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tekno

Più militanti ai Rave party

autore:
un raverattivista

Ieri alla million marijuana March stato diffuso un volantino che incitava ad una resistenza attiva da parte dei ravers alle feste in caso di sgombero.
Il testo prendeva spunto dalla patetica scena del rave del 25 aprile che sarebbe dovuto durare tre giorni ed invece è stato sgomberato prima della seconda notte. Lì centinaia di persone alla sola vista di una divisa blu non solo non hanno opposto resistenza ma sono per lo più scappati verso la spiaggia.
La scena non era affatto così pesante da giustificare una "ritirata" in massa, tanto che le guardie quando hanno capito chi si trovavano davanti si sono subito rilassate e non c'è stato il benchè minimo scontro/incontro tra ravers e polizia.
Anche il rave di questi giorni (a Civitavecchia) è stata sgomberata dopo un giorno con la stessa modalità e la stessa passività da parte dei festanti.

Questa situazione non potrà che peggiorare (visti anche il recente terrorismo mediatico sull'argomento e il cambiamento alle sfere alte [nazionali e locali] all'insegna di "tolleranza zero").

Una svegliata devono sicuramente darsela i ravers ricordandosi che un rave party è soprattutto conflitto (non feste che si stanno sempre più trasformando in ritrovi trasgressivi per figli di papà).
Ma tocca anche che il movimento, gli attivisti, i militanti e in generale chiunque abbia voglia di lottare per ciò che vuole (in questo caso che dei ragazzi possano ballare liberamente fuori dalle logiche di mercato e della musica commerciale) porti la propria esperienza di resistenza ai rave.
La consapevolezza di certi meccanismi di contatto e trattativa con la polizia che molti di noi hanno sono sempre più necessari ai rave dove è evidente che manchi la più basilare gestione organizzativa che non èè strettamente collegata ai soundsystem (ne è anche prova la totale disorganizzazione nella risposta dei festanti dopo la morte del ragazzo al rave di Pinerolo: nessun comunicato stampa, nessuno che parlasse coi giornali, nessuno che smentisse le cazzate che i media dicevano col risultato di qualche rimastino preso chissadove che biascicava due parole ai telgiornali con l'aria da cagnolino impaurito).

Non facciamo l'errore di lasciare spazi potenzialmente non pacificati all'ignoranza e alla disinformazione! I Rave nascono come spazio di rivolta e libera espressione ed ora più che mai è necessario (ri)consapevolizzarli.

Lascio la mia mail per coordinamento, critiche, insulti ecc...

raverattivista@libero.it

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