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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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economie/lavoro

Torrevecchia/Primavalle - Il Comitato vince anche il ricorso al Tar del Lazio

autore:
Aladino

In data 7 Maggio 2008 il Tribunale Amministrativo del Lazio, presieduto dal Presidente Luigi Tosti, ha accolto il ricorso presentato dal Comitato Torrevecchia - Primavalle "Cittadine/i per un quartiere migliore" ( ricorso firmato da altre 500 cittadini della zona) avverso le Determinazioni Dirigenziale n. 182/07 del 15.3.07 e n.6/08 dell'11.1.08 del Comando XIX° dei Vigili Urbani.

Ed ha emesso quindi ordinanza all'Amministrazione Comunale per il ripristino della viabilità precedente il Marzo 2007.

Sezione seconda del Tar del Lazio

Registro Generale : 3189/2008

Presidente Luigi Tosti, Cons. Carlo Modica De Mohac, Primo Ref. e Relatore Anna Bottiglieri

Ordinanza Camera di Consiglio del 7 Maggio 2008

Ricorso 3189/2008 richiedente la sospensiva delle Determinazioni Dirigenziali n.192/07 del 15.3.07 e n.6/08 dell' 11.1.08 dell' Amministrazione Comunale di Roma

Visti gli artt 19 e 21, u.c. della della Legge 6.12.71, n.1034, e l'Art.36 del R.D. 17 Agosto 2007,

Ritenuto che SUSSISTONO i presupposti per disporre l'accoglimento della istanza incidentale di sospensione degli atti impugnati,

ACCOGLIE LA SUINDICATA DOMANDA INCIDENTALE DI SOSPENSIONE

LA PRESENTE ORDINANZA SARA' ESEGUITA DALLA AMMINISTRAZIONE ED E' DEPOSITATA PRESSO LA SEGRETERIA DEL TRIBUNALE CHE PROVVEDERA' A DARNE COMUNICAZIONE ALLE PARTI

Roma, li 7 Maggio 2008

Il Presidente

Il Consigliere

N.B. La comunicazione alle parti è avvenuta nella successiva giornata dell' 8 maggio 2008

Report ha scoperchiato il verminaio del modello Veltroni .....

Autore:
Corsaro Rosso
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Report ha scoperchiato il verminaio del modello Veltroni, ma la sinistra dove era? Complice o/e incapace

La sera del 4 maggio 2008, Report ha messo in onda un reportage sul nuovo sacco urbanistico. Sia chiaro, niente di assolutamente nuovo. Già a gennaio 2008 Italia Nostra, con un foltissimo gruppo di comitati di quartiere ed associazioni, e con l’adesione degli amici di Grillo e dell’Unione Inquilini di Roma, aveva in una conferenza stampa reso pubblico un dossier sul presunto “modello Roma”.

Cosa c’è di nuovo oggi. Oserei dire nulla, ma Report ha assemblato i pezzi e ne ha fatto una inchiesta vera. Oserei dire una inchiesta marxista. Semmai, in maniera retorica, mi domanderei perché questo reportage non è stato pensato prima dai giornali della sinistra: Liberazione, Manifesto.

Una risposta proverò a darla, anche se non piacevole.

Intanto, se qualcuno ancora si stava chiedendo perché a Roma è stato eletto il “fascista” Alemanno, perché la sinistra è al minimo sindacale e il PRC senza consiglieri comunali, credo che oggi, a meno di passare dalla miopia alla cecità, la risposta sia chiara.

Il modello Veltroni, con l’assoluta zerbinaggine della sinistra, non era altro che un immenso comitato di affari che, in assoluto ossequio al mercato (parole dell’ex assessore Morassut) ed in totale dispregio di qualsiasi idea di città, soprattutto di città a misura di chi la abita, ha avviato immensi programmi di cementificazione.

Il bello è che gli abitanti non chiedevano di avere i primi due più grandi centri commerciali d’Europa (noi sul superfluo siamo imbattibili, è sull’inutile che cerchiamo di primeggiare in Europa).

