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Gelmini

Roma 20 novembre - Riprendere la parola, rilanciare il movimento

20/11/2009 - 14:00
20/11/2009 - 18:30
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Laboratori precari

Roma 20 novembre assemblea nazionale - Riprendere la parola, rilanciare il movimento

Appello per un'assemblea nazionale a Roma a “La Sapienza” venerdì 20 Novembre. Il Disegno di legge per la riforma dell'Università, da poco approvato in Consiglio dei ministri (28.10), ci impone di riprendere la parola. E' passato un anno, infatti, da quel movimento straordinario che ha congelato ogni ipotesi di riforma organica dell'università, invadendo le piazze di tutta Italia. Un movimento, quello dell'Onda, che ha saputo reinventare il conflitto in un Paese trafitto dalle destre e privo di opposizione. Un movimento che, partito nelle università, è dilagato nelle scuole e ha coinvolto anche noi, precari della ricerca, già protagonisti delle lotte contro il Ddl Moratti nell'autunno del 2005.

La forza dell'Onda ha in buona parte fermato l'iniziativa governativa (ricordiamo che al seguito dell'approvazione del Dl 137 sulla scuola – 29 ottobre del 2008, la Gelmini aveva promesso un decreto legge anche per l'università), ma non è riuscito ad ottenere l'annullamento dei tagli finanziari alla formazione, massicciamente introdotti dalla Legge 133 (8 miliardi di euro in meno per la scuola, 1.5 miliardi di euro per l'università). Oggi, nel pieno di un autunno sempre più carico di disoccupazione e di precarietà, indubbiamente ancora debole sul piano del conflitto, il governo ha ripreso l'offensiva.

Il Ddl colpisce a morte l'università pubblica, riorganizzandola a partire dall'insistenza dei tagli. Se la parte relativa alla governance prefigura università snelle (per numero di facoltà), prive di democrazia (riduzione e svuotamento delle competenze degli organi collegiali) e aziendalizzate (apertura ai privati del Consiglio di amministrazione), la seconda, quella che delega il governo al riordino del diritto allo studio secondo la retorica del merito, introduce il prestito d'onore per gli studenti, imponendo la formula del debito individuale in sostituzione ai diritti comuni.

Ma è la terza parte quella che ci riguarda di più. In primo luogo viene abolita la terza fascia di docenza, quella dei ricercatori a tempo indeterminato. Solo contratti a termine per chi fa ricerca; poi, dopo sei anni e un'abilitazione, tutti a sgomitare per i pochi posti da professore associato, in concorsi locali e notoriamente “meritocratici” ma in realtà profondamente opachi , i cui criteri restano sostanzialmente invariati rispetto a quelli attuali. In generale, questo DDL cambia tutto per non cambiare nulla. Per un verso nessuna delle proposte elaborate in questi anni dai precari viene assunta, e resta la giungla di contratti precari che caratterizzano l'università attuale (gli assegni di ricerca, le borse di studio, i contratti di docenza e altro), con la ratificazione dei contratti di docenza GRATUITI.

Per un altro verso si riduce lo spazio per la ricerca e si consolida la tendenza alla liceizzazione dell'università pubblica, in cui il compito prevalente delle figure “stabili” sarà la didattica. La riforma promette solo tagli e non è previsto alcun incremento di fondi: non si capisce quindi con quali soldi si potranno assumere i ricercatori a tempo determinato, il cui costo è superiore a quello degli attuali associati. Il tetto alla spesa per il personale confermato nel disegno di legge e i tagli pesantissimi della legge 133 che già oggi stanno producendo migliaia di licenziamenti non faranno che aggravarsi. Le campagne stampa che parlano di abolizione del precariato sono chiaramente demagogiche: questa riforma il precariato della ricerca lo moltiplica all'infinito.

E' chiaro dunque che se questo DDL venisse approvato dalle Camere si definirebbe un punto di non ritorno, meglio, la dismissione dell'università pubblica che abbiamo conosciuto fino ad adesso. Un'università, intendiamoci bene, che non ci siamo mai sognati di difendere e che abbiamo con forza e passione criticato, a partire dal nostro ruolo. Oggi è necessario, però, riprendere la critica dei tagli e del DDL che ne è diretta espressione.

Pretendere di finanziare questa riforma con i soldi dello scudo fiscale è insensato. Non si può vincolare l’università italiana alle trovate della finanza creativa del ministro dell’economia Tremonti. Resta il fatto che in Italia si spende meno dell’1% del PIL in ricerca, e questa riforma non prevede alcun incremento. Per questo riteniamo giunto il momento di riprendere parola, per confrontare analisi e proposte, ma anche e soprattutto per ridefinire una piattaforma e un'agenda di lotte condivise. Un'agenda che non si limiti ad assumere la partecipazione alle scadenze sindacali già in cantiere, ma che piuttosto faccia delle stesse occasioni per rilanciare un movimento e una campagna politica molto più ampia e a lungo termine, che riguardi l'università e la ricerca, ma che si leghi anche alle lotte degli studenti e della scuola e che cominci a immaginare e a pretendere un nuovo Welfare.

