Forza Nuova
Ricostruzione Mista con o senza granita
Ven, 08/08/2008 - 09:45Giro di vite contro il commercio abusivo sulla spiagge. A Montalto Marina, contro l'abusivismo sulla costa viterbese è partita la caccia e cacciata di extracomunitari intenti a vendere oggetti contraffatti. "Il 7 agosto, intorno alle 10, sono entrate in azione e sono state fermate diverse persone di "origine" nord africana. Tutta la merce è stata confiscata e posta sotto sequestro, così come prevede la legge, tra le cose sequestrate anche un carrello “granite”, un extracomunitario vendeva lo sciroppo gelato al di fuori di ogni regola sanitaria. Un grazie alle forze dell’ordine arriva dai commercianti del posto che più volte avevano segnalato il problema".
Ma veniamo ad altre Imprese: la partecipazione di quelle italiane italiane alla ricostruzione dell’Iraq. Viene convocata per l’autunno la prima riunione di una Commissione Mista allargata alle imprese: questo hanno stabilito il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e il ministro per l’Energia Elettrica della Repubblica dell’Iraq Kareem Wahid Hasan Al Ubaydi. Le imprese italiane in Iraq, tra cui Turbocare Torino, Selex e Aansaldo (Finmeccanica), sono presenti ed interessate alla realizzazione di progetti nei settori della generazione elettrica, dell’estrazione petrolifera, dello sfruttamento del gas naturale. L’Italia, uno dei principali partner della "ricostruzione" dell’Iraq, ha stanziato per la ricostruzione civile circa 300 milioni di euro a dono e messo a disposizione una linea di credito di 400 milioni di euro. Scajola ha aggiunto: “Le opportunità di partecipazione dell’industria italiana al processo di ricostruzione dell’Iraq sono notevoli anche alla luce del netto miglioramento delle condizioni di sicurezza del Paese . Abbiamo le carte in regola per giocare un ruolo da protagonisti in questa fase di rinascita dell’economia e della società irachena. Ci aiuta anche l’apprezzamento umano e culturale nei nostri confronti del popolo e del Governo iracheno”.
Già... il 12 maggio del 2005 nell'aeroporto Fabbri a Viterbo, il capo di stato maggiore dell'Esercito rispondendo ai giornalisti disse: "Per l'Iraq è meglio non parlare di calendario, è bene parlare di risultati da ottenere. Dell'Iraq è meglio parlare in termini di successo della nostra presenza e di volontà del governo iracheno di consentire la presenza delle forze estere sul proprio territorio, cioè fino a quando si sentirà sicuro di avere proprie truppe, da noi addestrate, idonee a garantire la sicurezza del paese. A quel punto ci diranno che non hanno più bisogno di noi e noi ce ne andremo".
L'Aves di Viterbo ha preso parte praticamente a tutte le missioni internazionali che si sono succedute dal 1951, anno della costituzione, sia sotto l'egida dell'Onu sia della Nato. Nel 2004 circa 300 militari e una ventina di elicotteri sono stati impegnati in missione di pace o d'interdizione in Kosovo, Bosnia, Albania e Iraq. Inoltre, uno squadrone opera in Libano nel quadro della missione Onu Unifil.
Non era forse marzo del 2004 che "Cinque elicotteristi della base dell’aviazione dell’esercito di Viterbo si sono rifiutati, a dicembre, di partire per l’Iraq"? Che il loro rifiuto era stato motivato con il fatto che i loro elicotteri non erano abbastanza protetti da attacchi missilistici e che i militari dovevano raggiungere l’aeroporto di Tallil e il 26esimo gruppo Reos: 3 Chinook, 4 Grifoni e 110 uomini? A costruire la pace? A ricostruire i danni della guerra?
