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 <title>rom</title>
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 <description>The taxonomy view with a depth of 0.</description>
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 <title>Fermiamo il decreto della vergogna!</title>
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 <description>&lt;p&gt;Fermiamo il decreto della vergogna&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lettera aperta di Roberto Malini del Gruppo EveryOne a tutti gli antirazzisti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; in arrivo un decreto sulla sicurezza assolutamente iniquo, frutto&lt;br /&gt;
dell&#039;ignoranza, dell&#039;incompetenza, ma soprattutto dell&#039;intolleranza,&lt;br /&gt;
del razzismo e della xenofobia di chi governa abusivamente l&#039;Italia.&lt;br /&gt;
Scrivo &quot;abusivamente&quot; perché il grande broglio della campagna&lt;br /&gt;
elettorale che ha condotto alle ultime elezioni non è avvenuto&lt;br /&gt;
durante lo spoglio delle schede, ma prima: quando un&#039;informazione&lt;br /&gt;
controllata ha perpetrato il più grande inganno nei confronti del&lt;br /&gt;
Popolo italiano, convincendolo che il problema della sicurezza in&lt;br /&gt;
italia non è costituito dalla criminalità organizzata con le sue&lt;br /&gt;
connivenze politiche (che muove ogni anno MILIARDI DI EURO e uccide&lt;br /&gt;
con la violenza, la droga e ogni genere di violazione delle leggi&lt;br /&gt;
civili), ma dai Rom vestiti di stracci, che muoiono di povertà, fame&lt;br /&gt;
e malattie nelle baracche e sotto i ponti.&lt;br /&gt;
Il Gruppo EveryOne porterà all&#039;attenzione delle autorità&lt;br /&gt;
internazionali i gravi abusi e le violazioni di carte dei diritti&lt;br /&gt;
umani e direttive Ue contenuti nel decreto, ma nel frattempo è&lt;br /&gt;
importante che ognuno di noi si impegni per evitare che la deriva&lt;br /&gt;
razziale in cui l&#039;Italia - imbrogliata da una classe politica&lt;br /&gt;
inqualificabile - è caduta non degeneri ulteriormente e non si&lt;br /&gt;
affermino ideologie atroci come quella secondo cui i migranti&lt;br /&gt;
dovrebbero essere considerati criminali. Stiamo attenti, perché la&lt;br /&gt;
libertà degli esseri umani è il valore più alto su cui si basano la&lt;br /&gt;
civiltà e la democrazia e la politica degli arresti, detenzioni,&lt;br /&gt;
torture ed espulsioni di innocenti (migrante uguale essere umano&lt;br /&gt;
innocente, fino a prova contraria) è politica di regime. Riguardo ai&lt;br /&gt;
Rom, poi, esistono direttive - oltre che leggi internazionali a&lt;br /&gt;
tutela dei diritti degli individui e dei popoli - che impediscono la&lt;br /&gt;
loro deportazione, quella deportazione promessa da tanti candidati&lt;br /&gt;
durante la campagna mediatica di stampo razzista e xenofobo condotta&lt;br /&gt;
nell&#039;àmbito del Grande Inganno elettorale. Noi faremo il possibile&lt;br /&gt;
per contribuire a preservare il diritto, il rispetto delle minoranze&lt;br /&gt;
e dei valori della civiltà, per evitare che un nuovo crimine etnico&lt;br /&gt;
venga messo in atto, per dimostrare all&#039;opinione pubblica&lt;br /&gt;
internazionale che in Italia non vivono solo persone intolleranti e&lt;br /&gt;
xenofobe, ma anche coloro (i pochi) che hanno ereditato la cultura&lt;br /&gt;
dei diritti umani e vogliono che l&#039;Europa di domani sia migliore di&lt;br /&gt;
quella del passato. Noi ci impegneremo perché i giovani italiani&lt;br /&gt;
crescano in un mondo di diversità etniche e culturali, perché non si&lt;br /&gt;
alimentino di odio, perché un giorno si confrontino amichevolmente&lt;br /&gt;
con persone e comunità di tutte le razze, perché siano migliori di&lt;br /&gt;
chi li governa oggi. Date un&#039;occhiata al nostro sito&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com:&quot; title=&quot;&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com:&lt;/a&gt; siamo solo esseri umani, senza finanziamenti&lt;br /&gt;
né ricchezze personali né sostegno mediatico, animati solo da ideali&lt;br /&gt;
universali (è la follia, è la paura del diverso che li ha gettati&lt;br /&gt;
nell&#039;oblio, gli ideali di uguaglianza, che restano tuttavia&lt;br /&gt;
universali!). Siamo solo esseri umani, ma abbiamo ottenuto risultati&lt;br /&gt;
importanti, modificando la condotta di potenti e di governi, salvando&lt;br /&gt;
vite umane e consentendo ad altre di sperare. Se siete vicini ai&lt;br /&gt;
valori che ci animano, allora non arrendetevi: costruiamo una rete di&lt;br /&gt;
&quot;giusti&quot;, continuiamo a diffondere la cronaca di una persecuzione,&lt;br /&gt;
esprimiamo una ferma protesta in ogni sede, vigiliamo sui luoghi in&lt;br /&gt;
cui sopravvivono le minoranze perseguitate, a rischio violenza,&lt;br /&gt;
sgombero ed espulsione. Impediamo che proprio qui, sul suolo del&lt;br /&gt;
Paese in cui viviamo e sul quale difendiamo i più alti ideali umani e&lt;br /&gt;
civili, si affermi di nuovo la barbarie e i nostri fratelli che ci&lt;br /&gt;
raggiungono da lontano, innocenti, simili in tutto a noi e ai nostri&lt;br /&gt;
cari, siano privati della libertà e dei loro diritti fondamentalii.&lt;br /&gt;
Possiamo dire no. Individualmente o uniti in una rete di solidarietà,&lt;br /&gt;
possiamo - forse dobbiamo? - dire no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.annesdoor.com&quot; title=&quot;www.annesdoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.annesdoor.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</description>
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 <category domain="http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8">Antifascismo</category>
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 <pubDate>Sun, 11 May 2008 11:31:02 +0000</pubDate>
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 <title>Violenza sui Rom: non lasciamoli soli</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2626</link>
 <description>&lt;p&gt;Abbiamo assistito più volte alle &quot;gentilezze&quot; di militi e agenti nei riguardi dei Rom che cadono nelle loro mani. Quando ci accade di assistere al fermo di un Rom da parte della pubblica sicurezza, non lasciamolo solo in quella situazione o leggeremo sempre più spesso notizie come quella che segue. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;IN PROVINCIA DI FROSINONE&lt;br /&gt;
Romeno fermato dai carabinieri&lt;br /&gt;
si getta dalla finestra e muore&lt;br /&gt;
Quando i militi dell&#039; Arma stavano per congedarlo l&#039;uomo ha aperto la finestra e si è lanciato dal secondo piano&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;FONTANA LIRI (FROSINONE) 4 MAGGIO 2008 - Un romeno si è suicidato gettandosi dalla finestra di una caserma dei carabinieri in provincia di Frosinone. L&#039;uomo, secondo quanto si è appreso, era stato fermato e portato presso la caserma dei Carabinieri di Fontana Liri per accertamenti. Quando i militi dell&#039; Arma stavano già per congedarlo, poco prima delle 17, il romeno ha aperto la finestra e si è gettato dal secondo piano morendo sul colpo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso dell&#039;uomo, le cui generalità non sono ancora state rese note.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 05 May 2008 08:31:57 +0000</pubDate>
