amnistia
MARINA PETRELLA. Scalzone: "Caccia all'uomo? Si romperanno i denti...".
Gio, 07/08/2008 - 22:39


MARINA PETRELLA. Scalzone: "Caccia all'uomo? Si romperanno i denti...". - ANSA, 5 agosto 2008
Se ''il generone politico italiano'' insiste ''in questo canceroso rifiuto di una soluzione classicamente istituzionale come un'amnistia e nella conseguente infima pratica della caccia all'uomo in giro per i continenti, il loro sara' il morso di un cane su una pietra: meglio, in questo caso, che ordinino delle dentiere'': lo ha detto Oreste Scalzone, ex leader di Potere Operaio, commentando con l'ANSA la scarcerazione di Marina Petrella. La politica della ''caccia all'uomo'' - continua Scalzone - ''in cinque anni e' riuscita a scippare di frodo la vita di Persichetti e della Algranati (due fuoriusciti estradati da Francia e Algeria, ndr), un risultato crudele e ridicolo assieme''.
Quanto alla decisione di oggi, Scalzone ha reso omaggio ''alla potenza di un corpo che non vuole piu' vivere a certe condizioni, a una difesa accanita, a una campagna tenace e veritiera che hanno spuntato un primo risultato. E' appena l'inizio, ma e' decisivo. E' il passaggio da un'agonia alla vita''. Secondo Scalzone, diventato punto di riferimento del Comitato di sostegno a Marina Petrella, ''i primi a mostrare di aver capito sono stati i responsabili politici al massimo livello che si giocano la faccia sul mercato elettorale e dei sondaggi. Sono invece sconfitti i funzionari della crudelta', i topi sordi anonimi annidati negli apparati di stato che fanno carriera sul populismo penale senza mai comparire''. La decisione di oggi ''ci da' la carica per ripartire su due obiettivi minimi - ha continuato -, la clausola umanitaria sembra un vestito su misura per Marina e un decreto che decida su questa base l'impossibilita' di estradarla e' possibile e ragionevole. Una moratoria delle estradizioni e' gia' nella logica delle cose e nelle stesse parole del presidente Sarkozy, che in questi giorni sta decidendo di chiudere il contenzioso dei cosiddetti anni di piombo in Francia''.(ANSA).
LIBERTA' PER MARINA PETRELLA!
Dom, 20/07/2008 - 02:06
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domenica 20 luglio 2008
LIBERTA' PER MARINA PETRELLA!
Samedi 19 juillet 2008
Oreste Scalzone, 17 luglio 2008 per ANSA
ANSA, Gianotti
"Visti gli ultimi sviluppi della vicenda di Marina Petrella, voglio dare un consiglio ai capifila della società politica italiana.
Consiglio, beninteso, interessato, certo non nel senso dell'interesse privato, ma in quello di centinaia di antichi "insorti", compagni di destino. Ma che – può succedere in rari casi, quelli in cui si può evitare che .
Farebbero bene a riunirsi tutti, un giorno, attorno a una tavola: il Presidente della Repubblica, quelli delle due Camere, il capo del Governo, i capipartito – Berlusconi e Veltroni, Bossi e Fini e Casini e chi per o con loro (e magari anche –per il richiesto – degli ex- come Bertinotti, e altri). Potrebbero decidere di eliminare alla radice il cancro del contenzioso penale infinito come postumo permanente dei cosiddetti "anni di piombo", di cui vicend come quella di Persichetti, Algranati, Battisti e Putrella sono vere e proprie metastasi : questo sarebbe certo liberatorio per noialtri, ma al contempo eviterebbe a loro di collezionare imbarazzi e frustrazioni, attiratisi volendo incrudelire. Dovrebbero ripescar come minimo l'indulto del '97, che prevedeva il riassorbimento del sovra-sanzionamento legato alle aggravanti , lesivo in permanenza del diritto eguale.
Altrimenti, per troppo voler stringere, a voler raschiare il fondo del barile finiranno a dare 'come il morso di un cane su una pietra'.
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Samedi 19 juillet 2008
FRANCIA:MARINA PETRELLA SI STA SPEGNENDO,ALLARME MEDICI/ANSA
EX BR DA CARCERE A OSPEDALE, 'STA FUGGENDO VIA DALLA VITA' (ANSA) - PARIGI, 14 LUG -
"Crisi suicidaria acuta", "suicidio passivo per autoabbandono", "stato di disperazione esistenziale con caduta di spirito vitale": queste sono alcune delle diagnosi tratte dai referti dei periti medici del carcere, degli ospedali e delle autorità sanitarie francesi che si occupano in queste ore di Marina Petrella, in attesa di estradizione in Italia.
L'ex brigatista, 54 anni, è in "sciopero della vita", come ha titolato 'Le Monde', da quando si è prodotta nella sua psiche e nel suo fisico una "rottura". Il suo "pensiero ossessivo - riferiscono persone che l'hanno visitata ed hanno parlato con lei negli ultimi giorni - è liberare le sue figlie dalla prospettiva di andare a portar fiori ogni settimana sulla tomba di una persona sepolta viva", cioé di passare il resto dei suoi giorni in carcere. "Se muoio - queste le sue parole - potranno almeno elaborare il lutto, il dolore e alla fine liberarsene".
