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 <title>Nicola</title>
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 <title>Alcune riflessioni sulla giornata del 17 maggio a Verona e le mobilitazioni a venire</title>
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 <description>&lt;p&gt;Alcune riflessioni sulla giornata del 17 maggio a Verona e le mobilitazioni a venire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Nella nostra azione non vi è blanquismo né trotzkismo, ma una chiara idea che il cammino è lungo e che si deve farlo muovendosi, andando&quot; Buenaventura Durruti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La giornata del 17 maggio, per quanto una giornata triste per l&#039;ennesimo assassinio fascista, ha avuto una valenza per noi positiva. Si è avuto un corteo di massa che ha saputo resistere alle provocazioni della polizia, ribadire la necessità dell&#039;autodifesa e le responsabilità della giunta veronese( dall&#039;appoggio ai gruppi nazisti alle leggi anti-&quot;bivacco&quot; che hanno colpito anche 3 nostri compagni Paco, Valeria e Emilia).&lt;br /&gt;
Stiamo cercando di rafforzare un percorso coinvolgente per il metodo e le pratiche. metodo basato sul confronto diretto (rifiutando la delega ed egemonie di vario titolo e grado) tra sensibilità anche diverse accomunate dall’impellente necessità di rompere con un immobilismo complice e di iniziare ad agire nella piena consapevolezza del precipitare degli eventi.&lt;br /&gt;
Non sopportiamo di continuare a contare gli attacchi incendiari ai campi Rom, i morti nei CPT, i raid razzisti nei quartieri.&lt;br /&gt;
Non possiamo più tollerare gli incendi di case occupate e centri sociali, le bombe del fondamentalismo cristiano contro le moschee, le aggressioni e gli assassinii squadristi contro chiunque non si conformi alla “supremazia identitaria”.&lt;br /&gt;
E’ rimasto ben poco da dire a chi ancora ha fiducia nello Stato e nella sua democrazia; lo stesso Stato impegnato nelle guerre di dominio e saccheggio, la stessa democrazia che ha portato al governo un partito apertamente xenofobo.&lt;br /&gt;
Per quanto ancora resteremo a guardare?&lt;br /&gt;
Le guerre diventano operazioni di polizia su scala globale, le operazione di polizia diventano guerre interne. Da una parte l’esercito viene impiegato all’estero per mantenere con la forza un “ordine mondiale” funzionale alla “sicurezza globale” dei profitti, dall’altra viene impiegato a fianco delle forze di polizia per militarizzare i nostri territori, con lo stesso pretesto della “sicurezza” e dell’ordine pubblico, per imporre un mondo fatto di discariche, inceneritori, centrali nucleari, sfruttamento. E’ quello che sta accadendo ad esempio in Campania ma che abbiamo già visto fare in Val Susa e che vedremo sempre più spesso accadere.&lt;br /&gt;
E’ la guerra a permeare sempre di più l’intera società, a gestire i flussi di persone e di merci, a regolare e i conflitti e reprimere le resistenze, interne o globali che siano.&lt;br /&gt;
Questo significa che il terreno dello scontro sociale assumerà sempre di più i contorni del campo di battaglia (do you remember guerra sociale?), dove a dettare gli spazi di mediazione sono le categorie della guerra e l’indifferenza è il primo passo verso il collaborazionismo.&lt;br /&gt;
Non è certo la prima volta che la storia offre panorami del genere, la differenza con il passato è forse però che certe sterzate reazionarie nascevano come controffensiva ad assalti rivoluzionari e a movimenti sociali che minacciavano seriamente la stabilità del potere. Oggi invece tutti conosciamo le difficoltà che incontriamo quotidianamente nelle lotte che ci chiamano e non possiamo quindi non riconoscere la natura preventiva di questo attacco. La mancanze di forze intese in senso quantitativo non può però diventare un pretesto per attestarsi su posizioni di pura testimonianza dell’orrore o di difesa dal peggio che avanza, ma deve al contrario essere una ragione in più per accelerare il passo e chiamare a raccolta tutta la determinazione, la lucidità e, allo stesso tempo, l’incoscienza necessaria per reagire alla situazione. Questo sarà possibile solo se sapremo sgomberare il tavolo da carte false, accomodamenti e ipocrisie e se saremo disposti a rimettere in discussione schemi e metodi che appesantiscono il cammino e impediscono di affrontare senza preconcetti le necessità dell’immediato presente.&lt;br /&gt;
Perciò crediamo sia necessario valutare attentamente lo sforzo di concentrarsi solo su un allargamento quantitativo della sensibilità antifascista verso settori più o meno ampi della cosiddetta cittadinanza. Se questo allargamento avviene senza una collocazione dell’antifascismo in una progettualità dichiaratamente anticapitalista e senza un posizionamento fermo sulla questione dell’ autorganizzazione della risposta alle aggressioni neofasciste e razziste, si rischia di prendere un colossale abbaglio e cadere in un inaccettabile antifascismo democratico o ancor peggio legalitario di cui tanti sinistri personaggi si sono fregiati.&lt;br /&gt;
