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URGENTE. PURGA ETNICA IN CORSO AL CASILINO 700. AZIONE UMANITARIA COORDINATA E IMMEDIATA

autore:
Gruppo EveryOne
Sommario:
E' iniziato all'alba dell'11 novembre. Pericolo diaspora e dramma umanitario fuori controllo

Roma, 11 novembre 2009

URGENTE A ROMA

ROM: PULIZIA ETNICA AL "CASILINO 700". EVITIAMO TRAGEDIA UMANITARIA

Agli attivisti. Alle Istituzioni internazionali. Ai pochi rappresentanti istituzionali ancora rispettosi dei Diritti Umani. Alle persone di buona volontà

Chiediamo agli amici romani di monitorare la situazione nel campo nomadi sotto sgombero. Se conosciamo le autorità romane, cercheranno di lavarsi la coscienza (e di evitare di essere accusate di crimini contro l'umanità) offrendo un posto in squallidi dormitori a donne e bambini, ma proponendo di smembrare le famiglie. Ricordiamo che donne e uomini Rom, nell'atto di unirsi in matrimonio, giurano di non separarsi mai, neanche nella cattiva sorte e che dunque, nel caso di tale iniqua proposta, non accetteranno, trovandosi sulla strada con un clima ostile e senza una meta. E' importante evitare l'ennesima violazione dei diritti fondamentali di queste famiglie, che sono coraggiosamente rimaste unite nonostante l'efferata persecuzione, gli atti di razzismo, la crudeltà della città di Roma nei loro confronti. Se i carnefici le obbligheranno a incamminarsi in una "marcia verso il nulla" si verificheranno lutti e tragedie umanitarie, perché non esistono a Roma neanche le minime forme di accoglienza e sussidio per famiglie in difficoltà. Abbiamo iniziato a dialogare con le forze politiche non completamente intolleranti, ma c'è bisogno di un piano urgente per tenerle al sicuro in attesa di soluzioni umanitarie definitive ed evitare una tragica diaspora che impedirebbe di identificare i nuclei familiari perseguitati. Vi preghiamo di comunicarci qualsiasi notizia. Restiamo uniti e creiamo una rete solidale contro questo spaventoso orrore che ci circonda e colpisce i più vulnerabili fra gli esseri umani. Qui sotto, il trafiletto che annuncia l'inizio dell'operazione di purga etnica:

Immigrati: sgombero campo nomadi a Roma
11 Novembre 2009 09:31 CRONACHE

Roma, 11 novembre 2009. - La Polizia di Stato sta sgomberando dall'alba di stamani un campo nomadi abusivo chiamato Casilino 700, in via dell'aeroporto a Roma, nella zona adiacente il parco di Centocelle. Per ora e' stato abbattuto un terzo delle baracche. Ancora incerto invece il numero dei nomadi presenti nel campo, 300 secondo l'ultimo censimento. "Il personale del Comune di Roma - ha spiegato un dirigente della polizia - e' presente per offrire assistenza a donne e bambini". (RCD)

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Contatti:

Gruppo EveryOne

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“STRANIERI OVUNQUE”: presentazione di «Zapruder» n.19, Roma - “Casilino 900”

18/09/2009 - 16:30
18/09/2009 - 21:00
Etc/GMT+1
Promotore evento:
Zapruder/Storie in movimento

Presentazione del numero 19 di
«ZAPRUDER. RIVISTA DI STORIA DELLA CONFLITTUALITÀ SOCIALE»
(a cura di Andrea Brazzoduro e Gino Candreva):

STRANIERI OVUNQUE

Gitanos, gypsies, kalé, manouches, rom, romanichels, sinti; ma anche caminanti, travellers e viaggiatori: popolazioni, gruppi e persone diverse che in Italia (a differenza della maggioranza degli altri paesi europei) sono comunemente designate come «nomadi», anche dalla stampa progressista che lo ritiene un gesto di particolare sensibilità umana e politica rispetto al più connotato «zingari» (che invece rivela solo quello che «nomadi» cerca maldestramente di nascondere).

A partire dalla questione del nome «Storie in movimento» ha aperto un cantiere di ricerca secondo le modalità di lavoro che lo contraddistinguono come laboratorio storiografico atipico. Tenendo insieme alto e basso, analisi delle fonti e registro divulgativo, attraversando entrambe i territori (spesso reciprocamente ostili) della storiografia universitaria e di pratiche di ricerca meno distanti dalla storia nel suo farsi, questo numero di «Zapruder» si propone come un’indagine – parziale, frammentaria e non sempre consensuale – di una realtà complessa quanto misconosciuta.

