antifascismo
Comunicato repressione contro 5 antifascisti a Verona
Ven, 06/11/2009 - 17:34Esprimiamo la massima solidarietà ai 5 compagni antifascisti colpiti dalla repressione dello stato la notte tra il 4 e il 5 Novembre a Verona. Già da tempo a Verona la procura con in prima persona il questore e il capo della Digos scaligera, hanno iniziato una continua repressione nei confronti di antifascisti/e e gruppi che si ispirano all’antifascismo militante, per tentare goffamente, appoggiati dalla solita e nota stampa asservita, di stroncare una resistenza antifascista che comincia a prendere piede nella famigerata Verona. Una città ammorbata da decenni di fascismo, in ogni strato sociale e istituzionale, ronde leghiste, polizia corrotta, squadracce naziste appoggiate dal solito politicante di turno, sette di integralisti cattolici e “ariani” padani, Verona è sempre stata storicamente il brodo culturale e pratico dei peggiori “laboratori” razzisti. Stufi e nauseati di pestaggi, accoltellamenti, raid contro rom, immigrati, omosessuali, e diversi in genere, culminati con l’assassinio un anno fa di Nicola Tommasoli, la città da tempo ha cominciato a rispondere colpo su colpo, strada per strada, tentando d’arginare e chiudere spazi ai fascisti ormai totalmente integrati in ogni aspetto istituzionale e coperti da sbirri, militari e magistratura. Basta vedere come è finito l’omicidio di Tommasoli: dopo un anno gli assassini fascisti sono tutti a casa e possono frequentare la scuola, in cui noti esponenti di Forza Nuova e Casapound fanno sentire la loro cameratesca vicinanza e amicizia, solidarizzando con loro incontrandoli e “coccolandoli”. Meno di un anno fa, veniva aggredita e pestata una ragazza dai soliti fascisti già conosciuti in città e dalla questura, e mentre loro se ne andavano indisturbati, i militari di scorta alla polizia, fermavano lei e i suoi amici, facendo finta di non vedere il branco nazista andarsene sghignazzando dopo l’ennesima vigliaccata. Addirittura il sindaco Tosi, qualche anno fa, andò in carcere a dare tutto il suo appoggio a 5 fascisti arrestati per aver accoltellato 2 compagni e 3 compagne in una notte in cui il branco era a caccia di “rossi e negri” per ripulire la città. La “pacatezza” e il pacifismo interessato della sinistra istituzionale e movimentista veronese è nota e nemmeno degna d’esser citata anche se in negativo. La misura è colma e il tempo delle parole è finito!!! L’antifascismo militante deve tornare a Verona sia come difesa personale e di gruppo, che come pratica politica finalizzata a debellare per sempre il fascismo ormai sconfitto dalla storia e dalla lotta di resistenza, ma mai digerito e seppellito dagli italiani, che ciclicamente nella storia del paese, viene riutilizzato in momenti di crisi economica e sociale. I 5 antifascisti sono accusati d’aver tentato di organizzare la “chiusura preventiva” di un noto locale veronese solito a dare spazi a band e personaggi nazisti, come i Gesta Bellica, gruppo musicale del consigliere comunale Miglioranzi. Si sono ribellati attivamente a una città ormai incancrenita dal razzismo, ingiustizie, omicidi e violenze politiche, sempre verso i più deboli, gli esclusi e gli emarginati della ricca e borghese Verona. Di fronte le telecamere e i giornalisti il questore con il capo della Digos, felici dell’ennesimo show mediatico, hanno detto che “..non c’è più trippa per gatti, nei confronti di chi pratica violenza politica a Verona, perché la digos è attiva nel controllo di alcuni ben conosciuti estremisti della città. Il poliziotto ha sparato un colpo di pistola in aria per fermare i giovani in fuga perché pensava fossero ben altri estremisti già attenzionati e sotto controllo da tempo, che operano in città…” Ci chiediamo, chi sono questi “terribili terroristi” veronesi che speravano di arrestare o sparare, la notte del fermo dei 5 compagni? E rispondiamo che a Verona non c’è più “trippa per gatti” per i fascisti, razzisti e sbirri corrotti che pestano e assassinano i fermati in questura!!! Verona non tollererà più i fascisti e chi li protegge o ne è complice!!! Come sempre, se i 5 ragazzi sono innocenti va tutta la nostra solidarietà, se colpevoli la nostra complicità!! Libertà per tutti/e gli/le antifascisti/e e rivoluzionari/e colpiti/e dalla repressione dello stato o in galera!!! Sempre dalla parte di chi di fronte l’ingiustizia sceglie di dar tempesta!!!