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 <title>Il Giorno della Shoah e il &quot;ghetto&quot; del Casilino 900</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2554</link>
 <description>&lt;p&gt;Oggi è il Giorno della Shoah, che ci invita a imitare gli eroi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Roberto Malini&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1 maggio 2008. In Israele oggi è Yom HaShoah, il Giorno della Memoria. Si ricordano i martiri e gli eroi dell&#039;Olocausto, nella ricorrenza della rivolta degli ebrei nel Ghetto di Varsavia. Yom HaShoah ci induce a ricordare sei milioni di vittime dell&#039;odio razziale, ma ci esorta anche ad essere pronti al sacrificio per difendere gli ideali di uguaglianza fra i popoli e impedire che si ripetano atti di persecuzione contro le minoranze. Non so quanti di noi abbiano raccolto l&#039;eredità dei morti e dei giusti dell&#039;Olocausto, sono però certo che la Memoria ci chiede di essere pronti a insorgere, come gl eroi del Ghetto di Varsavia, opponendo la nostra fede nei valori dell&#039;antirazzismo e della solidarietà ai carnefici del nostro tempo. I Ghetti di oggi, dove gli aguzzini scatenano il loro odio contro i diversi e i poveri, sono gli insediamenti Rom, il cui simbolo è divenuto il Casilino 900. Ho cari amici fra i sopravvissuti all&#039;Olocausto e ripeto volentieri le parole di una donna straordinaria, Mirjam Pinkhof, che salvò settanta bambini ebrei dalle camere a gas e sopravvisse ai lager: &quot;L&#039;Olocausto non fu un guerra, ma un massacro di innocenti. Conosco un solo modo di ricordarli: essere sempre pronti a dire no. No ai potenti, no alle divise, no al potere quando perde il rispetto della vita umana, quando afferma che vi sono esseri umani che hanno più diritti rispetto ad altri esseri umani&quot;. Il Gruppo EveryOne celebra in silenzio il Giorno della Memoria. Siamo in contatto con i Rom del Casilino 900 e di altri insediamenti minacciati di sgombero dai potenti che hanno perso il rispetto dei Diritti Umani. Si chiamano Berlusconi, Fini, Bossi, Alemanno: hanno un potere quasi illimitato e dispongono di migliaia di sgherri armati, di mezzi cingolati pronti a distruggere. Sono arroganti, privi di scrupoli e possono diffondere le loro menzogne e i loro proclami razzisti grazie alla complicità dei media. Noi siamo pronti a fare scudo alle vittime designate con i nostri corpi. Se l&#039;Europa non ascolterà il nostro grido di allarme e non li fermerà, saremo di fronte alle loro squadre, alle loro ruspe, ai loro cani feroci, ai loro manganelli e alle loro pistole. Diremo no alle loro malefatte, no alla loro violenza, no ai loro pogrom, no alla loro iniquità. Non alzeremo un dito contro di loro, neanche se ci colpiranno e se affermeranno il contrario - come sono soliti fare, per giustificare i loro crimini - mentiranno. Canteremo, tenendoci per mano, come fece a Varsavia Janusz Korczak, l&#039;eroico direttore dell&#039;orfanotrofio di via Krochmalna di fronte ai soldati tedeschi che avevano l&#039;ordine di arrestare e deportare a Treblinka i suoi bambini. Canteremo e ripeteremo il mantra degli eroi e delle vittime: &quot;Mai più&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:roberto.malini@annsedoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;roberto.malini@annsedoor.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.annesdoor.com&quot; title=&quot;www.annesdoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.annesdoor.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 01 May 2008 10:39:00 +0000</pubDate>
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 <title>La &quot;questione sicurezza&quot;, inganno della destra</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2552</link>
 <description>&lt;p&gt;La &quot;questione sicurezza&quot; è un grande inganno&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I proclami di Alemanno, Fini, Bossi, Berlusconi &amp;amp; Co. sulla &quot;sicurezza&quot; testimoniano l&#039;inganno perpetrato dalla destra nei confronti del popolo italiano. Solo una lunga campagna razziale condotta con il sostegno dei più importanti media italiani ha consentito ai paladini della xenofobia di trasferire (mistificandolo) il problema-sicurezza dalla piaga della criminalità organizzata - che produce delittuosamente miliardi di euro ogni anno, in Italia - alle categorie più deboli e indifese della società: i mendicanti, i senzatetto e soprattutto i Rom. Il 99% dei delitti che avvengono intorno a noi e che terrorizzano la cittadinanza italiana sono opera della mafia - suddivisa nelle sue diverse denominazioni - e solo una falsificazione in totale malafede dei dati e dell&#039;informazione ha permesso ai movimenti razziali - che si identificano ormai in alcune delle principali forze politiche - di condizionare l&#039;opinione pubblica inducendo in essa una percezione distorta della realtà in cui viviamo. Il partito nazionalsocialista promulgò le leggi razziali di Norimberga e preparò il popolo tedesco ad assistere indifferente all&#039;Olocausto con la stessa tecnica. Ci sorprendiamo e ci scandalizziamo a causa delle violazioni dei Diriti Umani perpetrate dai regimi islamici, senza renderci conto che i più gravi crimini contro l&#039;umanità avvengono nelle nostre città, appena dietro l&#039;angolo, dove si rifugiano nell&#039;estremo tentativo di sopravvivere la famiglie zingare, famiglie innocenti che i nostri occhi, abbagliati dai segnali razzisti che ci raggiungono continuamente, vedono attraverso il filtro della paura come bande di malviventi. Gli eredi dei carnefici di Hitler affermano il loro potere perverso di fronte a noi, testimoni di nuovi Olocausti e spesso indifferenti come lo furono i nostri nonni, quando treni carichi di ebrei e di Rom lasciavano le nostre città per condurre esseri umani senza colpa verso le camere a gas. Oggi non è lo Zyklon B a uccidere i nostri fratelli Rom, ma sono il freddo e il caldo, la fame, le infezioni, la violenza, la segregazione. I grandi abusi, i delitti di stato si consumano all&#039;interno delle democrazie e non solo nei regimi dittatoriali: abbiamo la pena di morte, il razzismo, le persecuzioni, le guerre inique, le disuguaglianze sociali, sessuali e razziali. La democrazia si è ammalata e si sta trasformando in una &quot;dittatura della maggioranza&quot;, pericolosissima, perché i regimi più disumani si sono sviluppati, nel passato, in situazioni politiche simili a quella attuale. Una democrazia incapace di tutelare i principi primi della giustizia civile e sociale, una democrazia incapace di preservare il valore della vita umana, una democrazia in