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Assemblea cittadina - Generalizzare lo sciopero

autore:
Rete dei centri sociali - Rete dei movimenti di lotta per la casa - Rete per l'autoformazione La Sapienza

NON PAGHIAMO NOI!
Generalizzare lo sciopero, unire le lotte

Il 17 ottobre tutte le sigle del sindacalismo di base hanno convocato uno sciopero generale e una manifestazione nazionale contro le politiche del governo Berlusconi.

Questo sciopero però, a differenza degli altri anni, si colloca all'interno di un contesto globale caratterizzato da una crisi economica e finanziaria senza precedenti. Al fallimento di alcuni tra i più grandi colossi bancari statunitensi ed europei si accompagna una dinamica di recessione le cui conseguenze sociali ancora non siamo in grado di prevedere. Ma c'è di più, dopo anni di euforia capitalistica dove sembrava incontrastata la retorica neoliberista sull'infallibilità del mercato, assistiamo in questi giorni ad un strano spettacolo, riproponendo un vecchio canovaccio che vede lo Stato "assistere" e salvare i disastri finanziari causati dal capitale globale. Ci sarebbe da ridere se non fosse che i costi di questa crisi verranno scaricati ancora una volta sulla vita delle persone.

Lo Stato rimette gli utili sul mercato e fa pagare i costi alla società. È uno schema che conosciamo e che abbiamo visto all'opera in questi giorni in Alitalia. Tuttavia nonostante il governo di centro destra abbia già presentato provvedimenti che tagliano indiscriminatamente la spesa pubblica, attaccano migranti e precari, colpiscono duramente il Welfare e si apprestano a cancellare le seppur minime garanzie della contrattazione sul lavoro, dalla società provengono segnali incoraggianti. Dai lavoratori dell'Alitalia che hanno rifiutato il vergognoso accordo proposto dalla CAI, fino alla lotta degli insegnanti e delle famiglie contro il "maestro unico" e i tagli alla scuola pubblica, passando per le mobilitazioni dei migranti che hanno con forza reclamato la propria dignità di cittadini e lavoratori a Castel Volturno, a Pianura e a Milano, così come degli abitanti che difendono i propri territori e la propria salute dalle speculazioni.

Questo sciopero, quindi, assume un significato particolare e si inserisce all'interno di uno scenario di crisi economica che verrà usata per comprimere ancora di più i diritti e l'autonomia delle persone. Schiacciamento verso il basso dei salari, dequalificazione della formazione, segmentazione del mercato e declassamento della forza lavoro sono le caratteristiche salienti di questa controffensiva che, in Italia, vede nel governo Berlusconi l'interprete principale. Allo stesso tempo, l'opposizione "ombra" di impronta istituzionale è completamente subalterna alle politiche governative.

A fronte di questo si assiste all'emergere di esperienze di lotta che mettono sempre più in crisi la rappresentanza dei sindacati confederali, definendo nuovi spazi di autonomia e autorganizzazione. Ma occorre fare i conti con la repressione mossa a Chiaiano e a Vicenza, disinnescare il meccanismo perverso della "guerra tra poveri" che si sta mediaticamente alimentando, avere la forza di rispondere al disastroso asservimento di Cigl, Cisl, Uil visto in Alitalia.

Occorre quindi costruire una giornata di mobilitazione che sappia parlare la lingua del conflitto sociale a partire dalla constatazione che le lotte nei «luoghi di lavoro» devono superare il loro perimetro ed estendersi alla società per essere efficaci. L'estensione della giornata lavorativa, la nuova qualità del modo di produrre, l'investimento dell'intera vita all'interno del lavoro rischiano di far venire alla luce la limitatezza delle tradizionali forme di lotta. C'è bisogno di una stagione di sperimentazione che sappia costruire nuove forme di conflitto adeguate al presente che viviamo.

Per questo la Rete dei Centri sociali romani, i movimenti di lotta per la casa, le reti studentesche ed universitarie intendono promuovere un percorso cittadino di discussione e di organizzazione per estendere la pratica dello sciopero alla città e ai diversi soggetti sociali che vivono sulla propria pelle le conseguenze della precarietà, del caro vita, della negazione di diritti inalienabili.

Un progetto ambizioso, certo, ma segnato dall'urgenza di mettere al centro della nostra attenzione e della nostra pratica la generalizzazione delle vertenze e delle lotte sociali. I centri sociali in questi anni hanno sempre più animato ed incrociato i percorsi delle reti sociali in lotta nella nostra città. Questo terreno di sperimentazione va oggi messo in comunicazione. Per questo invitiamo i comitati del No e le reti per la difesa dei beni comuni, degli studenti, dei migranti, dei precari, degli occupanti di case, a partecipare all'assemblea pubblica di martedì 14 ottobre alle 17:00 al C.S.O.A. Ex-Snia Viscosa, Via Prenestina 173.
Per costruire un'iniziativa comune nella giornata dello sciopero generale e generalizzato e per dire alla città che non siamo disposti a pagare la loro crisi.

LA NOSTRA DIGNITA' NON è NEGOZIABILE
REDDITO E DIRITTI PER TUTT@ !

