guardie
Roma, ps dell'aeroporto di ciampino maltrattano una donna
Ven, 03/10/2008 - 14:54RAZZISMO: SOMALA INGIURIATA E TENUTA NUDA PER ORE A CIAMPINO (ANSA) - ROMA, 3 OTT - Amina Sheikh Said, una donna somala di 51 anni, sposata con un italiano Luigi Mancuso, cittadina italiana, è stata «umiliata, maltrattata e oltraggiata, tenuta nuda per ore all'aeroporto di Ciampino». A denunciare il fatto è l'associazione 'Antigonè. La donna, che tornava, a fine luglio, da un viaggio a Londra con quattro nipotini, è stata accusata prima di rapimento di bambini, poi di traffico di clandestini, infine di essere un corriere della droga, è stata tenuta nuda per ore«. Dopo quattro ore in cui personale dell'aeroporto ha cercato »ingiuriandola, chiamandola 'negrà« di convincerla ad una ispezione corporale la donna - prosegue 'Antigonè - è stata portata in ambulanza al Policlinico Casilino. La perquisiscono e non si trova niente. Nessuno le rilascia alcun verbale, delle perquisizioni effettuate non rimane traccia». Amina, sostenuta da 'Antigonè mercoledì scorso ha sporto denuncia.(ANSA). AU 03-OTT-08 11:06 NNN
RAZZISMO: SOMALA INGIURIATA E TENUTA NUDA PER ORE A CIAMPINO (ANSA) - ROMA, 3 OTT - Amina Sheikh Said, una donna somala di 51 anni, sposata con un italiano Luigi Mancuso, cittadina italiana, è stata «umiliata, maltrattata e oltraggiata, tenuta nuda per ore all'aeroporto di Ciampino». A denunciare il fatto è l'associazione 'Antigonè. La donna, che tornava, a fine luglio, da un viaggio a Londra con quattro nipotini, è stata accusata prima di rapimento di bambini, poi di traffico di clandestini, infine di essere un corriere della droga, è stata tenuta nuda per ore«. Dopo quattro ore in cui personale dell'aeroporto ha cercato »ingiuriandola, chiamandola 'negrà« di convincerla ad una ispezione corporale la donna - prosegue 'Antigonè - è stata portata in ambulanza al Policlinico Casilino. La perquisiscono e non si trova niente. Nessuno le rilascia alcun verbale, delle perquisizioni effettuate non rimane traccia». Amina, sostenuta da 'Antigonè mercoledì scorso ha sporto denuncia.(ANSA). AU 03-OTT-08 11:06 NNN
FINE DISPACCIO
RAZZISMO: SOMALA INGIURIATA E TENUTA NUDA PER ORE A CIAMPINO(2) (ANSA) - ROMA, 3 OTT - Sposata da molto tempo con il signor Luigi Mancuso, Amina ha quattro figli che abitano a Londra. Lo scorso 21 luglio tornava a Roma dopo avergli fatto visita e portava con sè quattro dei suoi nipotini, tre di un figlio e uno di un altro, di età compresa tra i sette e gli 11 anni, racconta l'associazione 'Progetto Dirittì che aiuta legalmente la donna. Arrivati all'aeroporto di Ciampino, la Polizia di Frontiera esamina i documenti dei bimbi e decide che qualcosa non va. I minori hanno cognomi diversi tra loro. «Luigi Mancuso, giunto all'aeroporto a prendere la famiglia, viene fatto entrare nell'area doganale - spiega l'associazione - Lo si accusa con spregio di essere correo nel reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina». I coniugi vengono interrogati sulla composizione del nucleo famigliare e sugli spostamenti effettuati. Si ispezionano i bagagli. «Nel frattempo anche i bambini sono trattenuti, a nessuno è permesso chiamare i genitori o il Consolato britannico a Roma, che tutto avrebbero potuto spiegare». «Poi Amina è condotta in una stanza e fatta spogliare per un'ispezione corporale. Le resta addosso il solo reggiseno. Due donne - racconta ancora 'Antigonè -le chiedono di assumere varie posizioni atte a osservare meglio le cavità del corpo. Amina acconsente. Ma quando le dicono di dover procedere all'esplorazione anale e vaginale, Amina rifiuta. Chiede almeno che sia un medico a farlo. Le donne la ingiuriano e la minacciano: 'ti spedisco in carcerè, »come sei nera fuori lo sei dentrò, 'daremo i bambini all'assistente socialè«. »Il reato ipotizzato a quel punto muta: da ladra di bambini a corriere della droga. Glielo dicono in faccia sprezzantemente. La chiamano 'negrà, minacciano di spedirla al centro di igiene mentale se non