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Schedature

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Allo scoccare di domenica 6 Luglio 2008 il decreto contenente la "dichiarazione dello stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi nel territorio delle regioni Campania, Lazio e Lombardia", in pratica una schedatura etnica, entra nel vivo anche a Roma dopo che in Lombardia gia' da un mese e' aperta la caccia.
Nonostante violi sia la costituzione italiana ma anche le leggi del buonsenso europeo, nonostante abbia fatto smuovere l'Unicef e addirittura Famiglia Cristiana, l'operazione di polizia va avanti.
Nell'incontro di venerdi tra prefetto e sindaco si sciogliera' il nodo sulla necessita' o meno di prendere le impronte digitali ai bambini rom, ultima vittima dell'ondata repressiva che ad ogni stagione deve avere il proprio obiettivo.

Prossime iniziative

Aggiornamenti

Il Parlamento Europero vota contro il decreto

Ripartono le schedature etniche

autore:
Gruppo EveryOne
Sommario:
Il governo ignora Risoluzione europarlamento e ammonimento Alto commissario Nazioni unite e ricomincia con il censimento ei Rom

Il governo italiano ignora la Risoluzione del Parlamento europeo sul censimento dei Rom e le ammonizioni dell'Alto commissario ai Diritti Umani delle Nazioni unite e dichiara di voler procedere con la schedatura dei Rom, adulti e minori. "La minoranza Rom si è resa colpevole di reati che hanno colpito negativamente l'opinione pubblica e dunque è necessario procedere," ha commentato il ministro del'Interno. Secondo informazioni di buona attendibilità, un primo censimento sperimentale, con una nuova scheda che prevede rilievo impronte digitali (anche per i minori) foto segnaletiche di fronte e profilo, indicazione dell'etnia, ma non della religione, inizierà domani, 16 luglio, da alcuni dei più popolosi insediamenti abusivi sul Tevere. Ai Rom è stato detto - secondo una testimonianza - che se rifiuteranno la schedatura, saranno espulsi dall'Italia. Per evitare sit in e manifestazioni di protesta da parte degli antirazzisti, le schedature saranno effettuate senza preavviso.

Per informazioni:
Gruppo EveryOne
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

Razzismo italiano: Roma come Theresienstadt?

autore:
Gruppo EveryOne
Sommario:
E' necessario opporre informazione corretta alle calunnie razziste. Sosteniamo la Commissione europea che indagherà sui campi Rom

Razzismo in Italia: Roma come Theresienstadt?

del Gruppo EveryOne

Il governo non lo farà. Il ministero dell'Istruzione non lo farà. Ancora una volta, dobbiamo farlo noi, avvalendoci, grazie a internet, dei media liberi, dei portali e dei blog indipendenti, dei forum che si occupano di diritti umani. Dobbiamo fare scuola, contro l'imbarbarimento morale e civile del nostro Paese. E' necessario attivare programmi educativi che consentano alle nuove generazioni di conoscere la Storia, la cultura, la vita del popolo Rom, opponendo la verità alle calunnie discriminatorie portate avanti senza il minimo scrupolo da politici, autorità e media. La deriva razzista coinvolge ormai i giovanissimi, trascinati verso l'odio razziale dalla propaganda che leggono sui giornali e ascoltano in tv. Tornano attuali testi deliranti come il saggio "L'uomo delinquente" (1876) del razzista Cesare Lombroso, fondatore dell'antropologia criminale e propugnatore di bieche teorie relative a legami fra razza e crimine. Anticipando di sessant'anni gli scienziati della razza fascisti e nazisti, Lombroso pose ipotesi pseudoscientifiche a fondamento dell'odio razziale. Secondo lui, gli 'zingari' - "delinquenti antropologici" - possedevano "tutti i vizi e le passioni: l'oziosità, l'ignavia, l'amore per l'orgia, l'ira impetuosa, la ferocia e la vanità. Essi infatti assassinano facilmente a scopo di lucro. Le loro donne sono più abili nel furto e vi addestrano i loro bambini. (...) Hanno tendenze malvagie che ripetono la loro origine da una organizzazione fisica, psicologica diversa da quella dell'uomo normale". I movimenti razzisti italiani, che trovano esponenti, ormai, nelle più alte cariche istituzionali, seguono metodicamente (e diffondono presso i loro adepti) le teorie di Lombroso, finalizzate ad applicare all'interno dello Stato italiano azioni di prevenzione e di purga atte a risolvere la "questione zingara": arresti e condanne pretestuosi, sgomberi dagli insediamenti di fortuna, deportazione, sottrazione di minori ai genitori (persino i neonati Rom, ormai, vengono affidati, poche ore dopo il parto, a famiglie italiane o comunità, perché i genitori non hanno una casa), operazioni punitive; tutto per prevenire e combattere la riproduzione di un "popolo nato criminale". Evitando di perseguire i gruppi organizzati di razzisti - e gli agenti violenti - che attuano periodicamene azioni punitive nei confronti dei Rom, le Istituzioni incoraggiano tali organizzazioni. Non a caso negli ultimi due anni si sono verificati centinaia di casi di aggressione nei confronti di persone di etnia Rom, con numerose vittime, ma nessuno degli autori di tali crimini è mai stato identificato o punito. La censura attuata dai media, naturalmente, è un fattore critico di successo per la campagna razzista in corso in Italia. Per rendersi conto di quanto sia capillare il controllo delle Istituzioni sulla stampa italiana è sufficiente analizzare quanto spazio sia stato dato alla divulgazione della Risoluzione del Parlamento europeo sul censimento dei Rom in Italia, approvata il 10 luglio 2008: brevi note di agenzia, rari commenti e publicazioni di estratti del testo, nessun dibattito significativo, tanto che il popolo italiano non è praticamente a conoscenza di un documento fondamentale nella Storia dell'Unione europea. Al contrario, quotidiani, radio e televisoni hanno offerto il massimo risalto ai commenti del ministro dell'Interno, del primo ministro e di altri esponenti della destra al potere. E' una tattica che il partito nazionalsocialista utilizzava spesso, quando le sue politiche ricevevano critiche dall'esterno, per trasmettere al popolo la sensazione di essere guidati da un governo forte e autorevole, tanto forte da permettersi di snobbare o addirittura ridicolizzare l'Unione europea. Identico trattamento è stato riservato alle dichiarazioni dell'Alto commissario alle Nazioni unite per i diritti umani, che stigmatizzano la persecuzione dei Rom in Italia. Per osservare de visu gli orrori che l'Italia riscerva alle famiglie Rom, la Commissione europea aveva deciso di inviare una delegazione, guidata da specialisti (in primis, i leader del Gruppo EveryOne). Ripetendo la mossa della Germania di Hitler - che nel 1941 invitò la Croce Rossa a visitare un campo di concentramento per verificare le condizioni di vita riservate agli ebrei deportati - il ministro Maroni ha preso tempo: l'indagine si farà a settembre e sarà lo steso governo italiano a decidere l'itinerario e a presentare gli insediamenti alla delegazione. I nazisti riuscirono a ingannare il mondo civile con la messinscena di Theresienstadt, il "ghetto modello" che mascherava la persecuzione e lo sterminio. Prima dell'ispezione, a Theresienstadt furono ridipinte le facciate delle case, pulite le strade, piantate aiuole fiorite, inaugurato un teatro musicale sulla piazza del mercato, colmate di prodotti di ogni genere le vetrine delle botteghe. Quindi si provvide a ridurre il sovraffolamento, trasferendo 7500 ebrei ad Auschwitz, verso le camere a gas. La Croce Rossa giudicò umano ed accogliente il ghetto boemo e i nazisti poterono continuare indisturbati ad attuare lo sterminio. L'idea del primo ministro (che ieri ha affermato che le schedature etniche dei bambini Rom servono a... proteggerli dai loro genitori degeneri) e del ministro dell'Interno ricalca quella dei carnefici di Hitler: sistemare un insediamento o due, dotandoli di acqua e servizi igienici, allontanare i Rom che potrebbero rendere dichiarazioni non gradite al governo, organizzare una festa zingara con canti e balli, quindi congedare con il più ampio e rassicurante dei sorrisi i commissari e i loro accompagnatori. Non si illudano i nuovi aguzzini: le cose non andranno così.