A partire da queste premesse e convinti che le nostre parole rispondano ad un'esigenza diffusa, convochiamo per venerdì 20 novembre, alle ore 14 presso la Sapienza un'assemblea nazionale con il seguente odg:

1. Analisi del Ddl

2. Piattaforma delle rivendicazioni

3. Agenda delle mobilitazioni nazionali e territoriali

E' infine fondamentale coinvolgere nella partecipazione e nel dibattito gli studenti e i precari della scuola.

Laboratori Precari (Rete di dottorandi e ricercatori precari delle Università di Roma - vai al blog)

Coordinamento nazionale precari della ricerca – Cgil Flc

Roma 17/11 - L'Onda riparte dalla Sapienza: più di un migliaio in corteo

autore:
Sapienza per l'Autoriforma

Oggi 17 novembre, gli studenti e i precari della Sapienza sono tornati in piazza, in occasione della giornata globale di mobilitazione. In queste ultime settimane in molti paesi europei, in particolare in Austria e Germania, un nuovo ciclo di lotte per il sapere e contro la crisi sta con forza emergendo. Anche in Italia oggi in molte città studenti medi e universitari hanno invaso le strade, bloccato la circolazione, occupato i rettorati per rilanciare il movimento contro il recente disegno di riforma Gelmini, che, dopo i tagli al FFO dello scorso anno, prova a dare il colpo di grazia alle università italiane. Un disegno di legge che conserva e raffroza la posizione di potere della corporazione accademica, che accentra i poteri nelle mani del rettore e che consente ai privati di entrare nei consigli di amministrazione senza alcun vincolo in termini di investimenti, che precarizza ancor di più la condizione di vita degli studenti e dei ricercatori.

L'assemblea convocata alle 10.30 a Lettere a visto la partecipazione di numerosi studenti che hanno deciso di muoversi in corteo per fare irruzione all'interno delle aule ed interrompere la didattica. A seguire il corteo ha deciso di uscire dalla Sapienza per attraversare le strade della città assieme agli studenti medi confluiti a p.zzale Aldo Moro. La giornata di oggi segna un passaggio importante per il rilancio del movimento contro la riforma e per un nuovo welfare. Venerdi 20 ci riuniremo in assemblea nazionale alla Sapienza assieme ai ricercatori e ai dottorandi che da tutta Italia raggiungeranno Roma per confrontarsi e condividere un percorso comune contro l'offensiva del governo.

Esprimiamo indignazione per quanto accaduto a Milano questa mattina, dove le forze dell'ordine hanno caricato il corteo e fermato quattro studenti, due dei quali sono stati arrestati. Chiediamo il rilascio immediato degli studenti. Evidentemente l'Onda fa ancora paura: i tentativi del governo di nascondere la dequalificazione e la svendita dell'università con la retorica dell'innovazione si stanno rivelando fallimentari.

Crediamo che l'assemblea nazionale sia un'occasione importante per rilanciare con forza un discorso pubblico e una mobilitazione diffusa nelle prossime settimana.

Sapienza per l'Autoriforma

Roma - 17/11 : assemblea pubblica a Lettere, mobilitazione contro la riforma

17/11/2009 - 10:30
17/11/2009 - 13:30
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Sapienza per l'Autoriforma

La Gelmini non ci merita - giornata di mobilitazione contro le riforme a costo zero, la precarietà della ricerca e i tagli all'università. Assemblea pubblica a Lettere e agitazione nelle facoltà della città universitaria a partire dalle 10.30, per rilanciare la mobilitazione in vista dell'assemblea nazionale del 20 novembre alla Sapienza.

Sapienza per l'Autoriforma

Dibattito e festa di Crew in Onda a Lettere - La Sapienza

05/11/2009 - 16:00
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Crew in Onda - La Sapienza

5 Novembre - Una giornata organizzata da Crew in Onda per lanciare lo sportello di autodifesa legale di Point Break all'interno della "campagna 50 euro possono bastare" sugli affitti per studenti e per aprire la mobilitazione sul reddito garantito e su welfare per studenti e precari. Un dibattito e a seguire una festa a Lettere.

Ecco il programma:

h16 - Aula 6 facoltà di Lettere - Dibattito: "Yes we Cash: prospettive per un nuovo welfare"
Sono invitati a partecipare la Regione, la prorettrice agli studenti della Sapienza, l'Adisu e i movimenti promotori della legge regionale per il reddito e della campagna "Perchè io no?" per l'estensione del reddito minimo garantito.

h19 - aperitivo sociale

h21 SELEZIONE TRASH - dj MAURI
a seguire
Nditina dub VS EXpanderdjam set (tranceprogpsydjing)
sottoscrizione a sostegno di Point Break - Studentato Occupato!

Presentazione dello sportello di Point Break.
Point Break è uno studentato occupato nel quartiere Pigneto. Point Break è un esperimento che parla delle esigenze abitative di giovani e studenti. Da oggi Point Break è anche uno sportello di assistenza legale in cui puoi avere:
- informazioni sui contratti di locazione per studenti.
- supporto legale contro gli affitti in nero e contro i contratti vessatori.
- aiuto pratico nella stipulazione dei contratti .

Dal 17 novembre tutti i martedì e tutti i venerdì dalle 14.00 alle 16.00 presso lo Studentato Occupato Point Break via Fortebraccio 30 (Zona Pigneto)

La casa è un diritto, 50 euro possono bastare - Yes we cash!

La Gelmini non ci merita!