cui germogliano i semi di nuove persecuzioni è una democrazia perduta. Qui in Italia, per esempio, di parla dei valori della Democrazia, ma le violazioni istituzionali dei Diritti Umani sono sempre più gravi. Non esiste democrazia in un Paese dove un popolo soffre e muore nell&#039;indifferenza, umiliato, calunniato, ridotto in condizioni tragiche. Non esistono Diritti Umani in un luogo dove non vi è rispetto per i loro bambini, per le donne, per i deboli che appartengono a un&#039;altra razza e a causa della povertà e del pregiudizio vengono respinti dalle città e sono costretti ad accamparsi in luoghi inospitali, dove sopravvivono (fino alla loro speranza di vita media, che è di soli 35 anni, ormai) in attesa della fine, ponendo solo nei figli la loro speranza in un futuro meno drammatico. Le Istituzioni hanno fatto dei poveri, dei Rom il capro espiatorio della loro inefficienza e della loro disonestà; li combattono in nome della &quot;sicurezza&quot;, mentre la criminalità organizzata prospera indisturbata, uccidendo migliaia di giovani con la droga, con la violenza, con la prevaricazione, con la corruzione. E&#039; la criminalità organizzata il vero mostro ed è un mostro &quot;made in Italy&quot;: né Rom né lavavetri né mendicante né clandestino. Criminalizzare i poveri serve a una classe politica corrotta e collusa con la vera delinquenza per ottenere e mantenere potere politico ed economico. Un fiume di sangue e denaro - miliardi di euro ogni anno - consente ai vampiri senza scrupoli che tengono le redini dell&#039;Italia di nutrirsi e di alimentare chi li sostiene e giustifica: i giornali, le televisioni e le radio, le organizzazioni che si occupano di diritti umani in modo strumentale. Detto questo, noi continueremo a impegnarci ogni giorno perché si riaffermi la Democrazia vera, quella in cui il Popolo, tutto il Popolo, è sovrano e i Diritti Umani sono le basi della vita della società. Solo la Democrazia vera può opporsi al terrorismo e alle persecuzioni, per ricondurre l&#039;Uomo sulla via del progresso sociale, materiale e spirituale. R.M.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 30 Apr 2008 22:09:05 +0000</pubDate>
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 <title>Rom: ecco l&#039;Operazione Frankenstein</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2534</link>
 <description>&lt;p&gt;Operazione Frankenstein: come si costruisce il &quot;mostro&quot; straniero&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In molte città italiane, da almeno un paio d&#039;anni le autorità hanno messo in atto una tattica razziale già sperimentata in Germania dal partito nazionalsocialista, alle soglie dell&#039;Olocausto. Potremmo chiamarla &quot;Operazione Frankenstein&quot;, perché è mirata a &quot;costruire&quot; mostri stranieri, soprattutto Rom* e romeni, da dare in pasto ai media e all&#039;opinione pubblica. In alcuni casi il mio gruppo e io siamo intervenuti in tempo e abbiamo evitato a persone straniere indigenti  e senza tetto di subire questa tecnica mistificatoria tanto inumana quanto illecita, evitando alle vittime designate di subire procedimenti penali e condanne ingiuste. All&#039;inizio dello scorso mese di gennaio abbiamo scongiurato l&#039;arresto di una giovane donna Rom accusata di aver aggredito alcuni agenti di pubblica sicurezza che stavano perquisendo il suo fagotto: la donna aveva in realtà alzato le mani al cielo per supplicare i poliziotti affinché la lasciassero andare. Fortunatamente eravamo lì, abbiamo chiesto agli agenti di identificarsi e ci siamo dichiarati decisi a testimoniare il reale svolgimento dei fatti. Così gli agenti hanno desistito da quell&#039;abuso e si sono allontanati, probabilmente in cerca di altre vittime, in luoghi meno esposti alla vista. Nel caso dei &quot;ladruncoli&quot; Rom della Stazione Centrale di Milano abbiamo dimostrato la palese contraddizione fra quanto dichiarato dalle autorità (&quot;i piccoli vivevano segregati ed erano costretti al furto con botte e torture dai loro sadici carcerieri Rom&quot;) e la fuga di tutti i ragazzini dalle case-famiglia e dagli asili (si chiamano asili, ma sono in realtà terribili carceri minorili) in cui erano stati collocati: fuga e ritorno dai loro genitori, nelle baracche di Vimodrone in cui vivevano. Altro che segregazione e maltrattamento! I genitori dei piccoli, anch&#039;essi arrestati e detenuti ingiustamente, sono in realtà convinti, come tutti i Rom, che &quot;tanti bambini portano tanta gioia&quot; e sono papà e mamme amorevoli, anche se poveri. I casi &quot;sospetti&quot;, tuttavia, sono tanti e disonorano la parte sana, la parte onesta e obiettiva delle forze dell&#039;ordine, quegli agenti che &quot;servono e proteggono&quot; i deboli e gli innocenti. Agenti come Luca, di Milano, che dopo uno sgombero mi disse: &quot;Mi sogno di notte quello che facciamo a questi bambini, a queste donne, a questi &#039;poveracci&#039;. Non ce la faccio più, non è questo che mi aspettavo quando sono entrato nella polizia&quot;. Gli ho risposto di resistere, perché se lui avesse mollato, forse l&#039;avrebbe sostituito un agente senza scrupoli, al servizio di un&#039;autorità razzista e xenofoba. Oggi in una città del Sud, due carabinieri hanno arrestato un ragazzo romeno di 21 anni, che è finito in carcere perché colto &quot;in flagranza di reato&quot;. Secondo i militi, il ragazzo sarebbe arrestato per aver colpito a calci e schiaffi un bambino di due o tre anni, con l&#039;intento di costringerlo a chiedere l&#039;elemosina. Una giovane donna che era con lui, certamente la moglie, sarebbe riuscita a fuggire - secondo la dinamica dell&#039;evento spiegata dai carabinieri -  portando con sè il loro bambino. La storia fa acqua. Un bambino di due o tre anni non chiede l&#039;elemosina in solitudine; tutt&#039;al più rimane seduto in grembo alla madre o su un marciapiede, a ridosso di un muro e vicino ai genitori, con un bicchiere di carta o un capello davanti. Di questi tempi, neanche il mendicante più indegno e irresponsabile  abbandonerebbe anche solo per pochi minuti un bambino così piccolo, consapevole che i passanti avvertirebbero subito le forze dell&#039;ordine. Di conseguenza, non è verosimile che un adulto prendesse a calci e pugni un fanciullino di due/tre anni per &quot;convincerlo&quot; all&#039;accattonaggio. Ancor meno verosimile è che i militi in borghese si siano fatti sfuggire una giovane donna con un bambino in braccio. Bisogna stare attenti, perché su tutto il territorio italiano - e soprattutto in quei centri dove manca chi vigili sui diritti umani - le autorità razziste costruiscono casi ad hoc per giustificare misure repressive e persecutorie. Il mese scorso un agente mi ha confessato che &quot;abbiamo la disposizione di trovare Rom che delinquono e - se non li troviamo - di inventarceli&quot;. E&#039; necessario imparare a interpretare le notizie sui media, che saranno sempre più spesso di questo tipo. Vi è da aspettarsi di tutto, in