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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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acqua bene comune

Con una certa frequenza... vogliono privatizzare (anche) l'acqua

La macchina della privatizzazione delle risorse primarie si muove in tutto il mondo e in Italia ha già avuto un discreto successo nel campo dell’acqua. Un caso esemplare è quello di Latina dove la privatizzazione è inziata nel 2003 con la costituzione di Acqualatina S.p.A. che gestisce tutto il servizio idrico della provincia pontina. Risultato: malagestione, conflitti di interessi, aumento delle bollette e minacce ma anche proteste da parte di comitati e cittadin* [1, 2].

Al momento in Italia è in atto una campagna per la ripubblicizzazione del servizio idrico: nell’ottobre 2006 è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare a cui è seguita una raccolta di più di 400.000 firme e la loro consegna ai presidenti delle camere. La proposta di legge è attualmente in discussione alla Commissione Ambiente della Camera. Un primo segnale positivo è stato già ottenuto con la moratoria sugli affidamenti ai privati del servizio idrico, ma la battaglia ancora non è finita.

1 Dicembre 2007: Manifestazione Nazionale a Roma promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua. Appuntamento ore 14 a Piazza della Repubblica

"Acqua in Movimento": presentazione del libro con M. Bersani

20/03/2008 - 18:30
20/03/2008 - 23:59
Locandina
Promotore evento:
CSA La Torre
Indirizzo email:

Giovedi 20 marzo
ore 18:30

Presentazione del libro

Acqua in Movimento. Ripubblicizzare un bene comune
di Marco Bersani

Presentazione - Dibattito
con l'autore Marco Bersani

per continuare a parlare dei temi che hanno portato alla costruzione della campagna per la legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione delle risorse idriche.

http://www.inventati.org/pigmea/images/08.03.20-prova3...

In funzione
Trattoriola - Birreria

Biblioteca Itinerante Pigmea
libri di movimento in prestito
http://www.inventati.org/pigmea/

Dall'introduzione:
"Questo è un libro militante. Si colloca e vuole essere uno strumento al servizio di quelle lotte, alle quali prova ad apportare ulteriori conoscenze, informazioni, analisi per renderle ancora più incisive e determinate."

Questo libro tematizza la complessità legata al problema acqua, sia a livello locale che globale. L'autore affronta la crisi idrica planetaria e le politiche di privatizzazione portate avanti dalle corporations del settore e sostenute dalle grandi istituzioni internazionali (Fmi, Banca Mondiale, Wto), la storia della privatizzazione in Italia, le lotte e le mobilitazioni sociali che attraversano i continenti del sud del mondo. Per arrivare poi ad analizzare i percorsi di lotta nelle realtà territoriali del nostro paese, arrivando fino alla costituzione del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e alla campagna nazionale per una legge di iniziativa popolare per la pubblicizzazione dell'acqua. Di particolare rilevanza l'analisi teorica sull'alternatività strutturale e non mediabile fra gestione privata e gestione pubblica dei servizi idrici, così come le proposte - risultato di un'ampia riflessione culturale e politica dell'autore - per una gestione pubblica fondata sulla partecipazione diretta delle comunità locali.

--
CSA La Torre
via Bertero, 13
00156 Casal de' Pazzi - ROMA

web: http://www.csalatorre.net
mail: latorre@ecn.org
tel: 06822869

autobus
341 da Metro B Ponte Mammolo
311 da Piazza Sempione

Mani acqua pubblica a Roma 2

autore:
unita.it
Sommario:
dal sito unita.ita sul corteo di oggi a roma

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=71048

Acqua pubblica per tutti»: corteo a Roma contro la privatizzazione

Rubinetto acqua, 220, foto Ansa, 10/7/2007
Acqua per tutti, che non marcisce le ruote, che non fa crollare i ponti. La manifestazione nazionale che sabato 1° dicembre è stata organizzata a Roma dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua - concentramento alle 15 in piazza della Repubblica a Roma - non è però stata convocata su slogan generici. Non vuole solo ricordare che l'acqua è un bene sempre più prezioso, un diritto universale negato a milioni di persone, una risorsa che con l'inquinamento delle falde si sta riducendo per cui s'impongono politiche molto più decise per favorire il risparmio idrico e colpire gli inquinatori.

Il popolo dell'acqua che scende in piazza oggi a Roma chiede soprattutto - come ha già fatto con una legge d'iniziativa popolare che ha raccolto 406mila 626 firme ma giace in qualche cassetto parlamentare - che le grandi risorse idriche italiane restino pubbliche. Che sia fermato il processo di privatizzazione di un settore così delicato, strategico per lo Stato.