A fronte delle grida scomposte contro il «pericolo zingaro» e allarmati dal conseguente manifestarsi di una gamma di fenomeni che va dal micro-fascismo al pogrom (pensato, declamato, desiderato e in qualche caso agito), «Storie in movimento» si è sforzata di capire, di adoperare gli strumenti che le sono propri, quelli della critica storica, per cercare di vedere le cose più da vicino (ma anche più da lontano).

Discuteremo di questo percorso con gli abitanti di uno dei più grandi “campi rom” d’Europa, «Casilino 900», con lo scrittore Najo Adzovic, insieme al collettivo Stalker/Osservatorio nomade e agli autori.

Venerdì 18 settembre 2009 ore 16:30
«CASILINO 900», via Casilina 900 - Roma

A seguire musica e cucina romanì
Con la speciale partecipazione di Bianca Giovannini alla voce, Ludovica Valori alla fisarmonica.

Organizzano:
Storie in movimento
Zapruder. Rivista di storia della conflittualità sociale
Stalker/Osservatorio nomade
Najo Adzovic (Casilino 900)

www.storieinmovimento.org;
info@storieinmovimento.org
349 5014996

GeografieDell'Oltrecittà 23+25/7

23/07/2009 - 17:30
26/07/2009 - 02:53
Etc/GMT+1
Promotore evento:
CdQ Massimina, Stalker-ON, comunità del campo rom La Monachina, ViviMassimina, RadioSonar.Net

G.R.A.* Geografie dell'Oltrecittà

In cammino per una inversione di marcia
giro a piedi del G.R.A. 21 marzo - 21 giugno 2009

Un’azione comune proposta da Stalker – Osservatorio Nomade

*Grande Racconto dell’Andare
*Geografia delle Reti Autopoietiche

leggi tutto su http://liberaroma.org/cms/index.php?option=com_content...

Giovedì 23 luglio 2009 - SOSTA 01
dalle 17,30 a via Libetta 15 1° piano (metro B Garbatella)

Presentazione delle mappe dell'esperienza del giro del raccordo e delle zone dell'Agro Romano dove ipotizzare proposte di progettualità condivisa

Sabato 25 luglio 2009 - SOSTA 02
parco pubblico di Massimina
via Romano Guerra 50 angolo via della Massimilla

FESTA DI MASSIMINA
CdQ Massimina, Stalker-ON, comunità del campo rom La Monachina, ViviMassimina

ore 16 esposizione di un prototipo di pannello solare termico autocostruito con materiali di recupero con la comunità del campo rom della Monachina. e spiegazione del processo di autocostruzione.

ore 18 incontro pubblico su massimina, il territorio, l'ambiente - presentazione del 'Gioco della città' : l'esperienza del giro del raccordo a piedi e in particolare di alcuni luoghi notevoli del quartiere

ore 19.30 camminata attraverso la valle tra la massimilla, via santini, consorzio diamante e via gioele solari: ipotesi di un percorso di ricucitura delle due zone di massimina e recupero degli spazi inutilizzati con orti sociali e sentieri di connessione

dalle 20.30 cena multiculturale, con un forno a legna autocostruito alcune donne rom cucineranno le loro specialità

serata musicale e proiezione video con Radiosonar

Alemanno contestato al S.Maria della Pietà

autore:
Coordinamento Collettivi Roma Nord

Di nascosto e di corsa ... come i ladri ed i topi ....

Così protetto da una incredibile testuggine fatta da digos, carabinieri e camerati vari, con la testa bassa al punto che, all'interno di quella falange di body guards, è stato impossibile - essendo notoriamente bassino - anche vederlo ... e con la velocità da centometristi che ha caratterizzata tutto il composito drappello ....

Così ieri Alemanno si è presentato al padiglione 28 del S.Maria della Pietà, con oltre un ora di ritardo sull'orario previsto ... e dopo un giro turistico, di mussoliniana memoria, ed altrettanto velocissimo per i quartieri di Primavalle e Torrevecchia, con i vigili - pressochè assenti dalle strade nei giorni normali - ieri mobilitati in pompa magna a bloccare incroci, strade per pare appunto passare il velocissimo e minimo "corteo presidenziale" ....

