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Libano: Graffiti sui Muri del Campo di Nahr al-Bared
Dom, 25/05/2008 - 20:26Il cortometraggio documenta molti graffiti razzisti, sessisti, umilianti e offensivi che i soldati libanesi hanno scritto sui muri delle case nel distrutto campo profughi palestinese di Nahr al-Bared.
Così come molti graffiti sono diretti contro i non-palestinesi delle milizie islamiche di Fatah al-Islam e il suo leader Shaker al-Abssi, altri sono indirizzati ai profughi palestinesi. In alcuni casi, le distruzioni del campo sono descritte come vendetta per i massacri commessi dalle milizie palestinesi durante la guerra civile libanese.
I graffiti possono essere intesi come strumento di guerra psicologica e come metodo supplementare che riguarda le strategie politiche dell’Esercito Libanese per demoralizzare i profughi e dissuaderli dal ritornare al loro campo distrutto. Tuttavia, i graffiti illustrano anche le frustrazioni e l’atteggiamento personale dei soldati durante il conflitto. Quasi 200 soldati sono stati uccisi nei 3 mesi di battaglia.
Come reazione ai relativi articoli dei media libanesi, l’esercito ha coperto molte scritte spray e disegni con della pittura.
Questo documentario di 7 minuti è stato prodotto nell’inverno 2007/08. I graffiti si possono trovare anche nelle case che i militari hanno restituito ai loro proprietari nella primavera del 2008.
Per ragioni di sicurezza, è pubblicata solo la versione anonima. Può essere vista e/o scaricata qui: http://a-films.blogspot.com/1998/05/video-scritti-sui-...
Per favore guarda il sito del collettivo per ulteriori video su Nahr al-Bared: http://a-films.blogspot.com
rivolta e intossicati dai gas al Cpt di Gradisca
Lun, 01/10/2007 - 07:12Domenica sera, cioè alla vigilia della discussione sul codice deontologico su giornalismo e immigrazione, a Gradisca d'Isonzo è scoppiata una rivolta degli ospiti del locale Centro di permanenza temporanea.
L'ennesima rivolta. Nei quindici giorni precedenti ce n'erano già state altre due.
Una situazione allarmante. Tanto che, appena due giorni prima, le autorità locali avevano chiesto al governo un aumento dell'organico delle forze dell'ordine.
Forse è stato per questo clima di allarme che domenica le forze dell'ordine, ormai dichiarate ufficialmente "insufficienti", hanno agito in modo da dimostrare d'essere comunque in grado di cavarsela.
Hanno usato i lacrimogeni.
Sarebbe stata una normale, anche se un po' rude, operazione di contenimento di una sommossa se il gas dei lacrimogeni - evidentemente ignaro delle disposizioni di legge - non avesse confuso il Centro di permanenza temporanea col confinante Centro di prima accoglienza per andare ad avvolgere una bambina eritrea di otto mesi, figlia di una donna che aveva appena presentato la domanda per l'asilo politico.
La notizia della neonata intossicata è stata lanciata per la prima volta dall'Ansa alle ore 8,04 di lunedì, meno di un'ora prima che cominciasse la discussione sulle regole alle quali i giornalisti dovrebbero attenersi quando si occupano di immigrati e, in particolare, di rifugiati politici.
Una discussione sulla quale pesano le perplessità, per esempio, dell'Unci, l'Unione cronisti italiani, che vede nella stessa esistenza di un codice deontologico un pericolo potenziale per la libertà di stampa.
Naturalmente la concomitanza tra i due eventi - intossicazione della neonata e dibattito - è del tutto casuale.
E' infatti una di quelle diaboliche coincidenze che a volte danno ai fatti di cronaca la forma della parabola.
Mentre si ragionava sull'opportunità di suggerire agli operatori dell'informazione di non enfatizzare a sproposito la nazionalità dei criminali, o di non confondere l'etnia con la religione, o di non pubblicare informazioni private idonee a mettere e rischio la sicurezza degli esiliati politici, si verificava un evento raro, se non unico, nella storia recente dell'ordine pubblico.
E questo fatto veniva riportato sommariamente, quasi sempre senza commenti, non da tutti i giornali né da tutte le televisioni.
La bambina per fortuna sta bene.
Dopo una notte di osservazione è stata dimessa assieme alla madre.
Caso chiuso, dunque.
Il fatto che un'esiliata politica si trovasse in un luogo a rischio, dove si erano già verificati episodi di violenza, assieme alla figlia di pochi mesi, è evidentemente considerato "poco notiziabile", cioè di routine.
Un po' come quell'altra faccenda, accaduta la settimana prima alla metropolitana di Roma: una rumena quarantenne gettata sui binari e ridotta in fin di vita da una donna italiana.
