sportsottoassedio
IO_NON_HO_PAURA: racconti da un paese in guerra
Gio, 03/04/2008 - 17:15

"Io non ho paura".
Con queste parole una donna palestinese del villaggio di Jayuss, al nord della palestina, si descrive alle donne della carovana che ha attraversato i territori palestinesi dal 23 al 31 marzo.
Il 23 marzo tocco per la prima volta la terra mediorientale. Prima tappa: il valico di Herez, la porta occidentale alla striscia di gaza.
Una cattedrale nel deserto, sorvegliata da un ricchissimo sistema di telecamere e circondata da onde elettromagnetiche, divide i cento carovanieri da una striscia di terra, tra il sinai e la Palestina, trasformata in un'immensa guantanamo. Chiaramente i militari israeliani non hanno nessuna intenzione di farci varcare quel maledetto chekpoint (un'immagine: si tratta di un'immensa struttura di cemento tipo un aeroporto, o meglio l'ingresso di un supercarcere). La voglia di resistere è tanta, ma si scontra con una mentalità militare esponenzialmente più efficace: la cattedrale non offre acqua o baretti di ristoro, e l'accoglienza avviene in un piazzale di cemento che comincia a ribollire non appena il sole raggiunge lo zenit. Alle 13 la temperatura credo fosse prossima ai 40 gradi centigradi. Insomma o ti porti un barile d'acqua al posto dello zaino, o dopo ore di attesa, disidratato, sei indotto a desistere.
Il primo contatto con le truppe di occupazione israeliane non è stato dei migliori, ma il peggio deve ancora arrivare.
La sera ci spostiamo verso Betlemme dove riceviamo una calorosissima accoglienza da parte dei ragazzi dell'Ibdaa cultural centre, centro culturale del campo profughi di Deishee, quartiere periferico di Betlemme. L'ibdaa mi ha colpito molto: nasce nel 1994 grazie ai fondi della solidarietà internazionale. Culturalmente e politicamente vivacissimo, il centro si divide in due strutture: la principale che si trova all'inizio del campo ed una seconda all'interno che offre un'asilo nido, una biblioteca e prossimamente un media center. Nel campo profughi di Deishee, così come in ogni campo profughi, la sovranità e la gestione della comunità è esercitata esclusivamente dalle Nazioni Unite ( i palestinesi non hanno nessuna voce in capitolo circa l'amministrazione diretta dei loro territori) che garantiscono istruzione e assistenza sanitaria utilizzando, però, solo personale straniero. L'Ibdaa è invece totalmente autogestito dalla popolazione di Deishee e grazie anche ad una laboratorio artigianale presente nel centro, riesce a dare reddito a circa 80 famiglie del campo.
Il 24 mattina la carovana si sposta verso l'Università di Abudis( la più grande della Palestina) a pochi Km da Betlemme. In palestina le strade non sono uguali e percorribili da tutti: ci sono modernissime autostrade israeliane ad uso esclusivo di coloni e cittadini israeliani, e dissestatissime strade di campagna ad uso immaginate voi di chi. Se si percorressero le strade di israele si impiegherebbero 15 minuti per arrivare all'Università, ma purtroppo uno studente palestinese deve affrontare un'ora e mezza abbondante di viaggio e valicare un chekpoint. Anche studiare è una lotta quotidiana!
Abudis era un quartiere periferico di Gerusalemme, ma dal 2002, e cioè dall'inizio della costruzione del muro e del processo di de-arabizzazione della città, ne è totalmente isolato.
Dal Piazzale antistante l'Università domina un enorme muro alto 8 metri, più un altro guadagnato con le reti, che divide intere valli. Dietro di esso Gerusalemme, la culla delle religioni.
Le ragazze di Abudis mi hanno colpito molto. Mi ha stupito la loro voglia di raccontarsi e di vivere con noi quello che per loro è un'inferno quotidiano. L'aria che si respirava era piacevole: diversi gruppi misti di uomini e donne sedevano nei giardini che circondano il campus fumando Arghila e fronteggiando un modello culturale, quello di Hamas, che li vorrebbe divisi tra generi e velati da ipocrisie teocratiche. Mi hanno dato tanta forza.
Il 24 sera ci spostiamo verso Jayuss. Raccontare l'accoglienza ricevuta in questo piccolo villaggio non è cosa semplice: credo, anzi sono convinta, che certe emozioni siano impossibili da parafrasare.
Il paesino è a Nord della Palestina, vicino Qualquilya e Tulkarem: in tutto 3 centri agricoli devastati economicamente e socialmente dalla costruzione del muro. Quest'ultimo circonda totalmente la città di Qualquilya e per 2/3 quelle di jayuss e Tulkarem.
la storia è sempre la stessa: c'è un muro che divide il centro abitato dalle terre coltivabili, unica fonte di reddito per le comunità locali. L'economia era essenzialmente fondata sulla raccolta di frutta, fiori e verdura, ma ora gendarmi e Tanks stabiliscono chi possa entrare e quando.
La mattina del 25, dopo un'incontro con stop the wall, ci avviamo insieme ad alcuni abitant di Jayuss verso la "Porta Meridionale": un'enorme cancello che chiude l'accesso alle campagne. Comincia ad esplodere la rabbia dell'intifada. I bambini si gettano sulle reti,. qualcuno si arrampica al filo spinato e cerca di saltare il muro. In 2 minuti arrivano le camionette israeliane. la tensione si fa alta, ma mai quanto il pomeriggio, quando alla "Porta occidentale" i carovanieri si sono visti puntare mitra in faccia e indietreggiavano preoccupati solo di riuscire a difendere quella che è sempre stata l'anima dell'intifada e di ogni lotta politica: i bambini.
Per me si è trattato di entrare nel girone dell'inferno.
Le donne ci hanno raccontato che ogni venerdi si recano al muro per fronteggiare quelle merde sioniste che gli centellinano acqua quotidianamente, che gli strappano figli e gli negano ogni diritto all'esistenza. La violenza di israele non si ferma mai, nemmeno davanti ad una donna che abbraccia il tronco di un ulivo tagliato perchè non dia più frutti.
Cosa ne dite si può parlare di apparthaid? Posso osare nel dire che lo Stato di israele, nato da un olocausto, sta perpetrando un genocidio lento e dolorosissimo, disumano e impossibile da difendere?
Mi fermo qui! Non riesco ad andare oltre. Con la Palestina negli occhi e nel cuore, ma soprattutto con la certezza di ritornare quanto prima.
FREE PALESTINE!!!