pride
ROMA PRIDE 2008: IL VATICANO OCCUPA L’ITALIA, FACCIAMO BRECCIA OCCUPA IL VATICANO
Mar, 10/06/2008 - 23:43Si è svolto il 7 giugno a Roma il Pride a cui hanno partecipato oltre
200.000 persone.
Alla manifestazione era stata negata Piazza San Giovanni, storica piazza dei
movimenti, con la scusa che all’interno della chiesa doveva esibirsi un coro
di preti cattolici. Una decisione istituzionale che ha confermato la volontà
di negare agibilità politica a chi non si piega ai diktat del governo di
destra e del Vaticano, oggi più che mai alleati. Per questo durante il Pride
il coordinamento “Facciamo Breccia-No Vat” ha reagito occupando
simbolicamente piazza San Pietro, nel territorio dello Stato del Vaticano
(Santa Sede).
Sono stati aperti degli striscioni con scritto: “San Giovanni negata,
occupiamo San Pietro”, “No Vat”, “Facciamo Breccia”.
La polizia italiana è intervenuta fermando e identificando 13 attivisti di
Facciamo Breccia-NO VAT, nonché dei fotografi professionisti a cui sono
state cancellate le foto, ed addirittura dei turisti che avevano le macchine
fotografiche.
Contemporaneamente, l'azione veniva rivendicata dal palco del Pride in
piazza Navona.
Immediatamente alcune agenzie di stampa avevano pubblicato la notizia, che
però è stata poco dopo oscurata, con una logica di censura da regime.
Facciamo Breccia denuncia la deriva autoritaria e fascista italiana. E’ da
qui che nascono le aggressioni sempre più frequenti contro gay, lesbiche e
trans, ma anche la violenza sulle donne e le persecuzioni contro i/le rom e
sinti e contro chi arriva da paesi impoveriti.
Proprio mentre era in corso il Pride romano, sulla linea circumvesuviana nei
pressi di Napoli due ragazzi venivano aggrediti e massacrati in quanto gay.
Un mese fa a Verona un ragazzo è stato ammazzato da estremisti di destra
solo perché aveva i capelli troppo lunghi. Le aggressioni alle trans e
alle/i migranti sono ormai gli effetti quotidiani della (in)cultura dell’odio
per chiunque sia identificato come ‘diverso’.
In questo quadro abbiamo scelto di diffondere la notizia e il video sulla
nostra azione di protesta come un piccolo ma significativo atto di
resistenza in un paese dove il rafforzarsi del legame tra repressione
istituzionale, violenza squadrista e integralismo cattolico stanno aprendo
definitivamente la strada ad un regime autoritario.
Un video con le immagini dell’azione con la radiocronaca in diretta curata
da “Radio Onda Rossa" è presente sul web e vi si accede dalla prima pagina
del nostro sito www.facciamobreccia.org
Coordinamento Facciamo Breccia
POP! post off pride party
Mer, 04/06/2008 - 10:39Le cronache degli ultimi giorni hanno riportato al centro dell'attenzione mediatica i diversi atti di aggressione susseguitisi nella Capitale. Uno dei motivi principali per cui tutto questo avviene è il generale stato di terrore prodotto da una politica istituzionale che dimentica la sua funzione di garante di bisogni primari, come casa lavoro e salute e che, invece, veicola questo malessere generalizzato nella segregazione e repressione delle diversità e delle minoranze. Nel momento in cui vengono limitati luoghi e momenti di espressione, chi in questa città da sempre cerca di liberare spazi e coltivare le complessità vede nell'appuntamento del Pride romano del 7 giugno un momento centrale per il rilancio di una rete per il dissenso che declina il concetto di sicurezza in altri termini. Ci sentiremo realmente sicure e sicuri quando potremo liberamente vivere la nostra sessualità, amare chi vogliamo ed esprimere le nostre idee, lavorare in sicurezza, provenire/vivere da/in qualsiasi paese del mondo, avere una vita degna di essere vissuta, avere una casa e non un posto letto, finalmente libere e liberi da palazzinari, sciacalli e narcomafie. Fino a quando tutto questo non succederà ci vedrete urlare nelle piazze, riprenderci i nostri spazi e perseguire sempre i nostri desideri.
IOSTOQUEER presenta:
POP!
Post Pride Off Party
l'autentico Pride Party della capitale ( all'aperto )
Sabato 7 giugno 2008
@
csa LaTORRE
Via Bertero 13, Casal de'Pazzi, Roma
Dopo il Galà di Giocoleria
dalle ore 01.00 fino alle 05.00
electronic DJset
COMPUTER BLUE
CAVO vs L3K
LUSKY DJ
DATABHI
Queer Vjset
Q&Madlen (Carni Scelte)
Vivel
Rednikita
plus...
