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Notizie

Ah Scajola!!

Mentre il ministro dello Sviluppo Economico Scajola partecipa all'inaugurazione farsa dei primo del tre gruppi produttivi della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord dichiarando "Eccola, dopo qualche vita umana" con totale disprezzo per chi la vita ce l'ha lasciata veramente in questi anni di livelli di produzione allucinante, oggi un nuovo incidente ha colpito un dipendente.

Un operaio di 50 anni, del
quale non sono state ancora rese note le generalità, dipendente
di una ditta appaltatrice dell'Enel
, è rimasto ferito in
maniera grave
nel cantiere della centrale Enel di Torre
Valdalica Nord, a Civitavecchia. L'uomo, secondo una prima
ricostruzione dell'accaduto, è stato colpito alle gambe poco
dopo le 11.00 da un fascio di tubi.
L'operaio è stato trasportato nel pronto soccorso
dell'ospedale S. Paolo di Civitavecchia dove è stato sottoposto
ad una serie di accertamenti. Oltre alle fratture alle gambe
presenterebbe difficoltà respiratorie. 


Ieri un presidio dei NO-coke
ha denunciato l'impatto ambientale che questa centrale avrà sul territorio in totale opposzione alle dichiarazione di tutte le istituzioni che definiscono la centrale come un modello di tecnologia e di produzione di energia pulita.
Ascolta la corrispondenza di Radiondarossa

Schiavo in Padania morto di fatica

Da La Stampa

Un soccorso arrivato troppo tardi, un'agonia andata avanti due ore e
più sotto un sole che non dà respiro. Era clandestino, Vijay Kumar, era
indiano e non doveva morire in quel campo: l'agricoltore sarebbe finito
nei guai. Ci è finito lo stesso, decisamente di più. Vijay Kumar, 44
anni, raccoglieva meloni e angurie nella breve e intensissima stagione
estiva. Il 27 giugno la giornata era iniziata come tutte le altre a
Viadana, nella bassa mantovana, solo il Po a dividerla dalla Brescello
di Peppone e Don Camillo: sveglia all’alba e poi nei campi della
contrada Salina per guadagnarsi quegli otto euro che gli davano -
chissà quanti erano realmente per lui - per spaccarsi la schiena.
Finché tra le quattro e mezza e le cinque il sole e la fatica lo
piegano: un infarto e Vijay crolla a terra. Ma non muore subito. Lo
lasciano in mezzo al campo a rosolare, perché Vijay non doveva essere
soccorso lì: lavorava in nero, sarebbe successo un macello.
Per
questo ora i padroni della tenuta agricola dove Vijay lavorava - Mauro
Costa e la moglie - sono accusati di omicidio volontario e omissione di
soccorso. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti alcuni colleghi di
Vijay sarebbero stati mandati a prendere una loro automobile per
portare via dai loro campi quell'uomo diventato ormai troppo
ingombrante. La macchina arriverà, ma solo dopo oltre due ore. I suoi
colleghi - sarebbe stata presente anche la moglie di Costa - lo
trasportano poco lontano, in uno spiazzo a fianco di una roggia,
all'ombra del granturco che costeggia via Bordenotte. E allora, e solo
allora, chiamano soccorso. Sono quasi le otto, l'agonia di Vijay è
infinita. Per primo arriva un medico di base e lo trova malmesso ma
ancora vivo. Tenta di rianimarlo, fa chiamare il 118. Quando arriva
l’ambulanza, però, Vijay è già morto sotto questo afoso cielo bianco
della Padana riarsa. Un secondo infarto sembra gli sia stato fatale.
Chiarirà tutto l’autopsia, disposta per il 15 luglio.

I
carabinieri, l’ispettorato del lavoro di Mantova e la polizia locale
ricostruiscono il tutto nel corso di un blitz condotto nei giorni
scorsi nell'azienda agricola: trovano 13 compagni di fatica di Viay,
quattro in nero, tre senza permesso di soggiorno, altri reclutati
illegalmente.

Molte reticenze, tanti «non so, non ricordo», ma
qualcuno confida il trattamento riservato al compagno. Le autorità
denunciano i Costa dapprima per omicidio colposo, ieri trasformato in
volontario. Chiamano in causa pure il «caporale» di turno, che qui
porta il nome ottocentesco di Cooperativa Facchini Vitelliani. Questa,
guidata dal presidente Giuliano Minghetti, è accusata di
somministrazione irregolare di lavoratori. Costa per il momento dovrà
pagare 90 mila euro di sanzione e 200 giorni di contributi non versati.

