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neofascismo

PICCOLI UOMINI CRESCONO NEL VITERBESE, A DESTRA

autore:
Doriana Goracci
Sommario:
Notte bianca, anzi d'arancia meccanica a Viterbo

Che la cinghia sia di moda negli ambienti di destra, non lo dice uno stilista o chi scrive ma lo afferma il Corriere della Sera. Nel Telegiornale del Lazio su Rai Tre, il capo della polizia, ha esordito con un più cauto "ennesimo fenomeno di bullismo", per poi giungere alla fine a conclusioni ancora più gravi del giornale suddetto e che possono essere già lette.

Come hanno spiegato, nel corso di una conferenza stampa, Ciervo e Zampaglione, rispettivamente capitano e coordinatore della Mobile: “I ragazzi orbitano nell'area dell'estremismo di destra e degli ultras. Uno dei denunciato era stato già fermato dalle forze dell'ordine per violenza sessuale su minori. Quella della Notte Bianca appare come la classica situazione in cui il branco, forse sotto l'effetto dell'alcol cerca la propria vittima. Vittime per altro tutte maggiorenni”.
L'età dei denunciati va dai 15 ai 17 anni. La polizia ha sequestrato diversi tubi di metallo, una spada, una mazza da baseball con su scritto “Avvocato difensore”, una cinta borchiata, materiale con scritto “Acab” ovvero “all cops are bastards”, che tradotto in italiano significa "Tutti i poliziotti sono bastardi".

Passo alla cronaca: il 19 luglio, durante la notte bianca a Viterbo: "Una decina di ragazzi, secondo la testimonianza delle vittime, senza nessuna ragione apparente avevano prima insultato e poi aggredito due giovani maggiorenni, che erano andati a prendere il gelato per due amiche che si trovavano nell'appartamento di via Sacchi. Poi li hanno aggrediti nell'androne del palazzetto cinquecentesco in via Sacchi, nel centro storico di Viterbo, picchiandoli con una cinta piena di borchie metalliche e altri oggetti contundenti. I tre sono riusciti a chiudersi in casa, dove si trovava una loro amica immobilizzata perchè da poco operata a un menisco. Ma gli aggressori hanno sfondato la porta, rompendo tutto ciò che gli capitava davanti, ed hanno continuato a picchiare le vittime. Prima di allontanarsi hanno anche tentato di aggredire la ragazza immobilizzata, ma hanno desistito, forse perchè temevano l'arrivo delle forze dell'ordine. I giovani aggrediti hanno subito lesioni guaribili in 20 e 10 giorni. Le indagini continuano per individuare altri eventuali componenti del branco. Dopo una ventina di giorni d'indagini, con un'operazione congiunta della squadra mobile e dei militari del comando provinciale di Viterbo, tutti i presunti aggressori sono stati individuati. Sono stati denunciati alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori di Roma per aggressione, violenza con armi improprie e lesioni.
Tra le piste seguite dagli investigatori per spiegare la brutale aggressione c'è anche quella politica. La banda, infatti, orbiterebbe negli ambienti dell'estrema destra dove è ormai invalso l'uso delle cinghie, dotate di pesanti fibbie, come arma impropria.
Uno dei presunti componenti della gang era stato già arrestato per violenza sessuale nel giugno 2007 dagli uomini della sezione minori della squadra mobile. Il sedicenne, ancora sotto processo davanti al tribunale dei minori di Roma, è accusato di aver abusato con la forza di tre ragazzini di 12-13 anni.
I ragazzi denunciati, tutti tra i 14 e i 16 anni, sono 6. Altri componenti del commando sono stati solo individuati perchè, non avendo ancora compiuto 14 anni, non sono penalmente perseguibili. Tutti i ragazzi, hanno spiegato gli investigatori, erano già noti alle forze dell'ordine per aver compiuto altri atti di violenza e danneggiamenti. Nelle loro case sono state sequestrate spranghe di ferro, mazze da baseball, una spada e locandine con la scritta «Acab» acronimo di «Tutti i poliziotti sono bastardi». Gli investigatori li descrivono come violenti e spavaldi. Girano per la città fino alle 3-4 del mattino, bevono birra a superalcolici, sono iscritti a scuola ma frequentano occasionalmente".
In ultimo un particolare da Adnkronos: La baby gang, (termine in voga ndr) in realta' e' composta anche da un sesto elemento, non imputabile perche' di eta' inferiore ai 14 anni.

Doriana Goracci

A fianco dei vescovi, contro i sindaci che vietano l'elemosina

autore:
Roberto Malini
Sommario:
Neanche Hitler...

I vescovi italiani lanciano un disperato appello: "Sindaci, non combattete l'elemosina!"

