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 <title>economie/lavoro</title>
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 <title>Torrevecchia - Su spostamento data ripristino viabilità</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3591</link>
 <description>&lt;p&gt;SULLO  SPOSTAMENTO  DELLA  DATA  DI  RIPRISTINO  DELLA  VIABILITA’&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In merito al differimento di una settimana della data di ripristino della viabilità precedente alla sperimentazione,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;prendiamo atto che, dopo il Presidente del Municipio, ora anche L’Assessore alla Mobilità e il Dipartimento VII del Comune di Roma , con loro note  del 26 giugno, si sono pronunciati in modo ufficiale, netto, inequivocabile per la revoca definitiva della viabilità sperimentale e il ripristino di quella precedente ;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;prendiamo altresì atto che , conseguentemente, la comandante della P.M. del 19° ha finalmente fatto, in data 27 giugno, quello che per più di un mese si era ostinatamente rifiutata di fare : emanare la Determinazione Dirigenziale , provvedimento tecnicamente indispensabile , e di sua esclusiva competenza, per il ripristino della viabilità originaria ;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;prendiamo infine atto che il ritardo nell’emanazione del suddetto provvedimento comporta necessariamente,  per questioni tecniche, il dover differire di una settimana la data già fissata del ripristino della viabilità, dal 28 giugno al 5 luglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riteniamo però che la gestione da parte della nuova Amministrazione municipale e comunale di tutta una vicenda così importante per il quartiere quale quella del ripristino della viabilità, non sia stata certamente delle migliori quanto ad efficienza, efficacia, sintonia tra Amministrazione municipale e comunale. Sicuramente una gestione più puntuale, accorta ed accurata, avrebbe evitato ai cittadini un ulteriore, inutile periodo di disagi di cui francamente non se ne sentiva il bisogno, ed ai nuovi amministratori la brutta figura di dover differire una data di ripristino già ampiamente e diffusamente pubblicizzata. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Detto questo, abbiamo aspettato per 15 mesi, aspetteremo ancora una settimana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avvertiamo però fin d’ora l’Amministrazione municipale e comunale, che non tollereremo ulteriori ritardi. Se alla nuova scadenza fissata , la situazione originaria non sarà ripristinata riprenderemo la mobilitazione in tutte le forme possibili, ad iniziare dalla immediata denuncia di Municipio e Comune alla Procura della Repubblica e al TAR per la mancata ottemperanza della sua sentenza di Sospensiva del 7 maggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comitato Torrevecchia-Primavalle “Cittadine/i per un quartiere migliore”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;27 Giugno 2008&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 27 Jun 2008 19:58:24 +0200</pubDate>
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 <title>Cosí l&#039;occidente produce la fame nel mondo</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3472</link>
 <description>&lt;p&gt;Tempo fa l´allora presidente della Banca Mondiale, James Wolfensohn, ebbe a dire che quando la metà del mondo guarda in tv l´altra metà che muore di fame, la civiltà è giunta alla fine. Ai nostri giorni la crisi alimentare che attanaglia decine di Paesi potrebbe far salire il totale delle persone che muoiono di fame a oltre un miliardo. La battuta citata è così diventata ancor più realistica. Con una precisazione: la nostra metà del mondo non si limita a guardare quel che succede. Si adopera per produrre materialmente lo scenario reale che poi la tv le presenta.&lt;br /&gt;