questa campagna razziale, senza limiti, purtroppo. E da oggi, con i deriva fascista in cui è stato condotto il nostro Paese, la situazione, per le minoranze perseguitate, è destinata ad aggravarsi progressivamente, nonostante il fatto innegabile che le Istituzioni europee siano consapevoli della campagna xenofoba e antizigana che imperversa da noi e vigilino sull&#039;operato di chi ci  governerà, i cui propositi improntati all&#039;odio razziale sono già stati sbandierati ai quattro venti. L&#039;impegno dei pochi antirazzisti ormai attivi in Italia non è di certo agevolato dalle associazioni finanziate dal governo italiano, che sono pro-Rrom solo di nome e ormai si dedicano quasi esclusivamente a organizzare conferenze, invitando con tutti gli onori rappresentanti istituzionali. Ulteriori ostacoli sono l&#039;attivismo passivo e l&#039;isolamento in cui sono lasciati i rappresentanti Rom più attivi e consapevoli e le associazioni che promuovono - battendosi contro l&#039;antiziganismo -  il riconoscimento dei diritti del popolo Rom, che è vittima della più grave forma di discriminazione del nostro tempo e che è, a tutti gli effetti, una &quot;nazione senza territorio&quot;. R.M.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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 <pubDate>Tue, 29 Apr 2008 10:32:35 +0000</pubDate>
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 <title>Milano umilia, terrorizza e mette in mezzo alla strada la piccola &quot;Anna Frank&quot; del popolo Rom</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2484</link>
 <description>&lt;p&gt;Le autorità di Milano commettono un nuovo crimine contro i Rom: antifascisti, vi invitiamo a ritrovare i valori della Resistenza&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Roberto Malini - Gruppo EveryOne&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Milano, 24 aprile 2008. La città della Madonnina si prepara a festeggiare la Liberazione capovolgendone lo spirito. La liberazione che Milano e i suoi politici, una banda di razzisti senza scrupoli, inseguono è quella dai poveri, dalle minoranze deboli, dalle famiglie Rom. Milano dedica mezzi e risorse, impiega decine di agenti della forza pubblica per trasformarsi in una città &quot;Zigeunerfrei&quot;, libera dagli zingari. Ho vissuto a Milano per tanti anni e l&#039;ho abbandonata quando da città della solidarietà è divenuta città dannata, in preda a deliri architettonici, fieristici e razziali, come la Berlino di Hitler. Oggi una &quot;squadra di protezione&quot; formata da agenti in assetto antisommossa, agli ordini dell&#039;Obergruppenführer Gianvalerio Lombardi ha compiuto un&#039;operazione di sgombero nei confronti della comunità di Rom romeni, provenienti da Timisoara, che si era rifugiata in un campo del quartiere Giambellino. Il campo era &quot;abusivo&quot;: numerose famiglie in condizioni di miseria tragiche si erano rifugiate lì per evitare di morire di fame e malattie nella loro città di origine, vivevano in una situazione di segregazione e discriminazione insostenibile. L&#039;azione degli agenti - ma per amor del vero, dopo aver osservato le loro malefatte con i miei occhi, preferisco chiamarli &quot;sgherri&quot; - è stata eseguita con metodi brutali. Uomini, donne e nugoli di bambini sono stati costretti a uscire dalle loro baracche, messi in fila come gli ebrei rastrellati dai nazisti durante l&#039;Olocausto e costretti ad assistere alla distruzione del loro piccolo, miserabile mondo. Le baracche sono state distrutte e date alle fiamme senza che agli occupanti fosse concesso di prelevare i propri pochi beni. Una mamma supplicava gli uomini in divisa: &quot;Per piacere, lasciatemi prendere le copertine per i miei bambini&quot;. Un poliziotto le rispondeva con un ghigno: &quot;Non ti servono a niente, perché adesso, con il nuovo governo, vi rimandiamo tutti in Romania&quot;. I bambini piangevano, mentre i loro aguzzini li spintonavano e li intimidivano con parole dure, offensive, improntate all&amp;amp;# 39;odio razziale. Una delle famiglie cacciate in malo modo dalla squadraccia era la famiglia Covaciu, il cui capofamiglia è un missionario evangelico, noto presso i Rom di Milano per gli innumerevoli gesti di altruismo compiuti nei riguardi delle famiglie perseguitate. Sua moglie parla cinque lingue: il romeno, il romanes, il francese, lo spagnolo e l&#039;italiano. Hanno quattro bambini, fra i quali Rebecca Covaciu, di 11 anni, dotata di un notevole talento nel campo delle arti plastiche, tanto che alcuni dei suoi disegni - che documentano la vita dei Rom in Italia - sono stati esposti a Napoli, nel corso della Giornata della Memoria 2008, presso le prestigiose sale dell&#039;Archivio Storico, che li ha acquisiti in permanenza. Altre opere di questa bambina straordinaria fanno parte del Museo d&#039;Arte contemporanea di Hilo (Stato delle Hawaii, U.S.A.). Le opere grafiche di Rebecca sono state selezionate inoltre all&#039;interno del Festival di Intercultura di Genova &quot;Caffé Shakerato&quot; e concorrono per il Premio UNICEF 2008.  Nonostante questi suoi meriti, nonostante l&#039;impegno del padre Stelian a cercare un lavoro anche umilissimo in Italia, la famiglia Covaciu era costretta a vivere in una baracca, in mezzo ai topi e ai parassiti, senza acqua potabile né corrente elettrica. Solo l&#039;aiuto offerto dai membri del Gruppo EveryOne ha evitato che Stelian, sua moglie e i loro quattro bimbi subissero un destino tragico. Ora Rebecca - che non è solo una grande promessa dell&#039;arte europea (promessa che sarà mantenuta solo se la persecuzione razziale in Italia non la ucciderà), ma un angelo di sensibilità, altruismo e bontà - si è incamminata in una &quot;marcia della morte&quot; verso il nulla, con i suoi cari. Mi ricorda Anne Frank, incapace di perdere il sorriso e la fiducia negli esseri umani, nonostante la spietata persecuzione che il suo popolo subisce qui in Italia. Noi cerchiamo di aiutarli come possiamo, così come cerchiamo di soccorrere tanti altri Rom, ma le nostre possibilità sono limitate e le tragedie causate dal razzismo e dalla crudeltà delle istituzioni italiane sono migliaia. Non basta &quot;occuparsi della questione-Rom&quot;, bisogna che i veri antirazzisti, le poche persone che ancora credono nel valore dei Diritti Umani, i veri spiriti umanitari e coraggiosi si cerchino e facciano fronte, insieme, a una tragedia che per orrore e dolore ricorda molto da vicino gli anni dell&#039;Olocausto, della Shoah, del Samudaripen.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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 <pubDate>Thu, 24 Apr 2008 20:08:17 +0000</pubDate>
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 <title>Rogo di Livorno: il razzismo diventa spettacolo</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2463</link>
 <description>&lt;p&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;