Esiste anche una proposta di modifica costituzionale presentata dalla senatrice dei Verdi Loredana De Petris per riconoscere il diritto all'acqua tra quelli fondamentali, inalienabili, individuale e collettivo e l'acqua stessa come bene comune pubblico. La battaglia - che non riguarda solo gli ambientalisti, anche se oggi in piazza a sfilare è previsto anche il ministro dell'Ambiente, il verde Alfonso Pecoraro Scanio - al momento ha un obiettivo molto più vicino e concreto, che è quello di mantenere la moratoria approvata alla Camera lo scorso giugno della durata di un anno come emendamento al decreto Bersani sugli affidamenti del servizio idrico a società per azioni. Bloccare cioè tutte le intese, spesso frutto di accordi privatistici con le pubbliche amministrazioni, che cercano di mandare avanti il processo di privatizzazione. Un processo, dicono le associazioni di consumatori e utenti, che porterà le risorse strategiche dell'Italia in mano a privati, spesso stranieri, che si apprestano a governarle secondo una logica di mercato che aumenta i costi senza neanche migliorare i servizi all'utenza.

Un'altra delle richieste concrete è anche quella di inserire con un emendamento alla Finanziaria lo stanziamento di fondi per la ristrutturazione delle risorse idriche: acquedotti, fonti, bacini. La situazione idrica penosa dell'Italia è infatti quella di un paese ricco di acque anche pregiate ma ai primi posti in Europa per sprechi e dispersioni, con intere regioni in cui l'accesso all'acqua potabile corrente non è garantito a tutti.

Al corteo - che si concluderà in Piazza Farnese con una performance teatrale di Stefano Lucarelli ed il concerto di Rodolfo Maltese e dei Funkallisto - in base alle attese degli organizzatori, saranno molti i gonfaloni ufficiali di Comuni, Province e Comunità montane. «Si deve tornare a rendere pubblica l'acqua in tutta Italia», dice il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, poiché «costituisce un bene che non può essere monopolizzato da multinazionali».

Pubblicato il: 01.12.07
Modificato il: 01.12.07 alle ore 19.27

L'acqua di Roma...

autore:
Insieme per l'Aniene

LO SAPETE CHE...
ACEA Ato2 SpA, gestore del servizio idrico a Roma ed in altri 111 comuni, NON E’ un’azienda municipalizzata (l’acqua del sindaco), ma una Società per Azioni e come tale deve realizzare profitti per gli azionisti?

LO SAPETE CHE...
le bollette, oltre ai costi di gestione del servizio, comprendono anche l’arricchimento dei pochi azionisti? Sempre di più l’ACQUA-BENE COMUNE, cioè di tutti, che abbiamo il diritto di utilizzare e il dovere di preservare per le future generazioni, è gestita e sprecata per aumentare i profitti di pochi!

LO SAPETE CHE...
ACEA-Ato2 fa capo ad Acea Spa che vede tra i proprietari, oltre al Comune di Roma, il gruppo Caltagirone ed il gruppo Suez (la più grande e devastante multinazionale dell’acqua)?

LO SAPETE CHE...
ACEA ha messo le mani sull’acqua anche in Armenia, Perù, Albania, Honduras con tariffe che spesso impediscono ai più poveri l’utilizzo dell’acqua del proprio territorio, provocando diverse rivolte popolari: ce l’hanno mai raccontato i nostri amministratori? E sapevate che uno dei consiglieri di amministrazione di ACEA è Jean Louis Chaussade, che era il direttore della compagnia dell'acqua in Argentina - controllata della Suez - cacciata dal Presidente Kirchner?

LO SAPETE CHE...
la dispersione idrica a Roma, cioè l’acqua che si perde lungo le tubazioni, supera il 33% e che, oltre allo spreco, la paghiamo tutta noi? E lo sapete che nonostante questa condizioni penose della rete acquedotti l’ACEA la percentuale destinata agli investimenti tecnici di Acea Ato 2 SpA non supera il 15%, valore inferiore a quello medio nazionale?

LO SAPETE CHE...
ACEA -Ato2 sta cercando di ottenere dalla Regione la concessione di un ulteriore prelievo di acqua dalla sorgente più importante dell’Aniene, quasi 1 metro cubo d’acqua al secondo, quando il fiume è già a grave rischio di collasso ambientale per mancanza d’acqua diventando, alle porte di Roma, uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Italia?

LO SAPETE CHE...
chi comanda veramente in Acea è Caltagirone con una rete straordinaria di parenti, amici e amici degli amici in tutte le amministrazioni? Per conoscerne la corte, basta guardare i pubblici amministratori comunali, provinciali, regionali sempre pronti a far prevalere gli interessi ed i profitti di ACEA Spa sulla tutela e salvaguardia dell’acqua.

GIU’LE MANI DALL’ACQUA, PER UNA GESTIONE PUBBLICA

Verso la Manifestazione Nazionale
ROMA – Sabato 1 Dicembre - Ore 14.30 piazza della Repubblica

Il business delle acque in bottiglia

autore:
Neptune's Lair
Sommario:
Qualche informazione in più dettagliata sul consumo in Italia delle acque in bottiglia. Verso la Manifestazione Nazionale del Primo Dicembre per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

L’Italia è il primo consumatore al mondo di acqua in bottiglia.