Era il 17 ottobre 2009 a Roma e incontrai Franceschini…

autore:
Doriana Goracci

Gentile Onorevole Jean-Leonard Touadi, sono una signora che ha fermato il 17 ottobre 2009 l’onorevole Franceschini, lungo il percorso della Manifestazione Nazionale a Roma contro il razzismo, per chiedergli se era al corrente dei fatti che riguardavano la signora Gelmini nel 2000 e lei era al suo fianco. L’onorevole Franceschini dopo un momento di perplessità, e con il sorriso disteso per le dimostrazioni di simpatia degli astanti, si è mostrato teso quando ha appreso la notizia, dicendomi che non la conosceva e mi ha chiesto perchè non è sui giornali. Ho risposto che me lo chiedevo pure io e perchè dopo tanti anni lo apprendevo e perchè non circola questa notizia “politica”, non certo intima o di talamo più o meno nuziale. Lei molto cortesemente e vicino all’onorevole, mi ha dato il suo biglietto e mi ha detto di scriverle.

Eccomi quì: tornando a casa, mi sono resa conto che lei non è un segretario, un amico di colore dell’onorevole Franceschini ma è stato il primo parlamentare africano, di colore, della Storia italiana eletto con l’Idv nel 2008, passato poi al Pd, esternando il suo dissenso nei confronti di una manifestazione di piazza, organizzata da Micromega e sostenuta dall’Idv, in cui si attaccò Napolitano e il Papa. Leggo anche onorevole, che lei, è laureato in filosofia alla Gregoriana di Roma ed in giornalismo e scienze politiche alla Luiss, insegna alle Università di Bologna, Milano e Roma Tor Vergata, dirige il programma di Rai Due e Rai storia, scrive per la rivista Nigrizia, è sposato ed ha due picole figlie, è nel Pd nella commissione Giustizia…tiro un sospiro e mi spiego quindi, perchè anche lei non possa sapere tutto, tanto più certe notiziole politiche, che a mio avviso non sono gossip, dal momento che la signora Gelmini, di carriera l’ha fatta anche lei, essendo quì in Italia Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica, che non è privata come la Luiss o la Gregoriana ma pubblica.

Dopo questo lungo cappello, mi sono detta allora che la mail che cortesemente mi ha chiesto di inviarle, gliela invio ma non sarà privata, è pubblica come l’Istruzione, esattamente come per tutte e tutte/ i i cittadini, qualunque sia il luogo di origine e nascita ma non di residenza, accertata in Italia, che vanno obbligatoriamnente a scuola, per almeno 8 anni se non ci sono incidenti di percorso.

Vengo alla notiziola, già messa in rete e mi creda, con molta fatica...” L’ allora presidente del consiglio comunale di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa dal consiglio, su mozione del suo partito, con la seguente motivazione [Delibera del consiglio comunale n. 33 del 31/03/2000]:” manifesta incapacità ed improduttiva politica ed organizzativa”… Il documento può essere consultato da chiunque a questo link, che ho rattrappito per facilità di lettura: a questo link, dove si può liberamente prendere nota e visione nella Consultazione atti amministrativi pubblicati all’Albo Pretorio di Desenzano sul Garda la MOZIONE DI SFIDUCIA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, Maria Stella Gelmini, Proposta N. 20561,Atto 33 del 31/03/2000, PRESENTATA DAI CONSIGLIERI DI MINORANZA E RINVIO ELEZIONE NUOVO PRESIDENTE: APPROVATA, e con le presenze e i nomi di tutte le consigliere e consiglieri, compresa la nostra attuale Ministro della Pubblica Istruzione MARIA STELLA GELMINI: il maiuscolo l’ho copiato dal documento.

La mia richiesta e informazione non la limito però quì. Leggo infatti nella sua biografia che Jean-Léonard Touadi “talvolta scritto Touadì secondo la pronuncia francese” , è nato a Mbanza Nganga, Congo, Africa.

Lei saprà invece, come anche l’onorevole Franceschini, che il Congo è tornato in questi giorni a far parlare di sè la stampa tutta, attraverso il Vaticano in primis, domenica scorsa attraverso l’appello del Papa: “Basta violenze in Congo, India e Iraq” mentre proclamava quattro nuovi santi, tra i quali la prima santa indiana nella storia: Alfonsa dell’Immacolata Concezione. Capisco pure che il Papa non può elencare tutti i paesi dove c’è la guera, e sono tanti, la repressione della libertà, ce n’ è tanta, e gli stupri sulle donne…ma a questo punto, vede onorevole, l’ appello si è fatto accorato l’11 ottobre. Le domande poste da mons. Théophile Kaboy, vescovo coadiutore di Goma nella Repubblica democratica del Congo, riportate dal portavoce nel consueto briefing di fine mattinata, “hanno gelato i giornalisti riuniti nella sala stampa della Santa Sede, così come avevano provocato poco prima lo sgomento dei padri sinodali durante l’undicesima congregazione generale.“ I conflitti e le guerre – ha affermato Kaboy nel suo intervento di stamattina – hanno portato, specialmente in Congo, alla vittimizzazione e alla ‘cosificazione’ della donna. Su migliaia di donne sono state perpetrate, da tutti i gruppi armati, violenze sessuali di massa, come arma di guerra, in flagrante violazione delle disposizioni giuridiche internazionali”. Diverse le proposte avanzate dal vescovo di Goma per lenire le conseguenze di traumi tanto brutali, a partire dalla lotta alla violenza sessuale “risalendo alla sua causa ultima che è la crisi di governabilità causata dalle guerre, i saccheggi e lo sfruttamento anarchico delle risorse naturali, il traffico delle armi, l’assenza di un esercito statale forte”.