IL TEMPO DELLE PAROLE E’ FINITO!!!
ANTIFASCISTI/E
BRIGATA 17 LUGLIO
28 OTTOBRE
Gio, 29/10/2009 - 15:02IERI MATTINA ALCUNE DECINE DI MILITANTI DELLA RASH E DI PATRIA SOCIALISTA HANNO PRESIDIATO L'INGRESSO PRINCIPALE DEL CIMITERO VERANO IMPEDENDO CHE NEOFASCISTI E REDUCI REPUBBLICHINI SI RECASSERO A DEPORRE UNA CORONA DI FIORI NELLA CAPPELLA DELLA RSI PASSANDO, CON EVIDENTE INTENTO PROVOCATORIO, DALLA PIAZZA PIù PROSSIMA AL QUARIERE DI SAN LORENZO.
NEL PERENNE RICORDO DEI 7 CADUTI SANLORENZINI, 87 ANNI Fà, ARMI IN PUGNO, PER IMPEDIRE L'INGRESSO DELLE CAMICIE NERE NEL RIONE.
QUESTI I FATTI. LE CHIACCHIERE E LE INFAMITà (BLA BLA BLA)AI PAROLAI.
Non è Bullismo!
Lun, 26/10/2009 - 18:17Quello che è accaduto nei nostri territori sabato scorso è l’ennesimo atto di becero fascismo.
Un ragazzo, identificato come “frocio comunista” solo per il suo modo di vestire, è stato malamente pestato da tre ragazzi nei pressi della stazione di Lido Nord, riportando traumi allo zigomo, una frattura al naso e a una costola. Il collettivo l’Officina è vicinissimo a questo ragazzo che preferisce rimanere nell’anonimato e condanna fermamente questo atto di codardia dettato dall’ignoranza fascista.
Non vogliamo assolutamente parlare di bullismo, perché quello che i tre hanno commesso è chiaramente un’aggressione di stampo fascista, che oltre al poter essere identificata nei saluti romani che sono stati rivolti all’aggredito in maniera provocatoria, và a riscontrarsi nella pratica della violenza vigliacca che si è compiuta. Tre ragazzi contro uno solo ed in più colpito alle spalle, senza nessun motivo che potesse metterlo in guardia, nessun atteggiamento provocatorio. Infatti i tre “cuor di leone” si possono forse essere solo appellati al modo di vestire del ragazzo, a rimarcare l’ignoranza di un’ideologia che fa della prevaricazione sul diverso e della CONFORMITÀ i propri presupposti.
La condanna che noi facciamo non vuole essere come quella che da mesi fanno i vari politici, che ad ogni aggressione si dichiarano indignati ma non fanno nulla per prevenirle. Siamo pronti a promuovere forme di solidarietà e protesta contro il fascismo nel nostro territorio, che rimane tale sia nel coatto che nel membro di associazioni politiche, che non va scambiato per bullismo, non va minimizzato come fenomeno giovanile, ma è un prodotto di questo sistema, uno strumento nelle mani di chi ci vuole tutti uguali e obbedienti.