Assemblea cittadina martedì 14 ottobre, ore 17:00
presso il C.S.O.A. Ex-Snia Viscosa, Via Prenestina 173 (tram 5, 14 e 19, autobus 81 e 810)

Rete dei centri sociali - Rete dei movimenti di lotta per la casa - Rete per l'autoformazione La Sapienza

Assemblea cittadina - Generalizzare lo sciopero

14/10/2008 - 17:00
14/10/2008 - 20:00
Sommario:
Assemblea cittadina
Promotore evento:
Rete dei centri sociali - Rete dei movimenti di lotta per la casa - Rete per l'autoformazione La Sapienza

NON PAGHIAMO NOI!
Generalizzare lo sciopero, unire le lotte

Il 17 ottobre tutte le sigle del sindacalismo di base hanno convocato uno sciopero generale e una manifestazione nazionale contro le politiche del governo Berlusconi.

Questo sciopero però, a differenza degli altri anni, si colloca all'interno di un contesto globale caratterizzato da una crisi economica e finanziaria senza precedenti. Al fallimento di alcuni tra i più grandi colossi bancari statunitensi ed europei si accompagna una dinamica di recessione le cui conseguenze sociali ancora non siamo in grado di prevedere. Ma c'è di più, dopo anni di euforia capitalistica dove sembrava incontrastata la retorica neoliberista sull'infallibilità del mercato, assistiamo in questi giorni ad un strano spettacolo, riproponendo un vecchio canovaccio che vede lo Stato "assistere" e salvare i disastri finanziari causati dal capitale globale. Ci sarebbe da ridere se non fosse che i costi di questa crisi verranno scaricati ancora una volta sulla vita delle persone.

Lo Stato rimette gli utili sul mercato e fa pagare i costi alla società. È uno schema che conosciamo e che abbiamo visto all'opera in questi giorni in Alitalia. Tuttavia nonostante il governo di centro destra abbia già presentato provvedimenti che tagliano indiscriminatamente la spesa pubblica, attaccano migranti e precari, colpiscono duramente il Welfare e si apprestano a cancellare le seppur minime garanzie della contrattazione sul lavoro, dalla società provengono segnali incoraggianti. Dai lavoratori dell'Alitalia che hanno rifiutato il vergognoso accordo proposto dalla CAI, fino alla lotta degli insegnanti e delle famiglie contro il "maestro unico" e i tagli alla scuola pubblica, passando per le mobilitazioni dei migranti che hanno con forza reclamato la propria dignità di cittadini e lavoratori a Castel Volturno, a Pianura e a Milano, così come degli abitanti che difendono i propri territori e la propria salute dalle speculazioni.

Questo sciopero, quindi, assume un significato particolare e si inserisce all'interno di uno scenario di crisi economica che verrà usata per comprimere ancora di più i diritti e l'autonomia delle persone. Schiacciamento verso il basso dei salari, dequalificazione della formazione, segmentazione del mercato e declassamento della forza lavoro sono le caratteristiche salienti di questa controffensiva che, in Italia, vede nel governo Berlusconi l'interprete principale. Allo stesso tempo, l'opposizione "ombra" di impronta istituzionale è completamente subalterna alle politiche governative.

A fronte di questo si assiste all'emergere di esperienze di lotta che mettono sempre più in crisi la rappresentanza dei sindacati confederali, definendo nuovi spazi di autonomia e autorganizzazione. Ma occorre fare i conti con la repressione mossa a Chiaiano e a Vicenza, disinnescare il meccanismo perverso della "guerra tra poveri" che si sta mediaticamente alimentando, avere la forza di rispondere al disastroso asservimento di Cigl, Cisl, Uil visto in Alitalia.

Occorre quindi costruire una giornata di mobilitazione che sappia parlare la lingua del conflitto sociale a partire dalla constatazione che le lotte nei «luoghi di lavoro» devono superare il loro perimetro ed estendersi alla società per essere efficaci. L'estensione della giornata lavorativa, la nuova qualità del modo di produrre, l'investimento dell'intera vita all'interno del lavoro rischiano di far venire alla luce la limitatezza delle tradizionali forme di lotta. C'è bisogno di una stagione di sperimentazione che sappia costruire nuove forme di conflitto adeguate al presente che viviamo.

Per questo la Rete dei Centri sociali romani, i movimenti di lotta per la casa, le reti studentesche ed universitarie intendono promuovere un percorso cittadino di discussione e di organizzazione per estendere la pratica dello sciopero alla città e ai diversi soggetti sociali che vivono sulla propria pelle le conseguenze della precarietà, del caro vita, della negazione di diritti inalienabili.

Un progetto ambizioso, certo, ma segnato dall'urgenza di mettere al centro della nostra attenzione e della nostra pratica la generalizzazione delle vertenze e delle lotte sociali. I centri sociali in questi anni hanno sempre più animato ed incrociato i percorsi delle reti sociali in lotta nella nostra città. Questo terreno di sperimentazione va oggi messo in comunicazione. Per questo invitiamo i comitati del No e le reti per la difesa dei beni comuni, degli studenti, dei migranti, dei precari, degli occupanti di case, a partecipare all'assemblea pubblica di martedì 14 ottobre alle 17:00 al C.S.O.A. Ex-Snia Viscosa, Via Prenestina 173.
Per costruire un'iniziativa comune nella giornata dello sciopero generale e generalizzato e per dire alla città che non siamo disposti a pagare la loro crisi.

LA NOSTRA DIGNITA' NON è NEGOZIABILE
REDDITO E DIRITTI PER TUTT@ !