Se il motto del 1940 del reggimento del RT di Civitavecchia era : "Intelligenze ed armi congiungo", rimane quello dell'Aves, 4º RVS "Scorpione", coniato a Viterbo nel 1976 : Res non verba-Fatti, non parole. E' anche in vendita in internet con eBay come patch da applicare, magari su una manica, con a fianco la scritta GUASTATORI, compralo Subito a eur 8,00 Spese di spedizione eur3,50 Spedizione in Tutto il mondo Luogo in cui si trova l'oggetto: Italia. Il 6 giugno 2008 , la sede di via dei Gracchi di Forza Nuova a Roma, "che non scherza!", chiedendo la "Libertà per i Camerati Romani", promuove con altre sedi, un bel concerto e riusa il motto in calce al suo messaggio: Res non Verba. Era per il ferragosto dello scorso 2007 che scrissi a proposito di commercio contraffatto che "Sei militari dell’Aves sono stati indagati per un traffico di tappeti dall’Afghanistan: due tenenti colonnello, tre capitani e un maresciallo hanno ricevuto sei avvisi di garanzia dalla Procura militare di Roma...alcuni militari in servizio ad Herat in Afghanistan, avrebbero approfittato dell’occasione per portare in Italia tappeti di pregio. Ma è sul modo in cui questi tappeti erano acquistati poi fatti arrivare a destinazione, che si concentrano gli accertamenti. Essendo una zona a rischio, era impossibile andare da soli al mercato e acquistarli direttamente. Per questo, sarebbero stati organizzati veri e propri servizi con tanto di scorta armata". Non so come sia finita l'inchiesta, oggi prossimi al ferragosto 2008.
Intanto possiamo consumare Legalità in Sicurezza, fossero pure solo granite.
Come disse Catone: Rem tene verba sequentur- Le parole saranno una conseguenza: tieni stretto il concetto.
Doriana Goracci
Referendum contro la legge 30? Lo promuove Forza Nuova !
Sab, 02/08/2008 - 22:13Questo è il comunicato di Forza Nuova trovato sul loro sito.
Norma anti precari, Fiore(FN): da ottobre referendum contro leggi precarietà
Mentre continua l'accesa polemica sulla norma anti precari, il
Segretario Nazionale di Forza Nuova On.Roberto Fiore sorprende: "il
problema non si limita a quest'ultmo scempio, bensì è riferibile a
tutta una serie di norme che nel corso degli anni hanno smantellato i
diritti dei lavoratori. Per controvertire la distruzione dello stato
sociale, ci faremo promotori di un referendum nazionale "prosegue
Fiore "a partire da ottobre, che è la prima data disponibile,
inizieremo a raccogliere le firme per una grande campagna referendaria
per l'abrogazione delle leggi che hanno istituzionalizzato il
precariato trasformandolo da eccezione a regola."
aggiunge l'Eurodeputato "Parliamo in particolare della Legge Biagi e
del pacchetto Treu, varato anche con i voti di Rifondazione Comunista.
Contro queste leggi chiederemo il sostegno dei lavoratori in ogni
città d'Italia."
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Aggressione fascista all'università La Sapienza
Ven, 30/05/2008 - 12:15Il 29 Maggio, 500 persone hanno attraversato le strade della "Sapienza" rivendicando Libertà per Emiliano, uno dei ragazzi coinvolti nell'aggressione nazifascita avvenuta martedì 27 Aprile in Via Cesare de Lollis, alle porte della città Universitaria.
A motivo dell'aggressione la vittoria ottenuta dagli studenti nell'impedire lo svolgersi del Convegno "L'unica verità sulle Foibe" organizzato dalla sigla "Lotta Universitaria", tornasole del movimento nazifascista nell'Università (invitato tra gli altri Roberto Fiore).
Aggressione fascista all'università La Sapienza
Gio, 29/05/2008 - 11:38Martedi 27 maggio , verso l'ora di pranzo, è avvenuta un'aggressione all'entrata de La Sapienza a Via de Lollis da parte dei fascisti di Forza Nuova, armati di bastoni e catene (questa volta i coltelli non c'erano).
Motivo dell'aggressione il fatto che è stata negata l'aula per un convegno sulle foibe che lotta studentesca stava organizzando a La Sapienza. Gli/le studenti/esse avevano occupato la presidenza di lettere per protestare contro la concessione dell'aula.