Collettivo l'Officina (Ostia)
http://officina-ostia.noblogs.org/
gb. scontri davanti bbc per presenza politico fascista
Gio, 22/10/2009 - 19:40GB: LEADER DESTRA ALLA BBC,TAFFERUGLI DAVANTI STUDI
Circa 500 dimostranti si sono scontrati con la polizia davanti alla sede della Bbc per protestare contro la presenza negli studi del servizio pubblico dell'estrema destra xenofoba (NBritish National Party) Nick Griffin. Il capo del Bnp e' stato invito per partecipare al dibattito televisivo, 'Question Time'. I disordini sono iniziati quando un gruppo di circa 30 manifestanti e' riuscito a sfondare il cordone della polizia riuscendo a raggiungere l'ingresso della sede della Bbc. La polizia in assetto antisommossa ha bloccato gli autori dell'irruzione e ne ha anche fermati alcuni. Alla trasmissione e' stato invitato anche il ministro della Giustizia, il laburista Jack Straw. Il programma andra' in onda alle 22,35 (le 23,35 in Italia). La Bbc si e' difesa spiegando che escludere Griffin dal dibattito "sarebbe equivalso ad una censura". E' quanto ha sostenuto il direttore generale della Bbc, Mark Thompson, citando come giustificazione "i consensi raccolti dal Bnp" e ricordando che "a volte le societa' democratiche decidono che alcuni partito o organizzazioni sono inammissibili e di conseguenza vengono esclusi dall'etere ma si tratta di una decisione drastica che solo il governo puo' prendere". Thompson ha citato il precedente dell' 'embargo' posto negli anni '80 ai partititi dell'Ulster. Scelta che la Bbc rispetto' malgrado non la condividesse in pieno. Se una misura dello stesso tipo fosse stata presa per il Bnp Griffin non avrebbe partecipato a 'Question Time'. Il piu' contento del polverone sollevato e' lo stesso Griffin: in un'intervista al Times, ha spiegato che la polemiche sulla sua partecipazione al programma hanno portato a donazioni record per il Bnp.
(22 ottobre 2009)
REPORT dell'iniziativa "LA FIUME NASCOSTA"
Lun, 19/10/2009 - 08:00PER COMINCIARE DUE CONSIDERAZIONI:
CAPO A: SUL CONTEGNO TENUTO SU QUESTO NETWORK DA ALCUNI ANONIMI (EVIDENTEMENTE POCO ARDITI) TASTIERISTI PROFESSIONISTI: alla critica, ben venga, costruttiva e pienamente leggittima si è preferito "sublimare" con l'insulto e la calunnia, sempre ben nascosti dietro un confortevole anonimato dando vita a pagine e pagine di vergognose e infondate accuse a danno di chi la faccia ce la mette sempre in prima persona. Esportando i post su altre reti-realtà cittadine con l'evidente fine pregresso di infamare, verso chi non ha modo di conoscerle direttamente, persone che da anni, in modo quanto si vuole criticabile e non condivisibile, fanno politica alla luce del sole senza esoterici fini terzaposizionisti, fascisti e quant'altro. Ora ci chiediamo: non sarebbe stato meglio, piuttosto di fare questo indecente gossip-telenovelas, impiegare il vostro tempo nello scrivere messaggi di solidarietà ai ragazzi di GIAP che a San Lorenzo sono stati sgomberati tre volte in una settimana ed i cui post non hanno ricevuto, uno che sia uno, attestato di solidarietà dai tastieristi-panciafichisti che si aggirano famelici di finti scoop per il sito?
CAPO B: La frase di Mario Carli che tanto rumore ha generato, è stata inserita nel manifesto perchè estrapolata da un bell'articolo che egli aveva sritto in concomitanza all'occupazione delle fabbriche, appena dopo aver abbandonato, in occasione del secondo congresso, i Fasci di combattimento divenuti a suo dire "nazionalisti, moderati e clericali". Ci sembrava molto interessante far notare come, a fronte dei prodromi della nascita del fenomeno squadrista e in concomitanza con un clima prerivoluzionario (poi un nulla di fatto anche a causa della pavidità della leadership operaia) un importante esponente del combattentismo rompesse (in molti lo fecero e in maniera definitiva) con un movimento che scivolava inesorabilmente verso destra per guardare con simpatia a ciò che accadeva in campo operaio (sicuramente non al partito socialista e ai politicanti di allora). Ora la domanda è: se avessimo messo una frase di Pietro Nenni, interventista come Carli e tra i fondatori, nel 1919, del Fascio di combattimento di Bologna avreste rotto così tanto i coglioni?
