Controllo/Repressione
Processo al Sud Ribelle: il 24 Aprile la sentenza.
Gio, 24/04/2008 - 09:24
ULTIMO AGGIORNAMENTO:
- 19:05 - LA SENTENZA: TUTTI GLI IMPUTATI SONO STATI ASSOLTI DA TUTTI I CAPI D'ACCUSA.
Tutti e 13 gli imputati sono stati assolti dall'accusa di "associazione finalizzata a sovvertire l'ordine costituito dello stato" perché il fatto non sussiste. La sentenza è giunta dopo quasi due ore di camera di consiglio della Corte d'Assise ed è stata accolta dalle festose urla liberatorie degli imputati e dei partecipanti al presidio.
Dopo oltre 3 anni di udienze, il processo al Sud Ribelle, che vede imputati 13 compagni, tra cui molti attivisti di Cosenza, provenienti da diverse realtà di movimento, arriva al suo epilogo.
A sette anni dal suo avvio, la vicenda della "Rete Meridionale del Sud Ribelle", sta per giungere la sentenza di primo grado.
Il 23 aprile è prevista, infatti, l'ultima giornata dedicata alle arringhe difensive, mentre giovedì 24 aprile la Corte d'Assise del Tribunale di Cosenza si pronuncerà in merito ai complessivi 50 anni di carcere e 26 di libertà vigilata richiesti dal PM Domenico Fiordalisi.
Dopo Genova, Cosenza
Ven, 25/01/2008 - 11:11
E' ricominciato in sordina il processo al "Sud Ribelle", la fantomatica organizzazione inventata dai ROS ormai 3 anni fa.
Il processo coinvolge 13 persone accusate di associazione sovversiva, il calendario processuale prevedeva il 31 gennaio l'emissione della sentenza, questa è stata spostata a marzo per motivi tecnici.
Le richieste del PM Fiordalisi, 50 anni di carcere totali.
Il 2 Febbraio è prevista una manifestazione a Cosenza. Leggi l'appello
Approfondimenti su Indymedia Calabria
A Roma si terrà un'assemblea pubblica al Forte Prenestino venerdi 25 alle ore 18
- /* appuntamenti */
- Giovedi 31 - ore 12 a piazzale Clodio: conferenza stampa
- Sabato 2 - ore 7 autobus da Roma |info e prenotazioni|
Un secolo di sconto
Sab, 15/12/2007 - 18:49
Il 14 dicembre la Procura di Genova, presieduta dai giudici Devoto, Gatti e Realini, ha condannato 24 dei 25 imputati accusati di devastazione e saccheggio per i fatti del luglio 2001.
Le pene sono pesanti vanno dai 6 agli 11 anni per i 10 condannati per devastazione e saccheggio; per i restanti 14 imputati pene dai 5 mesi ai 2 anni e mezzo, dato che i loro reati sono stati derubricati a danneggiamento e lesioni a pubblico ufficiale.
Ad uno degli imputati, considerata la posizione in piazza Alimonda, sono stati dati 5 anni, senza tener conto della particolare situazione di Via Tolemaide.
Una assoluzione.
Vogliamo giustizia non giustiziati
Gio, 01/11/2007 - 17:59
Ottobre 2007. 6 anni fa era Genova.
Dopo 4 anni di processo portato avanti senza indugi siamo arrivati alle richieste di 1° grado contro le/i 25 manifestanti accusat* di devastazione e saccheggio. I 2 p.m. Andrea Canciani e Anna Canepa hanno richiesto 225 anni complessivi di carcere, con condanne personali che vanno dai 6 ai 16 anni e con l'ulteriore beffa di dover anche pagare i danni allo stato, parte civile nel processo, per un ammontare di 2 milioni e mezzo di euro. Nel frattempo i processi di bolzaneto e della scuola diaz andranno in prescrizione.
Siamo tutti Rom!
