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Il wwf sceglie Microsoft
Gio, 31/07/2008 - 10:12I mutamenti climatici sono purtroppo una delle maggiori emergenze in campo ambientale, e anche le oasi del WWF ne mostrano i preoccupanti segni. Per studiare il fenomeno, l'associazione del panda ha deciso di trasformare le proprie riserve in laboratori di monitoraggio. Il progetto vede, tra i partecipanti, Microsoft Italia.
Ci piacerebbe entrare nelle teste dei nostri amici del WWF, per capire cosa li abbia indotti a una scelta di tale genere. Forse, avranno pensato che, di fronte a un progetto di tale prestigio, e di fronte alla tragedia dei mutamenti climatici in atto, occorre fare delle scelte. Scelte nelle quali le emergenze del nostro pianeta vengono sicuramente prima di questioni di principio, come l'open source, la condivisione dei saperi, il software libero.
Forse avranno pensato che, di fronte a un capitalismo cattivo, quello per esempio della cementificazione e delle guerre per il petrolio, c'è un capitalismo buono, fatto di aziende che producono beni immateriali, come il software, e investono parte dei loro proventi in fondazioni benefiche e in progetti come quello del monitoraggio nelle oasi.
Magari pensano pure che, di fronte ai mali della Terra, le divisioni, le polemiche siano inutili, e che magari sia possibile un'alleanza tra software proprietario e software libero, tra Windows e Linux, tra il diavolo e l'acquasanta. Un'alleanza che farebbe tanto piacere alla dirigenza del nostro partito democratico.
Peccato che le cose non stiano esattamente in questi termini. Se è vero che Microsoft non è direttamente responsabile di disastri ambientali, la sua politica commerciale, per loro stessa ammissione, è devastante. I ripetuti libri bianchi pubblicati da analisti indipendenti sbandierano boriosamente l'aumento del PIL, dato essenzialmente dalla vendita di hardware nuovo, dovuto a Windows Vista.
E non potrebbe essere altrimenti, visti i mostruosi requisiti di sistema richiesti deliberatamente per questo sistema operativo. L'esito fallimentare delle vendite non ha mitigato più di tanto l'impatto, visto l'annuncio di oltre 140 milioni di licenze distribuite in poco più di un anno dalla sua introduzione.
Se non facciamo male i conti, parliamo di almeno cento milioni di PC sostituiti inutilmente. Quindi, se i dati dell'Università delle Nazioni Unite sono veri, si tratta di 24 milioni di tonnellate di gasolio bruciate, due milioni di tonnellate di composti chimici pericolosi, e 150 milioni di metri cubi di acqua sprecati, solo per permettere a 100 milioni di utenti di far girare il sistema operativo, esattamente come facevano col vecchio hardware.
La cosa più stupefacente dell'intera vicenda potrebbe però essere che, nello sporcarsi le mani con il re dell'impatto ambientale, il panda non ci abbia preso nemmeno una lira.
Nei pomposi comunicati di casa Redmond, infatti, non si fa cenno né all'apporto economico/finanziario, né a un'eventuale partecipazione al costoso staff scientifico, che immaginiamo a carico del mondo accademico e dei volontari del WWF. Non sarebbe la prima volta che Microsoft si fa della pubblicità in cambio di software, ossia tecnicamente a gratis.
Bill Gates si lamenta di Windows
Lun, 07/07/2008 - 23:38Oggigiorno ci si lamenta spesso di Windows Vista: di quanto sia poco affidabile, di quanto l'interfaccia grafica sia pesante, di come tutti i controlli cui gli utenti erano abituati siano stati spostati. Cinque anni fa, quando Windows Xp era da poco tra noi, qualcuno già criticava l'usabilità del sistema operativo e dei servizi web di Microsoft: niente meno che Bill Gates.
In una mail del 2003 e riscoperta in occasione dell'ultimo giorno di lavoro di zio Bill, ossia venerdì 27 giugno, da SeattlePi (che ha messo il testo a disposizione in formato Pdf), il signore e padrone di Microsoft comunicava a chi di dovere tutta la frustrazione provata nel vano tentativo di installare Movie Maker sul proprio Pc.