Con la lettura di un interessante e poco conosciuto documento a firma UNIONE SPIRITUALE DANNUNZIANA (l'organizzazione nata dalle ceneri dell'ANAI -Associazione Nazionale Arditi d'Italia- e della FNLF -Federazione Nazionale Legionari Fiumani-, entrambe sciolte d'autorità dal REGIME fascista nel 1924 in quanto invise all'ordine mussoliniano che infatti, gia alla vigilia della "marcia su Roma" aveva patrocinato a Bologna la fondazione, in aperta opposizione a queste organizzazioni, della addomesticabile FNAI - Federazione Nazionale Arditi d'Italia), risalente alla fine del 1924 ed elaborato dal Consiglio nazionale di detta associazione per reazione all'omicidio di Stato dell'onorevole socialista Giacomo Matteotti, ha avuto inizio il dibattito sullo Stato libero di Fiume (non su Mario Carli). Circa 90 persone hanno partecipato con grande interesse e attivamente a questo doveroso approfondimento su uno degli episodi rivoluzionari più misconosciuto in ambito storiografico e politico, colpevolmente e acriticamente archiviato da certa sinistra come "prova generale" della successiva "marcia su Roma", di mussoliniana matrice. Lontano dal procedere secondo una mera e distorsiva logica assimilatrice (un vizietto che purtoppo hanno in molti), secondo un modus operandi rozzo che non ci appartiene e che consiste nel cercare di appropriarsi, in sede di rielaborazione politica, ad ogni costo, di qualcosa che sicuramente non possiamo fare nostro nella sua evidente complessità, i relatori, postulando proprio questa unicità del "caso fiumano"( nell'avvicendarsi dei 15 mesi della Fiume dannunziana si incontra di tutto nazionalisti, fascisti, repubblicani, uomini d'ordine, anarchici, filobolscevichi, spiritualisti, hyppies ante litteram), hanno centrato il proprio dibattere (COME CHIARAMENTE IL MANIFESTO ANNUNCIAVA) sugli aspetti nascosti (leggi rimossi per decenni) dell'esperimento fiumano.
Si è scelto di procedere a ritroso nella trattazione degli avvenimenti proprio partendo dal documento suddetto, nel quale l'UNIONE SPIRITUALE DANNUNZIANA denunciava il carattere liberticida, statolatro, burocratico, antipopolare del regime mussoliniano contrapponendo ad esso lo spirito e le parole d'ordine della Costituzione della Reggenza del Carnaro (questo documento, illuminante, è contenuto per intero nelle memorie del segretario della Fed. Naz. Legionari Fiumani ENO MECHERI dall'eloquente titolo -CHI HA TRADITO? RIVELAZIONI E DOCUMENTAZIONI INEDITE DI UN VECCHIO FASCISTA- Milano, 1947). L'UNIONE SPIRITUALE, che aveva aderito al movimento antifascista ITALIA LIBERA, sarebbe stata sciolta d'autorità dal regime 2 anni più tardi (il terribile 1926) insieme con ciò che rimaneva dei partiti e dei movimenti d'opposizione in Italia. Molti dei suoi militanti avrebbero subito il ben noto trattamento: carecere, confino, ammonizione, internamento. ALTRO CHE RIENTRO NEI RANGHI DEL FASCISMO! (come per ignoranza o cattiva fede lasciato intendere da qualcuno su questo e altri network).