Ven, 16/05/2008 - 14:20amo tutti Rom: raccogliamo l'eredità degli eroi 'zingari' del 16 maggio 1944
Il 16 maggio 1944 quattromila Rom internati nello "zigeunerlager" di Auschwitz decisero di opporsi ai loro aguzzini, che secondo programma erano venuti a prelevarli, per condurli nelle camere a gas. Di fronte a un'umanità ridotta in condizioni pietose - formata da nugoli di bambini pelle e ossa, donne e capifamiglia scalzi - si trovava la più potente e organizzata macchina di oppressione morte di tutti i tempi. Non furono solo gli uomini a decidere di non piegare il capo di fronte ai carnefici in divisa; anche le manine ossute dei bimbi e delle donne raccolsero pietre, mattoni, spranghe, rudimentali lame e tutti insieme i Rom di Auschwitz dissero: "No!"
"Non vi daremo i nostri piccoli, perché li facciate uscire dai vostri camini. I vostri medici ne hanno già straziati tanti, sperimentando la loro scienza mostruosa su di loro. Le loro urla salivano fino al cielo, più in alto ancora del fumo denso che usciva dai crematori, più in alto ancora delle nostre preghiere. Non annienterete le nostre famiglie, cui avete già tolto i doni preziosi della libertà e della dignità. Non lasceremo alle vostre mani rapaci, ai vostri cuori tenebrosi, al vostro odio disumano la bellezza delle nostre vite, la santità dell'amore che unisce le nostre famiglie in un popolo povero, ma fiero". Le mamme stringevano al petto i bimbi più piccoli, mentre combattevano; i ragazzini difendevano lo "zigeunerlager" finché il sangue non li copriva, rendendoli simili agli spiriti della vendetta delle leggende; braccia scure brandivano armi rudimentali in un impeto instancabile, finché le SS si ritirarono, esterrefatte davanti a quell'eroismo, a quel coraggio sovrumano che affrontava le palottole e le baionette con la carne nuda. Le SS si ritirarono, portando con sé molti cadaveri tedeschi. Solo il 2 agosto 1944 i nazisti - dopo aver ridotto in fin di vita la popolazione Rom prigioniera della "fabbrica della morte", limitando al minimo il suo sostentamento alimentare - riuscirono a liquidare lo "zigeunerlager". 2.897 eroi Rom furono assassinati in una sola notte nelle camere a gas di Birkenau.
Oggi, 16 maggio 2008, siamo di fronte agli eredi dei carnefici di Hitler. I mandanti del nuovo crimine di massa sono quegli uomini e quelle donne che vediamo ogni giorno sulle pagine dei giornali e in TV, sorridenti, pieni di boria, rifatti dal lifting e dal trucco, con le bocche ghignanti piene di parole che suonano come "Legalità", "Giustizia", "Sicurezza", ma che significano "Persecuzione", "Razzismo" e "Morte". Li vediamo ogni giorno e non hanno più colore, perché sono uniti e uniformati dall'odio. Non hanno rispetto di niente: non della vita, non dei diritti umani, non delle leggi universali, non della nuova Europa che si oppone ai pregiudizi. Hanno istigato violenze e pogrom in tutta Italia, ingannando le masse con calunnie razziste e incitamenti alla violenza xenofoba. Non li fermeremo, noi che vediamo ancora la luce dei Diritti Umani, noi che adesso siamo tutti Rom, noi che vogliamo essere Rom perché vogliamo essere giusti, non li fermeremo se non decidiamo fin da adesso di ereditare l'orgoglio degli 'zingari' di Auschwitz e non ci prepariamo a schierarci accanto alle famiglie perseguitate, sfidando le autorità che non rappresentano più nulla, le divise che non rappresentano più nulla, le più alte cariche dello Stato che hanno tradito ogni valore, che non hanno il diritto ad esprimersi a nome di un popolo, di una civiltà di un'umanità che - fra tanti orrori - ha creato anche un testo che è un impegno a costruire un futuro migliore per tutti: la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Roberto Malini - Gruppo EveryOne
roberto.malini@annesdoor.com
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Verona - Arrestati due compagni e una denunciata
Mer, 14/05/2008 - 17:07In questi giorni c'e' un gran da fare per organizzare pulman, treni ed altro per far arrivare individualita', al "corteo" per l'aggressione e l'uccisione di Nicola.