C'è qualcosa di consolante, e qualcosa di triste, nel sentire Bill Gates lamentarsi della difficoltà d'interazione con i servizi offerti dalla sua stessa azienda e dei misteri del suo stesso sistema operativo come un utente qualunque. E probabilmente c'è qualcosa di vero nelle risposte di chi ribatteva alla sua mail che non si possono lasciare le decisioni al solo reparto marketing.
Se già nel 2003 zio Bill si chiedeva come mai, dopo aver installato gli aggiornamenti che Windows Update proponeva - anzi, che Windows Update "marchiava nella maniera più spaventosa possibile" - Windows dovesse essere riavviato, nonostante la macchina subisse un reboot ogni notte, e ancora non è cambiato praticamente niente su questo fronte, significa che non stiamo andando per niente bene.
D'altra parte questa è solo una delle difficoltà che Bill ha incontrato nel giorno maledetto in cui ha deciso di installare Movie Maker: il sito di Microsoft, 5 anni fa, era "così lento da essere inutilizzabile" e non aiutava per niente chi si avventurasse nella ricerca di qualche prodotto, ma consigliava invece di recarsi sul sito di Windows Update scatenando l'ovvia reazione: "Perché dovrei andare da qualche altra parte e fare una scansione per scaricare Movie Maker"? La realtà, diceva Bill, è che la home page dell'azienda "assomiglia di più a un puzzle da risolvere" che a un sito a misura d'utente.
Almeno su questo, Gates potrà consolarsi. Ora il sito Microsoft, se si cerca Movie Maker, dà come primo risultato il link alla pagina di download: sembra che la sfuriata del capo sia alla fin fine servita.
Altre cose, invece, non cambiano mai. La funzione Aggiungi/Rimuovi Programmi, si sa, non è sempre d'aiuto per gli utenti: talvolta inspiegabilmente si rifiuta di disinstallare un software, altre volte non mostra nell'elenco tutti i programmi installati, sempre invece sommerge gli utenti con una lista infinita di patch, aggiornamenti di sistema e pacchetti dai nomi misteriosi.
Già nel 2003, infatti, invece di trovare i suoi programmi ordinatamente elencati, Bill Gates scovava parecchia "spazzatura" identificata dagli esotici nomi di Microsoft Autoupdate Exclusive test package, Microsoft Autoupdate Reboot test package, Microsoft Autoupdate testpackage1 e via di seguito. La cosa deve averlo seccato non poco se la domanda sorta alla vista di questo macello era: "Qualcuno ha deciso di buttar via l'unica parte di Windows che era utilizzabile?".
Il che, tra parentesi, la dice lunga sull'opinione del capo di Microsoft su Windows Xp, che subito dopo continuava: "Il filesystem non è più utilizzabile. Il registro non è utilizzabile. La lista dei programmi era l'unico posto sensato ma ora è stato tutto incasinato (in realtà zio Bill dice "crapped up", che è un po' più forte e rende bene l'idea)".
"Che confusione assoluta" è la conclusione di Gates, stordito da un lungo elenco di patch che rimandano a misteriosi articoli della Knowledge Base ma senza dire che questo rappresentano i criptici nomi del tipo Q329048 o Q810655.
E il bello è che, dopo vari tentativi infruttuosi, Bill Gates alla fine rinunciò a tentare d'installare Movie Maker, cercando di scaricare almeno il Digital Plus Package con gli stessi risultati, per poi concludere: "dopo più di un'ora di follia e dopo aver trasformato in spazzatura la mia lista di programmi ed essere stato spaventato e aver visto che Microsoft.com è un sito terribile, non ho potuto avviare MovieMaker né scaricare il pacchetto plus".
"Pensavo che avessimo toccato il fondo con Risorse di Rete o con il messaggio che ricevo se provo a usare 802.11", ma evidentemente non aveva guardato bene, perché gli utenti di Windows sono da sempre abituati a chiudere un occhio di fronte alle inspiegabile idiosincrasie del sistema e, se si lamentano loro, nessuno li ascolta.
In realtà, a guardare gli ultimi "progressi", sembra che nessuno abbia ascoltato nemmeno Bill Gates.
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