24 aprile 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;LIVORNO, STASERA SPETTACOLO TEATRALE COL SINDACO COSIMI SUL ROGO DOVE MORIRONO 4 BIMBI ROM&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;GRUPPO EVERYONE: “UN’AZIONE INDEGNA. DUE DEI GENITORI DI QUEI BAMBINI STANNO MORENDO DI FAME E NESSUNO LI AIUTA”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa sera, al teatro Goldoni di Livorno, andrà in scena lo spettacolo teatrale &quot;Io non sono razzista...ma però&quot;, ispirato e dedicato al rogo di Pian di Rota dell’agosto scorso (le cui cause non sono mai state chiarite né rese pubbliche) nel quale persero la vita quattro bambini Rom.&lt;br /&gt;
La messa in scena è liberamente tratta dal &quot;Manifesto della razza&quot;, il documento redatto nel 1938 da un gruppo di scienziati fascisti e usato dallo stesso regime come base teorica per le leggi razziali; la rappresentazione, nella quale il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi rappresenterà se stesso, è stata ideata e organizzata da Alessio Traversi e Federico Bernini, e a recitare saranno alcuni detenuti del Laboratorio teatrale della Casa circondariale livornese.&lt;br /&gt;
“E’ un’azione indegna e inumana” commentano duramente i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, che in questi lunghi mesi di sofferenza sono rimasti a fianco di due dei genitori dei bambini morti nel rogo: Victor ed Elena Lacatus. “Victor ed Elena, dopo essere stati ingiustamente accusati della morte della loro piccola Leunuca Corolea, assassinata assieme agli altri tre ragazzini da un gruppo razzista locale, hanno dovuto vivere sulla propria pelle l’orrore della cattiveria e dell’indifferenza: sono stati abbandonati a se stessi, si sono visti sbattere in faccia le porte dalla Caritas di Livorno, dalla diocesi, dal Comune di Livorno e da tutte le istituzioni locali. Attualmente vivono in una baracca, di nuovo, senza cibo, senza acqua corrente, senza luce né riscaldamento, esposti a continui rischi per la loro vita. La loro situazione è in corso d’esame presso la Corte Europea dei Diritti Umani” continuano gli attivisti “attraverso la quale sperano di ottenere finalmente giustizia”. Sullo spettacolo Malini, Pegoraro e Picciau continuano: “La notizia di uno spettacolo teatrale sulla tragedia che ha distrutto la loro famiglia li ha abbattuti. E’ vergognoso che il sindaco Cosimi li abbia lasciati vivere come bestie pur conoscendo la loro difficilissima situazione e che ora faccia leva su una disgrazia per ricavarne il plauso dei cittadini”.&lt;br /&gt;
Il Gruppo EveryOne annuncia che è già partito un appello ufficiale in Commissione Europea per quanto è avvenuto finora e per quanto accadrà a Livorno questa sera, corredata da un ampio dossier sul caso, affinché venga stigmatizzato l’episodio e venga espressa una chiara condanna nei confronti del comportamento del Comune toscano, che senza dignità sta distruggendo psicologicamente due vite già pesantemente provate dalla perdita della loro bambina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ulteriori informazioni:&lt;br /&gt;
Gruppo EveryOne&lt;br /&gt;
(+ 39) 334-8429527&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.everyonegroup.com&quot; title=&quot;www.everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.everyonegroup.com&lt;/a&gt; :: &lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 23 Apr 2008 21:01:47 +0000</pubDate>
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 <title>Italia, ris</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2433</link>
 <description>&lt;p&gt;Italia, interrompi la campagna razziale contro i Rom!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Cizmic Balo e Roberto Malini (&lt;a href=&quot;http://www.annesdoor.com&quot; title=&quot;www.annesdoor.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.annesdoor.com&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;20 aprile 2008&lt;br /&gt;
Affermare che i Rom sono violenti sarebbe come sostenere che gli italiani sono tutti mafiosi. E&#039; un principio assurdo. Chi sbaglia, chi commette un reato deve pagare per la sua responsabilità individuale, dopo le indagini delle autorità. La legge prevede pene per chi commette i reati, pene che non devono mai essere estese alla sua famiglia, alla sua comunità o al suo popolo. L&#039;Italia dà un pessimo esempio all&#039;Europa ed espone gli italiani all&#039;estero a un grave rischio di ritorsioni: dopo la campagna mediatica xenofoba contro i romeni, cosa potrebbe accadere alla comunità italiana in Romania, se un suo membro commettesse un reato violento? Recentemente la polizia romena ha arrestato un capomafia italiano, ma il popolo romeno non ha scatenato una caccia all&#039;italiano. Pensiamo inoltre alla strage perpetrata da italiani a Duisburg, in Germania, nel corso dell&#039;interminabile faida fra le famiglie Strengio, Nirta e Pelle, Romeo: cosa accadrebbe agli italiani in Germania, se i media e i politici tedeschi criminalizzassero tutti i connazionali degli assassini mafiosi? Siamo preoccupati, perché l&#039;atteggiamento razzista delle Istituzioni e dei media italiani pone i Rom in una condizione di pericolo. Le organizzazioni per i Diritti Umani devono vegliare, per essere presenti dove le autorità latitano, per proteggere gli innocenti da una vergognosa persecuzione. Dopo l&#039;episodio di Roma, vediamo i telegiornali proporre immagini di campi Rom e la parola &quot;Rom&quot; risuona ovunque con un&#039;eco ansiogena. &quot;Orde di barbari,&quot; così vengono definiti gli zingari da politici, propagandisti (non meritano la definizione di giornalisti), autorità. Qualcuno vuole spiegare cosa hanno a che vedere i Rom con lo stupro della ragazza del Lesotho? I Rom vivono da secoli in Italia e gli archivi della polizia dimostrano come siano lontane dal vero le dicerie che attribuiscono loro rapimenti, stupri, efferati omicidi. I Rom sono senza patria e hanno passato secoli di schiavitù in Romania, dove sono ancora segregati e discriminati; hanno subito aggressioni e massacri; sono stati sterminati durante l&#039;Olocausto; nella guerra dell’ex Jugoslavia hanno perso vite, case, terre, e la loro stessa identità. Ora chiedono alle Istituzioni italiane, che fomentano il popolo contro di loro, di interrompere una persecuzione tanto spietata quanto ingiusta: vi riferite a famiglie con tanti bambini, non a bande di criminali; siete voi, con un&#039;oppressione terribile, con una campagna razziale indegna di un Paese civile a violare ogni legge umana e morale. Esistono Convenzioni, Direttive e Risoluzioni dell&#039;Unione Europea e delle Nazioni Unite. Leggetele e rispettatele.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 22 Apr 2008 08:25:39 +0000</pubDate>
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 <title>Fino a dove si spinge la propaganda contro i Rom?</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2432</link>
