto o ad altre pratiche necessarie al procacciamento di mezzi per sopravvivere. Di fronte a uno sgombero come quello del Casilino 900 le Carte internazionali che proteggono i diritti degli individui e dei popoli riconoscono inoltre alla comunità Rrom perseguitata anche il diritto alla resistenza contro gli esecutori di tale illecita azione di allontanamento delle persone e di distruzione dei loro alloggi di fortuna (cui hanno diritto, essendo l&#039;unico riparo di cui dispongono) e dei loro beni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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 <pubDate>Sun, 23 Mar 2008 13:21:04 +0100</pubDate>
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