Assemblea cittadina martedì 14 ottobre, ore 17:00
presso il C.S.O.A. Ex-Snia Viscosa, Via Prenestina 173 (tram 5, 14 e 19, autobus 81 e 810)

Rete dei centri sociali - Rete dei movimenti di lotta per la casa - Rete per l'autoformazione La Sapienza

Notizie da Chiaiano

autore:
AnonimoReporter
Sommario:
Alcune notizie sulla giornata a chiaiano. Altre info su http://napoli.indymedia.org/ con aggiornamenti e diretta

RIFIUTI:4000 IN CORTEO ANTIDISCARICA,SCONTRI A CHIAIANO/ANSA NON POSSONO VISITARE SITO; LANCIO PETARDI, FORZE ORDINE CARICANO (ANSA) - NAPOLI, 27 SET - Alla fine ecco le scene già viste: cassonetti in fiamme e blocchi stradali, nel cuore della protesta antidiscarica, a Napoli, nel quartiere di Chiaiano, durante la manifestazione di circa quattromila persone, sulla quale prende il sopravvento chi lancia sassi e petardi. Le forze dell'ordine caricano al termine di una trattativa fallita per visitare il sito, che surriscalda il clima. Non era accessibile, era poco illuminato, chiarirà poi il sottosegretariato ai rifiuti Guido Bertolaso. È l'epilogo dello 'Jatevenne day', partito nel pomeriggio con un corteo organizzato dai comitati antidiscarica di Chiaiano e Marano. Ci sono anche No dal Molin di Vicenza e le Reti romane per il bene comune. Partono dalla stazione della metropolitana oltre mille persone, al seguito di uno striscione giallo: «Basta discariche e inceneritori, jatevenne». Non è l'unico: «Ponticelli, Serre, Andretta, Savignano: un'unica lotta contro la devastazione» si legge anche. La gente solidarizza, e aumenta strada facendo: le saracinesche si abbassano in via Santa Maria a Cubito; i residenti del quartiere esprimono in modi coloriti, come sempre, una profonda indignazione. «San Gennà te truvave facenn putiss squaglià nu poco e munnezza politica» (San Gennaro con il miracolo del sangue potevi sciogliere anche un pò di immondizia politica): ha scritto la signora Matilde, ad esempio. «In quelle cave ci sono persone che vogliono fare del male ai nostri figli - spiega - e questo per una madre è motivo per lottare sempre senza potersi mai arrendere». Sfila il parlamentare dell'Idv Franco Barbato: «La discarica avrà un costo di allestimento pari a circa 600 euro per tonnellata di immondizia, cioè il doppio di quanto costava mandare i rifiuti in Germania. Un sottosegretariato non può operare sperperando il denaro pubblico». Ma quando si arriva a via Cupa dei Cani, davanti al limite imposto dalle forze dell'ordine, schierate in tenuta antisommossa, il vento cambia. Inizia una trattativa: i manifestanti chiedono che una delegazione di cittadini possa entrare nella futura discarica, con i rappresentanti delle istituzioni. La protesta monta. Partono i petardi, i sassi e la polizia carica. Il bilancio parlerà di quattro agenti ustionati e contusi, del reparto mobile di Bari. «È mancato il buonsenso da tutte e due le parti - commenta il sindaco di Marano Salvatore Perrotta, che ha partecipato al corteo con una croce di legno e un drappo nero alla fascia tricolore. Il sito non era adeguatamente illuminato, si spiega intanto dalla struttura del sottosegretario Bertolaso: »Non è mai stato negato a rappresentanti delle istituzioni l'accesso al sito dove sarà realizzata la discarica - dice Marcello Fiori, coordinatore della struttura - e dunque già lunedì mattina il sindaco e gli altri rappresentanti degli enti locali interessati potranno entrare nella cava, dove tra l'altro sono già stati«. »Chi non potrà entrare sono invece i cittadini - conclude - in quanto il sito di Chiaiano è dichiarato di interesse strategico nazionale«. (ANSA). PGL-KVZ 27-SET-08 22:00 NNN

RIFIUTI: SINDACO MARANO, A CHIAIANO È MANCATO IL BUON SENSO (ANSA) - NAPOLI, 27 SET - È mancato il buon senso, stasera a Chiaiano, da tutte e due le parti: è di questo avviso il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, che commenta così gli scontri avvenuti sul luogo della manifestazione antidiscarica. «Abbiamo provato a mediare - dice in una nota - per una soluzione che permettesse di concludere senza problemi una manifestazione che si era svolta in assoluta calma e tranquillità. Invece è mancato quel buon senso che sarebbe necessario sempre, ed è mancato sia da una parte che dall'altra. La cosa che rammarica è che siamo di fronte a una autentica occupazione militare del territorio, che peraltro impedisce a centinaia di cittadini di rientrare nelle proprie abitazioni. Ci piacerebbe vedere un simile dispiegamento di forze dell'ordine contro la camorra ed invece abbiamo rischiato noi stessi, io come sindaco e l'onorevole Barbato, parlamentare della Repubblica, di finire sotto le manganellate». (ANSA). COM-PGL/BOM 27-SET-08 21:06 NNN

Chiaiano. Cariche al corteo contro la discarica

Autore:
Global Project Napoli
immagine:

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http://www.globalproject.info/art-17035.html

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Sabato 27 settembre 2008 20:11 Chiaiano - Cariche al corteo contro la discarica

Global Project Napoli
http://www.globalproject.info/aut-54.html

Caricato il corteo composto da migliaia di persone che oggi hanno raggiunto Chiaiano per protestare contro la discarica.
Lacrimogeni, camionette della polizia contro i manifestanti che si trovavano a pochi passi dalla cava bloccata da cordoni di forze dell’ordine che ne vietavano l’accesso. Come già annunciato nella conferenza stampa di ieri i comitati contro la discarica hanno rivendicato il diritto ad entrare nella cava e controllare lo status dei lavori.