 <description>&lt;p&gt;Fino a dove può arrivare la propaganda razziale delle Istituzioni italiane contro i Rom?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Roberto Malini&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci si chiede fino a dove può arrivare la propaganda razziale condotta dalla Istituzioni italiane per continuare e magari accentuare, visti gli esiti delle ultime elezioni politiche, la persecuzione contro il popolo Rom. La risposta, purtroppo, è lampante: non esistono limiti, perché la propaganda - che si avvale della complicità di alcuni fra i principali media nazionali e locali - si è posta l&#039;obiettivo di trasformare gli zingari, agli occhi del popolo italiano, nel nemico pubblico numero uno. I dati del Ministero degli Interni sono chiari: l&#039;incidenza dei crimini violenti perpetrati da Rom in Italia è percentualmente senza rilevanza. Assai più elevato è, al contrario, il numero di aggressioni e omicidi compiuti da italiani nei riguardi del Rom. E allora, si chiederà chi non è obnubilato dall&#039;odio razziale, come è possibile che l&#039;Italia si sia convinta del contrario? Come è possibile che praticamente tutti gli italiani siano terrorizzati dal &quot;pericolo zingaro&quot;? Non è la prima volta che questo fenomeno xenofobico e razzista imperversa in Italia ed Europa. La propaganda nazista convinse il popolo tedesco che gli ebrei fossero un popolo di assassini, ladri, truffatori, pervertiti, rapitori e violentatori di bambini. Proprio così: a partire dagli anni 1920 il Partito Nazional Socialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP) iniziò una campagna razziale diretta a modificare nella percezione del popolo tedesco l&#039;immagine degli ebrei, da esseri umani pacifici e religiosi in creature diaboliche e prive di valori morali. La stampa fu il veicolo principale di tale azione di discredito. Naturalmente, per ottenere spazio sulla stampa, i nazisti attribuirono a persone di fede ebraica crimini particolarmente odiosi, attraverso macabre messinscene: aggressioni, infanticidi, delitti sanguinosi. I cittadini tedeschi iniziarono così a temere gli ebrei e a tenersi lontani dalle loro comunità, considerate (come i campi Rom di oggi) &quot;luoghi di perversione e crimine&quot;. La rivista settimanale Der Stürmer (in italiano &quot;L&#039;attaccante&quot;) fu uno dei mezzi che servirono alla propaganda con più efficacia e più a lungo: fu infatti pubblicata dal 1923 fino al termine della Seconda guerra mondiale a cura dell&#039;editore nazista di destra Julius Streicher. Mentre il Völkischer Beobachter, organo di stampa ufficiale del partito, propugnava ideali razzisti con un linguaggio apparentemante obiettivo (come fanno oggi in relazione ai Rom, alcune importanti testate nazionali), Der Stürmer divulgò calunnie, menzogne, stereotipi anche osceni, che diffondevano scandalo, risentimento, terrore nei confronti degli ebrei, dei Rom e delle minoranze che i nazisti si apprestavano ad annientare, in nome di un concetto distorto di &quot;sicurezza&quot;. A ogni nuovo episodio che vedeva un ebreo o uno zingaro accusato di un delitto orrendo, le leggi venivano modificate e si facevano più dure, si proclamava la &quot;tolleranza zero&quot; e si intensificavano le operazioni di polizia, gli arresti, le limitazioni alla libertà personale delle &quot;etnie immorali&quot;. La fascia meno colta del popolo tedesco attribuì ampio credito alla propaganda di regime, tanto che gli eccessi di Der Stürmer furono relegati, a un certo punto, proprio a tale fascia, mentre una propaganda razzista più sofisticata fu riservata agli strati più colti, agli uffici aministrativi e alla Hitler-Jugend, che proibì la distribuzione del settimanale scandalistico all&#039;interno delle proprie strutture educative e ricreative. Nonostante ciò, la campagna di Der Stürmer si intensificò di anno in anno, tanto che la rivista raggiunse, nel 1938, una tiratura di 500 mila copie. Valeva per i propagandisti di Hitler e vale per i nostri politici, che raggiungono o mantengono le posizioni di potere - ormai - quasi esclusivamente cavalcando l&#039;onda razzista e xenofoba, uno dei motti preferiti dal gerarca nazista Joseph Goebbels: &quot;Qualsiasi bugia, se ripetuta frequentemente, si trasformerà a poco a poco in verità&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 22 Apr 2008 08:13:27 +0000</pubDate>
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 <title>Casilino 900: come il Ghetto di Varsavia</title>
 <link>http://roma.indymedia.org/node/2275</link>
 <description>&lt;p&gt;Casilino 900: sembra il Ghetto di Varsavia e dobbiamo mobilitarci se vogliamo evitare a tante famiglie Rom una catastrofe umanitaria&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Roberto Malini - Gruppo EveryOne&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma, 11 aprile 2008. Ieri abbiamo incontrato alcune famiglie al Casilino 900. Prima di raggiungere il campo, siamo stati &quot;messi in guardia&quot; da alcuni cittadini che vivono nel quartiere: &quot;Ma vi rendete conto di che rischio correte, a entrare in quel campo di zingari? Ma non li leggete i giornali? C&#039;è sempre la polizia lì, oggi per un&#039;aggressione, domani per una rapina o per spaccio di droga. Quelli sono come bestie: sfruttano i loro bambini e si nutrono anche di cani e gatti&quot;. L&#039;ultima diceria è la più recente e nasce da una notizia diffusa da stampa e televisioni: con una &quot;brillante azione&quot; congiunta, la Questura, il Corpo forestale dello Stato, il Nucleo investigativo per i reati contro gli animali e l&#039;Ufficio per i diritti degli animali  hanno infatti confiscato ai Rom del Casilino 66 gatti e 36 cani. &quot;Tutti in pessime condizioni igienico-sanitarie e quasi tutti tenuti alla catena,&quot; precisano i solerti funzionari, gonfiando il petto di orgoglio. La verità è la ben diversa: è vero che gli animali vivevano in pessime condizioni igienico-sanitarie, ma solo perché la politica razziale del Comune di Roma ha ridotto il campo in condizioni di miseria tragiche. I gatti e i cani dei Rom che vivono a Roma - e che vengono difesi con tanta passione da un piccolo esercito di &quot;amici degli animali&quot;, mantenuto con il denaro pubblico - si trovano nelle stesse condizioni dei Rom che li accudiscono, condizioni che non è un eufemismo definire simili a quelle dei campi di concentramento nazifascisti. Togliere ai bambini del Casilino 900 i loro animali domestici, che sono per molti di loro l&#039;unico conforto in un&#039;esistenza ben lontana da quelli che dovrebbero essere i &quot;Diritti del bambino&quot; e che versano in condizioni di salute pietose, è stata l&#039;ennesima violazione, l&#039;ennesima violenza morale (ma non mancano quelle fisiche!) commessa dalle autorità romane contro i Rom del Casilino 900. &quot;Noi non mangiamo i cani e il mio cucciolo mi manca,&quot; mi ha detto fra le lacrime una bimba di 5 o 6 anni. Nonostante le voci, diffuse dalla propaganda razzista grazie ala complicità dei media, al Casilino 900 non vive una banda di criminali, ma circa duecento