La Petrella, condannata all'ergastolo in Italia e rifugiatasi in Francia nel 1993, è stata arrestata nell'agosto 2007 e il 3 giugno scorso il governo francese ha dato il via libera alla sua estradizione in Italia". Il presidente francese Nicolas Sarkozy nei giorni scorsi ha scritto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - compiendo un gesto assolutamente inedito - per chiedergli di farsi latore di una richiesta al presidente
Napolitano di graziarla "il prima possibile". Marina Petrella, il cui stato di salute per il rifiuto di alimentarsi, di essere visitata o curata, continua ad aggravarsi, avrebbe già perso 20 chili. In particolare, la
Petrella non si oppone alle cure che le vengono impartite, o alle trasfusioni di cui ha bisogno, ma non offre alcuna collaborazione e ripete - dicono i suoi intimi -"che alla fine di questo incubo riuscirà ad evadere dalla vita". Da ieri sera é stata trasferita in ospedale perché il carcere non è più compatibile con il suo stato di salute.
Il comitato che si è creato in Francia a sostegno alla Petrella - fra cui spiccano personalità come il filosofo Edgar Morin, l'ambasciatore Stephan Hessel, il presidente dell'Unione chiese protestanti Jacques Maury - si riunisce con vari collettivi ogni giovedì in pubblico per chiedere la revoca del decreto di estradizione, in applicazione della "clausola umanitaria prevista dalla Convenzione europea sulle estradizioni del 1957.
Carla Bruni, consorte di Sarkozy, aveva detto in un'intervista a Liberation che Marina Petrella "deve essere curata come ogni persona umana e per questo la prigione non è il luogo ideale". Sua sorella, Valeria Bruni Tedeschi, ha chiesto l'autorizzazione di andare a visitare in carcere la Petrella e si è presentata all'ospedale dove è ricoverata la detenuta, ma è stata respinta perché non aveva autorizzazioni.
(ANSA).
Vendredi 18 juillet 2008
FORUM NOUVEL OBSERV. sur Marina
"Les années de plomb en Italie, l´extradition de Marina Petrella."
On vous signale que dans le site du NOUVEL OBSERVATEUR, vous pouvez trouver un FORUM sur l'Affaire Marina Petrella &t environs..., au cours duquel Docha Belgrave, Laurent Meynart et Oreste Scalzone, des Collectifs de soutien à Marina, respondent pendent deux heures à une serie nourrie de questions.
Marina Petrella, une histoire française
Sab, 12/07/2008 - 22:57



www.sergiofalcone.blogspot.com
Communiqué de presse
Mardi 8 juillet 2008
Les collectifs de solidarité avec Marina Petrella
Marina Petrella,
une histoire française
Les collectifs de solidarité avec Marina Petrella ont pris acte du fait que la campagne menée depuis 11 mois
en sa faveur et la large prise de conscience de l’iniquité que représenterait son extradition ont amené ce matin
monsieur Nicolas Sarkozy, Président de la République, à s’exprimer publiquement sur cette question d’une façon
bien plus nuancée qu’il ne l’avait fait jusqu’à présent.
Quant au contenu de cette intervention, nous répondons :
Monsieur le président,
Vous semblez considérer que la situation actuelle de Marina Petrella relève des relations franco-italiennes.
Pourtant :
- C’est bien la France qui s’est engagée envers Marina Petrella en dépit des décisions de justice
italiennes :
o En l’accueillant en 1993 ;
o En la régularisant en 1998 ;
o En la laissant vivre ici pendant 15 ans.
- C’est bien la France qui a retourné sa veste en l’arrêtant brutalement le 21 août dernier sur la base
d’une demande italienne vieille de 15 ans ;
- C’est bien la France qui est responsable de son état de santé dramatique dû à une détention
de 11 mois, d’autant plus insupportable qu’elle intervient près de 30 ans après les faits.
Vous dîtes estimer, monsieur le Président, qu’il serait souhaitable que votre homologue italien décide d’une grâce
en raison de l’état de santé de Marina Petrella et de l’ancienneté des faits. Nous vous demandons donc d’être
conséquent et de prendre les responsabilités qui sont les vôtres en qualité de Président de la République
française :
- Prenez les dispositions nécessaires à une levée d’écrou immédiate ;
- Appliquez la clause humanitaire inscrite par la France dans la convention de 1957 régissant
les conditions d’extradition de Marina Petrella ;
- Abrogez le décret d’extradition.
Et puisque vous soulignez que le temps écoulé constitue un délai déraisonnable pour appliquer la peine
que Marina Petrella encourt, pointant ainsi du doigt ce refus d’amnistie long de 30 ans qui constitue l’anomalie
italienne, il vous revient, monsieur le Président, d’intervenir dans votre sphère de souveraineté
en procédant à un moratoire sur toutes les extraditions.