Roma, 28 luglio 2008. Le persone che non hanno perso la via dei Diritti Umani devono schierarsi a fianco dei vescovi italiani, che condannano le ordinanze inique, disumane e incivili che proibiscono ai poveri di chiedere l'elemosina. L'elemosina evangelica è l'espressione reale della virtù teologale della carità, un fondamento del cristianesimo, dell'islamismo, dell'ebraismo e di tutte le principali confessioni. Nel Discorso della Montagna, Gesù Cristo afferma la santità di colui che a causa della povertà tende la mano a chi è più fortunato: "Beati i mendicanti nello spirito, perché il Regno dei Cieli appartiene a loro". L'elemosina, nei secoli, ha consentito a coloro che non posseggono nulla di continuare a vivere, anche nelle nazioni in cui i governanti non si prendevano a cuore la piaga della miseria. I provvedimenti che oggi combattono l'accattonaggio non trovano riscontro nella Storia. Hitler proibì la questua solo durante eventi internazionali come le Olimpiadi di Berlino del 1936, ma non varò mai leggi contro l'elemosina, per evitare di inimicarsi i cittadini credenti. L'Italia tocca il fondo della crudeltà sociale, del razzismo e della repressione delle fasce più vulnerabili della popolazione. Punire l'elemosina non significa solo punire i Rom, cui la feroce discriminazione ha lasciato solo tale estrema forma di sopravvivenza, ma vuol dire rendere ancora più rapida ed efferata l'azione di annientamento del popolo "nomade". Non vi è fine all'orrore. Le città che hanno emesso o stanno per emettere ordinanze contro l'elemosina rappresentano un'Italia senza più etica né spirito di umanità, espressione di un Paese caduto nella barbarie, che sarà presto giudicato dall'Europa e dal mondo per la sua ingiustizia, il suo odio razziale, la sua indole persecutoria nei confronti delle minoranze più deboli. "I poveri non sono mai un fastidio e non si può vincere la povertà togliendo i poveri d'attorno," ha scritto Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, giudicando con grande severità gli amministratori che dichiarano guerra agli indigenti, che nel Cristianesimo rappresentano l'immagine del Figlio di Dio nel mondo. R.M.

1.05.08, Verona. "La storia di tutti noi"

autore:
antifascist* sempre
Sommario:
Iniziative e partenza per il corteo del 17 Maggio a Verona

Esattamente come quasi due anni fa, un ragazzo smette di vivere. Per noi è stato Renato, ammazzato fuori da una dance hall reggae sul litorale di Roma, ammazzato a coltellate perché considerato diverso, compagno, rosso. Oggi è Nicola, ammazzato di botte in una strada del centro di Verona; stesse mani, poco più che adolescenti, di un gruppetto di ragazzini cresciuti nella cultura fascista e razzista dell'intolleranza e del disprezzo. Ancora una rissa, una lite tra balordi finita male. Stavolta la scusa è la sigaretta ma, come ieri, la politica non c'entra niente. Ma noi sappiamo chi è stato. Ad uccidere Nicola, come Renato, sono stati giovani appartenenti ad una cultura neofascista e razzista, espressione di una nuova destra reazionaria, oggi al governo di questo paese e di questa città.

Questi omicidi, nel corso di due anni, non sono episodi di bullismo. Sono figli di un determinato linguaggio politico, di scelte di parole d'ordine; figli di un'esasperata rincorsa all'ordine ed alla sicurezza. La paura ed il disprezzo della diversità, che sia della pelle, dell'origine geografica, del pensiero o del modo di vestire. Figli della scelta meticolosa di spostare sempre più avanti la soglia dell'intolleranza ed alimentare quella guerra tra poveri che spesso aiuta a non vedere tutto il resto: la precarietà della nostra vita, lavori infimi e senza diritti, la mancanza di casa, di spazi di decisione reale o di costruzione di un proprio futuro. La violenza diffusa in questa società affonda le sue radici nell'impossibilità reale di poter compiere delle scelte, ma evidentemente è più “comodo” relegarla allo scontro degli opposti estremismi. Se lo sciacallaggio ipocrita delle istituzioni si trincera dietro l'equidistanza, noi affermiamo di avere il diritto alla resistenza. Rispetto ai fascisti, ai loro metodi e ai loro tentativi di sopraffazione non faremo un passo indietro.

Il 17 saremo tutt@ in piazza a Verona

Mercoledì 14 animeremo le piazze e le strade di Roma con diverse iniziative di dibattito pubblico, con le nostre parole e i nostri suoni, con interventi di riqualificazione territoriale dei muri della nostra città, con la voglia di informare e di parlare della nostra storia.

Con Renato, Dax e Nicola nel cuore.

Casalbertone- assemblea e iniziativa pubblica organizzata dai comitati territoriali h.18.00 piazza di casalbertone.

Marconi/Ostiense- iniziativa itinerante h.15.00 piazzale del cinodromo, via della Vasca Navale, vicino Ponte Marconi.

Quarticciolo- dalle h.18.00 piazza del Quarticciolo musica e comunicazione.

Forte Prenestino- Assemblea cittadina h.20.00.

La partenza per Verona è prevista per le 5:00 AM di sabato 17 da Scalo san Lorenzo con i pulmann, costo 20 euro A/R. per info Radio Onda Rossa, tel. 06491750.

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