Chi ha letto con attenzione le cronache locali, di certo l'ha letta.
Forse qualcuno avrà trovato qualche analogia con un'altra vicenda, eguale e contraria, avvenuta a Roma, sempre nella metropolitana, alcuni mesi fa. Se ne parlò per settimane.
Ecco una rassicurazione per i colleghi perplessi a proposito del codice deontologico.
E' assolutamente impossibile che quelle ovvie regolette possano diventare un limite alla nostra libertà.
Il luogo nel quale la esercitiamo veramente non è nello scrivere le notizie.
Ma nel darle. O nel non darle.
SGOMBERO MAGLIANA: CACCIATI MILLE ROM
Ven, 20/07/2007 - 15:37Centinaia di persone rom tra le quali molte bambine e bambini costretti per ore a camminare lungo i bordi dell’autostrada roma-fiumicino sotto il sole, dopo lo sgombero del loro campo alla magliana. Mentre le sale operative climatizzate gestivano le operazioni di sgombero con l’ausilio delle forze di polizia italiana e romena, numerosi bambini venivano calpestati, a nostro avviso, nei loro diritti fondamentali di tutela.
E’ in atto una mutazione genetica al campidoglio. geni provenienti dal cinese di Bologna si sono innestati nelle eliche DNA dell’"americano" buonista e decisionista delle magliette di Gattinoni, che ha deciso di ricorrere al pugno di ferro sui rom come sul parcheggio del pincio, sulla cementificazione di villa ada e del foro italico, con l’aiuto di imprese edilizie, gestori di telefonìa, stilisti, polizia romena ecc ecc
I particolari su www.ciardullidomenico.it
"Benvenuti all'inferno". L'altra faccia di Tiburtina Valley
Gio, 19/07/2007 - 09:50Dietro la morte dell'operaio rumeno di 37 anni, schiacciato da un blocco di travertino nella cava di Guidonia, una realtà, quella di Roma Est, fatta di buona integrazione sociale ma di tanto sfruttamento sul lavoro a danno degli stranieri.
L'ottima descrizione dal titolo "Benvenuti all'Inferno. L'altra faccia di Tiburtina Valley", fatta da Paolo Foschi sul corriere, la trovate su www.ciardullidomenico.it
Troppi incendi sospetti in campi e baracche. ku kux klan versione italiana?
Mar, 03/07/2007 - 11:41Troppi incendi di campi e baracche. Nascerà un ku klux klan italiano?
In varie parti d’Italia si susseguono incendi in campi e baracche. Fatalità?
Le dichiarazioni di oggi del Direttore della Riserva di Castelfusano lasciano di stucco.
Egli, riferendosi al recente incendio scoppiato in pineta, afferma:
"Qualche sceriffo ce l’ha coi rumeni"
Un’analisi e approfondimento su www.ciardullidomenico.it
FOTO E VIDEO DI UNA NOTTE SUL TEVERE
Ven, 22/06/2007 - 08:18"SLEEP OUT - SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE":
Era il titolo di un'iniziativa che si è svolta ieri notte sulle rive del fiume Tevere sotto Ponte Garibaldi.
Mentre dall'altra parte del fiume si svolgeva l'attività commerciale e consumistica, specchio della città vetrina, sulla riva sinistra, invece, decine di tende e numerosi giovani, rom, associazioni hanno animato una notte di solidarietà con i senzatetto, immigrati e nomadi, facenti parte dell'altra Roma, quella invisibile, e messi alla gogna dal patto sulla sicurezza che Veltroni e Amato hanno firmato.
PER VEDERE FOTO E VIDEO SULL'INIZIATIVA: www.ciardullidomenico.it
ROMA CAPITALE DEL MATTONE. VELTRONI PEGGIO DI SARKOZY?
Mer, 20/06/2007 - 14:39CASA: I dati Eurispes pubblicati ieri fanno emergere il volto di Roma nascosto dalle mostre internazioni e dai festival: 6000 sfratti eseguiti nel 2006 a fronte di 135.741 appartamenti sfitti. E mentre Veltroni invoca tolleranza zero per chi occupa abusivamente alloggi popolari le betoniere avanzano dalla Magliana al Casilino...
CAMPI ROM: Sulle Politiche per i campi rom il manifesto di oggi scrive, per bocca di un esponente rom stanziale, dell'inganno e tradimento che il campo rom di Foro Boario ha dovuto subire con lo sgombero. Inoltre, nel passaggio finale, il quotidiano "Il Manifesto" descrive l'attuale comportamento di Veltroni sui campi rom peggiore delle politiche francesi.
Chi vuole approfondire i due argomenti e sapere dell'iniziativa "Sogno di una notte di mezza estate" può affacciarsi su: www.ciardullidomenico.it