Non bastasse questo, vista la presenza sin dalle 18,30 fuori dal padiglione 28 di un nutrita rappresentanza di compagni ( in particolare dei collettivi studenteschi della zona, degli occupanti della case di Via Pietro Bembo,del Collettivo Antagonista Primavalle, dei comitati di quartiere del Quartaccio e di Torrevecchia e dell'Ass.ne Ex Lavanderia che occupa il padiglione 31 dello stesso S.Maria della Pietà) qualche sciacquino locale del sindaco ha pensato pure di far affluire sul posto in tutta fretta anche una ventina di fascistelli del cosiddetto gruppo Roma Nord ma anche di CasaPound.

Fascistelli naturalmente pronti ( praticamente gli unici tra le centinaia di cittadini presenti) ad applaudire freneticamente l'arrivo semicomico del suddetto drappello di speedygonzales in erba e qualcuno persino a gridare "duce, dice" all'indirizzo del lillipuziano sindaco con la celtica.

Un grido di massa che scandiva al loro indirizzo il meritato "servi dei servi dei servi dei servi " nonchè l'altrettanto meritato "galoppini e buffoni" chiudeva il confronto ....

A chi interessasse sapere di più su cosa ha detto Alemanno all'interno del Padiglione 28, qualcosa è riferito a questo link :

http://www.ciardullidomenico.it/Comunicati/alemanno_a_...

[video] Antonio Moresco & Giovanni Giovannetti, Un viaggio tra i Rom di Slatina e Listeava in Romania

autore:
(((A)))

Come olio nell'acqua. Incontri in biblioteca all'IIS Kandinsky di Milano, 29.01.2009.

Antonio Moresco e Giovanni Giovannetti, Un viaggio tra i Rom di Slatina e Listeava in Romania. Tra persone costrette a vivere in case di fango o dentro buche scavate nel terreno, ai confini del mondo "civilizzato", dentro quella fascia di miseria che attraversa il ventre dell'Europa: "Tutto questo perchè? Per quale ragione? Per quale disegno? Per quale sogno?". Presentazione del libro I fantasmi diventano persone, a cura di Marta Stefanelli e Luca Menghinelli. Intervento di Sever Mihai con la Banda del villaggio solidale.

http://video.google.it/videoplay?docid=-63687804675497...

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I dati del Dap dimostrano la grave persecuzione giudiziaria di Rom e migranti

autore:
Gruppo EveryOne
Sommario:
Dati che destano immenso sconcerto. Addirittura paradossale la percentuale di abusi giudiziari sui Rom

I dati forniti dal Dipartimento amministrazione penitenziaria dimostrano che è in corso in Italia una grave persecuzione poliziesca e giudiziaria contro gli stranieri e soprattutto contro i Rom

Roma, 4 maggio 2009. In nessun Paese civile, se non ai tempi delle leggi razziali, accade che la percentuale di detenuti nelle carceri sia sproporzionata - fra italiani e stranieri - come in Italia. Fra "regolari" e "clandestini", gli stranieri presenti in Italia costituiscono circa l'8% della popolazione. Tenendo conto di situazioni di povertà e di esclusione sociale che statisticamente pongono gli stranieri in un rischio maggiore, rispetto ai cittadini di uno Stato, di commettere reati, soprattutto furti, la loro percentuale relativa alla popolazione carceraria italiana dovrebbe oscillare fra il 10 e il 12%. I dati forniti dal Dap, il Dipartimento amministrazione penitenziaria, indicano invece che il 38% dei detenuti in Italia è costituito da cittadini stranieri. In alcune carceri, come ha ricordato oggi il capo della Polizia Antonio Manganelli, la percentuale di immigrati raggiunge addirittura il 60, 70 o addirittura 90%. Secondo i movimenti razzisti e i politici xenofobi, il dato dimostrerebbe come gli stranieri sarebbero geneticamente portati al crimine, assai più degli italiani (che paradossalmente posseggono il record mondiale per quanto riguarda il "fatturato" proveniente da attività criminali: 150 miliardi di euro annui in Italia, 500 miliardi nel mondo). Queste non sono "teorie balzane", ma è un'evidenza inconfutabile dei livelli ormai fuori controllo del razzismo e della xenofobia in Italia, che si riflettono su forze dell'ordine e magistratura, causando un numero enorme di abusi polizieschi e giudiziari. Si può facilmente stimare, infatti, che su circa 20 mila detenuti stranieri, almeno 14 mila (in base alle statistiche suesposte) siano vittime di abusi giudiziari e si trovino ingiustamente dietro le sbarre. Un altro dato, riguardo alla percentuale di stranieri nelle carceri, è sconcertante: il 54,5% della popolazione carceraria femminile (nel suo complesso, donne italiane e donne straniere) è costituito da donne di etnia Rom! Se teniamo conto che le donne Rom in Italia costituiscono lo 0,09 della popolazione, è facile rendersi conto dell'aberrazione cui è giunta la giustizia razziale.