Non nascondendo la natura incontrovertibile del "fatto" storico, nelle relazioni non si è nascosto il peso (finanziario, politico e militare) che inizialmente il nazionalismo (quello romano soprattutto, si vedano l'industriale Oscar Sinigallia e il primo capo di gabinetto di D'Annunzio a Fiume Giovanni Giuriati) ebbe nel sostenere e preparare l'impresa fiumana. Così come non si è celata la contiguità tra gli ambienti dell'arditismo, del futurismo e del fascismo diciannovista. Ma non si è neanche soprasseduto su quello che Fiume ha significato a partire dai primi giorni del 1920 in relazione alle convulse vicende del biennio rosso italiano. A partire dai segreti colloqui romani tra emissari dello stato libero di Fiume (DE AMBRIS, GIULIETTI) ed esponenti del movimento sovversivo (MALATESTA), in Gennaio, per l'organizzazione di un moto rivoluzionario in occasione degli imponenti scioperi di ferrovieri e postelegrafonici. Moto abortito per la sempre solerte azione di pompieraggio messa in opera dalla leadership del partito socialista BOMBACCI-SERRATI. (da notare come il "rivoluzionario" Mussolini non avesse esitato a svelare alla pubblica opinione il piano nei suoi dettagli con un articolo su "Il Popolo d'Italia" -L'EPOPEA NELL'OPERETTA, come doveva scoppiare la rivoluzione in Italia- Febbario 1920).
Si è parlato della LEGA DI FIUME, una sorta di Società delle nazioni alla rovescia (si vedano in merito le memorie fiumane del suo principale "ideologo", il comunista ungherese LEONE KOTCHINSKY -LA QUINTA STAGIONE-) che contrapponeva, guardando al sovietismo russo, le aspirazioni dei popoli oppressi al pescecanismo degli stati occidentali.
Si è proceduto ad un attenta disamina di alcuni articoli della Carta del Carnaro ribadendo il carattere progressita, libertario, socialmente avanzato dell'esperimento fiumano (la Carta è facilmente consultabile su internet) non potendo fare a meno di notare come il suo impianto tutt'altro che "passatista" mantenga ancora oggi un'enorme potenziale di fascinazione (LEGGERE PER CREDERE).
Attraverso le avventurose biografie di due "pezzi da novanta" di Fiume: il capo di gabinetto DE AMBRIS (il primo a fornire al fascismo delle origini coordinate "ideologiche" di non poco conto) ed ENO MECHERI (segretario aggiunto dei Fasci di combattimento fino al Febbraio 1920) si è fatto riferimento alle giravolte politiche impresse al movimento da Mussolini, traghettato dal pulviscolo del combattentismo alla mera reazione antipopolare. Il giudizio sulla mutazione camaleontica dei Fasci formulato da DE AMBRIS (si vedano in merito i suoi articoli dall'esilio francese raccolti da R. De Felice), morto da fiero antifascista, povero e dimenticato, nel suo esilio volontario francese nonostante le profferte mussoliniane, così come quello dell'ex segretario fascista MECHERI, in seguito e per tutto il ventennio militante antifascista. Non ultimo l'ambiguo atteggiamento di Mussolini verso Fiume (clamoroso in tal senso, come testimoniato dal ministro degli esteri del governo Giolitti, il Conte Sforza, il suo incontro segreto alla Consulta con il leader fascista alla vigilia della firma del Trattato di Rapallo, nel quale in cambio dell'inclusione nei Blocchi giolittiani alle politiche del Maggio 1921 Mussolini dava il suo assenso, scricando i legionari fiumani, ai termini del Trattato -si vedano in merito i corsivi su "Il Popolo d'Italia " del periodo-), spiega la radicalizzazione in senso antifascista di parte degli Arditi e dei Legionari fiumani (quelli che poi in massima parte aderiranno alla FNLF).
Si è parlato degli aspetti controculturali (es. il rapporto con le droghe, il sesso libero) dell'epopea fiumana che hanno portato, a metà degli anni novanta, il guru dell'alternativismo a stelle e strisce Hakim Bey a vedere nella Fiume dannunziana una T.A.Z. ante litteram.
SALUTI ANTIFASCISTI.
PATRIA SOCIALISTA
Lettera di Alessandro Della Malva dal carcere di Pistoia
Gio, 15/10/2009 - 22:08Lettera di Alessandro Della Malva dal carcere di Pistoia
14.10.09
Cari compagni,
per prima cosa vi dico che nonostante tutto sto bene.