Tante e reali domande, me ne sono fatta una anche io: perchè il Papa e la stampa tutta non hanno speso un minuto di più per la Guinea che ha una capitale di nome Conakri, dove si parla francese proprio come nella sua terra d’origine dove c’è stato un massacro il 29 settembre?Siccome onorevole sono in pensione, mi diletto a scrivere e avevo titolato questa notiza in rete il giorno dopo, il 30 settembre: Guinea 157 massacrati allo stadio, tifavano per la Libertà

Io penso che questa notizia l’abbia letta e appresa dai giornali anche l’onorevole Franceschini, seppure come è nata è morta nel giro di poche ore: ” Davanti all’enorme folla – lo stadio poteva contenere 25 mila persone ed era gremito – l’esercito ha cominciato a sparare ad altezza d’uomo. Subito dopo camion militari sono stati visti caricare cadaveri nel tentativo di mascherare l’entità del massacro. Centinaia i feriti e gli arrestati, tra questi anche i leader dell’opposizione Cellou Dalein Diallo e Sidya Touré”. Poche ore, i corpi ritrovati diventano al momento 157, un dato parziale e ufficioso. Uccise 157 persone dall’esercito governativo nello stadio di Conackry, in Guinea, dove l’ opposizione, i manifestanti, si erano organizzati per protestare contro la ventilata candidatura del capo della giunta militare, il capitano Moussa Dadis Camara, alle presidenziali in programma nel prossimo gennaio. Le notizie sono giunte tramite il partito dell’oppositore Sydia Tourè in un comunicato ricevuto dalla Afp a Dakar. La Francia condanna la repressione, gli Stati Uniti si dicono preoccupati, l’Onu “deplora l’uso eccessivo della forza”.

Vede onorevole, questa notizia mi ha particolarmente colpita perchè ho un’ amica nel paese dove vivo, residente e regolare come me, che è di quelle parti e me ne racconta spesso ed è un dramma per lei con la pelle nera di “natura” perdere il posto di lavoro e non mandare almeno 200 euro al mese, che bastino a 30, dico 30 persone, a Conakri la sua famiglia con cui possa mangiare una scodella di riso e dove gli uomini, parecchi capi famiglia, sono morti , perchè sono senza soldi per farsi curare in ospedale e i bambini sono senza scuola, perchè l’istruzione si paga, lì, nella capitale della Guinea, tralasciando il resto che non è poco.

Non solo ma cercando aggiornamenti e notizie, anche per la mia amica, ne ho trovato solo una, ferma al 2 ottobre:(ASCA) – Roma 2 ott – L’equipe di Medici senza frontiere è rimasta ‘’scioccata” dai livelli di violenza causati dagli eventi di lunedi’ 29 settembre, in cui i dimostranti sono stati attaccati e uccisi dalle forze di sicurezza nella capitale della Guinea, Conakry. MSF sottolinea di aver soccorso più di 400 feriti nelle strutture sanitarie di Donka e Matam, un terzo dei quali definiti ”gravi”. Gia prima degli attacchi sui dimostranti, si percepiva che la protesta di massa di lunedì potesse degenerare ed è per questo motivo che l’ equipe di MSF di Conakry si era preparata con kit medici di emergenza nell’ospedale di Donka e nel centro sanitario di Matam. ”I pazienti avevano disperato bisogno di soccorso per ferite d’arma da fuoco, ferite da taglio, percosse e stupri. Siamo rimasti completamente scioccati dal livello di violenza”, ha riferito Christine Jamet, Capo Missione di MSF a Conakry.”

Per concludere, gentile onorevole, il 17 ottobre a Roma, è stata una bella manifestazione, grande non certo come quella del 3 ottobre a Piazza del Popolo: forse il mondo cattolico era impegnato in altre faccende? Lo dice anche Repubblica che gentilmente ci offre immagini della piazza, on line, 200.000 persone…

Si dà il caso che nella mattinata l’avevo acquistato il giornale la Repubblica, io non li compro da molto e uso il pc ma stavolta il quotidiano per la Manifestazione Nazionale contro il Razzismo, portava ” la notizia” in Cronaca di Roma, su una colonnina a destra pagina V equivalente a pagina 68 del volume quotidiano, dove dopo aver spiegato che sarebbero state 55 le linee deviate o limitate, e annunciava che sul palco alla Bocca della Verità, avrebbero parlato tra gli altri il presidente arcigay Aurelio Mancuso, Concita De Gregorio, Moni Ovadia, Haidi Giuliani e don Tonino dell’ Olio di Libera.

La Fortuna, lo spero, ha voluto che ci siamo ritrovati per pochi metri vicini, prima di quella Bocca della Verità, che ci avrebbe inghiottiti nel clou finale della Manifestazione.