No a Mario Mauro presidente del Parlamento europeo: non ne rappresenta le finalità civili e democratiche

Autore:
Gruppo EveryOne
Sommario:
Mario Mauro ha manifestato ideologie ostili a Rom, omosessuali e minoranze etniche in Italia: non è uomo di Diritti Umani

No a Mario Mauro presidente del Parlamento Europeo: non rappresenta i valori espressi dalla Carta dei diritti fondamentali nell'Ue, è portatore di ideologie omofobe e xenofobe, mette in discussione le conquiste civili e democratiche europee

del Gruppo EveryOne – www.everyonegroup.com

Roma, 2 maggio 2009. Il 20 maggio 2008, un anno fa, Mario Mauro (Pdl, attuale vicepresidente del Parlamento europeo) affermò che il problema dell'emarginazione e della persecuzione istituzionale dei Rom in Italia era solo "un pretesto della sinistra europea per delegittimare il governo Berlusconi" e annunciò un importante strumento del governo che avrebbe garantito dignità e integrazione al popolo Rom. Lo strumento lo hanno visto tutti: sgomberi brutali, senza alcuna alternativa di alloggio, senza assistenza a malati, bambini, donne incinte. Un carosello dolente di espulsioni, provvedimenti razziali, limitazioni dei diritti fondamentali. Una tragedia umanitaria che sarà ricordata dai posteri come un nuovo Olocausto.
L'on. Mauro, favorevole anche al rilievo delle impronte digitali per i Rom, ha più volte giudicato inaccettabili e infondate le considerazioni del Commissario europeo Thomas Hammarberg riguardo alla condizione dei Rom in Italia.
Ma le posizioni di Mario Mauro nei confronti di altre minoranze non sono meno gravi. Secondo l'on. Mauro, infatti, nel Parlamento europeo esisterebbe una "lobby gay" guidata dall'intergruppo LGBT capeggiato dall'eurodeputato Michael Cashman. L'Unione europea, sempre secondo Mario Mauro, sarebbe “incompetente a disciplinare famiglia, convivenze more uxorio e unioni omosessuali”. L'on. Mauro è inoltre contrario al Gay Pride, la più importante manifestazione per i diritti delle persone omosessuali e transgender e, cosa ancora più sconcertante, nel corso del suo mandato, ha contestato l'approvazione al Parlamento europeo di una risoluzione contro l'omofobia, dichiarando: "La Risoluzione sull'omofobia è un documento ideologico che ha ben poco a che fare con la concreta tutela dei diritti fondamentali delle persone, ma suona molto di più come un manifesto inneggiante alla distruzione dei valori che hanno originato l'Unione Europea come progetto politico". Approvando simili tesi, apertamente in contraddizione con i trattati e anche con il buon senso, si ottiene il solo esito di favorire il distacco dei cittadini dalle nostre Istituzioni”. Mauro è anche il contestatore per eccellenza della “Relazione sui diritti fondamentali nella Ue nel periodo 2004-2007”, redatta dall'eurodeputato Giusto Catania e approvata con 401 voti favorevoli, da lui definita "sfrontatamente ideologica e per molti versi sconclusionata". Forse proprio perché tutela i diritti, tra gli altri, di Rom e persone omosessuali discriminate?
In questi giorni si parla di Mario Mauro come di possibile "guida per il Parlamento europeo". Chiediamo a tutte le personalità politiche democratiche e a tutte le persone di buon senso, che siano di destra o di sinistra, di non permettere che un fautore di intolleranza, xenofobia e omofobia, che ha tentato in molteplici occasioni di screditare la lungimiranza e l'integrità del Parlamento europeo e del Consiglio Ue, possa assurgere a una carica tanto importante per la civiltà europea. Mario Mauro si è posto su posizioni contrarie alle conquiste civili e democratiche delle Istituzioni europee. Eleggerlo a un ruolo tanto rappresentativo dei valori europei, che si fondano sulla cultura dei Diritti Umani e della democrazia significherebbe - per la prima volta da quando iniziarono i processi virtuosi che hanno condotto i Paesi membri alla condivisione di obiettivi di civiltà - compiere un passo indietro rispetto agli ideali alla base di uno fra i più grandi e nobili progetti mai concepiti nel nostro continente.