Cronaca della giornata:
20.30 - E’ in corso una assemblea attorno al camion del presidio. Ascolta le le considerazioni di Laura
[ audio ]
http://www.globalproject.info/IMG/mp3/na_20.30_ultima....

20.15 - Sono quattro le strade bloccate tra Chiaiano e Marano dopo le cariche della polizia. "Stiamo cercando di riportare la situazione alla calma, stiamo bloccando la parte alta della strada del persidio con una barricata e stiamo bloccando il traffico cittadino..."
[ audio ]
http://www.globalproject.info/IMG/mp3/na_20.15_barrica...

19.40 - Le forze dell’ordine caricano il corteo giunto all’altezza del presidio
[ audio ]
http://www.globalproject.info/IMG/mp3/na_19.40_carica....

vai alla cronaca multimediale sul sito di chiaianodiscarica.it
http://www.chiaianodiscarica.it/

Agenzie on line:
’Jatevenne Day’ a Chiaiano contro la discarica, scontri con la polizia
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=86414

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http://www.globalproject.info/art-17035.html

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http://www.globalproject.info/index-it.html

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Da Albano a Chiaiano - Resisteremo un minuto di più - Solidarietà al popolo campano

autore:
Coordinamento contro l' inceneritore di Albano

Il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano - in lotta da tempo
per la chiusura della discarica di Roncigliano e contro il paventato
inceneritore di Cerroni & Co. - esprime la massima solidarietà e
sostegno a tutta la popolazione campana che da mesi si batte con
determinazione contro un piano rifiuti incentrato su inceneritori,
discariche e che prevede la costruzione dell'ennesimo scempio
ambientale: una mega discarica nella Selva di Chiaiano.

La battaglia del popolo campano è una battaglia contro tutti i poteri
forti, i quali si armano di autorità politica e militare per anteporre
gli interessi di pochi al benessere di intere popolazioni. E' una
battaglia per esprimere a gran voce la volontà di un popolo a
riprendersi il diritto di decidere sulla propria salute, i propri
territori, il proprio futuro!

A Chiaiano come in Val di Susa o a Vicenza, i processi democratici,
tanto millantati dalla classe politica, vengono sospesi per dar
spazio e legittimazione ad una spregiudicata violenza contro chi vuole
soltanto difendersi dall' ennesimo attacco imposto dall'alto. Leggi
speciali, occupazione delle terre, l' uso dell'esercito, sono solo
alcuni degli elementi di cui si arma il potere per proseguire lungo la
strada della devastazione.

Le popolazioni che sono in lotta, da mesi resistono a tutto questo, da
mesi costruiscono alternative e contro-informazione.
Per dar loro sostegno, perché la loro rabbia è la nostra rabbia, come
il 1° giugno scorso, il 27 settembre saremo di nuovo a fianco delle
comunità resistenti perché con loro Siamo tutt* Chiaiano! e
Resisteremo un minuto di più !

Coordinamento contro l' inceneritore di Albano

27 settembre manifestazione nazionale chiaiano ore 16.00

18 ottobre corteo cittadino NO inceneritore ad Albano Laziale ore 15.30

Chiaiano - Scade l'ultimatum del presidio. Tensione e blocchi

Autore:
Global Project Napoli
immagine:

http://www.globalproject.info/art-16886.html

Martedì 16 settembre 2008 12:38 Chiaiano - Scade l’ultimatum del presidio. Tensione e blocchi

Global Project Napoli
http://www.globalproject.info/aut-54.html

[ versione per la stampa ]
http://www.globalproject.info/print-16886.html

- Galleria Fotografica a cura di Alternative Visuali
http://www.globalproject.info/gal-16886.html

I cittadini di Chiaiano e Marano fronteggiano la polizia dopo il diniego all’ingresso nella cava da parte di una delegazione per ispezionare lo stato dei luoghi.

Video servizio di AMI Comunicazioni
http://www.agenziami.it/articolo/1456/Rifiuti+La+selva...

Alle 17.00 del pomeriggio di lunedì 15 settembre è scaduto l’ultimatum che il Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano aveva dato al governo per entrare nella cava del poligono per poter visionare lo stato dei lavori.
Alle 17:30 una delegazione di 200 cittadini di Chiaiano e Marano si sono incamminati verso la cava occupata dal mese di luglio dai militari dell’esercito.
I cittadini hanno percorso i sentieri della Selva fino a giungere a circa 100 metri dalla zona militare dove ad attenderli hanno trovato un impressionante schieramento di polizia e guardia di finanza.
Un lungo fronteggiamento c’è stato tra la delegazione di 200 cittadini e le forze del’ordine. Un’ora circa di tensione in cui i cittadini a mani alzate hanno provato a sfondare lo schieramento di polizia. Non sono mancati calci e spintoni da parte della polizia. Anche alcuni attivisti, che provavano a scavalcare lo schieramento delle forze dell’ordine arrampicandosi tra la vegetazione, sono stati scaravantetati a terra.
Il "no" del commissariato straordinario all’ingresso nella cava e’ stato motivato dalla struttura del generale Giannini con il diniego assoluto all’ingresso di tecnici di parte nella cava. Un segnale politico gravissimo che vuole oscurare completamente cio’ che sta avvenendo nella cava del poligono.
I cittadini e gli attivisti del presidio, verso le 18:30 si sono poi spostati verso la Rotonda Titanic dove e’ stato attuato un blocco stradale che e’ durato alcune ore. "Se non entriamo noi, stasera non entra nessuno" questa la dichiarazione che gli attivisti del presidio hanno annunciato dai megafoni prima di occupare lo snodo viario a Nord di Napoli.
Il blocco si è concluso verso le 20 dopo l’assemblea del presidio che si è tenuta sulla Rotonda Titanic bloccata.