Per ritrovare Le tracce di Vijay in questa terra «dove l’11%
della forza lavoro è extracomunitario, ma mai era accaduta una cosa del
genere, siamo sconvolti», come dice il sindaco Pd Giovanni Pavesi,
bisogna spostarsi solo qualche chilometro da dove è morto, alla
frazione Cavallara, in via Bugno.
Lì gli italiani fan finta di
non averlo mai né visto né conosciuto; al contrario Memipal,
connazionale indiano di 28 anni («Ma io lavoro in fabbrica»), se lo
ricorda bene. «Viveva in quella casa là con suo fratello Baljit, che
avrà quarant'anni e che adesso è in India, è partito prima che
succedesse la tragedia». Ora Baljit dovrà trovare le parole giuste per
spiegare la morte di Vijay alla vedova che con i due figli era sempre
rimasta a Begampur, nella regione del Punjab da dove era partito il
sogno di Vijay.
Al campanello di questa casa isolata al
limitare di un bosco di pioppi non risponde nessuno. È mezza diroccata,
ha molte finestre murate. In mezzo allo squallore, dal tetto, spuntano
due antenne paraboliche per restare collegati con casa, con l'India.
Alla cascina dei Costa, tutto tace. Restano i carretti carichi di
angurie, un'Audi parcheggiata sotto le volte. Mauro non c'è, sua moglie
neppure. C'è la figlia che la prende male: «Non dico niente. State
ingigantendo tutto, state solo sputtanando mio padre». Cala la sera su
Viadana e su Salina. Sfrecciano le biciclette degli indiani e di
qualche turista. Sul luogo della morte di Vijay, nemmeno un fiore.

Inail: gli incidenti sul lavoro sono cresciuti del 3,6%

Cresce il numero delle morti sul lavoro.
Nei primi quattro mesi di quest'anno, in base alle rilevazioni
Inail, le vittime degli incidenti sul lavoro sono state 369, in
aumento rispetto alle 356 del periodo gennaio-aprile 2007.
Lo scorso anno, sempre secondo gli ultimi dati Inail, i
lavoratori che avevano perso la vita erano stati 1.210, con un
calo del 9,7% rispetto all'anno prima.
In particolare, il settore dell'industria e dei servizi è
quello che nel primo quadrimestre di quest'anno ha pagato il
prezzo più alto: 339 morti (erano stati 332 nei primi quattro
mesi del 2007). Mentre in agricoltura le vittime da gennaio al
30 aprile di quest'anno sono state 30, contro le 24 dell'analogo
periodo dello scorso anno.

A Seul il XVIII Congresso mondiale su sicurezza e lavoro

Sono più di 2 milioni le
persone
che ogni anno perdono la vita a causa di incidenti sul lavoro
e malattie professionali, per un costo stimato per l'economia globale
che ammonterebbe al 4% del Pil mondiale. È quanto emerge da un
rapporto dell'Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro), che
verrà presentato in occasione del XVIII Congresso mondiale sulla
sicurezza e la salute sul lavoro, che ha preso il via il 29 giugno a Seoul,
nella Repubblica di Corea, dove è in programma fino al 2 luglio.
L'indagine fornisce le stime più recenti sull'impatto globale
causato da incidenti sul lavoro e malattie professionali, nonchè le
azioni da intraprendere per migliorare la sicurezza e la salute sul
lavoro.
Al Congresso, che ha luogo ogni tre anni, partecipano circa
4.000 tra dirigenti d'azienda, responsabili politici ed esperti
provenienti da oltre 100 paesi. È l'iniziativa più importante a
livello internazionale di questo tipo e ha l'obiettivo di esaminare lo
stato della sicurezza nel mondo del lavoro e gli sforzi mondiali per
migliorarla. È, inoltre, previsto un summit di alto livello che
riunisce 50 autorevoli rappresentanti provenienti dal tutto il mondo
tra cui ministri, dirigenti di multinazionali, esperti di sicurezza e
salute sul lavoro e di sicurezza sociale di fama internazionale oltre
che rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori. Il summit
dovrebbe poi adottare una Dichiarazione sulla sicurezza e salute sul
lavoro destinata a diventare un punto di riferimento internazionale
sulle questioni legate alla sicurezza e salute sul lavoro.

Imprenditore chiede risarcimento ad operai morti

Un risarcimento di 30 milioni di
euro è stato chiesto ai familiari dei quattro operai morti in
un'esplosione alla Umbria Olii di Campello sul Clitunno e
all'unico sopravvissuto dai titolari dell'azienda dove avvenne
l'incidente. Le vittime lavoravano per una ditta esterna
impegnata in interventi di manutenzione. Nella richiesta di
danni Del Papa sostiene che l'esplosione sia stata provocata da un
erroneo uso della fiamma ossidrica.

La notizia è riportata dal Messaggero. La richiesta di
risarcimento sarà esaminata dal tribunale civile di Spoleto in
un'udienza fissata per il gennaio prossimo. «Preferisco non
commentare e lasciare il giudizio all'opinione pubblica» ha
detto oggi l'avvocato Dino Parroni che con il padre Sandro
rappresenta la vedova e il figlio del titolare della ditta di
manutenzione, anche lui tra le vittime dell'incidente.
Il risarcimento è stato chiesto in seguito a un accertamento
tecnico preventivo svolto in sede civile su richiesta della
stessa Umbria Olii dal quale emerge che la fiamma ossidrica non
doveva essere utilizzata per i lavori. Le conclusioni saranno
depositate in un'udienza fissata per il 15 luglio ma l'avvocato
Dino Parroni ha già sollevato diverse eccezioni al riguardo.
In sede penale è invece in corso l'udienza preliminare a
carico del titolare della Umbria Olii, Giorgio Del Papa. Una
decisione è attesa l'11 luglio prossimo.