L'onorevole Mauro va rispettato per la coerenza delle sue idee politiche, ma nello stesso modo va rispettato il pensiero di coloro che diedero inizio al sogno dell'Unione europea e di coloro che lo mantengono integro: un pensiero che si discosta in maniera netta dalle convinzioni politiche più volte espresse dall'attuale vicepresidente del Parlamento europeo; in tal senso, si legga, per esempio, l'intervista rilasciata da Mauro al quotidiano "Il Sussidiario.net": http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=21...

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Rom. Il governo spreca deliberatamente oltre 100 milioni di euro per azioni inutili contro i Rom

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Gruppo EveryOne
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Le famiglie Rom chiedono solo il biglietto per andarsene: non ce la fanno più, in Italia, ma non hano il denaro per rimpatriare. Il governo preferisce tenerle qui e sgomberarle da una città all'altra. Una scelta che ha un costo iperbolico.

Il governo italiano nega il rimborso dei costi di viaggio alle famiglie Rom che se ne vogliono andare dall'Italia (200 mila euro!), ma spreca in sgomberi e azioni repressive oltre 100 milioni. Follia? No, sono le scelte naturali di una politica perversa e irresponsabile
Pisa, 2 maggio 2009. Qualche anno fa l'avremmo definita un'operazione indegna improntata alla xenofobia e al razzismo più deteriore, uno schiaffo ai progetti europei di integrazione del popolo Rom. Oggi però, nel clima attuale di spietata persecuzione, l'iniziativa del comune di Pisa ci fa tirare un sospiro di sollievo, dal momento che conosciamo bene la condizione di sofferenza ad esclusione delle famiglie Rom romene che vivono nella città toscana. La "Società della Salute" (il cui nome, comunque, ravviva in noi fosche rimembranze), un consorzio di nove comuni fra cui Pisa, Fauglia, Cascina, Calci e San Giuliano Terme, insieme all'Asl hanno offerto la copertura del costo di regolarizzazione documenti e del viaggio in Romania oltre a una "buonuscita" da 500 a mille euro per ogni famiglia che deciderà spontaneamente di rimpatriare. L'assessore alle politiche sociali Maria Paola Cicco spiega che le famiglie dovranno però impegnarsi "a non rientrare in Italia almeno per un anno e a evitare di accamparsi o erigere baracche in luoghi pubblici o privati che non siano destinati allo scopo, nel pisano e nei comuni del consorzio". La sinistra abbozza qualche protesta, affermando che "così si rinuncia ad integrarli," ma non ha mai operato affinché progetto di inclusione venissero attuati. Se si tiene conto che in Italia vi sono ormai poco più di 250 famiglie Rom romene, la maggior parte delle quali vorrebbe rientrare in patria per sfuggire la persecuzione, ma non può farlo perché non dispone dei mezzi necessari a provvedere al rinnovo dei documenti e al viaggio, vi è da chiedersi come mai il governo - nonostante le rassicurazioni che il Presidente della Camera Fini e il sottosegretario agli Interni mantovano hanno offerto al Gruppo EveryOne - non abbia poi stanziato la somma di 200 mila euro, che sarebbe stata sufficiente ai rimpatri volontari delle famiglie (che purtroppo ogni giorno che passa sono meno rintracciabili, a causa delle azioni poliziesche che le disperdono e pongono in gravi situazioni umanitarie), ma abbia invece destinato oltre 10 milioni di euro a Milano per "mettere in sicurezza" stabili dismessi e sottoponti (operazione, fra l'altro, inutile, perché i Rom sono i migliori costruttori di baracche e rifugi del mondo) e altrettanti a Roma per operazioni di sgombero e azioni di controllo sugli insediamenti di vecchia data, non evacuabili al momento. Cifre simili, inoltre, sono in arrivo a Napoli, Bologna, Firenze e nelle altre città in cui le autorità avvertono una paranoica "emergenza Rom". E si prevedono "budget" ancora più consistenti nel 2010, senza tener conto dei piani di incremento di militarei nelle città e di organici delle forze dell'ordine, quando ne abbiamo già più del doppio rispetto a Paesi come Regno Unito o Germania. Uno spreco di almeno 100 milioni di euro nel medio periodo (solo per le azioni antizigane), contro - repetita juvant - 200 mila euro per sostenere le spese vive alle famiglie intenzionate ad abbandonare l'Italia. Con 100 milioni di euro ben spesi, si potrebbe invece effettuare un programma di integrazione casa/scuola/lavoro in linea con le Direttive europee, eliminando campi e degrado e ottenendo finalmente l'inclusione positiva di tutti i Rom attualmente presenti sul territorio italiano. La realtà è che lo spauracchio del "pericolo Rom" è uno strumento di potere tanto aberrante quanto efficace. A chi resta un minimo di buon senso o anche solo di razionalità, non sarà difficile trarre conclusioni sulle intenzioni e sulle speculazioni della classe politica italiana che attualmente occupa poltrone presso le Istituzioni nazionali ed europee.