Sebbene varie cause contingenti – i mutamenti climatici, la speculazione, cinesi e indiani che mangiano più carne, i milioni di ettari destinati non all´alimentazione bensì agli agrocarburanti, ecc. – l´abbiano in qualche misura aggravata, la fame nel mondo di oggi non è affatto un ciclo recessivo del circuito produzione alimentare-mercati-consumo. Si può anzi dire che per oltre due decenni sia stata precisamente la fame a venir prodotta con criteri industriali dalle politiche americane ed europee. L´intervento decisivo, energicamente avviato sin dagli anni 80, è consistito nel distruggere nei Paesi emergenti i sistemi agricoli regionali. Ricchi di biodiversità, partecipi degli ecosistemi locali, facilmente adattabili alle variazioni del clima, i sistemi agricoli regionali avrebbero potuto nutrire meglio, sul posto, un numero molto più elevato di persone. Si sarebbe dovuto svilupparli con interventi mirati ad aumentare la produttività delle coltivazioni locali con una scelta di tecnologie meccaniche ed organiche appropriate alle loro secolari caratteristiche. Invece i sistemi agricoli regionali sono stati cancellati in modo sistematico dalla faccia della terra.&lt;br /&gt;
Dall´India all´America Latina, dall´Africa all´Indonesia e alle Filippine, milioni di ettari sono stati trasferiti in pochi anni dalle colture intensive tradizionali, praticate da piccole aziende contadine, a colture estensive gestite dalle grandi corporation delle granaglie. La produttività per ettaro è aumentata di decine di volte, ma in larga misura i suoi benefici sono andati alle megacorporation del settore, le varie Monsanto (oltre un miliardo di dollari di profitti nel 2007), Cargill (idem), General Mills, Archer Daniel Midland, Syngenta, l´unica non americana del gruppo. Da parte loro i contadini, espulsi dai campi, vanno a gonfiare gli sterminati slum urbani del pianeta. Oppure si uccidono perché non riescono più a pagare i debiti in cui sono incorsi nel disperato tentativo di competere sul mercato con i prezzi imposti – alle sementi, ai fertilizzanti, alle macchine – dalle corporation dell´agro-business. Nella sola India, tra il 1995 e il 2006, vi sono stati almeno duecentomila suicidi di piccoli coltivatori.&lt;br /&gt;
È noto che il braccio operativo dello smantellamento dei sistemi agricoli regionali sono stati la Banca Mondiale, con i suoi finanziamenti per qualsiasi opera – diga, autostrada, oleodotto, zona economica speciale, ecc. – servisse a tale scopo; il Fondo monetario internazionale, con l´imposizione degli aggiustamenti strutturali dei bilanci pubblici (leggasi privatizzazione forzata di terra, acqua, aziende di servizio) quale condizione di onerosi prestiti; l´Organizzazione mondiale per il commercio. Non ultima, soprattutto per quanto riguarda l´Africa, viene la Commissione Europea, la cui Politica agricola comune ha contribuito a spezzare le reni a milioni di contadini africani facendo in modo, a suon di sussidi e jugulatori contratti bilaterali, che i prodotti della Baviera o del Poitou costino meno, in molte zone dell´Africa, dei prodotti locali. Il tutto con la fervida adesione dei governi nazionali, che preferiscono avere buoni rapporti con le multinazionali che non provvedere al sostentamento delle popolazioni rurali.&lt;br /&gt;
Braccio ideologico della stessa operazione sono stati le migliaia di economisti che in parte operano alle dipendenze di tali organizzazioni, in parte costruiscono per uso e legittimazione delle medesime, nelle università e nelle business school, infinite variazioni sul principio del vantaggio comparato. In origine (1817!) tale principio sosteneva una cosa di paterno buon senso: se gli inglesi son più bravi a tessere lane che non a fabbricare porto, e i portoghesi fan meglio il porto che non i tessuti di lana, converrà ad ambedue acquistare dall´altro Paese il prodotto che quello fa meglio. Ma l´onesto agente di cambio David Ricardo sarebbe sbalordito al vedere che esso, reincarnato in complessi modelli econometrici digitalizzati, viene impiegato oggi nel tentativo di dimostrare che al contadino senegalese, o indiano, o filippino, conviene coltivare un´unica specie di vegetale per il mercato mondiale, piuttosto che coltivare le dozzine di specie di granaglie e frutti che soddisferebbero i bisogni della comunità locale.&lt;br /&gt;