Non le pare Onorevole che la Libera Informazione abbia già fatto un’ abbondante ricreazione scantonando le notizie che mal si digeriscono? Ed inoltre onorevole, lei che si è così fortemente risentito per le irriverenze di piazza sul Papa, non crede che si dovrebbe usare più attenzione nell’uso di ceti aggettivi, come “lo sfruttamento anarchico delle risorse naturali” usato dal vescovo di Goma? L’anarchia mi creda ha delle regole, etiche e altrettanto morali che la Chiesa invita ad osservare: ne sapeva qualcosa Henry David Thoreau, tanto per fare un nome a me caro.

Grazie per la sua attenzione, spero voglia inoltrare questa mia all’onorevole Franceschini, perchè le garantisco che ” ci teniamo anche noi” all’Informazione, alla Scuola, dove anche il pensiero di Ipazia è parte integrante della nostra cultura, del Libero Pensiero da insegnare e far conoscere, in Italia, aldilà dei colori neri o rossi o arcobaleno che vengano rivendicati via via per le Missioni nel mondo e sulla Nostra Terra.

Dall’ Acropoli alla Città Bassa, invisibile, i miei più cordiali saluti.

Doriana Goracci

p.s. ho informato anche la signora Tana de Zulueta, da me incontrata alla Manifestazione il 17 ottobre 2009, che ignorava anche lei. Tutti i rappresentanti della Sinistra non parlamentare, in ordine sparso nelle prime file discretamente, saranno sicuramente al corrente di quanto vado scrivendo.

http://www.reset-italia.net/2009/10/18/era-il-17-ottob...
video e link

Chi glielo dice ai Nostri Ragazzi che c'è il loro funerale?

autore:
Doriana Goracci

Napolitano a Torino ricorda Bobbio, protestano gli studenti “100 anni di Bobbio cancellati da 1 anno di Gelmini“

Firenze: condanne per l’occupazione del consiglio comunale del 1995 : “Il sette novembre 1995 circa 200 donne, uomini e bambini fanno irruzione nel Consiglio Comunale. Anticipano l’arrivo di consiglieri e assessori. Lo scopo dichiarato era l’avvio di una trattativa con il Sindaco di Firenze per ottenere la riapertura dell’Assessorato alla Casa, allora cancellato e sostituito con l’assessorato alla sicurezza sociale. Dopo due ore di proteste, gli occupanti lasciarono spontaneamente il Consiglio. Non ci furono incidenti ma solo alcuni momenti di tensione. Nei giorni successivi tutti i partiti CONDANNARONO l’irruzione in Consiglio e fù avviata una pesante inchiesta giudiziaria. L’inchiesta arrivò ad ipotizzare, con l’aiuto di qualche “pentito”, anche l’ipotesi di reato di “associazione per delinquere”.

Gli studentinogelmini scrivevano il 9 dicembre 2008 Noi non dimentichiamo!: “Sabato 6 dicembre, Andreas Grigoropoulos, 15enne greco, è stato assassinato dai corpi speciali greci Blue Suit. Gli agenti coinvolti si trovavano provocatoriamente nel quartiere Exarchia (quartiere universitario), quando un gruppo di ragazzi ha intimato verbalmente ai poliziotti di andarsene. A quel punto un agente ha sparato tre colpi colpendolo Andreas al petto.Esprimiamo la nostra condoglianza ai famigliari, e la nostra piena solidarietà a tutti i greci/e che in questi giorni stanno manifestando la propria rabbia. Non è accettabile che un ragazzo muoia a causa dell’arroganza poliziesca. Non è la prima volta che la polizia abusando del proprio potere adotta metodi repressivi violenti e spara su ragazzi e studenti che manifestano il proprio dissenso politico, ci ricordiamo benissimo quanto è successo nel luglio 2001 a Carlo Giuliani durante il G8. Noi non dimentichiamo!La Grecia come l’Italia è in rivolta perchè travolta da una crisi globale (economica e scolastica) che, gli studenti in primis, non vogliono pagare. Scuole occupate, cortei studenteschi e presidi sono all’ordine del giorno ed esattamente come qua in Italia, gli studenti non vogliono pagare ne la crisi economica, nè quella scolastica. Andreas era un ragazzo che come noi stava esprimendo il proprio pensiero contro chi ci vuole far pagare la crisi. E’ per questo che noi non possiamo accettare in silenzio quanto è successo, poteva essere uno di noi, invitiamo tutti a partecipare mercoledì 10 dicembre al presidio sotto il consolato greco alle 15.30 in corso Galileo Ferraris 65″

Chi glielo dice ai Nostri Ragazzi, oggi in piazza a Torino, domani in un’ altra piazza, chi glielo dice all’ Onda, quale ondate di menzogne e notizie sono state taciute dai Media, dai Pompieri della ribellione, hanno cassato e censurato per anni, prima di quel tragico 2001, con un morto, processi da farsa e assoluzioni, colpi e ferite indelebili, cancellate dagli stessi che hanno “agitato” la peraltro moderata rivolta in Italia , continuando a stare al Governo, alternandosi e riproponendosi con giacche e spille di tutti i colori, fino a quella Arcobaleno, così facciamo contenti anche i gay e le trans…chi glielo dice agli studenti che il loro Ministro della Pubblica Istruzione è stato messo là non solo dalla Maggioranza Democratica di questo Carrozzone Mafioso ma anche col silenzio che ha urlato, solo quando “doveva” urlare certe notizie.

http://snipurl.com/sjkfy a questo link, è verificabile pubblicamente come Consultazione atti amministrativi pubblicati all’Albo Pretorio di Desenzano sul Garda la MOZIONE DI SFIDUCIA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, Maria Stella Gelmini, Proposta N. 20561,Atto 33 del 31/03/2000, PRESENTATA DAI CONSIGLIERI DI MINORANZA E RINVIO ELEZIONE NUOVO PRESIDENTE: APPROVATA, e con le presenze e i nomi di tutte le consigliere e consiglieri, compresa la nostra attuale Ministro della Pubblica Istruzione MARIA STELLA GELMINI. Motivazione del partito Forza Italia: ” manifesta incapacità ed improduttiva politica ed organizzativa”.