Per informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527 - (+ 39) 331-3585406
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Messaggio per i Rom

autore:
Gruppo EveryOne
Sommario:
Si prega di diffondere presso i campi Rom questo messaggio

Messaggio a tutti i Rom che vivono in Italia: rifiutate di sottoporvi schedatura

Cari amici, è importante che vi rendiate conto del significato della schedatura cui vi sottopone l'attuale governo, con segnalazione fotografica e rilievo delle impronte digitali. Innanzitutto, come il nostro Gruppo ha dimostrato, è in corso una campagna mirata a instillare nel popolo italiano odio razziale contro i Rom, una campagna che presenta sulla stampa e dal piccolo schermo le famiglie Rom come se fossero associazioni per delinquere, dedite al furto, alla truffa, alla prostituzione, alla violenza, allo sfruttamento dei bambini. Inoltre, molte violenze sono state perpetrate sui Rom, anche da parte delle forze dell'ordine e i colpevoli sono rimasti sempre impuniti. E' un'evidente persecuzione e fornire alle Istituzioni razziste dati così precisi e personali riguardanti ogni persona Rom che si trovi sul suolo italiano significa esporre le stesse a gravissimi attacchi mediatici, a minacce e intimidazioni, a violenze, ad accuse costruite ad arte (come nei casi di Ponticelli, di Catania, di Roma e nel recente caso di Verona). Un altro rischio è la sottrazione illegittima di minori Rom da parte dele autorità e dei servizi sociali, come denunciato dall'eurodeputato Viktoria Mohacsi, dal Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, dal Gruppo EveryOne. Nessuno può obbligare i Rom a sottoporsi alla schedatura, che non è legittima secondo le nome dell'Unione europea. Qualsiasi persona Rom fosse obbligata con la forza o con intimidazioni a subire tale pratica, potrà denunciare il fatto alla Corte europea dei Diritti Umani, direttamente o tramite il Gruppo EveryOne. Il professor Saimir Mile, uno dei più importanti esperti di Storia e cultura del popolo Rom, lancia un avvertimento riguardo al pericolo insito nella schedatura:
"Esiste un precedente in Francia: la schedatura antropometrica attuata dal governo transalpino nel 1912, in cui il censimento dei 'nomadi' era accompagnato da foto segnaletiche di faccia e di profilo, oltre che dal rilievo delle impronte digitali. Tutti gli storici che si sono occupati di questo evento, sanno che la schedatura permise l'internamento e la deportazione degli 'zingari', da parte della Francia e della Germania nazista. Nei campi di morte, i 'residenti' erano invitati a fare una doccia e la morte li raggiungeva poco dopo, causata dalle esalazioni venefiche dello Zyklon B, il gas che i nazisti avevano testato, in previsione degli stermini di massa, sui bambini Rom della Cechia". Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau - Gruppo EveryOne

Nella foto, bambino sinto schedato nel 1935. Le schedature agevolarono l'opera mortifera degli aguzzini di Hitler

Contatto:
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