Una volta sostituito a migliaia di sistemi agricoli regionali in varia misura autosufficienti un megasistema agrario globale che si dava per certo esser capace di autoregolarsi, il resto è seguito per vie naturali. Le grandi società dell´agrindustria accaparrano e dosano i flussi delle principali derrate in modo da tenerne alti i prezzi. Fondi pensione e fondi comuni investono massicciamente in titoli derivati del settore alimentare, praticando e incentivando la speculazione al rialzo. Cosa che non avrebbero motivo di fare se la maggior parte delle aziende agricole del mondo fossero ancora di piccole o medie dimensioni. Da parte loro, illusi dall´idea d´un mercato globale delle derrate autoregolantesi, i governi dei Paesi sviluppati hanno lasciato cadere a livelli drammaticamente bassi la quantità delle scorte strategiche: meno di 10-12 settimane per il grano, in luogo di almeno 24.&lt;br /&gt;
Il prezzo del sistema agricolo globale lo pagano i poveri. Compresi quelli che si preoccupano perché anche il prezzo delle tortine di argilla, la terra che mangiano per placare i morsi della fame quando il mais o il riso sono diventati inaccessibili, è aumentato troppo: succede ad Haiti. La crisi alimentare in atto non è infatti dovuta alla scarsità di cibo; esso non è mai stato, nel mondo, altrettanto abbondante. È un problema di accesso al cibo, in altre parole di povertà, di cui il sistema agricolo globale ha immensamente elevato la soglia.&lt;br /&gt;
Se un gruppo di tecnici avesse costruito un qualsiasi manufatto meccanico o elettronico tanto rozzo, perverso nei suoi effetti, costoso e vulnerabile quanto il sistema agricolo globale costruito da Usa e Ue negli ultimi vent´anni, verrebbe licenziato su due piedi. I funzionari delle organizzazioni internazionali che l´hanno costruito, gli economisti che hanno fornito i disegni di base, e i politici che ne hanno posto le basi con leggi e trattati, non corrono ovviamente alcun rischio del genere.&lt;br /&gt;
Al singolo individuo di questa parte del mondo resta da decidere che fare. Può spegnere la tv, per non doversi sorbire ancora una volta, giusto all´ora di pranzo, il tedioso spettacolo di bimbi scheletrici che frugano nell´immondizia. Oppure può decidere di investire una quota dei suoi risparmi in azioni dell´agrindustria, come consigliano sul web dozzine di società di consulenza finanziaria. Un investimento promettente, assicurano, perché i prezzi degli alimentari continueranno a crescere per lungo tempo. Infine può scrivere al proprio deputato in Parlamento chiedendogli di adoperarsi per far costruire attorno alla penisola, Alpi comprese, un muro alto dodici metri per tener fuori gli affamati. Se qualcuno conosce altre soluzioni che la politica, al momento, sia capace di offrire, per favore lo faccia sapere.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:30:22 +0200</pubDate>
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 <title>IL PINCIO E&#039; SALVO!?</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3302</link>
 <description>&lt;p&gt;IL CORRIERE DELLA SERA DI IERI (lunedi&#039;) APRE LA CRONACA ROMANA CON LA NOTIZIA DEL BLOCCO DEI LAVORI PER IL PARCHEGGIO DEL PINCIO.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ritrovamenti archeologici ancor piu’ rilevanti del previsto, nel quadro di una generale indifendibilita’ del progetto dal punto di vista urbanistico, ambientale, sociale e culturale, sono i motivi che portano la nuova giunta a parlare di cancellazione o di ridimensionamento del progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;MOLTO SI DEVE, NATURALMENTE, A QUANTI IN QUESTI MESI HANNO CONTRIBUITO A FAR CRESCERE LE VOCI CONTRARIE ALL’ECOMOSTRO:&lt;br /&gt;
ultimi (ma tanti), i ciclisti che il 31 maggio hanno concluso proprio in quel luogo la Critical Mass Interplanetaria (quella stessa notte il perimetro del cantiere è tornato a riempirsi di cartelli di protesta).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ADESSO SAREMO UN PO&#039; PIU&#039; LIBERI: DI GODERCI UNO DEI LUOGHI PIU’ BELLI DEL MONDO, E ANCHE DI CONTRASTARE ALTRE SPECULAZIONI DISTRUTTIVE (COMINCIANDO DALL’AUTODROMO DI MODENA, DOVE SI MANIFESTERA’ SABATO PROSSIMO), DI UN POTERE CHE CERCA DI ESSERE PIU’ ARROGANTE E PERICOLOSO DI PRIMA. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto, ringraziamoci e congratuliamoci, e pensiamo a incontrarci presto per brindare a questo importante successo di quanti si battono per una societa’ aperta, equa e sostenibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Saluti archeologici,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Matteo Podrecca&lt;br /&gt;