Ma quanti di voi sanno che sempre a Verona ci sono stati dei fermi e degli arresti a dei compagni anarchici solo perche' stavano infrangendo le nuove ordinanze comunali che vietano il consumo di cibi e bevande alcoliche in determinate piazze e strade.
Con Dax, Renato, Nicola nel cuore
Contro i fascisti solo sprangate
Paco libero!
Valeria libera!
Liberi tutti!
Incollo qua sotto prima il lancio dell'ansa e poi il resoconto dei fatti.
X MAGGIORI INFO
http://www.informa-azione.info
http://www.informa-azione.info/verona_arrestati_due_co...
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Verona - Aggrediti Cc con spray peperoncino
A Verona, arrestate due persone
(ANSA) - VERONA, 3 MAG - Arrestate due persone a Verona: alla richiesta di 4 carabinieri di mostrare i documenti li hanno aggrediti con spray al peperoncino. I due, entrambi di 34 anni, sono noti alle forze dell'ordine per essere esponenti cittadini di spicco del movimento anarco-insurrezionalista. I militari sono ricorsi alle cure dei sanitari, hanno una prognosi di 10 giorni. La coppia sara' processata per direttissima, le bombolette spray usate dalla coppia (di produzione tedesca) sono illegali in Italia.
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Verona - Arrestati due compagni e una denunciata
Il pomeriggio del 2 Maggio, a Verona, tre compagni anarchici vengono fermati da una pattuglia di carabinieri di quartiere, perché stavano bevendo una birra per la strada, ben consci di stare infrangendo le nuove ordinanze comunali che vietano il consumo di cibi e bevande alcoliche in determinate piazze e strade.
In seguito a qualche scambio verbale, i carabinieri decidono di intervenire in forza per far rispettare l’ordinanza. Altre pattuglie giungono sul posto, i compagni vengono malmenati, alcuni manganellati, tutti ammanettati e portati in Caserma. Valeria finisce all’ospedale con la testa sanguinante, quattro carabinieri pure perché raggiunti da spray urticante.
In Caserma non mancano di certo i soliti atteggiamenti provocatori, della serie “zecche comuniste”, “in America Latina, dovreste andare a finire!”, e così via.
Per Paco e Valeria viene convalidato l’arresto per resistenza, lesioni e porto abusivo d’armi (Paco verrà portato prima in ospedale, poi in carcere), mentre Emilia viene rilasciata con tre denunce: porto abusivo d’armi, rifiuto di fornire le generalità personali, ingiurie.
Il giorno seguente in Tribunale viene convalidata la custodia cautelare per entrambi: Paco rimane in carcere, mentre a Valeria vengono concessi i domiciliari.
Paco libero!
Valeria libera!
Liberi tutti!
Il 14 Maggio, alle ore 9:00, ci sarà il processo.
Per contattare Paco scrivere a:
Paco Giuntoli
Casa Circondariale
Via Porto San Michele, 15
37133 Verona (VR)
IS THIS US CONGRESSIONAL INJUSTICE RACIST, OR CALLOUS NEGLECT ?
Mer, 14/05/2008 - 00:10TENS OF THOUSANDS OF INNOCENT POORER AMERICAN PRISON INMATES NEED INTERNATIONAL ASSISTANCE FOR LEGAL FEES IN HELPING THEM ATTEMPT TO EXONERATE THEMSELVES FROM THE US PENAL COLONIES !!
Most Americans are well aware that there are plenty of innocent poorer US citizens in our prison systems nationwide,but very few of us have ever heard about our US Congressional representatives who are mostly lawyers themselves
denying our Middle Class and Working Poor Americans proper legal counsel for their federal appeals.
When any poorer American is charged with a Federal crime all legal costs and appeals are paid for,but when one is charged in the various 50 states and run out of higher court state appeal opportunities and need to appeal to the Federal courts,it appears that these poorer and mostly uneducated prison inmates are left to their own best lawyering skills to attempt to write a federal appeal that could sway a US Federal judge to grant them a new retrial.