La cronaca della giornata di Laura Marmorale, Global Project Napoli.
- [ audio ]
http://www.globalproject.info:51006/IMG/wav/REC010.wav

Il commento sulle mobilitazioni di Antonio Musella.
- [ audio ]
http://www.globalproject.info:51006/IMG/wav/REC011.wav

Intanto il presidio ha annunciato l’avvio di una forma di agitazione permanente fino al 27 settembre prossimo quando ci sarà lo Jatevenne Day, la manifestazione nazionale convocata contro la discarica e contro il piano rifiuti.

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http://www.globalproject.info/art-16886.html

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http://www.globalproject.info/index-it.html

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www.sergiofalcone.blogspot.com

Senza Manette, Sotto le Stelle

autore:
Doriana Goracci

Guerre violenze e ronde... ogni tanto leggere cose leggere, tanto più ad agosto, non fa male. Se poi si segue un pò, anche solo leggendo i giornali, la vita della Tuscia,a parte un po' di scaramucce politiche tra maggioranza e opposizione e fatti di cronaca nera, di questi tempi è tutta una festa, come quella del 12 agosto a Orbetello, i giornali la decrivono così: "E' nato un nuovo festival, Orbetello sotto le stelle Britti, Elio, Califano, Ron... Prima edizione all'insegna della musica italiana, del teatro e della comicità". Emerge lui, il Califfo: Franco Califano il 12 agosto ha ricevuto il premio alla carriera che gli è stato consegnato nelle mani dal sindaco di Orbetello nonchè ministro Altero Matteoli, madrina della serata Enrica Bonaccorti.
Vado avanti e scopro, si sa che succede, che un po' tutti hanno presentato la loro ultima fatica editoriale.
Enrica Bonaccorti, conosciuta come conduttrice di svariati programmi televisivi e radiofonici, ma in effetti anche attrice teatrale e cinematografica, dal 1998 tornò alle reti del network Mediaset per condurre il programma Strada Facendo, per poi dal 24 settembre 2007 condurre su RaiUno il programma "Tornando a Casa", da Mamma Rai certo e cammina cammina ha potuto presentare anche lei “La Pecora rossa” , il suo "primo, crudele romanzo, edito da Marsilio, 224 pagine".

Franco Califano invece ha avuto modo nella fantastica serata di presentare il libro biografico "Senza Manette", curato da Pierluigi Diaco che lo racconta così: "il volume presenta uno dei protagonisti più celebri e discussi della musica italiana, quello che è stato definito - a ragione - l'ultimo maudit dello spettacolo nostrano...Schietto e amante delle donne, ''Il Califfo'' è riuscito a conquistare un ruolo mitico non solo per il pubblico che lo ha seguito negli anni del suo boom, ma anche per le giovani generazioni, che lo hanno eletto a loro maestro di pensiero, trovandolo molto più spiazzante e originale di tanti loro coetanei".
Altro che "l’eterna macchietta dell’ex galeotto"dal titolo del tour e del libro: giova ricordare che "per i suoi costumi, la società di allora non tollerava" il Califfo e diventò un vizioso, quasi un mostro e nel 1970 viene arrestato per possesso di stupefacenti. Purtroppo nel 1983 finisce ancora una volta in carcere con una nuova accusa di detenzione di stupefacenti e di porto d'armi abusivo. Ma lui è forte: il 15 dicembre del 2006 tenne un concerto a favore dei detenuti della Casa Circondariale di Roma Rebibbia in collaborazione con l’associazione La Mia Libertà nata per promuovere azioni a favore delle persone recluse, per la quale il cantautore riveste la carica di Presidente Onorario. Nel 2005 riceve una laurea honoris causa in Filosofia della New York University e, nel frattempo, partecipa alla terza edizione del reality show "Music Farm" condotto da Simona Ventura. Il 27 novembre 2007 incontra a Bari, Facoltà di Giurisprudenza, gli studenti universitari di Azione Giovani con tanto di locandina che lo definisce "Magnifico Rettore Dell'Università della Vita".
Califano è quello del Blog Berlusconi che, se il 30 luglio 2008 titola Napoli è finalmente pulita!- il 10 luglio 2007 annuncia:"Il Califfo": una delle prime vittime delle espropriazioni dei comunisti ...Io e il Califfo siamo amici da anni, lo stimo come cantante e come autore di belle canzoni d'amore, oltre che come uomo. Infatti dal momento che "A Roma, nella zona san Paolo i comunisti di Diliberto hanno organizzato l'ennesima festa della cultura (nun se ne po più de questa cultura dei comunisti..) ma hanno avuto l'infelice idea di chiamarla col titolo di una famosa canzone del "Califfo": Tutto il resto è noia". Si arrivò alle elezioni e Berlusconi blog poteva dire con tutta serenità:"volevo analizzare il comportamento ormai tracotante dei comunisti: se vanno al potere inizieranno ad espropriarci di tutto io posso sopportarlo ma cosa farà la povera gente che ha lavorato una vit per costruirsi una casa o non ha ancora finito di pagare le rate della macchina? Prima si prenderanno le case, poi le macchine per di stribuirle ai marocchini e agli extracomunitari (quelli beninteso che non lavorano)" e Califano rispose""Aoh! Con tutti i comunisti che c'hanno a disposizione, da Marx a Fidel Castro e tutta quell'accozzaglia, dovevano prende er titolo della mia canzone per la loro festa della cultura? Proprio a me che sono completamente er contrario dei comunisti? E me devo sentì chiedere da quelli che me conoscono se sono passato dall'artra parte? Io?" Ma che se n'annassero aff......, sti zozzi..." Califano nel suo libro Senza Manette non ha reticenze a parlare di un'altro amore: ''Si', è lui che mi ha fatto scattare dentro qualcosa, e allora mi sono riavvicinato a Dio. A me (Ratzinger) ha dato emozione, ed è la cosa più importante per credere in Dio, almeno per me. Io ho sempre cercato di credere in Dio e di essere più cattolico di quanto non sia, ma siccome non mi piace il mistero, ho avuto difficoltà ad abbandonarmi alla fede, soprattutto senza ricevere nemmeno un segno. Mi sa che adesso il segno è arrivato, con questo Papa... che mi fa innamorare...''