Inizio a pensare, e lo denuncio pubblicamente, che il mio arresto l'11 ottobre sia una manovra per orientare anche il processo per la ronda proletaria antifascista di Massa del 25 luglio, che è iniziato a Massa il 9 ottobre (una coincidenza?)
Voglio ringraziare tutti voi che fin da subito siete scesi in piazza sotto la questura e anche tutti i compagni che in questi giorni si sono mobilitati e si mobiliteranno nei prossimi.
Voglio esprimere solidarietà ai compagni fermati e a quelli arrestati e in particolare voglio salutare i giovani compagni minorenni: compagni, non è con le montature giudiziarie e le intimidazioni che la borghesia può fermare la legittima organizzazione dei giovani e delle masse popolari contro la deriva reazionaria: con la mobilitazione, il protagonismo e il controllo popolare toglieremo ai fascisti l'agibilità politica che le istituzioni garantiscono loro, calpestando e oltraggiando la Costituzione.
Non escludo che le forze della repressione tenteranno di dividere il fronte antifascista: a vedere da come hanno gestito le operazioni dei fermi e degli arresti, probabilmente continueranno con manovre e provocazioni per dividere fra “buoni” e “cattivi”, tenteranno di gettare discredito e denigrare i compagni antifascisti. Dobbiamo rimanere uniti e rispondere compatti.
Infine voglio anche salutare tutti i miei compagni del P.CARC e rassicurarli: anche se costretto in carcere, sono idealmente lì con tutti voi a preparare il Secondo Congresso Nazionale.
Avanti compagni!
Trasformiamo questo attacco repressivo in mobilitazione antifascista e antirazzista!
10,100,1000 ronde popolari antifasciste e antirazziste.
You Tube censura un video su istigazione di Casa Pound: storia tragicomica della militanza fascista nel terzo millennio...
Mer, 14/10/2009 - 20:33Tutto incomincia ieri pomeriggio sul forum dei neofascisti di Casa Pound, Vivamafalda. Forse perché non possono uscire dalle loro fogne a causa il disprezzo della gente, forse perché l'unico tipo di militanza che gli è rimasta è scrivere commenti sotto gli articoli di Indymedia, i “fascisti del terzo millennio” ora provano a inventarsi una nuova forma di lotta, turbodinamica e soprattutto indolore: la censura dei video presenti su You Tube...
Evidentemente infastiditi perché un video del Collettivo Autorganizzato Universitario che criticava Casa Clown e i suoi mazzieri, come Giuseppe Savuto, documentando le loro ridicole e infami iniziative (dai tornei di cinghiamattanza all'attacco contro i disabili etichettati come “iene”, fino all'assalto di Piazza Navona) stava ricevendo troppa attenzione – più di 2.000 visite in poco meno di una settimana! – i “belli e ribelli” hanno deciso, sul thread dedicato al video [www.youtube.com/user/CAUchannel](alla fine vi è piaciuto, eh!), una dura forma di protesta...
Ribattere alle accuse? Produrre materiale proprio? Noooo... D'altronde come fare, visto che i fatti hanno la testa dura, e nemmeno il delirio di onnipotenza del loro leader Iannone può cambiarli? Allora inventarsi una storia di qualche tipo, dire che a Piazza Navona sono stati aggrediti, che loro “agli handicappati glie vogliono bbene”? Anche per raffazzonare qualche scusa ci vuole un minimo di intelligenza, e quel poco che circola fra di loro è impegnata a supplicare le istituzioni o la Digos per farsi proteggere le sedi...
Prima quindi si abbandonano a un bel po' di insulti contro gli antifa: “povere merde”, “subumani” etc, poi partono con un delirio in stile Ventennio: “Quando si dice mito fondante... quando mai, a sinistra, si potranno vantare di una Piazza Navona tutta loro, di un loro esempio così fulgido e fiero di coraggio, coerenza, orgoglio, goliardia ed onore? Rosicano, perché una Piazza Navona non la avranno mai [eh sì, ci farebbe proprio piacere avere 30 anni, passare sotto il naso delle polizia con le mazze, prendere a cinghiate inermi studenti 15enni e poi farla franca!]. Noi restiamo i leoni, loro le iene. Nel DNA”... Ma il video sta ancora lì. Quindi ecco, dopo tanta freva, l'Idea Geniale, un esempio bell'esempio di intellig..., eh proprio no, demenza collettiva [www.vivamafarka.com/forum/index.php?topic=72184.30]:
“Iron81: pensiamo a fare TUTTI un uso sistematico e di massa dell'opzione 'segnala', in modo da far rimuovere questa merda dalla rete.