i neofascisti arrestati dalla polizia sono un punto allo stato , i neofascisti fermati con l&#039;autorganizzazione sono un punto al conflitto di classe.&lt;br /&gt;
Allo stesso modo se di fronte ad una questura che al corteo dopo un omicidio fascista dice “a prima scritta sul muro si ferma il corteo, al primo problema carichiamo” non si può chinare la testa ed ingoiare per poter fare almeno il corteo. Perché questo sarà un altro punto a favore dello Stato e la soglia del consentito, continuando a questa maniera, sarà sempre più bassa e i margini di agibilità sempre più ristretti. Il momento perfetto in cui alzare il tiro non esiste, esistono solo momenti in cui è giusto e necessario farlo. E quel momento è arrivato da un pezzo. Più pratiche abbandoniamo oggi, più spogli saremo domani nell’affrontare i tempi che ci aspettano.&lt;br /&gt;
Con queste premesse abbiamo partecipato allo spezzone autorganizzato della manifestazione di verona in seguito alla morte di nicola , all&#039;arresto di tre nostri compagni, in una città in cui i neofascisti hanno il controllo del territorio in tacito accordo con la polizia e con il consenso della piccola e media borghesia cittadina. per noi manifestare significa essere parte di un momento collettivo, vuol dire cospirare insieme ad altri, nel rispetto ciascuno della pratica dell&#039;altro senza egemonie da parte di nessuno. noi facevamo parte di uno spezzone determinato, noi lo abbiamo per quanto possibile comunicato cercando di condividere la nostra analisi, tutto il nostro percorso può e vuole essere criticato, in maniera anche decisa, senza però perdere il senso delle cose e del tempo.&lt;br /&gt;
Non crediamo di dover spendere parole sulle reazioni inconsulte di alcuni soggetti dopo un&#039;azione estemporanea contro un agenzia interinale, simbolo di quel ceto produttivo veneto che da sempre foraggia i fascisti ( nonché emblema della speculazione padronale sull’insicurezza sociale).&lt;br /&gt;
Crediamo che oggi più che mai, con il campo sgombro dalla sinistra-arlecchino e dai suoi tirapiedi vari, con i fascisti e razzisti che soffiano sul fuoco della guerra etnica, ci si debba riprendere le strade e i quartieri. Partecipare alle lotte quotidiane portandoci le nostre idee e le nostre pratiche, senza aver paura di sporcarsi le mani o di spaventare qualche benpensante di sinistra. Perché oggi più che mai, l&#039;unica cosa che può migliorare le condizioni di vita degli sfruttati, salvaguardare i territori e fermare le carneficine capitaliste è l&#039;instaurare dei rapporti di forza a noi favorevoli.&lt;br /&gt;
Gruppo Trasversale Antifascista&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 27 May 2008 23:02:14 +0200</pubDate>
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 <title>Comunicato dell&#039;assemblea aperta cittadina. Verona.</title>
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 <description>&lt;p&gt;Si lotta e si crea anche per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l&#039;aria che si respira, come ha fatto Nicola. Skate: ebrezza e surf dell&#039;anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gruppi culturali, teatrali, musicali, associazioni sociali, migranti, individualità, giovani e meno giovani, con esperienza politica e no. Nella sala Lucchi colma di persone, si è svolta l&#039;assemblea aperta cittadina per la promozione della manifestazione del 17 maggio. Molti gli interventi, le proposte, le idee, le riflessioni. Un esempio di comunicazione e informazione che si alimentano per formare socialità diffusa e un&#039;etica fatta di memoria, immaginazione e concretezza. Ricordare Nicola, non permettere che la sua vita e il suo assassinio siano dimenticati, questo il sentimento più diffuso negli interventi. Da qui le molte proposte, come la posa di una targa commemorativa a Porta Leoni e l&#039;intitolazione di un centro giovanile/biblioteca. Il corteo sarà aperto, comunicativo, partecipato, in cui la città parlerà con la città, le identità si meticceranno con Verona, perchè è con la solidarietà e la relazione che può nascere una nuova sensibilità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per sconfiggere l&#039;intolleranza, il razzismo, la discriminazione è necessario far appello alla coscienza civile di Verona e alla sua capacità di autocritica come atto d&#039;amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E&#039; necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere, culture innovative e non sottomesse, valorizzare le esperienze di gestione reticolare dal basso, le diversità di genere e di desiderio, di molteplicità di orientamento e identità (glbtq), la lotta accanto ai migranti e contro la guerra, l&#039;impegno per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del lavoro, per il diritto alla casa, la creazione di mercati autogestiti (terra/ambiente/produzione/rivoluzione dei consumi). Una nuova sensibilità ha bisogno di creare in maniera cooperativa forme e strumenti di comunanza, dall&#039;aria all&#039;acqua fino alla produzione informatizzata e alle reti.&lt;br /&gt;