Nella foto di Steed Gamero, una baracca costruita da Rom in poche ore

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didascalia immagine 1:
Una baracca costruita da Rom

Rom. Milano avvia l'Operazione Repeller, aberrante programma di repressione etnica

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Il governo finanzia il progetto - che viola la Carta dei diritti nell'Ue - con dieci milioni di euro: basterebbero per integrare positivamente i Rom che vivono in città

Rom: Milano avvia l'Operazione Repeller, aberrante programma di repressione etnica finanziato dal governo

Milano, 1 maggio 2009. Nonostante sia una priorità dell'Unione europea l'integrazione del popolo Rom e il rispetto della sua dignità e dei suoi diritti fondamentali, ecco come la città di Milano si appresta a spendere i fondi concessi dal governo per risolvere la cosiddetta "emergenza nomadi", emergenza che in realtà è già stata risolta attraverso una persecuzione che ha allontanato coattivamente dalla città il 90% delle famiglie che vi si erano rifugiate negli ultimi vent'anni, provenendo da Paesi membri dell'Ue. Dieci milioni di euro, che basterebbero a risolvere in toto la tragedia umanitaria che colpisce i Rom a Milano - attraverso l'avvio di un piano urgente di assistenza/inserimento scuola e lavoro/alloggi agevolati - saranno invece spesi per "mettere in sicurezza" i pochi campi-ghetto (in cui vigono leggi razziali definite "Patti di legalità") e ad installare cancellate e protezioni in tutte le aree dismesse comunale e in quelle private (addebitando poi i costi dell'operazione ai proprietari di tali aree). Si tratta di un'operazione aberrante, che non trova precedenti nei Paesi civili e democratici, perché presuppone che le persone indigenti e perseguitate non possano in alcun modo rifugiarsi sotto un tetto o un ponte, neanche se anziano, malato o con bambini in tenera età. Le componenti "di sinistra" approvano il progetto meneghino, suggerendo di utilizzare, però, gli edifici dismessi per ospitare scuole e spazi sociali. Neanche loro - ma ormai, in quanto a xenofobia e odio razziale, che differenza c'è fra amministratori di "sinistra" o di destra? - ravvisano elementi di turpitudine nell'Operazione Repeller che Milano si appresta ad avviare. Repeller: si chiamano così i veleni, i diffusori di ultrasuoni e le istallazioni a punte metalliche che alcune ditte di disinfestazione applicano in punti strategici di edifici, cantieri, magazzini per tenere lontani topi, scarafaggi, parassiti e piccioni. Neanche alle autorità berlinesi, alle porte delle olimpiadi naziste del 1936, venne in mente una simile aberrazione: giunsero infatti ad allontanare - per offrire un'immagine di "decoro" - i senza tetto, i mendicanti e gli artisti di strada dal centro cittadino e dalle vicinanze delle strutture sportive, ma solo per il periodo dei Giochi. Il denaro, comunque, anche ai fini di un progetto di raccapricciante disumanità, andrà sprecato e non solo per la classica mala gestione. Il fatto è che i Rom a Milano sono ormai uno spauracchio, un riflesso isterico dell'odio etnico che possiede le Istituzioni locali. Le poche famiglie che permangono nel capoluogo, braccate dalle forze dell'ordine, oggetto di violenze razziali, senza alcuna assistenza, sono costrette a farlo poiché non dispongono delle somme sufficienti al rilascio di documenti validi (somma che comprende da 80 a 120 euro per persona, oltre al costo del viaggio verso il consolato più vicino) e del biglietto di ritorno in Romania (mediamente, altri 80 euro). Sono poche unità familiari in condizioni sanitarie, igieniche e sociali spaventose, che se fossero in grado di reagire alla vessazione istituzionale, non avrebbero certo bisogno di entrare negli edifici cadenti di una Milano che - moralmente - è cadente in ogni quartiere: tutti sanno che con quattro assi e un pugno di chiodi, i Rom sono in grado di costruire baracche in grado di sfidare qualsiasi clima. In realtà, nessuna persona di etnia Rom desidera restare nella città dell'odio. Odio che spesso dà la mano all'avidità: finché qualche "zingaro" maleodorante e stracciato girerà per le vie milanesi, fioccheranno fondi pubblici per "affrontare l'emergenza". E a chi non fanno comodo, milioni di euro a pioggia? Quando non se ne vedranno più, di "zingari", addio a quel gruzzolo che fa gola a molti. Abbiamo sottoposto durante incontri diretti a Montecitorio e al Viminale, al Presidente della Camera Gianfranco Fini (cui trasmetto questo breve articolo) e all'onorevole Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, la drammatica urgenza di agevolare, quantomeno, le famiglie senza documenti né mezzi di sopravvivenza nel ritorno a casa. Nonostante le rassicurazioni ottenute, la nostra richiesta non è stata accolta e alcune centinaia di Rom, con molti malati (i tumori maligni, le cardiopatie e le gravi malattie da precarietà sono purtroppo diffusissime, fra i Rom che vivono senza un rifugio fisso), sono di fatto prigionieri in una città che inventa ogni giorno misure crudeli per annientarli. Roberto Malini