Ma veniamo a chi ha premiato il Califfo: è il nuovo ministro dei Trasporti Altero Matteoli, nuovo si fa per dire, a parte l'età che è del '40. Altero Matteoli dice Wikipedia"è un politico italiano.Ragioniere, dirigente di azienda, aderisce ad Alleanza Nazionale. Esponente del Movimento Sociale Italiano, ne è stato segretario regionale per la Toscana. È deputato dal 1983 (IX Legislatura) al 2006 (anno in cui è eletto in Senato). Fra le attività parlamentari, è stato membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle associazioni criminali e similari, redigendo una relazione sulla collusione tra mafia e politica. Alle ultime elezioni politiche del 2001 è stato eletto alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Lucca per la coalizione della Casa delle Libertà. Dall'11 giugno 2001 ricopre la carica di Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio (Governi Berlusconi II e III). Al termine delle elezioni politiche del 2006 conquista un seggio al Senato e viene nominato capogruppo a Palazzo Madama di AN. È stato eletto sindaco di Orbetello il 29 maggio 2006".
Ma è anche stato imputato a Livorno per favoreggiamento verso l’ex prefetto di Livorno, che avrebbe avvertito di indagini e intercettazioni in corso su uno scandalo di abusi edilizi all’isola d’Elba, consentendo a lui e ad altri indagati di inquinare le prove e di distruggere carte e addirittura computer, con gravi danni per le indagini. Il processo è iniziato il 20 ottobre 2006. Ma il 17 maggio 2007 la Camera l’ha bloccato (394 voti favorevoli, 2 contrari e 32 astenuti), sollevando un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Corte Costituzionale contro il Tribunale dei ministri che, spogliandosi del caso in quanto Matteoli è accusato come comune cittadino e non come ex ministro, non ha ritenuto di chiedere alla Camera l’autorizzazione a procedere prevista per i ministri accusati di reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni. Così il processo, in attesa della Consulta, si ferma.
Impossibile dimenticare che è anche il ministro che il 30 giugno 2008 , nell'accordo raggiunto per la Torino-Lione meglio nota come Tav, con intesa ottenuta dopo un anno e mezzo di confronto, ha dichiarato:"L'opera si fa e questo è un successo della filosofia del dialogo". Che per l'Emergenza Rifiuti , firmata la tregua tra Bertolaso e sindaci e dopo le manifestazioni a Chiaiano in cui Bertolaso chiese e ottenne 24 ore di calma per far lavorare i tecnici, annunciò: "sciogliere i comuni anti-discarica". Che l'11 agosto 2008, riguardo ai morti e al sangue sulle strade, ha chiesto : "Scatole nere in tutte le auto. Dopo che la patente a punti ha affievolito la sua funzione deterrente, penso che perdere l'auto, specie per chi ci lavora, dovrebbe incutere abbastanza paura. E anche se continuo a pensare che la confisca sia una misura incostituzionale, è necessaria".
L'Altero Matteoli, instancabile, presenzia al discorso a Viterbo di Mazzoli e Marini: "Incontro positivo, l'aeroporto si avvicina", dicono i due e così è buon gioco per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, affermare: " il governo passa dalle parole ai fatti". Arriva la Cabina di Regia!

Come giustamente ricorda il Gens Festival:" Se vi trovate qui, vuol dire che avete molto da dare per la nostra Patria. Qui non abbiate paura di essere politicamente scorretti; l'obbiettività non conosce regole: o si è sinceri o non lo si è". Proponevano, per un bel concertone, tutta una rosa di Destra: er mejo Fiore era non solo quello che porta il cognome così, ma Il Califfo, premiato per la sua carriera, ad Orbetello. Come dice Vito Schepisi, sull'Occidentale:"Dalla politica e dalla giustizia gli italiani chiedono soluzioni, interventi e certezze, chiedono la prevenzione e la repressione del malaffare e la ripresa di un dialogo democratico in cui siano messi al bando gli eccessi, nella convinzione che in caso contrario debba prevalere la politica che ha il consenso del popolo e non il giustizialismo ed il suo tintinnio di manette. C'è bisogno di giustizia, non di giustizialismo e tintinnio di manette. Lo ha stabilito il popolo! ".

Sarà Enrico Montesano a chiudere, la sera di Ferragosto, la prima edizione di "Orbetello sotto le stelle", con il patrocinio del comune di Orbetello, nel Parco dell'Idroscalo e la notte brillerà di più, Senza Manette, in un sempre più rapido futurismo creativo, Sotto le Stelle e gli occhi di Tutti.

Doriana Goracci

chiaiano è sola?

L’appello che segue è stato proposto da alcuni giornalisti e scrittori come Guido Piccoli e Maurizio Braucci. Per aderire inviare una mail a antoniabasura@gmail.com

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Chiaiano è sola?