Produciamo quindi una grande quantità di rifiuti che saranno smaltiti, se va bene, tra migliaia di anni sia a livello di inquinamento ambientale diretto con contenitori in pet sia indirettamente con lo spreco di benzina che deriva dal trasporto su gomma delle bottiglie d’acqua su e giù per l’Italia.
Le acque che consumiamo sono tutte imbottigliate dalle grandi multinazionali: nestlè, s.benedetto, rocchetta-uliveto, gruppo ferrarelle...

Qualche dato sulla convenienza diretta e indiretta per le multinazionali:
Le multinazionali non spendono soldi per l’imbottigliamento: nonostante la legge preveda un pagamento sui litri imbottigliati, solo 6 regioni si sono uniformate, per il resto la concessione prevede ancora un canone di affitto irrisorio (la ferrarelle paga alla Campania 506,00 € l’anno!!!) del terreno da cui si estrae l’acqua.

Le multinazionali non spendono soldi per lo smaltimento: le legge prevede che sia lo Stato ad occuparsene. In sostanza paghiamo noi: consumare acqua in bottiglia costa allo stato, per lo smaltimento, circa 100 milioni di euro all’anno che vengono pagati con i soldi delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti applicate a livello locale. In Italia è stato calcolato un giro d’affari di circa 3 miliardi di euro, da cui lo stato ricava solo 5 milioni di euro come tasse di concessione.
Il giro di soldi a livello mondiale che produce questo business è di 100 miliardi di dollari all’anno.

E continuando:
ci sono 117 imprese, 287 marchi , 190 sabilimenti questo significa che come al solito lo stesso prodotto viene offerto sotto vesti e costi diversi a seconda del target a cui si rivolge e dei bisogni che vengono creati ad hoc per indurci a credere che siano indispensabili.

Ecco che si chiarisce meglio l’investimento che le aziende fanno ogni anno in pubblicità: 379 milioni di euro, e il consumo delle acque in bottiglia cresce proporzionalmente a quello degli investimenti pubblicitari.

Non è finita qui ! L’inganno continua...per stessa ammissione di un dirigente dell’International Bottled Water Association - Associazione Internazionale dei Produttori di Acqua in Bottiglia, il contenuto delle acque in bottiglia è per 1⁄4 di rubinetto.

SMETTIAMO DI COMPRARE ACQUA IN BOTTIGLIA!
Pretendiamo l'acqua di rubinetto nei posti dove andiamo.
Non c'e' nessuna legge che vieta di servire acqua di rubinetto nei locali pubblici.

Verso la manifestazione nazionale del Primo Dicembre a Roma per la ripubblicizzazione del servizio idrico

Vogliono darcela da bere - Terza Parte

Autore:
entropia massima
Sommario:
Approfondimento sulle acque in bottiglia della trasmissione Entropia Massima (Radio Onda Rossa) del 26 Febbraio 2007

10:13 minutes (8.32 MB)

Tera parte della trasmissione.

Ogni anno le aziende che commerciano acqua spendono 379 milioni di euro in pubblicità. Collegamento con un redattore della rivista Altraeconomia che sta promuovendo una campagna per la regolamentazione della pubblicità delle acque in bottiglia.

Vogliono darcela da bere - Seconda Parte

Autore:
entropia massima
Sommario:
Approfondimento sulle acque in bottiglia della trasmissione Entropia Massima (Radio Onda Rossa) del 26 Febbraio 2007

13:53 minutes (9.53 MB)

Seconda parte della trasmissione.

Quanto vale il mercato delle acque in bottiglia? Quali sono le multinazionali coinvolte? Quanto costa alla collettività il commercio delle acque in bottiglia?

Vogliono darcela da bere - Prima Parte

Autore:
entropia massima
Sommario:
Approfondimento sulle acque in bottiglia della trasmissione Entropia Massima (Radio Onda Rossa) del 26 Febbraio 2007

16:07 minutes (11.07 MB)

Prima parte della trasmissione.

L'Italia è il paese al mondo in cui si consuma più acqua in bottiglia.

Ma che cosa sono le acque minerali? Come vengono controllate? Qual è la differenza con l'acqua che esce dal rubinetto?

acqua bene comune ( seminari - informazioni - raccolta firme )

25/05/2007 - 14:30
28/05/2007 - 19:30
Sommario:
*Il 25 maggio 2007* alle *ore 14.30* e il *28 maggio 2007* alle *ore 14.30* a ROMA nell’Università La Sapienza,
Promotore evento:
collettivo scienze

*Il 25 maggio 2007* alle *ore 14.30*

e il *28 maggio 2007* alle *ore 14.30*

a ROMA nell’Università La Sapienza,

piazzale Aldo Moro 5,

edificio di Geologia,

aula 11 (primo piano)

si svolgerà un seminario dal titolo

*“LA TERRA HA SETE…RIPRENDIAMOCI L’ACQUA!!!”*

Venerdì 25 maggio e lunedì 28 maggio 2007, nell’edificio di
Geologia
dell’Università La Sapienza di Roma, si terrà un seminario dal
titolo
“*LA TERRA HA SETE…RIPRENDIAMOCI L'ACQUA!!!”, *organizzato dal
collettivo di Scienze. Il seminario vuole sottolineare come l’acqua,

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