famiglie composte in prevalenza da bambini e ragazzini. Bambini: ecco l&#039;umanità che si incontra nel campo. Decine di bambini terrorizzati dalle forze dell&#039;ordine (&quot;Quando mi si avvicina un poliziotto, io smetto di respirare e spero che non mi veda. Ricomincio a respirare quando se ne è andato via,&quot; mi confida un ragazzino di circa 10 anni), affamati, spesso affetti da parassiti o infezioni, perché al Casilino 900 sono state interrotte sia l&#039;erogazione di acqua ( a parte una fontanella che getta un fiotto sottile come un rivo di pianto), sia quella di energia elettrica. Così, nel 2008, nell&#039;era delle più grandi conquiste della scienza e della tecnologia, nell&#039;era in cui tutti parlano di Diritti Umani, in una delle città più importanti del mondo, avviene che un popolo, il popolo dei Rom, sia costretto a vivere nelle condizioni dei ratti, in attesa dell&#039;annunciata opera di disinfestazione, a cura del Comune di Roma. Abbiamo contattato autorità comunali e di forza pubblica, ma le loro risposte sono state sempre evasive: non pare vi sia una reale intenzione di provvedere a ripristinare l&#039;erogazione di acqua e corrente elettrica né di fornire assistenza alle famiglie Rom. Al contrario, ai capifamiglia che svolgono attività (piccoli trasporti, vendita ambulante ecc.) sono stati sequestrati gli autoveicoli e di fatto sono stati inibiti i loro mezzi di sostentamento. Le ruspe abbattono decine di baracche con i pretesti più disparati: dobbiamo allargare la strada per consentire l&#039;eventuale passaggio dei vigili del fuoco, in caso di incendio; quella baracca era pericolosa perché costituita da materiale infiammabile ecc. Alcune famiglie, fra cui una con otto bambini, di cui alcuni malati, sono costrette a dormire sulla nuda terra, perché non è stato prevista neppure l&#039;istallazione di roulotte, container o casse mobili. Un funzionario mi ha confessato la verità, riguardo alle operazioni: &quot;Non si tratta di sicurezza, ma la sorte del Casilino 900 è già stata decisa, perché qui si faranno i lavori per la metropolitana&quot;. E ha aggiunto: &quot;Tenga conto che i politici devono anche ascoltare i cittadini e francamente qui gli zingari non li vuole nessuno. Non sarà una bella cosa, ma in tanti hanno costruito le loro campagne elettorali sulla promessa di mandarli via&quot;. Quando gli ho chiesto se secondo lui si stava vagliando un&#039;alternativa di campi di qualità, ben attrezzati e in linea con norme e convenzioni internazionali, si è messo a ridere e mi ha guardato con un&#039;odiosa smorfia d&#039;intesa, come per dire: &quot;Ma le pare che quelli stano pensando al bene degli zingari di Roma?&quot;. Qui di seguito, il documento propositivo che abbiamo presentato al Presidente del consiglio del Municipio VIII, documento condiviso dai capifamiglia Rom che abbiamo interpellato e che provvederemo a diffondere capillarmente presso le Istituzioni romane, fermo restando che non abbiamo notato la benché minima apertura, da parte loro e che non deve essere questa la via maestra da seguire, se non vogliamo arrivare a uno sgombero-pogrom dagli esiti catastrofici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Casilino 900: lo sgombero annunciato è una violazione dei diritti dei Rom. Il Gruppo EveryOne propone alternative solidali o una ferma resistenza gandhiana&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Francesco Rutelli, il prossimo sindaco di Roma, intende celebrare il suo 54° compleanno, il 14 giugno 2008, con lo sgombero del Casilino 900, il più antico campo Rom della Capitale, un insediamento in cui si susseguono, da più di 40 anni, generazioni di famiglie Rom. La storia del Casilino 900 è una storia di emarginazione, povertà, segregazione, ma è anche una storia di coraggio, di fierezza, di orgoglio. L&#039;orgoglio di far parte di un popolo antico, che da secoli contribuisce alla cultura e alla civiltà d&#039;Europa. Nonostante i pregiudizi che li circondano, i Rom sono infatti da secoli protagonisti della vita delle società del vecchio continente, che hanno arricchito di importanti innovazioni nei campi della tecnologia, della musica, dello spettacolo. La partecipazione dei Rom alla vita degli Stati europei si è svolta in condizioni difficilissime, basti pensare ai 500 anni di schiavitù nei Principati Romeni e allo sterminio subito durante l&#039;Olocausto. Il 14 giugno, oltre che il compleanno di Rutelli, è anche la data in cui venne inaugurato il campo di morte di Auschwitz, nel 1940, con l&#039;arrivo dei primi deportati. Migliaia di famiglie Rom persero la vita nella &quot;fabbrica della morte&quot;. Nel suo programma elettorale, Rutelli ha annunciato che “Il campo nomadi Casilino 900, il più grande di Roma sarà sgomberato e noi impediremo nuovi insediamenti, pretenderemo la legalità e saremo inflessibili nei confronti di chi non rispetta le regole”. Nei suoi proclami improntati all&#039;odio razziale, Rutelli non è diverso da Walter Veltroni, il sindaco che ha trasformato Roma in un luogo di persecuzione razziale, degna della Varsavia dominata dai carnefici di Hitler. Sull&#039;altro fronte, la destra, non si respira aria più pura, visto che da Berlusconi a Fini, da Bossi alla Santanché, ogni candidato si è premurato di inserire un progetto di purga etnica nei confronti dei Rom nel suo programma elettorale: &quot;Sgombereremo i campi, espelleremo gli zingari, impediremo accattonaggio e servizi di strada&quot;. Trasformare un&#039;emergenza umanitaria in una questione-sicurezza non è una strategia inventata dalle nostre Istituzioni e autorità, visto che già dal Medioevo gli zingari venivano sottoposti a restrizioni, oppressioni e violenze con la scusa di una predisposizione alla delinquenza e all&#039;immoralità che veniva loro attribuita. Il nazionalsocialismo utilizzò lo stesso genere di campagna razziale. Il razzismo istituzionale che imperversa in Italia è già stato condannato dal Parlamento europeo e dalle Nazioni unite, come attestano:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- la Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2007 sull&#039;applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell&#039;Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- le Osservazioni conclusive del Comitato per l&#039;eliminazione della Discriminazione razziale (Cerd - Nazioni Unite), 18 Febbraio - 7 Marzo 2008;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- la Risoluzione del Parlamento europeo del 31 gennaio 2008 su una Strategia Europea per i Rrom (il Parlamento ha discusso prevalentemente la persecuzione dei Rom in Italia, prima di approvare il documento);&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- la Denuncia per Crimini contro l&#039;Umanità nei confronti delle Istituzioni italiane accolta dalla Corte Penale Internazionale de L&#039;Aja nel mese di gennaio 2008.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Casilino 900, un insediamento in cui vivono 748 Rom censiti, è il campo-simbolo della persecuzione in Italia, un crimine contro l&#039;umanità che avviene nella quasi totale indifferenza del popolo italiano e con la colpevole complicità dei media nazionali, che censurano regolarmente dati, statistiche ed eventi relativi alla vasta operazione di purga etnica, preferendo compiacere le forze politiche, che illustrano tali crimini come &quot;operazioni di sicurezza&quot;. La repressione del popolo Rom in Italia è stata, invece, stigmatizzata dai più importanti media internazionali, da Newsweek al Washington Post, dalla BBC al Financial Times. Union Romani, l&#039;ERRC e le più importanti organizzazioni che si battono per i diritti dei Rom hanno protestato ripetutamente contro l&#039;annientamento dell&#039;etnia Rom che è in atto nel nostro Paese.&lt;br /&gt;
