Nicola
Nel 2008 si muore ancora di fascismo
Mar, 06/05/2008 - 14:47
Nella notte del primo maggio, a Verona, Nicola Tommasoli viene aggredito selvaggiamente da un gruppo di cinque neofascisti. Preso alle spalle e abbandonato in una pozza di sangue, Nicola viene trasportato a un ospedale di Verona, dove il lunedì successivo viene dichiarato morto cerebralmente.
Ancora una volta, la sottocultura propagandata dagli ambienti fascisti di Forza Nuova e Fiamma Tricolore o dalle ronde per la sicurezza della Lega Nord colpisce nel modo più brutale e insensato (tutto è partito dalla richiesta di una sigaretta negata da parte del gruppo di nazisti), uccidendo un ragazzo a freddo. In quest'Italia, il neofascismo ha trovato terreno dove agire grazie alla complicità delle istituzioni, a destra e a sinistra, che, in nome della pacificazione sociale e dell'equidistanza, tentano giorno per giorno di cancellare una memoria storica e un presente antifascista, creando gli spazi e la leggittimità a certi individui di agire liberamente e di intimidire,aggredire, massacrare, uccidere.
Prossime iniziative
- Mercoledi 14/05
ore 17 - San Paolo - Marconi - Garbatella: furgone comunicativo itinerante
ore 18 - piazza S. Maria Consolatrice [Casal Bertone]: assemblea
ore 18 - via Ostuni [Quarticciolo]: assemblea e cena sociale
ore 20 - Forte Prenestino: Assemblea Cittadina - Giovedi 15/05
ore 19 - San Lorenzo - Aperitivo informativo
Sabato 17 Maggio Manifestazione Nazionale Antifascista a Verona:
info e comunicati sulla mobilitazione: verona17maggio.noblogs.org
* info sui pullman da Roma
Comunicati
aggressione fascista a Verona
il tempo delle parole è finito
Nicola è ognuno di noi
Comunicato dell'assemblea aperta cittadina. Verona.
Gio, 15/05/2008 - 18:31Si lotta e si crea anche per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l'aria che si respira, come ha fatto Nicola. Skate: ebrezza e surf dell'anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.
Gruppi culturali, teatrali, musicali, associazioni sociali, migranti, individualità, giovani e meno giovani, con esperienza politica e no. Nella sala Lucchi colma di persone, si è svolta l'assemblea aperta cittadina per la promozione della manifestazione del 17 maggio. Molti gli interventi, le proposte, le idee, le riflessioni. Un esempio di comunicazione e informazione che si alimentano per formare socialità diffusa e un'etica fatta di memoria, immaginazione e concretezza. Ricordare Nicola, non permettere che la sua vita e il suo assassinio siano dimenticati, questo il sentimento più diffuso negli interventi. Da qui le molte proposte, come la posa di una targa commemorativa a Porta Leoni e l'intitolazione di un centro giovanile/biblioteca. Il corteo sarà aperto, comunicativo, partecipato, in cui la città parlerà con la città, le identità si meticceranno con Verona, perchè è con la solidarietà e la relazione che può nascere una nuova sensibilità.
Per sconfiggere l'intolleranza, il razzismo, la discriminazione è necessario far appello alla coscienza civile di Verona e alla sua capacità di autocritica come atto d'amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E' necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere, culture innovative e non sottomesse, valorizzare le esperienze di gestione reticolare dal basso, le diversità di genere e di desiderio, di molteplicità di orientamento e identità (glbtq), la lotta accanto ai migranti e contro la guerra, l'impegno per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del lavoro, per il diritto alla casa, la creazione di mercati autogestiti (terra/ambiente/produzione/rivoluzione dei consumi). Una nuova sensibilità ha bisogno di creare in maniera cooperativa forme e strumenti di comunanza, dall'aria all'acqua fino alla produzione informatizzata e alle reti.
"C'è fascismo in ogni buca" ci suggeriscono Gilles Deleuze e Felix Guattari. Usciamo all'aperto quindi, fuori dalle logiche gerarchiche, di appartenenza, di potere e di micropotere, per creare una nuova sensibilità non autoritaria.
Assemblea aperta cittadina di Verona
Comunicato per la manifestazione di Verona
Mer, 14/05/2008 - 13:51Comunicato di adesione alla manifestazione antifascista del 17 marzo a Verona
Rabbia e dolore hanno seguito la notizia dell'ennesima morte per mano fascista.
Nicola Tommasoli è stato assassinato la notte del 1° maggio nel centro di Verona, da una squadraccia di 5 neofascisti.
E' questa la verità, nonostante gli innumerevoli tentativi di mistificazione e copertura, messi in atto dallo stato e dal suo tentacolare apparato.
Le forze dell'ordine sempre pronte a chiudere gli occhi, la magistratura che avvalla le tesi più comode, la chiesa cattolica impegnata quotidianamente nel diffondere grettezza clericofascista, i giornali asserviti, i politici corrotti nascosti dietro la loro ipocrita indignazione, completano la schiera di chi vuole soffocare
l'antifascismo e le lotte sociali riducendoli ad una questione di ordine pubblico.