Siamo andati ben oltre il pianificar facendo. Siamo andati ben oltre le compensazioni che, per fare un parco a Talenti le cui aree, ad esempio, erano di proprietà di Mezzaroma, si garantiva un’altra area da cementificare a suo piacimento senza alcun beneficio sul mercato delle locazioni o della compravendita. Però attenti, mentre Mezzaroma veniva “compensato”, allo IACP andava un po’ peggio, perché a questi venivano tagliati tre milioni di metri cubi di case popolari ma non veniva data nessuna “compensazione”. L’artefice di questo modello: il piano delle certezze di Rutelli.

La sinistra al governo della città con una discreta forza cosa faceva?

Assentiva.

Certo, ogni tanto si indignava per qualche sfratto, certo, ogni tanto si indignava per qualche vendita di enti o qualche cartolarizzazione, certo, qualche volta mediava tra movimenti di lotta e Veltroni per garantire a quest’ultimo una certa pace sociale.

Il risultato ? Per i movimenti eccellente: su 1800 alloggi assegnati negli ultimi tre anni, solo 300 sono andati alle famiglie in graduatoria che, detto per inciso, con punti 10 sono circa 1600, e sono quello con sfratto eseguito da almeno tre anni. Tutti gli altri alloggi utilizzati per sanare le emergenze, ovvero le occupazioni.

La lotta paga? Certo, ma vorrei anche indagare l’effetto di tali atti sulle 35.000 famiglie in graduatoria. Così come vorrei indagare l’effetto della sanatoria, approvata dalla Regione di centro sinistra, di occupanti di case popolari per soggetti che dovevano avere il doppio del reddito di chi è in graduatoria. A Roma, chi gestisce la compravendita degli alloggi è la piccola e grande criminalità. Il prezzo? Dai 30 ai 70.000 euro. Peccato che, anche in questo caso, la Regione aggiungesse alla sanatoria due ciliegine: la vendita del 30% in due anni delle case popolari e l’aumento del 20% dei canoni. Bello, vero?

Mentre noi ci occupavamo delle frattaglie, gli altri costruivano mega centri commerciali, decine di migliaia di alloggi destinati ad ingrossare le fauci della rendita immobiliare. Altro che piano per 30.000 case popolari, del resto mai sostenuto efficacemente dalla sinistra.

Dimenticavo, il giorno prima delle dimissioni, la Giunta Veltroni approvò alla unanimità la vendita del 54% delle case comunali (circa 15.000 alloggi). Anche in questo caso c’è una ciliegina. La legge regionale prevede che, al massimo, si possa vendere il 30% delle case comunali. Slo dopo una veemente protesta dell’Unione Inquilini di Roma il piano è stato ridimensionato.

Infine, mentre qualcuno ci riempiva di parole come “Porto Alegre”, “conflitto”, “radicalità”, “antagonismo” “ comunismo”, quel qualcuno rendeva “allegri i costruttori” sosteneva il “conflitto” dei comitati di affari contro la città e i suoi cittadini, imponeva una “radicalità” nello sviluppo urbanistico a beneficio dei poteri forti, diventava “antagonista” con i bisogni della città.

Se la sinistra vuole darsi un senso ed essere ritenuta necessaria dal nostro popolo, è bene che incida con il bisturi in se stessa e analizzi impietosamente la sua azione di governo della città.

Certo, fanno pensare certe critiche alla partecipazione al Governo Prodi, comunque deficitaria, che venivano da “ movimentisti, ambientalisti e comunisti veri” anche di Roma.

Il comunismo ? Trovatelo voi.

p.s. Chi non avesse visto Report del 4 maggio 2008 lo guardi sul sito di Report http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,724...