&quot;C&#039;è fascismo in ogni buca&quot; ci suggeriscono Gilles Deleuze e Felix Guattari. Usciamo all&#039;aperto quindi, fuori dalle logiche gerarchiche, di appartenenza, di potere e di micropotere, per creare una nuova sensibilità non autoritaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assemblea aperta cittadina di Verona&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 15 May 2008 18:31:45 +0200</pubDate>
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 <title>Comunicato per la manifestazione di Verona</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2785</link>
 <description>&lt;p&gt;Comunicato di adesione alla manifestazione antifascista del 17 marzo a Verona&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rabbia e dolore hanno seguito la notizia dell&#039;ennesima morte per mano fascista.&lt;br /&gt;
Nicola Tommasoli è stato assassinato la notte del 1° maggio nel centro di Verona, da una squadraccia di 5 neofascisti.&lt;br /&gt;
E&#039; questa la verità, nonostante gli innumerevoli tentativi di mistificazione e copertura, messi in atto dallo stato e dal suo tentacolare apparato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le forze dell&#039;ordine sempre pronte a chiudere gli occhi, la magistratura che avvalla le tesi più comode, la chiesa cattolica impegnata quotidianamente nel diffondere grettezza clericofascista, i giornali asserviti, i politici corrotti nascosti dietro la loro ipocrita indignazione, completano la schiera di chi vuole soffocare&lt;br /&gt;
l&#039;antifascismo e le lotte sociali riducendoli ad una questione di ordine pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti loro sono responsabili del retroterra di intolleranza che ha permesso la progressiva diffusione del razzismo, della xenofobia, dell&#039;omofobia e dell&#039;odio verso qualsiasi diversità e che ha portato alla vergognosa deriva securitaria sbandierata da destra a sinistra, che ha come unico obiettivo quello di &quot;assicurare&quot; che nulla cambi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; in questo quadro che i neofascisti oggi come in passato svolgono il loro sporco ruolo di braccio armato, sempre pronto a servire&lt;br /&gt;
ciecamente l&#039;interesse del potere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non vogliamo delegare il nostro essere antifascisti ed antiautoritari al mondo della politica, complice con la sua &quot;equidistanza&quot;, del clima di intolleranza che ormai si respira, né delegarlo alle forze dell&#039;ordine troppo spesso complici o conniventi con le scorribande squadriste.&lt;br /&gt;
Non possiamo delegare il nostro antifascismo ai mandanti delle infamie fasciste.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per tutti questi motivi il 17 Maggio saremo nelle strade di Verona a manifestare contro il neo-nazifascismo che nel 2008 a Verona come in tutta Italia continua ad uccidere.&lt;br /&gt;
Ma il nostro antifascismo non termina in questa giornata, affiora ogni giorno nell&#039;autorganizzazione delle lotte e nelle attività nei quartieri che viviamo, per ribadire quotidianamente con la nostra presenza, che nessuna agibilità deve esserci per i fascisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La nostra voglia di libertà è più forte della loro infamia!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gruppo Anarchico Carlo Cafiero  - FAI Roma | Corrispondenze Metropolitane - Roma | Collettivo Autonomo-Libertario liberidiamare | Vomitoarcobaleno | Circolo libertario Ternano &quot;Carlotta orientale&quot;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 14 May 2008 13:51:05 +0200</pubDate>
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 <title>[VERONA] 11MAGGIO PRESIDIO ANTIFASCISTA</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2695</link>