(per info su Pincio, Critical Mass, autodromo di Modena: &lt;a href=&quot;http://www.ecoculture.splinder.com&quot; title=&quot;www.ecoculture.splinder.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.ecoculture.splinder.com&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 10 Jun 2008 02:52:03 +0200</pubDate>
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 <title>Colli Portuensi, inquilini in sciopero della fame</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3256</link>
 <description>&lt;p&gt;7 giugno 2008 - Liberazione&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contro la vendita delle quattro palazzine&lt;br /&gt;
Colli Portuensi, inquilini in sciopero della fame: «Intervengano le istituzioni»&lt;br /&gt;
di Vittorio Marini&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - L&#039;aveva preannunciato qualche settimana fa che, se la situazione non si fosse sbloccata, avrebbe preso «iniziative anche forti per tutelare il diritto alla casa». Ora il Comitato degli inquilini di viale dei Colli Portuensi 187, sostenuto dall&#039;A.S.I.A.-Rdb, è passato ai fatti: ha deciso di cominciare uno sciopero della fame per sollecitare un intervento di Municipio, Comune e Regione nei confronti del Fondo Pensioni dei dipendenti della ex Cassa di Risparmio di Trieste (ora Unicredit Banca) e della &quot;Gabetti Agency&quot;. L&#039;obiettivo è instaurare un tavolo di trattativa sulla vendita delle quattro palazzine del complesso immobiliare di via dei Colli Portuensi. Dunque anche questo capitolo dell&#039;emergenza abitativa romana rischia di diventare un dramma; la vicenda è giunta ormai, fa sapere in un comunicato il Comitato degli inquilini, «ad un punto limite». Lo sciopero della fame sarà attuato da un rappresentante dell&#039;A.S.I.A. e da 4 inquilini, tra i quali il signor Frollà di 75 anni e la signora Genovese di 82 anni. «Con questa decisione - dichiara l&#039;A.S.I.A-Rdb - si intende richiamare l&#039;Amministrazione regionale all&#039;individuazione di uno strumento di ausilio all&#039;acquisto della casa per i nuclei familiari che intendono comprare l&#039;alloggio nel quale vivono, l&#039;Amministrazione comunale alla definizione di tutele per chi non può acquistare e il Fondo Pensioni-Unicredit a sedersi al tavolo interistituzionale di cui si chiede la convocazione da parte dell&#039;assessore regionale Astorre». Già lo scorso novembre il Comitato degli inquilini dei Colli Portuensi e l&#039;A.S.I.A avevano attuato una forma di protesta particolare, occupando per un giorno la sede romana del gruppo immobiliare Gabetti: avevano così ottenuto la sospensione temporanea della vendita degli appartamenti. Da allora la situazione è peggiorata e sta diventando disperata, da qui la decisione dello sciopero della fame. Le ragioni di questa protesta saranno esposte nel corso di una conferenza stampa convocata per martedì 10 giugno alle ore 12 in via dei Colli Portuensi 187, proprio davanti agli edifici messi in vendita dalla Gabetti per conto del Fondo Pensioni.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 07 Jun 2008 19:07:39 +0200</pubDate>
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 <title>Torrevecchia/Primavalle - Il Comitato vince anche il ricorso al Tar del Lazio</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2741</link>
