EZLN
Messico: minacce a comunità zapatiste
Ven, 20/06/2008 - 02:09Lo scorso 4 giugno si è verificato l’attacco più grave degli ultimi anni sferrato a un municipio zapatista da parte dell’esercito federale. Circa 200 soldati di vari reggimenti del Chiapas, “provocatori” nelle parole della Giunta del Buon Governo zapatista, hanno cercato di penetrare senza autorizzazione nelle comunità autogestite di Hermenegildo Galeana e San Alejandro, nella zona de La Garrucha. La popolazione, allarmata, ha opposto resistenza creando barriere umane e ricorrendo ad armi di fortuna come strumenti di lavoro o pietre fino ad ottenere la ritirata dell’esercito, ma non senza una minaccia di un imminente ritorno. L’esercito ha infatti abbandonato il campo di battaglia minacciando di tornare in 15 giorni.
Le autorità zapatiste sono preoccupate per la veemenza della provocazione che supera quella di passate azioni intimidatorie ripetutamente verificatesi nei “caracol” zapatisti. Come in passato anche in questa occasione l’esercito è intervenuto in seguito a segnalazioni della presenza di coltivazioni di marijuana nella zona amministrata dall’EZLN. La JBG (Junta de Buen Gobierno, istituzione zapatista con funzioni di governo) ha smentito immediatamente le accuse con un comunicato in cui descrive dettagliatamente l’azione provocatoria dell’esercito e invita la società civile a prestare attenzione agli eventi che si stanno susseguendo, soprattutto in seguito alla minaccia di un ritorno entro 15 giorni delle forze dell’ordine. Nel comunicato la JBG ricorda il divieto attivo dal 1994 nelle comunità zapatiste di seminare, consumare o trafficare qualsiasi tipo di droga e alcol.
Il tentativo di associare le comunità zapatiste al narcotraffico fa parte di una strategia ormai usurata, utilizzata dal governo messicano fin dagli anni novanta nella sua guerra fredda allo zapatismo, per intaccare la simpatia e l’appoggio di cui il movimento gode presso la società civile, e oggi riciclata dal governo calderonista all’interno della violenta lotta al narcotraffico. C’è da ricordare che l’EZLN rappresenta per il governo uno dei nemici interni, che hanno dichiarato una guerra seppur pacifica alle istituzioni, e l’unico formalizzato in un movimento di fama e portata internazionale con un progetto politico alternativo interamente applicato all’interno dello stato.
Tuttavia secondo quanto afferma anche un rapporto del Centro messicano di Analisi Politica e Ricerca Sociale ed Economica (CAPISE), dal 2006 l’offensiva in Chiapas è in costante aumento, e l’evento del 4 giugno, seguito ad altri minori verificatisi nel mese di maggio, rappresenta un culmine e lascia presagire l’avvento di una fase di tensione. Nel frattempo si sta attivando la rete dell’Altra Campagna (Otra Campaña,), rete di simpatizzanti del movimento formata da gruppi politici, culturali, artistici eclettici ma concordi nell’appoggio al movimento zapatista, per organizzare in Messico e all’estero azioni di visibilità che possano rompere il silenzio mediatico e impedire che in tale silenzio la situazione degeneri.
Nonostante non si sappia per il momento quanta serietà attribuire alla minaccia di una prossima offensiva , quello che è sicuro è che l’esercito, e dietro di esso ovviamente il governo messicano, ha sferrato una seria provocazione alle comunità autogestite con il probabile intento di misurare le reazioni. Fino a qualche tempo fa il movimento zapatista godeva di ampio consenso nell’opinione pubblica nazionale e internazionale, per cui ogni azione contro di esso suscitava una catena di reazioni a scopo protettivo. E’ legittimo supporre che l’obiettivo del governo, attraverso le provocazioni costanti, sia quello di monitorare l’appoggio che la società civile garantisce agli zapatisti, e quindi decidere il momento opportuno per sferrare l’attacco decisivo per eliminare definitivamente l’esperienza zapatista.
Oltre alle numerose iniziative prese in loco dagli aderenti all’Altra Campagna e dai media indipendenti, sono state organizzate già manifestazioni di solidarietà presso le ambasciate messicane nelle città di Wellington, Sidney, Melbourne, Brisbane e appelli sono stati mandati dalla Spagna e dagli Stati Uniti, cerchiamo di non mancare!
Controllate la situazione dai seguenti link:
http://enlacezapatista.ezln.org.mx
http://www.jornada.unam.mx/laotra/?pagina=1
http://www.narconews.com/Issue40/articolo1527.html