 <description>&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-start&quot;&gt;&lt;label&gt;Inizio:&lt;/label&gt;11/05/2008 - 15:59&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;event-nodeapi&quot;&gt;&lt;div class=&quot;event-end&quot;&gt;&lt;label&gt;Fine:&lt;/label&gt;11/05/2008 - 20:00&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;CHE COSA ASPETTIAMO?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A proposito dei fatti di Verona&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una città di fantasmi che uccidono. Questa è Verona. Una città che rischia di far da battistrada a tante altre. Una città in cui un gruppo di neofascisti massacra di botte e ammazza un ragazzo. Una città in cui la polizia pesta e arresta chi s&#039;incaponisce a commettere e a difendere quel grave crimine che è diventato bere una birra all&#039;aperto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché accomunare due fatti così apparentemente distanti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché la squadraccia che ha assassinato Nicola Tomassoli è un prodotto del clima, ormai imperante ovunque, di normalizzazione e di guerra ad ogni forma di diversità. Un clima imposto da coloro – governanti di destra e di sinistra, conformisti feroci, commercianti con i cuori a forma di salvadanai – che vogliono sterilizzare le città dal virus della vita.    &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le strade, in questa utopia totalitaria, dovrebbero servire soltanto per andare e tornare dal lavoro. Le periferie per dormire. I centri storici per essere visitati dai turisti. Basta. Sedersi sui gradini di un monumento, bere e mangiare all&#039;aperto, suonare nelle piazze, ritrovarsi in gruppo senza una meta… tutto ciò è intollerabile. Solo le merci possono parlare e passeggiare. Le merci e le divise. Tutto il resto ha un nome (&quot;bivacco&quot;) e un destino (la repressione) ben segnati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un tale non-mondo – cos&#039;altro è una città in cui non si può nemmeno mangiare e bere per strada? – trasforma le menti, il modo di guardare i propri simili e persino la maniera di vestire o di pettinarsi. Tutti i poveri sono allora un nemico da isolare, criminalizzare, deportare. Non solo. Anche un codino diventa un segno di diversità. Da punire. Con la morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Politici, giornalisti e magistrati vorrebbero farci credere che l&#039;assassinio di Nicola è un gesto di violenza cieca, senza colori politici. Altri fanno finta di scoprire solo ora – perché al governo c&#039;è la destra – che da alcuni anni a questa parte le aggressioni neofasciste in Italia non si contano più. E c&#039;è anche chi, nel merdaio generale, arriva a dichiarare che bruciare la bandiera dello Stato di Israele in solidarietà con i palestinesi è più grave che ammazzare un ragazzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ci accoderemo a nessuno di questi cori. I neofascisti sono i fantasmi armati del non-mondo in cui ci vorrebbero rinchiudere. Sappiamo che contro di loro non servono a nulla l&#039;indignazione dei partiti e la protesta democratica. Contro le loro aggressioni protette dalla polizia esiste una sola arma: la violenza autorganizzata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma sappiamo anche che nelle città morte – senza conflitto e senza dissenso – questi fantasmi hanno il loro terreno più favorevole. Tornare nelle strade e nelle piazze, dunque, a mangiare, a bere, a discutere, a lottare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per rompere una normalità che uccide. In solidarietà con i compagni arrestati. A dispetto di divieti e divise.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciò che urge è ormai niente meno che questo: un&#039;offensiva per riprenderci la vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenica 11 maggio, ore 16.00: presidio in piazza Isolo a Verona&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su queste basi vorremmo organizzare uno spezzone durante il corteo contro il fascismo del 17 maggio a Verona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;anarchici di Verona, Rovereto e Trento&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 08 May 2008 18:06:35 +0200</pubDate>
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 <title>Nel 2008 si muore ancora di fascismo</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2649</link>
 <description>&lt;p&gt;Nella notte del primo maggio, a Verona, Nicola Tommasoli &lt;a href=&quot;http://isole.ecn.org/antifa/article/1985/verona-ragazzo-picchiato-in-fin-di-vita-confessa-un-ultras-neofascista&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;viene aggredito&lt;/a&gt; selvaggiamente da un &lt;a href=&quot;http://isole.ecn.org/antifa/article/1991/verona-arrestati-altri-due-aggressori-neonazisti&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;gruppo di cinque neofascisti&lt;/a&gt;. Preso alle spalle e abbandonato in una pozza di sangue, Nicola viene trasportato a un ospedale di Verona, dove il lunedì successivo viene dichiarato &lt;a href=&quot;http://isole.ecn.org/antifa/article/1992/e-morto-nicola&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;morto cerebralmente&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://roma.indymedia.org/node/2649&quot;&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
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 <pubDate>Tue, 06 May 2008 14:47:20 +0200</pubDate>
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