 <description>&lt;p&gt;In data 7 Maggio 2008 il Tribunale Amministrativo del Lazio, presieduto dal Presidente Luigi Tosti, ha accolto il ricorso presentato dal Comitato Torrevecchia - Primavalle &quot;Cittadine/i per un quartiere migliore&quot; ( ricorso firmato da altre 500 cittadini della zona) avverso le Determinazioni Dirigenziale n. 182/07 del 15.3.07 e  n.6/08 dell&#039;11.1.08 del Comando XIX° dei Vigili Urbani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed ha emesso quindi ordinanza all&#039;Amministrazione Comunale per il ripristino della viabilità precedente il Marzo 2007.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sezione seconda del Tar del Lazio&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Registro Generale : 3189/2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Presidente Luigi Tosti, Cons. Carlo Modica De Mohac, Primo Ref. e Relatore Anna Bottiglieri&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ordinanza Camera di Consiglio del 7 Maggio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricorso 3189/2008 richiedente la sospensiva delle Determinazioni Dirigenziali n.192/07 del 15.3.07 e n.6/08 dell&#039; 11.1.08 dell&#039; Amministrazione Comunale di Roma&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Visti gli artt 19 e 21, u.c. della della Legge 6.12.71, n.1034, e l&#039;Art.36 del R.D. 17 Agosto 2007,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ritenuto che SUSSISTONO i presupposti per disporre l&#039;accoglimento della istanza incidentale di sospensione degli atti impugnati,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ACCOGLIE LA SUINDICATA DOMANDA INCIDENTALE DI SOSPENSIONE&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;LA PRESENTE ORDINANZA SARA&#039; ESEGUITA DALLA AMMINISTRAZIONE ED E&#039; DEPOSITATA PRESSO LA SEGRETERIA DEL TRIBUNALE CHE PROVVEDERA&#039; A DARNE COMUNICAZIONE ALLE PARTI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma, li 7 Maggio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Presidente &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Consigliere&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;N.B. La comunicazione alle parti è avvenuta nella successiva giornata dell&#039; 8 maggio 2008&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sun, 11 May 2008 15:47:36 +0200</pubDate>
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 <title>Report ha scoperchiato il verminaio del modello Veltroni ..... </title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2637</link>
 <description>&lt;p&gt;Report ha scoperchiato il verminaio del modello Veltroni, ma la sinistra dove era? Complice o/e incapace&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sera del 4 maggio 2008, Report ha messo in onda un reportage sul nuovo sacco urbanistico. Sia chiaro, niente di assolutamente nuovo. Già a gennaio 2008 Italia Nostra, con un foltissimo gruppo di comitati di quartiere ed associazioni, e con l’adesione degli amici di Grillo e dell’Unione Inquilini di Roma, aveva in una conferenza stampa reso pubblico un dossier sul presunto “modello Roma”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa c’è di nuovo oggi. Oserei dire nulla, ma Report ha assemblato i pezzi e ne ha fatto una inchiesta vera. Oserei dire una inchiesta marxista. Semmai, in maniera retorica, mi domanderei perché questo reportage non è stato pensato prima dai giornali della sinistra: Liberazione, Manifesto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una risposta proverò a darla, anche se non piacevole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto, se qualcuno ancora si stava chiedendo perché a Roma è stato eletto il “fascista” Alemanno, perché la sinistra è al minimo sindacale e il PRC senza consiglieri comunali, credo che oggi, a meno di passare dalla miopia alla cecità, la risposta sia chiara.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il modello Veltroni, con l’assoluta zerbinaggine della sinistra, non era altro che un immenso comitato di affari che, in assoluto ossequio al mercato (parole dell’ex assessore Morassut) ed in totale dispregio di qualsiasi idea di città, soprattutto di città a misura di chi la abita, ha avviato immensi programmi di cementificazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il bello è che gli abitanti non chiedevano di avere i primi due più grandi centri commerciali d’Europa (noi sul superfluo siamo imbattibili, è sull’inutile che cerchiamo di primeggiare in Europa).