Aggressione alla Sapienza. Centinaia di persone a lettere in assemblea
Mer, 28/05/2008 - 17:12Il prorettore dell'Università La Sapienza Luigi Frati è interventuo poco fa all'assemblea di fronte alla facoltà di lettere che sta discutendo dei gravissimi fatti di violenza fascista di ieri.
Ci sono centinaia di persone. Frati ha detto che lui si è preso la responsabilità di negare gli spazi alla conferenza sulle foibe perché Forza nuova è un'organizzazione anticostrituaiuzonale. E poi ha negato quanto aveva affermato questa mattina in tribunale il segretario di Forza nuova Fiore, che aveva sostenuto che i quattro fascisti arrestati erano stati aggrediti dagli studenti mentre «andavano a parlare con Frati». Prima di lui rano intervenuti altri docenti dell'ateneo. Molto applaudito l'intervento di Alessandro Portelli, docente di letteratura angloamericana e storico. Il preside di scienze umanistiche, Antonelli, ha annunciato che il consiglio di facoltà ha votato un documento all'unanimità in cui chiede che si distingua tra aggressori e aggrediti. Cioè tra fascisti e studenti.
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L'avanzata revisionista
Sab, 24/05/2008 - 20:24Vorrei tenere alta l'attenzione su quanto avverrà giovedì 29 maggio.
Si legge sul sito di Forza Nuova:
"Conferenza del 29 maggio alla sapienza, contro il negazionismo dei collettivi antifascisti,
per la verità storica in ricordo dei martiri delle foibe"
chiederei a tutti voi di aprire un dibattito per capire se è possibile accettare una iniziativa di questo tipo
Condannati 4 compagni/e per antifascismo
Ven, 23/05/2008 - 15:22Martedì 20 maggio 4 compagni e compagne del Network Autorganizzato e del Nucleo Studentesco Metropolitano si sono visti recapitare un decreto penale di condanna a sei mesi di detenzione convertita in pena pecuniaria di 3520 euro ciascuno (per un totale di 14mila e 80 euro!).
Il provvedimento di condanna è motivato con la presunta violazione dell’art. 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), articolo che prevede una pena fino a sei mesi di detenzione (o la sua conversione in ammenda) per chiunque organizzi una riunione pubblica senza preavvisare le autorità di Pubblica Sicurezza. Secondo gli accusatori, le compagne e i compagni condannati avrebbero violato tale disposizione del TULPS in occasione del presidio che si tenne nel luglio scorso in via Scarlatti, organizzato dal movimento antifascista e antirazzista napoletano e grazie al quale si riuscì ad impedire lo svolgimento di un’iniziativa di Forza Nuova.
E’ utile ricordare che il TULPS è del 1931, la norma in questione appartiene, dunque, a quelle numerose disposizioni legislative che ben rappresentano la continuità tra lo Stato fascista e la Repubblica democratica: continuità di potere, di interessi, di classe dominante padronale, e quindi anche continuità normativa e repressiva. Il TULPS è parte integrante di quell'apparato di norme e procedure finalizzate alla persecuzione politica, edificato appunto negli anni venti e trenta del novecento per colpire i lavoratori e le loro lotte, e che la Repubblica “fondata sul lavoro” non ha mai abrogato.
Al contrario, le norme fasciste sono quotidianamente fatte valere e applicate dallo Stato democratico, senza alcun imbarazzo, ogni qualvolta le autorità intendono perseguire finalità di repressione politica ai danni di compagni e lavoratori.
L’iter della contestazione (Art 459 del Codice di procedura penale) è subdolo e sconcertante: d’ufficio si procede, infatti, ad infliggere una condanna (senza preoccuparsi di dare agli imputati alcuna possibilità di difendersi) ogni qual volta la pena sia pecuniaria o detentiva tramutabile in ammenda. E’ necessario, per poter avere un “regolare” processo, preoccuparsi di presentare un ricorso entro dieci giorni; in caso di mancato ricorso si accetta di fatto la condanna. Appare evidente che l’intero procedimento miri a intimidire e demoralizzare la risposta politica dei compagni.