acconsentirà all'ispezione corporale«. Per oltre quattro ore rimane svestita di fronte a un numero imprecisato di persone che entrano ed escono dalla stanza, poi viene ammanettata e distesa su una barella, sul corpo nudo qualcuno posa un telo di cellophane da imballo. Viene portata in ambulanza al Policlinico Casilino. Dalla perquisizione non emerge niente. »Nessuno le rilascia alcun verbale - dicono le associazioni - delle perquisizioni effettuate non rimane traccia. Le si comunica solo l'avvio di un procedimento penale nei suoi confronti per la resistenza opposta a pubblico ufficiale«. Ora ad assistere Amina, la cui storia appare sul sito delle associazioni www.linkontro.info è l'avvocato Luca Santini. (ANSA). AU 03-OTT-08 11:54 NNN
Italia. Carabinieri e vigili urbani condannati: rubavano droga e pestavano immigrati
Ven, 04/04/2008 - 20:36tto condanne, due proscioglimenti e altri otto rinvii a giudizio. E' il verdetto emesso ieri mattina dal giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Bergamo, Bianca Maria Bianchi, al termine del processo con rito abbreviato a carico dei 21 presunti componenti della cosiddetta banda della Panda nera, il gruppo di carabinieri e vigili urbani che avrebbe imperversato nella Bassa Bergamasca tra il novembre 2005 e il giugno 2007, rendendosi responsabile di pestaggi nei confronti di immigrati, ma anche di sequestri non verbalizzati di droga, telefoni cellulari e soldi. Per altri tre e' stato concesso invece il patteggiamento.
Tutti i personaggi di spicco della vicenda sono stati ritenuti colpevoli, a partire dall'ex comandante della stazione dell'Arma di Calcio, Massimo Deidda, considerato dalla procura il leader carismatico della banda, e condannato a cinque anni e due mesi. Per lui il pubblico ministero Enrico Pavone aveva chiesto quattro anni e mezzo per associazione a delinquere, tentata concussione e peculato.
La condanna piu' pesante e' stata inflitta al collega Viviano Monacelli, cui non sono state concesse neppure le attenuanti generiche. Anche per lui il pm aveva chiesto una pena minore, a cinque anni. Il giudice lo ha ritenuto colpevole di alcuni degli episodi piu' gravi dell'inchiesta. Oltre a figurare nell'associazione a delinquere, sarebbe stato coprotagonista della cessione di un chilo di hashish a uno spacciatore, dopo che era fallita una trappola per incastrare la persona che glielo aveva venduto. In piu', avrebbe partecipato a diversi raid con botte e sequestri di soldi e cellulari, non menzionati nei successivi verbali.
Tre anni e otto mesi sono stati inflitti invece al maggiore Massimo Pani, ai tempi comandante della Compagnia dei carabinieri di Treviglio: l'ufficiale era finito nei guai non per aver preso parte alle spedizioni punitive, ma per una tentata concussione (aveva cercato di costringere due carabinieri di Martinengo a non deporre a processo contro un collega) e per la cessione del chilo di hashish per cui e' stato condannato anche Monacelli. Il carabiniere di Romano di Lombardia Fabio Battaglia - finito sotto inchiesta per l'episodio del chilo di hashish e per uno dei raid - e' stato condannato a tre anni. Tre anni e sei mesi sono stati inflitti invece a Gian Paolo Maistrello, l'agente della polizia locale di Cortenuova, che per la Procura avrebbe partecipato ad alcuni pestaggi e detenuto cocaina e hashish negli uffici del comando dei vigili.
Altre pene minori sono state inflitte al maresciallo Michela Francesconi (due anni), Vincenzo Di Gennaro (un anno e sei mesi) e Gerardo Villani (un anno), tutti con la sospensione della pena. Hanno patteggiato invece l'agente della polizia locale di Cortenuova Andrea Merisio (tre anni), il carabiniere di Calcio Danilo D'Alessandro (un anno e undici mesi) e il trentacinquenne trevigliese Giovanni Capozzi (due anni e otto mesi). Prosciolti, invece, Marco Bettarello, agente della polizia locale di Chiari (Brescia) accusato di favoreggiamento, e lo studente Roberto Amato. Altre otto persone sono state rinviate a giudizio.