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo andati ben oltre il pianificar facendo. Siamo andati ben oltre le compensazioni che, per fare un parco a Talenti le cui aree, ad esempio, erano di proprietà di Mezzaroma, si garantiva un’altra area da cementificare a suo piacimento senza alcun beneficio sul mercato delle locazioni o della compravendita. Però attenti, mentre Mezzaroma veniva “compensato”, allo IACP andava un po’ peggio, perché a questi venivano tagliati tre milioni di metri cubi di case popolari ma non veniva data nessuna “compensazione”. L’artefice di questo modello: il piano delle certezze di Rutelli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sinistra al governo della città con una discreta forza cosa faceva?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assentiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo, ogni tanto si indignava per qualche sfratto, certo, ogni tanto si indignava per qualche vendita di enti o qualche cartolarizzazione, certo, qualche volta mediava tra movimenti di lotta e Veltroni per garantire a quest’ultimo una certa pace sociale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato ? Per i movimenti eccellente: su 1800 alloggi assegnati negli ultimi tre anni, solo 300 sono andati alle famiglie in graduatoria che, detto per inciso, con punti 10 sono circa 1600, e sono quello con sfratto eseguito da almeno tre anni. Tutti gli altri alloggi utilizzati per sanare le emergenze, ovvero le occupazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La lotta paga? Certo, ma vorrei anche indagare l’effetto di tali atti sulle 35.000 famiglie in graduatoria. Così come vorrei indagare l’effetto della sanatoria, approvata dalla Regione di centro sinistra, di occupanti di case popolari per soggetti che dovevano avere il doppio del reddito di chi è in graduatoria. A Roma, chi gestisce la compravendita degli alloggi è la piccola e grande criminalità. Il prezzo? Dai 30 ai 70.000 euro. Peccato che, anche in questo caso, la Regione aggiungesse alla sanatoria due ciliegine: la vendita del 30% in due anni delle case popolari e l’aumento del 20% dei canoni. Bello, vero?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre noi ci occupavamo delle frattaglie, gli altri costruivano mega centri commerciali, decine di migliaia di alloggi destinati ad ingrossare le fauci della rendita immobiliare. Altro che piano per 30.000 case popolari, del resto mai sostenuto efficacemente dalla sinistra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dimenticavo, il giorno prima delle dimissioni, la Giunta Veltroni approvò alla unanimità la vendita del 54% delle case comunali (circa 15.000 alloggi). Anche in questo caso c’è una ciliegina. La legge regionale prevede che, al massimo, si possa vendere il 30% delle case comunali. Slo dopo una veemente protesta dell’Unione Inquilini di Roma il piano è stato ridimensionato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine, mentre qualcuno ci riempiva di parole come “Porto Alegre”, “conflitto”, “radicalità”, “antagonismo” “ comunismo”, quel qualcuno rendeva “allegri i costruttori” sosteneva il “conflitto” dei comitati di affari contro la città e i suoi cittadini, imponeva una “radicalità” nello sviluppo urbanistico a beneficio dei poteri forti, diventava “antagonista” con i bisogni della città.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se la sinistra vuole darsi un senso ed essere ritenuta necessaria dal nostro popolo, è bene che incida con il bisturi in se stessa e analizzi impietosamente la sua azione di governo della città.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo, fanno pensare certe critiche alla partecipazione al Governo Prodi, comunque deficitaria, che venivano da “ movimentisti, ambientalisti e comunisti veri” anche di Roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il comunismo ? Trovatelo voi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;p.s. Chi non avesse visto Report del 4 maggio 2008 lo guardi sul sito di Report &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1078257,00.html&quot; title=&quot;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1078257,00.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,724...&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Potrebbe essere una buona relazione introduttiva in tutte le riunioni a qualsiasi livello dei partiti della ex Sinistra Arcobaleno&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Corsaro rosso&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.unioneinquilini.it/cm/2008/cm_08_263.asp&quot; title=&quot;http://www.unioneinquilini.it/cm/2008/cm_08_263.asp&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.unioneinquilini.it/cm/2008/cm_08_263.asp&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/11">Analisi</category>