Potrebbe essere una buona relazione introduttiva in tutte le riunioni a qualsiasi livello dei partiti della ex Sinistra Arcobaleno

Corsaro rosso

http://www.unioneinquilini.it/cm/2008/cm_08_263.asp

Torrevecchia/Primavalle - MAI PIU' LAZZARA PRESIDENTE !

autore:
Comitato Torrevecchia/Primavalle ed altri

Al ballottaggio del Municipio XIX°

MAI PIU' LAZZARA PRESIDENTE !!!

Comitato Torrevecchia/Primavalle
"Cittadine/i per un quartiere migliore"

Amici Cogoleto - Consorzio Torrevecchia

Ass.ne Culturale "De Vio" - Primavalle

Ass.ne Culturale "Gran Sasso" - Trionfale

Ass.ne Culturale "Vivi la piazza" - Pineta Sacchetti

( VEDI VOLANTINO PDF ALLEGATO)

Cassazione - I precari dei call center vanno assunti

autore:
a cura Flmu/Cub

16 aprile 2008 - Il Tirreno

La Cassazione: non sono autonomi ma dipendenti con diritto al contratto Respinto il ricorso di una società che dovrà pagare l’Inps

ROMA - I lavoratori dei call center che prestano servizio nella struttura di una società hanno diritto ad un contratto di lavoro subordinato, dal momento che utilizzano attrezzature e materiale aziendale e non possono essere considerati, dal datore, come lavoratori autonomi. Lo sottolinea la Cassazione con la sentenza 9812 della sezione lavoro. Con questo verdetto la Suprema Corte ha respinto il ricorso della "Solidea sas", una società di Padova.
La Solidea, che aveva un call center nel settore pubblicitario, aveva contestato la decisione con la quale la Corte d’appello di Venezia, nel 2005, l’aveva condannata a pagare oltre mezzo miliardo di vecchie lire all’Inps come contributi previdenziali evasi ai danni di 15 centraliniste precarie scoperte a lavorare presso la società durante un controllo degli ispettori del lavoro, avvenuto nel 1997.
La "Solidea" aveva fatto ricorso al Tribunale di Padova sostenendo che le dipendenti svolgevano un lavoro autonomo. Il tribunale diede ragione alla "Solidea" e stracciò il verbale dell’Inps. Ma in appello la Corte di Venezia ribaltò l’esito e confermò la natura subordinata del lavoro svolto dalle 15 centraliniste.
Senza successo la "Solidea" ha protestato in Cassazione. I giudici hanno replicato che «correttamente» la Corte d’Appello ha considerato «qualificanti della subordinazione delle dipendenti, con mansioni di telefoniste, le circostanze che esse seguivano le direttive impartite dall’azienda in relazione ad ogni telefonata da svolgere prendendo nota dell’esito e del numero di telefono chiamato, del fatto che avevano un preciso orario di lavoro, che usavano attrezzature e materiale di proprietà della società». Così il ricorso è stato respinto.
La Cgil valuta molto positivamente la sentenza della Cassazione. «Ci auguriamo - si legge in una nota del sindacato - che questa sentenza, che si inquadra perfettamente nell’impegno sia del ministero del Lavoro che dei sindacati per la regolarizzazione di un settore delicato quale quello dei call center, che conta molte migliaia di lavoratori soprattutto giovani e donne, rilanci l’urgenza della stabilizzazione prevista dalle due circolari Damiano ove non sia stata ancora applicata».
Il verdetto della Cassazione segue di pochi giorni quello con cui il tribunale del lavoro di Pisa aveva ingiunto alla Vodafone di riassumere a tempo indeterminato due ex lavoratori precari. Il giudice aveva inoltre disposto il pagamento degli arretrati e delle spese legali.
«I due precari - spiega il sindacato di base Flmun-Cub - avevano lavorato nel call center Vodafone di Pisa con contratti a termine per alcuni mesi tra 2004 e 2005. Il giudice del lavoro ha riconosciuto che non c’erano i presupposti per mettere un termine al contratto dei due lavoratori e che, quindi, lo stesso deve essere a tempo indeterminato. Questa sentenza è molto importante essendo in assoluto la prima in Italia che condanna Vodafone per utilizzo illecito di lavoro precario».