Sono trascorsi alcuni giorni dalle cariche di polizia, dalla tregua stipulata con il sottosegretario Bertolaso e dall’entrata dei tecnici nelle cave per verificarne l’idoneità a ospitare una discarica da 700mila tonnellate. Nell’attesa, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano continuano a presidiare pacificamente i luoghi della contesa. Nei capannelli che si formano tra i gazebo all’ingresso delle cave, le persone ripercorrono a mente fredda gli ultimi avvenimenti, analizzando il resoconto fatto dai media degli eventi di cui sono state protagoniste. E in quei racconti, nessuno si riconosce.
Nei giorni di fuoco della protesta i cronisti di radio, giornali e televisioni hanno descritto chi si opponeva alla discarica come una folla di strani e sconsiderati personaggi, inventando storie di armi, droga e camorra per screditare i più giovani e attivi; insinuando come gli uomini sacrificassero senza scrupoli madri, mogli e figli sulla prima linea delle barricate; diffondendo notizie palesemente false come quella delle bombole del gas legate a un petardo, non confermata neanche dalle forze dell’ordine.
Gli editorialisti “democratici” (inutile soffermarsi sugli altri) hanno sostenuto, come fanno ormai puntualmente quando una comunità si oppone alla devastazione del territorio in cui vive, come sia giusto chiedere questo sacrificio alla gente di Chiaiano, quanto sia dolorosa ma inevitabile la decisione di scaricare i rifiuti nelle cave; con le solite acrobazie verbali, hanno giustificato la violenza sui manifestanti con la presenza di infiltrati o lanciatori di pietre, compatendo le persone “perbene” che protestavano come se fossero in balia di imprecisati manovratori o diabolici facinorosi di strada.
Era accaduto lo stesso a gennaio, a Pianura, nei giorni in cui l’opposizione dura e determinata degli abitanti della zona flegrea aveva impedito la riapertura di una discarica chiusa da tredici anni, un provvedimento che a posteriori è stato unanimemente giudicato deleterio dalle stesse istituzioni. Come a Pianura, anche a Chiaiano il sindaco di Napoli e i componenti del consiglio comunale si sono tenuti a distanza, mostrandosi colpevolmente incerti e confusi sulle decisioni da prendere; la stessa linea ha adottato il governatore della Regione, che ormai da mesi ha abdicato alle sue funzioni per chiudersi in un bunker da cui uscirà solo tra un anno per occupare la sua poltrona nel parlamento europeo. Entrambi si sono limitati ad approvare, e anzi a sollecitare, le misure anticostituzionali adottate dal governo centrale.
Come a Pianura, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano chiedono di non fare una discarica in un terreno palesemente non idoneo, già destinato a parco naturale. In cambio ricevono dalle elite intellettuali e istituzionali della città, nel migliore dei casi silenzio e indifferenza, se non esplicito scherno e rimprovero. È questo – l’isolamento, la demonizzazione, il pregiudizio – quello che si merita Chiaiano e con Chiaiano tutta la città?

L’emergenza come tecnica di governo dura in Campania dai mesi successivi al terremoto del 1980. Un dispositivo che consente di espropriare la democrazia ai cittadini per comporre interessi non sempre trasparenti, come emerge da numerose inchieste giudiziarie. Ma se questo è il meccanismo, perché non provare a uscirne con un radicale cambiamento, cercando di restituire democrazia e responsabilità, ma anche le scelte ai cittadini. Oggi la loro protesta non è solo localismo. È anche una reazione a questo esproprio di democrazia.
Nella concezione della stampa, degli intellettuali, della classe dirigente, la parte giovanile e sottoproletaria di questa città appare sempre passiva rispetto alla cosa pubblica, oppure se si mobilita lo fa perché prezzolata da loschi interessi. Al contrario, con i suoi codici e le sue contraddizioni, questa composizione sociale (tutta o in parte) cerca una collocazione nel sentimento civico della comunità, riuscendo finalmente a interagire con altre tipologie di cittadini che si riconoscono in questa lotta.
Si cita spesso la camorra. Come una spiegazione che non spiega molto, perchè non si prova mai davvero a ricostruirne gli interessi. Se analizziamo il passato recente, la camorra sembrerebbe più incline all’apertura che non alla chiusura delle discariche, avendo dimostrato di saper entrare nel loro funzionamento (compravendita dei terreni, trasporto dei rifiuti, sversamenti abusivi, ecc.). E se la camorra può far pesare i suoi interessi in queste vicende, le responsabilità non sono certo dei cittadini che protestano ma dei gruppi dirigenti che gli hanno più volte aperto la porta.
Il decreto Berlusconi infine. Si inserisce perfettamente in questa filosofia emergenziale. E lo fa in più punti: nella costituzione di una superprocura che controlli le inchieste accettabili e quelle “inadeguate”, col rischio che queste ultime siano sempre quelle che colpiscono chi ha maggiori poteri e responsabilità nello sfascio; nella possibilità di agire in deroga alle norme igienico-sanitarie e ambientali; nella possibilità di stoccare in discarica diverse tipologie di rifiuti speciali e tossici; nello stanziamento senza controllo di altri 150 milioni di euro che permetterà di assegnare le infrastrutture senza gara d’appalto; nello stabilire uno stato d’eccezione con norme penali ad hoc per colpire chi protesta. Allo stesso tempo non si aggiunge niente per il problema dello sversamento abusivo di rifiuti tossici, che sembra del tutto rimosso.

