2 agosto
2 Agosto, a Bologna fischi per Cofferati e Rotondi
Sab, 02/08/2008 - 19:24BOLOGNA - Fischi all'indirizzo del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e del ministro Gianluca Rotondi in piazza Medaglie d'Oro, durante le celebrazioni per il 28^ anniversario della strage della stazione di Bologna. Appena il primo cittadino prende la parola, dalle fila delle Rdb, il sindacato di base, partono alcuni fischi, a cui si aggiungono diversi insulti gridati dai rappresentanti dell'Assemblea antifascista permanente.
STRETTA DI MANO COFFERATI-ROTONDI - E' bastato poi annunciare il nome del ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, presente a Bologna in rappresentanza del governo, che da piazzale Medaglie d'oro si sono levati i fischi. La contestazione, per la quale dunque non sono bastati gli appelli ad evitarla, è scattata quando Rotondi stava per prendere la parola dal palco per il suo intervento alla commemorazione della strage alla stazione di Bologna ed è proseguita nelle prime battute del suo intervento. I fischi erano ancora piu' forti di quelli indirizzati poco prima al sindaco Cofferati, che aveva stretto la mano a Rotondi, ieri definito "ministro incolore" dall'assessore comunale Libero Mancuso, parole subito condannate da Cofferati.
"Non mi disturbano i fischi, che ringrazio, sono i soli che mi considerano un ministro". Cosi' il ministro Rotondi commenta dal palco in piazza Medaglie d'orole contestazioni a lui riservate. Il riferimento e' appunto alle parole di Mancuso.
I FISCHI DELLA PIAZZA - Di fronte ai fischi della piazza, Rotondi chiama in causa la Resistenza dicendo che "l'antifascismo non e' un'opinione", ma e' un caposaldo della Costituzione. "Io non rappresento una parte politica- avvisa il ministro- ma il governo di questo Paese, il governo di una repubblica nata dalla Resistenza".
Ma tutto il discorso di Rotondi viene accompagnato da fischi insistenti.
COFFERATI - "Una cosa molto contenuta. Io sono molto contento anche delle cose che ha detto il ministro". Questo il primo commento del sindaco Cofferati sulla contestazione che, anche stavolta, non e' mancata in piazzale Medaglie d'oro in occasione della cerimonia di commemorazione della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
LA GENTE LASCIA LA PIAZZA - "Ci rivediamo in autunno": le Rappresentanze sindacali di base alzano lo striscione, rosso, e lasciano piazza Medaglie D'Oro. E' cosi' che protestano non appena prende la parola il ministro Rotondi.
Con le Rdb si allontana Rifondazione comunista ma anche tanta gente: la piazza, quando sono le 10.43, comincia a svuotarsi e l'impressione e' che le presenze si dimezzino in modo netto. E mentre Rotondi continua a parlare ("Applaudire o fischiare, sono opinioni"), alcune centinaia di persone se ne sono gia' andate. Tra quelle che rimangono non mancano i fischi.
2 agosto: strage di stato
Gio, 31/07/2008 - 15:462 AGOSTO: STRAGE DI STATO
Chi guarda anche di sfuggita una qualsiasi foto della strage di Bologna vede scavare tra le macerie non solo uomini in divisa, ma soprattutto cittadini comuni. Chi guarda invece ogni anno il palco delle commemorazioni lo vede gremito quasi esclusivamente di alti gradi militari, fasce tricolori, abiti impeccabili di politici, burocrati, sottosegretari.
Fin dall’inizio i fischi, le proteste, gli slogan contro il mondo ambiguo e ipocrita della politica costituita appartengono alla commemorazione del 2 agosto: 27 anni fa una signora, parente di una delle vittime, urlò a Pertini sul palco: “Cosa fa lì con quei delinquenti? Venga tra la gente!”.
Ora, se la strage è di stato, i rappresentanti dello stato non dovrebbero avere alcun diritto di parlare in piazza il 2 agosto. Se lo stato ha intralciato e intralcia la verità, fischiare è opportuno. Questa piazza non è né del sindaco, né del questore, né delle istituzioni, né dello stato, né tantomeno di un governo come quello odierno in cui siedono gli eredi della strategia fascista, piduista e stragista.
Questa piazza è di chi vuole ricordare, ed è vergognoso che chi lo fa rischi una denuncia per “vilipendio della repubblica”, come è successo per un volantino lo scorso anno.
Si vuole far credere che il terrorismo sia un qualcosa di esterno senza rapporti con lo stato e le sue strategie di potere. Ma il 2 agosto sta a ricordarci che questo è un oltraggio alle vittime e alla verità storica: dalla strage di piazza Fontana del 1969 a quella di Bologna del 1980, l’Italia ha sperimentato dolorosamente una lunga “strategia delle stragi” condotta da uomini degli apparati più coperti dello stato o da neofascisti da essi personalmente organizzati, indirizzati, finanziati e protetti.
Lo scopo era quello di promuovere con la violenza un “ritorno all’ordine”, contro la volontà diffusa di una diversa e più giusta organizzazione sociale.
Sono trascorsi ormai 28 anni da quando, alle ore 10.25 del 2 agosto 1980, i neofascisti dei NAR spalleggiati dai servizi segreti misero una bomba alla stazione centrale di Bologna, causando 85 morti e 200 feriti. A tanti anni di distanza i depistaggi e l’omertà di tutti i governi hanno impedito di accertare i mandanti e di conoscere pienamente la verità.
Se la mano è fascista, il mandante è evidente: è lo stesso che oggi grida all’emergenza per approvare misure di stampo fascista, è chi detiene la violenza legale degli apparati militari e di polizia, chi sfrutta lavoratori sempre più precari, chi taglia pensioni e diritti sociali per finanziare eserciti e servizi segreti. È chi continua a nascondere la verità e a terrorizzare, in un modo o nell’altro, i propri “sudditi”.
A Treviso, al principio di luglio 2008, i neofascisti locali stavano costruendo una bomba per compiere un attentato. Di recente, in Italia si assiste a un'escalation di violenze neofasciste: aggressioni, accoltellamenti, bombe molotov, pogrom, omicidi. Sono in genere atti di violenza indiscriminata, contro i migranti, contro i nomadi, contro gay lesbiche e trans, contro giovani che hanno avuto la sventura di trovarsi lì per caso: così Renato Biagetti (26 anni, accoltellato vicino a Ostia il 27 agosto 2006) o Nicola Tommasoli (29 anni, assassinato a Verona il 1 maggio 2008). Il 2 agosto non è storia del passato.
CONTRO CHI VUOLE FAR TACERE LA PIAZZA
ORA E SEMPRE RESISTENZA
CONCENTRAMENTO IN PIAZZA NETTUNO ORE 9
Assemblea antifascista permanente
http://assembleantifascistabologna.noblogs.org