Icaro: Per segnalare i video, cliccate su 'Segnala', selezionate 'incita all'odio ed alla violenza' e scrivete qualcosa come 'Diffamazioni note ed istigazioni contro l'avversa parte politica'. Se ce ne son tante, quelli del tubo lo rimuoveranno.
Ancora Icaro: Visto che Youtube non prevede l'istigazione alla violenza per motivi politici (sono americani..), segnaliamo che veniamo discriminati per il colore?”
Così i “leoni”, come amano definirsi, passano il pomeriggio a cliccare sul mouse e riescono a far rimuovere il video da You Tube, segnalando che li discrimina per “Race or ethnic origin” – quando i negri servono a qualcosa, no? Siccome l'operazione è automatica, You Tube non mette in atto alcun controllo. Ed ecco i fasci che si beano del piccolo e insperato successo... “Camerata, siamo fascissstisssimi, abbiamo fatto il nostro dovere di italiani”! “Schhh, meglio non dirlo, You Tube è americana...”, “Vabbè, comunque a quelli i comunisti non gli piacciono lo stesso”...
Ma altro che “fascisti del terzo millennio”, questi di Casa Clown sono all'epoca delle caverne! Pensano davvero di ostacolare la diffusione di contenuti andando a cliccare in massa su un modulo di You Tube? Spiace deluderli, ma non siamo più ai bei tempi della censura e dell'olio di ricino. Il video è stato subito rimesso online, e sta girando su You Tube, su Daily Motion, su Indymedia; inoltre sono già previste altre proiezioni pubbliche... A maggior ragione invitiamo tutti i compagni a dargli massima diffusione, a scaricarlo qui [http://caunapoli.org/index.php?option=com_seyret&Itemid=81&task=videodirectlink&id=1] o da Emule e Bit-torrent, a passare alle nostre iniziative per riceverne gratuitamente una copia. All'ignoranza dei fasci rispondiamo con la controinformazione: non solo il video continuerà a girare, ma avrà ancora più visibilità...
Ancora una volta l'attacco di Casa Clown gli si è rivoltato contro, e prima o poi a sbattere la testa contro il muro se la romperanno... In ogni caso, noi invitiamo di cuore tutti i fascisti a restare a casa per cancellarci i video. Visti i loro numeri alquanto esigui, siamo certi che per un po' le strade saranno più pulite...
Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli
coll.autorg.universitario@gmail.com
cau.noblogs.org
Solidarietà a GIAP!
Mer, 14/10/2009 - 08:50Il Collettivo Comunista Romano esprime piena solidarietà ai compagni dell'occupazione GIAP.
Dietro una facciata di apparente moderatismo, la giunta Alemanno si muove in perfetta sintonia con il governo Berlusconi, operando in funzione dell'annientamento di ogni possibile opposizione politica e sociale incompatibile con il sistema capitalistico.
Prima lo sgombero del Regina Elena, oggi il pugno di ferro contro GIAP; solo poche settimane fa, gli arresti di massa - prevalentemente preventivi - nei confronti dei militanti dei movimenti. Mentre chi aggredisce migranti, omossessuali e compagni vive nella più totale impunità. Il clima in questo Paese si fa ogni giorno più pesante, lo dimostrano anche i fatti di Pistoia, che si configurano come veri e propri rastrellamenti di carattere squadristico.
Di fronte ad un simile contesto, la solidarietà di classe è arma necessaria, seppure non sufficiente, per contrastare l'avanzata, a colpi di riforme e manganello, della parte più retriva del Capitale.
Accanto a voi ed accanto a tutti gli "incompatibili" nella prospettiva della trasformazione sociale.