Diteglielo voi ai vostri figli, ai nipoti, a quelli che avete a cuore, ai “Nostri Ragazzi” , quale Menù gli hanno riservato quelli che portano il Rinnovamento, la Ricostruzione, l’Informazione Libera…

E’ il Funerale della Cultura, questa devastazione italiana, per cui non si sta in dignitoso silenzio, si urla e ci si oppone al sistema, rimboccandoci le maniche e cominciando noi a dare la Lezione, a imparare che Scuola si scrive non con la q e si passa il sapere, auto organizzando il lavoro, la nostra esistenza, senza chiedere a nessuno la Carità di un credito e di una pubblicazione, una machette a pagamento, per l’ ennesima Giornata in protesta. Dobbiamo andare avanti dice Barbara, precaria siciliana e togliendo le bende dagli occhi, rompendo questa catena di omertà. Fuori. La Guerra dichiarata e Infinita, non dà Pace a nessuno: il 17 ottobre 2009, contate quanti straccioni sono in Piazza, da identificare. E ci sarò, non perchè manca il pane anche se a Parigi si levano fiamme ai Campi Elisi per la protesta degli agricoltori: «Un kg di grano si vende a 9 centesimi, ma ce ne costa 14».
Era il ‘68 quando sui Muri della Sorbona venne scritto cultura=merda, quella che veniva propinata e hanno continuato a buttarci e ci siamo fatti buttare addosso, così come venne scritto sui Muri,Vietato Vietare, e abbiamo accettato questi Ordini, Leggi, Decreti Legali, cancellando ogni scritta che parlasse di Libertà Uguaglianza e Fraternità, messa in Carcere di massima sicurezza.
Ci sarò domani, e anche appresso finchè ho voce, perchè le Rose sono marce e ho bisogno del Profumo della Terra, come tutte le donne e gli uomini e le cose e gli animali. E Ipazia vive, nell’ Agorà, che possiamo solo noi riaprire, dall’ Acropoli alla Città bassa.

Doriana Goracci

http://www.reset-italia.net/2009/10/16/chi-glielo-dice...

Il 3 ottobre in Piazza c’era anche Barbara precaria, pasionaria, insegnante, siciliana

autore:
Doriana

Lezione di una precaria, Roma 3 ottobre 2009

http://www.youtube.com/watch?v=eI56Te2zY6M

"“Guardo quì le forze dell’ Odine messe contro di noi…manco fossi la nipote di Riina… malpagata la Polizia come noi nella scuola…la smettano di parlare dei nostri morti, Falcone e Borsellino, noi diventati bacino di voti, raccolti in Sicilia ancora con i pacchi di pasta e le banconote tagliate a metà. Vengono nascoste le realta nelle scuole del nostro Paese, le lezioni si fanno nell’illegalità più assolute…altro che la Gelmini che entra nelle carceri con le forze dell’Ordine…dobbiamo entrare nei negozi nelle case, dove le televisioni non ci permettono di parlare.

C’è un’ emergenza non solo sociale,emergenza della cultura, e vediamo donne che aprono le bocche per fare politica. E’ una vergogna n azionale…perchè un ragazzo dovrebbe entrare in una classe quando per affermarsi c ‘è Sgarbi che ci riempie dagli schermi di parolacce.

Maledetti punti, come fossimo in un supermercato, chi c’è prima e chi c’è dopo, dopo non c’è niente, i figli non hanno speranza, vadano all’estero, basta con le pacche sulle spalle, voglio le persone con me ogni giorno…

Lo dobbiamo spiegare, entrando nelle scuole, parlando con il nostro vicino di casa, fuori…

DOBBIAMO ANDARE AVANTI!”

In mezzo alla Statale senza Casini in movimento

autore:
Doriana Goracci

Due notizie a confronto: la prima è di oggi, 25 settembre 2009, la seconda è del 4 settembre 2009. La protesta in Italia che mi ritrovo sotto gli occhi, è oggi quella della Fincantieri: dalla statale al tetto, e ritorno alla strada, occupandola.

Cosa è stato fatto nel frattempo? Quando ci faranno sapere cosa succede in questo Paese e Chi e Cosa davvero interessa a noi, sapere e proporre, mettere in calendario, leggere e inoltrare? L' informazione siamo noi?

Vorremmo non concludere il mese tra riesumazioni di salme, baci al sangue del morto, miracoli all'italiana e acquisti dall' estero senza pagare tasse, gli Affari...con cadaveri accanto ai velenitossici di una nave.Tanto per rimanere nei cantieri, nelle navi e il Lavoro Fantasma come l' Informazione Firmata, perchè c' è sempre una Brunetta dietro l'angolo che ha la soluzione: "A questi compagni propongo una lotta di liberazione da questo abbraccio mortale".

