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 <title>munnezza</title>
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 <title>Chiaiano, o dello stato d&#039;eccezione</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/3171</link>
 <description>&lt;p&gt;Lundi 2 juin 2008 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Agamben con grande acume capisce la pregnanza teorica dell&#039;argomentazione schmittiana. In particolare riprende l&#039;espressione di &quot;democrazia totalitaria&quot; che Schmitt usa in &quot;De captivibus salus&quot;. E&#039; evidente, pensiamo come crediamo pensi Agamben, la luce nera dell&#039;intelligenza spinta dall&#039;extrema ratio dell&#039;autodifesa fa faville utili a forgiare ordigni concettuali rivoluzionari.&lt;br /&gt;
I fessi benpensanti preferiscono non rischiare di banalizzare il mostro e sarebbero perciò disposti a dare del negazionista a Brecht per il monologo finale della &quot;Resistibile ascesa di Arturo Ui&quot; per «il ventre che generò la bestia è ancora fertile». Loro restano ipnotizzati dal mostro e dimenticano la matrice.&lt;br /&gt;
I mal animosi per risentimento preferiscono uno Schmitt in catene, punito a dovere, che un uso sovversivo e libertario dei concetti che maneggia così bene. Jacob Taubes si lasciò aiutare da Kojevo a superare, lui che aveva avuto la famiglia sterminata nei campi, la repulsione fisica all&#039;incontro con Schmitt e ne uscirono &quot;Tempus fugit&quot; e &quot;La teologia di Paolo di Tarso&quot; che mostra la radice teologica monoteista e &quot;colpevolista&quot; di ogni Stato fosse anche il più laicista come la Francia e la Turchia ataturkista.&lt;br /&gt;
I sovversivi non si prendono per gesuiti che, loro, possono leggere e far tesoro dei libri all&#039;Indice ma devono interdirli agli uomini e alle donne comuni. I sovversivi preferiscono eliminare radici, economie politiche del cosiddetto male piuttosto che vendicarsi dei &quot;peccatori&quot; punendoli.&lt;br /&gt;
Un concetto è un concetto è un concetto: porsi il problema di stabilire se Nicolò Macchiavelli volesse «alle genti svela[re] di che lagrime grondi e di che sangue» o al contrario volesse insegnare al duca Valentino le arti del dispotismo, il connubio di «golpe e lione» e che «non si governa senza crimine» è questione da biografi o da moralisti o da preti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le parole sono ben più che pietre e se contano e durano a lungo ben più che chi le emette, chi vuole aiutare a portare alla superficie, scoprire, riscoprire e disvelare l&#039;antica passione del comunismo, il comunismo che ovviamente esiste da sempre, non è da reinventare né è localizzabile o databile. Certo, non più è la facoltà della parola, la potenza di persistere nel proprio essere, l&#039;amore, la pulsione alla predazione ... La comunanza e il principio attivo dell&#039;autonomia co-esistente esistono come i loro contrari, ciò che conta sono le armi, innanzitutto, parole/concetti che ne consentono la scoperta e l&#039;emersione. I futuri possibili sono scritti da sempre nel reale, mescolati con tutti, fra tutto e tutto.&lt;br /&gt;
«Noi non vogliamo sperare niente, il nostro sogno è la realtà» F. Fortini L&#039;internazionale&lt;br /&gt;
«La scoperta, come vuole l&#039;etimo, è svelamento di qualcosa che era nascosta ma il ricercatore riuscisse a scrutarlo, per così dire, dal buco della serratura. Così, le onde elettromagnetiche non sono state create da Maxwell - il fisico scozzese si è limitato umilmente a scoprirle - e una volta scoperte abbiamo capito che esistevano da sempre - anche prima dell&#039;ultimo diluvio, prima che Abramo fosse - e da sempre hanno illuminato il mondo come luce. E da sempre la sublime vastità degli spazi siderali è abitata da queste onde che le stelle usano scambiarsi tra di loro a mò&#039; di segnali». Franco Piperno Il &#039;68.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; per questo che non ci turba pubblicare il testo di un intellettuale catolico-tradizionalista, Maurizio Blondet, autore dichiaratamente reazionario, e a torto o a ragione, in odore di complottiamo, di antisemitismo e chissà che altro...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Carl Schmitt alle vongole&lt;br /&gt;