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 <pubDate>Mon, 05 May 2008 19:33:00 +0200</pubDate>
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 <title>Torrevecchia/Primavalle - MAI PIU&#039; LAZZARA PRESIDENTE !</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2408</link>
 <description>&lt;p&gt;Al ballottaggio del Municipio XIX°&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;MAI PIU&#039; LAZZARA PRESIDENTE !!!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comitato Torrevecchia/Primavalle&lt;br /&gt;
&quot;Cittadine/i per un quartiere migliore&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Amici Cogoleto - Consorzio Torrevecchia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ass.ne Culturale &quot;De Vio&quot; - Primavalle&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ass.ne Culturale &quot;Gran Sasso&quot; - Trionfale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ass.ne Culturale &quot;Vivi la piazza&quot; - Pineta Sacchetti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;( VEDI VOLANTINO PDF ALLEGATO)&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sun, 20 Apr 2008 15:19:37 +0200</pubDate>
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 <title>Cassazione - I precari dei call center vanno assunti</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2363</link>
 <description>&lt;p&gt;16 aprile 2008 - Il Tirreno&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Cassazione: non sono autonomi ma dipendenti con diritto al contratto Respinto il ricorso di una società che dovrà pagare l’Inps&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ROMA - I lavoratori dei call center che prestano servizio nella struttura di una società hanno diritto ad un contratto di lavoro subordinato, dal momento che utilizzano attrezzature e materiale aziendale e non possono essere considerati, dal datore, come lavoratori autonomi. Lo sottolinea la Cassazione con la sentenza 9812 della sezione lavoro. Con questo verdetto la Suprema Corte ha respinto il ricorso della &quot;Solidea sas&quot;, una società di Padova.&lt;br /&gt;
La Solidea, che aveva un call center nel settore pubblicitario, aveva contestato la decisione con la quale la Corte d’appello di Venezia, nel 2005, l’aveva condannata a pagare oltre mezzo miliardo di vecchie lire all’Inps come contributi previdenziali evasi ai danni di 15 centraliniste precarie scoperte a lavorare presso la società durante un controllo degli ispettori del lavoro, avvenuto nel 1997.&lt;br /&gt;
La &quot;Solidea&quot; aveva fatto ricorso al Tribunale di Padova sostenendo che le dipendenti svolgevano un lavoro autonomo. Il tribunale diede ragione alla &quot;Solidea&quot; e stracciò il verbale dell’Inps. Ma in appello la Corte di Venezia ribaltò l’esito e confermò la natura subordinata del lavoro svolto dalle 15 centraliniste.&lt;br /&gt;
Senza successo la &quot;Solidea&quot; ha protestato in Cassazione. I giudici hanno replicato che «correttamente» la Corte d’Appello ha considerato «qualificanti della subordinazione delle dipendenti, con mansioni di telefoniste, le circostanze che esse seguivano le direttive impartite dall’azienda in relazione ad ogni telefonata da svolgere prendendo nota dell’esito e del numero di telefono chiamato, del fatto che avevano un preciso orario di lavoro, che usavano attrezzature e materiale di proprietà della società». Così il ricorso è stato respinto.&lt;br /&gt;
La Cgil valuta molto positivamente la sentenza della Cassazione. «Ci auguriamo - si legge in una nota del sindacato - che questa sentenza, che si inquadra perfettamente nell’impegno sia del ministero del Lavoro che dei sindacati per la regolarizzazione di un settore delicato quale quello dei call center, che conta molte migliaia di lavoratori soprattutto giovani e donne, rilanci l’urgenza della stabilizzazione prevista dalle due circolari Damiano ove non sia stata ancora applicata».&lt;br /&gt;