Our US Congressional Representatives sleep soundly every night knowing there are reported to be an estimated 100,000 innocent Americans (some residing for decades)in our US Prisons who have been denied proper legal counsel to help them attempt to exonerate themselves with their Federal Appeals ??
qualcosa da recuperare (per giorgiana masi)
Lun, 12/05/2008 - 10:13Qualcosa da recuperare.
Giorgiana Masi, 12 maggio 1977- 12 maggio 2008.
C’è qualcosa da recuperare, da far riemergere dall’oblio. E non si tratta solo della memoria di una generazione che ha lottato e che ormai è sottoposta ad una demonizzazione costante sui media.
Pensiamo a Giorgiana Masi, a quello che evoca il suo omicidio. L’hanno uccisa, il 12 maggio di 31 anni fa, le squadre speciali della Polizia di Cossiga, nonostante quest’ultimo continui squallidamente a negarlo. Era la risposta dello Stato al protagonismo di massa, alla volontà collettiva di trasformare il mondo.
Ma rispondere con la forza a spinte radicali che vengono dal basso è una costante. A Genova, nel 2001, si esprimeva un principio di movimento, formato da tante lotte particolari che cominciavano ad unificarsi. La reazione è stata durissima: l’assassinio di Carlo, l’assalto alla Diaz, le torture di Bolzaneto.
Ora, proprio le spinte alla trasformazione sociale del ’77 e quella, più recente, ma apparentemente già dispersa, del 2001, andrebbero recuperate. In questo senso, più che proclamarsi retoricamente “figli della stessa rabbia”, bisognerebbe riappropriarsi di certi contenuti. La manifestazione non autorizzata a cui partecipava Giorgiana, studentessa di un liceo della zona nord di Roma, celebrava l’anniversario della vittoria nel referendum sul divorzio, ma la spinta di quella generazione andava oltre. Mettendo in discussione la famiglia come pilastro sociale, sperimentando forme comunitarie più aperte. Inoltre, proprio i movimenti degli anni ’70 furono pervasi da una forte tensione antistatalista, purtroppo più agita che oggetto di una riflessione condivisa.
Oggi viviamo in tempi di “familismo egoistico”. Si svuota la partecipazione popolare, salvo che ai riti elettorali, fruiti come spettacoli televisivi. Ci fanno essere gli uni contro gli altri: se il collega di lavoro è un concorrente, l’immigrato è addirittura il nemico principale. La famiglia è il luogo del rifugio nel privato e, insieme, un ammortizzatore sociale “informale” in tempi di precarietà estrema della vita e di smantellamento d’ogni servizio pubblico. L’esaltazione di tale istituzione, nella sua forma più tradizionale e quindi nel segno del dogma della eterosessualità e della condanna di ogni esperienza difforme, non è solo ideologia clericale, ma ha una base materiale precisa.
Quanto allo Stato, pur perdendo funzioni di indirizzo economico in direzione degli organismi sovranazionali, mantiene ed accentua la sua opera di contrasto e prevenzione del conflitto. Con i suoi apparati di polizia, sempre più spesso scagliati contro quelle lotte che cercano di salvare i territori dalla devastazione, ma anche – e soprattutto – per la sua capacità di formare il consenso, di creare collante ideologico. Si pensi, in questi tempi di politica estera aggressiva e di missioni militari dispiegate ovunque, al patriottismo propugnato dagli ultimi presidenti della Repubblica.
Non si tratta solo di suscitare approvazione attorno ad imprese imperialiste descritte come atti umanitari, ma di creare le basi per condannare chiunque rompe con la concordia, trasformando in nemico interno chi dissente e lotta per i propri bisogni.