Ispettore del lavoro patteggia mazzetta e torna al lavoro

GROSSETO.
Nessuna inibizione dal pubblico impiego. Tradotto: Antonello Tosarelli
l’ispettore del lavoro di Rispescia che aveva chiesto e intascato una
mazzetta di 500 euro a un imprenditore edile romeno potrà tornare al
suo vecchio impiego. Basterà che l’ufficio provinciale dell’ispettorato
del lavoro, per il quale il 47enne lavorava da una decina di anni,
tolga la sospensione che aveva inflitto al proprio dipendente
all’indomani del blitz dei carabinieri. Era il 21 febbraio scorso e
militari di Orbetello filmarono il funzionario mentre intascava i soldi
che sarebbero serviti a chiudere un occhio su alcuni presunte
irregolarità all’interno del cantiere nel quale lavorava l’imprenditore
edile romeno.

La decisione è conseguenza della sentenza firmata dal
Gup Pietro Molino nella quale durante il patteggiamento richiesto
dall’avvocato difensore di Tosarelli, Alessia Granchi, l’imputato è
stato condannato a due anni di carcere mentre la pena è stata sospesa e
come da procedimento non è stata applicata nessuna pena accessoria.
C’è
di più. In Camera di consiglio la Direzione provinciale
dell’ispettorato del lavoro non si è costituito parte civile. Una
decisione che potrebbe indurre a pensare che la vicenda non abbia
danneggiato in alcun modo l’immagine dell’ufficio.
La storia inizia
a metà febbraio quando Nocu Doleschu, 24 anni, imprenditore edile con
una ditta a Pescia Romana, si presenta dai carabinieri di Orbetello
raccontando che durante un controllo un ispettore del lavoro «senza
presentare alcun documento di riconoscimento gli ha contestato una
sanzione di 4300 euro». Il giovane chiede spiegazioni anche al proprio
commercalista. Alla fine l’ispettore risponde che in cambio «prima di
mille e poi di cinquecento euro sarebbe pronto a fare finta di niente»,
racconta Doleschu ai militari.

Torino: ancora disperazione

Sfrattatato e senza lavoro, ha
minacciato di darsi fuoco davanti al municipio di Torino. Le
forze dell'ordine lo hanno convinto a desistere.
L'uomo, un sessantacinquenne, si è presentato questa mattina
con in mano due bottigliette di liquido infiammabile e un
accendino. E' salito su una delle statue all'ingresso del
municipio ed ha minacciato di incendiarsi se non avesse potuto
parlare con il sindaco. Piu' tardi ha incontrato Chiamparino ed
il suo vice Dealessandri.

Ucciso dai datori di lavoro per una polizza sulla vita

Ci sarebbe il riscatto di circa un
milione di euro dietro l'omicidio del cittadino romeno Adrian
Joan Kosmin, 28 anni, il cui corpo è stato trovato carbonizzato
la mattina del 7 giugno scorso nella sua auto, in una stradina
di Cavaion Veronese (Verona), nei pressi del casello
autostradale Affi.
Per questo omicidio è stata sottoposta a fermo di polizia
giudiziaria dai carabinieri di Caprino Veronese (Verona) e dal
Reparto operativo di Verona, una coppia scaligera, lui di 34
anni e lei di 31. Sono accusati di omicidio volontario
premeditato e occultamento di cadavere. I due, secondo quanto si
è appreso, sono titolari di una ditta di autotrasporto presso
la quale lavorava il romeno. Quest'ultimo avrebbe stipulato un'assicurazione da circa 1
milione di euro il cui beneficiario sarebbe stata l'indagata.
La svolta dell'indagine dopo ore di serrato
interrogatorio davanti alla pm scaligera Giulia Labia. I due
indagati erano stati convocati dai carabinieri perchè
risultavano essere state le ultime persone ad aver visto Kosmin
in vita. Ad indirizzare i militari dell'Arma verso i due
veronesi, vi sarebbero le testimonianze di amici e familiari
della vittima. Dagli accertamenti svolti dai carabinieri
veronesi pare che i due abbiano narcotizzato il romeno,
portandolo poi con la sua Rovero 25 fino a Cavaion Veronese
(Verona). Qui la coppia avrebbe cosparso con un liquido
infiammabile la vettura, dando poi fuoco, mentre il romeno,
privo di sensi, era al posto di guida.
L'uomo è stato portato in carcere, mentre la donna, madre di
un bambino di pochi mesi, è stata posta agli arresti
domiciliari.

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