Il Gruppo EveryOne, che ha avuto un ruolo determinante nell&#039;approvazione delle Risoluzioni europee e delle Osservazioni conclusive del Cerd, sta cercando di portare il dramma dell&#039;imminente sgombero del Casilino 900 all&#039;attenzione delle Istituzioni internazionali e contemporaneamente ha avviato incontri con rappresentanti delle Istituzioni romane. Al Casilino 900 e in genere negli insediamenti  Rom  della Capitale, la situazione delle famiglie che sono  costrette a  vivere in quei luoghi atroci è simile a quella degli  ebrei nei  ghetti di Varsavia o di Lodz, negli anni dell&#039;Olocausto. Uno  sgombero  coatto, senza un&#039;alternativa valida - non certo i  grandi lager di  cui si è parlato, invivibili e civilmente  indegni anche solo come  progetti - sarebbe una follia, una follia criminale che distruggerebbe centinaia di famiglie, cancellerebbe ogni speranza di un futuro sopportabile per un&#039;umanità già provata da un&#039;oppressione lunga e spietata - fra cui 400 bambini e ragazzini - e metterebbe queste persone sulla strada, incamminandole verso una tragica &quot;marcia della morte&quot; in direzione del nulla, perché nulla è stato previsto come alternativa al loro allontanamento. Attualmente il nostro gruppo vede una sola via percorribile, in due tappe ben definite:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;a) migliorare le condizioni di  vita delle famiglie del Casilino 900  e degli altri insediamenti, fornendo acqua, fognature, elettricità, assistenza, migliorie alle  abitazioni e attuando programmi di desegregazione, agevolando l&#039;inserimento scolastico e/o professionale dei più giovani e favorendo la costituzione di piccole imprese Rom;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;b) dopo aver istituito un Comitato di consulenza, composto da rappresentanti Rom del Casilino 900 (e di ogni altro campo in cui sarà necessario intervenire), istituire campi di qualità, ben  attrezzati e non lontani  dal sito attuale, qualora il sito attuale non possedesse requisiti sufficienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ribadiamo che, dopo tanti anni di persecuzione, è necessario che  le Istituzioni locali, se desiderano  agire con coscienza e  secondo le Convenzioni internazionali che  proteggono la  minoranza Rrom, riconoscano l&#039;autorità dei rappresentanti dei campi, costituiti in Comitati, e si prodighino ad ascoltare le loro  richieste per dare una risposta concreta ed efficace alle loro legittime istanze. In Francia, dopo che le autorità hanno verificato l&#039;inutilità  pratica  e la tragedia umanitaria susseguente a sgomberi ed  espulsioni, si  parla finalmente, a livello governativo, dell&#039;ipotesi di creare  &#039;campi di qualità&#039;, almeno fino a quando  non saranno operativi i  programmi per i Rom di assegnazione di alloggi e di inserimento  nel mondo del lavoro. Se ne deve parlare seriamente anche da noi, prima di commettere  ulteriori sbagli e di minacciare  l&#039;esistenza di tanti esseri umani  innocenti. Quando le Istituzioni saranno realmente in grado di mettere a disposizione dei Rom alloggi adeguati, senza chiedere loro requisiti irraggiungibili, allora e solo allora si potrà parlare di un&#039;alternativa efficace ai campi di qualità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Gruppo EveryOne è in stretto contatto sia con rappresentanti Rom del Casilino 900 che con rappresentanti delle Istituzioni locali, nazionali ed internazionali. Lo strumento che la nostra organizzazione ritiene assolutamente indicato alla soluzione delle emergenze umanitarie negli insediamenti Rom della Capitale è proprio l&#039;incontro fra le parti, finalizzato all&#039;eliminazione dei pregiudizi e delle violazioni che rendono assolutamente inaccettabili per una società che si dica civile le condizioni di vita cui sono costrette le famiglie Rom. E&#039; assolutamente prioritario anche l&#039;abbandono da parte di Istituzioni e autorità dell&#039;attuale politica razziale e repressiva. Nessuna famiglia Rom deve più essere sottoposta a trattamenti inumani o degradanti né deve essere privata dei suoi beni e di un luogo in cui ripararsi, a meno che non sia stata concordata - con l&#039;accettazione piena e consensuale della famiglia stessa - un&#039;alternativa abitativa adeguata, in linea con i Diritti Umani e senza che la famiglia abbia a che soffrire di tale nuova soluzione oppure che - a causa di tale alternativa - essa rischi di perdere la propria identità o i propri valori etnici, tradizionali, religiosi ecc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel caso le Istituzioni romane, dopo gli incontri con in nostro Gruppo, che si coordinerà sempre con i rappresentanti Rom, dovessero rifiutare le alternative civili e solidali e dovessero procrastinare la politica razziale, in violazione delle Convenzioni e delle norme che tutelano i diritti dei Rom, il Gruppo EveryOne si opporrà ad eventuali operazioni di sgombero coatto con una resistenza passiva, nonviolenta, gandhiana. Ribadiamo in tal senso il nostro invito agli amici, agli antifascisti, agli attivisti di Roma e a tutte le persone che credono in una civiltà basata sui Diritti Umani: scriveteci, organizziamo una resistenza pacifica, ma ferma; facciamo scudo agli oppressi - i Rom di oggi sono come gli ebrei durante l&#039;Olocausto - con i nostri corpi. Teniamoci per mano, nel caso la forza pubblica volesse sgombrare con prepotenza i nostri fratelli Rom, cantando canzoni di pace e giustizia, come fecero Janusz Korkzac e la sua assistente Stephania Vilchinska, quando i criminali nazisti decisero di deportare a Treblinka i ragazzi ebrei ospitati nel loro orfanotrofio. In ogni caso, non consentiamo un nuovo, intollerabile e gravissimo abuso contro i Rom del Casilino 900 o degli altri insediamenti romani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;mailto:info@everyonegroup.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;info@everyonegroup.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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 <pubDate>Fri, 11 Apr 2008 11:25:57 +0000</pubDate>
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