Per ulteriori informazioni:

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Rapporto Agenzia europea diritti fondamentali (Fra): sempre più grave il razzismo. In Italia è fuori controllo

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Gruppo EveryOne
Sommario:
Dati senza precedenti denunciano discriminazione e violenza contro Rom e migranti

Rapporto su minoranze e migranti dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra) : razzismo sempre più fuori controllo, in particolare in Italia

Bruxelles, 22 aprile 2009. L'Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra) pubblica oggi il suo rapporto su minoranze e migranti. Il rapporto Fra ha un valore statistico assoluto, basandosi su un campione di 25 mila interviste, oltre che sui rapporti delle Organizzazioni per i Diritti Umani che basano le loro ricerche su verifiche effettive, testimonianze e documenti. Secondo i dati, il 50 per cento dei Rom, in Europa, percepisce una forte esclusione sociale e ha subito nel corso degli ultimi dodici mesi almeno un'aggressione razzista. Seguono africani sub-sahariani (41%) e nordafricani (36%). Riguardo ai rapporti con le autorità, l'82% non denuncia le violenze subite; secondo il 62% ''tanto non cambierebbe niente''. I nordafricani, secondo il rapporto, percepiscono maggiormente l'atmosfera discriminatoria nel paese in cui vivono: sono il 94% degli intervistati), seguiti dai Rom in Ungheria (discriminazione percepita dal 90%). In Italia, il pregiudizio è percepito dal 77% dei romeni (ma se si dovesse considerare un campione di Rom romeni, arriveremmo al 98%) e dal 76% degli albanesi. Sempre nel nostro Paese, l’89% dei romeni e l’82% degli albanesi e dei nordafricani non ha conoscenza di associazioni che possano realmente aiutarli di fronte a episodi di discriminazione. Il 52% dei nordafricani, in Italia, è stato colpito da atti razzisti negli ultimi dodici mesi: è il settimo gruppo fra i dieci più discriminati in Europa. Riguardo ai controlli delle forze dell'ordine, il 74% dei nordafricani ritiene che le autorità prendano di mira i migranti, solo a causa della loro etnia. Morten Kjaerum, direttore dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra), ha dichiarato che è ormai necessario promuovere politiche più mirate per curare il male sociale del razzismo affinché “migliaia di casi di crimini razzisti non restino invisibili".

Nella foto di Steed Gamero, Codrean Ciuraru, Rom romeno. Ha subito diversi episodi di intolleranza e violenza razzista, anche da parte di agenti delle forze dell'ordine. Dopo aver denunciato i suoi aguzzini in divisa, è stato minacciato e costretto a fuggire all'estero. Il suo caso è uguale a quelli di centinaia di suoi concittadini di etnia Rom in Italia.

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