Ciò, in un quadro in cui tutti i livelli istituzionali, a partire da quello parlamentare, sono sordi ad istanze che non siano quelle del padronato e delle gerarchie ecclesiastiche. Il risultato delle ultime elezioni, per esempio, mostra una situazione inedita, legata alla improvvisa accelerazione di un processo in atto da un quindicennio, segnato da una tendenza al rafforzamento dell’Esecutivo e dalla progressiva perdita di rappresentatività delle Camere. Una situazione che presenta per noi difficoltà, come dimostra il segnale più inquietante giunto dalle elezioni: i voti operai ad una forza, la Lega, che rappresenta in modo estremo l’egoismo sociale di questi anni. E’ la conseguenza dell’assenza di punti di riferimento fuori dalla fabbrica.
Ma questo contesto nuovo porta con sé anche un’opportunità.
In questo quadro, infatti, il recupero delle istanze per cui lottarono Giorgiana ed un’intera generazione, può esser condotto in modo non formale, all’insegna di una attenta rielaborazione. Mentre le spinte conflittuali (contro la precarietà del lavoro e della vita, per l’ambiente, contro la guerra ed il saccheggio delle risorse dei paesi “terzi”) che cercavano di unificarsi a Genova, trovano meno ostacoli nel loro tentativo di esprimersi finalmente in modo netto e autonomo. In sostanza, non avere più interlocutori nelle istituzioni, può spingere le lotte a rimandare in termini più chiari all’idea di una società altra, dove la libertà di uno/a sia veramente la condizione per la libertà di tutti/e.
Collettivo Autonomo-Libertario “Liberidiamare” (liberidiamare@yahoo.it)
Collettivo Comunista di via Efeso – Roma (www.viaefeso.org)
Corrispondenze Metropolitane – Roma (cmetropolitane@yahoo.it)
L'assassinio di Giorgiana Masi il 12 maggio 77
Lun, 12/05/2008 - 09:02In ricordo di Giorgiana, studentessa romana di 19 anni del liceo scientifico Pasteur, uccisa a Ponte Garibaldi il 12 maggio 1977 durante una manifestazione. Un video che chiarisce molte cose, le foto del corteo dell'anno scorso e la poesia a lei dedicata.
Li trovate su www.ciardullidomenico.it
stato spagnolo: criminizano concerti di Banda Bassotti
Dom, 11/05/2008 - 20:07Il Comune di Rivas Vaciamadrid ( nella provinzia di Madrid ) non lasara il campo di calcio che apartine al comune ,all festival "Agitacion" , organizato per Unión de Juventudes Comunistas de España e due assoziazione locali , in solidarieta con il popolo Saharaui , il sindaco dello comune di Rivas Vaciamadrid , apertiene al partito Izquierda Unida ( Sinistra Unita ) , e prende come scusa che ci sono avvuti presioni , e che per non " ferire nesuna sensibilita " , hanno deciso di suspendere il concierto , hanno detto che solo lasarano farlo se Banda Bassotti non suona .
Pagina web dello Comune dove spieca il perque de la sua decisione
http://www.rivas-vaciamadrid.org/vernoticias.php?id=87...
La noticia e presa di qua
http://www.lahaine.org/index.php?blog=2&p=30057
Nello Comune di Vila-real nella provincia de (Castelló) fra Tarragona e Valencia , in uno primo momento volevano sonare nella casa culturale dello paese , ma dopo il comune a rifiutato di lasare la casa culturale , a la fine gli organizatori hanno deciso di fare il concierto in una discoteca dello paese .
http://www.kaosenlared.net/noticia/persecucion-banda-b...
Il perche di questi decisioni , per una persona che non sege la realita fra stato spagnolo e Euskal Herria , é un pó dificile di capire .Ma si se capise che il stato spagnolo e in guerra contra tutto che se asimile a solidarieta con il popolo vasco , aunche sea di lontano , criminizano comunche sea essa forma di solidarieta .La scusa contra questa criminizazione é che Banda Bassotti cella texti nelle sue canzione in apoglio a la lotta vasca .Qua un esempio di come usano la mentira come scusa per criminare a Banda Bassoti .
Banda Bassotti, el grupo que ensalza a ETA, tocará en Vila-real pero no en local municipal