La vie de Marina Petrella dépend de vous : libérez la !
Non lasciate che gli alberi vi impediscano di scorgere il bosco...
Sab, 12/07/2008 - 13:31Non si può essere talmente accecati da , da non vedere che, nella lettera al Presidente italiano Napolitano, il presidente della Repubblica francese Sarkozy riconosce - non può non farlo, per la forza dei fatti e delle cose - non solo la condizione estrema di Marina Petrella, ma anche il fatto che questa condizione nasce dallo shock per un arresto e una decisione d'estradizione che interviene quindici anni più tardi dell'ingresso di questa donna in Francia, dove è stata accolta nella forma di un asilo di fatto, dove ha fondato una famiglia, e dove ha vissuto senza mai violare la legge.
Personalmente, non vedo come - dopo aver detto queste cose, e averne tratto la conseguenza di arrivare ad un gesto irrituale come annunciare a successive riprese una sua proposta al capo dello Stato italiano di graziarla, spingendosi fino a sfiorare un disagio, una "sofferenza" diplomatica ; non vedo come - dicevo - di fronte al già annunciato rifiuto di parte italiana anche solo di concepire questa grazia, trincerati come sono (Caste, Scrittori & Popolo specchiatesi in ciò che "ci dicono dalla regìa", negli "auto"ritratti diffusi da un ‘sur-Moi' vertiginosamente elevato, un Majeuta che dètta passioni "spontanee" , attizza tutta una mcrofisica di identitarismi e memorialismi e vittimismi egocentrici, e sul concorso di ciascuno, sulla ridda di egocentrismi e vittimolatrìe erige un populismo penale come forma della governamentalità adeguata alla fase entropica in pieno corso del sistema capitalistico-statale, affiancando una tossicomania vendicativa, punitiva in forma di alienazione penale al mercato delle paure, delle angosce, alle egualmente attizzate psicosi securitarie che mettono capo ad una società di sorveglianza e controllo totali), trincerati come sono -dicevamo - dietro un'inflessibilità da rigor mortis - non vedo come, insomma, il Presidente francese potrebbe non decidere di cancellare il decreto d'estradizione : semplicemente, appoggiandosi sulla inserita proprio su domanda della Francia nella Convenzione sulle estradizioni in vigore all'epoca dei fatti, e dunque testo di riferimento per la decisione su Marina.
Non vedo come potrebbe non farlo, dopo aver rivendicato la sua ricerca ostinata di una soluzione che trovasse una difficile armonizzazione fra il "principio della cooperazione penale internazionale ed europea", e l'urgenza assoluta di (ciò, evidentemente, anche in applicazione del principio giuridico che prevede che deve ‘premiare' su ogni altro principio).
Il momento venuto, bisognerà aggiungere che le considerazioni fatte nella lettera presidenziale sulle cause, sull' "eziopatogenesi" della malattia esistenziale di Marina, sono applicabili a tutti gli altri rifugiati a rischio d'estradizione : dunque, non vedo come Nicholas Sarkozy potrebbe non decidere una moratoria di queste tardive, epperciostesso crudeli minacce d'estradizione.
Aggiungiamo ancora, che nelle precedenti dichiarazioni, Sarkozy aveva appoggiato il riconoscimento dell'assurdo rompicapo costituito dal caso-Petrella, sulla lunghezza irragionevole del tempo intercorso tra i fatti, la condanna, e la richiesta di applicazione delirante di un principio assoluto di . Questa è un'ammissione, anche se non voluta, del fatto che il "cancro primario" che è alla radice di metastasi come queste cacce all'uomo a fini estradizionali, vera forma di eternizzazione del bisogno di vendetta (che sia nella forma di sanzione penale..., la cosa non cambia : resta la miseria della passione, del veleno del delirio di risentimento), è costituita dall' anomalia italiana di un trentennale, crescente rifiuto di metter mano alle soluzioni-maestre, classiche per la regolazione dei postumi di situazioni di inimicizia giunta alle armi e al sangue, che sono le misure d'amnistia e simili.
Avendo una mentalità di lotta, scommettiamo su questo : lasciamo agli alienati di questo o quel "corpo mistico" (il "popolo degli Onesti & Buoni" o "la République" e la "Patrie des Droits de l'Homme", peraltro introuvables al netto di tutti i denunciati auto-tradimenti di cui dovrebbe aver vergogna e che incessantemente si va "smascherando") ; lasciamo a preti e fedeli, scrittori e popoli di questo e quell'organicismo ed "essenzialismo morale" che contengono una tale rimozione della consapevolezza tragica dell'inimicizia che è, da non poter che secernere in continuo una sorta di legittimismo che va a caccia di "tradimenti" e "traditori", di "ipocrisie" e altro da "smascherare". Questo coltivare un'estetica della propria indignazione è futilità alienata, imbelle, impotente, profondamente incapace di comunanza ed autonomia : le quali solo possono fondarsi su una potenza capace di ‘cogliere l'occasione'....