Il verdetto della Cassazione segue di pochi giorni quello con cui il tribunale del lavoro di Pisa aveva ingiunto alla Vodafone di riassumere a tempo indeterminato due ex lavoratori precari. Il giudice aveva inoltre disposto il pagamento degli arretrati e delle spese legali.&lt;br /&gt;
«I due precari - spiega il sindacato di base Flmun-Cub - avevano lavorato nel call center Vodafone di Pisa con contratti a termine per alcuni mesi tra 2004 e 2005. Il giudice del lavoro ha riconosciuto che non c’erano i presupposti per mettere un termine al contratto dei due lavoratori e che, quindi, lo stesso deve essere a tempo indeterminato. Questa sentenza è molto importante essendo in assoluto la prima in Italia che condanna Vodafone per utilizzo illecito di lavoro precario».&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 17 Apr 2008 19:02:06 +0200</pubDate>
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 <title>Roma. Dura contestazione al &quot;Forum Università–lavoro&quot;...</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2362</link>
 <description>&lt;p&gt;16 aprile 2008 - Leggo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - Dura contestazione ieri al &quot;Forum Università–lavoro&quot; alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Tor Vergata. I sindacati Fiom-Cgil ed RdB-CUB-Università insieme agli studenti del &quot;Collettivo Lavori in Corso&quot; ed ai lavoratori della Ericsson-Marconi hanno interrotto la cerimonia di apertura del XVI Forum Università-lavoro. Al Forum hanno preso parte, oltre agli studenti, anche il Rettore di Tor Vergata, il preside di ingegneria ed i rappresentanti delle aziende multinazionali, presenti per ritirare i curricola professionali dei ragazzi e per presentare eventuali futuri sbocchi lavorativi.&lt;br /&gt;
«In un forum dal titolo Università-lavoro – ha detto Roberta Turi, Fiom Roma - abbiamo deciso di denunciare le reali condizioni di lavoro nelle multinazionali ed ancora una volta la Ericsson, presente in questo Forum, che ha deciso di spostare all&#039;estero le attività di ricerca e sviluppo che venivano svolte da più di vent&#039;anni a Roma, privando i futuri laureati di uno sbocco professionale importante».&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 17 Apr 2008 18:58:30 +0200</pubDate>
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 <title>I precari della sanità agli assessori «Stop lavori esterni, assunti subito»</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2206</link>
 <description>&lt;p&gt;5 aprile 2008 - Corriere della Sera&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - «Assunti subito. Assunti davvero». Firmato: tutti i 7.000 precari della sanità del Lazio. Il che, tradotto, vuol dire: va bene la delibera per 800 assunzioni e va bene l&#039;apertura dimostrata dalla politica regionale, ma ancora tanto bisogna fare per arrivare a regolarizzare tutti i lavoratori ed eliminare gli sprechi. Per i quali occorre prima di tutto reinternalizzare i servizi, facendo a meno delle cooperative che si riducono «alla mera somministrazione di mano d&#039;opera».&lt;br /&gt;
Nel giorno dello sciopero dei precari della pubblica amministrazione, gli assessori regionali al Lavoro Alessandra Tibaldi, alla Sanità Augusto Battaglia e al Bilancio Luigi Nieri sono stati accolti da scritte e affermazioni come queste all&#039;assemblea dei sindacati di base (RdB Cub). E la Regione era lì, pronta a tendere la mano. «Ci sono attività in cui le cooperative possono operare e altre in cui sarà preferibile la reinternalizzazione del servizio - ha spiegato Battaglia - Dove sarà necessario assumeremo, non lasceremo la delibera approvata dalla giunta chiusa in un cassetto. E, pur non tralasciando nessuno, partiremo dalle situazioni più critiche come Sant&#039;Andrea, San Giovanni, Asl RmB, Tor Vergata e Umberto I».&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 05 Apr 2008 22:11:52 +0200</pubDate>
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