Ma esistono altre vie d’uscita dall’emergenza! Un piano con dieci discariche e quattro inceneritori è un piano di trent’anni fa… Si è cominciato chiudendo le discariche (come chiedevano le direttive europee) e si finisce col tentativo di aprirne dieci.
Ma se davvero il commissario aveva poteri speciali, negli ultimi mesi avrebbe dovuto ridurre drasticamente gli imballaggi, separare almeno il secco dall’umido per togliere la parte putrescente, provvedere ad allestire impianti per la trasformazione dei rifiuti differenziati, in grado di ricavare compost (utile per bonifiche e agricoltura), nuovi polimeri dalla plastica, nuovo vetro. La Sassonia (Ansa, 21 maggio) ci ha appena detto che differenzia “a valle” la nostra immondizia. Percentuali altissime con impianti che potrebbero essere costruiti in breve tempo e con tecnologie molto più semplici degli inceneritori. Perchè non si può virare il piano in questa direzione, visto che questo chiedono le legittime paure delle comunità? E perchè si continuano a fare scelte così bizzarre: aree vulcaniche come Terzigno; l’unico polmone verde di Napoli, come la Selva di Chiaiano ed altre ancora.
Insomma, si chiede ai cittadini di sacrificarsi al buio, senza nessun segnale di inversione reale di rotta, di emancipazione dalla sudditanza agli interessi forti, di affermazione del principio di responsabilità per cui chi ha sbagliato (e sono tanti, anche nell’imprenditoria, non solo Bassolino) deve andare a casa.

Con questo appello intendiamo esprimere la nostra solidarietà alle persone che abitano nella zona delle cave, che animano i presidi e partecipano alle manifestazioni contro la discarica; intendiamo non rimanere in silenzio come i nostri politici e rivolgiamo ai mass media l’esigenza di un racconto dei fatti il più possibile oggettivo, approfondito e non pregiudiziale. Il territorio di Chiaiano non appartiene solo a chi lo abita, ma è un patrimonio di tutta la città e da tutta la città va difeso.

Emergenza rifiuti: fermare le discariche e gli inceneritori inquinanti è un diritto

autore:
EveryOne Group
Sommario:
"Useremo la forza," tuona Berlusconi contro i cittadini che proteggono le loro famiglie da una catastrofe tossica. Ma la protesta contro gli abusi istituzionali che ci minacciano è un diritto

Il decreto del governo che dovrebbe risolvere l'emergenza spazzatura a Napoli è stato considerato dai funzionari di Bruxelles ''in contrasto con la normativa comunitaria in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti''. Senza farsi scoraggiare dalle parole del Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che ha annunciato l'uso della forza contro i cittadini di Chiaiano che manifestano il loro dissenso contro la prevista discarica, il corteo promosso dai comitati antidiscarica di Chiaiano si svolgerà oggi come previsto. Parteciperanno alla manifestazione centri sociali e associazioni per i diritti civili provenienti da tutta Italia: da Messina e dalla Calabria i No ponte, dalla Val di Susa i No Tav, dal vicentino i No dal Molin, Da Roma numerosi rappresentanti dei Cobas. Saranno presenti inoltre i centri sociali Ska Ancona, Officina 99, Insurgencia e il Gruppo EveryOne. "Affianchiamo i coraggiosi cittadini che si oppongono alla discarica," dichiarano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "perché è accertato dai più qualificati geologi del mondo che il progetto del Commissario di Governo contro l'emergenza rifiuti causerebbe un disastro ecologico e umanitario. E' irresponsabile che il governo abbia ignorato gli avvertimenti di specialisti come il professor Franco Ortolani, ordinario di geologia presso l'Università di Napoli Federico II, che ha dimostrato come le cave di Chiaiano e gli altri siti in Campania destinati alle discariche non siano idonei a tale scopo, perché ubicati in ammassi rocciosi permeabili interessati, per di più, da dissesti idrogeologici. L'impermeabilizzazione di tali siti - continuano gli attivisti - potrebbe durare, nel migliore dei casi e salvo il probabile verificarsi di frane rapide lungo i versanti delle fosse, 15 anni. Le probabilità di inquinamento delle vicine falde idriche sono enormi e le conseguenze sarebbero catastrofiche non solo per la salute dei cittadini e dell'ambiente di Napoli, ma anche per i milioni di consumatori, sparsi in tutto il mondo, di prodotti tipici della Campania". Il Gruppo EveryOne lancia l'allarme ambiente e salute, ponendo in rilievo il pericolo che incomberebbe su ognuno di noi qualora fossero realizzati i progetti governativi. "Le discariche ci colpirebbero in maniera subdola, disperdendo sostanze tossiche che ci ritroveremo poi nei cibi," spiega Laura Todisco di EveryOne, che sta monitorando l'emergenza inquinamento a Napoli, "mentre l'ipotesi di termovalorizzatori inadeguati darebbe origine a nubi inquinanti e a uno spaventoso aumento dei casi di tumore maligno nonché di altre gravi patologie. Il nostro Gruppo propone l'istituzione di una commissione di esperti scelti da un organismo super partes e di una Task Force idonea ad affrontare seriamente un problema tanto grave".

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

Solidarietà a Chiaiano

autore:
Gruppo Anarchico "Senza Patria"
Sommario:
Solidarietà a Chiaiano

Solidarietà a Chiaiano e a tutte le popolazioni in Rivolta!

Contro lo Stato

Contro il Capitale

Gruppo Anarchico "Senza Patria", Benevento, per il momento da nessun luogo

http://gaa.noblogs.org

gruppoantagonistaantiautoritario@autistici.org

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