Ora e sempre Resistenza.
Per il Comunismo
Collettivo Comunista Romano
www.comunistiromani.blogspot.com
comunistiromani@live.it
[Assemblea Pubblica] Piazza Navona: Contro vecchio e nuovo fascismo!
Mar, 13/10/2009 - 14:25A un anno dai fatti di Piazza Navona, un incontro tra le realtà sociali della città per discutere di deriva autoritaria e fascistizzazione della società
Un anno fa, il 29 ottobre del 2008, piazza Navona fu teatro di una delle più gravi provocazioni subite dal movimento che, in quei giorni, riempiva le strade di tutto il paese contro la famigerata riforma Gelmini. Sostenuti dalle oscure manovre di un potere abituato ad agire nell'ombra, i nazifascisti di Blocco Studentesco (alias: Casapound) tentarono di imporre la propria presenza nelle mobilitazioni studentesche con gli strumenti che conoscono meglio: la violenza e l'ipocrisia. La giornata si concluse con la cacciata dei “burattini del potere” dalla piazza ad opera di centinaia di antifascist* accors* dalle scuole, dalle università, da tutta la città. Questo episodio, seguito da un clamore mediatico senza precedenti, determinò di fatto l'espulsione dei fascisti dai cortei dell'Onda e il loro isolamento politico - evento che ha generato un valore collettivo e condiviso che ritroviamo ancora oggi nei cortei studenteschi di questi giorni.
Questa vicenda, però, benché positiva nello specifico studentesco, non è riuscita a superare quel momento e a fermare l'ondata di aggressioni razziste, xenofobe, omofobe da parte dei sedicenti "fascisti del terzo millennio", che sguazzano in un clima sociale tentato dalle sirene populiste e che trovano sostegno e appoggi nella compagine governativa (e sdoganamenti innopportuni anche da parte di esponenti della così detta opposizione). Queste bande fasciste, d'altro canto, restano soltanto la "truppa d'assalto" di chi vuole ridurre gli inevitabili conflitti conseguenti alla crisi economica, sociale, etica, a semplici problemi di ordine pubblico, oppure a scontri tra "opposti estremismi". La realtà è che assistiamo quotidianamente a una pesante deriva autoritaria che tende a chiudere gli spazi di agibilità democratica a tutt* coloro che agiscono criticamente contro la politica del manganello sulla testa dei movimenti sociali che rivendicano giustizia sociale e diritti. Forti di tutte le coperture politiche necessarie, i fascisti svolgono, qui, il ruolo che hanno sempre svolto: fomentare lo scontro tra poveri e la xenofobia, l'omofobia e l'odio contro il diverso. In questo quadro fosco, dagli esiti imprevedibili, in cui di fatto vengono applicate le linee guida della loggia P2 e degli interessi mafiosi, le realtà sociali colpite dalla repressione, dall'intolleranza, dalla precarietà faticano a volte nel trovare le giuste connessioni tra di loro, nello scambiarsi mutua solidarietà, nell'elaborare insieme strategie di resistenza e, perché no, di avanzamento.
A partire da queste sommarie considerazioni, proponiamo alla città dei movimenti sociali un momento di confronto su questi temi: ognuno a partire dalla propria esperienza di lotta, per cominciare ad attivare un circolo virtuoso di analisi e pratiche condivise contro autoritarismo, fascistizzazione, derive securitarie e militarizzazione dei conflitti sociali. Vogliamo ritrovarci in quella stessa piazza Navona che vide una mobilitazione antifascista liberarla dalla presenza dei mercenari nazisti - senza intenti inutilmente commemorativi, ma come spunto per iniziare un discorso. Abbiamo in mente una giornata di confronto e dibattito, accompagnata da performance teatrali, proiezioni video e quant'altro. Proponiamo a tutt* di condividere l'organizzazione dell'iniziativa.
Convochiamo un'assemblea pubblica mercoledì 21 ottobre alle ore 17 nella Facoltà di Fisica all'Università "La Sapienza".
Rete Antifascista Metropolitana