Maurizio Blondet&lt;br /&gt;
«Sovrano è chi decide lo stato d&#039;eccezione».&lt;br /&gt;
Se l&#039;enunciato supremo di Carl Schmitt vale per tutte le situazioni (anche le farse), allora non c&#039;è dubbio: abbiamo un sovrano.&lt;br /&gt;
E&#039; Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;
Come noto, egli ha dichiarato lo Stato d&#039;eccezione-monnezza.&lt;br /&gt;
In Campania, è sospeso il diritto ordinario.&lt;br /&gt;
C&#039;è una superprocura, un tribunale speciale alla monnezza.&lt;br /&gt;
Chiariano, ha detto il sovrano, «è zona militare e sarà protetta. Coloro che si opporranno saranno perseguibili».&lt;br /&gt;
Militarizzazione della monnezza.&lt;br /&gt;
Allacciate le cinture, perchè comincia uno di quei periodi che il saggio cinese augurava ai suoi nemici: «interessante».&lt;br /&gt;
Non scherzo.&lt;br /&gt;
Quando uno evoca lo stato d&#039;eccezione, la faccenda è sempre seria, gravida di prospettive e di pericoli.&lt;br /&gt;
Non importa che quel qualcuno sia personalmente ridicolo e Salame; comunque sia, evoca la sovranità nella sua forma elementare e fondativa.&lt;br /&gt;
Spiegazione per i più giovani, abituati a vivere nello Stato di diritto (o così credono).&lt;br /&gt;
Di norma, dice Schmitt, «non lo Stato è creatore del diritto, ma il diritto crea lo Stato; il diritto precede lo Stato».&lt;br /&gt;
Lo Stato non fa che essere il mediatore del diritto, prestargli la sua forza per applicarlo nella realtà.&lt;br /&gt;
Il capo di Stato o di Governo è egli stesso soggetto al diritto, «riceve la sua legittimazione dall&#039;essere servitore del diritto».&lt;br /&gt;
Ma vi sono periodi di crisi, in cui «la normatività è impotente», per esempio a raccogliere la spazzatura a Napoli; allora la «normalità è sospesa»; e viene il momento in cui chi governa deve assumersi di sospendere la norma - dichiarando lo stato d&#039;eccezione - per il bene della vita umana comune.&lt;br /&gt;
Non importa che sia il signor Mediaset: è comunque un atto di audacia politica.&lt;br /&gt;
Si può essere schmittiani senza saperlo, come quel commerciante di Molière a cui fu spiegata la differenza fra poesia e prosa, ed esclamò: «Allora io sono un prosatore senza saperlo», perchè scriveva lettere commerciali.&lt;br /&gt;
E&#039; proprio quel che avviene in Italia in questi giorni: nessuno pare aver preso coscienza di ciò che implica lo stato d&#039;eccezione, anzi Napolitano - il supposto «custode della Costituzione» sospesa - pare favorevole, per non parlare dell&#039;opposizione veltroniana.&lt;br /&gt;
Si entra in un periodo di «fondazione» con la mente torbida, il senso del diritto obnubilato.&lt;br /&gt;
I soli contrari sono i giudici ma - naturalmente - non per il motivo giusto, giuridico: lo sono per i loro interessi di casta. Temono di essere scavalcati, di essere privati di alcune loro «prerogative», e che si sia costituito un «precedente» per esautorarli.&lt;br /&gt;
Il che è verissimo.&lt;br /&gt;
Ma va notato che i più caldi a chiedere a Berlusconi la sospensione dell&#039;autorità «legale» giudiziaria sono stati i sindaci e i presidenti di provincia della Campania.&lt;br /&gt;
Perché?&lt;br /&gt;
Perché, per tenere puliti almeno i loro paesi hanno aperto discariche, che sono autorizzate a termine, per 180 giorni.&lt;br /&gt;
Al termine, essendo la situazione immutata, hanno continuato a scaricare lì: e sono stati immediatamente incriminati. Avviso di garanzia.&lt;br /&gt;