Grazie ci liberiamo da sole, sempre che troviamo chi lo voglia fare, facendo a meno di Sante Alleanze che ci insegnino l'educazione MariaStellare.

Non vorrei ritrovarmi in un' Italia mai cambiata e toh! dire che è già Natale, ascoltando la Musica per andare in Paradiso.

Suvvia riprendiamoci, occupiamo in tutti i sensi: luogo tempo spazio. Senza i Casini e i Baffini dei gattini ciechi, pieni di Buon Senso, del "Tutto è già in movimento".

Increduli, ci risveglieremo, come l' Abruzzo?

Doriana Goracci

link e video su
http://www.reset-italia.net/2009/09/25/in-mezzo-alla-s...
25 settembre 2009 “E’ stata bloccata questa mattina la Statale Sorrentina da un gruppo di lavoratori dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia. I dipendenti dell’azienda napoletana chiedono che vengano garantite nuove commesse per assicurare i posti di lavoro. I manifestanti ieri erano saliti sul tetto della fabbrica per protesta”.

4 settembre 2009 Un migliaio di lavoratori della Fincantieri di Castellammare di Stabia e dell’indotto, questa mattina, ha bloccato la Strada Statale sorrentina per quattro ore per protestare contro le scelte dell’azienda. Su 680 lavoratori, 152 sono in cassa integrazione, altri 100 saranno collocati in cassa dalla metà di settembre e se non ci saranno variazioni dei programmi produttivi, la cassa riguarderà oltre i due terzi del totale dei lavoratori del cantiere. Per quanto riguarda l’indotto, poi, la situazione coinvolge oltre mille lavoratori che, in gran parte non potranno fare ricorso agli ammortizzatori sociali.

Una delegazione sindacale, insieme al sindaco di Castellammare, ha incontrato il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, per chiedere da fare da tramite al governo per la convocazione urgente di due incontri al ministero dello Sviluppo Economico: il primo, per affrontare le crisi industriali dell’area Torrese-Stabiese, con particolare riferimento alla crisi della Fincantieri; il secondo per affrontare sul piano nazionale il tema della crisi della cantieristica navale e delle politiche a sostegno per risolvere la sua crisi. Successivamente, la delegazione si è recata in Regione Campania, per affrontare il problema del sostegno al reddito dei lavoratori dell’indotto, ottenendo la copertura finanziaria del caso. Infine, sindaco ed organizzazioni sindacali hanno richiesto un incontro urgente all’amministratore delegato della Fincantieri, Giuseppe Bono. Incontro si terrà il prossimo lunedì a Roma. «La situazione nel cantiere di Castellammare è molto critica. Occorrono risposte ai problemi dei lavoratori, della Fincantieri e dell’indotto, per l’immediato e la prospettiva – ha dichiarato il segretario generale della Fiom napoletana, Massimo Brancato – Se non si definisce un chiaro percorso di confronto con azienda, governo ed istituzioni locali e regionali capace di affrontare in maniera risolutiva le questioni sul tappeto, il conflitto sociale è destinato ad acuirsi».

Studenti disabili è già emergenza

autore:
niurluvo

Classi-pollaio alle medie come alle superiori. Il sovraffollamento nelle aule la fa da padrone nella scuola dei tagli della Gelmini. E oggi - primo giorno di lezione per gli studenti d’Italia - l’amara sorpresa delle famiglie con figli che vivono in una condizione di disagio. A Velletri ben cinque alunni con disabilità sono finiti insieme in una classe di trenta adolescenti. A Cagliari, cinque ragazzi svantaggiati siedono negli ultimi banchi “isolati” da oltre venti compagni. A Vercelli sette disabili su 23 alunni. Ma il ministro dell’Istruzione continua a tacere, in barba al progetto stesso di integrazione.

Gli insegnanti di sostengo in tutta Italia sono circa 90mila. Gli alunni con disabilità sono circa 180 mila. Dunque: il sostegno non è stato tagliato ma il numero degli alunni certificati è cresciuto. Ma la ministra unica dell’Istruzione non ha dato le risorse rispetto ai nuovi bisogni. Tutti pensano che a scuola ci sia un insegnante di sostegno ogni due alunni. In realtà, questa è una media non è un dato numerico. Nelle classi i docenti sono stati assegnati fino a tre o quattro casi. Se non di più.

Una questione delicata quella degli alunni con disabilità e il Miur ne era a conoscenza da tempo. L’Unità denunciò lo scenario nel marzo scorso. Il ministero intervenne con una secca nota, liquidando la questione in poche righe: “Scuola, confermato il limite di venti alunni nelle classi con disabili”. Glissando, anche nel comunicato stesso, sui veri contenuti. Il numero richiamato, infatti, era riferito esclusivamente al totale degli alunni della classe e non a quanti alunni disabili potevano essere iscritti in una classe composta da venti alunni.

Nel regolamento sulla riorganizzazione scolastica la Gelmini aveva tralasciato di fissare il tetto massimo degli alunni con disabilità nelle classi. Con grande disperazione dei dirigenti scolastici, lasciati soli a districare l’impietosa questione. Le associazioni che si interessano di integrazione scolastica speravano in una correzione ad hoc nelle linee guida attese per l’autunno. Invece, a sorpresa, il provvedimento è stato emanato in piena estate quando le famiglie e le scuole erano in vacanza. Anche in questo documento la questione è stata omessa, coperta da un velo di silenzio. Per gli studenti con disabilità l’amara constatazione entrando in classe: è come se la Gelmini gli avesse detto «Per voi la scuola finisce qui».