Tutti loro sono responsabili del retroterra di intolleranza che ha permesso la progressiva diffusione del razzismo, della xenofobia, dell'omofobia e dell'odio verso qualsiasi diversità e che ha portato alla vergognosa deriva securitaria sbandierata da destra a sinistra, che ha come unico obiettivo quello di "assicurare" che nulla cambi.
E' in questo quadro che i neofascisti oggi come in passato svolgono il loro sporco ruolo di braccio armato, sempre pronto a servire
ciecamente l'interesse del potere.
Non vogliamo delegare il nostro essere antifascisti ed antiautoritari al mondo della politica, complice con la sua "equidistanza", del clima di intolleranza che ormai si respira, né delegarlo alle forze dell'ordine troppo spesso complici o conniventi con le scorribande squadriste.
Non possiamo delegare il nostro antifascismo ai mandanti delle infamie fasciste.
Per tutti questi motivi il 17 Maggio saremo nelle strade di Verona a manifestare contro il neo-nazifascismo che nel 2008 a Verona come in tutta Italia continua ad uccidere.
Ma il nostro antifascismo non termina in questa giornata, affiora ogni giorno nell'autorganizzazione delle lotte e nelle attività nei quartieri che viviamo, per ribadire quotidianamente con la nostra presenza, che nessuna agibilità deve esserci per i fascisti.
La nostra voglia di libertà è più forte della loro infamia!
Gruppo Anarchico Carlo Cafiero - FAI Roma | Corrispondenze Metropolitane - Roma | Collettivo Autonomo-Libertario liberidiamare | Vomitoarcobaleno | Circolo libertario Ternano "Carlotta orientale"
[VERONA] 11MAGGIO PRESIDIO ANTIFASCISTA
Gio, 08/05/2008 - 18:06CHE COSA ASPETTIAMO?
A proposito dei fatti di Verona
Una città di fantasmi che uccidono. Questa è Verona. Una città che rischia di far da battistrada a tante altre. Una città in cui un gruppo di neofascisti massacra di botte e ammazza un ragazzo. Una città in cui la polizia pesta e arresta chi s'incaponisce a commettere e a difendere quel grave crimine che è diventato bere una birra all'aperto.
Perché accomunare due fatti così apparentemente distanti?
Perché la squadraccia che ha assassinato Nicola Tomassoli è un prodotto del clima, ormai imperante ovunque, di normalizzazione e di guerra ad ogni forma di diversità. Un clima imposto da coloro – governanti di destra e di sinistra, conformisti feroci, commercianti con i cuori a forma di salvadanai – che vogliono sterilizzare le città dal virus della vita.
Le strade, in questa utopia totalitaria, dovrebbero servire soltanto per andare e tornare dal lavoro. Le periferie per dormire. I centri storici per essere visitati dai turisti. Basta. Sedersi sui gradini di un monumento, bere e mangiare all'aperto, suonare nelle piazze, ritrovarsi in gruppo senza una meta… tutto ciò è intollerabile. Solo le merci possono parlare e passeggiare. Le merci e le divise. Tutto il resto ha un nome ("bivacco") e un destino (la repressione) ben segnati.
Un tale non-mondo – cos'altro è una città in cui non si può nemmeno mangiare e bere per strada? – trasforma le menti, il modo di guardare i propri simili e persino la maniera di vestire o di pettinarsi. Tutti i poveri sono allora un nemico da isolare, criminalizzare, deportare. Non solo. Anche un codino diventa un segno di diversità. Da punire. Con la morte.
Politici, giornalisti e magistrati vorrebbero farci credere che l'assassinio di Nicola è un gesto di violenza cieca, senza colori politici. Altri fanno finta di scoprire solo ora – perché al governo c'è la destra – che da alcuni anni a questa parte le aggressioni neofasciste in Italia non si contano più. E c'è anche chi, nel merdaio generale, arriva a dichiarare che bruciare la bandiera dello Stato di Israele in solidarietà con i palestinesi è più grave che ammazzare un ragazzo.
Non ci accoderemo a nessuno di questi cori. I neofascisti sono i fantasmi armati del non-mondo in cui ci vorrebbero rinchiudere. Sappiamo che contro di loro non servono a nulla l'indignazione dei partiti e la protesta democratica. Contro le loro aggressioni protette dalla polizia esiste una sola arma: la violenza autorganizzata.
Ma sappiamo anche che nelle città morte – senza conflitto e senza dissenso – questi fantasmi hanno il loro terreno più favorevole. Tornare nelle strade e nelle piazze, dunque, a mangiare, a bere, a discutere, a lottare.
Per rompere una normalità che uccide. In solidarietà con i compagni arrestati. A dispetto di divieti e divise.
Ciò che urge è ormai niente meno che questo: un'offensiva per riprenderci la vita.
Domenica 11 maggio, ore 16.00: presidio in piazza Isolo a Verona
Su queste basi vorremmo organizzare uno spezzone durante il corteo contro il fascismo del 17 maggio a Verona.
anarchici di Verona, Rovereto e Trento