IoStoQueer performances & games...
sottoscrizione 3 euro
Info_line – (+39)06.82.28.69
Info_mail – latorre@ecn.org
Info web – www.csalatorre.net
Info place – via Bertero 13, Casal de' Pazzi, Roma
Il Centro Sociale Autogestito La Torre si trova nel quartiere di Casal De' Pazzi tra Ponte Mammolo, Talenti e Montesacro, a metà strada fra la Via Nomentana e la Via Tiburtina. A via Bertero 13 troverete una sbarra, salite il sentiero e siete arrivati/e
Siamo tutti uguali perché ognuno è diverso
Ven, 30/05/2008 - 11:41Siamo tutti uguali perché ognuno è diverso
In questo periodo è evidente come si stiano rinnovando vere e proprie persecuzioni da più parti nei confronti di tutte quelle persone che vorrebbero vivere la propria sessualità e, più in generale, la propria vita senza costrizioni religiose o burocrazie statali. Le persone che vengono attaccate nella loro intimità siamo tutti noi, coloro, cioè, che genericamente rappresentano, agli occhi degli aggressori, una qualsiasi “diversità”, spesso con il silenzio/assenso, quando non la complicità, da parte delle istituzioni.
In un panorama in cui si vede morire un ragazzo per la sola colpa di avere avuto dei capelli più lunghi, in cui si assaltano i campi nomadi sotto gli occhi della polizia, in cui si registrano un crescente numero di aggressioni a persone, sedi e luoghi d’incontro di chiunque sia diverso, perchè “zecca”, “capellone”, “frocio”, “immigrato”, “donna”, “drogato”, “baraccato”, “handicappato”, occorre prendere una posizione che non dia immeritati sconti ad alcuno.
Per ogni rara volta in cui i riflettori si sono accesi su questi violenti accadimenti ce ne sono stati molteplici consumati lontani dalle ipocrite deprecazioni dei politici, non ultimo il sequestro e il pestaggio di giovani Transgender sotto gli occhi delle forze del disordine nella Roma cristiana in cui ci si preoccupa più del perbenismo che dei morti sul lavoro.
Quello che sta cambiando sono le parole, i concetti, le espressioni, gli atteggiamenti e il confronto tra le persone, e se ne sta stravolgendo completamente il significato. La parola “diverso” sta diventando sempre più sinonimo di “pericoloso”.
Mentre vorrebbero che il manganello sostituisse il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo Paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora abbiamo censori e sistemi di sorveglianza, che ci costringono ad accondiscendere a ciò.
In questi giorni, il parlamento si affretta a emanare nuove leggi razziali che ci riportano indietro di 70 anni, “condivide” unanime le misure xenofobe di sgomberi, arresti ed espulsioni, militarizza i territori per devastarli, e, in un Paese di divorziati (compresa la quasi totalità dei parlamentari), la retorica della “famiglia” viene sempre più usata come arma da sguainare per discriminare socialmente individui in base alle loro tendenze sessuali, finendo per negare la libertà di disporre del proprio corpo, della propria sessualità e della libertà di viverli nel modo in cui si vuole e con chi si vuole. Per non dire dell’organizzazione di manifestazioni volte a limitare le libertà degli altri (l'esempio più lampante è il Family-day).
Ma sono molte le sponde che questo, ormai sembra palese, progetto di potere trova: dalle gerarchie Vaticane (che, ideologia a parte, hanno diversi interessi in ballo: dagli affitti delle chiese per i matrimoni cattolici, agli aborti clandestini in cliniche private da loro gestite), all'ignoranza costruita a forza di colpi al sistema d'istruzione (si pensi alla divisione dei ruoli tra i sessi che ancora viene inculcata ai bambini), ai fascismi di vecchia e nuova corrente ideologica (immancabilmente sempre al supporto del potere).
Per queste ragioni, come strutture provenienti da percorsi differenti (anarchici, libertari ed antagonisti) invitiamo tutte le realtà della città di Roma a partecipare il 7 giugno prossimo al Pride (parola che significa orgoglio, l'orgoglio di essere se stessi) con uno spezzone che esprima la partecipazione di tutte le realtà di movimento alla lotta contro il pregiudizio sessuale e a quello per la salvaguardia della libertà di tutti.
Vogliamo costruire un percorso che nasca orizzontalmente e in opposizione a chi è responsabile del misero stato in cui la città di Roma sta progressivamente cadendo. Ciò, muovendo da una precisa consapevolezza: non si può continuare ad invocare uno Stato laico che dovrebbe arginare l’ingerenza clericale. Si rischia di non cogliere il nesso profondo, inscindibile, tra due poteri che, al di là qualche schermaglia, in tutto il mondo convergono sul terreno dello sfruttamento e dell’oppressione. Quel che va ribadito, invece, è che solo ripartire da sé, dai propri bisogni e desideri, rilanciando la prassi della azione diretta, può permetterci di trasformare realmente l’esistente.
Gruppo anarchico Carlo Cafiero – FAI Roma, Corrispondenze Metropolitane – Roma, Collettivo Autonomo-Libertario Liberidiamare, Vomitoarcobaleno
Per contatti ed adesioni fairoma@federazioneanarchica.org
VEGGIE PRIDE, Antispecismo è Antifascismo.
Lun, 12/05/2008 - 21:34Al Veggie Pride non v'è notizia sul manifesto, su gli indesiderati.
La feccia fascista talvolta osa definirsi nazi-vegan come se fosse possibile discriminare il colore della pelle ma non la specie animale.Antispecismo è Antifascismo, nessuna pietà per questi individui, invitiamo tutt* i/le compagn* a cacciare via presenze indesiderate: non si puo' essere fascisti e vegan.NON SI PUO' ESSERE FASCISTI.
ogni presenza sgradita va cacciata.
FASCISTI CAROGNE TORNATE NELLE FOGNE(come la merda non come i topi).