Al di là della forma procedurale, la questione che, a nostro avviso, merita maggiore attenzione è proprio il reato contestato. Distribuire volantini e parlare al megafono non è più permesso senza previa autorizzazione. Queste condanne sono, in breve, al contempo grottesche e allarmanti e meritano alcune considerazioni politiche.
Tanto per cominciare, esse chiariscono una volta per tutte come non sia possibile continuare a impostare le proprie riflessioni sulla repressione incentrandole unicamente sui soggetti di volta in volta repressi e sulla valutazione delle loro azioni, senza preoccuparsi di cogliere l’elemento politico che l’atto repressivo sta a rappresentare. Occorre, dunque, spostare l’asse del ragionamento sull’ineliminabilità e la presenza costante della repressione e su come essa venga diversamente applicata di volta in volta. Far partire un procedimento per un fatto che appare a tutti chiaramente come una pratica diffusa e consueta, ci dà chiaramente l’indice dell’asprezza dell’attacco repressivo che registriamo sia a livello europeo che, naturalmente, nazionale in questa fase.
E’ chiaro che ormai l’attacco è diretto ai più semplici spazi di agibilità per ridurre al silenzio qualsiasi voce di dissenso. Per far fronte a questo attacco unilaterale è opportuno dotarsi di una attrezzatura politica che occorre costruire con una riflessione, un dibattito e una pratica appropriati. In questi anni abbiamo, impotenti (e a volte indolenti), assistito alla sottrazione di conquiste che pensavamo acquisite (si pensi, per dirne una, all’occupazione dei treni per i cortei nazionali); ampi settori del movimento hanno, infatti, deciso di arretrare di fronte a questi attacchi, nella speranza che tale rinuncia potesse garantire spazi di agibilità. E’ evidente ormai che questo ragionamento risulta essere fallimentare e che è opportuno invece non arretrare ma difendere le nostre lotte e la nostra stessa possibilità di fare politica in modo autonomo ed autorganizzato, comprendendo che la reazione non si arresta e non si accontenta dell’angolo in cui riesce a metterci ma che, con metodo, lavora all’annientamento del proprio antagonista e che dunque non è possibile nessuna forma di compromesso con essa.
Altro elemento che non possiamo non sottolineare è la scelta politica del bersaglio della reazione. Non è certamente casuale che il provvedimento di “condanna per decreto” arrivi al termine di un anno di mobilitazioni e lotte che hanno visto le compagne e i compagni impegnati quotidianamente contro la precarietà, per i diritti dei lavoratori e attivi sul terreno dell'antifascismo, dell’antirazzismo, dell'antisessismo, della solidarietà internazionalista, nonché interni al più vasto movimento contro la guerra e per i diritti sociali.
Sia il merito del provvedimento che la forma procedurale adottata, dunque, confermano la matrice squisitamente politica dell'attacco. Colpendo quattro compagni e compagne hanno inteso colpire un
insieme di percorsi di ricomposizione delle lotte, percorsi costruiti in piena autonomia dalle istituzioni e lontani da qualsivoglia compromesso con partiti e forze istituzionali.
Il messaggio che hanno voluto recapitare a tutti noi è il seguente: “perseverare nel fare politica in maniera realmente autonoma e autorganizzata è qualcosa che non conviene, perché in una maniera
o nell’altra troveremo il modo di farvela pagare sul piano personale, eventualmente anche scavando in ottant'anni di legislazione repressiva”.
Ma hanno fatto male i loro conti.
Siamo comunisti, e non ci lasceremo certo intimidire. Continueremo a sviluppare le nostre lotte e il nostro lavoro politico con una determinazione sempre maggiore e sempre in una direzione precisa, immodificabile: contro la classe dominante e i suoi servi, contro il fascismo, il razzismo e l’imperialismo; per l’autorganizzazione e l’emancipazione degli oppressi e degli sfruttati!
Firme
C.S.O.A. Terra Terra
Collettivo Vesuvio Zona Rossa – Comuni vesuviani
Collettivo Internazionalista – Napoli
Collettivo Orientale
Nucleo Studentesco Metropolitano