E&#039; un caso plateale in cui non solo la normatività è impotente, ma l&#039;applicazione della legge diventa ostile alla vita, la rende impossibile.&lt;br /&gt;
Per questo si dirà in futuro che in Italia, i giudici furono moralmente responsabili dello stato d&#039;eccezione, per la loro ottusità ad applicare «le norme» quando «la normalità» era da gran tempo, oggettivamente, sparita.&lt;br /&gt;
Da tempo, non c&#039;era nessun sovrano.&lt;br /&gt;
Dai e dai, sono stati i giudici a suscitare un sovrano, e nel loro peggior nemico.&lt;br /&gt;
La necessità di un sovrano - che decide lo stato d&#039;eccezione - è il fatto primario, elementare, della politica.&lt;br /&gt;
Tanto elementare che persino Berlusconi è stato in grado di enunciarne la giustificazione: «Le leggi devono essere adattate per far vivere meglio i cittadini, non sono un moloch assoluto».&lt;br /&gt;
Senza saperlo, ha parafrasato - e semplificato - una enunciazione di Schmitt, alquanto più tortuosa:&lt;br /&gt;
«Fin dove il diritto positivo è in grado di garantire la certezza giuridica e suscita una prassi univoca, la &#039;conformità alla legge&#039; di una decisione è una prova della sua giustezza. Ma non appena certi elementi al di fuori del contenuto della legge positiva scuotono questa prassi e riescono a modificare questa legge nella sua validità fattuale, anche se per mezzo di una &#039;interpretazione&#039;, questa congruenza tra &#039;conformità alla legge&#039; e giustezza della decisione cade; e un giudizio emanato contro il senso della legge può, ciò nonostante, essere giusto» .&lt;br /&gt;
E non è appunto questa la situazione in cui ci ha gettato da anni la magistratura come casta?&lt;br /&gt;
Gli arresti domiciliari allo zingaro ubriaco alla guida e quadruplice omicida sono un recente esempio di sentenza «conforme alla legge» e odiosamente ingiusta.&lt;br /&gt;
E&#039; solo un esempio fra mille.&lt;br /&gt;
Non si contano le «interpretazioni» delle leggi vigenti che le rendono inefficaci nella loro «validità fattuale», ossia che ne neutralizzano gli effetti che la società esige dalla legge - la punizione del reo, la protezione per l&#039;innocente, la raccolta usuale della spazzatura.&lt;br /&gt;
Persino il questore Manganelli ha detto che c&#039;è un indulto permanente in Italia, che la dittatura dei giudici ha avuto come risultato la non-certezza del diritto (e della pena).&lt;br /&gt;
E&#039; un&#039;altra richiesta implicita di stato d&#039;eccezione.&lt;br /&gt;
E&#039; questo il punto più gravido di rischi e di futuro.&lt;br /&gt;
Nella repubblica di Weimar, era l&#039;intera società onesta a chiedere uno stato d&#039;eccezione, che la facesse finita con una «legalità» che favoriva solo l&#039;arricchimento di mascalzoni speculatori, e la corruzione della società stessa in mano ai parassiti. E qui da noi?&lt;br /&gt;
Le emergenze sono tali e tante, gli egoismi così intrattabili e incurabili, da richiedere per ciascuna una «decisione sovrana», extra-costituzionale: le tre regioni almeno dove sovrana è la malavita organizzata, lo stato della scuola, il parlamento pletorico e servo delle lobby, la burocrazia inadempiente strapagata (la Casta), i particolarismi che ostacolano e impediscono ogni progettualità, lo strapotere bancario e sindacale, la violenza idiota e corpuscolare delle tifoserie, l&#039;abuso di massa di cocaina persino tra gli operai... ciascuna richiederebbe tribunali speciali con procedure semplificate e misure extralegali per licenziare, punire, obbligare a fare.&lt;br /&gt;
In nome della vita e a sua difesa.&lt;br /&gt;
Qui è il punto.&lt;br /&gt;
L&#039;Italia richiede uno stato d&#039;eccezione totale.&lt;br /&gt;
Una volta dichiarato uno stato d&#039;eccezione, è quasi inevitabile la tentazione di dichiararne altri, tutti in sé necessari.&lt;br /&gt;