Roma. Dura contestazione al "Forum Università–lavoro"...

autore:
Leggo

16 aprile 2008 - Leggo

Roma - Dura contestazione ieri al "Forum Università–lavoro" alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Tor Vergata. I sindacati Fiom-Cgil ed RdB-CUB-Università insieme agli studenti del "Collettivo Lavori in Corso" ed ai lavoratori della Ericsson-Marconi hanno interrotto la cerimonia di apertura del XVI Forum Università-lavoro. Al Forum hanno preso parte, oltre agli studenti, anche il Rettore di Tor Vergata, il preside di ingegneria ed i rappresentanti delle aziende multinazionali, presenti per ritirare i curricola professionali dei ragazzi e per presentare eventuali futuri sbocchi lavorativi.
«In un forum dal titolo Università-lavoro – ha detto Roberta Turi, Fiom Roma - abbiamo deciso di denunciare le reali condizioni di lavoro nelle multinazionali ed ancora una volta la Ericsson, presente in questo Forum, che ha deciso di spostare all'estero le attività di ricerca e sviluppo che venivano svolte da più di vent'anni a Roma, privando i futuri laureati di uno sbocco professionale importante».

I precari della sanità agli assessori «Stop lavori esterni, assunti subito»

autore:
Clarida Salvatori
Sommario:
Rdb in assemblea

5 aprile 2008 - Corriere della Sera

Roma - «Assunti subito. Assunti davvero». Firmato: tutti i 7.000 precari della sanità del Lazio. Il che, tradotto, vuol dire: va bene la delibera per 800 assunzioni e va bene l'apertura dimostrata dalla politica regionale, ma ancora tanto bisogna fare per arrivare a regolarizzare tutti i lavoratori ed eliminare gli sprechi. Per i quali occorre prima di tutto reinternalizzare i servizi, facendo a meno delle cooperative che si riducono «alla mera somministrazione di mano d'opera».
Nel giorno dello sciopero dei precari della pubblica amministrazione, gli assessori regionali al Lavoro Alessandra Tibaldi, alla Sanità Augusto Battaglia e al Bilancio Luigi Nieri sono stati accolti da scritte e affermazioni come queste all'assemblea dei sindacati di base (RdB Cub). E la Regione era lì, pronta a tendere la mano. «Ci sono attività in cui le cooperative possono operare e altre in cui sarà preferibile la reinternalizzazione del servizio - ha spiegato Battaglia - Dove sarà necessario assumeremo, non lasceremo la delibera approvata dalla giunta chiusa in un cassetto. E, pur non tralasciando nessuno, partiremo dalle situazioni più critiche come Sant'Andrea, San Giovanni, Asl RmB, Tor Vergata e Umberto I».

Torrevecchia - Primavalle : Mai più Lazzara Presidente !

Autore:
Comitato Torrevecchia/Primavalle
immagine:

MAI PIU’ LAZZARA PRESIDENTE !

I partiti che si presentano alle elezioni del XIX Municipio si impegnano , se vinceranno , a :

- cancellare la viabilità sperimentale e tornare alla viabilità e alle fermate dei mezzi pubblici precedenti ;

- istituire un tavolo partecipato con i cittadini per risolvere il problema della viabilità nel quartiere ;

il PARTITO DEMOCRATICO (PD)
invece conferma che manterrà la viabilità sperimentale e candida di nuovo a presidente del municipio, il presidente uscente Lazzara che tale viabilità ha voluto e difeso ad oltranza contro tutto e tutti .

NON VOTIAMO quindi un partito e un candidato a presidente che insistono in un provvedimento disastroso e rifiutato dalla grande maggioranza dei cittadini :

NON VOGLIAMO PIU’ partiti e personaggi indifferenti alle giuste e legittime richieste dei cittadini e che hanno amministrato con arroganza e sprezzo della democrazia partecipata e delle norme .

Comitato Torrevecchia/Primavalle
“Cittadine/i per un quartiere migliore”

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