Red-Carpet all’italiana

autore:
Doriana Goracci

Era un ottobre rosso da vergogna, quando nel 2008 scrissi del Tappeto
romano e del Tapis roulant per il Festival del cinema. Me la ritrovo la
notizia, mutata di sede e cronologicamente al 2 settembre 2009: “Momenti
di tensione a Lido di Venezia dove si tiene la cerimonia inaugurale
della 66esima mostra del cinema. Una settantina di no global, ai quali
si sono mischiati anche lavoratori precari del settore culturale, hanno
cercato di arrivare al red carpet, ma sono venuti in contatto con la
polizia che cercava di bloccarli. Uno dei no-global, un disabile, negli
scontri ha riportato un ematoma alla testa. E’ stato medicato e subito
dimesso dal pronto soccorso dell’ospedale del Lido”.

Forse è il caso di pubblicare il comunicato di Global Beach: “ Era dagli
anni Sessanta che non assistevamo a cariche della polizia alla Mostra
del Cinema di Venezia. Questo edificante spettacolo ci è stato
riproposto oggi, quando un gruppo di precari e attivisti di Global Beach
ha tentato di entrare all’Hotel Des Bains, uno dei luoghi simbolici
della Mostra e del Lido stesso, per tenere una conferenza stampa.Ieri,
Global Beach aveva aperto con una partecipa assemblea che riuniva
diverse esperienze di lotta del precariato culturale, dello spettacolo e
gli studenti dell’Onda. E’ nel contesto di una Mostra del cinema
militarizzata come non mai (nemmeno dopo l’11settembre), che il ministro
Bondi e gli esponenti del governo sfilano al costo di far manganellare i
precari della cultura, quelli stessi che garantiscono l’apertura della
Biennale e che sono strozzati nel meccanismo delle agenzie interinali.
Un governo che ai tagli sulla cultura e sull’università, associa oggi,
in un momento in cui lotte e vertenze si moltiplicano, la violenza della
polizia che oggi ha colpito al Lido. Chiaro segnale a quei conflitti
sociali che caratterizzano che . Le cariche sono state violente, non
certo volte a disperdere, ma a fare male. Ai molti contusi si aggiungono
uno studente con tagli alla testa e una giovane ragazza con una ferita
aperta alla spalla. Nonostante ciò, un gruppo di attivisti di Global
Beach e di attori e precari dello spettacolo del Movem, è riuscito a
portare la nostra voce fin sul Red Carpet, disturbando e contestando i
rappresentanti del governo. La gravità dell’accaduto è tutta in un dato,
alle richieste di un reddito dignitoso e continuativo dei precari della
cultura e dello spettacolo si risponde con la violenza della polizia.
Global Beach non si fa intimidire e continuerà con il suo programma
culturale, con il suo spirito di proposta e come lo spazio dei precari
che, evidentemente, fanno tanta paura a chi ci governa”.

C’è anche chi la racconta così: Red carpet da kolossal per Tornatore con
pioggia di flash per gli ospiti vip. Continua, mai dati segni di
stanchezza, “la sfilata di star sul red carpet del Lido di Venezia per
la serata inaugurale della 66esima mostra del cinema. Ammiratissima la
madrina, Maria Grazia Cucinotta, in abito blu e splendido decollete.
Applausi, dopo la fredda accoglienza della stampa, per il cast del film
di Giuseppe Tornatore, “Baaria”, proiettato in anteprima mondiale”.
Bondi incalza e dichiara:”…Le immagini, i volti, le atmosfere di
‘Baaria’ sono un dono per la storia del cinema mondiale”
E’ stato definito “Un affresco corale sulla memoria collettiva che
diventa un omaggio al cinema del passato”: a me sembra stando il
tappeto steso e chi ci passeggia, un omaggio al presente, barocco e
sfacciato, come una dittatura.
Su quello roulant, volteggiano gli stessi di sempre, i mutati in mutande
e rilasciano dichiarazioni di questo altro timbro e tenore: “E’ stato
caricato pochi minuti fa il corteo composto da alcune centinaia di
studenti dell’Onda e precari dello spettacolo in corso al Lido di
Venezia, riunitisi alla spiaggia occupata di Global Beach, per
protestare contro i tagli alla cultura e all’università. Il corteo stava
raggiungendo in modo assolutamente pacifico e comunicativo l’Hotel Des
Bains, nei pressi del tappeto rosso, di fronte a cui gli attivisti
volevano lanciare una protesta simbolica e colorata contro la presenza
al Lido del Ministro della Cultura Bondi, esponente del governo che sta
sottraendo milioni di euro di fondi alla cultura, e distruggendo il
sistema universitario pubblico italiano.La carica della polizia contro i
precari e gli studenti è stata improvvisa e violenta, ed ha causato
alcuni feriti, fortunatamente in modo non grave”.
Si assedia in tutta Italia, non solo per vedere i miti dell’attualità.
Quest’anno vediamo un altro film… – Global Beach edizione 2009

Doriana Goracci

FOTO E LINK SU
http://www.reset-italia.net/2009/09/03/red-carpet-alli...

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