Non è ignoto che lo stato d&#039;eccezione è la madre delle dittature social-nazionali, di «destra popolare» nel senso che è il popolo a dare loro «mano libera».&lt;br /&gt;
Ovviamente, lo stato d&#039;eccezione introduce nell&#039;ordinamento giuridico un elemento di arbitrio assoluto da parte del sovrano.&lt;br /&gt;
Ma se il sovrano è Berlusconi, c&#039;è il rischio di una dichiarazione di «stato d&#039;eccezione televisivo», per salvare Emilio Fede dal satellite e mantenere il monopolio Mediaset.&lt;br /&gt;
Dico la verità: preferirei che ci fosse, al suo posto, un capo risoluto come Adolf Hitler.&lt;br /&gt;
Ma in politica si gioca con le carte che si hanno in mano, e in Italia abbiamo in mano scartine e veline.&lt;br /&gt;
La storia si ripete ancora una volta in forma di farsa.&lt;br /&gt;
Certo, staremo a vedere se Berlusconi è veramente sovrano nel senso schmittiano.&lt;br /&gt;
La casta giudiziaria ha mezzi potenti, i nemici sono potenzialmente tanti e tutti hanno dalla loro la «legalità».&lt;br /&gt;
Ci vogliono i cojones, e una certa vastità dell&#039;intelligenza, cosa che è da dimostrare.&lt;br /&gt;
Ma non sottovaluterei l&#039;influsso dello spirito dei tempi, il famoso Zeitgeist: c&#039;è una tendenza mondiale alla sospensione della norma coi più buffi e lievi pretesti, dalla Cina all&#039;America, la super-democrazia dove lo stato d&#039;eccezione vige dall&#039;11 dicembre 2001.&lt;br /&gt;
La cosa può durare.&lt;br /&gt;
Se i magistrati non fossero quegli ottusi difensori dei loro interessi che sono, non avrebbero dovuto combattere usando le «leggi» come bastoni; avrebbero dovuto esigere che lo stato d&#039;eccezione a Napoli - la sospensione del diritto normale - avesse un termine temporale certo.&lt;br /&gt;
Non l&#039;hanno fatto - ignari come sono della filosofia del diritto - ed è possibilissimo che la sospensione diventi permanente. Altra loro responsabilità.&lt;br /&gt;
Comunque sia, allacciate le cinture: si ballerà molto.&lt;br /&gt;
Il periodo è «interessante», la terra che abbiamo davanti, incognita.&lt;br /&gt;
Con uno stato d&#039;eccezione, si sa come si comincia, ma non dove si finisce.&lt;br /&gt;
Come diceva Lenin: «Una rivoluzione senza plotoni d&#039;esecuzione, è priva di senso».&lt;br /&gt;
Tutto sta a vedere chi ci finirà davanti.&lt;br /&gt;
E sarà un plotone di veline?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Link correlati: &lt;a href=&quot;http://orestescalzone.over-blog.com/article-20101506.html&quot; title=&quot;http://orestescalzone.over-blog.com/article-20101506.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://orestescalzone.over-blog.com/article-20101506.h...&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 02 Jun 2008 17:03:06 +0200</pubDate>
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 <title>Riunione PRogrammatica RadioSonar.net</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-start&quot;&gt;&lt;label&gt;Inizio:&lt;/label&gt;08/04/2008 - 18:30&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-end&quot;&gt;&lt;label&gt;Fine:&lt;/label&gt;08/04/2008 - 20:00&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;martedi 8 aprile ore 18.30, mattatoio, riunione programmatica aperta con o.d.g.:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- verifica delle attività : lodi e insulti riguardo alla cena di sabato 5 all&#039;estremo della periferia estrema di roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- discussione del palinsesto futuro&lt;br /&gt;
- nuove collaborazioni con terzi soggetti.&lt;br /&gt;
- 9 maggio : tutti a pisa.... meglio un morto in casa che un pisano sull&#039;uscio di casa, aggiornamenti sulla situazione per il festone a rebeldia a sostegno di indytoscana e radiosonar.net ( presentazione dei rispettivi progetti.)&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 08 Apr 2008 13:06:55 +0200</pubDate>
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